Tre parole per una rotta 2019

Tre parole per una rotta

Per chi si fosse aggiunto a questo blog da poco tempo, per consuetudine il primo post di gennaio è dedicato alla scelta delle tre parole che guideranno la nostra rotta durante tutto l’arco dell’anno appena cominciato. L’idea è di Chris Brogan, consulente di marketing e blogger, importata poi in Italia dal nostro Daniele Imperi sul suo blog PennaBlu, e fatta mia fin dal primo anno di webnauta perché mi è piaciuta subito.

Invece di stilare una sfilza di buoni propositi, rischiando di dimenticarli già a febbraio o che diventino obsoleti per nuove esigenze sopraggiunte, si tratta di scegliere tre parole che ci aiuteranno a guidare le nostre scelte, personali, famigliari o lavorative, giorno per giorno. Sembrerà incredibile, ma al prossimo dicembre vi accorgerete che questo metodo vi consente di raggiungere gli obiettivi meglio di qualsiasi lista di risoluzioni.
Come scegliere queste parole? Dato che utilizza questa tecnica dal 2006, Chris Brogan ci suggerisce qualche trucchetto:

  • non usare una frase, sprecando parole;
  • cercare parole d’azione, come i verbi;
  • considera parole che abbiano più utilizzi, le rende più potenti;
  • mantieni le stesse tre parole per tutto l’anno, se le cambi dopo pochi mesi rischi di rovinare tutti i risultati finali;
  • parole fantasiose ti portano fuori strada, meglio se sono semplici;
  • non devono avere significato per gli altri, ma solo per te.

I suoi sono solo consigli. Ad esempio, suggerisce di appuntarsele sulla scrivania e ripetersele spesso, per non dimenticarle. Però a me accade di pensarle bene e intensamente in questo periodo e poi di lasciarle andare. Quando si arriva a dicembre e si comincia con le statistiche e le analisi dell’anno al termine, torno a rileggerle e mi accorgo con stupore e piacere che davvero mi hanno aiutato. Senza ricordarle, sono rimaste fissate nel mio subconscio a muovere le mie scelte.
Non ci sono poi regole fisse: c’è anche chi si trova bene con una sola parola, una grande faro che illumina il cammino di tutti questi dodici mesi. Io non ci riesco, forse perché sono troppo abituata a seguire più progetti in contemporanea, che magari con una parola sola finisco pure per annoiarmi! 😀

Le mie tre parole del 2018 hanno funzionato benissimo fino a metà dicembre.
Ho fatto l’errore, ma solo adesso capisco che è stato un errore madornale, di scegliere le nuove tre parole ai primi di dicembre, sull’onda di altri amici blogger che già avevano nominato le proprie. Una di queste mi ha tratto in inganno e si è messa in movimento prima del tempo, davvero rovinando il finire del 2018! Chris Brogan sa il fatto suo, insomma!

Mi sono ritrovata così a pensare alla nuova parola sostituta solo in questi giorni, e non è stato semplice dopo questo sgambetto!
Quali saranno adesso le tre parole per webnauta e per me nel 2019?

 

La vecchia rotta

Queste sono state le mie tre parole negli anni precedenti (cliccate per leggere il relativo post):

2016: Resilienza, Perseveranza, Evoluzione
2017: Challenge (sfida), Straight (diritto), Achieve (raggiungere)
2018: Unchain (liberare), Peak (vertice), Conquer (conquistare)

Dal 2017, in onore della community My Peak Challenge a cui partecipo, le scelgo in lingua inglese.
Quando ho riletto le parole del 2018, e le motivazioni che mi avevano portato a quelle parole, sono rimasta di sasso.

La parola Unchain mi doveva liberare dall’influenza negativa di alcune persone e non farmi imbrigliare in altre catene. Non credevo fosse possibile, e non è stato sicuramente semplice, ma direi che ci sono riuscita. In questo 2018 mi sono lasciata guidare solo da me stessa e dai miei desideri, sono stata una salutare egoista per così dire.
Spesso e volentieri in un angolino remoto del mio cervello sentivo esattamente quelle voci sussurrare come i vecchi tempi, invocando più che la serietà, l’austerità. Non penserai mica di farlo vero? Oh si, lo penso eccome. Anzi, l’ho già fatto.

E questo mi ha portato direttamente tra le braccia delle parola successiva, Peak, un tributo al My Peak Challenge a cui non solo sono nuovamente iscritta per il 2019, ma per quest’anno prevede parecchie novità. La prima è il nuovo gruppo italiano, Clan McPeakers, che nasce come supporto agli utenti già iscritti al programma MPC, con l’obiettivo di stimolare una vita attiva, fornire un appoggio in lingua italiana non solo per i peakers italiani (la community ufficiale è in inglese) ma anche per gli stranieri che vogliano conoscere l’Italia e le sue tradizioni, organizzare raduni o partecipare ad eventi in territorio italiano. Lo facevamo già tra noi via chat, con risultati eccezionali, e ci sembrava giusto estenderlo a tutti gli iscritti. E’ una decisione maturata proprio durante il 2018, quando la parola Peak mi ha aiutato anche a mantenere costanti il mio allenamento e la mia dieta, con risultati imprevisti (riuscire a indossare nuovamente un vestito del 2005 non ha prezzo! 😀 )

Per non parlare della parola Conquer, conquistare. L’avevo invocata per sconfiggere il blocco dello scrittore e conquistare la prima versione di IPDP, senza scuse o inganni, paure o indugi. Credo di dover ringraziare questa parola se sono riuscita a terminare il NaNoWriMo con 51.082 parole proprio sul romanzo IPDP. Purtroppo non è la prima versione completa, la bozza non è terminata: errore di valutazione mio, e un po’ del NaNoWriMo stesso, per cui ero convinta fosse un traguardo sufficiente per arrivare a stesura finita.

E poi a inizio dicembre ho commesso la stupidaggine di scegliere già le tre parole per il 2019.
Una di queste era change, ce l’ho ancora scritta tra gli appunti. Ha allungato la gamba e mi ha fatto ruzzolare a terra.
Il cambiamento c’è stato infatti, lavorativo, col mio mentore che si è dimesso all’improvviso (e tutto il riassetto di progetti che ne consegue). Uno sballottamento bello e buono, solo che il cambiamento che scegli è ben diverso dal cambiamento che ti si riversa addosso!
Ho dovuto correre velocemente ai ripari con un nuovo vocabolo.

Ecco dunque le parole per il nuovo anno:

 

Soar (librarsi, alzarsi in volo)

Soar sôr
verbo
1. librarsi, elevarsi, svettare.
2. alzarsi in volo, salire alle stelle, (aer.) veleggiare.

Soar l’ho sentita per caso e mi è piaciuto subito il suo suono, che assomiglia molto al “roar” del leone.
Quando sono arrabbiata infatti, non potendo esclamare a gran voce “vaf@@@@@@!” che non sta bene per una signora, di solito esplodo in un “roar” con la r arrotolata come gli scozzesi. Sempre per rimanere in tema, eh.
Quando poi sono andata in cerca della sua traduzione, sono scoppiata a ridere!
Prima per librarsi, come equilibrarsi (derivato dal latino libra, bilancia), anche se per noi richiama foneticamente i libri.
E poi per il suo significato intrinseco di elevarsi, alzarsi in volo, e sento le mie sorelle peaker sogghignare in sottofondo (Ahah, dai che quest’anno ti tocca, non puoi più dire di no! No, io vengo a nuoto e poi in treno…) Speriamo che questa parola mi porti davvero bene, sennò è stato bello conoscervi.

 

Forgive (perdonare)

Forgive fərˈgiv
verbo
1. perdonare, scusare, rimettere (peccati), condonare (debiti).
2. dimenticare, lasciare andare.

Questa parola esce da un passo di Outlander di Diana Gabaldon, dal libro Passione oltre il tempo, letto proprio lo scorso dicembre, che mi ha particolarmente colpito. E’ Jamie Fraser che pensa come spiegare alla figlia Brianna il concetto del perdono per dimenticare un grave torto subito, e per un attimo ho creduto parlasse a me. Ho cercato di dimenticare e perdonare, credendo fosse uno sforzo da compiere una sola volta. E infatti non funziona. Devo dunque allenarmi alla pratica continua.

“Come raccontarle a parole ciò che lui stesso aveva imparato mediante il dolore e la grazia? E cioè che soltanto con il perdono avrebbe potuto dimenticare… e che il perdono non era un singolo atto, bensì una questione di pratica costante.”
Passione oltre il tempo, Diana Gabaldon
traduzione Valeria Galassi, Casa Editrice Corbaccio

 

Delight (deliziarsi, rallegrarsi)

Delight diˈlīt
verbo
1. deliziarsi, rallegrarsi, divertirsi.
2. compiacersi, provare gioia, piacere nel fare qualcosa.

Dato che il 2018 si è chiuso con lo sgambetto della parola change, ho cercato un altro termine che mi potesse aiutare in questo 2019 che si preannuncia un po’ complicato.
All’inizio avevo pensato alla parola enjoy, divertirsi, ma mi è sembrata troppo superficiale, votata all’insano divertimento piuttosto che trovare un risvolto positivo anche in una situazione complicata. Delight è la sfumatura giusta della gioia nonostante tutto, il rallegrarsi anche in mezzo alle difficoltà, facendo appello alla propria resilienza (che era una delle mie parole nel 2016). Vedremo quanto potete sarà il suo effetto.

 

Ora tocca a voi!

Scegliete le vostre tre parole magiche e pubblicate nel web, anche con l’hashtag in inglese lanciato dallo stesso Chris Brogan (dopo che l’idea l’avevo suggerita io eh!):

#my3words

Oppure scrivetele sotto nei commenti o, se avete pubblicato un post nel vostro blog, passate a lasciare il link!

Hanno già scelto le loro parole per il 2019:

Sandra Faé su I libri di Sandra
Daniele Imperi su PennaBlu
Maria Teresa Steri nel suo Anima di carta
Nadia Banaudi nel suo blog ufficiale

Comments (35)

Daniele

Gen 09, 2019 at 8:45 AM

Grazie della citazione e auguri per le tue 3 parole 🙂

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Barbara Businaro

Gen 09, 2019 at 11:07 PM

Grazie a te Daniele per aver iniziato questo meme 🙂

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Nadia

Gen 09, 2019 at 9:31 AM

Perdonare è il passo decisivo per lasciare andare dolore e pesi dietro di sé. Un’azione liberatoria che ti alleggerirà moltissimo portandoti allo stadio successivo, quello stato di leggerezza che aiuta a volare e lí non si può che essere felici. Le tue tre parole saranno un’ottima guida, Barbara, a parte il ruzzolone ultimo che fa parte delle scelte altrui il 2019 ha le sembianze di un anno efficace.

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Barbara Businaro

Gen 09, 2019 at 11:08 PM

Diciamo che è semplice perdonare un singolo evento, man mano che il tempo lo lascia alle spalle. Quando però si tratta di una collezione di eventi ed ogni volta che ne perdoni uno le stesse persone si sentono autorizzate a proseguire, diventa più difficile, una pratica continua appunto.
Per ora il 2019 è tale e quale al 2018, sarà la nebbia di queste parti! 🙂

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Darius Tred

Gen 09, 2019 at 10:04 AM

Buon anno e ben fatto.

…eppure mi piacerebbe sentirti esclamare “ma vaff@@@@@@@”. 😀 😀 😀

(non che ti stia augurando di arrabbiarti, eh! Mi piacerebbe solo sentirtelo dire, così, giusto per fare insieme una gran risata! A volte un bel vaf@@@@@ è davvero liberatorio e terapeutico).

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Barbara Businaro

Gen 09, 2019 at 11:08 PM

Potrei inviarti un vocale o un video, ma temo l’utilizzo fraudolento che ne potresti fare! 😀 😀 😀
Quindi dovrai aspettare che io ripassi per Milano, se non trovi altre scuse la prossima volta.

PS. Ti prego, dammi soddisfazione almeno tu: l’hai mai visto il telefilm “Ralph Super Maxi Eroe”? C’era un bellissimo ufo a lampadario! 😀

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Darius Tred

Gen 10, 2019 at 9:55 AM

Vada per il live alla prossima occasione.

P.S.: Certo che me lo ricordo Ralph Super Maxi Eroe (anche se al momento mi sfugge l’ufo-lampadario…). Devo però essere sincero e dire che non è durato molto nelle mie preferenze: sono saltato presto a Magnum P.I. e MacGyver … 😛

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Barbara Businaro

Gen 11, 2019 at 11:26 PM

No, calma. Non puoi confrontarmi una serie di supereroe, con la serie di investigatore affascinante (all’ultima influenza, mi sono fatta una scorpacciata di Magnum PI, anche con un solo neurone vigile!) con la serie del “ti costruisco un reattore nucleare con una sola graffetta e della carta stagnola” (ed è l’unico che mi stava un po’ indigesto). Sono tre cose diverse. Si guardano ad orari diversi. 😀

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Rosalia Pucci

Gen 09, 2019 at 10:56 AM

Che parole dense di significato, l’ottimo viatico per un anno speciale. Da parte mia non ci sono parole a guidarmi né propositi, non mi piace ipotecare il futuro in alcun modo. Vivo giorno per giorno, grata di essere al mondo con una leggerezza conquistata a fatica ma che mi tengo stretta, quella di non avere fardelli da portare, rancori, vendette, invidia o qualsiasi altro ostacolo alla serenità interiore. Ti abbraccio forte, sono sicura che farai del tuo meglio per veleggiare lungo questa splendida rotta! 🙂

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Barbara Businaro

Gen 09, 2019 at 11:08 PM

Fortunata te Rosalia! Io ho iniziato con questo metodo un po’ per gioco, un po’ per scherzo, ma funziona. E cosa che funziona, non si cambia! 🙂

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Sandra

Gen 09, 2019 at 11:13 AM

Belle, belle le tue parole. Hanno tutte e tre una connotazione positiva che libera dalle zavorre, e dovrebbe permettere voli.
Te lo auguro e in ogni caso noi siamo tutti qui a fare il tifo e a dare pacche sulla spalla e quant’altro possa servirti durante l’anno.

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Barbara Businaro

Gen 09, 2019 at 11:09 PM

Volarrrrreeeeee oooooohhh, cantarrrrrreeeeeee ooohooohooooh
Nel blu dipinto di blu
La Scozia è ancora (per poco) lassù… 😉

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Brunilde

Gen 09, 2019 at 11:47 AM

Le tue parole sono belle e ti indicheranno la strada per questo anno appena iniziato.
Le mie:
accettazione ( collegata al tuo soar, andare oltre, più in alto rispetto a ciò che è e non si può cambiare, senza inutili sofferenze)
progettualità ( collegata al tuo delight, perchè usare la propria energia per fare e realizzare progetti dà gioia e sapore alla vita)
scrittura ( collegata con te e con tutti noi, parte del nostro modo di essere, da non trascurare a favore di qualcosa che più importante in fondo non è mai e da non relegare ai ritagli di tempo o ai momenti cosiddetti liberi, ma in realtà occupati dalla stanchezza )
Ti auguro un anno buono, che il cambiamento che hai subito si riveli una opportunità, e che i problemi con le persone non affievoliscano mai il tuo sorriso

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Barbara Businaro

Gen 09, 2019 at 11:09 PM

Grazie Brunilde, prometto di mettercela tutta!
Molto intense anche le tue tre parole, sono sicura che porteranno buoni frutti! 🙂

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Maria Teresa Steri

Gen 09, 2019 at 1:15 PM

Mi piace in modo particolare la tua prima parola, anche se in realtà sono tutte molto significative e ti auguro che ti portino tanta fortuna. Ma sai cosa penso? Secondo me dovevi tenerla quella relativa al cambiamento. Perché ora come ora sembra che ti abbia portato solo cose negative, ma di fatto anche l’accettazione dei cambiamenti è un aspetto importante e forse in qualche modo tu lo presentivi scegliendo proprio quel termine. E poi è possibile che quando dei fatti esterni ci costringono a deviare la rotta, in seguito ne derivino risvolti inaspettati, opportunità che non avresti avuto altrimenti. Magari lo si capisce solo dopo tanto tempo.
In ogni caso spero davvero che tu possa ritrovare la gioia, che poi è anche l’obiettivo dell’ultima parola 🙂

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Barbara Businaro

Gen 09, 2019 at 11:11 PM

Hai ragione Maria Teresa, però non la sentivo più mia Change, non era più nel significato per cui l’avevo scelta. Ed ho optato per Delight proprio per prepararmi ad altri eventuali cambiamenti. L’oroscopo dice meraviglie per il 2019, ma parla anche di rotture e separazioni prima delle meraviglie! Insomma, potrebbe essere un altro anno sull’ottovolante! 😀

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Giulia Mancini

Gen 09, 2019 at 1:47 PM

Mi piacciono le tue parole, bellissima la prima, ma anche la seconda, mi dona un senso di serenità, credo che il perdono sia fondamentale per lasciar andare l’energia negativa e proiettarsi verso nuovi orizzonti, andando verso la gioia vera (che poi è la tua terza parola!)

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Barbara Businaro

Gen 09, 2019 at 11:12 PM

In un certo senso le ho quasi scelte in sequenza. O forse dovrei mettere Forgive, Soar, Delight.
No, credo che vadano prese tutte insieme perché facciano bene il loro lavoro. 🙂

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Elena

Gen 09, 2019 at 1:56 PM

Non ho l’abitudine di scegliere le parole per il nuovo anno, dunque nessun link da inserire. Cerco di essere molto connessa con la me in un dato momento e a scegliere ciò di cui ho biusogno per andare avanti, poiché non ho bisogno di descrivermi.
Le tue parole sono molto belle. In particolare perdonare, credo che sia qualcosa da portare con noi stesse ogni giorno della nostra esistenza, non solo nel 2019!
Quanto a cambiamento, beh… abbiamo già parlato del portone. Se trovi la maniglia nel 2019, sei a posto!

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Barbara Businaro

Gen 09, 2019 at 11:12 PM

Eh, da una parte vedo piccole porticine per cui farei anche fatica a passare, ma forse sul tavolino c’è il biscotto Mangiami per rimpicciolirmi. Un po’ più in là c’è un bel portone, e che portone! Peccato che si apra solo dall’interno… e io son chiusa fuori! 😀

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Tiade

Gen 09, 2019 at 3:36 PM

Ti leggo e sorrido. Indubbiamente l’iniziativa di Daniele permette spunti di riflessione collettiva oltre che personale. Mi piace.
Da un pezzo mi son convinta che le parole, entità ubique come i fotoni, vivano di vita propria e si mettano a navigare tra vari cervelli cercando quelli dove far presa.
Ritrovo nelle tue del 2016 le mie di quest’anno. Resistenza, Resilienza, Perseveranza. Giuro non ti ho copiata.
Spero ti abbiano portato bene.
Spero ne portino a me per l’anno entrante.
Sulla parola “evoluzione” spesso ho discussioni con mio figlio,
Nel lessico comune questa parola è sempre vista come miglioramento, mutazione positiva.
Ma nel pensiero scientifico, secondo Madre Natura, la parola evoluzione significa solo adattamento alle condizioni, non necessariamente in maniera positiva secondo il nostro concetto. Potrebbe anche voler dire regressione, perché in quel momento è la sola chances di sopravvivenza di una specie.
Per questo è una parola che guardo sempre da lontano.
Volare, concedimi un attimo di personalismo, ma ci sta come il cacio sui maccheroni.
Mi libro
Volgo indietro lo sguardo
ed il nastro riavvolgo,
e so che,
checché ne pensi il volgo,
io valgo.
Ed allor sul mio libro scrivo
“mi libro”.
(2013 09 17)
Evidentemente il sogno di librarsi è un meme.
Mi rallegrerò quando finalmente troverò una tipografia che agisca secondo i sacri crismi.
Per il perdono… sono una dalla distestione lunga.
In bocca al lupo per tutto.

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Barbara Businaro

Gen 09, 2019 at 11:14 PM

Tiade quelle parole nel 2016 mi hanno portato benissimo! E’ stato il primo anno del blog e se sono ancora qui è grazie ad una buona partenza. 🙂
Per Evoluzione io ho valutato questi due significati:
1. Svolgimento, sviluppo graduale e completo.
2. Manovra o serie di movimenti ordinati diretti a cambiare la posizione di unità tattiche, di mezzi navali o di aerei, di un gruppo di ginnasti o di cavalieri.
ed è la seconda quella che mi ha convinto!
Non ho proprio preso in considerazione il significato datole dalla teoria Darwiniana perché come dici tu l’evoluzione a volte è regressione, non sopravvive sempre il più intelligente ma quello più “adatto”.
Grazie per aver condiviso la tua poesia. Che io adoro cacio e pepe! 😉

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newwhitebear

Gen 09, 2019 at 11:25 PM

Ci devo riflettere. Questo inizio di anno è stato un po’ travagliato

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Barbara Businaro

Gen 11, 2019 at 11:24 PM

Mi spiace Gian Paolo, spero tutto bene. Anche qui oggi è stata una giornatina di fuoco. Non bastasse tutto il resto, pure in condominio si sono svegliati con strane idee in testa! 😀

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Marina

Gen 11, 2019 at 7:47 AM

Io adotterei un tuo termine dello scorso anno: direi resilienza, che ha un suono così così, quando lo pronunci, ma poi nel suo significato è bellissimo. Tra le tue parole mi piace “perdonare”: non è mai facile, però forse è ciò che più di tutto nobilita un rapporto. Io dico sempre che perdono, ma non dimentico, vorrei migliorarmi, perché non dimenticare è come lasciare traccia di un perdono a metà.
Comunque, buon 2019 in compagnia delle tue 3words.

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Barbara Businaro

Gen 11, 2019 at 11:29 PM

Anch’io ero per il “perdono ma non dimentico”. Il problema Marina è che quel “non dimentico” può saltare fuori all’improvviso dopo 20 anni e annullare completamente il perdono.
Bisognerebbe perdonare, dimenticare, però trovare una via per non ricascare nel medesimo errore (a quello serviva il “non dimentico” appunto). 🙂

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mister e.

Gen 12, 2019 at 10:28 AM

Leggendo le tue parole ho capito subito che saranno anche le mie per quest’anno!!! Via che si parte verso nuovi avventure
Ciao

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Barbara Businaro

Gen 12, 2019 at 3:29 PM

Guarda, in questo momento Soar è diventata ROAR! ROARR! ROAR, ROAR, ROAR, ROARRRRRR!!
Come si fa a partire per nuovo avventure se non ti staccano l’ancora da quelle vecchie?!
PS. Lo sai vero che io non ti parlo più? 🙂

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Grazia Gironella

Gen 14, 2019 at 6:09 PM

Mi piacciono molto le tue tre parole. Quello che la Gabaldon fa dire a Jamie del perdono, poi, è particolarmente importante. Che il 2019 sia in armonia con le parole che hai scelto! 🙂

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Barbara Businaro

Gen 15, 2019 at 7:16 PM

Grazie Grazia! (Ringraziarti è sempre uno splendido scioglilingua 😀 )
Per ora la parola Soar stenta a decollare, è più ROARR che Soar. Sul Forgive mi sto impegnando, però come dice Marina è un “perdono ma non dimentico”. In quanto a Delight, giusto ieri la bilancia mi ha regalato un’altra, meritata, soddisfazione, un numerello che non vedevo da un po’. Alla quinta volta che gliel’ho richiesto per conferma, si è scocciata e non si è più voluta accendere. 😀

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Grazia Gironella

Gen 15, 2019 at 8:17 PM

Non credo nel perdono-dimenticanza. Se per perdonare devo tagliare via dei pezzi della mia memoria, che valore può avere il perdono? Secondo me bisogna portare tutto su un piano diverso… ma diventa davvero complicato esprimerlo in poche righe. 🙂

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Marco Amato

Gen 15, 2019 at 8:55 PM

Quindi è il posto giusto, da te, per scatenarmi con una vagonata di ROAR?
Mi piacciono le tue parole. Io ti posso parlare del forgive, che ha fatto parte dei miei ultimi anni.
In tal senso ti posso dire la mia. Non dipende molto da cosa si deve perdonare, ma da chi si deve perdonare.
Un estraneo che si comporta con una malefatta non ha bisogno di perdono, basta mandarlo a quel paese.
Il confronto col perdono invece diventa dilaniante quando riguarda qualcuno che dovrebbe essere caro, qualcuno di importante che anziché proteggere le nostre spalle le ha pugnalate. Io ti posso dire che nel mio caso, dopo lungo penare, sono giunto al forgive per amore. Non amore nei confronti di chi non si può perdonare, ma nei confronti degli altri che ruotano attorno a te e a quella persona. Perché se il tuo rancore fa male anche a chi tu vuoi bene, è per loro, per il bene da salvare, che a volte bisogna riuscire a raggiungere un forgive pacificatore.
Nel profondo, quel forgive non sarà mai completo, sarà come un arto mozzato. Ma in compenso, oltre alla tristezza, condensa anche una sensazione di nuova armonia verso se stessi.

Per il resto, spero che il change viri nella direzione migliore. 😉

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Barbara Businaro

Gen 15, 2019 at 10:39 PM

ROAR, ROARR, ROAAAAAR, ROAAAAAARRRRRRR!!
Si, qui il ROAR è libero. Ma vedi di non approfittartene insomma. 😀
Comprendo il tuo forgive per amore, sono quasi nelle tue stesse condizioni. Nel mio caso però è un forgive per amore di sé stessi, perché il rancore consuma energia e la trasforma in negativa.
E sul change… sono ancora immersa nella grande nebbia. Tutto bianco, tutto uguale, tutto muto. O aspetto il sole o aspetto la pioggia per capire dove mi trovo. Intanto cammino piano perché sai, il prossimo passo potrebbe nascondere il precipizio. (E no, nonostante il Soar non sono capace di volare in autonomia, devo sempre salire su quel brutto aggeggio chiamato aereo…)

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Marco Amato

Gen 15, 2019 at 10:53 PM

Per quanto poco, dalle mie parti si fa il tifo per te. 😉

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Barbara Businaro

Gen 15, 2019 at 11:23 PM

Grazie! 🙂

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