Matrici di prompt: che cosa sono?

Che cosa sono le Matrici di prompt

Ricordate quando vi ho illustrato il metodo dei Sei cappelli per pensare di Edward de Bono? Uno dei cappelli che più dovrebbe riguardarci è quello verde, la cui funzione è di produrre nuove idee e nuovi modi di vedere le cose, utilizzando anche le provocazioni. Uno dei sistemi più semplici di provocazione indicato da de Bono per uscire dagli schemi percettivi abituali consiste nella pesca di una parola a caso. Si apre il vocabolario, si sceglie una parola qualsiasi e poi la si usa per generare soluzioni diverse, partendo anche da situazioni illogiche che costituiscono comunque un punto di vista alternativo.

Questo criterio risulta illuminante nella ricerca di prodotti innovativi, perché la parola pescata porterà con sè delle nuove caratteristiche che il nostro cervello cercherà di associare all’oggetto che già conosciamo. Nel suo libro de Bono riporta un esempio: la parola “formaggio” associata agli apparecchi televisivi suggerisce un tipo di televisore che, come un formaggio pieno di buchi, riporta più finestre dove vedere in contemporanea più canali. Una cosa banale ai nostri giorni, ma il libro in questione è del 1981. 😉

Possiamo utilizzare questo procedimento per generare nuove idee nella scrittura creativa?
Assolutamente si! Dato però che una parola da sola potrebbe non essere sufficiente a scatenare la creatività in un mondo che di parole ne usa tante, esistono i prompt e soprattutto le matrici di prompt, che sono molto utilizzate nel mondo delle Fan Fiction.

 

I prompt

Il prompt, dalla lingua inglese, è un suggerimento. Nella scrittura creativa è un tema, uno spunto di partenza su cui deve essere scritta la storia. Può essere una singola parola, un intero incipit, una citazione, il titolo o il testo di una canzone, lo scheletro di una trama (in questo caso si parla di plot). E nella nostra civiltà delle immagini, può essere anche una foto, un disegno, un dipinto, un video. Qualsiasi cosa che possa far partire la nostra immaginazione che ha bisogno solo di un’imbeccata.

Esistono davvero una moltitudine di siti e blog che ogni settimana propongono nuovi prompt o liste di prompt, su cui esercitarsi per innovare la nostra fantasia.
Su questa modalità lavorano gli esercizi della Biblioteca Scarparo, da dove ad esempio è uscito il mio ultimo racconto, La fabbrica di acciottolato. Eh già, c’è una certa assonanza con il famoso La fabbrica di cioccolato, ma il concetto è proprio quello: stravolgere un titolo famoso, per produrre un nuovo prompt di scrittura e vedere quale effetto diverso ha sui partecipanti, che devono scrivere un’ipotetica quarta di copertina.

Ma in rete trovate anche dei generatori casuali di prompt (e plot) davvero divertenti, dove un click vi catapulta un suggerimento diretto del destino.
In lingua inglese, ho trovato questo Quick Plot Generator dove il risultato potrebbe essere un testo di questo tipo:

Your main character is a man in his late thirties, who is very easy-going. The story begins in a registry office. Someone is tormented by the memory of a dead family member. It’s a story about a life or death decision. Your character takes on the role of protector.

In italiano, il più interessante mi è sembrato questo generatore di prompt sul blog Racconti Vaganti, che utilizza alcuni termini delle Fan Fiction:

Personaggio: un adolescente,un genio
Genere: romantico
Caratteristiche: fratello gemello,spade,gran segreto,scambio di persona
Coppia: het (ndr. eterosessuale)

I prompt di questo tipo però sono complessi e articolati, rischiando di restringere notevolmente la fantasia dello scrittore. Le singole parole, scelte a caso, lasciano più libertà all’ispirazione. Ecco perchè risulta più proficuo utilizzare le matrici di prompt.

 

Le matrici di prompt

Il termine di matrice deriva dalla matematica, in particolare dall’algebra lineare, dove indica una tabella ordinata di elementi. Le matrici di prompt sono tabelle di parole che lo scrittore deve seguire per costruire la sua trama, non necessariamente nell’ordine in cui vengono proposte.
Anche il contest di webnauta utilizzava una matrice di prompt, una matrice 1×4 (righe x colonne) in gergo matematico:

Navigatore – Cheesecake – Manoscritto – Fresia

La prima volta che mi sono imbattuta in una matrice di prompt (e da allora ho cercato di risalire alla loro provenienza) è stato nel blog di Alessia Savi e nella sua blog novel Fiori d’acciaio. Lei ha utilizzato una matrice 9×3, dove ogni colonna è pure contraddistinta da tre colori (white, red, black) e le parole di quella colonna si riferiscono a elementi di quel colore. Three colours, three things come riporta la tabella.
In questo suo romanzo a puntate, ogni capitolo è rappresentato da una sola delle parole, per un totale di 27 episodi che possono anche essere letti separatamente. Se sia stato semplice o no rispettare questo concept bisogna chiederlo a lei, ma di sicuro il risultato mi sembra davvero ottimo. La matrice di prompt fu preparata tempo prima da una sua amica, come spiega in questo secondo post: Fiori d’acciaio.

Potrebbe essere stimolante anche per noi avere qualcuno che crei una tabella di questo tipo, con un legame tra le parole (quindi non proprio scelte a caso). In mancanza, anche qui possiamo affidarci ai generatori di parole casuali, dove ci sia la possibilità di impostare il numero di parole. Questo mi è sembrato il migliore: palabras aleatorias (si può usare anche per mettere in difficoltà gli amici in Pictionary!)
Ecco dieci parole, ci scriverete qualcosa?

Rotaia
Immergere
Bellezza
Spugna
Tessuto
Pillola
Diametro
China
Barile
Respirare

 

E voi…

Avete mai utilizzato una matrice di prompt per scrivere? (si, se avete partecipato al contest di webnauta!)
Pensate sia un metodo utile per uscire dal blocco dello scrittore e forzare le idee per riempire la pagina bianca?

Comments (46)

grilloz

Gen 13, 2017 at 7:43 AM

Matrici ne ho usate tante e prompt anche, ma le matrici di prompt mi mancavano 😀
Beh, più o meno il tema del mese su PescePiratA può essere visto come un prompt (molto libero in realtà) e abbiamo anche ripreso a giocare con le immagini 😉
Quanto a me… un’idea mi era venuta, nella quale cheescake era il nome di un cagnolino e Fresia una cittadina del Cile, ma poi, mannaggia, il tempo 😛

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Barbara Businaro

Gen 13, 2017 at 10:46 PM

Ma tu non te ne puoi venire qui a dire che stavi per scrivere un racconto per il contest, così! Anche perchè sei l’ennesimo!
Abbiamo chiuso il contest al giovedì 8/12, il giorno dopo era tutto un “sai che stavo per partecipare anch’io?”. Credo che le mie testate sul muro le abbiate sentite fino alla tua latitudine!! 😀

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grilloz

Gen 14, 2017 at 10:04 AM

“stavo per scrivere” è un po’ una parola grossa (anzi tre 😛 ). Diciamo che (boh forse non dovrei dirlo) beh, ecco, non sapendo cosa fosse la fresia ho gugolato e ho scoperto l’esistenza di una città cilena con quel nome, e così mi sono detto, perchè no? Ma poi l’idea non è sbocciata…

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Barbara Businaro

Gen 14, 2017 at 5:17 PM

Beh, ovviamente la parola Fresia l’intendevamo come profumo, ma il bello dei prompt di scrittura è che si possono cercare significati nascosti. Quindi un vero peccato, chissà cosa ne sarebbe uscito! 🙂

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Michele Scarparo

Gen 13, 2017 at 8:57 AM

I prompt (grazie per la citazione!) per me sono l’equivalente della ghisa in palestra: non una cosa utile “per sé”, ma un ottimo esercizio che prepara allo sforzo che lo sport (quello vero) richiederà durante una competizione.
A volte però producono bellissimi risultati, quando nella mente di qualcuno casualmente riescono a mettere in contatto due aree che sono piene di potenzialità ma che non avevano mai avuto l’occasione di essere accostate per fare massa critica.

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Barbara Businaro

Gen 13, 2017 at 10:55 PM

Beh, direi che tu sei un generatore di prompt di tutto rispetto, che nel tuo blog non c’è solo la creazione delle quarte di copertina della Biblioteca Scarparo, ma anche il Miniplot è un prompt vero e proprio, e pure la Storia in sei parole, dove da una parola ne dobbiamo generare altre sei (e dobbiamo limitarci, che ne scriveremmo sempre qualcuna di più!). E si, in palestra ci si deve andare ogni giorno, così poi gareggiare diventa praticamente naturale.

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nadia

Gen 13, 2017 at 9:44 AM

Se non rimarcavi la partecipazione al contest di webnauta ero già pronta a rispondere no, come modo solito di procedere per scrivere. Certo è che, visto in questo contesto, allora qualunque concorso a tema con riportate nel titolo le parole chiavi per procedere… allora sì.
Interessante, come al solito, tutto molto interessante (e nemmeno a volerlo mi è uscito il titolo della canzone che di nuovo sta esagerando in casa mia).

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Barbara Businaro

Gen 13, 2017 at 11:07 PM

Si, ogni concorso letterario da una traccia, anche minima, che sia il genere letterario (solo giallo, solo rosa) o una particolare ambientazione (un luogo da valorizzare per i concorsi locali) o il prodotto dell’azienda che l’ha promosso (penso ad esempio al concorso dell’aranciata San Pellegrino di questa estate). Le matrici di prompt invece mettono in campo la difficoltà di parole totalmente slegate tra loro ed è lì che si mette in moto la fantasia.

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silvia

Gen 13, 2017 at 9:46 AM

Ho letto rapidamente. Mi ci devo mettere con calma. Molto interessante. 🙂

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Barbara Businaro

Gen 13, 2017 at 11:08 PM

Non preoccuparti, da qua non scappa niente! 😉

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Giulia Manncini

Gen 13, 2017 at 10:12 AM

Non ho mai usato una matrice di prompt però è vero che una storia, un racconto, un romanzo nasce quasi sempre da un’idea talvolta chiara talvolta nebulosa
È lo spunto di partenza su cui viene scritta la storia, qualche volta sono stata ispirata dal testo di una canzone che mi evocava una certa vicenda e magari un’immagine e un ricordo.
Assemblare in un breve racconto un’insieme di parole date era un esercizio che la scrittrice del mio corso di scrittura creativa ci faceva fare. È incredibile quante storie diverse venivano fuori con le stesse parole.

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Barbara Businaro

Gen 13, 2017 at 11:40 PM

Ora sono in un periodo proficuo, appunto un sacco di plot di storie, non so se le scriverò tutte ma intanto mi segno l’idea o la singola scena. Però c’è stato un periodo in cui mi sembrava di non avere nulla da raccontare, che tutto fosse già scritto e che pur nella mia versione non avrei aggiunto nulla. Allora non conoscevo le matrici di prompt fatte di parole, ma ho ricevuto qualche plot casuale dalle canzoni che ascoltavo, senza riconoscerne tutto il testo (in inglese). Con le matrici dovremmo riuscire a forzare questo processo.

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Darius Tred

Gen 13, 2017 at 10:22 AM

Matrice di prompt? Avevo in testa un’idea simile senza “sapere” che si chiamasse proprio così… 😀
Ti racconterò…

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Barbara Businaro

Gen 13, 2017 at 11:42 PM

Vedi che la tua mezza idea era una più che valida idea? Ma non avevi cercato su Google prima?? 😀

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Darius Tred

Gen 14, 2017 at 12:22 AM

Google? Hai detto Google? Capisco…
Ma cosa sarebbe questo Google?

😀

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Daniela Bino

Gen 13, 2017 at 10:32 AM

Cara Barbara, davvero interessante! Il blocco dello scrittore potrebbe essere solo un momentaneo impasse: uno spunto dettato da simile matrice costituirebbe un forte incentivo a procedere secondo un binario apparentemente vincolante, ma comunque sfidante a superare i legami con acrobatico volo di fantasia. Tutto da accettare come una messa alla prova delle proprie capacità. Per quanto riguarda le dieci parole: è una sfida? Occhio, che la cogliamo! En garde, amici!

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Barbara Businaro

Gen 13, 2017 at 11:46 PM

Rimango in attesa di un tuo testo allora? Questa volta sarai giudicata però! 😛

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Sandra

Gen 13, 2017 at 11:21 AM

Sì, spessissimo. Io li chiamo paletti, eccone un paio tra quelli che ho usato:
biglietto del treno (base su cui si fonda Ragione e pentimento)
ragazzo eccentrico che ha fatto uso di droghe (Cesare de Le affinità e Figlia dei fiordi)
macchina impastatrice planetaria (Virginia corso di pasticceria).
Sono utilissimi per sbloccarsi, utilizzerò i tuoi suggerimenti per la storia che sto scrivendo, quindi grazie.

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Barbara Businaro

Gen 13, 2017 at 11:47 PM

Ma dai, non sapevo ti fossi data tu dei paletti nelle storie! E da dove è saltata fuori la planetaria?? 🙂

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sandra

Gen 14, 2017 at 10:48 AM

Pubblicità vista in TV in un momento di stallo della stesura quando mi dicevo “devo arricchire con qualcosa ma non mi viene in mente nulla” ho atteso ed è successo.

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Barbara Businaro

Gen 14, 2017 at 5:27 PM

E poi dicono che la pubblicità non serve a niente!! 😀

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mister E.

Gen 13, 2017 at 12:17 PM

Un caso molto carino di matrice-di-prompt è lo spettacolo di Benigni “Tutto benigni” in cui si faceva dire un paio di parole dal pubblico e ci cuciva al volo sopra una canzone, uno spasso e indice della flessibilità mentale ed intelligenza del soggetto!

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mister E.

Gen 13, 2017 at 12:28 PM

Ahh.. trovato anche il link su youtube:

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Barbara Businaro

Gen 13, 2017 at 11:54 PM

Beh, secondo me alcuni versi se li era preparati prima, e potevano star bene in qualsiasi contesto.
Un po’ come il poeta del film Prima dell’alba: Jesse e Celine si conoscono in treno per caso e rimangono a Vienna per la notte, ripartiranno l’indomani. Passeggiando lungo il Danubio incontrano un barbone che offre loro una poesia in cambio di una parola. Se poi la poesia piacerà loro, lo pagheranno quel che vorranno. La parola è frullato.

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Elena

Gen 13, 2017 at 1:10 PM

Ciao Barbara, ops credo di essere una voce fuori dal coro… Soprattutto perché faccio fatica a starti dietro, accidenti che articolo! 😉 Beh mi piace l’idea del prompt e delle parole abbinate random. Lo trovo molto utile per ampliare il nostro modo di vedere le cose e non solo per scrivere. Un pò come il generatore casuale di password: prima o poi si trova quella che apre la mente e ci fa entrare in una nuova storia. E poi… adoro i cappelli

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Barbara Businaro

Gen 14, 2017 at 12:03 AM

Grazie Elena! Con i cappelli ho un rapporto conflittuale: li adoro d’inverno (ora ho un baschetto viola che però porto come fosse un tam scozzese, pendente da un lato) e li detesto in estate! 😛

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Elena

Gen 14, 2017 at 6:01 PM

Per l’estate ne ho uno a falde larghe tutto traforato che però, dico la verità,non mi oso mettere… Scusate per l’intermezzo culturale 🙂

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helgaldo

Gen 13, 2017 at 5:38 PM

Apro il vocabolario a caso, questo sì lo uso. Il più semplice modo per…

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Barbara Businaro

Gen 14, 2017 at 12:05 AM

Oppure si installa l’app sul telefono di Una parola al giorno. Anche questo è un modo semplice per…

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Lisa

Gen 13, 2017 at 6:24 PM

Questo metodo non funziona molto nel mio caso, mi capita di entusiasmarmi per qualche ora o un paio di settimane ma poi torno sempre all’ovile. Certo se si è in blocco anche pochi minuti produttivi sono già un successo, quindi condivido la tua opinione, il post potrà essere utile a molti.
In genere uso il brainstorming senza prompt, mi capita raramente di non trovare lo stimolo, mi “prompto” da sola! 😀

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Barbara Businaro

Gen 14, 2017 at 12:08 AM

Questo perchè sei già “allenata” a “promptarti” da sola. Infatti de Bono indica questo metodo come allenamento per la capacità di produrre nuove idee, aumentare la capacità creativa, cogliere tutti i segnali di un progetto innovativo. Una volta acquisita, va da sola! 😉

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Marco

Gen 13, 2017 at 7:55 PM

Mai usato niente del genere, è la prima volta che ne sento parlare. Al momento non ho alcun blocco dello scrittore, anzi. Se avessi più tempo! Be’, bisogna accontentarsi, orsù 🙂

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Barbara Businaro

Gen 14, 2017 at 12:09 AM

Si sente nei tuoi racconti che non ne hai bisogno! 🙂

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newwhitebear

Gen 13, 2017 at 10:32 PM

senza la citazione al tuo contest, avrei detto che di non averne mai fatto uso. Però adesso posso dire di sì 😀
In genere non procedo così ma parto da un’idea e non da parole. A volte l’idea è buona ma i risultati scarsi – quasi sempre 😀 – altre – ma rare – producono buoni risultati.
Provo a usare le dieci parole con una matrice 2×5 ovvero 10 episodi. Poi ti dico cosa ne è uscito 😀

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Barbara Businaro

Gen 14, 2017 at 12:15 AM

Oh bene Gian Paolo! Restiamo qui curiosi di vedere poi cosa avrai scritto e se effettivamente il metodo ti ha fatto scrivere qualcosa che non avresti immaginato facilmente. Oppure se risulta per te troppo forzato procedere in questo modo. Non è detto che vada bene per tutti, ma è uno strumento in più. 🙂

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Marina

Gen 14, 2017 at 7:53 PM

Per uscire da una situazione di stallo penso sia molto utile, ma non ho mai provato nella mia scrittura creativa.
Certo una guida di parole è senz’altro uno stimolo, la fantasia ne esce rimpolpata: l’ho notato partecipando al contest ed è stato anche divertente.
Conoscevo i plot, ma non sapevo che tutto quello che sperimento in quel di Miscarparo si chiamasse prompt.

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Barbara Businaro

Gen 15, 2017 at 10:17 PM

Eh si, il nostro Michele è uno spacciatore di plot seriale! 😛

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Simona

Gen 14, 2017 at 10:13 PM

Ciao!
Sono Simona, l’admin di Racconti Vaganti ed è la prima volta che vedo il mio blog citato da qualche parte, quindi puoi ben capire l’emozione!
Sono felice che il mio generatore di prompt ti abbia incuriosito e capisco il fatto che troppi parametri possano forse produrre l’effetto opposto, cioè quello di non stimolare la fantasia per via delle eccessive restrizioni. A ogni modo, l’idea del generatore era quello di dare spunti, non necessariamente si devono usare i parametri tutti insieme.
Se comunque tu avessi qualche consiglio su come migliorarlo, dimmelo pure! Accetterò volentieri ogni suggerimento.

A presto e buona serata,
Simona

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Barbara Businaro

Gen 15, 2017 at 10:55 PM

Ciao Simona e benvenuta nel blog!
Mi sembra strano essere la prima che ti cita per il generatore di prompt, perchè nell’ultima settimana ne ho visti parecchi (molti più in inglese, che in italiano) e il tuo mi è sembrato il migliore. L’unico consiglio magari è di slegarlo dal mondo delle Fan Fiction (per esempio nel parametro Coppia usi le definizioni di quel mondo: het, slash e femslash) e renderlo così facilmente leggibile da chiunque.
PS: ho cercato di registrarmi per ricevere le notifiche dei tuoi nuovi post, ma mi è arrivata una mail che richiede una password…devo aver sbagliato qualcosa! 😛
Come e dove possiamo seguirti? Ho visto più di qualche titolo interessante!

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Simona

Gen 17, 2017 at 8:52 PM

Ciao Barbara!
Sai, alla fine ho aperto il mio blog per puro divertimento ed è poco frequentato, quindi reputo abbastanza normale il fatto che non sia mai stato “notato”!
Da questo potrai dedurre anche che sei la prima utente che si iscrive (se escludiamo tutti quegli utenti russi o polacchi che definirei “fake”) e che quindi non so bene come aiutarti con la faccenda della password. Ho chiesto a un amico e lui mi ha detto che forse ti sei iscritta con una mail e non con un account WordPress e che la password è quindi quella legata a un ipotetico account.
Mi dispiace davvero tanto non poterti aiutare di più, ma in ogni caso ti ringrazio moltissimo sia per l’iscrizione che per i consigli, oltre a farti i complimenti per il tuo sito! Penso che passerò a darci un’occhiata di tanto in tanto, sembra molto curato e interessante 😉

A presto,
Simona

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Barbara Businaro

Gen 18, 2017 at 7:47 PM

Grazie per i complimenti! Per la registrazione sul tuo sito, nessun problema: lo salvo tra i link da visitare ogni tanto. Comunque, per essere tra i primi post nelle ricerche di Google, qualcuno lo deve per forza utilizzare il tuo generatore di prompt. 😉

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Pietro57

Gen 15, 2017 at 6:02 AM

Ho letto con simpatia questo tuo articolo. Per scrivere ogni spunto, idea, o metodo, per quanto strano o originale, semplice o complesso possa essere, va sempre bene. L’importante è che faccia scrivere. E se questo metodo fa scrivere in qualche modo allora vuol dire che la sua utilità è evidente. Ti saluto.

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Barbara Businaro

Gen 15, 2017 at 11:00 PM

Grazie Pietro e benvenuto nel blog! Sì, penso anch’io che qualsiasi cosa ci faccia scrivere sia uno strumento da tenere nel cassetto degli attrezzi. Magari non lo useremo mai, ma meglio averlo disponibile.

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Sandra

Gen 16, 2017 at 8:58 AM

Barbara, ho letto la tua mail, ma prima di sta sera sul tardi non riesco a risponderti, lascio un commento qui, che è l’unica cosa che posso fare al momento, scusa, almeno hai una traccia.
Grazie per la fiducia.

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Barbara Businaro

Gen 16, 2017 at 12:19 PM

Non ti preoccupare! Grazie Sandra! 🙂

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