Tre parole per una rotta 2024

Tre parole per una rotta

People think focus means saying yes to the thing you’ve got to focus on. But that’s not what it means at all. It means saying no to the hundred other good ideas that there are. You have to pick carefully.
La gente pensa che concentrarsi significhi dire sì alla cosa su cui ci si deve concentrare. Ma non è affatto così. Significa dire no alle centinaia di altre buone idee che ci sono. Bisogna scegliere con attenzione.
Steve Jobs, Worldwide Developers Conference 1997

Questo è il primo post del nuovo anno, e forse dovrei scriverlo subito nei primissimi giorni di Gennaio, ma fino all’Epifania mi ritrovo in uno strano stato di sospensione, un po’ per le calorie accumulate dai festeggiamenti, un po’ per queste festività allungate dalle scuole chiuse. Anche se non sono in ferie, la mancanza del traffico per le strade, le luci intermittenti accese prima del tramonto, il freddo scintillante del giardino in contrasto col caldo profumo del tè del pomeriggio, mi mantengono fuori dal tempo ancora per qualche giorno.
Solo quando la Befana ha consegnato calze e carbone, tutto ricomincia davvero e finalmente mi affaccio al nuovo anno, con tanti buoni propositi, probabilmente troppi per trovare posto in un solo povero anno!

Per focalizzare le mie energie e concentrarmi su ciò che davvero conta per me, da quando è nato questo blog, mi diverto a scegliere delle parole-guida che mi aiutino a mantenere la direzione giusta nelle mie decisioni, nella vita personale, nel lavoro, nella scrittura e nell’allenamento. Tre parole per una rotta appunto. Ho iniziato questo metodo un po’ per gioco, in fondo non ci credevo, ma in questi anni si è rivelato davvero prezioso. In alcuni momenti, quelle tre parole sono state determinanti per affrontare una questione importante con l’atteggiamento corretto. Questa idea bizzarra, in realtà una sorta di esercizio di pianificazione, è stata sviluppata ancora nel 2006 da Chris Brogan, consulente in strategia aziendale e contenuti digitali, esperto di social media marketing, giornalista e autore bestseller per il New York Times. “Mi è venuto in mente quando ho capito che avere una sola parola come modo per definire le mie intenzioni per l’anno era piuttosto limitato. Volevo invece almeno tre “punti” attraverso i quali potessi essere in grado di considerare le sfide che si presentano.”

Il numero delle parole – non una, non due e nemmeno quattro – è fondamentale per il processo. Le parole sono proprio tre e il significato di questa scelta è sia filosofico che geometrico. Per la scuola pitagorica il numero 3 è il numero perfetto, somma del primo numero pari (2) e del primo numero dispari (1). Nella teoria dei numeri, il 3 individua la superficie (1 è un punto e 2 una linea, collegamento tra due punti) e la superficie più semplice in geometria ha la forma del triangolo, simbolo di armonia e di connessione con il divino.
Con 4 parole rischiate sia l’immobilismo che la confusione. Pensateci bene: posso guardare un punto fisso, posso facilmente alternare la mia vista tra due punti, e posso anche gestire tre punti mettendomi all’interno del triangolo addossato ad una parete. Ma quattro punti da gestire sono troppi, uno di loro finisce alle mie spalle mentre mi affanno ad inseguire gli altri tre.

Come vanno scelte queste tre parole? Così ci spiega Chris Brogan il funzionamento: “Le parole dovrebbero indicare chi intendi essere, su cosa vuoi concentrarti e come vuoi percepire il lavoro dell’anno a venire. Sembra molto, ma il mio primo anno le parole erano “Chiedi. Fare. Condividi”, e quelli sono stati molto potenti per me. È stato uno dei miei anni migliori in assoluto. Le parole funzionano bene se ti aiutano a decidere e a guidarti verso le tue intenzioni. Non i tuoi obiettivi, esattamente, ma le intenzioni. Quindi, se il tuo obiettivo è perdere 15 chili, forse la tua intenzione è mangiare cibi migliori. Forse utilizzerai una parola come “tempio” per sottolineare che il tuo corpo è un tempio. O che stai costruendo qualcosa di importante.” Personalmente le considero proprio un faro per guidarmi nei prossimi dodici mesi, per rispondere alle domande che via via mi si presenteranno davanti. E le scrivo nella primissima pagina della mia agenda Moleskine.

Per selezionare bene le parole, visti i quasi vent’anni di esperienza con questo metodo, Chris Brogan ci condivide alcuni consigli:

  • cercate parole utilizzabili per aiutarvi nelle decisioni: una parola generica come “agire” può diventare pericolare, meglio “espandere” se state pensando ai vostri affari;
  • preferite parole semplici, funzionano meglio di quelle complicate: evitate quindi parole “fantasiose”, con significati anche contrastanti, o riferimenti a personaggi famosi per portarvi dietro le loro qualità; un anno Brogan ha usato “Walt” per Walt Disney, per indicare la sua creatività a cui voleva anch’egli tendere, ma quella parola non l’ha aiutato come sperava;
  • non usate delle frasi costituite da tre parole: “pubblica il libro” è una scelta terribile, perché “il” è davvero uno spreco, “pubblicare” potrebbe già funzionare bene da sola;
  • “Focus” è una parola inefficace, è generica e si sovrappone alla parola reale di cui abbiamo bisogno: la concentrazione è un risultato già di questo metodo, non un modo per decidere. Ad esempio, se vuoi che quel libro venga scritto, una parola come “500” potrebbe essere più potente, come in “Scrivi 500 parole ogni giorno sul tuo libro”. Alla domanda “Dovrei uscire a bere con i miei amici?” la parola “500” mi porta subito alla risposta “No. Dovrei scrivere le mie 500 parole”;
  • i verbi aiutano nell’azione, ma anche gli aggettivi rappresentano la qualità a cui riferirci nel punto decisionale;
  • chiedetevi se queste parole sono il risultato da ottenere o lo sforzo concreto che volete attivare per arrivare al risultato: meglio selezionare la parola che indica l’attività in cui impegnarvi.

Per questo 2024 Chris Brogan ha scelto le seguenti parole: Fusion (fusione, come combinazione di più elementi) per amplificare le nuove competenze sommandole ad altri sforzi lavorativi, Apps (non come software, ma come applicazione) per ricordarsi determinati pezzi di “codice” per sé stesso quando dovrà intraprendere determinate azioni, e Pulse (impulso, battito) per documentare meglio il processo e tenerlo sotto controllo, mese per mese.
Quali sono dunque le mie tre parole per questo nuovo anno? Iniziano tutte con la lettera B (davvero, una cosa stranissima!) e mi sono piombate addosso. Si può dire che mi hanno scelto loro stavolta. Avevo infatti cominciato a preparare la mia nuova Moleskine, come riportare i compleanni e le scadenze importanti nei vari mesi, come pure evidenziare i ponti fortunati nel calendario e segnare subito eventuali viaggi o ritrovi. E ci avevo appiccicato un post-it con alcune parole candidate, magari comparivano in qualche scambio o lettura occasionale, mi sembravano interessanti. Ma nessuna di loro mi aveva convinto del tutto. Poi in uno scatto di irrequietezza nel leggere uno dei miei oroscopi per il nuovo anno, annunciato come difficile sotto molti aspetti, nella mia mente si sono presentate da sole queste tre parole. Così, all’improvviso. Ho provato a scacciarle, ma niente da fare. Sono già diventata il mio mantra per questo 2024.
Che ho deciso di prendere a calci!

Le rotte degli anni precedenti

Certo che sto accumulando un bel po’ di esperienza anch’io in questo giochino, basta guardare la lunga lista qui sotto.
Ecco infatti le mie tre parole negli anni precedenti (cliccate per leggere il relativo post e le motivazioni delle varie scelte):

2016: Resilienza, Perseveranza, Evoluzione
2017: Challenge (sfida), Straight (diritto), Achieve (raggiungere)
2018: Unchain (liberare), Peak (vertice), Conquer (conquistare)
2019: Soar (librarsi, alzarsi in volo), Forgive (perdonare), Delight (deliziarsi, rallegrarsi)
2020: Recharge (ricaricare), Endurance (resistenza, tolleranza, pazienza), Sparkling (scintillante, sfavillante)
2021: Insight (intuito, intuizione), Bright (luminoso, brillante), Awareness (consapevolezza, percezione)
2022: Luminous (luminoso, chiaro), Inspire (ispirare, incoraggiare), Reach (raggiungere, estendere, toccare)
2023: Heart (cuore, sensibilità), Shimmering (brillante, luce riflessa), Schedule (pianificare, progettare)

Dopo un primo anno di rodaggio di questo processo, ho deciso di scegliere le mie tre parole in lingua inglese, sopratutto in onore della community My Peak Challenge di cui faccio parte, anche come amministratore di uno dei gruppi ambassador riconosciuti, Clan McPeaker Italian SPeakers, dove promuoviamo, tra un allenamento cardio e una sessione di yoga, lo studio della nostra lingua e la diffusione della cultura italiana, condividendo anche la scoperta sia delle nostre città che del nostro paesaggio all’aperto. Il prossimo venerdì partirà già il nuovo programma MPC2024 e sarà addirittura il mio nono da peaker! Anche per comunicare meglio con le straniere, soprattutto quando mi trovo nella mia amata Scozia, sto curando seriamente il mio inglese con un’insegnante madrelingua. A maggior ragione voglio che le mie tre parole rispecchino questo mio impegno. Ma come sono andate poi le mie parole dello scorso anno?

Heart (cuore, sensibilità) mi ha aiutato davvero molto in questi mesi trascorsi. Nonostante i suoi 14 significati diversi, l’avevo scelta solo per due motivi: considerare di più il mio cuore, sia come sentimenti, che come organo vitale del mio corpo. E così è stato, perché ho seguito solo ciò che mi faceva stare bene, in sintonia con le mie emozioni, con la mia parte irrazionale, istintiva. Ho rifiutato anche occasioni che potevano essere buone opportunità, ma non mi convincevano del tutto. Alla domanda “Questo è davvero quello che vuoi?”, il cuore rispondeva no. Il secondo significato mi ha aiutato addirittura a scoprirmi una runner, impensabile fino a qualche anno fa. Ho cominciato un po’ per scherzo a giugno, mi sono lanciata in questa sfida personale di correre 30 minuti al giorno per 30 giorni consecutivi. L’ho presa molto alla leggera, del tipo “dove arrivo, arrivo, senza drammi”. Le prima volte duravo 3 minuti di fila, poi mi toccava camminare, ansimando come Willy il Coyote dietro a Beep Beep. Alla fine dei 30 giorni, potevo correte per 15 minuti di fila. Ho ripetuto la sfida per altri due mesi e adesso corro per 25 minuti di fila!

Shimmering (brillante, luce riflessa) si riferisce a quel particolare brillio che il sole produce sull’acqua del mare, sopra le onde lievi. Una luce riflessa dall’acqua, che non la assorbe tutta ma in parte la restituisce. Nello stesso modo volevo illuminare le persone intorno a me, ma amplificando la luce che già possiedono, anche se fievole, nascosta. Se ripenso a questi mesi, soprattutto alla mia attività di peaker, direi che ci sono riuscita. Non con tutti, perché le persone devono essere disposte a mostrartela, quella loro luce. Ma appena qualcuno di loro mi ha dato un po’ di fiducia, li ho visti raggiungere risultati ammirevoli, e soprattutto con un sorriso radioso di soddisfazione. E questo mi ha permesso anche di ricaricare un po’ le mie energie, perché l’anno prima era stato parecchio faticoso.

Schedule (pianificare, progettare) è quella più controversa. Da una parte mi è servita a tenere il timone, dall’altra forse era meglio se ogni tanto viravo per aumentare la velocità. Se rileggo il post dello scorso anno, quello che mi ero proposta, direi che questa parola il suo dovere l’ha compiuto: ho pianificato tutto, giostrandomi con salti carpiati tra mille attività; ho gestito i nuovi collaboratori, anche situazioni impreviste, al meglio che mi era concesso; ho gestito anche un cambio di lavoro, con diversi orari e nuove abitudini. Ma non sono riuscita a dare a fondo alla mia lista di arretrati, soprattutto qui sul blog. Forse, bisogna che sia onesta con me stessa, ho anche la tendenza a pretendere troppo dal mio poco tempo.

Bene, vediamo ora quali sono le mie nuove tre parole per quest’anno, tutte con la lettera B iniziale. Sono due aggettivi, qualità che voglio conservare o sviluppare meglio, e un verbo, per ricordarmi di agire in quel determinato modo. A ben pensarci, potrebbe anche essere un sostantivo nella lingua inglese, ma lo preferisco come verbo, per chiamarmi direttamente all’azione, non in attesa. 🙂

Bright

Bright brīt
aggettivo
1. luminoso, splendente, luccicante, intenso, radioso.
2. brillante, intelligente.
3. vivace, allegro, radioso.

Questa parola è per la verità un ritorno, l’avevo già scelta nel 2021, quando ci apprestavamo ad affrontare il secondo anno di pandemia, senza ancora sapere quanto sarebbe stato lungo e sfiancante. Mi servì davvero bene durante quel periodo, mi aiutò sia nel suo secondo significato, brillante nel senso di intelligente, sia come vivacità e allegria nonostante i momenti difficili da attraversare. Proprio perché è un ritorno (ma non un prolungamento, non sto portando avanti una parola dello scorso anno) ero un po’ scettica nell’inserirla nel mio trittico. Ma mi è venuta talmente spontanea, e sta già funzionando bene in questi primi giorni, che voglio provare a lasciarle il campo libero. 🙂

Brave

Brave brāv
aggettivo
1. coraggioso, valoroso.
2. vivace, sgargiante.
3. fastoso, magnifico.
4. ottimo, splendido, mirabile.

Ci vuole coraggio in tanti aspetti della vita, al giorno d’oggi, anche solo per chiedere il giusto. Non che mi manchi al momento, l’età sta aggiungendo via via una bella dose di sfrontatezza. Quand’ero piccola e non sapevo come esprimere le mie rimostranze, anche perché vivevo in un ambiente pieno di contrasti, mi ripetevano sempre questo proverbio: “Male non fare, paura non avere.” Me lo ripeto in testa anche adesso, quando sono indecisa su come rapportarmi in alcune questioni, specie se il “male” poi me lo sta facendo qualcun altro. Oramai ho capito che questo 2024 sarà un anno sfidante sotto molti aspetti, me lo dicono gli oroscopi tutti all’unisono, mettono il Sagittario in coda alla classifica, ma anche alcune premesse personali. Forse chiuderò finalmente un cerchio, e qui penso a quel mezzo manoscritto lasciato in un angolo, ci vuole coraggio anche a completarlo. Forse dovrò tagliare di netto, qualcosa che non va e mi ostino a portare avanti. Spero di avere abbastanza coraggio al momento opportuno.

Balance

Balance ˈbaləns
verbo
1. pesare, bilanciare, compensare.
2. equilibrare, proporzionare.
3. saldare, chiudere, pareggiare.

Questa parola è quasi in contrapposizione con schedule dello scorso anno, quando pianificare le varie attività mi ha aiutato a far fronte ai diversi impegni, ma lasciando sempre da parte, per ultima direi, la scrittura e il blog. Ahimè, anche la lettura, perché ho letto davvero poco e, guarda caso, sono riuscita a leggere di più nei momenti di vacanza, quando lo stacco era davvero completo, social media in primis (dove comunque, oltre ai profili da autore-blogger, ho un gruppo da seguire come amministratore). In questo 2024 voglio bilanciare meglio il mio tempo, equilibrare le mie energie sui diversi fronti, senza confinare in fondo alla lista proprio scrittura, blog, lettura. Ovvero me stessa. “Proporzionare” mi suona un po’ strano ma mi sembra pure la definizione più corretta.

webnauta.it - my 3 words for 2024

Quali sono le vostre tre parole?

Volete provare questo metodo anche voi? Pensate a cosa volete realizzare questo anno, e associatevi tre parole, semplici ma potenti.
Scrivetele qui sotto nei commenti spiegando cosa vi ha portato a sceglierle. Oppure potete anche postarle nei vari social utilizzando l’hashtag lanciato dallo stesso Chris Brogan (anche se l’idea l’avevo lanciata io qui nel blog nel 2016, andate a verificare nel primo post, non dico mica bugie!):

#my3words

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Comments (15)

Daniela Bino

Gen 08, 2024 at 9:56 AM Reply

Bravissima! Queste parole piacciono moltissimo anche a me ma non le voglio copiare. La sfida sarà: distinguermi! Proprio così: un giorno, aspettavo il tram per andare al museo, dove avrei coperto il mio turno di volontaria. Questo è un compito che amo moltissimo e ci tengo ad arrivare puntuale, desiderosa di rendermi utile. Quando arrivò il mezzo, mi vidi riflessa sulle sue porte e mi vidi “grigia”, anonima. Ma che pena!!! Quella persona grigia non ero io: ero una donna di mezza età che si confondeva con lo smog della città. Non avrei saputo distinguere la mia persona dall’asfalto e dai fumi di scarico. Ho sentito rabbiosa una voce che sorgeva dal profondo del mio cuore: SVEGLIAAAA! Le parole sono fari per mantenere la rotta ma se non le ascolto, mi perdo anche se la luce guida è bella forte, brillante. Devo diventare faro di me stessa.
Ecco allora le mie parole – faro:
1) RELIGHT: riaccendere il fuoco che è in me, riattizzare le braci e prendermi cura della me stessa.
2) FLY: volare. Non è vero che l’uomo non può volare. Vola, eccome! Ed io ho sempre volato anche quando avevo chi mi tarpava le ali e ne godeva, perché lo lasciavo fare. Ho sempre volato; è che me ne ero scordata. BASTA! Riprendo la corrente ascensionale dei venti di passione, verso quelle vette che mi ero prefissa di raggiungere e nulla o nessuno potrà fermarmi. Non ho nulla da perdere e questa è una buona cosa. E anche se avessi qualcosa da perdere, imparerei pure io l’arte di perdere le cose (Elizabeth Bishop), lasciandomi scivolare addosso il superfluo, piccolo o immenso che sia.
3) RAINBOW: arcobaleno, la mia autostrada per ritrovare la luce e l’ispirazione per creare e cogliere nuove opportunità. Sarà un arcobaleno la strada che ora è grigia come la patina che mi ha spento ma che ho iniziato a togliere già nel 2023, con le nuove letture, le mete raggiunte (ahimè, pochine ma mi sto impegnando) e quelle che mi sono prefissa di raggiungere. Il mio arcobaleno partirà dal fuoco che riaccenderò in me stessa ed io lo percorrerò sorvolandolo come un’aquila instancabile, alla scoperta di quei tesori che mi aspettano alla fine, i miei obiettivi, sogni che stanno per uscire dal cassetto perché ho voglia di realizzarli.
Buon anno, capitano! Grazie di tutto!

Barbara Businaro

Gen 09, 2024 at 4:33 PM Reply

Questo commento è poesia pura! ❤❤❤
Relight – Fly – Rainbow sono parole bellissime. Riaccendere i motori e volare lassù, seguendo l’arcobaleno. Direi che è un bel proposito per questo 2024!
Comunque non credo di aver mai visto in te del grigiore, nemmeno nei periodi più difficili. Se però è così che ti sei vista, è giusto ribaltare questa sensazione. Comincerei con un po’ di fucsia, per l’esattezza Fucsia Hollywood #F400A1. Accende qualsiasi cosa all’istante. Parola di Barbie 😉

Daniela Bino

Gen 09, 2024 at 11:05 PM Reply

Penso che sia un’ottima idea! Adoro tutti i colori a parte alcuni perché sono legati a brutti ricordi. Ci sono quelli che mi donano emozioni incredibili: il turchese, il carta da zucchero, il colore della zucca,… e il colore del mare sardo… ecco! Quest’ultimo mi sconvolge fino a farmi piangere, ma non di dolore bensì di sollievo perché mi fa credere nelle seconde possibilità.

Barbara Businaro

Gen 09, 2024 at 11:33 PM Reply

Ti manca un’esperienza col fucsia allora! Da provare assolutamente! 😀

Sandra

Gen 08, 2024 at 10:18 AM Reply

Sempre molto puntuali e interessanti le tue parole, compresa l’inaspettata scelta di un ritorno.
Lo scorso anno è andata bene, vedo, ma già lo sapevo.
Che dire? Mi scoraggia un po’, e non è una buona partenza, questo oroscopo che ci mette in coda e anche i meno pessimisti comunque dichiarano tutti quantomeno complessità. Che poi va bene, un anno facile chi se lo ricorda? Io no.
Toccherà come sempre tenere stretto il timone e tu hai imparato a farlo e quando le onde saranno un po’ più alte e feroci, avrai le tue parole, Brave in primis, me poi bilancerai il tempo, spero davvero tu possa farlo, per portare avanti meglio e di più scrittura, lettura e blog senza che poveretti vengano penalizzati. Sul bright, tu brilli sempre.
E poi ci saranno le nostre mail lagna privatissime, dove una si lamenta e l’altra incoraggia, quelle ci saranno ogni anno, qualsiasi parola verrà in soccorso e qualsiasi oroscopo malefico ci si metta di mezzo.

Barbara Businaro

Gen 09, 2024 at 4:42 PM Reply

…un anno facile chi se lo ricorda? Bella domanda, nemmeno io ne ricordo uno, manco quando le stelle davano i Sagittari sul podio, tra Amore, Bellezza e Ricchezza.
Ma quando mai?! Ogni anno me lo sono sudato, fino all’ultimo secondo, che ho pure bruciato una tovaglia con uno scintillino di capodanno, per dire! XD
Ieri mi è proprio capitato di usare la parola “brave” su un progetto. Stavo per zittirmi in una questione, per quieto vivere (che poi mi si ritorce contro) e invece no. “Brave” è comparso a caratteri cubitali nella mia mente, e allora ho detto la mia. Servirà a niente magari, ma almeno ci ho provato.
E sulle nostre mail… magari un giorno, quando saremo in pensione (e lasciami sognare, su!!), le trasformeremo in un romanzo epistolare d’avanguardia. Besteseller in una settimana, via!

Giulia Mancini

Gen 08, 2024 at 5:48 PM Reply

Nessuna parola per me, ormai da alcuni anni è così, non me la sento per scaramanzia, ogni volta che ho pensato a una “rotta” per usare i tuoi stessi termini non è andata bene, quindi non determino nessuna parola. Tuttavia serbo nel cuore, ben nascoste e con le dita incrociate, delle esili speranze di quello che mi auguro accada e su cui lavoro perché si realizzino. Insomma forse è il mio modo di determinare le parole dell’anno senza però esplicitarle.
Certo che l’oroscopo che mette i sagittari all’ultimo posto non è incoraggiante, però da alcuni anni ho smesso anche di seguire gli oroscopi.

Barbara Businaro

Gen 09, 2024 at 5:04 PM Reply

Le parole ci possono aiutare nel momento della decisione, qualcosa che spetta a noi, ma ovviamente non possono far accadere un risultato che dipende da fattori esterni. Se tu stai già lavorando perché si realizzi un progetto, bene, stati già usando una parola nella tua mente per darti quella direzione. Faccio un esempio pratico: se stai cercando un nuovo impiego e hai già delle aspettative precise, le parole ti possono orientare verso quel bisogno, scartando altre perdite di tempo inutili. Ma se quel tipo di incarico è già di per sé difficile da trovare oppure è in corso una crisi nel mercato specifico, per cui sarebbe come vincere all’Enalotto, il risultato non dipende dai tuoi sforzi. Non è che se scelgo la parola “pubblicare” e durante l’anno non riesco a pubblicare il mio romanzo, nonostante diversi contatti con case editrici, è colpa della parola.
Poi non è necessario che tu espliciti le parole. Un altro metodo, che utilizzava tempo fa un mio collega, era la “vision board”: nello studio di casa, sulla bacheca dove si appuntava diversi foglietti, aveva anche delle foto, immagini prese da riviste o stampate dalla rete, che rappresentavano i suoi obiettivi da raggiungere, così come se li immaginava. Io ci ho provato, ma non ho mai trovato le immagini giuste, per dire. Quando ha cambiato casa, dopo che aveva terminato tutta la ristrutturazione e il trasloco, gli è capitata tra le mani proprio la foto che aveva preso da una rivista, la casa dei suoi sogni. Beh, senza nemmeno più pensarci, accettando le proposte delle diverse agenzie e mediando con la moglie, alla fine aveva acquistato proprio quel tipo di casa! 🙂

Sugli oroscopi, mi fa sorridere Paolo Fox quando dichiara “Non credete, ma verificate!”
Quindi io leggo, mi preparo per bene, ma poi aspetto di vedere che succede. 😉

Andrea Cabassi

Gen 10, 2024 at 4:17 PM Reply

Anch’io l’ho fatto per un paio di anni, ma 12 mesi sono troppo lunghi per attenersi alle tre parole… dovrei studiare edizioni speciali trimestrali per revisionarle XD

Barbara Businaro

Gen 10, 2024 at 9:53 PM Reply

Beh, potresti provare una nuova formula: 3×3, tre parole per tre mesi! XD
Però ogni tre mesi devi scriverci un post, vedere se ti hanno soddisfatto e cambiarle. Alla fine diventano 12 parole all’anno. E vuoi che nemmeno una faccia il suo dovere?!

Andrea Cabassi

Gen 10, 2024 at 11:37 PM Reply

Il principale ostacolo è che la prima parola sarebbe PIGRIZIA, e a questo punto anche la sola! 😉

Federico Vettore

Gen 13, 2024 at 1:24 PM Reply

Eccomi qua, capitano! Qui il mozzo che parla. Tra un esame e l’altro, ti lancio sul tavolo le mie parole per una rotta: RISE, come ascesa ma soprattutto come sollevarsi, anche in caso di cadute e sconfitte. Non mi piango addosso ma mi rialzo e riparto. La seconda è UNSTOPPABLE, perché di fronte alle difficoltà, non ci si ferma, anzi, si cerca una soluzione al problema e si prosegue. La terza e ultima parola è TRAIN, ma non un treno qualsiasi, bensì il treno delle opportunità, perché nella vita ognuno di noi ne ha uno. Ci sono alcune occasioni da non perdere e quando si presentano davanti alla nostra stazione, sono come i vagoni di un treno che non si ferma e nemmeno rallenta; bisogna salire a bordo al volo.
Queste sono le tre parole per la mia rotta. Ti piacciono, zia Bibi?

Barbara Businaro

Gen 23, 2024 at 6:16 PM Reply

Ecco il mio mozzo! 😀
Mi scuso per il ritardo, ma nel frattempo abbiamo dovuto migrare il blog. Abbiamo spostato la barca presso un altro porto, speriamo più sicuro.
Rise, Unstoppable e Train sono tutti sostantivi che esprimono movimento e viaggio. Mi piacciono molto!

Luz

Gen 13, 2024 at 7:25 PM Reply

Immancabile post che ogni anno leggo volentieri. Mi piace questo sistema, ma io piuttosto che tre parole sono propensa a sceglierne una. Lo scorso anno è stata “focalizzare”, quest’anno scelgo di “fiorire”.
Ho proprio oggi dedicato un post a questa mia parola verso la quale voglio andare. Utilizzando la semantica della navigazione, che ti è sempre congeniale, dico che bisogna individuare una rotta, questa la cosa più importante e intraprenderla per compiere un viaggio che non sarà meno importante della meta stessa.
Barbara, in bocca al lupo per le tue nuove tre parole, quella sul coraggio mi piace in modo particolare. 🙂

Barbara Businaro

Gen 23, 2024 at 6:25 PM Reply

Ho letto e commentato giusto stamattina il tuo post sulla tua parola “Fiorire”. Che mi piace molto, anche se poco si adatta al mio pessimo pollice verde. 😛
Probabilmente avevo in mente lo stesso tuo concetto quando ho scelto la mia parola “Bright”. Per quanto riguarda invece “Brave” mi è servita tantissimo in quest’ultima settimana. Dopo che il sito è stato duramente attaccato, ho tirato fuori tutto il mio coraggio e in due giorni abbiamo spostato tutto, su una nuova piattaforma. Serve ancora coraggio, perché non è finita. Ogni trasloco richiede sempre qualche aggiustamento, anche quando sei nella tua nuova casa. 😉

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