NaNoWriMo 2018 - prima settimana

Nano, nano, la tua mano
Nano, nano, apri piano…

Non sono impazzita. O forse si, visto che questa canzoncina ribatte da un angolo all’altro del mio cervello da una settimana!
Zitta zitta, senza dirvi nulla, quest’anno mi sono iscritta al NaNoWriMo!
Il mese di novembre è infatti il NAtional NOvel WRIting MOnth, per gli amici Nano, durante il quale più di 400 mila partecipanti da tutto il globo sfidano sé stessi a scrivere almeno 1.667 parole al giorno (parole, non caratteri, attenzione!) per arrivare a fine mese alla fatidica cifra di 50.000 parole, la lunghezza de Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. Pazzi? Tutt’altro, è una sfida da peaker questa!

Il fatto è che la scrittura è come l’attività fisica. A lungo andare in palestra il corpo si abitua allo stesso livello di sforzo e non si ottengono più risultati apprezzabili, si resta fermi al mantenimento. Con la scrittura è così: scrivi un racconto, scrivi per il blog, scrivi un altro racconto, continui a scrivere per il blog, ma non sali di livello. Migliori lo stile e la struttura forse, però a un certo punto arrivi al mantenimento. Invece quando i muscoli sono pronti è ora di rischiare e correre la maratona: scrivere qualcosa di articolato come un romanzo.
Questo discorso non vale per i blogger che prima hanno scritto il romanzo, in tutta tranquillità, e poi hanno aperto il blog. Oppure per quelli che si trovano a loro agio solo con i testi lunghi e non apprezzano l’immediatezza del racconto. Probabilmente siete nati per la maratona! 🙂

Quindi ho deciso di mettermi alla prova. In palestra ho aumentato la pesistica (vi dico solo che esco scricchiolando…) e per la scrittura ho accettato la sfida del NaNoWriMo per riuscire finalmente a terminare il mio primo romanzo, nome in codice IPDP, che giace incompleto in una montagna di cartaceo.
Non è stato semplice iniziare, ma sapete qual è la cosa bella?
Nonostante mi renda conto che c’è parecchio lavoro, che ci potrebbero volere almeno 3 Nani per completare davvero il mio testo, e che non siano addirittura sette (i sette Nani! 😀 ) mi sto innamorando nuovamente della mia storia. Perché c’è stato un momento in cui pensavo di averla persa per sempre.

Così da una una settimana, mi chiamo Mork e su un uovo vengo da Ork…
E sono alquanto sorpresa del risultato! Nano nano!

 

NaNoWrimo solo a Novembre!

Chi mi segue da un po’ dovrebbe ricordarsi che ci avevo già provato, con una mia personalissima edizione estiva: Summer NaNoWriMo, un’estate di scrittura In quel post trovate anche informazioni dettagliate sul funzionamento del NaNoWriMo, i siti e i social di supporto, nonché gli eventi collaterali durante tutto l’arco dell’anno, dal NaNoPrep al NaNoWriMo Camp.

A giugno 2016, dopo solo sei mesi di blog, avevo pianificato di passare i tre mesi d’estate a scrivere con lo stesso ritmo del NaNoWriMo, o poco meno.
La gestione del tempo sembrava ottimale: la palestra chiudeva quindi erano almeno 3 ore settimanali guadagnate, molti blog andavano in pausa per cui diminuiva anche la mia presenza di lettore, mentre webnauta rimaneva aperto ma con articoli più leggeri, la luce estiva fino a sera sembrava aiutarmi nella scrittura, potevo approfittare di una settimana di ferie a casa in agosto. E invece credo di aver scritto solo un foglio!

Cos’è andato storto in quel progetto?
Beh, il caldo non aiuta, soprattutto nella mia zona dove l’umidità ti lascia veramente senza respiro e ti affretti a passare da un condizionatore all’altro.
Anche i computer ne risentono e diventa fastidioso lavorare su una macchina che si surriscalda.
In estate poi sento il richiamo delle sirene provenire dalle piscine termali che mi ritrovo a cinque minuti da casa (e no, il computer non va d’accordo con l’acqua!).
Soprattutto mancava il supporto di un gruppo di persone che sono impegnate nella stessa attività, con i tuoi stessi dubbi e problemi, ma che sono sempre pronte a darti una mano. E che sono una forte spinta motivazionale.
Che poi è proprio la base del programma My Peak Challenge, al cui interno c’è proprio un gruppo di scrittori, i MyPeak Warrior Writers, impegnati in questo periodo anche loro col NaNoWriMo.

E poi la cosa più banale: non avevo i muscoli!
Se per qualcuno il blog uccide la scrittura, a me è servito a rinforzare le mie conoscenze (sono conscia però di avere ancora parecchio da imparare, eh!). Probabilmente ero spaventata anche solo dell’idea di un testo lungo. Oggi siamo alle porte dei tre anni di webnauta, molti più racconti scritti, anche un piccolo corso di scrittura creativa proprio per superare il blocco dello scrittore.

Così mi sono ufficialmente iscritta come Wrimos (così si chiamano tra di loro i partecipanti) sul sito nanowrimo.org 
Mi trovate come Barbara webnauta, ovviamente.

Prima settimana di NaNoWriMo: 11.697 parole

Come mi sono organizzata il lavoro?
Ho già un progetto yWriter con i primi 2 capitoli completi, più qualche flashback che andrà inserito nel mezzo.
Prima di iniziare ad utilizzare yWriter ero partita con un documento Word, e alla fine sono riuscita sempre a tenerli allineato (noi sviluppatori viviamo di copia-incolla tutto il giorno! 😀 )

Adesso sto lavorando principalmente su Microsoft Word: ho preso in mano tutto il cartaceo sparso e senza star troppo a ragionare (non è vero, bugiarda! ti metti anche a sostituire aggettivi!) cerco di riportarlo dentro il documento. Sto utilizzando proprio la visualizzazione struttura che vi ho mostrato in questo mio post: Come scrivere un libro con Word 
In questo modo nel riquadro di spostamento ho l’elenco delle “scene da sistemare”, anche se già sto cercando di dargli un ordine temporale.
Tra l’altro ho scoperto che si possono spostare intere sezioni semplicemente trascinando il titolo all’interno del riquadro. Quindi man mano che scrivo riorganizzo anche la timeline degli eventi.

Allo stesso tempo uso anche il progetto yWriter: quando trovo un personaggio nuovo (diciamo dimenticato!) lo censisco con una scheda apposita, come avevo mostrato qui yWriter6: Personaggi, Luogo e Elementi
Quando avrò terminato questa prima fase, riporterò anche le scene dentro lo stesso progetto, perché yWriter ha ovviamente una gestione migliore di tutta la struttura che serve alla storia.

Ogni tanto, quando sono “in regola” con le parole del giorno, riprendo in mano il “tabellone” con la struttura visuale del romanzo: è un cartellone pieghevole pieno di post-it colorati, dove ogni foglietto mi rappresenta una scena, o un insieme di eventi, e il colore mi aiuta a identificare la tipologia di quella scena. In questo modo posso spostare facilmente le scene, man mano che metto ordine agli appunti.
Potete vedere una vecchia foto dello storyboard in questo articolo: Plotter, pantser …o plotser?

Questo manoscritto l’ho iniziato il 2 ottobre 2011 e credetemi se vi dico che è il caos completo: all’epoca ho scritto scene in prima persona, scene in terza persona e pure scene miste (le pigne nel cervello?!); ho fatto riferire ad un personaggio un fatto prima che accada; ho scritto scene duplicate perché non ricordavo di averle già scritte; e mi sono persa l’epilogo!! Oppure è talmente fissato nella mia mente che ero convinta di averlo scritto ma non l’ho fatto.
Avevo cominciato a scrivere per gioco, e quando mi sono resa conto di avere una bella storia tra le mani… ho preso paura.

Così adesso è come se avessi cominciato un puzzle nuovo: sto dividendo i pezzi in base al colore, a quello che potrebbero essere guardando la foto sulla scatola. Alcuni pezzi però mancano e quelli so che dovrò disegnarli quando capirò che sono proprio loro a mancare.

Scrivo per lo più la sera, appena rientrata dal lavoro e/o dalla palestra.
Se devo isolarmi, uso come sottofondo i rumori d’ambiente di Noisli (ne ho scritto qui: Free writing, niente distrazioni alla scrittura), che ho installato come estensione sul browser Chrome. I miei preferiti sono il bosco e le onde del mare.

Ma negli anni ho accumulato una vera e propria soundtrack di questo manoscritto, in primis John Mayer nei suoi primi album in studio, un paio di canzoni dei Duran Duran, la discografia dei Paramore e perché no, un pizzico di Nickelback non guastano. John Mayer va benissimo per le scene lente, oltre ad essere in assoluto l’ispiratore della storia, ma quando serve un po’ d’azione occorre una chitarra più rock. Non riesco a farne a meno.

La prima settimana è andata, ci rivediamo per la seconda!

Ma qui da voi,
Mi trovo bene che vuoi.
Io non lo so,
Se ci ritorno su Ork…

 

Ma lo sapevate che Mork e Mindi sono addirittura uno spin-off di Happy Days?! Io proprio no!! 😀

 

Comments (24)

Nadia

Nov 09, 2018 at 9:03 AM

Gulp!
A parte che stai mettendo in pratica tutti i consigli che hai dato con i vari post stai davvero componendo un puzzle!
Gran lavoro e gran progetto, complimenti. Una cosa di te l’ho capita :se non sono complicate le cose non le prendi nemmeno in considerazione.

Reply

Barbara Businaro

Nov 09, 2018 at 1:53 PM

Dici che mi piacciono complicate?! 😀
La stesura si complica se non sai da dove cominciare, e quello è stato nel 2011-2012 il primo errore. Però rileggendomi vedo anche molta carica emozionale, una sorta di #imieiprimipensieri che poi però vanno ordinati per diventare un romanzo. Ripartire da zero mi sembrava uno spreco proprio di quelle emozioni lì.
Sul fatto che sto mettendo in pratica i consigli… in realtà quelli che voi chiamate “consigli” sono strumenti che sperimento in prima persona. Se per me funzionano, allora mi sento di condividerli. Ma non consigliarli, perché ognuno deve trovare i propri. E non è detto che in futuro li cambi!

Reply

Sandra

Nov 09, 2018 at 9:30 AM

Parto dal fondo, sì lo sapevo che era uno spin off.
Molto vero quanto dici su alzare l’asticella, allenarsi e pure avere un’indole più da fondo o più da maratona, e in effetti io non sono mai stata una velocista, ma ho resistenza e lo stesso si riflette sulla scrittura.
Molto bene per te, vai col NaNo dunque, avere un obiettivo alto e soprattutto preciso aiuta parecchio.

Reply

Barbara Businaro

Nov 09, 2018 at 1:53 PM

Allora me la sono persa solo io quella puntata di Happy Days!
Ma sai che c’è? Che nell’era di internet, nulla è perduto!
Dovrebbe essere questa, in due video:

Reply

Darius Tred

Nov 09, 2018 at 9:42 AM

Ah, io da questo punto di vista sono scarsissimo. Appartengo a quella categoria di scribacchini che scribacchiano sull’onda emotiva delle muse ispiratrici. I vincoli? Non fanno per me. Né quando si parla di numero di battute (ne sai qualcosa, no? 😛 ), né come numero di parole. Figuriamoci con i vincoli di tempo.
Vivacchio così, in modo asincrono: giorni in cui scrivo a manetta compensati da giorni (o settimane) in cui scrivo zero.
In compenso, quando scrivo poco o niente, lavoro di cervello sugli intrecci, quindi in un certo senso, sono sempre sul pezzo.

In ogni caso, l’ispirazione per me è tutto: scrivere “a comando” non fa per me.

Reply

Barbara Businaro

Nov 09, 2018 at 1:53 PM

Secondo me il NaNoWriMo non è del tutto “scrivere a comando”. Nei due mesi di settembre e ottobre c’è il NaNo Prep, dove si inizia a elaborare l’idea, scovare i personaggi, decidere l’ambientazione, determinare obiettivi e conflitti, nonché una bozza di trama. Quindi durante il NaNo scrivi ogni giorno, non sempre lo stesso numero di parole, ma stai seguendo una traccia. C’è anche chi, in mancanza della musa ispiratrice, attende il NaNo successivo. O chi arriva al NaNo con già mezzo manoscritto pronto da completare (pare infatti che 50.000 parole sia generalmente poche per un romanzo contemporaneo).

Reply

Darius Tred

Nov 09, 2018 at 3:58 PM

Ma così non vale! Se arrivo al NaNo con mezzo manoscritto pronto è come arrivare a scuola con il compito in classe già preparato a metà! 😀 😀 😀
Dai, perdona la mia petulanza, oggi è venerdì… 😛

Reply

Barbara Businaro

Nov 10, 2018 at 12:47 PM

In realtà il NaNoWriMo non è fiscalissimo. Per cui si, c’è chi arriva con mezzo manoscritto, c’è chi ci mette due NaNi per finirlo (con in mezzo i Camp NaNoWriMo estivi), e ci sono quelli come me, mezzo manoscritto, mezzo editing e mezza struttura (perché non ho potuto usare il NaNo Prep di ottobre, stavo scrivendo il nuovo racconto di Liam e Caitlyn). Ci chiamano Rebel!! 😀 😀 😀

Reply

Brunilde

Nov 09, 2018 at 11:49 AM

SEI UN MITO!
Perchè ti sei rimessa in gioco, hai ripreso la “tua” storia ma con nuove modalità e nuovi stimoli che arrivano da..Ork( giusto ? )!
Grazie per avermi ricordato che non bisogna mai dare corda a distrazioni, sconforto, dificoltà, e bisogna scrivere, sempre, ogni giorno, tutti i giorni.
Ho guardato il sito, un po’ faticoso per il mio inglese arrugginito, comunque interessante. Aggiornaci sul prosieguo dell’avventura: non siamo neanche a metà mese!
Da ultimo: non mi hai colto impreparata, ricordo benissimo la puntata di Happy days in cui comparve Mork!

Reply

Barbara Businaro

Nov 09, 2018 at 1:55 PM

Addirittura un mito! Grazie dell’entusiasmo Brunilde! 🙂
Chi lo sa se gli stimoli arrivano da Ork! Direi più che altro che arrivano al gruppo NaNoWriMo Italia su Facebook, dove ci sono altri autori che si mettono in gioco allo stesso modo (e loro sono molto d’aiuto col sito in inglese, se ci sono dubbi o problemi). Arrivano anche dal My Peak Challenge, perché terminare questo libro è una sfida con me stessa e finché non arrivo alla parola Fine (non importa la pubblicazione o meno, ma proprio terminarlo) non l’avrò vinta. E poi ci sono le parole di Diana Gabaldon, che è anche uno degli autori che sostengono il NaNoWrimo (c’è un suo intervento qui: Pep Talk from Diana Gabaldon, se usi il browser Chrome puoi fargli fare la traduzione automatica): mi pare su Twitter qualcuno le chiese tempo fa “che consigli puoi dare a chi vuole scrivere un libro?” La risposta fu solo questo: “Start!” Comincia! 😀

Reply

Massimiliano Riccardi

Nov 09, 2018 at 11:50 AM

Palestra pesante. Se ti rende felice è giusto così. Io sono più simile a Darius, quando arriva l’idea sono capace di saltare le ore di sonno e andare a lavorare senza aver dormito. Non scriverò mai il libro che tutto il mondo attende con ansia ma io mi diverto e mi rigenero.
ps 😀
Ho adorato Mork e Mindy

Na-no Na-no

Reply

Barbara Businaro

Nov 09, 2018 at 1:56 PM

Eh, ma a detta di tutti i tuoi lettori, quando arriva un’idea a te è un capolavoro assicurato!
Qui c’è gente invece che deve sputare sangue sulle pagine!! 😀 😀 😀
PS: anch’io, pure se me lo facevano vedere poco perché “c’è il telegiornale adesso”.
Comunque Na-no Na-no in italiano, e Na-nu Na-nu in inglese (e suona praticamente uguale!)

Reply

Darius Tred

Nov 09, 2018 at 3:52 PM

Belin, ecco qualcuno che mi capisce… 😀 😀 😀

Reply

Giulia Mancini

Nov 09, 2018 at 1:41 PM

Non lo sapevo che era uno spin off di Happy Days…e non l’avrei mai detto!
Finalmente ho capito cos’è il Nano Write! Vedevo il gruppo su facebook ( a cui credo di essere stata iscritta a mia insaputa…) ma non capivo bene. 1667 parole al giorno sono per me una sfida impossibile, se torno a casa alle 8 di sera dopo un po’ crollo, anche perchè la mattina mi sveglio presto. Però se fossi in ferie ci potrei provare, forse.
In ogni caso tu hai fatto bene ad aderire (visti i risultati della prima settimana), credo anch’io che una full immersion nella scrittura può portare a risultati notevoli, perchè scrivendo si riordinano le idee che ne richiamano altre, a me per esempio capita che se scrivo per due giorni di seguito, il terzo giorno mi frullano per la testa tante nuove idee creative sulla storia. Confermo: più si scrive più si vorrebbe scrivere. Forse questa per te era la sfida giusta per ritrovare l’amore per il tuo romanzo, quindi faccio il tifo per te. Forza Barbara!

Reply

Barbara Businaro

Nov 10, 2018 at 12:37 PM

E’ vero, ti vedo sul gruppo NaNoWriMo Italia! Ma in teoria per essere iscritta al gruppo dovresti essere anche iscritta al sito ufficiale nanowrimo.org specificando Region Italy. Almeno così mi risulta funzionare. 🙂
Beh, potresti provare con il Camp NaNoWriMo, che si tiene in due sessioni in Aprile e Luglio. Ma c’è chi fa tutt’uno, proseguendo per quei 4 mesi senza interruzioni. Perché si, la full immersion è importante, per quanto certe storie abbiano bisogno di tempo per lievitare e affrettarle non aiuta.

Reply

newwhitebear

Nov 09, 2018 at 9:15 PM

ci sei anche tu su Nano? Quest’anno sono partito oin sordina poco più di 5000 parole ma conto di recuperare.
Il mio nick? Il solito newwhitebear.

Reply

Barbara Businaro

Nov 10, 2018 at 12:48 PM

Maddai! Spetta che ti aggiungo come Buddy allora! (anche se non ho mica capito del tutto a che serve… 😀 )
Si può recuperare, soprattutto quando fuori piove!

Reply

Rosalia Pucci

Nov 12, 2018 at 10:38 PM

Mi hai contagiata con questo ritornello che mi riporta indietro nel tempo, Barbara, ero anch’io una fan di Mork e Mindy! Per quanto riguarda NAno Wrimo, l’ho seguito un po’ su Instagram ed ero pure tentata, ma so già che non riuscirei mai a rispettare le scadenze, sono inguaiata con il lavoro e ho pochissimo tempo da dedicare alla scrittura, purtroppo.

Reply

Barbara Businaro

Nov 13, 2018 at 1:09 PM

Na-no na-no Rosalia! 🙂
Beh, tu hai già l’estate da passare su un’isola meravigliosa a scrivere! Non puoi avere tutto!
Ho visto le foto della Biblioteca di Rio nell’Elba su Facebook… mi ricordo ancora ogni curva per arrivarci!!! 😀 😀 😀

Reply

Maria Teresa Steri

Nov 13, 2018 at 10:25 AM

Bellissimo questo entusiasmo che trasmetti, fai venire voglia di provare! Comunque vada, penso sia un’esperienza divertente e intensa, proprio per il fatto di essere in tanti a partecipare. La quota giornaliera non è una bazzecola, non so proprio se riuscirei a essere così costante, visti i miei ritmi lenti e il fatto che ho bisogno di rimuginare prima di scrivere. Ma tu mi sembra che sei partita alla grande. Faccio il tifo per te!! ^_^
Ma davvero hai addirittura scene doppie, scritte due volte perché non ti ricordavi di averle già scritte?!

Reply

Barbara Businaro

Nov 13, 2018 at 1:15 PM

No, la quota di 1.667 parole al giorno non è uno scherzo, e che io sto anche parzialmente ricopiando (mentre gli altri dovrebbero avere una struttura da seguire, pensata durante il Nano Prep di settembre-ottobre). Tra l’altro, mi confonde continuamente la nostra abitudine a ragionare per caratteri: 1.667 caratteri non sono 1.667 parole! Nonostante la nostra lingua sia anche piena di preposizioni rispetto all’inglese, è dura comunque!
Si, scene doppie. O concetti ripetuti in scene diverse. O un evento che ho scritto come dopo un altro evento, ma poi nel tempo ci ho aggiunto di mezzo un altro… evento (e come faccio a non fare spoiler?! 😀 ) e quindi adesso lì non ci può più stare! Ma la cosa più terribile è che davvero non trovo l’epilogo… Appena ho terminato il riversamento del cartaceo, lo scrivo subito, per non dimenticarmelo! 😀

Reply

Leave a comment