NaNoWriMo 2018 - terza settimana

La terza settimana di NaNoWriMo
con Bookcity di mezzo

Se vi siete persi le puntate precedenti, questo novembre mi sono iscritta al NaNoWriMo, il NAtional NOvel WRIting MOnth, per gli amici Nano, durante il quale più di 400 mila partecipanti in tutto il globo sfidano sé stessi a scrivere almeno 1.667 parole al giorno per arrivare alla fine del mese alla summa aurea di 50.000 parole, la lunghezza del romanzo Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.
La mia avventura è iniziata con la canzoncina di Mork e Mindi Nano, nano, la tua mano… Nano, nano, apri piano… per poi sentire un’incredibile stanchezza perché la seconda settimana di NaNoWriMo è la più difficile 

Ma puoi mollare la regata quando sei già al giro di boa? Giammai!
Alla terza settimana ho dovuto anticipare e recuperare le parole “perse” per un viaggio a Milano il sabato, in occasione di Bookcity e della presentazione della nuova antologia solidale Quella notte, nel bosco degli amici di Buck e il terremoto (se non sapete di cosa si tratta, ne potete leggere qui: Storie di gatti). Un’occasione per tirare il fiato, abbracciare vecchie amicizie virtuali, regalarsi l’un l’altro sorrisi e spronarsi a continuare ognuno con le proprie sfide scrittorie o editoriali. Un’occasione anche per vedere Milano con il sole a novembre che no, così proprio non l’avevo mai vista! E un’occasione pure per imparare a girare un video live in diretta streaming su Facebook.
Giuro però che per la prossima volta mi attrezzo col cavalletto professionale… così voi vi evitate il mal di mare e io il torcicollo! 🙂

 

Terza settimana di NaNoWriMo: 35.659 parole

Ho iniziato la terza settimana andando sotto al numero di parole previste, di circa 3.500 parole sulla tabella di marcia e con le statistiche che mettevano il raggiungimento delle fatidiche 50.000 parole al 6 dicembre prossimo.
Sabato scorso in treno mi sono portata il quadernino degli appunti ed ho scritto qualcosina, la scena dell’epilogo che davvero è andata perduta (vedi a scrivere tutto su carta?!). A prima vista pensavo di avere scritto pochino, poi la sera, mezza distrutta dalla stanchezza del viaggio, ho però riportato il testo nel file, tra l’altro avendo un’intuizione improvvisa su una battuta, dettatami proprio dallo stesso personaggio (avete mai la sensazione di essere dei medium che lasciano entrare e impossessarsi della nostra mente queste persone che appartengono alla storia? a volte mi sembra quasi di cadere in trance!) E ho scritto le mie belle 1.685 parole, tiè!

Tra domenica e lunedì ho terminato di ricopiare tutto il cartaceo che ancora rimaneva sparso. E già questo è un grande risultato, direi quasi un miracolo, visto che erano almeno tre anni che non ci riuscivo, più per paura che per pigrizia, in realtà.
Così sono ritornata all’inizio, a dove avevo cominciato, malamente tanto da perdermi, e sto andando avanti lì dove li avevo lasciati, quei poveri due, al tavolino del bar. La struttura è ancora deboluccia, però man mano che scrivo mi vengono in mente altre idee, accadimenti, che non avevo fissato su carta, nascosti in un angolo della mia memoria.
Così mi è nata la necessità di mettere in ordine cronologico le scene in maniera grafica, ma sul computer (non posso sempre aprire il mega tabellone coi post-it colorati). E qui mi sono accorta di un inghippo.

Ricordavo che tra i diversi report del software yWriter ce ne fosse uno che ordina le scene su diverse linee colorate e fossero le differenti linee temporali (settimane, mesi, anni, a seconda di come lo impostiamo). Invece no: quel report organizza le scene per punti di vita e i colori rappresentano i personaggi. Utile anche questo grafico, per carità, ma il punto è che manca uno storyboard in yWriter. Ahia.
Lo sviluppatore è già al lavoro sulla versione 7, ma non ha ancora annunciato le nuove funzionalità. E comunque non credo di poter aspettare il rilascio.
Ho provato con un file Excel, ma siccome li utilizzo molto per lavoro, ho cominciato a riempirmi di puntini rossi…
Penso tornerò al mio tabellone cartaceo nel prossimo weekend.

Intanto continuo a scrivere, mancano 14.341 parole all’obiettivo.
La mattina scrivo quel che ho pensato la notte, la sera scrivo quel che ho pensato in pausa pranzo.
Pazienza se sul caffè ci finisce il sale e sull’insalata lo zucchero. Sempre che non sia finito in frigo al posto del latte.

 

In mezzo c’era Bookcity
(ma potevo rinunciarci?!)

Sabato 17 novembre alle ore 10.30, orario della mia seconda colazione, presso la sala “Assografici” davanti al Castello Sforzesco di Milano c’era la presentazione del progetto solidale di Buck e il terremoto, con la nuova antologia Quella notte, nel bosco. Avevo promesso, e avevo voglia, di esserci e in questa gita di un giorno mi ha accompagnato Daniela. Le donne fanno sempre fronte comune quando c’è da scappare di casa. 🙂

L’arrivo a Milano è stato uno dei più turbolenti in quindici anni che frequento la città e la stazione Centrale: nostro malgrado, ci siamo trovate in mezzo ad una rissa in fila per l’acquisto dei biglietti della metro. Un signore distinto ha dapprima ripreso un ragazzo che aveva saltato la coda, poi gli ha messo le mani pesantemente addosso, sbattendolo contro gli scaffali del tabacchino. Il ragazzo sentendosi minacciato ha mollato un pugno ben piazzato, il naso del signore si è rotto e giù sangue per terra. Io gli stavo proprio dietro. Da una parte ero allibita di vedere tanta violenza per una sciocchezza (capisco dia fastidio il salto della fila, ma non si alzano le mani per questo, non ne vale la pena), dall’altra ci mancava solo che mi arrivasse sangue addosso (e allora si che li menavo tutti e due… ovviamente, scherzo), ma soprattutto Daniela era sbiancata poco più indietro perché aveva paura per me che ero di fronte a questi due.
La commessa si è sentita male e ha chiuso la cassa.
E i miei biglietti?!
Arrivate le guardie, soccorso il ragazzo, che comunque voleva sporgere denuncia. Nel frattempo il signore distinto era fuggito assieme alla moglie, dileguati nella calca del viavai. Non ho capito perché le guardie sconsolate dicessero che “oramai non lo troviamo più” quando ci sono telecamere ad ogni angolo. La tecnologia c’è, usiamola.

A parte questo siparietto poco edificante (comincio davvero a credere che certi toni politici ne inneschino altri più terra terra), siamo arrivate a filo alla presentazione, giusto in tempo per organizzarci in pochi minuti per una diretta live streaming su Facebook.
La facciamo? Non la facciamo? Ma si dai, che ci vuole?
Un cavalletto tanto per dire. Il tremolio del video è dovuto ai miei bicipiti doloranti. Sono però contenta di aver dato la possibilità anche agli altri autori, ma anche ai lettori, fuori della città di poter vedere e sentire quanto detto sul progetto dalla curatrice Serena Bianca De Matteis, dall’editor Erica Baldaro e dalla scrittrice Sandra Faè. Soprattutto, non perdetevi le letture di Edo di Ménéstrandise Audiolibri e Francesca Consalvi. Davvero, da brividi! (ma io non potevo muovermi!!)

 

 

Se volete fare un regalo gradito, da mettere sotto l’albero, e una buona azione per le zone terremotate, ecco i link su Amazon per l’acquisto delle due antologie in versione cartacea (sono disponibili anche digitali e su Kindle Unlimited):

 

Quella notte nel bosco - Storie di natale - Buck e il terremoto

 

Infine Milano, magnifica in una splendida giornata di sole.
Abbiamo fatto una passeggiata per il Castello, pieno di libri e persone (e quasi 1.600 eventi diversi per questa kermesse!), ci siamo radunati alla fontana e chi poteva si è unito per il pranzo, denso di chiacchiere e risate. E anche qualche spetteguless editoriale. E poi dal Castello via verso il Duomo, la primissima volta che vedevo la Madunnina risplendere dorata nel cielo terso azzurro. Mannaggia, la fotocamera professionale ci voleva!
La solita fila chilometrica da Starbucks, le palme così strane davanti al Duomo eppure così belle. La Galleria così piena di gente da pestarsi i piedi.
Alle 16 eravamo al quarto caffè in stazione dei treni, pronte per il ritorno. Stanche ma contente.

Bookcity 2018 - Milano

 

La sera arrivo a casa esausta, il sonno inizia a farsi sentire.
E dato che sabato scorso era davvero il primo giorno d’inverno, con le temperature precipitate di colpo, vado a recuperare dal cassetto uno dei pigiami invernali (che non vuol dire pile, calzettoni e sciarpa, ma semplicemente cotone interlock al posto del cotone estivo, che per noi peaker il freddo è relativo! 😀 )
Oibò, i pigiami si sono allargati di dieci centimetri sui pantaloni. Ne posso usare solo uno, l’unico che ha la coulisse in vita da stringere.
E’ un po’ strana questa cosa, con la signora bilancia ferma allo stesso numero da tre mesi. Eppure continuo a mettere da parte abbigliamento largo. Beh, del resto a Milano abbiamo camminato per 13 chilometri! E di che ti lamenti allora?
Della carta di credito. Mi guarda storto quando le dico che ho bisogno di vestirmi. Fortuna che ieri c’era il Black Friday! 😉

Dopo questa meritata pausina, sono pronta per la quarta e ultima settimana del NaNoWriMo?
Spegni il telefono, spegni i social, via di integratori… e avanti tutta al fotofinish!
Ci vediamo al traguardo.
Spero.

Comments (19)

Elena

Nov 24, 2018 at 10:42 AM

Secondo me ce la fai ad arrivare all’obiettivo. Bella la presentazione, grazie per aver condiviso il video!

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Barbara Businaro

Nov 24, 2018 at 5:42 PM

Penso anch’io di arrivare alle 50.000 parole, oggi mi sono portata avanti un bel po’, anche se non saranno sufficienti a terminare tutta la prima bozza. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare a sbrogliare la matassa. 🙂

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Sandra

Nov 24, 2018 at 11:10 AM

Certo che ci si vede al traguardo, dopo essersi viste a Milano. Sai che la foto insieme è proprio bella? Brava, bravissima Daniela un piacere conoscerla, ora la immagino alle prese coi suoi ricami, vederla uscire dal negozio tutta felice è stata una gran soddisfazione per la mia città. Sabato è stata una giornata speciale e Milano ci ha dato dentro per garantire anche il meteo perfetto, sì, sono tornata a casa congelata, ma è colpa del vestitino portoghese poco adatto al clima. Il cielo era spettacolare e siamo state proprio bene tutti insieme.
Per il NaNo mi sembri messa bene, chiaramente mollare alla seconda settimana è un delitto, ma di sicuro è un’opzione che hai preso in considerazione per pochi minuti, rabbocchi le energie e riparti. Da parte mia questa ultima settimana non ti distrarrò con le mie mail di aggiornamento, a meno che succeda qualcosa di super clamoroso, altrimenti silenzio e poi sabato prossimo tutti qui a brindare.

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Barbara Businaro

Nov 24, 2018 at 5:53 PM

Eh si, Daniela la fai contenta facilmente con un libro, con i ricami o con una Crème Brûlée a Parigi! 😀
Per il NaNo non è tanto il mollare per stanchezza, quanto sperare che non ci siano imprevisti proprio all’ultima settimana… sai anche tu che basta un giro di idraulico o un giro di influenza per mandare tutto all’aria!

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Daniela Bino

Nov 24, 2018 at 9:40 PM

Cara Sandra, sono onorata di essere stata ospite di una città così forte, con un carattere sorprendente e con grande iniziativa. Un Bookcity ricco di eventi: il prossimo anno mi organizzerò per godere maggiormente di questo evento. Poi, il negozio che ho sempre sognato, che mi ha sorpreso ed emozionato. Ho rivisto la mia nonna, che mi ha amato tantissimo tanto da rendermi depositaria del suo sapere. Grazie per essere state pazienti! Sono uscita dal negozio emozionata come una bimba. Accanto a me sentivo la mia adorata nonna Rina.

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nadia

Nov 24, 2018 at 1:00 PM

Nonostante sia come dici tu traballante il video rende moltissimo l’atmosfera, e grazie alla tua idea ho goduto della presentazione come se fossi presente. Mi sono piaciuti tutti gli interventi e credo sia stato ancora più intenso dal vivo sentire Serena e Sandra parlare a cuore aperto di queste iniziative solidali che creano bei legami e onorano i libri di un grande valore.
Mi è piaciuta moltissimo Erika che ha al suo solito detto cose azzeccate che fanno riflettere e se hanno l’effetto simile a quello avuto su di me ti motivano in questo momento di grande (questo almeno l’ho letto io tra le righe) caos in cui gli appunti trovano collocazione e si avvicinano ad avere la forma di un libro.

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Barbara Businaro

Nov 24, 2018 at 6:06 PM

Infatti ho pensato proprio a voi lontani, impossibilitati a muovervi, ma desiderosi di essere presenti. Un video è sempre meglio di nulla, anche se così movimentato.
“Le storie servono per dare un senso alle cose, nel caos, nel disordine, nell’insensatezza di quello che ci succede, sia nel bene che nel male” dice Erika nel video. Concordo, sottoscrivo, dove devo firmare?! 🙂

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Giulia Mancini

Nov 24, 2018 at 3:24 PM

Milano sotto il sole ha tutto un altro sapore, io confermo, avendola visitata con ogni tipo di clima (a parte la neve). Sei stata brava a perseverare, continua così. Posso dire che anch’io ogni tanto mi sento posseduta dai miei perdonaggi ed è bello così!

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Barbara Businaro

Nov 24, 2018 at 6:10 PM

Milano con la neve anche, ma non il centro. In occasione di una cena aziendale natalizia anni fa eravamo nei dintorni di Linate, un caos micidiale proprio per neve e il ghiaccio sulle strade. Che se fosse solo neve sarebbe niente, è il ghiaccio il più temibile.
Bene, vado con la prossima seduta spiritica. Ehm, di scrittura! 😀

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Silvia

Nov 24, 2018 at 5:45 PM

Devo ammettere che ti ho benedetta per la diretta FB, tremolio a parte, ma si vedeva benissimo lo stesso. Quindi, grazie davvero.
Per il tuo NaNo, non mollare che sei vicinissima al traguardo! Vedrai che quest’ultima settimana sarà piena di idee e di parole. 😉

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Barbara Businaro

Nov 24, 2018 at 6:24 PM

Ero convinta che ci saremmo viste Silvia, e probabilmente per quello ero pure convinta che foto e video fossero già organizzati! 😉
E poi mi sono detta: proviamoci. Cellulare carico (e comunque battery pack carico in borsa), Iliad prendeva anche bene nella sala nonostante le inferriate alle finestre, non mi sono azzardata con l’HD temendo un calo di prestazioni, ma col senno di poi si poteva fare benissimo. Per la prossima volta, è già in arrivo il cavalletto, 50% di sconto in Black Friday! 😀

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newwhitebear

Nov 24, 2018 at 6:21 PM

Ma certo che ce la fai. Non manca molto. Spero di farcela anch’io anche se ho fatto gli straordinari per mettermi in pari.
Milano col sole? E’ uno spettacolo.

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Barbara Businaro

Nov 24, 2018 at 6:26 PM

Dai whitebear, dai che brindiamo insieme! 🙂

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Rosalia Pucci

Nov 25, 2018 at 7:35 PM

Hai reso proprio l’dea, deve essere stata un’esperienza bellissima quella vissuta Book City- Belle voi e anche Milano, come sempre! Rinnovo i complimenti per la grinta con cui affronti il Nano, in bocca al lupo per il gran finale!

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Barbara Businaro

Nov 25, 2018 at 11:07 PM

Grazie Rosalia! L’obiettivo è più vicino, in questo week end ho scritto-strutturato tantissimo. Oramai sono convinta che il lavoro più duro ce l’avrò dopo la fine del Nano! Ma non mi arrendo! 🙂

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Maria Teresa Steri

Nov 26, 2018 at 11:54 AM

Grazie per aver fatto e postato il video, è sempre una bella cosa poter vedere/ascoltare le persone in queste occasioni, quando non si ha la possibilità di esserci di persona.
Terribile l’esperienza alla fila! Mamma mia, è pazzesco il livello di intolleranza e di violenza a cui si assiste al giorno d’oggi. E io che credevo fossero situazioni solo da queste parti.
Per il resto, con tutte le cose che hai fatto in questo periodo, anche scrivere a ritmi serrati mi sembra un miracolo, quindi bravissima!
Io come storyboard uso una semplice tabella di testo (in realtà due), che mi è sufficiente per tenere tutto sott’occhio. Curioso che il creatore di yWriter non abbia pensato a inserirlo.

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Barbara Businaro

Nov 26, 2018 at 10:45 PM

Purtroppo certa violenza non conosce confini. Mi è parso strano però che un signore distinto si accanisse in quel modo (e da come la moglie se l’è portato via velocemente credo che fosse noto il suo carattere violento). Nemmeno un mese fa stavo bevendo il caffè, guardando fuori dalla finestra: vedo un’auto arrivare di corsa dall’incrocio e frenare di colpo, davanti ad un signore anziano in bicicletta; l’uomo dentro scende e comincia a sbraitargli dietro. Non so per quale motivo perché l’anziano l’avevo visto arrivare calmo dalla curva. Non mi è parso gli avesse tagliato la precedenza. Ma in ogni caso: sono strade larghe, mezza campagna, con limite urbano dei 50 km/h, se ti attieni a quelli non succede nulla. Gli anziani vanno piano, il pericolo più grande è quando non vanno dritti (lo so, guido anch’io!), ma lì c’era tutta l’altra carreggiata per passarlo tranquillamente. Sono uscita fuori e ho fatto chiaramente vedere la mia presenza perché temevo davvero qualcosa di peggio…
Per il Nano, nessun miracolo. Pensa che c’è già chi ha “consegnato” le 50.000 parole, in anticipo! 🙂

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Grazia Gironella

Nov 27, 2018 at 9:07 PM

Che impresa… sarà comunque un successo, con un impegno del genere. Non credo di essere adatta a questo genere di ritmi, ma non si può mai dire. Grazie del tuo video al Book City, è stato ottimo. 🙂

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Barbara Businaro

Nov 28, 2018 at 7:32 PM

Ecco, questa settimana mi sembra proprio un’impresa assurda, visti i ritmi incalzanti pre-natalizi e di fine anno al lavoro. Sono tre giorni che la sera mi addormento con l’ibuprofene per il mal di testa… ma resisto!
Prego per il video, che almeno la tecnologia ci faccia sentire più vicini in queste occasioni. 🙂

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