NaNoWriMo 2018 - quarta settimana - vittoria

Ho vinto il NaNoWriMo!!
Ma prometto che non lo faccio più…

Se vi siete sintonizzati solo ora su questo blog, nel mese di Novembre ho fatto una pazzia: mi sono iscritta al NaNoWriMo.
Durante il NAtional NOvel WRIting MOnth, per gli amici Nano, più di 400 mila partecipanti in tutto il globo sfidano sé stessi a scrivere almeno 1.667 parole al giorno per arrivare a fine mese al fantasmagorico totale di 50.000 parole, la lunghezza del romanzo Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.
C’è scrive un romanzo, chi un’antologia di racconti, chi una raccolta di poesie. L’importante è scrivere ogni giorno.
Questa mia avventura è iniziata con Mork e Mindi che cantavano imperterriti Nano, nano, la tua mano… Nano, nano, apri piano… Mentre la seconda settimana di NaNoWriMo è la più difficile e ti prende un’incredibile stanchezza perché non sei abituato al ritmo folle. La terza settimana di NaNoWriMo con Bookcity di mezzo mi sono presa una meritata pausa per le vie di Milano, ma quest’ultima settimana finale ho dovuto recuperare tutte le parole rimaste indietro. Giocarmi il tutto per tutto.

Ce l’ho fatta e ancora non ci credo. Non solo ho raggiunto le tanto agognate 50.000 parole, ma le ho superate senza nemmeno accorgermene un giorno prima! Perché il sito ufficiale nanowrimo.org attende che il partecipante inserisca tutto il testo scritto per validare l’effettiva vincita. Solo allora ti arriva una mail piena di congratulazioni, badge, gadget e incredibili offerte (come l’acquisto del software Scrivener a metà prezzo).
La soddisfazione del traguardo raggiunto copre tutte le fatiche.
C’è solo un piccolo problema. Una quisquilia. Il romanzo mica è finito! Tutte quelle parole e nemmeno mi bastano! 😀

 

Quarta settimana di NaNoWriMo: 51.082 parole
Il sudatissimo traguardo!

Com’è andata la scrittura nell’ultima settimana, il grande scatto verso il fotofinish?
Nel weekend ne ho approfittato per scrivere il più possibile, ma soprattutto organizzare lo storyboard delle scene, il mio tabellone cartaceo pieno di post-it colorati: il fucsia per le scene più intense, l’arancione per i flashback, il giallo per gli snodi cruciali, il viola per le scene propedeutiche, il verde scuro per la squadra, l’azzurro per tutte le altre di contorno. E solo perché ho finito i colori disponibili!
Avendo una memoria prettamente visiva, il colpo d’occhio mi permette l’organizzazione istantanea. Funziono così anche sul lavoro, dove ho una cartellina colorata per ogni cliente e pennarelli di ogni sfumatura, eccetto il grigio! 😀

Nei pochi momenti di non scrittura, o quando avevo bisogno di uno stacco, ho iniziato a rivedere alcuni elementi della progettazione narrativa. Così mi sono accorta che stavo focalizzando troppo sui protagonisti, mentre altri due personaggi, anzi potrei considerarli gli antagonisti, rischiavano di rimanere sbiaditi. Anche sul loro linguaggio ci sarà da lavorare un po’: il linguaggio famigliare è diverso da quello professionale e un antagonista di estrazione sociale elevata avrà sicuramente un tono differente dall’altro che arriva da un nucleo disagiato.
Forse sto anticipando quello che sarà il lavoro di un buon editor professionista, magari poi lo stravolgerà al contrario, ma il testo deve convincere prima di tutto il suo autore. Scrivi il libro che vorresti leggere dice Chuck Palahniuk.

Ripresa la settimana lavorativa, con soli cinque giorni di scrittura possibili, ho lasciato da parte questi ragionamenti e ho cercato di scrivere a briglia sciolta il più possibile. Non sempre è venuto facile, qualche volta un dialogo era completo, una scena abbastanza nitida, altre volte ho praticamente inserito la freccetta automatica di Word con il pezzo che dovrò sviluppare meglio. Nel frattempo mi sono resa conto che mancano ancora molte scene: nonostante abbia raggiunto l’obiettivo del Nano, la prima bozza è probabilmente solo ad un terzo della sua stesura!

NaNoWriMo 2018 - statistiche finali

Non crediate comunque che io sia un’eccezione: come me, molti wrimos nel gruppo Facebook NaNoWriMo Italia hanno raggiunto l’obiettivo.
Questa è una sfida con sé stessi, di sicuro ci sono condizioni famigliari e lavorative che favoriscono alcuni meglio di altri, ma non è impossibile.
Certo per quei trenta giorni altri impegni ed interessi vanno lasciati da parte. E l’imprevisto, quello sì, è l’unico nemico.
Alla fine del mese, che tu abbia scritto le 50.000 parole o anche solo 20.000, ti ritrovi come Forrest Gump. Un po’ stanchino.

Prometto che non lo faccio più

Devo ammettere che è stata davvero un’avventura emozionate, e gran parte del merito a parere mio va proprio alla community NaNoWriMo Italia. Pensate solo che al lunedì mattina avevamo addirittura l’oroscopo di scrittura della settimana! Per non parlare delle word crawl, le sfide a tempo per scrivere il più possibile, con dei writing prompts (ne avevamo parlato qui: Che cosa sono le Matrici di prompt) a tema pirati, i miei preferiti!
Dall’altra parte, anche nel gruppo dedicato del My Peak Challenge, i MyPeak Warrior Writers, passavano immagini e citazioni per motivare le penne e concentrarsi sul raggiungimento dell’obiettivo finale. La carica davvero non mancava.

Però prometto che non lo faccio più.
Se fosse vero che bastano 21 giorni per acquisire un’abitudine (questo mito proviene dallo studio Psycho-Cybernetics di Maxwell Maltz, un chirurgo plastico che notò i suoi pazienti impiegare circa 21 giorni per accettare i loro nuovi volti), col NaNoWriMo se ne hanno a disposizione ben 30 per modificare radicalmente la propria routine di scrittura. Terminato il mese di Novembre si dovrebbe proseguire senza intoppi.
Non è così, perché questo più che un allenamento intensivo, ma calibrato, il NaNoWriMo è equiparabile ad una maratona. E di maratone se ne fanno poche nell’arco dell’anno, anche se sei ben allenato.

Tra l’altro non sono partita da una condizione ottimale, dato che ho saltato purtroppo la preparazione del testo prevista nel NaNo Prep di Settembre-Ottobre. Fino al 29 ottobre ero impegnata nel nuovo racconto di Liam e Caitlyn, la serie di Halloween. Mi è rimasto solo un giorno per prendere in mano tutti gli appunti sparsi di IPDP e strapparmi i cappelli dalla paura!

In questi ultimi giorni poi ho capito qual è la difficoltà principale di questo testo: sto ristrutturando casa.
Non sono partita dall’acquisto del terreno, la progettazione su carta, lo scavo e la gettata delle fondamenta, i muri portanti e poi su su fino al tetto, il completamento delle pareti, interne ed esterne e poi la realizzazione degli impianti, elettrico, idraulico, riscaldamento, condizionamento, per finire solo all’ultimo con intonaci, pitture e l’arredamento.
Ho acquistato una catapecchia, perché qualcuno all’epoca mi disse “inizia a scrivere, poi si vedrà”, e adesso la sto prendendo a martellate. C’è di buono che le fondamenta sono solide, come le case di una volta dove abbondavano di cemento armato, qualche muro è da abbattere per migliorare la disposizione interna, forse forse ci aggiungeremo una dependance per gli ospiti e una serra accostata per le piante. E gli impianti si sa che vanno rifatti, i fili e i tubi sono sempre vecchi quando li guardi. Per l’arredamento avremo finito i soldi e toccherà accontentarci dell’Ikea…
Ecco, questo è l’effetto del Nano, si finisce col scrivere cavolate! 😀

Questo certificato comunque me lo incornicio e lo appendo in studio.
Ci vuole anche un po’ di pazzia nella vita!

NaNoWriMo 2018 - certificato winner

 

E adesso?
Si ricomincia, perché il romanzo non è per niente finito!!
Con calma però, soprattutto perché è in arrivo una data importante e qualche sorpresa, insieme alle candeline.
Stay tuned! 😉

Comments (28)

Nadia

Dic 01, 2018 at 7:46 AM

Che l’avresti scritte le 50000 parole non si aveva dubbi e quel certificato sarà solo l’inizio per IPDP perché se ancora devi aggiungere e poi rifilare e poi cambiare e poi rivedere… Chissà a quanto arriverai. Ma almeno buona parte del materiale ora c’è. Quindi goditi il meritato momento dell’eroe all’arrivo, congratulati con te stessa e cerca più che puoi di mantenere la buona abitudine di scrivere tutti i giorni. Sbircia il quadro ogni volta che penserai di non farcela e non smettere mai di crederci.

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Barbara Businaro

Dic 01, 2018 at 7:00 PM

Oltre al riposo mi sono concessa una cioccolata alle mandorle con panna, pazienza per la dieta. Ma in fondo si consumano più calorie quando il cervello è lì che macina storie, no? 😀

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Marco

Dic 01, 2018 at 8:34 AM

Complimenti!
Finalmente hai combinato qualcosa di buono, invece di commentare in giro 😉
Adesso… Inizia il vero lavoro 😀

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Barbara Businaro

Dic 01, 2018 at 7:01 PM

Già vero, sempre a perdere tempo sui blog altrui! 😀 😀 😀

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Giulia Mancini

Dic 01, 2018 at 8:36 AM

Prima di tutto congratulazioni perché hai raggiunto il traguardo e hai vinto!
A questo punto devi finire il romanzo, non perdere il momento magico, perché anche senza scrivere 1667 parole al giorno, ormai sei immersa nella storia e puoi continuare a dedicare del tempo al romanzo fino a finirlo. Intanto goditi il momento!

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Barbara Businaro

Dic 01, 2018 at 7:06 PM

Grazie Giulia! Oggi non ho scritto (anche perché dopo questi giorni intensi ho il collo bloccato!), però mi sono riletta un testo sulla struttura narrativa, e rivedendo i passi del viaggio dell’eroe di Vogler mi sono sorpresa a verificare che all’epoca l’ho seguito, senza nemmeno conoscerlo! 🙂

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Silvia

Dic 01, 2018 at 9:06 AM

Complimentoni, anche se non avevo dubbi che ce l’avresti fatta. Ti conosco solo via web, ma tu mi sembri una persona molto tenace, che quando si mette in testa una cosa la fa. Del resto la scrittura è fatta “anche” di questo: costanza e tenacia.
Goditi il tuo traguardo, ma solo per ricominciare a correre. 😉

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Barbara Businaro

Dic 01, 2018 at 7:22 PM

Tenace o testarda? Qui alcuni direbbero la seconda! 😀
Credo che qualsiasi passione richieda perseveranza se si vogliono avere dei risultati. Non solo scrittura, ma anche pittura, lavoro a maglia, uncinetto, bricolage, cake design, giardinaggio, musica…

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Stefano

Dic 01, 2018 at 12:02 PM

Be’, brava. E brava ancor di più perché tu ti avventuri in un territorio – il romanzo – in cui io non mi azzardo. Auguri e complimenti.

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Barbara Businaro

Dic 01, 2018 at 7:23 PM

Grazie Stefano. Non trovi curioso che chi scriva racconti abbia timore di scrivere un romanzo, e chi scrive romanzi abbia paura di scrivere racconti? 🙂

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Grazia Gironella

Dic 01, 2018 at 5:25 PM

Mi congratulo con te! Sono sempre del parere che è tutto buono quello che spinge nella direzione giusta, perciò che si chiami NaNoWriMo o Abracadabra, viva! 😀

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Barbara Businaro

Dic 01, 2018 at 7:24 PM

Avevo provato con il Bibbidi-bobbidi-bu, però ha funzionato meglio il Nano nano! 😀

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Sandra

Dic 01, 2018 at 8:16 PM

Eccomi al traguardo a dire “brava, bravissima” e se anche eravamo tutti certi che avremmo festeggiato insieme, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo anche quando ci sono i migliori propositi. Grande, Barbara. E se ora il testo non è finito, hai comunque finito la prima stesura, riposo e poi cesello, cesoie e quel che meglio sarà per la storia, noi siamo qui a voler leggere il proseguimento anche se il NaNo è finito.

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Barbara Businaro

Dic 01, 2018 at 9:42 PM

Eh, no Sandra, non è finita la prima stesura. Come scrivo nel post, sono solo ad un terzo della stesura. Per chiarire: così com’è ora non è leggibile. Ci sono i primi quattro capitoli “finiti” e poi il resto è ancora tutto da sistemare. Se non altro, adesso è tutto al sicuro sul computer (e sul backup online). Quindi sono relativamente più serena, rispetto agli imprevisti. 😀

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Marco Amato

Dic 01, 2018 at 10:54 PM

Brava, sono molto contento per te. La stesura di un romanzo richiede obiettivi e sfide da vincere, prima di tutto con se stessi.
Certo, mi hai un po’ gelato leggendo che a 45 mila parole sei ancora a un terzo. Ascolta il consiglio di zio Marco, non farlo.
45 mila parole è un Camilleri Montalbano. Con 110 mila parole superi le 500 pagine. Un romanzo lungo porta con sé parecchie rogne, oltre a una gestione più difficile dello sviluppo narrativo, diventa complicato tenere alta l’attenzione del lettore. Senza considerare che una revisione di un testo corposo, richiede un grande sforzo, anche fisico e di tempo. Ti dico questo perché il rischio più concreto è di impantanarsi e far scorrere mesi se non anni.
Ecco, terminati i consigli di zio Marco il brontolone, agisci per come senti la storia. Conta solo questo.
Goditi il traguardo, ma non ti cullare, qui si aspetta con trepidazione anche l’esordio. 😉

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Barbara Businaro

Dic 02, 2018 at 4:57 PM

Grazie zio Marco brontolone! 😀
Qualcuno aveva già sollevato la questione della lunghezza del testo da presentare poi ad una casa editrice, aggiungo anche che difficilmente un editore accorda ad un esordiente un testo lungo. Perché in Italia non solo si legge poco, ma si legge anche breve, secondo le blasonate statistiche. Poi però guardi ai word count di libri di successo (per vendita e letture) e qualcosa non torna:
La Straniera (Outlander) di Diana Gabaldon – 294.555 parole (!!)
Cinquanta sfumature di grigio di E.L.James – 155.749 parole
Mangia prega ama di Elizabeth Gilbert – 118.933 parole
Io prima di te di Jojo Moyes – 144.565 parole
Tutti di provenienza anglosassone mi dirai, dove il mercato si basa sul pagamento un tanto a parole, invece che un tanto a cartella editoriale. Concordo. Magari prima dell’esordio, mi trasferisco all’estero… 😉

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Elena

Dic 02, 2018 at 8:52 PM

Brava Barbara, sapevo che ce l’avresti fatta! Ti piacciono le sfide, sei proprio una Peaker!

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Barbara Businaro

Dic 03, 2018 at 1:57 PM

Grazie Elena! 🙂

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Daniele

Dic 03, 2018 at 12:26 PM

Complimenti.
Io ci ho provato qualche anno fa, ma al massimo sono arrivato a finire il primo capitolo, e ho poi abbandonato tutto.

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Barbara Businaro

Dic 03, 2018 at 2:00 PM

Grazie Daniele. E’ in effetti un’esperienza tosta e come ho scritto sui social, non ci ho più l’età! 😀

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Maria Teresa Steri

Dic 03, 2018 at 2:15 PM

Bravissima Barbara! Un vero tour de force ma penso sia una grande soddisfazione arrivare alla fine dopo così poco tempo. Hai tutta la mia ammirazione ^_^ Un po’ di riposo a questo punto sicuramente ci vuole, però non mollare tutto di colpo, mi raccomando, perché il legame con la storia si perde in fretta…

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Barbara Businaro

Dic 03, 2018 at 6:50 PM

Grazie Maria Teresa. Sulla storia ci sto ragionando un po’ tutte le sere, ma conto di riprendere a scrivere sotto le festività natalizie.
Magari fuggo in solitaria da qualche parte a scrivere… 😉

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Darius Tred

Dic 04, 2018 at 11:30 AM

Bene, brava, BISSSSSSS! 😀

Complimenti. Non ti nascondo che rido un po’ sotto i baffi (che non ho) al vedere che, NaNo a parte, sotto sotto ti diverte molto la scrittura a briglia sciolta, senza limiti di battute e parole… 😀 😀 😀

Ora me ne sto tunnned per vedere la sorpresa in arrivo… Un altro contest????? 😀

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Barbara Businaro

Dic 04, 2018 at 8:06 PM

Uè Darius, fai poco lo spiritoso! Te c’hai avuto tre mesi per scrivere un racconto breve da 10.000 caratteri (e non parole!) ed editarlo con tutto comodo. Anche se lo so che la forbice da sarto ti dà fastidio, potevi anche scriverne uno al mese di racconti diversi. Qua hai 50.000 parole da scrivere in un solo mese, lavorando per giunta. Altro che briglia sciolta… sono frustate sui denti!! 😀 😀 😀
No, basta contest, per quest’anno abbiamo dato. Il porcellino per pagare i premi è vuoto… 😛

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Brunilde

Dic 04, 2018 at 6:24 PM

Complimenti! Sei davvero tosta!
Ti segnalo però che la mail di webnauta che avvisava del nuovo post era finita fra le spam: me ne sono accorta per caso ora.
Forse il mio computer ( che ritengo abbia una vita propria e un carattere bello puntuto ) è invidioso dei tuoi successi e ti sta sabotando? Chissà!

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Barbara Businaro

Dic 04, 2018 at 8:10 PM

Grazie Brunilde! Più che tosta, sono tostata adesso! 😀
Purtroppo le mail finiscono nello spam quando il nostro provider di hosting non fa bene il suo dovere. Questa settimana il suo server di posta è in una blacklist temporanea. Se poi qualcuno ce l’abbia messo là dentro per invidia… questo non te lo so dire! Ma speriamo di no, và. Aggiungi il mio indirizzo email tra i contatti e non dovrebbe più andarti in spam. 😉

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Rosalia Pucci

Dic 07, 2018 at 3:24 PM

Grande Barbara, non avevo dubbi! Per quel che ti conosco, ho capito che sei una “tostissima” con te stessa più che con gli altri, non ti saresti data pace se non avessi raggiunto il traguardo. Ora che il divertimento è finito, inizia il lavoro più duro: la conclusione e revisioni varie. Ma tu sai bene come affrontare le due nuove sfide, continua cosi!

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Barbara Businaro

Dic 07, 2018 at 8:36 PM

Grazie Rosalia! Come diceva qualcuno: il meno è fatto! 🙂

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