
Tre parole per una rotta
I must change my life so that I can live it, not wait for it.
Devo cambiare la mia vita così da poterla vivere, non per aspettarla.
Susan Sontag, Reborn: Journals and Notebooks, 1947-1963
L’Epifania tutte le feste si porta via. Così eccomi al primo post dell’anno, quello delle ripartenze e dei buoni propositi, dell’entusiasmo sfrenato per un nuovo inizio, in cui ci si convince che stavolta si cambia davvero, dall’iscrizione in palestra alla dieta controllata, dal limitare gli sprechi e le spese pazze in bilancio all’impegnarsi di studiare, lavorare o imparare meglio, con maggior profitto ma soprattutto soddisfazione personale. Peccato che questo slancio raramente superi il mese di Gennaio, se non si ha un buon metodo per mantenerlo vivo.
E qui arriva il gioco delle 3 parole, che io utilizzo addirittura da dieci anni!
Da quando ho creato webnauta, ogni anno pubblico questo post dedicato alle tre parole da scegliere per tracciare la nuova rotta di navigazione, non solo per il blog e la scrittura, ma anche la mia vita privata e lavorativa. Quest’idea così particolare è stata sviluppata ancora nel lontano 2006 dall’allora blogger Chris Brogan, oggi consulente in strategia aziendale e contenuti digitali, esperto di social media marketing, giornalista e autore bestseller per il New York Times con il suo saggio Trust Agents: Using the Web to Build Influence, Improve Reputation, and Earn Trust (trad. Trust Agents: Usare il web per costruire influenza, migliorare la reputazione e guadagnare fiducia).
Come spiega nel suo ultimo video su YouTube, My 3 Words for 2025 – Better Than New Year’s Resolutions, Chris Brogan aveva capito due cose importanti sui buoni propositi di inizio anno, le New Year’s Resolutions, come dicono gli anglosassoni: primo, i buoni propositi non funzionano proprio, visto che più del 70% delle persone li dimentica già al 19 Gennaio (ecco, nemmeno a fine mese arrivano!); secondo, alle persone piace scegliere una parola per il nuovo anno, o una parola per ogni mese, per guidare le proprie intenzioni. Bene, perché non utilizzare allora tre parole per mantenere questi buoni propositi? Tre al prezzo di uno! 😀
Il numero 3 è una scelta migliore, una sorta di triangolazione per decidere la direzione giusta delle proprie scelte. Il numero 3 raccoglie un significato sia filosofico che geometrico: per la scuola pitagorica, il 3 è il numero perfetto, somma del primo numero pari (2) e del primo numero dispari (1); nella teoria dei numeri, il 3 individua la superficie (1 è un singolo punto, 2 una linea che collega due punti) e in geometria la superficie più semplice è quella del triangolo, simbolo di armonia e di connessione con il divino. Se scegliessimo 4 parole del resto, rischieremmo di restare immobili oppure confusi tra direzioni diverse. Possiamo infatti guardare un punto fisso, possiamo facilmente alternare la vista tra due punti, e possiamo anche gestire tre punti stando addossati ad una delle pareti del triangolo. Ma quattro punti sono troppi da gestire insieme, uno di loro finisce alle spalle mentre ci affanniamo ad inseguire gli altri tre.
Il processo di scelta di queste tre parole è piuttosto semplice, come spiega Chris Brogan stesso: devono essere tre parole significative per voi, per guidare le vostre decisioni per costruire un anno migliore per voi stessi, non per altri; non devono comporre una frase, come “scrivi una storia”, perché “una” è una parola sprecata inutilmente, mentre voi volete tre parole significative, che possano lavorare insieme, ma pure in autonomia. Possono essere sostantivi, fanno riferimento a qualcosa che voi sapete, una parola chiave che vi porta a muovervi in un determinato modo. Possono essere aggettivi, come una qualità che volete raggiungere e lavorare per questo. Possono essere verbi, per esprimere un’azione all’interno della decisione, e in questo caso funzionano molto bene i verbi di movimento.
In tutti questi anni, sia nella sua esperienza che in quella condivisa dagli altri utenti, Chris Brogan ha osservato diverse dinamiche: ad esempio, la parola “focus” (verbo, concentrarsi) non funziona proprio, probabilmente perché come la parola “breathe” (verbo, respirare) è qualcosa che si fa normalmente, può aiutare in un singolo momento, un respiro, ma non riesce a portare risultati a lungo termine; non si possono cambiare le parole nel corso dell’anno, come non abbandonereste una maratona a metà della strada, perché dovete lasciare il tempo alla parola di lavorare per voi; non vanno scritte a inizio dell’anno e poi dimenticate, devono diventare il vostro mantra quotidiano. Come spiega Chris Brogan, tutto è concatenato: Your day is your week is your month is your year! (trad. La tua giornata è la tua settimana è il tuo mese è il tuo anno)
Per questo 2025, Chris Brogan ha selezionato queste tre parole: Gambit (gambetto, una manovra rischiosa degli scacchi) perché a volte occorre rischiare ma solo con rischi calcolati e ponderati, @Home (a casa, perché il simbolo @ viene usato come preposizione) per ricordarsi di avere già a casa tutto ciò di cui ha bisogno, compreso se stesso, e l’importante è usare ciò che si ha, e Event (evento, avvenimento) per essere più presente nelle piccole occasioni, con i propri figli, e godersi l’esperienza del momento. Non devono essere importanti per noi, ma certamente sono significative per lui.
Quali sono le mie tre parole per questo 2025? Mi sono messa in ascolto vero la metà di dicembre, perché di solito sono parole che mi ronzano intorno, mi devo aprire al loro ascolto, capire chi di loro rappresenta ciò che voglio raggiungere. Ne ho appuntato diverse, senza decidere veramente. E poi tre di loro sono rimaste lì nella mia mente e non c’è stato più verso di cambiarle. Le ho scritte nella prima pagina della mia nuova agenda Moleskine e hanno già cominciato a lavorare.
Siete un po’ curiosi? 😉
Le rotte degli anni precedenti
Questo non è solo il mio decimo anno di blog, ma è anche il decimo delle mie tre parole per una rotta. Con l’esperienza accumulata, posso confermare tutto quello che Chris Brogan racconta sul funzionamento e sui risultati.
Ecco infatti le mie tre parole negli anni precedenti (cliccate per leggere il relativo post e le motivazioni delle varie scelte):
2016: Resilienza, Perseveranza, Evoluzione
2017: Challenge (sfida), Straight (diritto), Achieve (raggiungere)
2018: Unchain (liberare), Peak (vertice), Conquer (conquistare)
2019: Soar (librarsi, alzarsi in volo), Forgive (perdonare), Delight (deliziarsi, rallegrarsi)
2020: Recharge (ricaricare), Endurance (resistenza, tolleranza, pazienza), Sparkling (scintillante, sfavillante)
2021: Insight (intuito, intuizione), Bright (luminoso, brillante), Awareness (consapevolezza, percezione)
2022: Luminous (luminoso, chiaro), Inspire (ispirare, incoraggiare), Reach (raggiungere, estendere, toccare)
2023: Heart (cuore, sensibilità), Shimmering (brillante, luce riflessa), Schedule (pianificare, progettare)
2024: Bright (brillante, intelligente), Brave (coraggioso), Balance (bilanciare, proporzionare)
Come potete osservare, dopo il primo anno di test di questo metodo, sono passata a scegliere le mie tre parole in lingua inglese, soprattutto in onore della community My Peak Challenge di cui faccio parte, anche come amministratore di uno dei gruppi ambassador riconosciuti, Clan McPeakers Italian SPeakers, dove promuoviamo, tra gli allenamenti muscolari e cardio, le divertenti lezioni di boxing e le sessioni di yoga e pilates, lo studio della nostra lingua e la diffusione della cultura italiana, condividendo anche la scoperta sia delle nostre città che del nostro paesaggio all’aperto. E mentre aiuto le straniere a parlare in Italiano, io sono tornata seriamente a studiare l’Inglese, con un’insegnante madrelingua per la conversazione e alcune serie televisive in lingua originale.
Come sono andate dunque le mie parole dello scorso anno? Sono state eccezionali davvero!
Bright (brillante, intelligente) mi ha regalato quel po’ di luminosità che mi serviva per attraversare un anno alquanto buio. Non so dire se sono sempre stata arguta nelle mie decisioni, non mi sento poi così straordinariamente intelligente, cerco di valutare comunque i pro e i contro di qualsiasi scelta. Ma in effetti per questa parola avevo puntato più sulla brillantezza come spirito, sull’allegria per godermi le piccole cose e affrontare le questioni difficili. Era già la seconda volta che sceglievo questa parola, ero in dubbio per questo ritorno, ma ha funzionato benissimo.
Brave (coraggioso) doveva aiutarmi a guardare con coraggio alcuni aspetti della mia vita e così è stato. In alcuni momenti ero tentata di mordermi la lingua e subire in silenzio quella che poteva somigliare a una prevaricazione, anche solo per maleducazione altrui. Non l’ho fatto. Brave mi si parava davanti alla mente, e qualche volta mi prendeva lei a ceffoni. Ho messo un paio di puntini sopra le i, come si suol dire, talvolta anche alzando la voce per farmi ascoltare, dove era mio diritto. Altre volte mi ha invece fermata, ripagando col silenzio chi non meritava più il mio tempo e le mie energie, chi si stava bellamente approfittando della mia amicizia, indossando cattive maschere.
Balance (bilanciare, proporzionare) è stata una parola fondamentale, guai se non l’avessi avuta nel mio trittico! Mi è servita a calibrare meglio le mie attività, a concedermi degli spazi, anche solitari, per recuperare la stanchezza accumulata anche negli anni precedenti. Ho ricevuto tanti inviti per incontri, viaggi, uscite che mi tentano sempre parecchio, ma devo mettere in conto le energie del quotidiano e quelle per la scrittura. Sono sempre in corsa fra mille progetti, sentendomi in colpa quando non li realizzo. Balance è stata essenziale per zittire quel senso di colpa.
Vediamo ora le mie tre parole per il 2025. Stavolta ho spaziato, scegliendo un aggettivo, un sostantivo e un verbo (anche se viene più utilizzato come sostantivo, ma io preferisco pensarlo come verbo).
Cheerful
Cheerful ˈCHirf(ə)l
aggettivo
1 allegro, contento, di buon umore.
2 vivace, gioioso, raggiante, luminoso.
3 volenteroso, pronto.
Ho notato che la prima parola che cerco riguarda lo “stato” in cui voglio sentirmi durante l’anno e normalmente punto sulla mia luce interiore, sul concetto di luminosità come senso di benessere. Negli anni passati però mi è capitato talvolta di utilizzare tutta la mia luce per gli altri, per chi mi stava vicino, finendo con rimanerne totalmente priva per me stessa. Questa volta voglio qualcosa di diverso: voglio sentirmi bene, nonostante tutto. Perché le difficoltà ci saranno sempre, gli unici che non hanno problemi sono sotto terra e dentro un’urna, ricordiamocelo. Però voglio rimanere allegra e contenta, trovare motivo di sorridere nelle piccole gioie, così da avere una buona riserva per i problemi veri, sperando siano comunque pochini.
Kayak
Kayak ˈkīˌak
sostantivo
1. canoa leggera e stretta, ad uso sportivo.
Questa è una parola strana per voi, ma significativa per me: si riferisce alla modalità con cui trattare alcuni progetti, pensare di fare davvero qualcosa in questo momento, mentre si sta usando un kayak attraverso le difficoltà quotidiane, o rimandare tutto quanto in un indeterminato futuro, quando saremo tranquillamente a bordo di un superyacht.
La parola kayak dunque mi riporta all’istante ad una riflessione di Oliver Burkeman, scrittore e giornalista britannico, nella sua newsletter The Imperfectionist, che poi è un estratto del nuovo libro Meditations for Mortals. Ne ho scritto in questo post lo scorso settembre e da allora stavo pensando di portarla con me: Salta che ti passa
Ecco, voglio portare con me questa parola, per ricordarmi di essere a bordo di un kayak e che è meglio cogliere l’attimo per un’attività una tantum che attendere chissà quale futuro. Tanti attimi separati potranno comunque portare a un grande risultato.
Journey
Journey ˈjərnē
verbo
1. viaggiare da un posto all’altro.
2. cambiare, evolversi, come sviluppo personale.
Normalmente la parola Journey viene usata come sostantivo e indica un viaggio, soprattutto verso un luogo lontano o che si svolge in un lungo periodo di tempo. Spesso implica anche un’avventura, un viaggio che potrebbe essere una lunga ricerca, con una destinazione pianificata diversa da ciò che si trova alla fine. Il termine è usato sovente anche in senso figurato, per paragonare qualsiasi lungo processo o evoluzione a un viaggio di questo tipo, come in “Life is a journey, with many interesting detours” (trad. La vita è un viaggio, con molte deviazioni interessanti). Ma questa parola può essere utilizzata anche come verbo, intendendo di viaggiare fisicamente o spiritualmente, come sviluppo personale. Dato che in questo 2025 ci sarà per me un compleanno importante, vorrei portarmi dietro entrambi i significati, che viaggiare non mi è mai dispiaciuto (nonostante continuo a detestare gli aerei…)

Quali sono le vostre tre parole?
Allora, volete giocare anche voi e provare questo metodo? Provate a pensare a cosa volete per voi durante questo anno e cercate tre parole, anche le prime che vi vengono alla mente, che siano significative per voi, non per gli altri.
Scrivetele qui sotto nei commenti spiegando la vostra scelta. Oppure potete anche postarle nei vari social utilizzando l’hashtag lanciato dallo stesso Chris Brogan (anche se l’idea l’avevo lanciata io qui nel blog nel 2016, andate a verificare nel primo post, non dico mica bugie!):
#my3words

Comments (14)
Lisa
Gen 07, 2025 at 12:25 PM ReplyChe buffo, senza volere anche io ho appena scritto le mie 3 parole per il 2025, arrivando però da un percorso completamente diverso, cioè un mix tra un corso di efficacia personale che mi ha guidato per tutto il 2024 e le conclusioni del mio percorso spirituale degli ultimi 4 mesi:
– family (non lasciare che niente e nessuno mi distragga da quello che è la mia priorità)
– write (da sempre e per sempre, ma forse adesso avrò più possibilità di farlo con più costanza rispetto agli anni scorsi)
– energy (nel senso di trovare il mio canale di guarigione, per me stessa e per gli altri, grazie al riequilibrio energetico e alla meditazione; e chissà che un giorno io possa tornare a sentirmi energica e poter fare attività fisica, libera dal mal di schiena… ma qui sarebbe proprio puntare alla luna, sperando di atterrare tra le stelle).
Le tue parole sono fantastiche, riflettono l’energia che metti in tutto e sono anche molto ambiziose considerando quel che ci circonda le prospettive poco rosee a cui andiamo incontro. Meno male che abbiamo la nostra webnauta a darci qualche dritta e tenerci in rotta!
Sandra
Gen 07, 2025 at 12:29 PM ReplyCiao Lisa, che bello ritrovarti qui. Ti auguro un bellissimo 2025 nel massimo rispetto delle tue parole e intenzioni!
Barbara Businaro
Gen 08, 2025 at 6:24 PM ReplyCon un percorso così lungo e personale, queste tue parole riflettono sicuramente ciò che vuoi realizzare, le avrai fatte crescere dentro di te finché era quasi inevitabile sceglierle, in realtà erano già lì. Mentre quando si prendono tre parole in un singolo istante, magari per l’entusiasmo del momento, il rischio è che non siano proprio nostre, e allora non funzionano proprio bene bene. Mi è capitato di osservare anche questo, nei primi anni di questo metodo. 🙂
Ti auguro di riequilibrare presto l’energia e attutire il mal di schiena, quel tanto da poter cominciare almeno un po’ di stretching, yoga o pilates (che è sempre attività fisica eh! anzi, mi sa che stasera mi devo sciogliere un pochino, il mio collo è “croccante” oggi! XD )
Le mie parole sono per me, non possono certo cambiare il mondo intorno. Ma quando poi ci sono prospettive davvero rosee?! Dipende anche dal punto di vista. Fosse ancora vivo mio nonno, che ha attraversato sia la Prima che la Seconda Guerra Mondiale, avrebbe parecchio da dire. Concentriamoci sul nostro piccolo e su quello che possiamo fare noi. Ultimamente, se voglio cambiare prospettiva, spengo la televisione, tra telegiornali aggressivi e pubblicità stupida, e apro un vecchio libro. 😉
Giulia Mancini
Gen 09, 2025 at 7:33 PM ReplyCiao Lisa, un abbraccio!
Sandra
Gen 07, 2025 at 12:41 PM ReplyEccomi,
Intanto mi piace sempre rileggere le 3 parole passate, anche per vedere quali mi ricordo.
Tra tutto, per questo importante 2025, sottolineo la splendida frase motivazionale che dovrebbe valere sempre per tutti: è meglio cogliere l’attimo per un’attività una tantum che attendere chissà quale futuro.
Quindi ti auguro un sacco di attimi in kayak, pronta e allegra verso viaggi meravigliosi.
In quanto a me ho scelto di non darmi parole, per diversi motivi. Ma l’energia spero che mi rimanga anche nel 2025.
Un abbraccione.
Barbara Businaro
Gen 08, 2025 at 6:30 PM ReplyLe tre parole vanno rilette e pensate durante tutto l’arco dell’anno, altrimenti non funzionano. Chris Brogan suggerisce una riflessione settimanale e una, più intensa, mensile. Io lo faccio ogni volta che apro la Moleskine per scriverci, perché le ho scritte nella pagina di apertura, sono lì. Poi a fine anno, riguardo il tutto per scrivere questo post, ma non è una sorpresa, ecco.
E il colmo è, cara Sandra, che ancora non sono riuscita a provare il kayak, quello vero intendo! Ci sono andata due volte vicino, durante le ferie estive, ma qualche imprevisto ha interrotto il piano di noleggiarlo per un paio d’ore. Adesso ho appena scoperto che un’amica ha ben 3 kayak appesi nel suo garage… mumble mumble… 😉
Giulia Mancini
Gen 07, 2025 at 7:40 PM Reply“ La vita è un viaggio, con molte deviazioni interessanti”, questo concetto mi piace molto e ti auguro di realizzare viaggi, deviazioni interessanti e tanto altro in questo anno dal compleanno importante. Riguardo alle mie tre parole non ci sono più da alcuni anni ormai, bisogna crederci profondamente perché funzionino e non è il mio caso
Barbara Businaro
Gen 08, 2025 at 6:37 PM ReplyMi spiace che il metodo delle tre parole non sia stato utile per te. Certamente non è l’unico con cui mantenere attivi i buoni propositi di inizio anno, o comunque perseguire con costanza degli obiettivi in un lungo arco di tempo (c’è chi l’inizio anno lo ha spostato a settembre, seguendo il calendario scolastico, per dire).
Ti auguro di trovare ciò che funzioni per te. Anche questo fa parte del nostro viaggio. 🙂
franco battaglia
Gen 09, 2025 at 9:03 AM ReplyPassione, sorriso, curiosità. Per vivere, sopravvivere, scrivere. Un mantra che cerco di coltivare e portare avanti, come una corrente propizia a guidare la rotta.
Barbara Businaro
Gen 10, 2025 at 6:15 PM ReplyPassione per vivere, sorriso per sopravvivere e curiosità per scrivere? Oppure tutte insieme per i tre obiettivi?
Il sorriso è nello stesso significato del mio Cheerful di quest’anno, proprio questo voglio. E passione e curiosità credo siano fondamentali per vivere una vita creativa, e dunque per la scrittura. Che tu abbia sempre il vento in poppa allora! 🙂
Marina
Gen 10, 2025 at 6:16 PM ReplyCheerful mi piace particolarmente, perché sorridere fuori è anche un modo per portarsi dentro il sorriso. Per me vuol dire avere sempre una fetta di ottimismo da conservare. Non so mai trovare delle parole guida per gli anni che passano, ma porto nell’anno nuovo, tutte le volte, un atteggiamento positivo, perché le cose non possono essere sempre belle, ma anche quando non lo sono devono essere vissute nel modo giusto.
Barbara Businaro
Gen 11, 2025 at 4:15 PM ReplyNon so se voglio sorridere fuori per portare quel sorriso al mio interno o se voglio sorridere dentro me stessa, nonostante i problemi, per poi portarlo verso l’esterno. Forse la cosa migliore è una sorta di “ciclo continuo” tra questo dentro e fuori, gioire noi delle piccole cose e contagiare con la nostra allegria chi ci sta vicino.
Questo non significa negare le altre emozioni, dalla rabbia alla tristezza, più sovente la malinconia. Rischierei quella che chiamano Toxic Positivity, la positività tossica, finendo poi col sminuire anche le emozioni altrui. Però sono convinta che di questi tempi occorrano più sorrisi e buone soluzioni. 🙂
Daniela Bino
Gen 11, 2025 at 1:09 PM ReplyVorrei scrivere tre parole ma mi vengono in mente solo parolacce, tante, a bizzeffe. Il 2024, anno “bisesto”, è da dimenticare per certi versi, visto come si è concluso; ma per altri no. Ho vissuto in velocità, cercando di sorridere sempre e comunque, anche se talvolta ho ruzzolato giù per la china e poi ho faticato assai per rimettermi in piedi. Sono rimasta grigia ma non come l’asfalto o lo smog. Ho acquisito una sfumatura delicata, quasi azzurrognola. Sto migliorando e questo mi basta come spinta.
E torniamo alle tre parole: tra quelle dell’anno scorso, c’era “Rainbow”: me la devo tenere cara, perché mi ha aiutato tantissimo. L’autostrada a colori si è rivelata una tipica carreggiata all’italiana, con tutti i suoi bozzi e le sue buchette, indicazioni date a caso. Eppure, l’ho percorsa tutta, vivendone i colori degni di un arcobaleno (che vedevo solo io), anche facendomi un po’ male, ma rispetto al 2023, sono stata più produttiva e propositiva. Ho lavorato tanto e messo a frutto anche le delusioni, perché i momenti tristi mi hanno aperto gli occhi sulle persone che mi circondano. Mi sono amata da sola un po’ di più (non abbastanza, ma ci sto lavorando), sempre grazie alle mie parole magiche “Rainbow” + “Relight”, accoppiata che ha fatto bene il suo lavoro, sempre in sinergia con “FLY”: quindi, in teoria, dovrei tenerle tutte. Credo, però, che tutto funzioni cambiandole ogni anno, giusto? Quindi, le mie parole – faro per un 2025 strepitoso saranno:
1) FIRE: me lo sento nel cuore, arde crepitando instancabile e devo tenerlo vivo. Sarò il fireplace per le persone che mi vogliono bene e la torcia per ritrovare la via, per i miei cari e per me stessa, affinché io non mi smarrisca, rimanendo in attesa che sia qualcun altro ad aiutarmi a ritrovare la via;
2) MACH: è un numero che sta ad indicare il rapporto tra la velocità di un corpo che si muove in un fluido e quella della luce. Volerò superando Mach 1 (facciamo anche 2, esageriamo!) per far sì che tutta la “porcheria” che mi cade addosso scivoli via meglio. La velocità mi aiuterà indubbiamente a sfrondare ma anche a raggiungere più in fretta gli obiettivi che mi sono prefissa per quest’anno.
3) POT (there is a pot of gold at the end of the rainbow): proprio così, eccolo il mio obiettivo! Sorvolando l’arcobaleno, mi tufferò direttamente nel pentolone ricco di tesori (la vita stessa è un dono prezioso). I tesori non sono solo i soldi, un portamonete che tanto, a furia di donare, sta sempre vuoto o quasi. Non sono nemmeno certe persone, che si sono rivelate quasi tossiche, indifferenti nei confronti di chi ha bisogno. Che me ne faccio di certi personaggi nel mio già ridotto entourage? Via! Velocità della luce, aiutami! Sono aggrappati al portellone del mio jet e adesso, una scrollatina di ali e li faccio scendere. Per salire, cicci, serve il biglietto e costa caro! Volo così leggera verso il mio calderone che mi aspetta in fondo all’arcobaleno. Dentro, lo so quali tesori troverò e, sappiatelo, sento che me li merito. Solo cose belle per quest’anno nuovo.
Caro il mio capitano, buon anno a te, con le tue mitiche parole e ricco di bellezza! E, come sempre, grazie di tutto.
Barbara Businaro
Gen 11, 2025 at 4:54 PM ReplyMamma mia, che commentone! C’è molto di cui riflettere qui! 🙂
Allora: sì, le parole andrebbero cambiate di anno in anno, perché una parola potrebbe aver esaurito la sua potenza, ma soprattutto dobbiamo sceglierne una nuova per aggiustare la rotta dell’anno precedente, sia che si voglia incrementare il risultato, sia che si voglia proprio puntare a un’altra destinazione.
Bene anche il ragionamento che fai sulle parole dello scorso anno: è molto importante tornare indietro e vedere come ci hanno “servito” o come noi le abbiamo utilizzate. Solo con questa valutazione possiamo poi scegliere le nuove parole.
Delle tre nuove parole per questo 2025, fai attenzione a Fire, perché il fuoco è una buona cosa, finché non ci si brucia! Quindi da utilizzare con cautela.
Anche Mach va maneggiata con attenzione, perché stai per superare la barriera del suono! Chiedi a Maverick di Top Gun di darti qualche lezione di volo.
Io comunque ti aspetto a terra, magari preparo una Teapot ben calda! 😉