Il mio Summer NaNoWriMo

Summer NaNoWriMo, un’estate di scrittura

Non stiamo parlando del Nano politico e nemmeno del saluto Nano-Nano di Mork da Ork. Il NaNoWriMo è il NAtional NOvel WRIting MOnth, ovvero il Mese Nazionale di Scrittura del Romanzo. Ve ne ho accennato nell’introduzione al software yWriter6, perchè anche il suo creatore, lo scrittore Simon Haynes vi ha partecipato con successo per ben 6 volte. In realtà, avevo pure sbagliato l’acronimo: l’avevo erroneamente tradotto con NAtional NOvember WRIting MOnth, perchè in effetti il NaNo si svolge nel mese di Novembre. Il cronometro scatta al 1 Novembre alle 0.00 e termina alle 23.59 del 31. Addirittura contare i minuti? La sfida è scrivere un romanzo di 50.000 parole in 30 giorni, ed ogni minuto è davvero prezioso!
Ma il NaNoWriMo non è nemmeno solo questo. E’ molto di più!

 

Cos’è il NaNoWriMo

Il NaNoWriMo è un’iniziativa ideata accidentalmente nel novembre 1999 a San Francisco da Chris Baty e da “20 other overcaffeinated yahoos” (20 altri super-caffeinati amici). Da allora è divenuto un evento mondiale con 300 mila iscritti all’ultima sessione di novembre 2015 e dal 2005 è anche un’organizzazione no profit in Berkeley, California (del tipo 501 (c)(3) per la legislazione americana, conosciuta come “Office of Letters and Light”).

La dicitura NAtional non significa che sia solo un progetto americano, ma indica che ogni Nazione partecipa con un suo gruppo, così che gli iscritti possano comunicare nella propria lingua madre. Qui trovate tutti gli autori registrati, i cosiddetti Wrimos, suddivisi per regione: NaNoWriMo Regions

Partecipare al NaNo è in realtà semplicissimo. Bastano pochi passaggi:

  1. Dopo la registrazione sul sito, va compilata la propria scheda autore per presentarsi agli altri partecipanti e condividere le proprie scelte e preferenze.
  2. Va poi dato un titolo al romanzo che si intende sviluppare durante il NaNo: ai fini del conteggio delle parole, non si dovrà riportare tutto il testo sul sito, ma si potranno inserire una breve sinossi e qualche estratto. Se ce l’avete, potete caricare anche un’immagine per la copertina.
  3. Si deve poi selezionare la propria nazione d’origine per ricevere gli aggiornamenti su eventi locali dal proprio Municipal Liason, ovvero i volontari che hanno già vinto la sfida del NaNoWriMo almeno una volta e che rendono viva e reale la partecipazione al NaNo rispondendo alle domande dei nuovi iscritti e organizzando le attività sia sul forum che nel mondo esterno (biblioteche,
    cafè, librerie).
  4. Via via che ci si inoltra nella sfida del mese di novembre, si guadagnano i distintivi delle singole tappe intermedie, aggiornando il proprio Word Count nella barra del profilo, fino all’agognata soglia delle 50.000 parole.

Lo scopo è scrivere 50.000 parole in un mese, dal 1 al 30 novembre, esattamente 1.667 parole al giorno, che non sono per nulla poche. Corrispondono a un romanzo da circa 140 cartelle (ndr. la cartella è l’unità di misura usata in campo editoriale, corrisponde a 30 righe di testo da 60 battute ciascuna). Più o meno la lunghezza de Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.

Qual è il premio di tanta fatica? La Gloria, ovviamente!
Non si vince nulla, nè premio in denaro nè la pubblicazione del testo scritto durante la sfida, nemmeno l’editing professionale. Solo un badge virtuale che può essere esposto sul proprio sito per il raggiungimento del goal delle 50.000 parole.

Ma gli obiettivi del NaNo sono principalmente la motivazione e la perseveranza.
Vorrei dire anche sviluppare un’abitudine, ma sono scettica: credo che molti arrivino alla fine del mese stanchi e provati.
Eppure alcuni partecipanti affermano che si impara la disciplina della scrittura: le prime sessioni iniziano con una sorta di violenza fisica per l’obbligo imposto; man mano che ci si addentra nella storia, l’obbligo diventa desiderio di fissare una nuova tappa su carta; finchè il desiderio si trasforma in vera e propria necessità di continuare.
E a ben vedere, il limite imposto di 2000 parole al giorno è lo stesso metodo utilizzato dal grande Stephen King, che concentra la sua attività al mattino ma non si alza dalla scrivania se prima non ha terminato le sue dieci pagine al giorno (ne parla nel suo libro On Writing, al contempo manuale di scrittura e autobiografia).

Ciò che sconvolge è la quantità incredibile di risorse che vengono messe a disposizione dei partecipanti. Man mano che mi addentravo in questa ricerca, e scoprivo nuovi link, con spunti interessanti per qualsiasi scribacchino, NaNo o alto(!) che sia, mi sembrava di rovistare dentro uno di quegli antichi bauli nascosti in soffitta pieni di tesori inestimabili.

 

Il supporto al NaNoWriMo

  • Forum internazionale in lingua inglese: Forums
  • Forum specifico del gruppo italiano: Europe-italy
  • Pagina Facebook internazionale in lingua inglese: NaNoWriMo
  • Gruppo facebook italiano: NaNoWriMo Italia (è un gruppo chiuso, va chiesta l’iscrizione)
  • Canale YouTube con video ispirativi, per sconfiggere il blocco dello scrittore: Letters and Light video
  • Sono anche presenti in Twitter, Tumblr, Instagram e Pinterest
  • Archivio dei Pep-Talks: NaNoWriMo Pep-Talks 
    Sono lettere d’ispirazione scritti da autori famosi, quali John Green, Veronica Roth, Rainbow Rowell, Neil Gaiman e, rullo di tamburi, una delle scrittrici a scrivere qualche parola di incoraggiamento per la sessione 2015 è stata Diana Gabaldon, la cui saga Outlander oramai una delle mie preferite.
  • WikiWriMo, l’enciclopedia wiki non ufficiale del NaNoWriMo, in lingua inglese: WikiWriMo 
  • Per contribuire all’organizzazione, si possono effettuare delle donazioni oppure degli acquisti di magliette, cappellini, tazze, posters, adesivi e taccuini con i vari loghi del NaNoWrimo: Merchandise 

A ben vedere il NaNoWriMo è davvero un’esperienza di grande valore. Nelle stesse parole di Chris Baty:

Questa sfida è un modo meraviglioso di aprire la vostra immaginazione, scatenando la creatività. Quando si scrive per la quantità piuttosto che per la qualità, si finisce per ottenere entrambe le cose. Inoltre, è un’ottima scusa per non lavare i piatti per un mese intero.

Escono solo schifezze dal mese del NaNoWriMo? Proprio no.
“Water for Elephants” di Sara Gruen, bestseller di prima mano dal NaNoWriMo, è divenuto un film con Christopher Waltz, Robert Pattinson e Reese Witerspoon. E presto sbarcherà come musical a Broadway. Qui trovate la lista completa dei romanzi, scritti durante il NaNo, che sono stati ufficialmente pubblicati: Published wrimos

Qualcosa di buono ne esce.

E se ancora credete sia una cosa per ragazzini, date un’occhiata agli Sponsor!
Per i vincitori, ci sono ottime scontistiche e offerte sull’acquisto di software (Scrivener, Ulysses, Storyist, Evernote), servizi di self-publishing (FastPencil, Pronoun, Upliterate), corsi di scrittura o editing (Gotham Writers Workshop, Reedsy): Sponsor offers

Lo stesso Matt Cutts, ingegnere di Google (al momento in congedo temporaneo per motivi famigliari), ha consigliato in un suo famoso TED-talks di provare qualcosa di nuovo per 30 giorni e tra le sue sfide ha inserito proprio la partecipazione al NaNoWriMo:

Non solo a Novembre!

I Wrimos in realtà non si fermano mai, perchè nel frattempo sono nate altre attività complementari al NaNo:

  • NaNoPrep: organizzato in settembre e ottobre, è un periodo in cui prepararsi per la sessione di scrittura del vero NaNoWriMo, raccogliendo idee, personaggi, ambientazioni. Trovate tutto qui: NaNoPrep 
  • “Now What?” Months: in gennaio e febbraio, dopo la gran faticata del NaNo di novembre (dicembre è di riposo), c’è il “Now What?” (“E adesso?”) in cui gli autori vengono sostenuti nel processo di revisione e pubblicazione, con l’obiettivo di sviluppare il potenziale del romanzo, dalla prima bozza alla versione finale. Si organizzano degli eventi, dei corsi di scrittura tra gli stessi iscritti e molti autori si scambiano il materiale per aiutare gli altri come beta-reader. Trovate tutto qui: Now What?
  • Young Writers Program: il programma Giovani Scrittori è partito solo nel 2005, in risposta ai molti insegnanti che chiedevano di voler portare intere classi al NaNoWriMo. Il programma fornisce strumenti gratuiti sviluppati appositamente per le classi e cartelle di lavoro per tutti i livelli scolastici, così come kit in aula per tutti gli educatori che insegnano il programma. Bambini e ragazzi partecipano anche autonomamente attraverso lo stesso sito del NaNoWriMo. L’unica differenza è che non c’è il limite delle 50.000 parole, ma sono gli stessi insegnanti a fissare un limite inferiore, ragionevole per la classe. Trovate tutto qui: Young Writers Program
  • Come Write In program: questo programma fornisce risorse gratuite per le biblioteche, centri sociali e librerie locali per l’organizzazione di paradisi di scrittura nel quartiere. Viene inviato un kit di materiale pubblicitario e il locale viene sponsorizzato all’interno del sito. Gli stessi volontari di zona si rendono disponibili a collaborare per organizzare gli eventi.
    Trovate tutto qui: Come Write In 
  • NaNoWriMo Camp: Il Camp è una versione più leggera del NaNo, ad aprile e luglio si va in campeggio con tenda e computer ma il traguardo di parole da raggiungere lo decide lo stesso autore. Il Camp è organizzato in “cabine” con un numero massimo di partecipanti, mai superiore a 12, che si uniscono per un obiettivo comune o per genere letterario o vicinanza geografica.
    Trovate tutto qui: NaNoWriMo Camp 

 

La mia gestione del tempo

Veniamo al punto. Cosa ho imparato io in questi primi sei mesi di blog?
Vado benissimo nelle attività spot, come scrivere una delle tante versioni del Thriller ParatatticoMa più il testo si allunga, più fatico a tener fede alla pianificazione e alle scadenze.
L’ultimo racconto, Il diavolo in città, mi ha impegnato tre mesi. E’ vero che ho letto e studiato parecchio, nonchè ora c’è l’impegno del blog, con tutto quello che comporta (calendario editoriale, manutenzione tecnica, attività social e gestione seo).
E intanto il quaderno della bozza di IPDP è lì che mi guarda in un angolo. Valentina piange disperata per quella tazzina rotta, che le vite spezzate difficilmente si riaggiustano più, e Max è talmente furioso che da moderno Lazzaro potrebbe alzarsi in piedi e tirarmi dietro la sua sedia a rotelle. Quei due hanno diritto al loro lieto fine. Che poi loro non lo sanno, il finale gliel’ho già bello che scritto. E’ quello che sta in mezzo da sistemare!!
Quindi devo sintonizzare il lettore mp3 su John Mayer e ritornare laggiù. If you want more love, Why don’t you say so?
Il NaNoWriMo m’ispira parecchio, ma sarebbero sufficienti per me 30 giorni?

 

Il mio Summer NaNoWriMo!

Novembre per me è il peggiore dei mesi per pensare di partecipare ad un evento come il NaNoWriMo. E’ il mese di chiusura di progetti da fatturare entro fine anno, è il mese di programmazione dei regali dei compleanni di famiglia che precedono di poco quelli di Natale, è il mese in cui tra pioggia, nebbia e gelo concentro lo sforzo nell’arrivare in palestra (da lì in poi è tutta discesa, il peggio è varcare la soglia). Novembre è un mese da letargo.

Non so perchè, ma il meglio della scrittura lo riservo per l’estate. Altro che ferie! La Musa mi scorrazza davanti impunemente come ieri e butto giù un racconto in due minuti (da revisionare, per carità), tre bozze di nuovi post e aggiungo un pezzettino di trama ad un altro racconto lì in gestazione. Quindi ho deciso di creare il mio Summer NaNoWriMo.

Secondo il metodo suggerito sopra da Matt Cutts, che cosa sottraggo per aumentare il tempo di scrittura?

  • E’ terminata la palestra, significa almeno 3 ore a settimana libere. Passerò dalla palestra dei muscoli alla palestra delle parole.
  • Tutti i blog ridurranno le attività nel periodo estivo, per fermarsi nel mese di Agosto. Probabilmente lo stesso faremo qui, salvo lasciare spazio ai guest blogger. Vedremo.
  • Vorrei confidare che anche le attività social diminuiranno, ma l’estate è proprio quella in cui i lettori deboli si lasciano andare alla lettura. Occorre tenere l’occhio vigile per acchiapparne qualcuno.
  • Spegnere la televisione, proprio adesso che arriva la stagione 2 di Outlander? Ahi.

 

Gli strumenti di time-management poi sono gli stessi tips-and-tricks che si leggono per il NaNoWriMo:

  • pianificare gli obiettivi: arrivare ad una prima bozza completa;
  • definire le priorità: portare tutti gli appunti cartacei su yWriter6;
  • dividere in fasi: passare da cartaceo a informatico; organizzare i capitoli; segnare i punti mancanti; proseguire con la storia;
  • iniziare subito: dopo questo post?
  • delegare quanto possibile: qui arriva la nota dolente, che se sbagliate a delegare il rischio è che il lavoro torni indietro da rifare, duplicato.

 

E ora sciogliete le vele!

Sostanzialmente non mi sto nemmeno inventando nulla. Quello che è il NaNoWriMo Camp di luglio lo estendo sia a giugno che agosto.
Saranno sufficienti 3 mesi a maggior luce solare e impegni fitness ridotti a terminare la prima stesura di IPDP?
Chi scommette su di me? A quanto mi danno i bookmakers londinesi?

Comments (26)

grilloz

Giu 02, 2016 at 8:23 AM

Una domandina, anche se mi pare di aver intuito che la risposta è positiva, ma al NaNoWriMo si può scrivere in italiano?
“delegare quanto possibile” questa è una delle cose che ho imparato sulla mia pelle facendo il team leaser 😉 delegare è essenziale, bisogna avere il coragio di fidarsi 😉

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Barbara Businaro

Giu 02, 2016 at 10:29 PM

Si, al NaNoWriMo si può partecipare scrivendo il testo nella propria lingua. Nel sito ci sono sia il forum internazionale, in lingua inglese, che i forum specifici della varie nazioni, e quindi anche quello italiano. Da poco abbiamo “conquistato” 3 Municipal Liaisons, ovvero vincitori del NaNo che si offrono per gestire appunto le attività in lingua.
Team leaser o team leader?
In genere non ho problemi a delegare, solo che occorre fare attenzione che il compito delegato sia commisurato alla conoscenza del delegato incaricato. Per dire: non avendo specificato che un defrag di un disco fisso ad un portatile con batteria vetusta va effettuato rigorosamente con caricabatterie collegato, uno dei portatili è finito in riparazione. Costo dell’assistenza per il ripristino, rifare il lavoro da me (tanto vale) con ritardo. Ho sbagliato io a dare per scontata un’informazione essenziale.
E’ anche importante dare una scadenza, che spesso quello che il delegante ritiene urgente, il delegato lo considera procrastinabile.

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grilloz

Giu 03, 2016 at 7:25 AM

leader ovviamente 😛 il dito deve essere cascato sul tasto accanto 😉

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Barbara Businaro

Giu 03, 2016 at 4:58 PM

Ho chiesto perchè secondo Google esiste anche il team leaser…che sarà mai?!

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grilloz

Giu 03, 2016 at 5:01 PM

boh, sarà il capo dell’autonoleggio 😛

Isabella

Giu 02, 2016 at 9:09 AM

Io! Scommetto! Mi piace questa sfida. Ci sono anch’io!

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Barbara Businaro

Giu 02, 2016 at 10:31 PM

Grazie Isabella! I supporter sono sempre benvenuti! 😀

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nadia

Giu 02, 2016 at 9:52 AM

donna coraggiosa. A me mette l’ansia la sola idea di scrivere con questi ritmi, anche se a livello professionale forse è il solo giusto ritmo. Lascio il mio posto al Nano a chiunque sia invece più bravo e voglioso.
Sono certa che la palestra sarà sempre lì ad aspettarti finita la “vacanza-lavoro” e sono certa che quelle due o tre idee da sviluppare e migliorare porteranno i loro buoni frutti. Vedrai che l’estate porterà ottimi consigli!

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Barbara Businaro

Giu 02, 2016 at 10:36 PM

Anche a me 50.000 parole in un mese mettono ansia! Soprattutto con un contatore che me le ricorda ogni minuto!
Per questo ho deciso di prendermela più leggera, considerando tre mesi ed un testo che è già ad un terzo (o forse un quarto…) delle sue possibilità. Diciamo che non parto da zero. Però devo darmi una scossa, questo si.

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Marco Amato

Giu 02, 2016 at 10:41 AM

A me affascina il NanoWrimo, chi vi partecipa è sempre entusiasta. E piacerebbe anche a me imbarcarmi.
Ma purtroppo sono refrattario ai paletti vincolanti. Generano uno stress da cui ho sempre cercato di rifuggire.
Il mio impegno ormai decennale è volto a migliorare la qualità della vita.
Nel trovare un equilibrio di vita slow, dove assaporarmi i ritmi della giornata senza fretta. Trovo singolare quando tutti per strada o in auto corrono arroventati dal consumare i percorsi nel più breve tempo possibile e io mi soffermo a contemplare i toni di blu del cielo.

Quindi, sì il nano potrebbe essere una buona scusa per completare (che poi sappiamo che tra completare un romanzo e revisionarlo a dovere in mezzo sta sempre il mare). Però no, non si concilia con quel che io vorrei per il mio prossimo Novembre. 😉

P.s. Ma se partecipi io faccio il tifo per te, anche sfegatato. 😉

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Barbara Businaro

Giu 02, 2016 at 10:50 PM

Non penso di partecipare al vero NaNoWriMo di novembre, ma parto proprio ora (domani, che oggi ero senza corrente elettrica e quindi no pc, no router, solo smartphone) per il mio personalissimo Summer NaNoWriMo: giugno, luglio e agosto a terminare il mio testo, quindi non parto nemmeno da zero parole (su un word sono a pagina 97, su un quadernetto c’è un potpourri di appunti vari, scene, dialoghi, pezzi di trama, persino una soundtrack). L’intento è arrivare alla prima versione. Magari potrei arrivare al NaNo di novembre con la revisione, sarebbe già un traguardo.
…per strada io ho giorni slow (Chris Cornell, Duran Duran, John Mayer, One Republic, Echosmith…ah si, io ascolto anche musica detta “indie pop” 😀 ) e giorni very fast (se mi metti gli AC/DC o i Linkin Park, che t’aspetti?!)

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sandra

Giu 02, 2016 at 2:29 PM

Faccio, è chiaro, un gran tifo per te! Scrivi bene e forse ti manca il tempo o la fiducia per completare ciò che nasce nella tua testa, il NaNo può essere un grande aiuto.
Io non amo certe costrizioni, l’ho fatto su indicazioni di un editore, ed è stato un massacro. Sono molto disciplinata e costante, ma voglio decidere io quando e come. A meno di essere vicini alla pubblicazione per cui le richieste dell’editore circa la revisione finale vengono di sicuro prima di tutto, è stato così di recente, quando presi ferie e feci il lavoro in metà tempo. Convengo poi con Marco che sono in fase lentezza, ci devo provare, ci provo da tempo ma non ne esco viva, devo imparare a rallentare, a mettere meno carne al fuoco, in tal senso c’è il mio post del 1 giugno (che uff. non commenta nessuno!) In ogni caso il NaNo mi sembra molto ben congegnato per cui go on, friend!

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Barbara Businaro

Giu 02, 2016 at 11:02 PM

Sandra, hai scritto una frase importante. “forse ti manca il tempo o la fiducia per completare ciò che nasce nella tua testa”
Credo mi manchi la fiducia, o chi mi aiuti a svilupparla, e di conseguenza il tempo della scrittura sembra sempre tempo tolto ad altro, considerato più importante. Ma ho deciso di considerare la scrittura una terapia: mi fa stare bene, risparmio in medicine e in visite specialistiche, ci guadagno in salute. Come si fa a non darle importanza, quindi?
Grazie del sostegno!
…arrivo anche a commentare di là!! 😉

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Lisa

Giu 02, 2016 at 7:12 PM

Mitica! Hai tutto il mio supporto!

Io non sono così coraggiosa, so che avere un obiettivo mi fa perdere subito l’entusiasmo quindi lascio che la Musa faccia quel che le pare.
Inoltre, anche se sto scrivendo il mio romanzo da più di due anni, ogni giorno scopro nel mondo reale riflessi che posso trasferire ai miei personaggi, un colore qui, un difetto là, cose che non potrei mai fare in un mese o tre o cinque.

In bocca al lupo e spero che a fine estate avrai messo in cantiere le basi di un best-seller! 😀

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Barbara Businaro

Giu 02, 2016 at 11:14 PM

Uao, grazie Lisa dell’entusiasmo!
Come detto negli altri commenti, non parto da zero. E per l’esattezza questa storia è nata il 2 ottobre 2011, di domenica. Dopo un incontro che si è rivelato un pugno allo stomaco, perchè certe cose non le comprendiamo finchè non ce le abbiamo sotto il naso, ho preso un quadernetto e ho buttato giù qualche scena…Sono andata avanti per una settimana. Ho consegnato il quaderno a mia sorella, la quale ha letto e poi mi ha guardato sconcertata: “Oddio…ma che cos’è?” E io: “Non lo so…non riesco a smettere…”
Ho smesso nel momento in cui ho capito che, cavoli, è una Storia, con la S maiuscola.
E ho iniziato a studiare. Non che io abbia smesso di studiare, quando si finisce mai?! Però ora sto tergiversando…sto rimandando…”scrivo un altro racconto e poi mi ci rimetto”. Quindi, ho proprio bisogno di un NaNo! 😀
Crepi il lupo, soprattutto se mannaro!

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Lisa

Giu 03, 2016 at 4:45 PM

Mai più vero fu il detto: if life gives you lemons, make lemonade.

Un incontro che in un primo momento ti ha suscitato emozioni negative è stato trasformato in un’occasione di miglioramento personale e successo.

Complimenti! Così si fa!

Ora sono curiosa… subito ho pensato che qualcuno ti avesse fatto arrabbiare, ti avesse offeso… ma se ti sei messa a studiare potrebbe essere l’incontro con un diversamente abile… ecco, adesso la mia curiosità patologica mi perseguiterà… mettiti a scrivere, subito! 😀

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Barbara Businaro

Giu 03, 2016 at 6:05 PM

Non era un pugno allo stomaco da arrabbiatura, anche perchè non si scrive per vendetta. Chi ci fa arrabbiare merita solo l’oblio…
E mi sono messa a studiare tecniche e metodi di scrittura creativa (per poi scoprire che non c’è un metodo corretto, ognuno trova il suo, no?), non tanto il materiale per la storia in sé (per quella posso attingere a dei consulenti meravigliosi, amici ventennali che sopportano anche le mie domande più imbarazzanti). Per il resto…la curiosità fa marketing! 😛

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Lisa

Giu 04, 2016 at 5:21 AM

La curiosità fa molto marketing. Io mi prenoto già da ora come cliente.
Non leggere troppi testi che fa male, io ho rovinato il mio stile riempiendomi la testa di nozioni, anche se certe erano fondamentali, molte sono inutili o in contraddizione l’una con l’altra. Per esempio, cominciare un capitolo con un dialogo o con un nome di persona, usare avverbi, evitare di giocare con la punteggiatura sono consigli inutili.
Come esempio di contraddizione, invece, ho trovato testi che mi consigliano di usare “disse, rispose, chiedere” senza distrarre il lettore con verbi fantasiosi, altri testi invece consigliano di variare dai soliti “disse, rispose, chiedere”.
Della serie, fai come ti pare, che è meglio!

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Barbara Businaro

Giu 04, 2016 at 11:22 AM

Esatto, proprio questo intendevo!
King dice di non usare avverbi e troppi aggettivi, non usare mai i “disse, rispose, chiese” perchè un buon dialogo non ne ha bisogno, non usare descrizioni lunghe ma solo tre particolari al massimo, di non progettare la trama ma lasciarsi andare alla storia.
Poi leggo Gabaldon, che letteralmente adoro e: usa avverbi e aggettivi a profusione, usa i “disse, rispose, chiese” e i dialoghi sono perfetti, usa descrizioni complete e bellissime immergendoti nel passato, e deve per forza progettare la trama essendo i suoi romanzi storici e quindi attinenti a ciò che è già avvenuto.
Quindi la mia anima pirata sbuffa ed esclama: Sai che c’è? Il vento soffia forte, io dispiego le vele e vado!

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Isabella

Giu 05, 2016 at 1:16 AM

Secondo me studiare è utile perché ti rende in grado di capire quello che stai facendo e di avere il controllo su quello che vuoi dire nel modo che ritieni più efficace. Poi devi guardare dentro di te, scavare dentro la tua anima e tirare fuori quelle perle che sono dentro ognuno di noi e che ci rendono esseri così unici e speciali.

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Barbara Businaro

Giu 05, 2016 at 9:18 PM

Studiare va bene, diciamo che fissarsi troppo sulle tecniche rischia di far perdere la concentrazione sulla storia.

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Marina

Giu 04, 2016 at 3:55 PM

Ammiro l’entusiasmo e la buona volontà di chi si avventura, ma io non ne sarei capace. Attualmente cerco di incastrare pure la lista della spesa tra una cosa da fare e un’altra, figurati se potrei mai sedermi a battere sulla tastiera 1667 parole al giorno!
Ti faccio un grande in bocca al lupo: è impegnativo, ma se hai dispiegato le vele… approfitta del vento in poppa!
Buona ispirazione! 🙂

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Barbara Businaro

Giu 04, 2016 at 7:10 PM

Grazie Marina! Non credo che manterrò quei ritmi, ma devo comunque darmi dei tempi e delle scadenze, altro che scuse! 😛

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