
Tra le rapide del 2024
Narrare necesse est:
noi esseri umani abbiamo assoluto bisogno di raccontare.
È sempre stato così ed è ancora così.
Poiché noi esseri umani siamo le nostre storie
e le storie hanno bisogno di essere raccontate.
Odo Marquard, filosofo tedesco
Eccoci qui con l’ultimo post di questo 2024, perché mancano davvero poche ore per festeggiare un nuovo inizio. Sono quasi sollevata, a essere sincera. Andando a rileggere le considerazioni finali dell’anno scorso, Scogli e sorprese del 2023, è stata una saggia decisione evitare di programmare troppe attività e nuovi progetti, lasciandomi guidare quasi solo dal vento del momento.
Ero preparata alle difficoltà di questo anno bisestile, come pure alle diverse opportunità che talvolta possono offrire le sfide. Così come gli oroscopi avevano largamente annunciato un anno complicato per noi Sagittari, almeno nei primi mesi, ma promettendo laute ricompense verso la fine. Invece pure gli oroscopi, di settimana in settimana, spostavano sempre più in là la fine delle mie fatiche! Non voglio nemmeno leggere le previsioni per il 2025…
Sono però molto riconoscente alle mie Tre parole per una rotta di avermi davvero aiutato moltissimo, soprattutto a Balance che mi ha permesso non solo di bilanciare meglio il mio tempo, ma di pesare anche parole e fatti, evitando così di arrabbiarmi inutilmente e sprecare energie in lamentele, ma di focalizzarmi invece sulle possibili soluzioni.
Dal punto di vista del blog e della mia scrittura, il 2024 era cominciato davvero male, quando a metà gennaio, proprio mentre stavo pensando a nuovi contenuti da pubblicare, idee e storie da sviluppare, mi sono ritrovata con il sito web hackerato, come vi ho spiegato nel post Questa rete piena di squali. Uno sgambetto bello e buono da anno bisesto, ma anche l’occasione di preparare i bagagli e migrare tutto su un nuovo servizio di hosting, performante e professionale. Crisi risolta come opportunità anche di migliorare altri servizi tecnici correlati al blog e dare pure una ripulita per renderlo un pochino più snello in caricamento. Da questa analisi, sono emersi diversi fattori che comunque rallentano la velocità del sito, dunque anche l’esperienza del lettore e, di conseguenza, la valutazione sui motori di ricerca (ed è un circolo vizioso, perché molti lettori arrivano a scoprire il blog proprio da una ricerca). Su questo punto, conto proprio di lavorarci nel nuovo anno.
Iniziare l’anno così mi ha però alquanto destabilizzato, soprattutto sommando l’esperienza ad altre questioni personali. Credevo di navigare in acque tranquille con una bellissima barca a vela, invece mi sono trovata all’improvviso in mezzo alle rapide con un piccolo kayak!
Ho preferito quindi concentrarmi sulle storie, quelle da leggere e quelle da scrivere, tra storie vere e racconti di fantasia. Ne ha un po’ risentito la pubblicazione di contenuti qui sul blog, perché questo 2024 chiude con meno di 30 post pubblicati, mentre nei primi anni riuscivo a chiudere quasi con il doppio di articoli. Non mi sento però in colpa per questo, perché credo di aver migliorato in qualità dei miei contenuti, invece di rincorrere la quantità e il vecchio mito del “un post al giorno”. Se vado a rileggere i miei vecchi articoli mi viene da sorridere: vorrei sempre rimaneggiarli per scriverli meglio e aggiungere considerazioni che ho tralasciato, anche per ingenuità (non lo farò, perché credo sia giusto rimangano intatti, una sorta di “fotografia” del loro tempo). Pensare che all’epoca faticavo a trovare nuove idee per un articolo, mentre oggi avrei davvero molto da pubblicare: sono rimasta indietro di almeno quattro o cinque recensioni di romanzi, ma mi accorgo che se non le scrivo subito, prima di iniziare un’altra lettura, diventa più difficile tornarci su. Così come ci sono molti aspetti della scrittura che mi ripropongo di approfondire, e comincio delle ricerche preziose, pure in lingua inglese sui mercati editoriali esteri, che poi restano in bozza e piano piano scivolano oltre la lista delle urgenze.
Questo perché è cambiato anche il mio approccio al blog rispetto alla vita quotidiana.
Nonostante si continui a proclamare il blogging come defunto, continua a godere di ottima salute. Però si è evoluto e in modo significativo.
I blog offrono una piattaforma unica per mostrare la propria voce e il proprio stile, favorendo un legame più forte con il proprio pubblico, una connessione diretta che travalica quei fastidiosi algoritmi dei social media (da dove si rischia di essere esclusi pure per errore!) Qualche blogger di successo ha integrato vari tipi di contenuti, comprendendo video e podcast insieme ai post sui social media, per coinvolgere gli utenti in diversi formati. Ma il blogging puro, inteso come parola scritta, avrà sempre un posto nella rete, esattamente come continueranno ad esserci lettori di libri cartacei.
Alcune persone preferiranno sempre leggere, piuttosto che guardare o ascoltare, perché la lettura ha un impatto differente: richiede maggiore riflessione ma offre anche un’analisi più approfondita, che video e audio rischiano di disperdere in breve tempo.
Quei pochi dati che sono riuscita a raccogliere quest’anno mi dicono che, nonostante tutto, il blog funziona ancora!
The future of publishing is about having connections to readers and the knowledge of what those readers want.
Il futuro dell’editoria riguarda la connessione con i lettori e la conoscenza di ciò che questi lettori desiderano.
Seth Godin, esperto di marketing, business e leadership
Quali numeri contano davvero?
Quest’anno davvero sono qui a chiedermi che senso hanno le statistiche del blog, quelle approfondite basate sull’utilizzo dei cookies, in particolare quelli gestiti da Google Analytics. Negli anni precedenti si erano susseguite diverse vicende, dalla crisi di Google Analytics in Europa, considerato non conforme e costretto a cambiare i propri processi, all’aggiornamento della Cookie Law che impone di default di disabilitare tutti i cookies prima che l’utente esprima il consenso sulla barra obbligatoria in homepage. Stanchi di dover cliccare in continuazione prima di leggere qualsiasi contenuto sul web, gli utenti si sono attrezzati con browser o moduli aggiuntivi che bloccano in automatico questi cookies. Lo stesso Google dapprima ha dichiarato di volerli bloccare sul suo browser Chrome, per poi ritornare sulla decisione in seguito alle proteste degli investitori (Fonte: wired.it).
Dunque, i numeri mostrati da Google Analytics non sono più buoni come un tempo.
Aggiungiamoci l’Intelligenza Artificiale che è davvero ovunque, non solo usata per la scrittura di testi per il web, ma anche per ottimizzarli in ottica SEO e renderli appetibili proprio ai motori di ricerca. Questo influisce continuamente sul posizionamento nei risultati di ricerca, la cui classifica risulta più volatile del mercato azionario delle materie prime. Lo stesso Google si trova in difficoltà nel tentativo di accontentare tutti i suoi player: i suoi azionisti, gli inserzionisti suoi clienti, la sua stessa Intelligenza Artificiale Gemini impiegata anche in ambito SEO, i creatori di contenuti, compresi noi blogger, e soprattutto gli utenti del motore di ricerca, che vogliono dei risultati rispondenti alle loro richieste.
Google però non è l’unico motore di ricerca. Sebbene detenga al momento quasi il 90% della quota di mercato della ricerca online (Fonte: Statcounter Global Stats) rischia di perdere la posizione dominante, soprattutto perché negli USA sta affrontando una complessa causa antitrust contro il Dipartimento di Giustizia (Fonte: LaRepubblica) Ecco perché in futuro occorrerà studiare anche gli altri motori di ricerca e probabilmente adeguarsi a nuovi strumenti di posizionamento.
In mezzo a tutto questo caos, tocca affidarsi direttamente al provider dello spazio hosting (per chi come webnauta usa WordPress su installazione dedicata) per comprendere come è andato, in termini di gradimento agli utenti, il blog. Devo però tenere conto della migrazione del sito al 16 gennaio scorso, per cui ho perduto i dati relativi ai primi quindici giorni, anche se probabilmente erano “sporchi” dei tentativi di accesso da parte degli hacker che stavano saturando le risorse disponibili.
Queste sono state le visualizzazioni di pagina registrate negli anni da Google Analytics:
2016 18.371 visualizzazioni con pochissimi articoli pubblicati
2017 79.329 visualizzazioni
2018 111.916 visualizzazioni
2019 140.683 visualizzazioni
2020 224.011 visualizzazioni con un lockdown nazionale
2021 180.562 visualizzazioni con il blocco dei cookies
2022 226.723 visualizzazioni stimate tra Google Analytics UA e GA4
2023 237.744 visualizzazioni stimate tra Google Analytics GA4 e Hosting
Ebbene per il 2024, Google Analytics GA4 indica solo 90.785 page view (troppo poche per le risorse consumate in hosting) e 224.646 eventi, dove gli eventi comprendono non solo le visualizzazioni ma altri “movimenti” degli utenti sul blog. Se invece vado direttamente sul pannello dello spazio hosting, che non utilizza i cookie ma la semplice richiesta al web server, questo riporta la bellezza di 255.782 visite con 1.163.306 di pagine visualizzate, escludendo di default tutti i robot automatici, sia dei motori di ricerca che dell’Intelligenza Artificiale in autoapprendimento (da qualche mese, questa è comunque esclusa per mia scelta).
Quali numeri contano davvero? Davvero non lo so.
Intanto le informazioni più utili che posso ricavare da Google Analytics sono gli articoli e i racconti più letti qui sul blog.
Gli articoli più letti nel 2024 risultano essere:
- Come è fatto: le parti del libro (rubrica Navigare Informati)
- Cartella editoriale pronta per l’uso (con template da scaricare gratuitamente)
- Come scrivere un libro con GoogleDocs
- E adesso prendimi. Come scrivo le scene di sesso di Outlander di Diana Gabaldon (rubrica Che cosa ho imparato da…)
- Piego di libri, spedire un libro al costo di un caffè (rubrica Navigare Informati)
- Come scrivere un libro con LibreOffice
- Elogio dell’imperfezione in questo tempo di false perfezioni (una new entry in classifica, dai temi di Italiano degli esami di Maturità dello scorso giugno)
- Lascia un libro, prendi un libro. Una mappa per la condivisione gratuita dei libri
- 5 Schei de Mona Il metodo per lavorare di meno (mi sa che il titolo funziona, per errore di interpretazione, come acchiappa-click 😛 )
- Si può vivere senza WhatsApp? (confermo che si può vivere benissimo senza WhatsApp, si evita buona parte della comunicazione inutile, lasciando spazio a quella di vero valore)
I racconti più letti nel 2024 invece risultano essere:
- Mi tieni aperta la porta? (primo in classifica, con un numero eccezionale di letture, l’ultimo racconto di San Valentino! Uao!)
- La signora Manucci. Una storia a bivi (la terribile Signora Manucci resiste, non capisco se per il suo caratteraccio o per la struttura della storia a bivi)
- Toccami il cuore
- Vai ai materassi! Una storia di Natale, anche se non sembra
- Non voltarti indietro mai e vai (il racconto dell’ultimo San Valentino in cima alla classifica, ma dal punto di vista di Lui)
- Bugiardo (Liar) (l’ultimo capitolo della serie di Halloween La storia di Liam e Caitlyn)
- Craigh na Dun (in realtà, solo un incipit di un racconto autobiografico…)
- I trolls esistono e ti rubano i calzini
- Un giorno di pioggia
- A che ti serve un uomo se puoi avere un gatto?
Le mie letture in ripresa
Quest’anno sono tornata a leggere un pochino di più e soprattutto con soddisfazione. Alla fine nella mia lista ci sono 32 libri, di cui 30 sono romanzi, tra romance, thriller e gialli, con una netta preferenza per la categoria del cozy crime, dove chi indaga non è propriamente un investigatore o un poliziotto. Ci sono infatti il barrista del Bar Lume di Marco Malvaldi, il ristoratore bolognese di Filippo Venturi e tre formidabili donne dei Delitti del casello di Rosa Teruzzi, una bellissima scoperta per me, che ho divorato già i primi cinque romanzi!
Ho ripreso pure la saggistica, con la rilettura de L’arte di correre di Haruki Murakami e Atomic habits di James Clear, che ho sospeso a metà perché è un testo che richiede riflessione, pratica e ritorno alla lettura (ma poi è giunta l’estate rovente). Spero di riprenderlo a breve.
In mezzo siamo riusciti a organizzare la lettura condivisa de L’uomo nell’alto castello di Philip K. Dick, di cui potete leggere sul blog di Marina Guarneri: Lo so io dove la metterei la svastica! – Lettura condivisa di “La svastica sul sole” di Philip K. Dick
Sto cercando di vedere l’omonima serie, pluripremiata, su Amazon Prime Video, ma mi costa più fatica del romanzo (era difficile eh!!)
GENNAIO
Harry Potter and the Philosopher’s Stone – J.K.Rowling (edizione in lingua inglese + audiolibro)
La scatola della memoria – Brunella Borsari
Scarpe italiane – Henning Mankell
FEBBRAIO
Il tortellino muore nel brodo – Filippo Venturi
L’invenzione di noi due – Matteo Bussola
Non voltarti – Daphne du Maurier
MARZO
L’arte di correre – Haruki Murakami
Atomic habits. Piccole abitudini per grandi cambiamenti – James Clear (sospeso, in riflessione)
APRILE
L’uomo nell’alto castello – Philip K. Dick (sto vedendo la serie televisiva su Amazon Prime Video)
It ends with us. Siamo noi a dire basta – Colleen Hoover
MAGGIO
Un peso sul petto – Vittoria A.
GIUGNO
Le cene per ritrovarsi – Sandra Faè
Le vedove di Malabar Hill (Le inchieste di Perveen Mistry) – Sujata Massey
LUGLIO
La grande rapina al treno – Michael Crichton
Il telefono senza fili (I delitti del Bar Lume) – Marco Malvaldi
Amo la mia vita – Sophie Kinsella
La battaglia navale (I delitti del Bar Lume) – Marco Malvaldi
Gli spaghetti alla bolognese non esistono – Filippo Venturi
AGOSTO
Il caso della domestica perfetta – Agatha Christie
L’amante di Calcutta – Sujata Massey
La sposa scomparsa (I delitti del casello) – Rosa Teruzzi
La fioraia del Giambellino (I delitti del casello) – Rosa Teruzzi
Non si uccide per amore (I delitti del casello) – Rosa Teruzzi
SETTEMBRE
Romanzo rosa – Stefania Bertola
Ultimo tango all’Ortica (I delitti del casello) – Rosa Teruzzi
OTTOBRE
Dance dance dance – Haruki Murakami
NOVEMBRE
L’incubo di Hill House – Shirley Jackson
La neve in fondo al mare – Matteo Bussola
Un buon posto in cui fermarsi – Matteo Bussola
DICEMBRE
La memoria del lago (I delitti del casello) – Rosa Teruzzi
Piccole cose da nulla – Claire Keegan
E’ l’umido che ammazza – Filippo Venturi
In Gennaio ho riportato nuovamente la lettura di Harry Potter nell’edizione inglese, che in realtà non ho ancora terminato. E’ una sorta di lettura ricorsiva, tra audiolibro e cartaceo: ogni capitolo prima lo ascolto almeno due volte, dalla voce meravigliosa di Stephen Fry (potete ascoltare l’estratto su Audible: Harry Potter and the Philosopher’s Stone) poi una terza volta lo ascolto con il cartaceo davanti, per associare suono e parole.
In più quest’anno mi hanno regalato un abbonamento alla rivista SpeakUp in edizione cartacea: ogni articolo ha il corrispondente audio online, quindi leggo ascoltando la voce, con diverse difficoltà e accenti. E’ interessante perché sono sempre articoli di cultura generale, presi da quotidiani e riviste estere, qualche intervista, almeno una recensione su un romanzo, classico o contemporaneo e pure un racconto breve all’ultima pagina. Per Natale, mi sono fatta regalare il rinnovo dell’abbonamento. 😛
Lavori in corso
tra blog e scrittura
Dopo la migrazione d’emergenza del blog dello scorso Gennaio, compresa una pulizia del database (ogni vecchio plugin sostituito lascia sempre dello “sporco” nelle tabelle), non sono stati eseguiti altri aggiornamenti importanti, quanto meno non visibili ai lettori. Ho preferito mantenere la situazione stabile per un po’, così da registrare subito qualsiasi stranezza e correggerla immediatamente.
Sono stata costretta a cambiare il plugin dell’Archivio dei post, qui sul menù a destra: il precedente mostrava l’anno, il mese e sotto il titolo del post, così da poter vedere in un click quando avevo pubblicato un certo articolo, era molto intuitivo e potente. Purtroppo non veniva aggiornato da anni (WordPress non ha ancora sviluppato un alert automatico per indicare i plugin a rischio!) e fatalità era proprio uno dei punti deboli del blog, come si è scoperto poi. Purtroppo non ho trovato un plugin sostituto decente, così ora potete vedere solamente l’Archivio standard, con indicati il mese e il numero dei post totali. Tristissimo e alquanto inutile.
Solo in autunno ho effettuato un aggiornamento sul blog, in realtà dovuto alla scelta di abbandonare Twitter come social media personale e di riferimento, scelta controversa come ho raccontato in questo post: E’ tempo di lasciare Twitter
Ho dovuto togliere ovunque icone e collegamenti verso Twitter/X e sostituirli con il nuovo social media Threads: qui sul blog, in alto a destra e in fondo pagina nell’intestazione blu, nonché in fondo alla newsletter di notifica dei nuovi post. Ho dovuto proprio sviluppare la funzionalità per il collegamento verso Threads, in quanto mancava sia sul tema grafico del blog che sul plugin della newsletter. Ci ho impiegato un mese, perché ahimè gli sviluppatori per WordPress, oltre ad essere lenti, non sono nemmeno “puliti” nel loro codice. Ricordo che non vorrei più sviluppare, ma soltanto scrivere… 🙁
Come ho spiegato nel post La prova del Nove. Tanti auguri webnauta!, visto l’impatto dannoso dell’Intelligenza Artificiale alle risorse di questo blog, come pure ai contenuti di noi blogger, utilizzati senza rispetto della proprietà intellettuale, ho aderito al progetto NO-AI-ICON dello sviluppatore Thomas Knutsen, inserendo un nuovo logo nel menù a destra e in fondo all’homepage. In questo blog non si usa l’Intelligenza Artificiale, né per testi né per immagini!
In quanto alla scrittura, ho mantenuto fede alla mie scadenze con i racconti pubblicati durante l’anno: quello di San Valentino, Mi tieni aperta la porta?; quello per Pasqua anche se in realtà è lo stesso racconto di San Valentino, ma dal punto di vista del Lui della storia, Non voltarti indietro mai e vai; un nuovo episodio della serie di Halloween, La storia di Liam e Caitlyn, con il racconto Bugiardo (Liar); l’ultimissimo racconti di Natale, che mi ha permesso di combattere il Grinch in me, Natale tutti i giorni.
Sono ripartita con la pubblicazione delle storie vere per la rivista Confidenze in edicola, con tre nuove storie: La scatola della memoria partita dalla lettura dell’omonimo romanzo di Brunella Borsari; A Siena con me stessa nata praticamente da una chiacchierata sui viaggi in solitaria con la nostra amica Sandra Faé; ma soprattutto la mia storia vera, autobiografica solo per questa volta, e mai più, Sfido me stessa per rinascere sulla mia esperienza con la community My Peak Challenge, come e perché sono diventata una Peaker (ci ho messo quasi due anni a scriverla!)
Altre particolarità sono state le interviste quest’anno: la mia partecipazione alle interviste estive divertenti dell’amica blogger Luz, come potete leggere a questo post Le interviste estive di Luz, e la mia traduzione in italiano dell’intervista alla scrittrice Diana Gabaldon della saga Outlander, preparata dalla mia amica Rebekah Simmers, una delle amministratrici del gruppo Peaker Writers a cui partecipo, nell’ambito della Historical Novel Society UK 2024 Conference, come potete leggere qui Dalla pagina allo schermo. Intervista alla scrittrice Diana Gabaldon. E’ stato un po’ come rivederla e abbracciarla, chissà che non succeda davvero!
E per finire in bellezza, anche se questo lavorone cominciava da molto lontano, ho aggiunto un nuovo articolo a quel corso gratuito in italiano dedicato al software di scrittura creativa yWriter, progettato dall’informatico e scrittore Simone Haynes, preparando una nuova traduzione dell’interfaccia del programma, che potete scaricare qui: yWriter6 Nuova traduzione in Italiano
Soprattutto ho finalmente pubblicato, in vendita su Amazon, la guida completa scritta proprio con tutti i materiali del corso, che non avevano trovato spazio sul blog. La potete acquistare come ebook a questo link Guida completa al software di scrittura yWriter6 Potete anche seguirmi sulla mia nuova Pagina Autore su Amazon.
In arrivo anche la versione cartacea, che mi richiede maggior lavoro sull’impaginazione, dato che la guida è bella corposa, la stampa ha una costa importante e devo rivedere tutti i margini interni. Probabilmente attenderò anche una copia di verifica, prima di confermare la messa in vendita. Ci vuole pazienza, soprattutto la mia! 😀
Lavorare sui sogni nel 2025
L’anno in arrivo tra poche ore è importante per diversi aspetti della mia vita: saranno 10 anni di blog, anche 10 anni da Peaker (insieme ai 10 anni della community My Peak Challenge, hanno annunciano festeggiamenti folli!) e soprattutto saranno 50 candeline tonde per la sottoscritta (anche qui avrei qualche idea per festeggiamenti altrettanto folli, vedremo).
Gli oroscopi per il Sagittario non promettono ancora niente di buono per i primi mesi: sarà un anno pieno di aspettative e potenziale, ma con qualche intoppo iniziale, perché abbiamo ancora Saturno in quadratura. Mi stanno già girando gli anelli… XD
L’unico obiettivo per questo 2025 è di lavorare sui sogni, a tutto campo, dalla vita alla scrittura, dal benessere fisico ai viaggi lontani.
Finisce con il numero 5 questo anno, e il numero 5 mi ha sempre portato bene!
Dreams don’t work unless you do.
I sogni non funzionano a meno che non li fai tu.
John C. Maxwell, scrittore e oratore americano
(ma io ho sentito questa frase da Kaleb Cooper)

Comments (14)
Lisa
Dic 31, 2024 at 2:04 PM ReplyTi ammiro e ti faccio tanti auguri per il 2025!
Vorrei scrivere altro ma non essendo esperta di informatica mi esce solo un WOW… com’è intelligente Barbara! E che carica! Proprio una bella energia, però si sente anche tutto l’impegno che metti nel coltivarla e mantenerla.
Mi piace anche il simbolino “no AI”, coltiviamo le relazioni umane. Mi dà un senso di speranza.
Quindi ti faccio tanti complimenti e ti mando un abbraccio!
Barbara Businaro
Gen 02, 2025 at 3:53 PM ReplyOh ma grazie Lisa! E bentornata da queste parti! 🙂
No, macché intelligente, questa è parte, anche se laterale, delle mie competenze informatiche. Aggiungi anche una buona dose di innata curiosità.
Sull’energia va detto che la alleno duramente, tutti i giorni (sorvolando sulle festività di questo periodo, sono riuscita ad allenarmi appena una volta a settimana, ahi ahi).
In quanto all’Intelligenza Artificiale, come qualsiasi tecnologia, si può usare bene o si può usare male. Ora viene usata male, con pochi limiti e nessuna etica. Per questo ritengo indispensabile fare un passo indietro e davvero coltivare le relazioni umane. In generale, ma ancora di più per la scrittura.
Un abbraccio anche a te e chissà di incontrarci in qualche modo quest’anno! 😉
Sandra
Dic 31, 2024 at 2:11 PM ReplyOh, che piacerone vedere diversi miei suggerimenti tra le tue letture.
Dunque, no, i blog non sono morti, sono meno, ma solidi, una sorta di bella nicchia e il tuo beh…va a gonfie vele direi.
La vita personale, specie quando molto tribolata, ci impedisce di dedicare ai blog o alla lettura il tempo che vorremmo, per cui alla fine questo tipo di bilancio è spesso in perdita, ah quanto avrei potuto fare di più- Ma se non l’ho fatto c’è un motivo molto serio.
Nel complesso invece hai fatto tanto.
Auguri quindi a te, al blog, ai sagittari. Un mega abbraccio.
Barbara Businaro
Gen 02, 2025 at 4:01 PM ReplyOh si Sandra, tu sei una forte “spacciatrice di titoli” in quanto alle mie letture! 😀
Poi Daniela mi ha fatto conoscere la scrittrice indiana Sujata Massey, non solo per la sue serie investigativa, mentre Darius mi ha suggerito quel romanzo di Michael Crichton, La grande rapina al treno, pure un film grandioso con Sean Connery (quella è una delle recensioni in ritardo, spero di completarla!)
Mi rendo conto di aver fatto tanto solo quando torno a guardare indietro. Ma di solito la mia vista è in avanti, sui mille progetti da completare.
Auguri a noi Sandra, che sto 2025 sia la riscossa dei Sagittari e degli 11/12! 😉
Giulia Mancini
Gen 01, 2025 at 9:32 AM ReplyUn 2024 molto impegnativo, ma te la sei cavata egregiamente, belle le letture, vedo che Venturi ha spopolato grazie al passaparola di Sandra. Ti faccio tanti auguri per un 2025 pieno di cose belle e, possibilmente, con meno rapide!
Barbara Businaro
Gen 02, 2025 at 4:04 PM ReplyE infatti l’altro giorno, postando su Instagram l’ultimo romanzo dell’anno, E’ l’umido che ammazza di Filippo Venturi, ho proprio taggato l’autore e mi ha ringraziato. Ma prontamente gli ho risposto che deve ringraziare Sandra, se i suoi romanzi sono entrati nel nostro giro di BookBlogger! Certo che potremmo proprio organizzare una reunion in primavera nel suo vero ristorante lì a Bologna! Io ho il mio cartaceo da farmi autografare! 😉
Auguri anche a te per questo 2025, che stavolta sia un anno ricco, ma insomma, un pelino tranquillo ecco!
Daniela BIno
Gen 02, 2025 at 10:04 AM ReplyIl tuo anno bisestile ha dato ottimi frutti, malgrado i suoi tentativi di affondo, e ne sono lieta per te. Tutto sommato anche a me questo (anno “bisesto” anno maldestro, come diceva la mia mamma) è stato un periodo comunque proficuo. Ho imparato molto, letto tantissimo (e ho visto che anche tu lo hai fatto e con romanzo che piacciono moltissimo pure a me), capito molte cose che prima mi sfuggivano, il che non è poco. Quindi, posso dirlo forte: ho imparato moltissimo.
E complimenti per il “NO AI”: nessuna intelligenza artificiale ma solo passione e un’ottima cultura, tipica di chi, come te, non si accontenta mai ma continua a crescere studiando e leggendo.
Cara la mia capitana! Vento in poppa e alla via così!
Barbara Businaro
Gen 02, 2025 at 4:18 PM ReplyQuindi abbiamo tre diverse versioni:
Anno bisesto, anno funesto
Anno bisesto, anno maldestro (che è più ottimista del “funesto”, via)
Anno bisesto, anno maestro (il mio preferito)
E direi che è stato un anno maestro per te, se hai davvero imparato molto, soprattutto questioni che prima sfuggivano.
Speriamo di farne tesoro in questo 2025 a questo punto! Vento in poppa! 🙂
Luz
Gen 02, 2025 at 12:18 PM ReplyGrazie per la citazione dell’intervista estiva! È stato molto divertente farla. 🙂
Beh, come sempre, a bilancio di un tuo percorso non c’è che da farti le congratulazioni. Il blog va benissimo, i numeri sono importanti. E poi anno direi importantissimo fra i tuoi 50 da compiere e i 10 del blog. Sono certissima lo riempirai di cose belle e memorabili. Allora buon 2025, Barbara!
P. S. Imparo che cozy crime è quel tipo di narrazione in giallo con l’ironia come base, non si finisce mai di imparare. 🙂
Barbara Businaro
Gen 02, 2025 at 5:01 PM ReplyGrazie a te per quell’intervista, è stata divertente e anche interessante! 🙂
Che il blog vada benissimo sì, in questi anni in cui i blog soffrono un po’, ma non sono proprio convinta di quei numeri, credimi.
In ogni caso, non conteggiano il “rendimento” delle storie vere per la rivista Confidenze, che ha un suo pubblico fuori dalla rete. Ho scoperto di avere delle lettrici solo di racconti e storie vere, dunque relativamente numeri bassi come accessi al sito, ma comunque lettrici, che si prendono pure l’impegno di scrivermi via mail.
Buon anno anche a te Luz, ricco di progetti come ci piacciono!
Ah, cozy crime è una definizione moderna, adesso si tende ancora di più a etichettare le letture in categorie sempre più ristrette. Nel romance addirittura si utilizzano i tropi nel formato anglosassone, come “Enemies to Lovers” (da nemici a innamorati), Forced proximity (Vicinanza costretta – e quindi si conoscono meglio), Brother’s best friend (il migliore amico del fratello, un classicone intramontabile), Fake dating (appuntamenti/relazioni false, per altre motivazioni), ecc.
Non lo so, con tutto questo etichettare si rischia di rovinare la magia della scoperta di una storia. Che se è ben scritta, piace anche se non appartiene al proprio genere preferito, no?! 😉
Marina
Gen 03, 2025 at 6:57 PM ReplyResoconto sempre puntuale e dettagliato: un anno bello ricco. Come sai, invidio le tue competenze informatiche, avessi almeno il 2% delle tue conoscenze! Ho visto che hai letto tre libri di Matteo Bussola, a me ne hanno regalato uno per Natale, “Il rosmarino non capisce l’inverno” e non mi ha fatto impazzire, devo dire la verità. E che memorabile lettura condivisa, l’ultima fatta con il latitante Darius! 🙂
Tu ti sei pure avventurata con la serie tv. Pazza! Ahahahah! (Grazie per avere citato il post in cui ne parliamo)
Buon Anno, allora, cara Barbara, che sia sempre ricco di novità e successi… e povero di guai! 🙂
Barbara Businaro
Gen 05, 2025 at 5:14 PM ReplyDi Matteo Bussola abbiamo scritto anche sul blog di Sandra, perché, contagiata da me, ha letto il suo ultimo La neve in fondo al mare e non le è piaciuto moltissimo. Io avevo cominciato a leggerlo per caso su Facebook, dove ha davvero un bel seguito, anche perché condivide spesso la sua quotidianità famigliare con parole semplici, concrete. Non avevo letto nulla e sono inciampata nel suo romanzo L’invenzione di noi due, prima pubblicazione nel 2020, in pieno lockdown. Come romanzo l’ho davvero adorato, l’ho trovato ben scritto, indaga nei blocchi e silenzi di una crisi di coppia. Quest’estate è uscito il film al cinema, ma non l’ho visto, preferisco tenermi l’idea del libro.
Cercando idee per i regali di Natale, in particolare per ragazzi, mi sono messa a leggere proprio La neve in fondo al mare, ambientato in un reparto di neuropsichiatria infantile. Il cibo come malattia tra anoressia e bulimia, tagli alle braccia per sconfiggere il dolore di vivere, la rabbia violenta contro un mondo che non si capisce. E’ un libro forte per un ragazzino, ancora più per un genitore, però… io queste cose le ho viste, e sarebbe bene che certi genitori lo leggessero prima. Poteva essere approfondito, dice Sandra, però temo sarebbe diventato troppo pesante da leggere. L’approfondimento deve scattare dopo la lettura, per conto mio.
Morale: non potevo regalarlo a chi pensavo e sono passata a leggere Un buon posto in cui fermarsi, un’antologia di racconti al maschile (mentre Il rosmarino non capisce l’inverno, pubblicato poco prima, è un’antologia scritta al femminile). Uno dei racconti sembra proprio quello che ha ispirato poi il romanzo La neve in fondo al mare, stesso reparto ospedaliero. Sono davvero micro racconti, da una parte danno il tempo al lettore di riflettere, dall’altra lasciano un senso di incompiuto. Scrittura semplice, non pretenziosa, e dunque per questo raggiunge facilmente una larga parte di pubblico. Tu sei abituata ai grandi classici, quindi posso ben capire perché questa scrittura non sia piaciuta poi molto.
Buon Anno anche a te Marina! Chissà se il buon Darius si farà vivo, sfidandoci a chissà quale temibile altra lettura condivisa! Toccherebbe a lui proporre un titolo… Aiuto!!
paola sposito
Gen 10, 2025 at 7:35 PM ReplyCiao Barbara. Mi inserisco anche qui tanti giorni dopo l’uscita di questo tuo resoconto sull’anno che è terminato: ma meglio tardi che mai! Tantissime cose hai fatto in questo 2024 che ci si perde. Avrai scritto meno articoli rispetto agli anni passati ma i contenuti di questo blog sono veramente tanti ed io, torno a dirtelo, non sono arrivata a leggerne nemmeno la metà. Adoro i tuoi racconti (da quelli di Natale alle storie vere pubblicate su Confidenze) e trovo sempre ottimi suggerimenti per nuove letture (dopo questo articolo per esempio andrò a cercare ‘I delitti del Barlume’ non so se i romanzi o la serie televisiva). Il blogging è forse la cosa più bella che esiste in questo insidioso quanto affascinante mondo virtuale ed i blog che raccontano di narrativa, di libri, di scrittura, di sport, di passioni e di vita vera sono come aria fresca in un mondo spesso crudele. Ci rivedremo nei commenti al tuo ultimo racconto di Natale che non vedo l’ora di leggere. Auguri per un radioso 2025 e benvenuta tra le cinquantenni!
Barbara Businaro
Gen 11, 2025 at 4:32 PM ReplyCara Paola, non immagini quanti articoli avrei da scrivere ancora, che sono solo una piccola bozza da parte! Sono sempre in lotta contro il tempo accidenti, mentre le idee proprio non mi mancano. Prima o poi riuscire a ridurre l’accumulo delle bozze, magari in altri nove anni di blog! Intanto tu avrai il tempo di recuperare tutto l’arretrato! 😉
Su I delitti del Barlume, secondo me ti conviene vedere la prima stagione, o anche solo il primo episodio, della serie televisiva. Così hai modo di fissare bene in mente i vari personaggi, visto che comunque la serie ha avuto il contributo dell’autore Marco Malvaldi stesso. E poi vai di lettura, perché comunque le battute migliori sono sui libri!
Concordo con te sui blog, rimangono la parte positiva della rete, oggi infestata da contenuti veloci, farlocchi, inutili.
PS. Ancora non li ho fatti i 50, saranno verso la fine dell’anno. Però mi preparo!