Quanto basta per essere felici di Sandra Faé a BiblioTheCO

Quanto basta per essere felici?
Una libreria, il profumo del tè e il tartan alle pareti

Quanto basta per essere felici? Ve lo siete mai chiesti?
Io mi accontento di poco: una libreria, il profumo del tè e il tartan alle pareti, quel po’ di Scozia che mi porta lontano.
Mettiamoci anche un’amica e questo suo ultimo romanzo, proprio Quanto basta per essere felici di Sandra Faé, pubblicato da Lambda House – Plesio Editore, un titolo che vorrebbe essere un’affermazione ma che mi risuona nell’anima come una domanda provocatoria. Lasciandone intendere un’altra ben più difficile: cos’altro vuoi per essere felice?!
Un viaggio in una giornata di sole primaverile in una città che di solito ti accoglie nella fitta nebbia! 🙂

L’occasione si è materializzata quasi all’improvviso, dopo averla a lungo rimandata per le restrizioni della pandemia: la presentazione di questo romanzo, uscito lo scorso ottobre in edizione cartacea e portato subito al Salone del Libro di Torino (adesso lo trovate anche in digitale su Amazon: Quanto basta per essere felici), all’interno di un incantevole negozio, BiblioTheCO, un po’ libreria e un po’ sala da tè, il profumo della carta che si confonde con mille spezie diverse.
Sandra me lo aveva mostrato in foto, durante uno dei suoi giri di shopping libresco per la città, per la particolarità che subito l’ha fatta pensare a me: il tartan scozzese che ricopre le pareti, dietro agli scaffali. Per chi mi leggesse solo ora: sì, io adoro la Scozia, è iniziato tutto con il primo romanzo della serie Outlander di Diana Gabaldon, prosegue con il mio impegno nella community My Peak Challenge e spero un giorno di potermi trasferire in un cottage lassù, che come angolino di scrittura non è proprio niente male… 😉

Come se non bastasse, Sandra Faé sarebbe stata intervistata niente meno che da Chiara Beretta Mazzotta (la mitica CBM per chi segue il blog di Sandra: ilibridisandra), editor e scout per l’agenzia editoriale Beretta Mazzotta, giornalista e collaboratrice con il periodico Meridiani, in onda il sabato mattina su Radio 105 con la sua rubrica “Libri a Colacione” (sì, con la C come Chiara, eh!). Ma soprattutto padrona indiscussa di uno dei migliori siti sulla scrittura creativa, BookBlister, letteralmente pillole di libri. Ci trovate le ultime novità in libreria, le recensioni e le video interviste agli scrittori, i podcast sul mondo dell’editoria, i numeri del mercato del libro, articoli chiari e dettagliati per chi vuole avventurarsi nella scrittura.
Personalmente ho imparato parecchio da BookBlister, e ci sono arrivata proprio seguendo le orme di Sandra, ancora prima che mi venisse l’idea di aprire il mio webnauta. All’epoca era un vero e proprio blog, con i commenti sotto ogni nuovo post, e lì si creavano discussioni interminabili ma proficue. Oggi il dialogo è spostato tutto sui social, soprattutto sulla pagina Facebook BookBlister e sul profilo Instagram @bookblister (io purtroppo sui social sono al momento in ostaggio di altri lidi, con profili, pagine e gruppi impegnativi da gestire, uff!)
Però Chiara di persona non l’avevo ancora incontrata. Dico, potevo farmi scappare quest’evento?!

Anche con Sandra avevamo a lungo rimandato un incontro conviviale, di chiacchiere e libri. L’ultima volta ci eravamo viste di persona il 7 dicembre 2019, per una giornata di relax e shopping a CityLife, per festeggiare in anticipo i nostri compleanni (siamo nate lo stesso giorno, l’11 dicembre, anche se a distanza di tempo) con il compleblog di webnauta, Quattro anni di blog (coincide con il mio compleanno, perché mi piace sempre complicarmi la vita…) Nessuno allora aveva la benché minima idea dei mesi disastrosi che ne sarebbero seguiti, con un virus in arrivo da lontano a cambiare la nostra salute e le nostre abitudini.

Così sabato 26 marzo abbiamo preso il treno per Milano, in compagnia della mia fida amica Daniela, come se andassimo al luna park. Il ritrovo con Sandra alla Stazione Centrale è stato una bella scarica di emozioni. Ce l’eravamo detto così tante volte: “Quando ci vedremo, sarà un abbraccio così lungo, ma così lungo…”
E’ stato di più, perché mi è venuto istintivo il gesto di sollevarla, aspettandomi di non riuscirci. Invece credo di averla staccata da terra un bel po’ di centimetri e senza il minimo sforzo, senza rendermene conto. O lei pesa niente o io sono pronta per aggiungere un altro mezzo chilo ai manubri in palestra.

E poi via in giro per la città. Cominciamo dal Castello Sforzesco. Eravamo state qui esattamente nel novembre 2018, in occasione di BookCity Milano e della presentazione dell’antologia di racconti Quella notte, nel bosco. Anche allora Milano ci aveva accolto con una giornata ricca di colori e di pagine da leggere.

Barbara Sandra - Castello Sforzesco 2022

Milano stupenda
col sole e il cielo blu

Non lo so se Milano è più bella da quando non la associo più al luogo di lavoro. Probabile. Però tutte le volte che ci sono tornata da quando non è più la mia sede lavorativa, lei mi premia con un tempo incantevole e allora la osservo con occhi diversi.
Usciamo in piazzale Cadorna, che non avevo mai visto nonostante la linea verde della metro fosse proprio quella utilizzata per andare nel mio storico ufficio milanese. Lì c’è una scultura contemporanea a dir poco stupenda: un enorme ago puntato sulla piazza, con un filo che sbuca alla sua base, e poco più in là un altro pezzo di questo filo chiuso in grosso nodo. Si chiama proprio Ago, filo e nodo, opera di due coniugi svedesi. Un inno alla metropolitana milanese, con il file dei tre colori delle linee principali, rosso, verde e giallo.

 

Milano - Piazzale Cadorna - scultura Ago filo e nodo

Dall’altra parte del piazzale ci sono le vetrate de la Scuola de La cucina Italiana, che ha ispirato il racconto di Sandra La piccola scuola di cucina per Delos Digital. Foto di rito all’autrice, anche se non ne voleva proprio sapere. Dobbiamo lavorarci su.

 

La piccola scuola di cucina di Sandra Faé

Pranzo sempre lì in zona, in un bel locale accogliente: Mamma Oliva dove meritano le pizze col bordo alto croccante, ma soprattutto una lussuriosa pastiera napoletana! (Dieta? Chi ha detto dieta?! Chi cavolo ha parlato di dieta!! 😀 )
Con calma ci avviamo verso il luogo della presentazione, due passi sotto il sole primaverile per smaltire le calorie accumulate, passando vicino ad altrettante meraviglie della città.
Il santuario di Santa Maria delle Grazie e adiacente il Museo del Cenacolo Vinciano, dove sono già stata in gita alle scuole medie per vedere l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Lì davanti ho scoperto l’esistenza di un altro museo, La vigna di Leonardo. E’ un vero e proprio vigneto nel meraviglioso giardino della Casa degli Atellani, un luogo che Ludovico il Moro, duca di Milano, riservava ai suoi fedeli e dove soggiornò Leonardo da Vinci durante la lavorazione del Cenacolo.

Un altro giro ed ecco la Basilica di Sant’Ambrogio, dove sono entrata per rendere omaggio al patrono di Milano (il corpo del santo giace nella cripta sottostante l’altare principale), dato che per vent’anni è stato anche il mio patrono lavorativo. 🙂
Sempre vicino, o per lo meno con una comoda passeggiata, troviamo il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, quello che ospita il sottomarino Toti, visitabile nei propri giardini. Un altro luogo che voglio esplorare meglio in futuro, il carnet inizia a riempirsi per il prossimo viaggio.
Mi hanno colpito particolarmente i viali alberati e profumati. Davvero una sfumatura di Milano che ignoravo.

 

Gita a Milano 2022

BiblioTheCO
un po’ libreria, un po’ negozio del tè

Mentre camminiamo e chiacchieriamo fitto fitto, che a parlare di libri non ci si stanca mai, butto l’occhio in avanti et voilà: una vetrina piena dei romanzi di Sandra! Tutti belli allineati, in prima fila! Siamo infatti arrivate al negozio di BiblioTheCO, in Via Giuseppe Dezza, proprio immerso nei giardinetti alberati del corso. L’emozione di Sandra nel vedere tanta fatica e tanto lavoro finalmente realizzati è palpabile. Gli occhi luccicano, anche se il mio scatto è stato fatto di lato.

Sandra Faé a BiblioTheCO - Milano

Da fuori BiblioTheCO sembra un locale piccolino, ma non fatevi ingannare: ha la stessa capacità contenitiva della valigia di Mago Merlino! Non avete idea dei libri, delle teiere e delle tisaniere, dei barattoli di tè e infusi vari, dei quaderni colorati e dei segnalibri originali, e pure dei dolcetti, cioccolato e nocciole in primis, che ci potete trovare! Da perderci la testa. Impossibile uscire a mani vuote.
Ma poi, perché andarsene? Ci sono delle comode poltroncine di lettura dove sedersi, e nella bella stagione viene attrezzato un piccolo dehor anche all’esterno del negozio, di fronte ai giardini.

Oltre alle presentazioni dei romanzi con gli autori, BiblioTheCO ospita le riunioni mensili del suo esclusivo bookclub: DODEKAVIVLIA (in greco “dodeka vivlia” significa “dodici libri”). Il bookclub si pone un obiettivo abbastanza a portata di tutti: 12 libri da leggere in un anno, un libro al mese, 12 temi interessanti sui quali riflettere e dialogare, 12 partecipanti curiosi che parteciperanno all’incontro mensile, con un ospite a sorpresa e l’aperitivo offerto da BiblioTheCO. Un’idea grandiosa che sta raccogliendo consensi. Più del piacere di leggere, c’è il piacere di leggere in compagnia.

Per tenervi aggiornati sul calendario degli appuntamenti, compresi i libri da leggere per il bookclub, potete consultare la pagina Facebook Bibliotheco e il profilo su Instagram @bibliotheco, dove vengono trasmette in diretta anche le presentazioni degli autori per raggiungere anche chi abita lontano.

Io comunque l’ho detto alla proprietaria al termine della giornata, mentre la salutavo.
“Potessi mettermi in borsa questo negozio e portarmelo a Padova!” 🙂

BiblioTheCO a Milano

Quanto basta per essere felici
presenta Chiara Beretta Mazzotta

Prendiamo posto nella sala, e io finisco davanti in prima fila tra le secchione. Sandra inizia un po’ ad agitarsi, anche se non è la sua prima presentazione e come autrice è sempre a suo agio a parlare dei propri romanzi. C’è quell’agitazione tipica di una cosa bella in arrivo.
Chiara la riconosco subito fuori dalla vetrina, tale e quale a come la si vede nei suoi video, anzi, decisamente meglio dal vivo. Disponiamo un po’ di libri a favore di foto e alla fine la copia sulla quale dibatteranno sarà proprio la mia, appena firmata da Sandra (e piena dei soliti post-it colorati con cui mi segno i punti importanti).

Come per tutte le presentazioni di BiblioTheCO, è prevista la diretta streaming su Instagram. Purtroppo però ci siamo accorti (anzi, qualcuno ha telefonato in negozio per avvisare!) che il video era distorto e l’audio completamente muto, streaming interrotto causa problemi di connettività nel quartiere. Hanno riprovato con una nuova diretta, ma niente da fare. C’era anche un bel numero di persone collegate e mi spiace tantissimo.
E qui io mi mangio le mani. All’inizio una vocina nella testa, conscia di come vanno le dirette streaming e delle leggi di Murphy, continuava a dirmi: “il backup… il backup del video…” Avrei potuto piazzare il mio cavalletto portatile (questa roba fenomenale qui) e salvare il video sul mio cellulare. Se funziona la diretta, lo cancello, non serve più. Ma se non funziona la diretta, abbiamo il video da mandare online in un secondo momento.
Non l’ho fatto, perché in quel momento sarebbe sembrato maleducato. Accidenti a me.
Ancora oggi, se penso al video della presentazione che non c’è…

Comunque, ho cercato in questa settimana di richiamare alla mente le riflessioni, i pensieri sparsi, lo scambio di battute, gli aneddoti divertenti e i momenti rilevanti di quell’incontro, romanzo alla mano.

Si parte dal personaggio principale, Anita. Una ragazzina tredicenne particolare ma equilibrata. Non ha il cellulare, non lo utilizza, non le interessa, com’è possibile? Su questo punto, anche l’editore aveva qualche riserva, ma io dico: perché no? Se si può vivere senza WhatsApp come faccio io, penso che si possa anche vivere senza un telefonino.
Come passa il suo tempo Anita se non è appiccicata ad uno schermo? Le piace cucinare. Perché questo è un libro pieno di cose buone, sottolinea Chiara, quasi se ne sente il profumo. Dall’inizio fino alla fine, il romanzo chiude proprio con la ricetta di un panino.

Certo le piattaforme social per un adolescente assumono l’importanza dell’amicizia. Si rischia l’esclusione dal gruppo: se l’appuntamento tra mezz’ora al muretto passa sui social, tu al muretto non ci andrai perché non lo sai, non hai modo di saperlo.
Anche se poi Anita non è mai lasciata da parte dai compagni e coltiva le sue amicizie con il vecchio telefono fisso. Con Giuseppe soprattutto. Giuseppe e Anita, un’abbinata storica, la curiosità dell’altro li avvicina.
Lui è un ragazzino appena arrivato al nord, e qui si introduce un altro tema importante: quello della famiglia del sud, i Ciufarelli, abituata ai colori e alla convivialità di terre assolate, che si scontra con il cambio delle abitudini, i problemi di lavoro (uno dei figli si arrangerà come rider per le consegne a domicilio), trovare una propria collocazione nella nuova città, sconosciuta, grigia, a tratti ostile.

Su tutta la famiglia, risalta il personaggio di… Chiara guarda Sandra… di?
“Ehm, non me lo ricordo…” farfuglia Sandra di fronte alla professoressa. “Ma come, non te lo ricordi?! L’hai scritto tu questo libro!!” sbotta Chiara ridendo. Beh, il romanzo l’ho letto, ma in quel momento nemmeno io ricordavo il nome di… Donna Carmela! 😀
Questa matriarca con un solo sguardo, di benevolenza e affetto comunque, rimette in riga figli e nipoti, ma soprattutto nuore, prima di prodigarsi nel rifocillarli tutti di ogni succulenta prelibatezza della sua Sorrento. (Sì, vi verrà un po’ fame a leggere, sappiatelo)

In questo romanzo accade un fatto strabiliante, eccezionale, un elemento fantasy che non sveleremo per lasciare ai lettori la sorpresa.
E quando ti succede qualcosa di così incredibile, non puoi tenertelo dentro, ma a chi lo vai a raccontare? Con chi condividi questa tua emozione? Ecco, Anita sceglie Giuseppe, perché per qualche ragione non sente di potersi più confidare con la sua più cara amica fin dalle elementari, Emma. Le loro strade sembrano aver preso direzioni differenti. Un altro tema su cui discutere: il modificarsi delle amicizie man mano che si cresce e inevitabilmente si cambia. Siamo ancora amici come prima, dopo tanto tempo e tanta vita?

In famiglia poi di certe cose non si può proprio parlare: Anita è rimasta senza la mamma, c’è solo il papà. Un genitore meraviglioso, ha messo da parte il proprio dolore per la scomparsa della moglie per poter crescere la figlia nel miglior modo possibile. Ma è pur sempre un genitore e i ragazzini hanno bisogno del loro spazio nel difficile cammino verso l’età adulta. L’adolescenza, per un genitore, è anche questo: rispettare i loro silenzi. Comprendere che qualcosa non va e mordersi la lingua. Attendere che siano loro a parlarci e, se non lo faranno, non bombardarli di domande. Esserci, ma senza invadenza. Un equilibrio difficilissimo, sospesi a grande altezza su una fune, tra il nostro e il loro mondo.

Nel mezzo delle vicende di Anita e Giuseppe, si inserisce un interludio speciale, con questo personaggio azzeccatissimo, Giada del bar La Luna, amica di Maddalena, l’attuale fidanzata del papà di Anita.
Giada è una procrastinatrice seriale, una professionista del “Farò”: farò un’insegna luminosa, farò una serata Karaoke, farò piatti più gustosi, farò… Giada è campionessa mondiale “nello spostare in là”, mentre il locale rischia la chiusura, con i conti sempre più in rosso. Non si può non volerle bene, perché tutti soffriamo, chi può chi meno, in particolari ambiti o momenti, il nostro terribile “Farò”.
Così durante “l’interludio lunare” siamo lì a tifare per Giada, a gridarle mentalmente un bel “muoviti cavolo”. Ce ne ricorderemo al prossimo nostro “Farò”?! 😀

Sandra Faé e Chiara Beretta Mazzotta

Consigli per la scrittura ne abbiamo?

Nello spazio finale per le domande del pubblico, arriva inevitabilmente, complice la presenza di Chiara Beretta Mazzotta, la richiesta di consigli per chi vuole scrivere e poi pubblicare il proprio manoscritto. Chiara passa la parola a Sandra, che di gavetta ed esperienza ne ha accumulata un be po’:

  • Tanto Gaviscon. Preparatevi ai mal di stomaco imponenti e tenetevi l’antiacido sempre a portata.
  • Prepararsi bene sul proprio testo. E Chiara aggiunge sorridente: Ricordarsi i nomi dei personaggi! (vedesi Donna Carmela di cui sopra)
  • Leggere tanto. Sandra in particolare rivela: “se dovessi scegliere tra leggere e scrivere, assolutamente rinuncerei a scrivere, ma non potrei mai rinunciare a leggere, non esiste, non scherziamo”.
  • Selezionare bene l’editore a cui proporsi. Occorre conoscere bene il suo catalogo, non inviare proposte a casaccio.

Su quest’ultimo punto, una lettrice presente chiede maggiori dettagli: Come inviare il nostro manoscritto? Meglio inviare tutto subito (biografia, sinossi, manoscritto intero) o attendere una richiesta specifica dopo il nostro primo contatto?
Risponde al volo Sandra: occorre verificare il sito dell’editore, se ci sono indicazioni in merito, qualcuno è abbastanza specifico nel materiale da inoltrare. Se invece non c’è nulla, risponde Chiara, sulla base dei propri riscontri: spedire una proposta con sinossi breve e biografia; il manoscritto solo se l’editore lo richiede in un secondo momento, perché interessato.

Del resto, aggiunge Chiara che di statistiche del mondo dell’editoria ha ben conoscenza: il 96% dei libri pubblicati non supera le 1000 copie vendute (Fonte: Dati GfK del 2018, citati su Il Libraio). Non ci sono dati più recenti, ma è probabile che non si discosti di molto da questi numeri. Quando vedete in libreria le fascette gialle che recitano con entusiasmo “100.000 copie in una sola settimana”, sappiate che sono molto ma molto bugiarde (se ne parlava su Il Post: A cosa servono le fascette dei libri).
L’avevo già capito nel 2016, quando avevo scritto questo post, uno di quelli che continua a essere letto e riletto, non a caso: Quant’è difficile pubblicare un libro

Se poi volete impallidire con altre statistiche feroci sulla scrittura e sull’editoria (ma vi siete già preparati il Gaviscon, vero?!), questo è un articolo dettagliato: D’Aie!!! Com’è andato davvero l’anno “da record” per l’editoria.

 

Siamo abbastanza felici?

Beh, è stata una giornata gloriosa. Una di quelle che annovero tra quelle belle belle, da ricordare. Diretta streaming a parte…
Ho partecipato o visto online altre presentazioni di romanzi e autori, ma di solito sono eventi barbosi, diciamocelo. Qui c’erano attenzione del pubblico (nessuno si è addormentato, giuro), battute e risate (merito dell’affiatamento di Sandra e Chiara?), profondità e leggerezza al contempo. Come parlare di un romanzo appena letto nel proprio salotto con l’amica di sempre (complice il profumo del tè?).
Uhm, ho capito. Ci ho messo un po’, ma alla fine ho capito.
E’ il tartan scozzese alle pareti!!! 😀

Barbara Sandra e Chiara - BiblioTheCO Milano

Comments (21)

Sandra

Apr 06, 2022 at 11:31 AM Reply

Post splendido per il quale non posso che esserti grata, un’aggiunta a tutta la gratitudine per questi due anni tremendi in cui mi ha fatto compagnia e per aver reso così speciale la giornata di sabato 26, che qui hai superbamente raccontato.
Foto stupende, gatto Silvestro compreso, un’unione di anime affini, di cuori palpitanti per i libri, l’impegno serio ma non serioso e anche la Scozia, ormai in wish list.
Non so se oltre alle vendite da Bibliothè&Co questo evento genererà altre vendite del mio romanzo, ma di sicuro ha generato tanta felicità.

Barbara Businaro

Apr 07, 2022 at 11:05 PM Reply

Sono contenta che il post ti piaccia, ci ho messo un bel po’ di tempo a organizzare e scegliere bene le foto (mi vengono bene solo col comando vocale, ma non posso urlare “scattaaaaa” mentre le persone stanno parlando 😛 ), e soprattutto mettere in ordine pensieri ed emozioni. Che poi questi post li scrivo quasi come fossero parte del mio cassetto dei ricordi. Ogni tanto mi saltano fuori tra le ricerche e aiutano a traghettare i momenti bui.
In quanto alle vendite, posso dirti che la “mia gita a Milano per la presentazione del romanzo di un’amica” è stato argomento della saletta caffè in ufficio, ha incuriosito qualche collega con figli adolescenti. Mi hanno chiesto autrice e titolo, prima che pubblicassi il post. E in particolare, sembra essere proprio il titolo che piace e colpisce. 😉

odile

Apr 06, 2022 at 12:59 PM Reply

Grazie per questo viaggio ma anche per i consigli per scrivere e sopratutto per mandare un manoscritto (io scrivo anche ma … per mostrare, fare leggere, “passare il passo” dell’edizione … è un’altra cos … lo sai ….
Dunque, per me; questo post è una manera di seguirti a Milano ma anche di prendre un po’ di tempo di riflessione … “scegliere tra leggere e scrivere”… hum hum hum : scelto cruele !
Ma, ritengo un’idea, una possibilità cho potrebbe essere un progietto : prenotare un giorno, una casa in Scozia, una o due settimane, tutte due, per scrivere, camminare, essere insieme… perchè no ?????
Bacci di Francia ….
Odile

Barbara Businaro

Apr 07, 2022 at 11:12 PM Reply

Odile cara, tu mi tenti!! Una casa in Scozia per una o due settimane solo per scrivere?! Sarebbe stupendo. Un cottage, in riva al lago magari. Mi piacciono molto anche quelle case con le finestre a bovindo (bow window, fenêtre en saillie) in città. La luce sulla pagina scritta è spettacolare.
Anche se… non so mica se riesco a stare ferma a scrivere, con tutta, ma proprio tutta, la Scozia da visitare là fuori!! 😀
In fondo ho visto solo un angolino di Edimburgo. E non ho ancora fatto una foto con una mucca scozzese con il ciuffo, the Hairy Coo! I love them!

Darius Tred

Apr 06, 2022 at 1:38 PM Reply

Non capisco cos’hai contro le fascette gialle sui libri. Ci vuole metodo: basta appoggiare bene il pollice sulla fascetta mentre prendi in mano il libro.
Scoprirai che il “100.000” copie vendute diventa “100”.
Ops! Stai coprendo “.000” con il pollice? E’ vero ma così la fascetta è attendibilissima.
B-)

Comunque io c’ero… 🙂

Barbara Businaro

Apr 07, 2022 at 11:15 PM Reply

Ah, vuoi dire che le fascette usano il decimale all’americana, quindi il punto è in realtà una virgola? Ok, allora sono 100 copie, giusto. 😎

Sì, tu c’eri. Collegato su Instagram. Probabilmente sei quello che ha telefonato, due volte, per la mancanza dell’audio… 😛

Luz

Apr 06, 2022 at 7:28 PM Reply

Immagino la bellezza di questo incontro, perché di ingredienti belli ce n’erano a iosa.
Amicizia, un nuovo libro pubblicato, una editor, una libreria deliziosa in cui parlarne. E poi Milano, città nella quale penso sarei vissuta benissimo. Brave tutte!

Barbara Businaro

Apr 07, 2022 at 11:20 PM Reply

Diciamo che tutto si è incastrato a meraviglia. Di storto c’è stata solo la diretta streaming, e pazienza. Il resto è stato magico.
Sì, Milano se la guardi bene è una città affascinante. Un’altra cosa che mi piacerebbe provare è un tour di tutti i tram storici, con le panche in legno, ne abbiamo visto uno mentre passeggiavamo. Come concedersi un giro in tante giostrine colorate per bambini. 🙂

Giulia Mancini

Apr 06, 2022 at 8:11 PM Reply

Ma sullo sfondo oltre ai libri vedo delle bottiglie, wow, sono vere o finte, si può fare un brindisi? Sarebbe bellissimo un aperitivo post presentazione del libro con il prosecco preferito di Sandra,
Immagino che sia stato bellissimo ritrovarsi, pensa che il tuo racconto mi ha fatto venire voglia di raccontare un mio lontano viaggio a Milano, città sempre da riscoprire.
Una tredicenne senza cellulare, che bello, perché stupirsi, pensa che una volta si viveva tranquillamente senza e non era neanche un secolo fa, più o meno trenta anni fa…

Barbara Businaro

Apr 07, 2022 at 11:26 PM Reply

Intanto Giulia questo tuo era il commento numero 8.000!! Grazie!! 🙂
Però, sai che le bottiglie non le avevo notate? C’è talmente profumo di tè e cioccolato che ero distratta dal leggere quelle etichette (ho preso un tè oolong molto buono e una confezione di nocciolini di Chivasso). Comunque credo che gli aperitivi li facciano quando il tempo consente le presentazioni all’aperto, lì di fronte alla vetrina.

Sandra

Apr 06, 2022 at 8:19 PM Reply

@Giulia, vero ci sono delle bottiglie, che noto solo ora grazie al tuo commento. No, niente brindisi col mio prosecco – mi conosci, eh? 🙂 il luogo non è enorme e con le regole covid togliersi la mascherina, a parte noi due relatrici, sarebbe stato un problema purtropp.

Marco Amato

Apr 07, 2022 at 1:07 PM Reply

Anche se con Sandra non mi sento più da tempo, sono molto felice per lei, merita ampiamente riconoscimenti e palcoscenici importanti. Avevo visto che avevi messo su Facebook il link della diretta, ma giunto su Instagram non sentivo l’audio e non ho potuto seguire la presentazione. Pensavo fosse un problema del mio smartphone. Peccato, l’abbinata Sandra e CBM sarebbe stata da non perdere. Meno male che con la tua cronaca hai reso almeno l’atmosfera dell’evento. Mi ha incuriosito questa bottega/libreria, sono stato a Milano nel Settembre scorso, dovessi tornarci per lavoro anche quest’anno, proverò a farci un salto.

Barbara Businaro

Apr 07, 2022 at 11:40 PM Reply

Anch’io mi ero connessa alla diretta con il cellulare, ma avevo inserito le cuffiette per non disturbare e non sentendo l’audio pensavo fossero proprio quelle stupide vetuste cuffiette. Un vero peccato perché la presentazione è stata una lezione importante anche per chi scrive e un giorno vorrà presentare il proprio libro. C’era il giusto livello di attenzione, il tono allegro e mai noioso, le giuste pause, le battute o le domande verso il pubblico per mantenerlo vivo, il pathos dove occorre, curiosità sulla trama senza spoiler (in realtà l’elemento fantasy è nella quarta di copertina 😛 ). Mi sono chiesta se tutto questo fosse il risultato di anni di amicizia tra Sandra e Chiara, tale per cui Sandra si è messa subito a suo agio, come se stesse parlando con un’amica e nulla più, o la professionalità del presentatore, e sappiamo che Chiara è decisamente preparata, abituata a video, streaming, podcast e radio. Mancava solo la lavagna o il proiettore per diventare una conferenza TED. 😀
Dovessi tornare per lavoro a Milano, almeno fai un fischio! Se riesco a pigliare un freccia rossa, potremmo proprio vederci tutti in quella libreria, per festeggiare i tempi in cui si chiacchierava a lungo proprio su Bookblister. 😉

Marco Amato

Apr 10, 2022 at 12:17 PM Reply

Sicuramente l’alchimia Sandra CBM dev’essere stata travolgente. Di Chiara nei mesi scorsi ho seguito un corso di editing che ha tenuto nella community Come Scrivere una Grande Storia, e devo dire che è stata una bella esperienza. Tutti i partecipanti, erano dieci lezioni online settimanali di due ore su zoom, ne sono usciti entusiasti. Io durante le lezioni non mi collegavo in video perché lavoravo, ma era estremamente piacevole lavorare ascoltando e vedendo Chiara. In pratica lei, rispetto a tanti altri docenti di corsi, aveva una capacità di introspezione speculare, da un lato sapeva analizzare psicologicamente i personaggi, e dall’altra la bravura di analizzare psicologicamente l’autore, le paure e le difficoltà che si provano quando si affrontano certe rogne della scrittura. Insomma, valanghe di empatia che confortavano tutti.
Sul venire al nord, probabilmente mi capiterà di nuovo, ma per lavoro sono toccata e fuga. Ma già dal prossimo anno invece, quando i nodi lavoratovi saranno più che sciolti, conto di venire spesso, per piacere, con calma, per gustarmi luoghi, atmosfere e persone. E anche Padova sarà una meta. Per quasi un mese ho fatto la spola fra Noventa Padovana e Padova centro. Prato della Valle, vie nelle quali perdersi, ho tanta memoria da ricordare e tanta altra memoria da imprimere nella mente. Farabutto Vladimiro permettendo.

Barbara Businaro

Apr 10, 2022 at 7:38 PM Reply

Spero che il lavoro che stavi eseguendo ascoltando Chiara in sottofondo fosse metodico-ripetitivo e non impegnasse troppo la tua attenzione, sennò delle due cose, una t’è venuta storta. Non siamo così multitasking, specie se c’è di mezzo la scrittura. 😀 😀 😀
Beh, se ricordo bene, prima di iniziare la sua attività di editor, Chiara ha frequentato un corso di scrittura creativa tenuto da Raul Montanari (me lo consigliò molto tempo fa, ma all’epoca erano in presenza a Milano) e scrisse anche qualcosina come autrice, insieme ad altri compagni di corso. Quindi l’esperienza l’ha provata in primis, anche se alla fine ha preferito occuparsi delle storie degli altri. Però anche questo non spiega la sua particolare capacità di mettersi nei panni di chi scrive. Ci sono tanti altri scrittori che sono docenti in laboratori di scrittura e/o si occupano delle presentazioni di altri romanzi al pubblico, e non hanno la dialettica e la simpatia di Chiara. Nonostante conoscano le fatiche della scrittura, sono distaccati e un filino noiosi.
Sul venire a Padova, dai che ti aspetto. Non riesco a immaginare cosa ci trovassi di interessante a Noventa Padovana, se non la sagra del folpo… 😛

Marco Amato

Apr 12, 2022 at 8:18 PM

Oh sì, una parte consistente del mio nuovo lavoro è manuale e ripetitivo, ho molto tempo per pensare e ne approfitto per fare formazione: corsi di scrittura, Ted, scienza.
A Noventa Padovana ero ospite presso parenti, mentre mia figlia di tre anni veniva operata e salvata dai bravissimi dottori di Padova.

Barbara Businaro

Apr 14, 2022 at 6:30 PM

Ti invidio il lavoro manuale e ripetitivo, me ne capita di rado oramai. Però faccio un sacco di scalini, tutta palestra gratis! 😀
Ah, ecco perché Noventa Padovana. Comunque, sappi che la sagra del folpo (polpo in dialetto veneto) in autunno merita, scherzi a parte. Ci sono di quei cartoccini di frittura di pesce… che me li sogno di notte!

Sandra

Apr 07, 2022 at 1:28 PM Reply

Ciao Marco,
anche se non ci sentiamo da tempo, questa potrebbe essere l’occasione di riavvolgere il nastro, o meglio riannodare il filo di una relazione che se è inciampata può/potrebbe anche ripartire (ti sto letteralmente passando la palla)-
Avevo fatto anche un grosso capitombolo con CBM ma ora siamo più amiche di prima.
Ti do un’anteprima: recupereremo il down di instagram facendo una nuova presentazione, magari con meno pubblico in presenza, non appena gli impegni di tutti, adesso arrivano anche le feste di Pasqua 25 aprile ecc, lo consentiranno. perché c’era tantissima gente collegata, giustamente delusa.
Forse sarà meno spontanea, non so, ma comunque bissiamo.
Grazie per le tue parole di apprezzamento che ho molto gradito.

Barbara Businaro

Apr 07, 2022 at 11:42 PM Reply

Ecco, che bella notizia, il bis!! Probabilmente non potrò esserci stavolta, tu sai che per un po’ non mi muoverò. Sto giro vi seguo dallo streaming e se non parte subito l’audio, mi attacco al telefono per avvisare!!! 😀 😀 😀

Daniela Bino

Apr 10, 2022 at 7:10 PM Reply

È stato bello partecipare a questa bellissima giornata di sole e caldo e amicizia, tanta, tantissima amicizia. Ho assaporato ogni minuto e apprezzato la compagnia. Il momento clou mi ha emozionato: Sandra e Chiara hanno condiviso la loro visione di quel mondo meraviglioso e complesso che è quello dell’adolescente. Non appena ho avuto questo libro speciale tra le mani, ne ho subito sfogliato le prime pagine. Da leggere tutto d’un fiato! Ecco cos’ho pensato! E ho chiesto subito la dedica perché suggellasse la giornata che mi è stata regalata da questa piacevolissima combriccola. Viva l’adolescenza, viva gli amici!

Barbara Businaro

Apr 10, 2022 at 7:44 PM Reply

Grazie a te che mi hai accompagnato in un’altra scorribanda libraria, era un po’ che non ci capitava l’occasione. 🙂
Adesso aspetto di sentire le tue impressioni dopo la lettura. Ma soprattutto quelle dell’adolescente di casa. Secondo me, per prima cosa, vorrà provare la ricetta del panino in fondo al romanzo… 😉

Leave a comment

Rispondi a Daniela Bino Annulla risposta