Ho scritto una fanfiction

Ho scritto una FanFiction

Le origini

Mario Pàtton è nato in un bar.
Non nel senso che sua madre ha partorito davanti al bancone chiedendo un espresso.
Ma l’idea è scaturita da un paio di menti perverse durante la pausa pranzo.
Gennaio 2015. Stavo leggendo “Cinquanta sfumature di grigio”, dopo che avevo avuto l’ardire di regalarlo a mia madre.
Speravo che un bestseller, che aveva fatto letteralmente impazzire le donne di mezzo globo, con un’impennata nelle vendite pure di ereader da parte di insospettabili pensionate, la inducesse a riprendere in mano la lettura. So per certo che era un’accanita lettrice quand’ero piccola io, perché ho trovato di tutto in casa, tra scatoloni di Harmony, Classici Oscar e Gialli Mondadori.
Non è andata bene. Arrivata a pagina 21, alla lettura del contratto tra dominatore e sottomessa, ha chiamato l’avvocato di famiglia per vedere se poteva diseredarmi…
La trilogia è stata abbandonata in un angolo. Passava di lì per caso mio padre, l’ha aperta nel mezzo come si fa quando si spulciano i nuovi titoli in libreria…Dio solo sa cosa c’ha trovato in quel mezzo…per tre settimane non lo si poteva disturbare, incollato al divano col libro in mano. “Beh, adesso andate via che devo leggere!”
Un cataclisma di portata inaudita.
Mio padre legge al massimo la Gazzetta Sportiva.
Non legge nemmeno i libretti d’istruzioni, nemmeno il Quickstart, con indicibili sofferenze per il prodotto in questione.
Quindi? Cosa contiene quel libro?
Dovevo indagare.

La copia che stavo leggendo io era di un amico, maschio. Dice che l’aveva preso per la moglie, che lui stesso aveva iniziato a leggerlo con curiosità, ma si era fermato a metà, perché troppo monotono.
Ed in effetti il primo libro è un po’ ostico. Se vi piacciono le parti erotiche, va bene, ce n’è abbastanza per tutti i gusti.
Io devo essere l’unica che l’ha letto ridendo alle lacrime, primo perché pensavo a mia madre schifata del regalo della figlia primogenita, secondo a mio padre che non legge mai perché ha problemi di vista e stavolta deve aver rischiato la cecità.

Le uniche cose che mi ronzavano in testa erano numeri:

  • 100 milioni di copie vendute, digitali e cartacee…forse anche 150
  • 93 milioni di dollari stimati in introiti per E.L.James solamente nel 2013
  • 5 milioni di dollari di diritti cinematografici pagati all’autrice
  • 569 milioni di dollari di incasso mondiale per il primo film, costato “solo” 40 milioni

…avete presente zio Paperone con gli occhi a dollaro?!

Disquisivamo davanti al caffè di quale formula vincente potesse aver usato questo libro.
I personaggi? La non caratterizzazione fisica della protagonista? Che sommato al racconto in prima persona permette l’immedesimazione istantanea del 90% del pubblico femminile?
Uhm, sì, ma dai, la scena del “Vieni, voglio mostrarti la mia stanza dei giochi” e lei che risponde “Vuoi giocare con la Xbox?” non regge.
Avrei voluto essere lì a darle due schiaffi, ma per svegliarla fuori!
Eh, al signor Grey gli avrei risposto “Il primo che si sveglia la mattina si prende il frustino…e le chiavi dell’Audi R8!”
Mah, la scena della stanza rossa è inverosimile, io me la immagino diversamente…se fossi lì…davvero se fossi lì…
Tempo un paio di giorni, venne alla luce Mario ed il primo racconto “Cinquanta sfumature di panico”.

Decisi di rispettare la scena temporale ed i dialoghi, non completamente tutto il testo, ovvero i pensieri della protagonista in prima persona.
L’ambientazione è ovviamente la medesima, rispecchia quanto già descritto dall’autrice, semmai approfittando dei buchi narrativi che si scovano nella storia.
Il personaggio è del tutto nuovo, ha una sua personalità e non fa riferimento a nessun’altro già presente nell’opera originale.
E di volta in volta viene scaraventato dentro un libro diverso, pur rimanendo se stesso.
Nonostante questo, ho scoperto ahimè che la si deve comunque considerare “FanFiction”.

 

Cos’è una FanFiction?

Per definizione una FanFiction (abbreviato in fanfic, fic o FF) è una storia scritta da fan di una particolare opera, non solo testo scritto, ma anche film, telefilm, fumetti, cartoni animati e videogiochi.

Inoltre ci sono anche narrazioni i cui protagonisti sono attori, cantanti o gruppi musicali. Il fanwriting non conosce molti limiti.
Quasi sempre un racconto breve, a volte diventano veri e propri capitoli pubblicati a cadenza temporale definita.
Mentre anni fa la loro diffusione era limitata alla ristretta cerchia degli stessi fan, con l’avvento della grande rete sono nate piattaforme specializzate alla loro pubblicazione.
La più conosciuta (e ben organizzata) è sicuramente EFP (www.efpfanfic.net), ad oggi 451.455 iscritti, di cui 173.446 autori.
Nel tempo le FanFiction sono state anche categorizzate, a seconda delle tematiche trattate, delle modifiche rispetto all’originale, della lunghezza complessiva dell’elaborato, della categoria dei lettori a cui si rivolge (hanno introdotto il sistema a semaforo della televisione per tutelare i minori).

In base a questo, la serie I dolori del giovane Pàtton risulta essere una FanFiction:
categoria Canon o canonica: l’autore si attiene strettamente al materiale ufficiale, senza mai alterare la continuità dell’opera principale;
– con OC (original character): viene introdotto un nuovo personaggio rispetto al testo originale;
E voglio aggiungere io un nuovo termine, Multiplatform: il personaggio OC si sposta in più romanzi, in diverse piattaforme narrative.

La domanda spontanea è: perché?
Perché mi diverte, ovvio. E perchè a Pàtton devo riconoscere di avermi aiutato ad imbracciare nuovamente la penna dopo un lungo silenzio.
Senza troppe pretese.

 

Facile scrivere FanFiction? Assolutamente no.

Prima di tutto chiariamo che le FanFiction non sono nuove nella storia letteraria.
Ci sono racconti dedicati a Sherlock Holmes dai suoi innumerevoli ammiratori. Lo stesso per Harry Potter, Il Signore degli Anelli. Anche se la produzione più estesa vale probabilmente per Star Trek (…per arrivare dove nessuno è mai giunto prima).
Rossella di Alexandra Ripley è il seguito di Via col Vento di Margaret Mitchell, ben 55 anni dopo. Lo stesso 007 di Ian Fleming ad oggi conta altri 13 tra scrittori e sceneggiatori che portano avanti, con successo o meno, la vita avventurosa della spia britannica.
Non ultime le fanfiction di Cinquanta sfumature di E.L.James, come Alternative Universe di Twilight (anche se personalmente non ci trovo alcuna affinità) e After di Anna Todd, dedicata ad Harry Styles del gruppo musicale One Direction.

Indipendentemente dai vostri gusti, una FanFiction non è semplice da elaborare.
Più si attiene all’opera originale, e più richiede uno studio completo di essa, dalla sua cronologia precisa, alla biografia dei singoli personaggi, all’ambientazione che deve essere estesa con qualcosa di nuovo ma coerente.
Se nel romanzo primo il protagonista ha i capelli bruni, non può nel testo della FanFiction diventare biondo platino, al meno di un passaggio dal parrucchiere.
Se viene caratterizzato in origine come un pazzo, lunatico, stakanovista, non può nel nostro capitolo successivo essere descritto come un uomo esemplare, tutto dedito alla famiglia e alla sua coltivazione di rose antiche.
Il livello di preparazione per una FanFiction ben fatta è paragonabile, seppur in minima misura, al lavoro compiuto da chi scrive romanzi storici.
Perché occorre realismo rispetto alla storia principale.

Qualcuno argomenterà con le scarse proprietà delle fanfic scritte da adolescenti in onore delle loro boy band preferite.
Si, ovvio che anche in questo settore va distinta un minimo la qualità degli elaborati.
Ma del resto, mi risulta che un tale guazzabuglio di levatura ce l’abbiamo anche nelle blasonate piattaforme di self publishing. Anche lì, tutti scrivono e tutti pubblicano.

 

Venendo a noi…

Avete mai scritto una FanFiction? Siate onesti, su.
Vi è mai scappato anche solo un volo pindarico sul vostro libro preferito?
Ma io lì l’avrei salvato…No, no, non doveva lasciarsi scappare l’occasione…ma io avrei scelto diversamente!…e se?
Io anche questa settimana vorrei prendere a sberle Shonda Rhimes per aver ammazzato il Dottor Stranamore 🙁

 

Comments (4)

Enrico

Dic 16, 2015 at 10:18 AM

Beh, se ti suggeriamo qualche location o libro che ci viene in menti la tieni in considerazione e poi ne fai un “capitolo”, ovviamente riportandovi il suggeritore ;D

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Barbara Businaro

Dic 16, 2015 at 10:53 AM

Assolutamente si. Se poi è un libro che non ho letto, ho bisogno di maggior tempo ovviamente, ma è un ottimo modo per passarmi nuovi titoli.
Al momento in cantiere per Pàtton ci sono almeno altre 4/5 idee. Stay tuned!

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Vittorio Beggi

Dic 16, 2015 at 12:39 PM

Ultimamente sto rivalutando le favole. Quelle con le principesse, i draghi e il “vissero per sempre felici e contenti”. Sarà l’ età, l’ Alzheimer, o lo stress (trad. strazio) della crisi che imperversa, ma non ho più voglia di terremoti e inondazioni. No nemmeno se puramente emozionali.
Qualcosa che si possa raccontare con il camino acceso il vin brulè e le castagne arrosto. Non importa che rispetti tutte le regole, purchè ci sia il lieto fine.
C’ è rimasto qualcosa in fondo al magazzino ?

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Barbara Businaro

Dic 16, 2015 at 3:18 PM

Ma guarda che le favole sono una cosa seria eh! Guai a far passare il concetto che le favole, essendo focalizzate sui bambini, siano semplici da pensare e da scrivere. Da qualche parte nella rete (se la ritrovo, posto il link) c’è un’interessante intervista a Silvana De Mari, scrittrice di fantasy per ragazzi, che spiega l’origine ed il forte impatto educativo delle favole. E quanto sia un peccato che si stia dimenticando il loro uso. Magari i suoi libri potrebbero piacerti!
Sul lieto fine…io non leggo più niente che non sia a lieto fine! Me la sono imposta come regola! C’è già abbastanza di cui dispiacersi nella vita di tutti i giorni, perciò almeno quando leggo devo sapere che va a finire bene, almeno lì!
Contenta di sapere che non sono l’unica a cercare nel fondo di magazzino! 🙂

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