My Peak Challenge 2018

My Peak Challenge: sfida te stesso!

E’ già passata una settimana, eppure l’emozione che mi porto addosso è così vivida che mi sembra solo ieri. Io tutta inzaccherata di blu, dalle scarpe ai capelli, con una felicità enorme nel cuore che arrivo insieme alle mie amiche, tutte arcobaleno, alla linea del traguardo. Che no, non può essere un traguardo normale, una striscia di stoffa rossa da tagliare o un fotofinish col lampo, è uno schiuma party pieno di gente! Correre immerse fino alla cintola, ma ne avevo anche in testa, di bagnoschiuma profumato e lasciarsi sparare addosso bolle di sapone. Ridendo come pazze.
Di che diamine sto parlando? Di una corsa non competitiva che viaggia ogni anno per le città e per i continenti, la Color Run.

Lo so, lo so: è estate, fa molto caldo, in alcune zone l’afa non dà tregua, le attività rallentano, qualcuno chiude addirittura tutto, molti vanno in vacanza, pure i blog tirano giù le serrande. E se proprio c’è qualcosa da leggere nell’orario della pennichella, vorreste che fosse qualcosa di fresco, giusto? Nessun articolo complesso che richieda particolare sforzo, mentale e fisico. Niente ragionamenti arzigogolati o teorie complicate da studiare. Soprattutto zero discussioni, che pure litigare aumenta la temperatura corporea.

Spero non mi odierete quindi se comincio a parlare di attività fisica e di sport all’aria aperta.
Ma io qui non la smetto di fare e disfare valigie!
Questo è proprio un anno strano, pare che io non riesca a stare ferma. Nemmeno il tempo di svuotare la memoria fotografica dei colori dell’isola d’Elba, che stavo già preparando il borsone con le mie Nike da running per correre sulla riviera romagnola. Una 5 chilometri sotto il sole di Riccione. Ma chi me lo fa fare?
Il My Peak Challenge!
E quei due occhi blu mare profondo del nostro coach… ma non divaghiamo! 😉
Ho citato spesso questo programma di allenamento e nutrizione, con una community mondiale il cui scopo è aiutare le persone a raggiungere uno stile di vita più sano e contemporaneamente sostenere le attività di ricerca sulle leucemie, ma non ho mai avuto l’occasione di parlarne nello specifico.
Dato che molti mi chiedono di cosa si tratta a livello pratico, ho deciso di sedermi un momento e raccontarvi questa magnifica avventura.
Di più. Una bella famiglia sparsa per tutto il mondo.

 

My Peak Challenge

Il My Peak Challenge ruota attorno al mondo di Outlander, la serie della Starz che ha portato sugli schermi la saga dei libri di Diana Gabaldon (ne ho parlato qui: Quando si definisce “romanzo storico”? ; E adesso prendimi. Come scrivo le scene di sesso di Outlander ; Il pregiudizio del lettore ; e poi l’ho anche conosciuta di persona: Incontrare Diana Gabaldon al Livre Paris )
Che piaccia o meno, noi peakers ci arriviamo tutti da lì.

Gli attori scelti per dare vita a Claire e Jamie sono Caitrona Balfe, ex modella di Victoria’s Secret (un pezzo di… strepitosa, andate a vedervi le foto di quando sfilava angelica in passerella!) e Sam Heughan, attore scozzese purosangue, che già aveva portato in scena Batman in uno spettacolo teatrale a Londra ben acclamato. Alto e piazzato, porta con sé un incredibile somiglianza fisica con il personaggio che interpreta, soprattutto nei tratti del viso. Ma è stato scelto da zia Diana in persona che dei suoi provini racconta: “Cinque secondi dopo, Sam Heughan se n’è andato, e così anch’io. E’ Jamie Fraser, proprio lì di fronte a me, che si muove, che parla. Una delle più grandi emozioni mai provate.” (fonte: Outlander Italy)

Per reggere il confronto con un highlander del XVIII secolo, Sam Heughan deve tenersi constantemente in allenamento in palestra. Credo sia lì, alla Everyday Athlete Gym di Glasgow, insieme al suo personal trainer John Valbonesi (di origini italiane, o come dico io, un italiano nascosto tra gli scozzesi! 😉 ) che è nata l’idea del My Peak Challenge ancora nel 2015, proprio quando stavano girando la prima stagione della serie tv.
Una videocamera amatoriale con cui riprendere gli esercizi, qualche ricetta per reintegrare agevolmente i sali persi durante lo sforzo e le prime magliette di Bear Strength il cui ricavato andava già in beneficenza alla ricerca. Qualche vecchio video lo trovate ancora su YouTube, ad esempio: Peak Challenge Fitness Test

My Peak Challenge - Community

 

L’idea è che ognuno deve sfidare i propri limiti, raggiungere un nuovo picco (il peak appunto) della condizione fisica. Passare dalla camminata alla corsa, decidere di partecipare ad una maratona, scalare una montagna più alta di quelle a cui siamo abituati, migliorare i propri tempi in palestra, aumentare il peso sul bilanciere, strappare un altro secondo a stile libero in piscina.
Ma non solo: in My Peak Challenge ci sono anche degli obiettivi non fisici, che sono davvero i più svariati, dal liberare completamente il garage di decenni di cianfrusaglie, a imparare una nuova lingua in autonomia, rimettersi finalmente a dipingere, partire per un viaggio completamente in solitario.
L’importante è che sia una sfida contro noi stessi e che ci faccia stare bene.

Oggi My Peak Challenge è un movimento globale, con 11 mila iscritti (il conteggio lo faccio da Facebook, ma so che qualcuno non lo utilizza) di ogni parte del mondo, sempre attivi sui social ad ogni ora. Un sito ufficiale mypeakchallenge.com, una piattaforma video completamente dedicata (informaticamente parlando, un vero gioiellino), il gruppo ufficiale privato su Facebook, più gli altri gruppi tematici (come il MyPeak Warrior Writers o il Peaker Sailing Club) o per zona geografica (dal New Zealand all’Ecuador, senza confini), la pagina pubblica Facebook, il canale su Twitter e su Instagram .
Tutti i giorni potete vedere foto fantastiche delle imprese dei peakers.
Oltre ai coach Sam Heughan e John Valbonesi, abbiamo altre due persone specialissime: mama Jordana Brown, che si occupa della parte nutrizionale ma anche della sicurezza e tranquillità del gruppo Facebook, e Alexander Norouzi, il boss, colui che sovrintende all’organizzazione logistica di MPC.
I nostri quattro moschettieri! 🙂

 

Costa meno di una palestra!

Una delle prime obiezioni che vengono mosse è che diventare un peaker costa troppo, dimenticando che si tratta in primo luogo di beneficenza per una malattia che quando colpisce, colpisce davvero duro, soprattutto i più piccoli. Ma conti alla mano, voglio dimostrarvi che MPC è invece economico!

La palestra che frequento attualmente costa 30 euro di iscrizione e assicurazione per anno sportivo (settembre-giugno, come le scuole) e poi 65 euro al mese di due lezioni settimanali di un corso in sala fitness (io ho scelto Jazzercise). In dieci mesi (luglio e agosto sono chiusi), sono la bellezza di 680 euro, non detraibili. Acc!!
Ho girato varie palestre negli anni, si possono anche spuntare prezzi leggermente migliori, dai 50 euro mensili con abbonamento open ai corsi (non solo due lezioni, ma tutte le volte che vuoi, agli orari che vuoi) agli 80 euro comprensivi dell’accesso in sala attrezzata (quella dove ci sono le “macchine”: bike, tapis roulant, ellittiche, rower, panche multifunzione, pesistica, climbers, ecc.), con quote di registrazione molto variabili (magari con la card elettronica di accesso o il lucchetto dell’armadietto in spogliatoio). Quelli che pubblicizzano la palestra a soli 19,90 euro al mese è perché vi richiedono subito, oltre all’iscrizione, anche tutto l’abbonamento annuale (o addirittura biennale) anticipato, dai 300 euro in su. E in alcuni casi la lezione viene resa disponibile in formato video, con un grande schermo al posto del vostro istruttore (rimane invece il personale di sicurezza, richiesto per legge).

L’iscrizione all’MPC (si legge emmpisi, all’inglese) di 119 dollari (più 17.95 dollari di spedizione dagli USA, per un totale di 136.95 dollari, al cambio odierno solo 116,80 euro) vi offre davvero molto di più:
– il pacco di benvenuto, che include la maglietta e il cinturino ufficiali MPC2018;
un programma mensile completo di allenamento e nutrizione, per l’intero anno (anche se vi iscrivite ora, avete accesso anche a tutto il programma per un anno solare);
video giornalieri su piattaforma dedicata di tutti gli esercizi, spiegati passo passo dal coach John Valbonesi, con i suoi consigli su come adeguarli in base alla vostra condizione fisica;
un piano nutrizionale giornaliero per integrare il programma di allenamento, incluse ottime ricette salutari ma gustose (i miei smoothieeees!!);
– versioni scaricabili e stampabili dei programmi di allenamento, delle linee guida nutrizionali, dei piani mensili e i libri di cucina;
– newsletter esclusiva per i membri, con notizie sulla comunità e consigli sulla salute e il fitness;
– l’accesso all’esclusivo gruppo privato su Facebook, dove ricevere supporto da tutti gli altri peakers, ma anche da Sam, John, Alex e Jordana in persona;
– l’invito al Gran Gala annuale MPC in Scozia (evento con posti limitati).

 

Mens Journal - August 2018 - Sam Heughan

 

Non posso ovviamente scendere nei dettagli dell’allenamento, ma posso dirvi che si tratta di una combinazione di lavoro muscolare e aerobico, a giorni alterni, più le sospensioni per dare tempo al fisico di recuperare (gli ARD, Active Recovery Day) durante i quali potete anche solo passeggiare. Le lezioni sono organizzate in riscaldamento, esercizi in HIIT (High Intensity Interval Training), defaticamento, stretching. Potete tranquillamente fare il vostro workout a casa, non è richiesta l’attrezzatura professionale da palestra, ma solo qualche strumento che potete trovare nei negozi di largo consumo (Decathlon o Sportler) o anche online su Amazon. Ogni esercizio è fornito in molteplici varianti, dal basso impatto, con posizioni agevolate per chi ha qualche difficoltà a braccia e gambe, fino all’altissimo impatto o “do you want me dead?!” 😀
Di mese in mese si sale di un gradino nello sforzo, fino ad arrivare che Valbo (alias John Valbonesi) ci gira direttamente in toto la scheda di allenamenti di Sam! 😀

La parte migliore però è che diventando un membro si aiutano gli altri: MPC dona il 50% delle quote di iscrizione (detratti i costi della piattaforma) direttamente ai partner di beneficenza. Quest’anno My Peak Challenge supporta non solo Bloodwise UK per la ricerca su leucemia, linfoma e mieloma, ma anche l’organizzazione Marie Curie per il sostegno alle famiglie dei malati.
Aiuti te stesso e aiuti gli altri.

Al 1 febbraio 2018 erano stati raccolti 1.002.419 dollari. Si, abbiamo donato un milione di dollari!
E’ una bella soddisfazione sapere di aver contribuito, nel mio piccolo.

MPC 2018 one million raised

Niente scuse!

Non tutti possiamo viaggiare per il mondo, scalare impervie montagne, correre due maratone in un mese (come il nostro coach Sam), seguire una dieta stretta col contacalorie sempre appresso, allenarci tutti i giorni della settimana, perennemente in corsa tra lavoro, casa, famiglia. Il challenge è personale ed ognuno deve trovare il proprio.
MA.
Se la salute è buona e i medici sono concordi, che cos’altro ci sta fermando? Siamo davvero impossibilitati o stiamo solo accampando delle scuse?
My Peak Challenge mi ha insegnato a cambiare i miei limiti ogni giorno, magari di poco, ma muoverli più in là. Prima di quest’esperienza, il mio blocco era solo mentale. Guardavo gli altri ottenere dei risultati sorprendenti e mi dicevo che non potevo fare altrettanto.
Perché? Chi lo dice? Tu o le tue paure? Soprattutto la paura del cambiamento?
E’ un lavoro difficile, certamente, ma non conosco nulla che si possa ottenere senza fatica. Il rischio è di rimanere fermi immobili nella propria zona di comfort, dove non succede mai nulla. Nessun cambiamento, nessun risultato.
All’interno del gruppo MPC ci sono persone fantastiche che combattono con malattie terribili e lo fanno ogni giorno con il sorriso. Ci mandano selfie dall’ospedale dove gli stanno somministrando la chemioterapia, ci mostrano orgogliosi il sudore del loro allenamento senza avere più un capello in testa, ma con la felicità negli occhi. Se loro riescono in questo – e li ringrazio per l’esempio che mi danno, è davvero prezioso, e prego per tutti loro – posso anch’io cambiare i miei limiti, ampliare i miei orizzonti. E condividere i risultati, per quanto piccoli siano.
Perché in MPC, il risultato di uno è il risultato di tutti.

Se ci tieni trovi un modo, se non ci tieni trovi una scusa.
(E questo vale anche per la scrittura eh!)

 

Challenge - If you care you find a way

 

C’è solo un motivo per cui dovreste evitare di entrate in MPC: di iscrivervi solo per Sam Heughan.
Se pensate che il My Peak Challenge sia una strada preferenziale per arrivare a dialogare direttamente con lui, per scoprire particolari della sua vita privata, per ottenere i suoi Like o le sue attenzioni, lasciate perdere. E’ vero che è presente nella community, ma lo è molto di più su Twitter, se è questo il vostro scopo.
Inoltre, se il vostro obiettivo non è superare voi stesse (parlo al femminile per ovvie ragioni), migliorare la vostra condizione fisica e motivazionale, potrebbe essere addirittura deleterio per voi vedere scorrere i così tanti risultati raggiunti da tutti gli altri peakers. Potreste addirittura rodervi dall’invidia.
Siate consci che è una grande famiglia, che vi può dare un supporto eccezionale, ma la voglia di cambiare dev’essere vostra. Solo allora MPC è il luogo giusto per voi.

La mia sfida a colori

Quello scorso è stato un weekend fantastico, sopra ogni aspettativa, meraviglioso.
Da diverse città del mare Adriatico ci siamo ritrovate noi quattro peaker a Riccione, per partecipare alla Color Run
E’ una corsa libera di 5 chilometri, non temporizzata, in cui migliaia di partecipanti vengono cosparsi dalla testa alle scarpe di differenti colori, uno per ogni chilometro del percorso. Giallo, rosa, arancio, verde e blu, più il punto delle bolle di sapone e il gran finale dello schiuma party.
Avete presente quando la mamma vi diceva di non sporcarvi in giardino? Noi ci siamo letteralmente rotolate nella polvere, soprattutto nel blu di Scozia! 😀

I colori sono sicuri: farina di mais con coloranti naturali, si possono addirittura mangiare! E in effetti al termine della gara ce l’avevamo tra i denti e dentro le orecchie, e mi ci sono volute tre docce per togliermi il blu dai piedi. Ora però il problema sarà fissare i colori rimasti sulla maglia, prima di metterla in lavatrice: il pacco gara infatti comprende una t-shirt bianchissima da imbrattare il più possibile durante il percorso. La mia è bellissima, con tutte le sfumature dell’arcobaleno acquerellate.

“Sono solo 5 chilometri” dicevano. Poi però guardo il mio Fitbit e lui ha contato ben 16 chilometri e non capisco proprio come li abbiamo fatti! Ci siamo divertite e non abbiamo sentito fatica! Nemmeno il caldo, perché il lungomare di Riccione è bello ventilato e comunque la corsa è iniziata alle 19. Non abbiamo nemmeno organizzato altre attività quel giorno, solo correre tra i colori e rotolarci per terra! Come ci siamo arrivate a 16 chilometri?!

E’ un’esperienza liberatoria, una cura per l’anima che raccomando a tutti voi, ti lascia davvero una carica straordinaria addosso. Dopo una settimana sono ancora qui col fiato sospeso se ci ripenso!
Ma va fatta con gli amici. O con i bambini! Oh, i bambini erano qualcosa di straordinario, dovevate vederli! Gli mancava solo l’unicorno per sentirsi in uno dei loro cartoni animati preferiti! Perché non c’erano queste cose quand’ero bambina io, eh?

Per quel che mi riguarda, erano almeno 3 anni che volevo partecipare a questa corsa ma non trovavo mai nessuno – così pazzo – che volesse venire. Era proprio destino che trovassi MPC e le mie peaker sisters per condividere questo momento folle!
Lascio parlare le foto, perché a riguardarle sono ancora troppo emozionata. E ho finito i Kleenex…

 

Color Run 1

Color Run 2

Color Run 3

 

Nel sito italiano della Color Run potete vedere anche le foto ufficiali: Riccione 2018 Gallery 

Inutile dire che la colonna sonora di questa giornata era questa, anche se la canzone è dello scorso anno.
(Quando la canto, sostituisco sempre il pezzo “quasi quasi mi pento” con “quasi quasi mi perDo e non ci penso più” 😉 )

Qual è il vostro peak?

Cari lettori, qual è la vostra sfida di quest’anno? Venite con noi nel gruppo MPC?
Io ho già avuto parecchie avventure, incontrare zia Diana al Livre Paris tanto per cominciare, e ora anche questa bellissima corsa colorata lungo il mio mare. Ma pare che la mia più grossa sfida ce l’avrò a Novembre. Le sorelle peaker hanno minacciato di riempirmi di botte (e picchiano duro eh! di quei bicipiti!!) se non salgo su quel maledetto coso volante e non vado in Scozia con loro.
AiUtOooooooooo!!!

Comments (20)

Nadia

Lug 21, 2018 at 8:41 AM

Deve essere stata molto intensa questa esperienza perché a distanza di tempo ne arrivano ancora gli effetti. Puffetta felice. Credo che condividere un progetto tanto globale sia la forza. Un po’ come chi combatte per il pianeta e penso a Greenpeace, o a tutte le associazioni umanitarie per la salvaguardia di specie viventi. Si vede che il progetto ti fa bene, ti stimola e moriva. Io mi sono stancata solo a pensarci di fare la corsa. Figurati che sudo a vedermi passare accanto i folli che sotto il sole si sparano km filo mare.
Però concordo The giornalisti the best. Le canticchio tutte le loro canzoni. Vale lo stesso?

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Barbara Businaro

Lug 22, 2018 at 10:23 PM

Più che corsa era una camminata veloce questa. Anzi, se l’avessero rilevato, il tempo finale sarebbe stato pessimo, visto quanto ci siamo soffermate su ogni punto colore a imbrattarci per bene! 😀
Ma poi tu fai un sacco di escursioni in montagna! Senza contare le corse per stare dietro ai gatti! 😀

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Elena

Lug 21, 2018 at 8:52 AM

Beh, in questo periodo la mia forma fisica non è delle migliori. Sono più stanca del solito, il mio caldissima mi ha dato una bella mazzata e nonostante la bella settimana di vacanza sono di nuovo cottarella. Significa alt alla corsa e via alla camminata, ma non mollo. Sono iscritta al programma My Peak Challenge ma come temevo non riesco a seguire le indicazioni del coach. La maglietta mi è arrivata dopo 6 mesi che l’avevo ordinata e non ho mai visto nemmeno una puntata di Outlander. Sarà per quello?
Invece mi piacerebbe molto partecipare alla color run. Un buon proposito potrebbe essere di non farsela sfuggire, la prossima volta che arriva dalle mie Parti. Solo vedere il tuo sorriso mette energia

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Barbara Businaro

Lug 22, 2018 at 10:45 PM

Perché tutti vedono la camminata come una perdita rispetto alla corsa? Considerato il caldo afoso del nostro clima, la camminata veloce è un ottimo compromesso per il periodo, senza rischiare la disidratazione, i crampi muscolari o peggio problemi cardiaci. 15 minuti di camminata sostenuta sono come 5 minuti di corsa, solo che gli effetti richiedono più tempo per essere visibili.
Il perché tu non riesca a seguire il programma lo puoi conoscere solo tu. Non capisci l’inglese con accento scozzese di Valbo? Nemmeno io, però le indicazioni a video sono chiare, al massimo chiedi alle altre italiane. Le magliette arrivano sempre dopo 6 mesi, perché aspettano di avere un gran bel numero di iscritti per contenere i costi (quindi maggiori donazioni alla ricerca) e per riuscire ad inviarle tutte insieme per tutto il globo (e già hai visto come scoppia la psicosi alla prima maglietta arrivata a destinazione…)
Le prossime tappe della Color Run sono 28 luglio a Lignano Sabbiadoro oppure a Milano 15 settembre, Torino quest’anno niente. Magari ci proviamo l’anno prossimo insieme, eh? 😉

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Sandra

Lug 21, 2018 at 11:34 AM

So bene quanto tu tenga a questa cosa e ti vedo quindi bella carica oltre che blu come un puffo! 😀
E’ proprio l’anno di Riccione, ora c’è pure il proprietario dell’azienda per cui lavoro per uno stacco improvviso dai casini attuali, ha scelto appunto Riccione e io avrei voglia di rivederla, la canzone la postai pure io nel blog, lo scorso anno andai a Rimini, ma Riccione è molto diversa e ci tornerei, dopo esserci stata l’ultima volta nel 2002.
Benissimo dunque per questa travolgente esperienza.
Il mio peak? Il solito editore big.
E be’ inizia a fare i bagagli mentali per la Scozia dunque.
Un bacione

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Barbara Businaro

Lug 22, 2018 at 11:05 PM

Blu scozzese, vorrai dire?! 😀
La canzone di Thegiornalisti la mettevano loro ogni mezz’ora, non l’ho scelta io. C’era infatti un enorme palco con gli speaker di RDS, devo dire bravissimi, che lanciavano bustine colore sulla folla facendoci impazzire tutti per acchiapparle (noi peakers ne abbiamo prese tre! 😉 )
Al Salone di Torino ho preso la guida turistica della Scozia e adesso è in arrivo una guida solo delle location di Outlander. Più dei bagagli mentali, mi preoccupano quelli fisici! 😀

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Rosalia Pucci

Lug 21, 2018 at 1:34 PM

Ciao Barbara, ti ho lasciato 15 giorni fa con gli occhi sognanti e una bella abbronzatura e ti ritrovo immersa nel blu e nelle risate. Bellissimo! Sono convinta che questo programma ti è congeniale, si sposa con il tuo spirito allegro. Brava!

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Barbara Businaro

Lug 22, 2018 at 11:12 PM

Ma gli occhi sognanti per l’Elba rimangono eh! Questa è un’avventura di altro tipo!
Il My Peak Challenge funziona bene perché chi l’ha creato è esattamente nel nostro stesso spirito. Tenace, combattivo e un po’ pazzo!
(Uno che confonde la marmellata di fragole col ketchup sopra l’omelette… 😀 )

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Giulia Mancini

Lug 21, 2018 at 2:18 PM

Ti sento molto carica e mi fa piacere, questa esperienza non è solo attività fisica ma anche spirituale (con la beneficenza ha poi un notevole valore aggiunto).
Il mio peak per ora è riuscire a staccare dal lavoro per almeno due settimane, vado nella mia natia Puglia e, dopo 12 ore di lavoro al giorno davanti al pc e a delle cartacce burocratiche, mi sembra appetibile perfino il giro di visite ai parenti…

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Barbara Businaro

Lug 22, 2018 at 11:14 PM

Buona Puglia allora! (Anche se io dopo 12 ore di lavoro al pc, piuttosto dei parenti, ne faccio altre 12!!! 😀 )

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Luz

Lug 21, 2018 at 6:48 PM

Guarda, traspare in ogni parola tutto l’entusiasmo che ci hai messo. Ed è travolgente!
La mia vita, in questo particolare momento, non mi consentirebbe una cosa simile. Mi piace anche solo assistere a questa gioie de vivre!
Però, come scrivevo in altro tuo post, mi muovo. Vado in palestra tre volte a settimana. Qualche mattina fa ho raggiunto i 10 km di tapis roulant, non so nemmeno io come abbia fatto. Riesco a fare meglio durante l’estate, libera dagli impegni di lavoro e grazie alla pausa dalle attività teatrali. Più di così non potrei proprio.
Probabilmente fra qualche settimana parteciperò a una maratoncina che si tiene sulla costa tirrenica calabra, risalendo una lunghissima scalinata che conduce a un centro storico non lontano dal paese dove trascorro le vacanze. Ecco, già questa sarà una bella sfida, dicono che sia faticosissima e anche molto divertente. Questo il mio imminente Peak. 😉

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Barbara Businaro

Lug 22, 2018 at 11:17 PM

10 km al tapis roulant?! Complimenti! Sei già una peaker, hai battuto un tuo limite! 😀
E spero di vedere le foto della scalinata, perché sì è una bella sfida! Ci credo che non puoi fare di più, stai già facendo molto!

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VIRNA VERSARI

Lug 22, 2018 at 10:00 AM

Bellissimo Barbara, come sempre traduci in parole le nostre emozioni. Il mio challenge iniziale non era assolutamente fisico, ma poi due occhi blu cielo e due occhi simpatici mi hanno aperto un mondo nuovo. Iniziare a vedere i video per migliorare l’inglese e scoprire due persone che in modo scherzoso e simpatico ti portano nel mondo del fitness è stato esilarante. Adesso mi trovo a dover guardare i video prima dell’allenamento perchè le loro batture (che ora comprendo!!!) mi tolgono quei minuti di recupero polmonare che mi serve. Quando sudo e fatico torno sempre a quelle parole “E’ tutta colpa tua Sam” ma è veramente così ! Mi ha dato questo strumento di gioia immenso che è MPC, e credo che non si renda conto di cosa ha creato. Sono cambiata nel modo di affrontare la vita. Ho un grosso problema di autostima adesso, Tutto per me è possibile e raggiungibile…. quindi Barbara attenta ….. i miei bicipiti ti porteranno in Scozia …. che tu lo voglia o no! You Are A Peaker Now… That you like it ..or not!!!

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Barbara Businaro

Lug 22, 2018 at 11:23 PM

Grazie sister!
Anche secondo me Sam non se ne rende conto di cosa ha creato, è cominciato per scherzo, o per scommessa con John, e guarda qua che roba!
E’ tutta colpa sua. Pure se io salirò su quel carabattolo volante, mannaggia!!

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Marco Amato

Lug 22, 2018 at 10:58 AM

Ecco, considerando che tutti i commenti precedenti sono di donne e a correre, la maggior parte mi pare che siano donne, mi sento come una tartaruga messa a nuotare nella vasca dei pesci. 😛 Io goffo e panciuto e voi tutte saettanti.

Comunque letto tutto. Adesso sono preparato su cosa è il My Peak Challenge e addirittura ho capito chi è il coach Sam Heughan! Che passa dagli esercizi, a far innamorare le donne di tre quarti di pianeta e a fare pure Batman all’occorrenza!

Mi associo al gruppo delle tue sorelle peaker: vai in Scozia a Novembre, ché se questo è l’effetto sul tuo benessere psico-fisico, non fartelo scappare.

E infine lo confesso. Anch’io ho un mio limite da superare.
Perché fare una lunga corsetta sul lungomare per smaltire quel po’ di pancetta nel tentativo voler diventare “orribilmente tartarugoso” come il tuo coach Sam, e poi sostare in un bar con una mega-galattica granita per recuperare le energie spese.
Ecco, ogni volta, prima di cominciare sono carico. Mi dico: oggi niente granita, oggi niente granita. Vai! Alla grande! E a fine corsa, passando davanti al bar, mi fermo. Un passo avanti, uno indietro. Il diavoletto che sussurra all’orecchio: sei stanco, hai speso tante energie… e allora… e allora vabbè, se sono proprio stanco, il niente granita lo ricomincio da domani. Al nettare degli dei, non si può proprio rinunciare. XD

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Barbara Businaro

Lug 22, 2018 at 11:29 PM

No guarda, davanti casa mia passano molti più runner maschi. Ce n’è pure uno che assomiglia a Mr.Grey ma la miseria, ogni volta non ho le scarpe da corsa pronte per seguirlo! 😀 😀 😀
Come superare il tuo limite? Inizia a correre dal bar in senso inverso, quindi parti dalla granita (che schiferai, perché devi ancora smaltire un grammo e la granita non ci sta proprio!) per finire al …parcheggio, dove non ci sia nessun bar e nessuna granita, ma solo la tua auto con dentro una bottiglia di sali minerali veri (magnesio, potassio e qualche vitamina), non acqua e zucchero! Sappi che è lo zucchero che ti frega, è lui il responsabile del grasso addominale! Gli dei sono furbi: sono immortali e non ingrassano! Lasciaglielo il loro nettare! 😉

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Marco Amato

Lug 23, 2018 at 10:45 AM

In realtà scherzavo un po’. Per fortuna le bufere dell’esistenza mi hanno lasciato in dote la consapevolezza di cosa sia vivere, morire, l’amore, la realtà delle cose e l’irrealtà che mi materializza davanti agli occhi. Conosco le regole del gioco e per questo posso giocare. Per me l’obiettivo principale è la qualità della vita. Il mio obiettivo è una vita piena di sorrisi, bellezza, intensità. Quindi l’attività sportiva per me non è un fine ma un complemento. Non vorrò ritrovarmi incriccato da vecchio. Ancora a settant’anni se non ottanta, vorrò continuare le mie passeggiate sull’Etna e la mia immersione nel mondo. Quindi devo pensarci per tempo, mantenersi in forma ogni giorno diventa un’estensione di quel che si vorrà continuare ad essere. E poi pancetta o no, tartaruga o meno, non mi importa. Sedersi in un bar dopo aver corso, gustare una granita vista mare, con il blu dell’orizzonte negli occhi, sorridere come un demente rispetto agli altri perché tu in quel mare di onde ci vedi le storie: i tuoi pirati, i tuoi personaggi, la tua irrealtà che troverà vigore nella pagina. Tutto questo per me è gioia e bellezza e un frammento di fiamma rubato agli dei.

P.s. Ma come? Ti passa Mr Grey sotto casa e tu non hai le scarpe pronte per inseguirlo? Ah donne! donne! 😛

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Barbara Businaro

Lug 23, 2018 at 11:38 PM

E quando le scarpe sono lì, belle pronte, non passa per settimane! E quando vado io a correre per lo stesso percorso sull’argine, non si vede mai. Al massimo trovo solo il vecchietto con la bici (ed è la bici che lo regge in piedi) che mi fa l’occhiolino ammiccante.
Sarà mica che me lo sono sognato sto Mr Grey?! 😀

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Cristina

Lug 23, 2018 at 12:18 AM

Ciao Barbara bellissimo articolo. Hai usato le parole giuste per descrivere MyPeackChallenge.
Deve essere stata bellissima anche l’esperienza della color run, chissà il prossimo anno mi potrei aggiungere al gruppo, in effetti sono una peakers anche io.
Per la Scozia non farti scappare l’occasione, fai un respiro e parti senza pensarci troppo; è anche il mio sogno.

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Barbara Businaro

Lug 23, 2018 at 11:34 PM

Grazie Cristina! Ma tu pensa che l’anno scorso la Color Run ce l’avevi lì vicino, a Bologna, e non siamo riuscite ad organizzare!
Sicuramente ci saranno altre occasioni. 🙂

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