MPC2022 Gala. L'evento di My Peak Challenge in Scozia

Finalmente la Scozia. The MPC Gala 2022

Sono tornata a casa oramai da più di una settimana, quasi due, secondo il calendario dove i giorni scivolano via veloci, ma non sono realmente qua. Ho disfatto le valigie, ho steso e stirato sei cicli di lavatrice, pulito e riordinato casa, compreso un cambio stagione traumatico, dai calzettoni lunghi dritta alle ciabattine infradito, risposto alle mail più urgenti accumulate, verificati conti bancari, carte di credito e bollette varie, rimpinguati frigorifero e dispensa. Ma ancora non sono realmente qua. La mia mente, il mio spirito, la mia anima sono rimasti in Scozia. E chissà quanto ci metteranno a tornare indietro…

Parto dal principio, per chi giunge nuovo su questo mio blog: io sono una peaker.
Dal 2016 faccio parte della community My Peak Challenge (per gli amici abbreviato in “MPC”), i cui partecipanti si definiscono appunto “peaker”. Fondato dall’attore scozzese Sam Heughan, il protagonista maschile della serie televisiva Outlander (ed è esattamente grazie ai romanzi e alla serie che io ho conosciuto, davvero per caso, questa community), My Peak Challenge è un movimento globale dedicato ad educare ed ispirare i suoi membri a vivere una vita più sana, più felice e più equilibrata, mentre raccolgono fondi per cambiare altre vite. La filosofia di My Peak Challenge è semplice: aiuta te stesso mentre aiuti gli altri.
Belle parole certo, ma con funziona in pratica? La convinzione fondamentale di My Peak Challenge è che la sfida (challenge in inglese) promuova la crescita personale, ognuno di noi decide di impegnarsi per abbattere un proprio limite. La sfida può essere fisica, come correre una corsa di 10 kilometri, scalare una montagna, iscriversi finalmente in palestra. Oppure può essere una sfida non fisica, come imparare a suonare la chitarra, imparare una nuova lingua, diventare un grande chef, mettere insieme quella storia e scriverne un romanzo (ah ah, questa l’avete sentita vero?!) Oppure possiamo scegliere più di un sfida e combinarle insieme. Il semplice atto di sfidare sé stessi per ottenere qualcosa che prima non eravamo in grado di fare si traduce in un enorme potenziamento personale.

La sfida è assolutamente una scelta personale (non a caso la community si chiama My Peak Challenge, sottolineando con quel “my” quanto il percorso sia individuale), ma poiché un fisico energico e una mente sana sono in grado di fare e di essere di più, My Peak Challenge offre anche un programma completo di benessere per tutto il corpo, con sessioni di allenamento cardio-muscolare, stretching e yoga, un piano di alimentazione bilanciata, momenti di meditazione mindfulness. I coach di My Peak Challenge forniscono gli strumenti adatti allo scopo e la nostra community internazionale di peaker aiuta a tenere alta la motivazione, giorno per giorno.
Eh beh, io sono qui a dimostrarlo. Non solo sui miei bicipiti potrei scrivere “100% My Peak Challenge” (e credetemi se dico che non avevo mai visto i miei bicipiti prima d’ora), ma anche la continuità di questo blog e la mia tenacia (o cocciutaggine :D) con la mia scrittura sono dovuti alla rivoluzione che My Peak Challenge ha portato nella mia vita. Dal 2019 poi sono anche un “ambassador” e insieme ad altre fantastiche peakers italo-americane mi occupo del gruppo bilingue Clan McPeakers Italian SPeakers, riconosciuto Ambassador ufficiale da My Peak Challenge stesso.

Della community My Peak Challenge in questo blog ne avevo già scritto nel 2018, quando partecipai alla favolosa Color Run a Riccione: My Peak Challenge: sfida te stesso! Proprio da quella corsa coloratissima si decise di dare vita al gruppo Clan McPeakers Italian SPeakers, che porta nella sua bandiera un motto importante, dal film Disney Lilo & Stitch: “Ohana. no one is left behind”, perché nel Clan nessuno viene lasciato indietro.
Poi vi avevo raccontato la mia primissima esperienza in Scozia, con la meravigliosa avventura dell’evento che riunisce tutti insieme i peakers provenienti da ogni parte del globo: Dalla Scozia con amore. The MPC Gala 2019
Proprio da questo punto inizia la mia narrazione di oggi, dove vi racconto tutte le emozioni di questo nuovo Gala 2022.

Nell’intento degli organizzatori, il Gala di My Peak Challenge dovrebbe svolgersi annualmente, ma il mio biglietto per questo anno risaliva addirittura al 25 febbraio 2020. Già. Prima di tutto. Prima dell’arrivo del virus Covid, prima del lockdown nazionale, prima delle restrizioni di viaggio, prima di una pandemia mondiale che ci ha sconvolto tutti quanti, quasi in contemporanea. Allora non ne sapevamo nulla.
Avevamo acquistato i biglietti per il Gala 2020, previsto per fine maggio, e nel giro di una settimana avevamo prenotato i biglietti aerei e affittato due appartamenti, uno da 7 e uno da 4 persone. Le nostre speranze svanirono presto quando, chiuse nelle nostre rispettive case, ci arrivò l’annuncio che veniva tutto posticipato all’anno successivo. Noi decidemmo di lanciare la One Meter Of Love Challenge. Un metro per salvare chi ami per promuovere il distanziamento sociale e il team My Peak Challenge organizzò il primo MPC Virtual GALA, con tutti gli allenamenti e il party finale in diretta streaming.
L’entusiasmo ci mantenne tutti molto vicini, nonostante tutto.

Poi arrivò anche il 2021, speravamo di poter spendere quel nostro biglietto per il Gala, ma le condizioni ancora non lo permettevano in sicurezza, la pandemia continuava a mietere vittime, i vaccini non erano ancora disponibili, non si poteva rischiare di concentrare insieme tanti peakers in un unico luogo. Ci comunicarono un altro rinvio dell’evento in presenza e un altro MPC Virtual GALA, ma stavolta non avevamo lo stesso slancio, la stessa euforia. Gli effetti della pandemia iniziavano a farsi sentire anche sui peakers più motivati.
Potete quindi immaginare con quali sentimenti in questi ultimi mesi abbiamo preparato questo viaggio in Scozia, per il tanto a lungo atteso MPC Gala 2022 nella città di Edinburgh. In assoluto silenzio abbiamo prenotato i voli aerei, notando anche una minor disponibilità di tratte dirette e orari disponibili. Incrociando le dita abbiamo prenotato un unico appartamento da 5 persone, perché non tutti avevano possibilità di viaggiare e allontanarsi da casa. Dal momento poi che ci attendavamo pure il terzo rinvio dell’evento, io mi sono ritrovata anche a richiedere il passaporto con urgenza, quale unico admin del mio gruppo in partenza dall’Italia.
Un ringraziamento speciale va pure alla mia insegnante madrelingua Lauren, che in questi mesi ha aggiunto fiducia e sicurezza (sommate alla mia innata dose di incoscienza) alle mie conversazioni in lingua inglese, anche quando “I don’t remember that word”, lei insiste con “Change the sentence!” e finiamo col ridere delle cose più assurde.
Gli ultimi giorni prima della partenza sono stati poi un continuo controllo della temperatura e tamponi casalinghi per scongiurare sorprese…

Ma ce l’abbiamo fatta, nonostante tutto. Abbiamo chiuso le nostre valigie (la mia era questa rossa qui: Cosa ci sarà nella tua scatola?) e abbiamo preso quel volo in direzione della nostra amata Edinburgh. Vorrei dire che adesso mi piace volare, ma no, ancora non m’è passata, ma ehi, questa è una challenge e non intendo certo tirarmi indietro!
Vi lascio immaginare le nostre lacrime quando ci siamo riabbracciate in aeroporto, con i sorrisi nascosti nelle nostre mascherine, ma gli occhi che trasmettevano tutte le emozioni di due anni difficili, lontane le une dalle altre. Solo la magia della Scozia e la forza del Gala poteva farci ritrovare insieme! E vi lascio immaginare tutte le risate di questi giorni. Anzi no, non ve le lascio immaginare, ve le racconto proprio, qui di seguito.

…ah, finalmente ho indossato quel vestito rosso, che stava chiuso in un angolo del mio armadio da più di due anni.
Due anni di dieta!! 😛

 

My Peak Challenge e One Tree Planted

Siamo atterrate all’aeroporto di Edinburgh nel tardo pomeriggio di venerdì, il volo in ritardo di quasi un’ora, io ancora un po’ sconquassata dal viaggio, ma felice di constatare che se sei bionda, con gli occhi azzurri e indossi un giubbotto Barbour, i controlli di sicurezza ti lasciano andare più facilmente. L’importante è limitarsi al “Thank you”. 😉
Il tempo di arrivare in centro città, prendere possesso del nostro appartamento in Lothian Road, il castello illuminato e la Royal Mile alle nostre spalle, nemmeno dieci minuti a piedi ed eccoci già al primo incontro di peakers, seduti di fronte a un buon bicchiere di whisky al Dragonfly Cocktail Bar.

Il sabato mattina però avevamo la svegliataccia alle 6.30. Appuntamento alle 8 in punto alla fine di Princess Street per l’evento all’aperto organizzato per il Gala. Destinazione assolutamente sconosciuta! Ci avevano solamente avvisato di indossare dei vestiti vecchi, adatti al freddo e alla pioggia (eh vabbè, sei in Scozia, che novità!) e un paio di scarpe da sporcare. Saremmo partiti con diversi autobus dal centro della città verso la periferia, circa un’ora di viaggio (sì, ma in quale direzione? avevo anche provato a tracciare un cerchio sulla mappa, ma tutto era possibile) “per vivere il paesaggio della Scozia e metterci al lavoro”. Uhm, quale lavoro?! Si sapeva solo che era prevista un po’ di attività fisica, insieme a una passeggiata di dieci minuti su un sentiero sterrato abbastanza pianeggiante dall’autobus al luogo. Inutile dire quanto tutta questa segretezza avesse scatenato la nostra fantasia, da chissà scalare quale munro scozzese a una corsa sui gonfiabili in mezzo al fango, come pure una bella gara di paintball. Noi peakers siamo sempre pronti a tutto! 😀

MPC2022 Gala. Welcome Peakers!

Mentre eravamo in attesa in fila, ho distribuito i braccialetti del nostro gruppo Clan McPeakers Italian SPeakers, ricevendone altri in cambio, ma soprattutto conoscendo peakers arrivati da tutto il mondo e scoprendo un pizzico d’Italia in tutti loro! Straordinario!
Con me, infilato nello zaino con la testa che faceva capolino dall’apertura (tranne quando pioveva, e allora se ne doveva stare buono buono sotto la copertura antipioggia), la mascotte del gruppo, il nostro Stitch.
…pensavo di essere pazza io a girare con un peluche nello zaino, ma qualcuno è arrivato dall’oltreoceano con tanto di gilet e papillon da sera, acquistati proprio per vestire il signorino Stitch per il party finale del Gala. Il divertimento non ha età. 😉
Salite sull’autobus, ci siamo godute la campagna scozzese per una buona ora, mentre sul mio telefono spiavo il tragitto con Google Maps. Dove cavolo ci stanno portando? La direzione era a sud-est, verso la costa. Finché ci siamo ritrovati a fissare il mare da Canty Bay, North Berwick, di fronte all’isolotto immerso nel blu del Bass Rock Lighthouse. Già, mi hanno portato di fronte a un faro, se non è un segno questo!!

MPC2022. My Peak Challenge e One Tree Planted

MPC2022 Bass Rock Lighthouse

Al termine dell’attività outdoor, abbiamo preso un caffè proprio su quel Drift, un locale davvero particolare, eco-sostenibile, che si affaccia su quella scogliera, esattamente di fronte al faro. Paesaggio eccezionale, lo vedete da voi.
Ma qual era poi quel lavoro di cui si parlava nelle email? Piantare degli alberi insieme al nostro charity partner One Tree Planted!
Lo scopo ultimo di My Peak Challenge è la raccolta di fondi da destinare in beneficenza. Almeno il 50% degli introiti, dedotti i costi della piattaforma, viene destinata ai nostri charity partner (per le bandiere annuali, il 100% del ricavato va direttamente all’ente scelto in quell’anno). Il partner principale per il 2022 è One Tree Planted, organizzazione focalizzata sulla riforestazione globale, aiutare l’ambiente piantando alberi, ripristinando le foreste perdute, creando habitat per la biodiversità, con un impatto sociale positivo in tutto il mondo.

MPC2022 Gala. One Tree Planted. Clan McPeakers Italian SPeakers

Quella mattina abbiamo piantato diversi alberi da frutto nella collina che si affaccia sul mare. Nel nostro filare erano tutti “apple trees”, alberi di mele, piantati ordinatamente, ben distanziati e sorretti da un paletto contro il vento rigido di quel luogo. Miracolosamente il tempo ha retto per tutta la mattinata, niente pioggia, niente abiti sporchi, solo divertimento. Con l’occasione ho anche potuto salutare i vari coach che erano lì con noi, Valbo, Mooney, Elizabeth, Jordana, Alex. La bandiera del Clan adesso è firmata da tutto il team MPC!
La nostra ola di felicità al termine del nostro lavoro è stata trasmessa anche in diretta sul canale Instagram di My Peak Challenge! 🙂

MPC2022 Gala. My Peak Challenge su Instagram

Volete ridere insieme a me?
Per organizzare le attività di quel sabato mattina, i peakers erano stati suddivisi in quattro sessioni con diversi orari, ad ognuno era stato chiesto di esprimere la propria preferenza, di coordinarsi con il proprio gruppo, tenendo conto che qualcuno poteva essere spostato di sessione a causa del numero elevato di richieste. Nonostante fossimo solo in cinque, io ero stata spostata da sola dalla sessione B alla sessione D, ed ho fatto il diavolo a quattro, con diverse email, per essere rimessa insieme al mio Clan. No one is left behind, nessuno viene lasciato indietro! Che ci facevamo io e Stitch da soli, eh?!
Come abbiamo poi scoperto dai social e confermato da altri peaker, nella sessione D era prevista la comparsa del nostro coach Sam Heughan, che quel giorno festeggiava pure il compleanno! Sto ancora ridendo per la cosa…
Caro coach, se volevi gli auguri da parte del Clan McPeakers, dovevi venirteli a prendere e spostarti tu la sessione al gruppo B… 😛

Il rientro a Edinburgh è stato accompagnato dalla pioggia. Avevamo vari impegni nel pomeriggio, in attesa dell’arrivo di un’altra peaker dall’Italia, e abbiamo girato per la città sotto queste goccioline leggere, i profumi intensi delle fioriture di primavera e il verde acceso dei giardini privati. Non si apre mai l’ombrello in Scozia, non ne vale mai la pena. Ci si cala il cappuccio del giubbino sulla testa oppure si indossa un cappello e ci si inoltra alla scoperta delle strade del centro. Avrei voluto puntare sulla famosa Scotland Street, da cui lo scrittore Alexander McCall Smith ha attinto per la sua serie di romanzi 44 Scotland Street, ma era troppo lontana dai nostri obiettivi. Passeggiando invece per gli altri quartieri, ho visto molte piazze circolari, con queste case alte tutte affacciate su bellissimi giardini al centro, spesso ad accesso esclusivo degli abitanti della zona. Curatissimi nei dettagli, le panchine verniciate di fresco, l’erba e il ghiaino immacolati, la aiuole coloratissime e gli alberi carichi di foglie e fiori.
Passerò i prossimi mesi a immaginarmi laggiù, con un libro in mano…

MPC2022 Edinburgh with rain

Flow + Move + Exhale
Allenamento all’Oriam Sports Center

Il sabato notte, dopo una cena a tardo orario (i locali erano pieni a causa del Beltane Fire Festival), con la sveglia già puntata sempre alle 6.30, perché come admin avevo una riunione di coordinamento Ambassador la domenica mattina prestissimo, ci capita uno di quei fatti strani e divertenti da viaggio, da raccontare agli amici al ritorno.
Proprio quando stavamo lì lì per addormentarci tutte, un rumore molesto squarcia la pace notturna. “Ma che cos’è?” mi sento dire incavolata.
“Penso sia il campanello…” mi rispondono dall’altra camera. I campanelli in Scozia non fanno DLIN DLON, fanno DRRR DRRR DRRR. Decisamente molto più traumatici. Soprattutto fanno DRRR DRRR DRRR alle 2.30 del mattino, quando io salto su dal letto e penso “E chi cavolo è a quest’ora? E’ successo qualcosa?” Con un solo occhio aperto, mi sento dire “Aspetta che guardo le mail… ” Il mio cervello assonnato si immaginava che qualcuno dell’agenzia dell’appartamento volesse contattarci, certo, alle 2.30 del mattino. Dopo venti minuti di trilli, solleviamo il ricevitore, ma si sentono solo parole sconnesse in lontananza. Drunk people, persone ubriache, chissà chi cercavano.
Intanto “Aspetta che guardo le mail…” è diventata una battuta di lungo corso. 😛

La domenica mattina ci aspettano gli allenamenti e quest’anno la formula è intensa: yoga + cardio + mindfulness, tutto insieme! Ci attendono all’Oriam Sports Centre, il centro sportivo nazionale scozzese presso il campus Riccarton dell’Università Heriot-Watt di Edinburgh, a circa venti minuti dal centro, in direzione sud-ovest. Questo complesso sportivo è stupefacente, tanto che la Scottish Rugby Union e la Scottish Football Association lo utilizzano come struttura di allenamento. Nell’MPC Gala 2019 eravamo stati ospitati nello Sports Hall, con pavimento in legno e le pareti azzurre. Ma quest’anno ci hanno lasciato calpestare il campo da calcio sintetico indoor, la struttura più grande del suo genere in Europa, da un telaio in acciaio curvo alto 28 metri, la cui forma riprende la traiettoria del “gol che ha sfidato la fisica” del calciatore brasiliano Roberto Carlos. Eh sì, a me brillavano gli occhi. 🙂

La nostra bandiera era in prima fila, a destra del palco dei nostri coach, con Stitch seduto sopra. La cosa divertente è che al precedente Gala 2019 ci eravamo piazzate a sinistra dei coach e loro guardavano a destra; quest’anno che correttamente abbiamo preso posto a destra… eh sì, loro parlavano e guardano a sinistra. Eh ma allora ditelo!! 😀 😀 😀
Con i nostri nuovi gadget, dei morbidissimi asciugamani blu con il logo MPC 2022, abbiamo iniziato a riscaldarci con la sessione yoga di coach Mooney. Dopo venti minuti di pausa, abbiamo sudato l’impossibile con l’allenamento cardio e muscolare di coach Valbo, mentre lassù tra gli spalti coach Elizabeth era scatenata nel mixare la miglior musica possibile (prima o poi scoverò quella playlist…!!). Per finire, ci siamo rilassate con una sessione di mindfulness, proprio con coach Elizabeth e la sua voce suadente.

MPC2022 Gala workout. Clan McPeakers Italian SPeakers

Il mio FitBit ha registrato per quella mattina un bell’allenamento intenso, sono orgogliosa del risultato, anche se ho dovuto rallentare con i burpees, sia per una questione di pressione bassa sia per la spalla destra, che non mi azzardo ancora a caricare troppo dopo la terribile contrattura dello scorso novembre.

MPC2022 Gala workout. Fitbit

E adesso vi svelo un segreto…
Quell’allenamento l’ho fatto nel giorno peggiore del mio ciclo, pressione rasoterra, giramenti del capo e flusso intenso. Già. Perfettamente in linea con la prima legge di Murphy («Se qualcosa può andare storto, lo farà»), il weekend del Gala mi è arrivato il ciclo, in anticipo di tre giorni. Cominciato il venerdì pomeriggio, praticamente in volo verso Edinburgh (uno degli effetti di un pessimo decollo?!), e rimasto abbastanza quieto per tutto il sabato, ha deciso di esplodere esattamente la domenica mattina.
Stavo malissimo. Eppure mi sono allenata, ho sudato tantissimo e mi sono divertita. E questo è merito di My Peak Challenge. Dieci anni fa io passavo i giorni del mio ciclo in una nebbia di inattività. Erano più le volte che dovevo starmene distesa a letto, che fuori a vivere la mia vita. Se oggi riesco ad allenarmi, nonostante il ciclo, è perchè ho sfidato me stessa mese dopo mese, e ho superato quel limite.

It’s time to Party!!

L’ultima sera del Gala è dedicata al Peaker Party! Vestito da sera, tacchi alti e pronte a festeggiare tutta la notte!
Le porte della festa si aprivano alle 18.45 presso l’Edinburgh International Conference Centre, ma questa volta non ci siamo affrettate come nel 2019, costrette in fila all’aperto per una buona mezz’ora, in balia di un rigido venticello scozzese. Quest’anno avevamo il tavolo riservato a nome del gruppo Clan McPeakers Italian SPeakers, siamo arrivate con più calma e relax per goderci la serata. 😉

Durante la cena di tre portate, tutto davvero molto buono e particolare (compresa una lussuriosa cheesecake al caramello), il nostro coach Sam Heughan ha ringraziato tutti noi peakers, anche quelli collegati da casa in diretta streaming, e presentato degli ospiti speciali.
Qualche numero di My Peak Challenge: 40 mila peakers, da 83 differenti nazioni, con 6 milioni di dollari donati ai nostri diversi charity partner, One Tree Planted, Blood Cancer UK, Marie Curie, EDF Environmental Defense Fund, Feeding America. Una menzione speciale anche a noi Ambassador, che portiamo avanti i gruppi locali e di interesse insieme al team MPC, rappresentato da Mama J (Jordana), Cheryl, Melanie, coach Mooney, coach Elizabeth, Joshua, Daniel, daddy Valbo e Alex.

Il primo ospite a salire sul palco è proprio Matt Hill, Chief Environmental Evangelist di One Tree Planted, il fondatore di questa associazione nata nel 2014 come una rete di persone, aziende e scuole, che donano in denaro o si offrono volontari per aiutare a piantare alberi in tutto il mondo. Il nome “One Tree Planted” (un albero piantato) deriva dal motto dell’organizzazone: pianteremo un albero per ogni dollaro donato.
Se volete approffondire, c’è questo articolo in italiano: Ecommerce e sostenibilità: la storia di One Tree Planted
Ad oggi, One Tree Planted ha contribuito a piantare la bellezza di 40 milioni di alberi, di diversa tipologia in sei regioni del mondo, Africa, Asia, Europa, America Latina, Nord America e Pacifico. Quel sabato mattina noi peakers abbiamo fornito il nostro contributo con 1000 alberi da frutto piantati sulla costa di North Berwick. Ne potete leggere in dettaglio sul sito ufficiale: Planting trees in Scotland with Sam Heughan and My Peak Challenge 

 

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Per l’importanza di My Peak Challenge per la Scozia, sia per la raccolta fondi per Blood Cancer UK che per la promozione turistica scozzese, l’ospite d’onore successivo è niente meno che Angus Robertson, Segretario di Stato per la Costituzione, gli Affari Esteri e la Cultura, membro del Parlamento Scozzese. Ricordiamo che al Gala 2019 My Peak Challenge ricevette un messaggio di ringraziamento diretto dal Primo Ministro di Scozia Nicola Sturgeon. Siamo orgogliosi anche di questo! 🙂

Angus Robertson ci ha invitato a ritornare in Scozia per tutti gli altri eventi importanti, come l’Edinburgh Festival Fringe o il Royal Edinburgh Military Tattoo. Considerato che larga parte dei peakers è anche fans della serie televisiva Outlander, visto che il nostro coach Sam è uno dei protagonisti (anche se in Inghilterra qualcuno prima ha conosciuto My Peak Challenge, solo dopo Outlander e i libri di Diana Gabaldon, sappiatelo!), ha ricordato quanto la serie abbia aiutato in questi anni il turismo scozzese, tanto da parlare di “Outlander effect” e come la terza ricerca sul sito ufficiale visitscotland.com sia proprio la parola “outlander”. Solo la terza?! Uhm, vediamo di innalzare le quotazioni allora! 😀
Eccovi servita la mappa dei luoghi di ripresa in esterna di Outlander: Visit Scotland – Outlander filming locations
Forza, iniziate a programmare il vostro prossimo viaggio!! 😉

Un altro paio di ospiti d’eccezione per la serata, in rappresentanza di Blood Cancer UK (prima conosciuta come Bloodwise), sono stati Rachel Kahn, responsabile delle comunicazioni per la ricerca, e Matthew White, direttore della raccolta fondi. Blood Cancer UK è un ente di beneficenza che si dedica a finanziare la ricerca su tutti i tumori del sangue, tra cui leucemia, linfoma e mieloma, oltre ad offrire informazioni e supporto ai malati di cancro del sangue. Dal 1960 ad oggi hanno investito oltre 500 milioni di sterline nella ricerca sul cancro del sangue, trasformando le possibilità di cura e salvando vite umane. Possiamo essere davvero la generazione che sconfiggerà il cancro del sangue, voglio crederci.
Rachel Kahn e Matthew White ci hanno spiegato gli ultimi sviluppi della scienza e l’impegno di Blood Cancer UK, ci hanno ringraziato per l’aiuto e la partecipazione attiva di noi peakers nelle raccolte fondi in questi anni, e ci hanno svelato che quest’anno la nostra Munro Step Challenge, una sfida di passi che si svolge durante il mese di settembre, sarà molto più intensa. Ma noi siamo pronti eh!

Al termine della cena, compreso il taglio della torta di compleanno per il nostro coach Sam Heughan (un dolce grandioso con la forma di tre montagne, come nel logo di My Peak Challenge!), era arrivato il tempo di scatenarsi in pista. Proprio come nel Gala 2019, l’accompagnamento musicale era affidato alla Callanish Band di Edinburgh, per una miscela di musica celtica e contemporanea, con tanto di balli tradizionali, come si vedono di solito nei ceilidh scozzesi. Qualcuno ha resistito con i tacchi, qualcuno altro si è scatenato a piedi nudi (io però vi consiglio le ballerine pieghevoli da borsetta). Nonostante la stanchezza dell’allenamento del mattino, ci siamo divertite a perdifiato. Abbiamo atteso per due lunghi anni questo momento insieme. Ce lo dovevamo!

Ed eccolo, il mio straordinario e bellissimo Red Dress! 😉

MPC2022 Gala Party. Clan McPeakers Italian SPeakers

Tour dei Castelli nelle Highlands

Pensate sia finita qui? Giammai. Avevamo un altro giorno prima del volo di rientro in Italia e abbiamo deciso di sfruttarlo al massimo, niente meno con un tour dei castelli e dei laghi scozzesi tra le Highlands occidentali!
Al punto di incontro sulla Royal Mile conosciamo Marty, la nostra guida in lingua inglese per questa escursione. Vestito di tutto punto con il kilt tradizionale, comincia il viaggio chiedendo alle persone all’interno del piccolo autobus se, per caso, non ci sia qualche fan della serie televisiva Outlander. “Siiiii…” giunge dal fondo del veicolo, indovinate chi erano quelle scriteriate?! 😀
Quello che ci lasciate stupite è che il caro Marty abbassa la voce di un tono e inizia a chiamarci tutte “Sassenach”, e caspita se gli viene bene! In sottofondo, con la campagna scozzese che inizia ad aprirsi ai lati dell’autostrada in direzione nord ovest, verso le Highlands, suonano proprio le note della colonna sonora della stagione 2 di Outlander (e figuratevi, la conosciamo a memoria…)
Mentre inizio compulsivamente a scattare foto a ripetizione del paesaggio meraviglioso fuori dal finestrino, Marty ci delizia con particolari della Scozia, compreso qualche aneddoto divertente (io adoro l’umorismo scozzese, assomiglia molto al mio modo di scherzare, ci capiamo al volo!)

Marty ci dice tre cose che una turista deve assolutamente fare in Scozia:

  1. Mangiare gli haggis
  2. Bere il whisky
  3. Baciare uno scozzese in kilt

Ok, perfetto, me ne manca solamente una. Ma non vi dirò qual è… 😛

Mentre dall’autobus osserviamo estasiate il Linlithgow Palace dall’altra parte dell’omonimo lago, edificio già visitato nel 2019 durante l’Outlander Tour, la nostra guida ci narra l’avventurosa vita di Mary of Scots, conosciuta da noi come Maria Stuarda Regina di Scozia (mia nonna usava l’espressione “Maria Stuarda!” come imprecazione, ahaha). Le spiegazioni erano tutte in lingua inglese, ma Marty era probabilmente cosciente di avere a bordo persone di lingue differenti, parlava lentamente e scandendo bene le parole. Quindi sì, sono riuscita ad apprezzare tutta la sua lezione durante la giornata.

Poco più avanti ammiriamo la maestosità dei Kelpies, sculture a testa di cavallo alte 30 metri raffiguranti gli spiriti che nella tradizione si crede vivano nei laghi e nei fiumi della Scozia. Dovrò tornare per poterli visitare da vicino, sono magnifici visti dall’autostrada, ancora di più quando sono illuminati contro il cielo notturno.
Ascoltando stavolta la colonna sonora de L’ultimo dei Mohicani (anche qui ci sono tamburi e cornamuse scozzesi, un altro dei miei cd preferiti!), Marty ci spiega la differenza tra la storia romanzata nel film Braveheart con Mel Gibson e la verità della vita del patriota ed eroe nazionale scozzese William Wallace. Mentre poi ci avviciniamo al famoso Doune Castle, al momento chiuso per questioni di sicurezza, ma già visitato sempre nel 2019 durante l’Outlander Tour, ci narra le vicende di Robert the Bruce. Devo ammetterlo: la storia raccontata così, con qualche battuta e direttamente immersi negli stessi luoghi dove tutto si è svolto, è decisamente più affascinante.

La nostra prima vera tappa è la visita al Castello di Stirling, uno dei più grandi e importanti di Scozia, che si erge in cima ad una roccia vulcanica chiamata Castle Hill. Proprio da quella collina si può osservare a circa 5 km verso nord-est il Wallace Monument, un monumento costituito da un’alta torre, dedicato proprio a William Wallace.
Siamo entrate dentro al castello, abbiamo visto dall’interno i vari edifici, tutto ben conservato e documentato nelle guide, e ci siamo pure divertite con una ricostruzione in abiti storici da parte di attori all’interno dei vari saloni. Anche i giardini sono davvero ben curati, ci ho riconosciuto anche i narcisi gialli che crescono pure nel mio piccolo angolino verde di casa!

Scozia. Castello di Stirling

Successivamente attraversiamo Callander e il Loch Lubnaig, seguendo poi la vallata scavata dall’imponente Glen Ogle. Ci fermiamo per pranzo lungo la strada e assaggiamo una baked potato farcita al formaggio, battezzata “Outlander potato”.
“E com’è un’Outlander potato?!”
“Very hot…” rispondo ammiccando. Non ne voleva proprio sapere di raffreddarsi! 😀 😀 😀
Riprendiamo il tour e lungo il tragitto rimiriamo le rovine del Castello di Kilchurn, sulle acque dello splendido Loch Awe, fino a raggiungere nel pomeriggio un’altra perla di Scozia: lo straordinario Inveraray Castle, apparso anche in uno degli episodi nella famosa serie televisiva Downton Abbey.

Scozia. Castello di Inveraray

Sorge sulle rive del Loch Fyne, il più lungo dei laghi della Scozia, vicino alla pittoresca cittadina di Inveraray, e attorniato da un giardino curatissimo, con alcune aiuole all’italiana e con i vialetti di accesso che riproducono lo schema della bandiera scozzese. Sembra un castello uscito direttamente da una fiaba, con la sua forma perfetta e i suoi particolari architettonici. Qualcuno lo considera il più bello dei castelli di Scozia, quello da non lasciarsi assolutamente scappare se non si hanno tempo e possibilità di visitarne altri.
Attirata da un quaderno e da una penna in un angolo della sala delle armi, ho lasciato anche la mia firma nel Guest Book. Potevo forse esimermi?! 🙂
L’ultima tappa della nostra escursione è nel piccolo pittoresco villaggio di Luss, sul Loch Lomond, mentre il sole inizia a declinare verso l’orizzonte. Il viaggio di ritorno a Edinburgh inizia a riempirsi di goccioloni. Ci aspettano le valigie da chiudere, mentre non faccio che scattare altre foto compulsive dal finestrino dell’autobus…

E adesso? Di nuovo il Mal di Scozia…

Mentre la mia anima ancora non si decide a tornare, il corpo è qui che soffre il Mal di Scozia. Scrivere questo post mi ha richiesto molto tempo proprio perché continuavo a finire i fazzoletti e il cuore mi diventava pesante.
E’ stata un’avventura meravigliosa, e non poteva essere altrimenti. Ho dormito solo 5 ore per notte lassù a Edinburgh, tanti erano gli impegni, e ancora non sono riuscita a stare dietro a tutto, quanto meno non come volevo io, rasente la perfezione. Non sono riuscita a incontrarmi con alcuni peaker amici, non c’era mai abbastanza tempo per trovarsi dagli antipodi della città.
Non sono potuta tornare all’Elephant House, lì dove venne scritto Harry Potter, perché il locale è in ristrutturazione, fino al prossimo agosto. Non sono potuta salire in cima all’Arthur Seat, la collina che domina Edinburgh. L’unico momento utile sarebbe stato forse il sabato pomeriggio, ma pioveva ed è sconsigliato andarci col bagnato.
Non ho attraversato il 44 Scotland Street e tutti i luoghi della sua serie di romanzi…
Insomma, a conti fatti, mi toccherà tornare eh. Mica si lasciano le cose a metà… no?!

Alla cena del Gala, in un angolo fuori dalla sala era stato allestito un Photo Booth, una piccola cabina gonfiabile per le foto istantanee e vari oggetti stravaganti, distribuiti su dei tavolini lì fuori, per sbizzarrirsi con le foto più pazze.
Beh, queste sono le foto migliori di tutto il nostro viaggio. Semplicemente noi. I nostri sorrisi.

MPC2022 Gala photoboots. Clan McPeakers Italian SPeakers

Comments (23)

IlVecchio

Mag 14, 2022 at 3:13 PM Reply

Percepisco tutto il tuo entusiasmo per il viaggio e per il progetto, entusiasmo che ti riconosco in qualsiasi cosa tu dedichi il tuo tempo, va detto. Ma al termine della lettura, ammetto di essere un po’ provato. Dove le trovate tutte queste energie? : -)

Barbara Businaro

Mag 14, 2022 at 6:32 PM Reply

Dove le troviamo tutte queste energie?! Non lo so… e in effetti non ho mai avuto così tanta energia, nemmeno quando avevo vent’anni! 😀
La sensazione è che dentro My Peak Challenge siamo come dei boomerang: aiutiamo gli altri, li motiviamo ogni giorno, mettiamo da parte le nostre difficoltà per ascoltare quelle altrui, diffondiamo la nostra energia e il nostro spirito, e queste ritornano indietro decuplicate. Un boomerang!

Brunilde

Mag 14, 2022 at 4:44 PM Reply

Mi chiedevo come mai non comparisse un post sulla Scozia: eccomi accontentata, e alla grande!
Bellissima esperienza di amicizia, appartenenza, condivisione e scoperta di luoghi nuovi e un po’ fiabeschi, come i castelli.Per non parlare del tuo outfit di gala: una bionda in rosso strepitosa!
Noto però che Edimburgo non si smentisce mai, non c’è una sola foto senza cielo grigio, e la pioggerellina che dici tu è abitualmente accompagnata da un vento gelido che penetra nelle ossa e acuisce la percezione del freddo.
Insomma, da me, dalla mia anima mediterranea e dal mio divano ti arrivi una benedizione per la tua passione scozzese e per i tuoi allenamenti intensivi!

Barbara Businaro

Mag 14, 2022 at 6:44 PM Reply

Grazie Brunilde! Felice di averti accontentata con questo post!
Eh, una bionda in rosso strepitosa, che soprattutto si sentiva strepitosa! Due anni che sognavo anche di indossare quei sandali!! 😀
Per quanto riguarda il clima però, devo dire che ho pure sofferto il caldo lassù in Scozia! Avevo il Barbour con l’interno staccabile, che mi sono portata dietro perché tutti non hanno che da dirmi quanto faccia freddo lassù. Macché. Ho sofferto il caldo in aeroporto perché non ci stava più nulla in valigia e quindi andavo in giro tipo omino Michelin. Ho sofferto il caldo anche lassù, che spesso giravo col giubbotto aperto. E non ti dico quanto sto soffrendo il caldo in questi giorni, che sono passata dalla frescura scozzese al clima torrido equatoriale della Pianura Padana…
Niente, sono un pinguino. E tornerei in Scozia di corsa!!! 😀 😀 😀

Marco Amato

Mag 14, 2022 at 11:26 PM Reply

Credo che queste siano le esperienze che rendono sensata la vita. Questa passione, questa voglia di fare, questa capacità di andare oltre i limiti e spingersi là dove i sogni fantastici luccicano di realtà.
Complimenti. Hai trasmesso tante emozioni con questo post pregno di vita vera.

Barbara Businaro

Mag 15, 2022 at 11:32 PM Reply

Sono d’accordo con te sulle esperienze che sono il senso stesso della vita. In generale, già il viaggio lo è, inteso come scoperta di altri territori, culture e persone. Ed è il motivo per cui preferisco affittare appartamenti quando sono in ferie, per vivere esattamente come gli abitanti della zona, invece di trovarmi chiusa dalle convenzioni e dagli orari di un albergo. Poi quando il viaggio si somma all’amicizia, ancora di più all’amicizia che condivide la tua stessa filosofia (i principi di My Peak Challenge), allora l’avventura diventa straordinaria, qualcosa che resta per sempre.
Come ho detto in questi mesi al mio gruppo, il Gala è un’occasione unica di sentire proprio la forza dei peakers, un concentrato di energia rivitalizzante. Purtroppo non sono stata abbastanza convincente e qualcuno ha preferito rinunciare all’evento, un vero peccato. Forse solo ora, guardando le facce strafelici di noi peakers sui vari social, si rendono conto dell’occasione perduta. 🙂

Rebecca Eriksson

Mag 15, 2022 at 9:36 AM Reply

Tu sei la prova che avere degli obiettivi nella vita riesce a dare linfa alle persone. Quanta positività in questo articolo!
E ti invidio il giro ai cartelli, anche se una parte li ho già visitati.
Condivido con te il mal di Scozia…

Barbara Businaro

Mag 16, 2022 at 12:04 AM Reply

In realtà io non ragiono in termini di obiettivi, ma di sistemi. 😀
Ne avevo scritto in questo post molto tempo fa: La differenza tra obiettivi e sistemi
E’ vero che l’idea di raggiungere un picco di una sfida (il “peak” della “challenge”) sembra associarsi al raggiungimento di un obiettivo fissato, ma noi spostiamo continuamente quel picco, muoviamo sempre più in là il nostro limite, ogni volta che lo superiamo. E dunque inneschiamo un sistema: non mi alleno perché devo migliorare il mio tempo fino al numero XYZ, mi alleno comunque perché miglioro i miei tempi lo stesso ma soprattutto sto bene.
Il ragionare in termini di obiettivi può diventare pericoloso e l’ho visto proprio in quest’ultimo anno all’interno della community. E’ stato il periodo più difficile perché come secondo anno della pandemia eravamo tutti già molto provati psicologicamente. Molte peakers hanno perso il focus, ragionavano per obiettivi e mancando dei risultati, anche per la situazione stressante in corso, hanno smesso di lavorarci su. In qualche caso hanno messo in discussione la validità stessa di quegli obiettivi, come se non contassero più nulla per loro (eppure sono le stesse persone che mesi prima sembravano convinte di ciò che desideravano!) Chi invece ha continuato ad allenarsi, a curare l’alimentazione, a seguire le proprie sfide, pur modificando la propria vita in mezzo alle restrizioni (pensiamo a chi non poteva nuotare per le piscine chiuse e ha deciso di provare nuovi modi di tenersi in forma), chi insomma era ancora all’interno del proprio sistema, non si è mai fermato. 🙂
In quanto ai castelli… mi sono rimasti ancora un paio di desideri (obiettivi?! 😀 ): una fotografia con una Hairy Coo delle Highlands, le mucche col ciuffo lungo, sono così adorabili!! E un’escursione al Loch Ness, alla ricerca di Nessie. Prossimo viaggio!

Giulia Mancini

Mag 15, 2022 at 3:33 PM Reply

Bellissima con il vestito rosso e quanta energia che hai, capisco che queste sono esperienze che caricano moltissimo, tra l’altro avete un obiettivo comune che, peraltro, permette di mantenersi in forma è davvero fantastico. Non sono mai stata in Scozia, anche se ci sono arrivata vicina, sono stata in Inghilterra in moto passando dalla Francia, non sarebbe male arrivare anche in Scozia una volta ma per ora la vedo piuttosto difficile.

Barbara Businaro

Mag 16, 2022 at 12:11 AM Reply

Quel povero vestito rosso era stanco di stare in un angolo dell’armadio. Appena è uscito fuori, ha dato il meglio di sé! 😀
Sugli obiettivi, vale quanto ho scritto a Rebecca. Che poi ognuna ha comunque il suo allenamento. Non tutti seguiamo i workout di My Peak Challenge, qualcuno ha anche altre attività in palestra (io seguo una class di Jazzercise, altre hanno corsi di nuoto in piscina, o magari di arti marziali), qualcun altro ha dei limiti fisici per cui deve ridurre l’impatto cardio-muscolare e preferire yoga-stretching-pilates. Qualcuno cammina e basta, ma cammina davvero tanto eh! C’è una peakers che durante la Munro Step Challenge di settembre è capace di camminare per 12 ore di fila!
Quel che ci tiene insieme è la motivazione e lo scopo finale della donazione alla ricerca.
La Scozia in moto dev’essere meravigliosa, ma credo sia meglio affittare una moto direttamente in loco, che perdere così tanti giorni di viaggio per arrivare fin lassù. Per lo meno, io non vedrei l’ora di arrivare! 🙂

Manuela Sotgiu

Mag 15, 2022 at 4:56 PM Reply

Grazie Barbara per questo racconto , letto a tratti con le lacrime e a tratti con un sorriso. Mi hai fatto rivivere ogni momento vissuto e di questo ti sono grata , spero con tutto il cuore di avere altri giorni come questi e anche più belli insieme , sono stati pochi giorni ma tanto intensi e non cambierei niente di queste giornate , compreso il drrr drrrr del campanello .

Barbara Businaro

Mag 16, 2022 at 12:15 AM Reply

Grazie Manuela! L’ho scritto a tratti con le lacrime e a tratti con un sorriso, li ho trasmessi nel testo e poi sono giunti fino a te, era inevitabile! 🙂
E’ stata un’avventura eccezionale. Alla partenza, lo devo ammettere, avevo paura che non sarebbe stato un evento all’altezza del Gala 2019. E invece!
Sono stati giorni magnifici, che non vedo l’ora di ripetere. E quel campanello continuerà a regalarci un sacco di risate!! 😀 😀 😀
La prossima volta io apro la porta e tu tiri il secchio di acqua fredda, giusto?!

Darius Tred

Mag 17, 2022 at 9:47 AM Reply

La prossima volta, però, vengo io al posto di Stitch.
Se può fa’ ?

Barbara Businaro

Mag 17, 2022 at 6:31 PM Reply

A parte il fatto che in questo momento ti immagino tutto blu, con le orecchie grandi, mentre digrigni i denti rabbioso… 😀 😀 😀
Ma poi dove lo trovo io uno zaino per portarti sulle spalle?!

Darius Tred

Mag 17, 2022 at 9:03 PM Reply

No, sei fuori strada. Quando schiumo di rabbia tendo al rosso incandescente, come quel personaggetto tozzo e vulcanico di Inside Out.

Quanto allo zaino: not my problem, dear my peaker. Who say “no one is left behind” ??

Barbara Businaro

Mag 19, 2022 at 7:15 PM Reply

Well… we say “no one is left behind” in the meaning of “no one PEAKER is left behind”. So, when you complete your registration at MPC, and then join the Clan (and I will approve you personally), then I can go in search of a fairly capacious backpack. 😛
Ti gà capio?! 😎

Darius Tred

Mag 20, 2022 at 11:41 PM

Sei stata spieghissima! B-)

Luz

Mag 17, 2022 at 7:09 PM Reply

Barbara, quanta energia ed entusiasmo trasuda da questo post! Il programma è stato fitto, leggo, concentrato in pochi giorni ma in ore e ore di esperienza accumulata anche l’adrenalina saliva assieme alla gioia di “esserci”. Posso immaginare.
Fra i viaggi che mi prefiggo di fare c’è ovviamente la Scozia, che voglio vedere cercando quell’atmosfera selvaggia, cruda, intrisa di Storia, urlante di tutte le battaglie combattute e del sangue versato. Quanto fascino!!!
Grazie, Barbara, perché raccontandoti mi riporti a quanto si possa fare e quanto ci si possa entusiasmare nella vita.
Sento che tornerai ormai ogni anno. 🙂
P. S. Lui, Sam/Jamie, è fascinuoso… 😀

Barbara Businaro

Mag 19, 2022 at 7:11 PM Reply

Guarda, rispondendo ai vostri commenti, ripasso in questa pagina, guardo le foto e sento all’istante una scarica di energia assurda! I muscoli che vibrano in attesa, il cuore che sobbalza per l’entusiasmo, la mente che si riempie di scintille e l’anima che brilla, pronta all’avventura. Non c’è niente, niente, niente come l’esperienza del Gala in Scozia per un peaker. 😎
Tornare ogni anno… guarda, qua stiamo già guardando il calendario per vedere se riusciamo a tornare prima di Natale. Abbiamo ancora tantissimo da visitare, senza contare che non ho ancora visto la nostra EDA – Every Day Athlete Gym, la palestra dove è davvero nato il progetto di My Peak Challenge, così, quasi per caso. Il team che organizza sia i workout online di MPC che l’assistenza tecnica al Gala è lo stesso della palestra.
P.S. Lui è Sam, coach Sam. Jamie è proprio un’altra cosa… Nemmeno se mi impegno, riesco a confonderli. 😉

Sandra

Mag 18, 2022 at 1:43 PM Reply

Sam è davvero figo!
Detto ciò, ho avuto l’enorme privilegio di ascoltare le novità di ritorno in tempo reale perché la nostra Barbara è atterrata a Orio e ha preso il treno poi a Milano dove io le ho fatto compagnia per una super chiacchiera piena del suo meraviglioso entusiasmo che qui ci ha raccontato tanto bene. Le foto poi compongono un quadro che non può non farci urlare “WOW”
Perché lassù tra sogni rimandati, abiti sontuosi (mai avuto un vestito così) e castelli si è realizzato un sogno che viene concesso solo a chi è un vero peaker e si impegna per raggiungere le vette.

Barbara Businaro

Mag 19, 2022 at 7:35 PM Reply

Sto ancora ridendo per quel “Sam è davvero figo!”, caspita, ho contagiato pure Sandra!! 😀 😀 😀
Penso che coach Sam sia una gran bella persona, ma non come fattore estetico (seppure c’è, niente da dire). L’impegno messo in questo progetto, oltre quanto richiesto per la sua carriera, anzi a volte pure a discapito della professione, rende l’idea dell’uomo che l’ha creato. Certo, ogni anno c’è una percentuale di nuove peakers, endemica direi, che entra nella community solo perché c’è l’attore di Outlander, ma se non abbracciano la filosofia di MPC e non si discostano dalla serie televisiva, non rinnovano l’iscrizione. Per incontrarlo di persona e scattare qualche foto, costa meno partecipare alle convention dedicate…
E tu hai sentito cosa ti ho raccontato, appena scena dall’aereo. Non di coach Sam, ma del Gala come evento, delle mie sisters, degli altri peakers incontrati, dell’avventura, della fatica, dei vestiti e dei tacchi (perché siamo donne eh), dei balli, della gioia. That’s it! ❤

Roberto

Giu 01, 2022 at 6:02 PM Reply

Ciao Barbara, felice di ritrovarti in perfetta forma! Dev’essere stata un’esperienza esaltante, la Scozia è un luogo meraviglioso, l’ho girata in lungo e in largo un paio di volte e sono ricordi che lasciano un segno profondo. Il mio challenge si è limitato ad imparare a guidare a sinistra cercando di non fare vittime 🙂
Quest’anno a luglio, se tutto va bene, Cornovaglia! Un consiglio a chi ama gli animali e non ama gettare denaro. C’è un sito:

https://www.trustedhousesitters.com/?gclid=Cj0KCQjwnNyUBhCZARIsAI9AYlHq6UD670TY3mmpt5oj9ZtrwwveGHSgmbS_FYiLDY3EJPemeYgz024aAnknEALw_wcB

che ti permette di avere alloggio e stallaggio gratuitamente, è sufficiente registrarsi, avere un minimo di esperienza con cani e gatti, i padroni di casa vanno in vacanza e ti lasciano la casa, ovviamente gratis, basta occuparsi dei loro pets. Paghi solo il viaggio e se vuoi il noleggio di un’auto. Io l’ho fatto due volte con grande soddisfazione. Ovviamente trovi molti sitters nel Regno Unito, se vi va provateci! Un saluto a Barbara e a tutta la banda 🙂

Barbara Businaro

Giu 04, 2022 at 10:57 AM Reply

Bentornato Roberto! Sì, la Scozia è un luogo meraviglioso, quasi non sembra un luogo terreno in alcuni punti, tanto assomiglia a una fiaba!
E bravo te che hai imparato a guidare a sinistra, io ancora non riesco ad attraversare la strada, sbaglio sempre la direzione dove guardare! 😀 😀 😀
Stupendo il sito che hai girato! Non lo conoscevo! Vedo che c’è già qualcosa a Glasgow e Edinburgh, anche se quando andiamo su abbiamo orari e spostamenti inadeguati per stare dietro, come si deve, agli animali da compagnia. Mi piacerebbe trovare qualcosina anche in Italia però. Quando sono stata in Toscana anni fa, in un casale ristrutturato appena fuori Siena, mi avevano accolto due cani (uno era un Rhodesian ridgeback, enorme, quasi un pony!) e quattro gatti. Il mio preferito, e non mi mollava proprio mai, era Kipling, gatto dal manto fumé e chiacchierone da paura. 😉

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