Navigare Informati tra i libri

Piego di libri, spedire un libro al costo di un caffè

Continuiamo a Navigare Informati nel nostro oceano di parole, con il nostro bollettino nautico del mondo dei libri, una rubrica dedicata esclusivamente ai lettori, digitali e non. Perché un lettore informato è un lettore conquistato.
Per gli amanti del cartaceo, abbiamo visto nei precedenti bollettini Come leggere libri gratis (o quasi), come andare A caccia di libri con il Bookcrossing e come acquistare online sul mercatino ComproVendoLibri: risparmia con i libri usati 

Ma se riusciamo a risparmiare sul prezzo di copertina di un libro grazie alla rete, resta il problema del costo di spedizione: una raccomandata in media a 6 euro o un pacco celere a quasi 10 euro rischiano di vanificare ogni economia.
Ecco perché è importante informare i lettori dell’esistenza di una tariffa di Poste Italiane studiata appositamente per l’invio di libri nel territorio nazionale al solo costo di un caffè: il Piego di libri.

Intanto, si dice Piego di libri o Pieghi di libri? Beh, non lo sa nemmeno Poste Italiane, che chiama la pagina web del prodotto “piego-di-libri.html”, ma poi nomina la tariffa “Pieghi di libri” all’interno della medesima pagina! La stessa scritta da apporre alla singola busta d’invio è “Pieghi di libri”, al plurale. Eppure sul vocabolario il “piego” è proprio un plico di documenti piegati e chiusi insieme in una busta, prima che un vero e proprio libro rilegato.
Penso comunque di attenermi al buonsenso dei naviganti, che su Google ricercano quattro volte di più la parola “Piego di libri”, al singolare dunque.

A Poste Italiane del resto questa tariffa sta decisamente indigesta, perché le è stata imposta dal Ministero delle Comunicazioni, con decreto legge, ancora nel lontano 1996, per agevolare la diffusione di libri, giornali quotidiani e riviste periodiche. E per anni si è voluto far credere che fossero tariffe ad esclusivo utilizzo delle case editrici. Non è così.

 

Piego di libri, un servizio per decreto legge

Contrariamente a quel che si può pensare, il servizio Piego di libri è stato istituito dalla Legge del 23 dicembre 1996, n. 662 “Misure di razionalizzazione della finanza pubblica”, con l’Art. 2 “Misure in materia di servizi di pubblica utilità e per il sostegno dell’occupazione e dello sviluppo”, dove i commi 17-26 sono dedicati alla privatizzazione dei servizi postali (potete leggere qui il testo sul sito della Camera: Legge del 23 dicembre 1996, n. 662, Art. 2 )

In particolare al comma 20 il decreto sancisce però:

Con decorrenza dal 1° aprile 1997, i prezzi dei servizi di cui al comma 19 sono stabiliti, anche tramite convenzione, dall’Ente poste italiane, tenendo conto delle esigenze della clientela e delle caratteristiche della domanda, nonche’ dell’esigenza di difesa e sviluppo dei volumi di traffico. Al fine di agevolare, anche dopo il 1° aprile 1997, gli invii attraverso il canale postale di:
a) libri;
b) giornali quotidiani e riviste con qualsiasi periodicita’ editi da soggetti iscritti al registro nazionale della stampa;
c) pubblicazioni informative di enti, enti locali, associazioni ed altre organizzazioni senza fini di lucro, anche in lingua estera da spedire all’estero, il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni determina, con un anticipo di almeno tre mesi, le tariffe agevolate per le categorie indicate nelle lettere a), b) e c), con un eventuale aumento non superiore al tasso programmato di inflazione.
A tal fine e’ istituito un fondo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria pari a lire 300 miliardi per il 1997, per le integrazioni tariffarie da corrispondere all’Ente poste italiane. Il funzionamento del fondo e’ stabilito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanare entro e non oltre il 31 marzo 1997. Non possono essere ammesse alle tariffe agevolate:
le pubblicazioni pornografiche;
le testate giornalistiche di cui alla lettera b) che contengono inserzioni pubblicitarie, anche in forma di inserto separato dalla pubblicazione, anche di tipo redazionale per un’area calcolata su base annua superiore al 45 per cento dell’intero stampato;
le pubblicazioni di cui alla lettera c), qualora includano inserzioni pubblicitarie, anche in forma di inserto separato dalla pubblicazione, o perseguano vantaggi commerciali a favore di terzi, nonche’ quelle di vendita per corrispondenza, i cataloghi e la stampa postulatoria.
Le stampe promozionali e propagandistiche spedite in abbonamento postale dalle organizzazioni senza scopo di lucro di cui alla lettera c), anche finalizzate alla raccolta di fondi, godono di un trattamento tariffario non superiore all’80 per cento di quello previsto per le pubblicazioni informative delle medesime organizzazioni.

Si sono poi susseguiti nel tempo altre leggi, decreti ministeriali e comunicazioni interne all’ente Poste per comunicare le tariffe applicabili, l’istituzione o rimozione di tariffe agevolate per le case editrici, per chiarire che alla tariffa intera hanno diritto di accesso anche i cittadini privati presso ogni ufficio postale (trovate un ottimo riassunto al sito ComproVendoLibri: Pieghi di libri – Legislazione)

E’ importante che i lettori prendano coscienza che questa tariffa non è un favore concesso da Poste Italiane, ma è un obbligo a cui devono far fronte per istituzione governativa. E’ un nostro diritto (e state tranquilli che lo paghiamo già con le tasse…)

 

Questa tariffa sconosciuta

Con l’ultimo restyling del sito, Poste Italiane ha finalmente fatto comparire la tariffa Pieghi di libri nell’area Privati, tra la corrispondenza di tipo Lettera: Pieghi di libri. Chi legge ha sempre una corsia preferenziale
Questo servizio vale solo sul territorio italiano e consente di spedire:

  • libri tradizionalmente intesi nonché quelli editi su supporti informatici (ebook e audiolibri);
  • produzioni musicali, purché riunite in volume (una raccolta, ma esclusi i pezzi singoli);
  • opere librarie editoriali contenenti dvd, vinili o cd musicali (esclusi quindi i pezzi singoli);
  • carte geografiche e topografiche riunite insieme in atlanti;
  • dispense e fascicoli staccati di opere librarie, spedite separatamente anche se accompagnati dalla copertina in carta o tela;
  • raccoglitori e copertine in carta o tela di opere librarie a dispense spedite separatamente;
  • spartiti musicali raccolti in volume;
  • cataloghi in forma di libri, che si riferiscono esclusivamente ad opere librarie.

Il singolo dvd, vinile o cd musicale non può essere spedito come Piego di Libri, valgono solo i prodotti editoriali.
Soprattutto, nella spedizione non si possono inserire messaggi di tipo personale, al massimo sono consentiti segnalibri pubblicitari ma nessuna comunicazione riservata al destinatario.
Questi i prezzi per le diverse modalità del Piego di libri in vigore attualmente:

Piego di libri - Prezzi e formati

Il piego di libri ordinario non è tracciabile e i tempi possono variare da 2 a 45 giorni lavorativi a seconda delle zone geografiche di mittente e destinatario. Soprattutto in periodi ad intenso traffico di spedizioni, Poste Italiane non garantisce l’arrivo del piego.
Il piego di libri raccomandato funziona invece come una normale raccomandata ed è più veloce: si compila lo stesso modulo e si ha la medesima tracciabilità online sul sito Poste, tramite il codice a barre adesivo che viene apposto sulla busta. Potete aggiungere altri servizi accessori, come l’avviso di ricevimento o il pagamento in contrassegno.

L’ultimo aggiornamento tariffario è piuttosto recente: il 10 gennaio 2017 Poste Italiane ha aumentato il diritto di raccomandazione da da 2,35 a 3,35 euro. Questo ha portato il costo del piego di libri raccomandato a ben 4,63 euro, un vero salasso per il comparto dei libri usati, dato anche il prevalere del metodo di pagamento PayPal che richiede obbligatoriamente una spedizione tracciabile.

Breve parentesi. Nel mondo ultratecnologico in cui viviamo, dove oramai puoi pagare con un click del tuo smartphone, non riesco a capacitarmi di come possano ancora esistere delle spedizioni non tracciabili, Abbiamo barcode, qrcode, chip emv, rfid e quant’altra diavoleria, le spedizioni che partono dagli uffici postali hanno tutte affrancature automatiche e riusciamo ancora a perderci dei pacchi. O a farceli rubare senza che il colpevole venga punito e il cliente risarcito.

 

Come confezionare il piego di libri?

E qui si apre una lunga voragine.
Nel sito Poste Italiane dichiara solamente: Per spedire con Pieghi di Libri devi soltanto confezionare il plico in modo che il contenuto sia facilmente verificabile. Sulla busta devi apporre la dicitura “Pieghi di Libri”.
Ma in ufficio postale hanno sempre da reclamare su come viene preparato il plico, ognuno citando una modalità differente contenuta in una circolare interna.
Ad ogni modo, la tipologia di confezionamento maggiormente accettata è questa: busta foderata con bolle d’aria richiudibile con banda adesiva(acquistabili anche in pacchi da 10 al supermercato, in varie misure); nel lato frontale scrivete “PIEGHI DI LIBRI” a sinistra dell’indirizzo del destinatario.

Piego di libri - vista fronte

 

Dietro, dove chiudete la busta, scrivete “LATO APRIBILE PER ISPEZIONE POSTALE” (dovrebbe essere ovvio, dato che solo da lì si può aprire la busta senza distruggerla!). Aggiungete la scritta a mano anche se è già stampata sulla busta dal produttore: in genere è troppo piccola e in ufficio postale vogliono proprio essere sicuri delle vostre intenzioni di spedire un Piego di libri.

Piego di libri - vista retro

Aggiungete due fermacampioni sulla chiusura: sono questi chiodini in alluminio, con le gambe apribili per fermare due lati. Dicono che sono necessari in caso di verifica postale: dopo l’apertura l’adesivo della busta non sarebbe più utilizzabile, e l’impiegato può riutilizzare i fermacampioni per richiudere il plico.

Piego di libri - fermacampioni

 

In base a quanto scritto sul sito di Poste Italiane, e ai pieghi di libri che ho ricevuto in quindici anni da tutta Italia, non è obbligatoria la busta foderata di bolle, né sarebbero obbligatori i fermacampione: ho visto libri semplicemente avvolti in carta pacchi (quella marroncina) e chiusi addirittura con spago (si, quello da salumi), nonché volumi racchiusi in confezioni di cartone molto simili ai pacchi piccoli di Amazon. Tutti regolarmente verificabili e richiudibili con un banalissimo giro di nastro adesivo trasparente in dotazione di qualsiasi ufficio.
E soprattutto erano tutte spedizioni eco-friendly, realizzate con materiale di recupero (qualcuno utilizza vecchie stampe formato plotter, dalla parte non stampata, oppure buste di carta a cui si aggiunge il libro avvolto in pellicola a bolle d’aria riciclata da precedenti spedizioni, oppure una busta di cartone realizzata con l’ultima scatola di Amazon ricevuta).

Non è dato capire poi come spedire più di un libro solo con una semplice busta: non c’è alcun riferimento al limite di un unico libro per singolo invio, tanto più che il peso consentito è fino a 5 kg. Dovrebbe quindi essere possibile spedire anche con una scatola, più libri, o volumi grossi, quanto un vocabolario ad esempio.

Il richiedere buste nuove e fermacampioni mi sembra solo una scusa per far perdere tempo e pazienza al cliente privato.
In fondo a Poste Italiane questo servizio non conviene proprio.

 

La coercizione di Poste Italiane

Ancora nel 2004 ci si doveva recare in ufficio postale con la stampa della legislazione che istituiva la tariffa Piego di libri: gli impiegati rispondevano che il servizio era solo per le case editrici o le librerie, e comunque fossero disponibili, non trovavano nello stesso software gestionale dell’ufficio la modalità con cui preparare la spedizione.

Sui mercatini dei libri usati si era arrivati a istituire un elenco per regione e provincia degli uffici postali, con l’indicazione se era consentito il piego di libri a privati e come veniva richiesto il confezionamento. Più di qualcuno ha riportato lunghe discussioni con impiegati e direttori, la richiesta di chiamare il dirigente per chiedere delucidazioni, il rifiuto di chiarire la questione.
La soluzione migliore era cambiare ufficio postale.

Da questo punto di vista la rete ha avuto un ruolo sociale determinante: data la diffusione di articoli, discussioni, video sull’esistenza del Piego di libri per legge, Poste Italiane è stata costretta a rivedere il suo approccio con questo servizio.

Ma la coercizione non è terminata. Se mi reco al mio ufficio postale di residenza, e il direttore continua a ventilare una fantomatica “circolare” per impormi stavolta l’utilizzo dei fermacampione (tra l’altro, un pessimo elemento in una gestione meccanizzata dei pacchi) direi che c’è ancora molta strada da percorrere.
Se scrivo una lettera di richiesta informazioni a Poste Italiane chiedendo chiaro e tondo come dev’essere preparato il pacco e mi si risponde di chiamare al numero verde per parlare con un operatore (ovvero evitando di fornire un documento scritto e inconfutabile), significa che questa stessa coercizione non è in capo al singolo ufficio postale, ma è radicata in tutta l’organizzazione.

Dunque, dobbiamo ritenere che Poste Italiane non è favorevole alla diffusione della cultura in Italia.
E su questo dovrebbero intervenire le nostre Istituzioni.

Nota: qualsiasi problema doveste riscontrare con Poste Italiane, anziché alzare la voce con l’impiegato o il direttore, potete compilare un veloce reclamo online. Vi viene fornito un identificativo del reclamo e potete scegliere se ricevere la risposta per posta (!), via mail o contatto telefonico. Questa la pagina principale, con tutti i tipi di reclamo: Poste Italiane Reclami e conciliazione 

 

Nel frattempo…

Cari lettori, continuate a pretendere l’applicazione del piego di libri. O se non l’avete mai utilizzata, prendete confidenza con questa tariffa economica. Considerate il tempo perso a discutere di graffette o fermacampioni come un investimento per il futuro: i lettori e i libri sono molti di più degli uffici postali e dei direttori di filiale. 😉

Comments (23)

Silvia Algerino

Apr 27, 2018 at 8:33 AM

In alcuni uffici postali è stato richiesto anche a me l’uso dei fermacampioni. Ovviamente ho cambiato ufficio postale. Non si può sentire una baggianata del genere, che è palesemente un maldestro tentativo di non far utilizzare questo tipo di spedizione.
Per fortuna i due uffici postali più vicini a casa mia (per quanto siano paesini di campagna) non fanno alcuna difficoltà. Anzi, è successo di spedire persino scatole, ché in effetti spedire 4,90 kg in una busta non è molto agevole…

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Barbara Businaro

Apr 27, 2018 at 5:08 PM

Quindi Silvia anche tu hai testato di persona la confusione che vige di ufficio in ufficio. La prossima volta che mi chiedono nuovamente i fermacampioni (perché mica posso fare altri 10 km in auto solo per cambiare ufficio postale) chiederò di vedere questa circolare o quanto meno di darmene gli estremi.

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Massimiliano Riccardi

Apr 27, 2018 at 8:56 AM

Ottimo articolo informativo. Devo dire che io ho aperto da alcuni giorni un contenzioso con le poste italiane: ho mandato mia moglie a spedire tre manoscritti, l’impiegato gli ha fatto fare la posta raccomandata1 al costo di 17,50 euro a plico. Cattiva, cattivissima informazione direi. Tra le altre cose che mi hanno fatto incavolare, c’è il fatto che i manoscritti avevano lo stesso peso, erano racchiusi nella stessa busta con le bolle, eppure dalle ricevute, oltre al prezzo esorbitante risultavano pesi diversi: 917 gr. 805 gr. 835 gr.

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Barbara Businaro

Apr 27, 2018 at 5:16 PM

Beh Massimiliano non credo che il manoscritto (inteso come una raccolta di fogli stampati, ovvero opera ancora da pubblicare) possa rientrare nella tariffa Piego di libri (è un piego come significato della parola, ma non è concepito nella tariffa).
Sulla diversità di peso delle tre raccomandate… saranno scoppiate delle bolle! 😀 😀 😀

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Massimiliano Riccardi

Apr 27, 2018 at 6:04 PM

Sì, certo, era per fare un esempio del tipo di informazione che danno i signori. Ti consigliano la soluzione migliore (per loro) a prezzi esorbitanti. Adesso ho inviato un reclamo, secondo me ci sono gli estremi. È inaccettabile che siano sempre i cittadini a prendersela nello stoppino.

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Barbara Businaro

Apr 27, 2018 at 6:50 PM

In effetti… 17, 50 euro a plico, ti costava di meno fare un Paccocelere 1 a 12,90 euro, che poi essendo consegnato dal corriere (e non dal portalettere) arriva anche prima e meglio!

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Sandra

Apr 27, 2018 at 11:43 AM

Utilizzato ma non tantissimo, perché la non tracciabilità è un problema serio, ovvero le poste hanno smarrito diverse cose, libri anche, e impiegato un mese a consegnare a fronte della promessa di 5 giorni. Io ormai non spedisco più nulla e lo dico con rammarico, La raccomandata ha un altro problema, ormai non consegnano nulla a casa, è capitato che fossi appunto in casa e poi trovassi l’avviso in casella, ovvero andare in posta, con i suoi orari e la sua lentezza quindi le code a innervosirsi. Io con le poste ci ho litigato troppo, non spedisco più nemmeno gli auguri a Natale (e dire che mi piaceva un sacco) figuriamoci i libri! Comunque post super come sempre!

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Barbara Businaro

Apr 27, 2018 at 5:34 PM

La tracciabilità è stata fatta diventare un problema… tant’è vero che invece di migliorare il servizio di base, hanno aumentato il diritto di raccomandazione (che si applica a tutte le spedizioni raccomandate) di ben 1 euro! Immaginatevi l’incasso!
Questo tuo commento Sandra dovrebbe arrivare ai dirigenti di Poste Italiane. In centro città la posta arriva a giorni alterni, il sabato non lavorano più, non vengono più assunti postini (e quelli che ci sono, lamentano eccessivo carico di lavoro). Bel servizio nazionale ci danno. E hanno pure il coraggio di vantarsi degli utili…

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nadia

Apr 27, 2018 at 12:06 PM

Nell’ufficio postale dove mi servo non fanno richiesta di fermacampioni. Per fortuna aggiungo. Di solito uso buste apposite e le mie spedizioni sono sempre arrivate a destinazione in tempi apprezzabili, quindi mi sento di consigliarne a chiunque l’uso.
Come al solito vai a colmare i buchi negli argomenti di cui non si hanno sufficienti informazioni. Brava Barbara.

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Barbara Businaro

Apr 27, 2018 at 5:47 PM

Grazie Nadia. In realtà è qualcosa che conosco da tempo, vendendo e comprando libri usati, e mi sono accorta di dare per scontato che tutti sappiano cos’è il Piego di libri. Invece no. Non se ne parla ancora a sufficienza.
Quindi non solo mi sento di consigliarne l’uso, di più: di spargere in giro la voce perché sempre più lettori lo possano utilizzare. Più siamo, meglio è! 😉

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Giulia MAncini

Apr 27, 2018 at 10:13 PM

Conoscevo il “piego di libri”, ma non l’ho mai usato, però ne terrò conto nel caso dovessi spedire dei libri, la tariffa è davvero ottima. Non sapevo però che fosse un’imposizione del ministero, mi sembra un’ottima cosa, hai fatto bene a parlarne, brava, diffondo e condivido.

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Barbara Businaro

Apr 28, 2018 at 5:16 PM

Grazie Giulia! Direi che è anche un ottimo mezzo per far circolare il cartaceo del proprio libro in promozione, no?
L’unica cosa a cui stare attenti (non l’ho scritto, ma adesso aggiorno l’articolo) è di non inserire messaggi di tipo personale, al massimo sono consentiti segnalibri pubblicitari ma non altro. 🙂

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newwhitebear

Apr 27, 2018 at 10:28 PM

usato diverse volte sia in spedizione che ricezione. Il fermacampione mai visto. Scotch per chiudere. Busta riciclata all’infinito. Ufficio postale periferico evoluto? Boh! Forse stanchi di questionare con gli utenti. Spedizione raccomandata in due giorni è arrivato. Quello normale più di trenta giorni, direi quasi cinquanta. Destinazione Varese città e non era Natale o Pasqua. I servizi postali di Poste italiane sono penosi. Distribuzione a singhiozzo.

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Barbara Businaro

Apr 28, 2018 at 5:20 PM

I servizi postali sono diventati penosi da quando Poste Italiane è diventata banca. Tanto per dire quant’è evoluto il mio ufficio postale: fila unica per tre sportelli, di cui uno sempre visto chiuso; uno sportello per Bancoposta ed uno per i servizi postali; il mio turno cade sempre su quello Bancoposta; “Mi spiace signora, deve attendere l’altra cassa”, peccato che l’altra cassa sia impiegata a fare un versamento Bancoposta. Pensa che evoluzione! :/

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Calogero

Apr 28, 2018 at 10:39 AM

Non conoscevo l’esistenza di questo servizio che, a quanto mi pare di capire, definire agevolato è un eufemismo. Preferisco non commentare, già mi girano abbastanza perché tim mi ha scippato 2.7 Giga di traffico per aver aperto, udite udite, 5 pagine web, e a sentire loro non c’è alcuna anomalia perché non sono stati consumati in meno di 5 minuti; se comincio con la requisitoria alle poste ti tocca bandirmi e mandarmi a casa la neuro…

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Barbara Businaro

Apr 28, 2018 at 5:29 PM

Come tutte le cose in Italia, dobbiamo essere consumatori attenti e reclamanti, per pretendere che i servizi funzionino come dovrebbero.
Se vuoi aprire il discorso sulle telcom non finiamo più… io Tim la devo ringraziare che dopo un decennio di diatribe (Tiscali portata al Corecom, recesso da Wind Infostrada tramite il Misura Internet di AGCOM) mi ha portato la fibra e per ora il servizio funziona bene, per ora; Vodafone l’ho lasciata dopo 150 euro di connessioni dati non fatte, ma da quanto 3 è diventata Wind Infostrada rilevo problemi di fatturazione. E il bello è che per risolvere tutti i problemi devi sempre inviare una raccomandata AR cartacea… altro che PEC! 🙁

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Calogero

Apr 28, 2018 at 6:47 PM

Stamattina ho inoltrato un terzo reclamo a mezzo fax, dopo il primo sporto al servizio clienti e il secondo via mail, se entro 30 gg. non ricevo risposta o non vengo risarcito mi rivolgo anch’io al Corecom.

E’ vero che da quando esiste Bancoposta la qualità del servizio è peggiorata, in particolar modo nei paeselli come il mio, con un solo ufficio postale e un solo sportello che eroga, per forza di cose, sia i servizi postali che bancari; non che prima le poste rasentassero l’eccellenza… Per di più abbiamo un solo portalettere che passa una volta a settimana quando tutto va bene. E pure Bancoposta ha i suoi peccatucci: bonifici a costi esorbitanti, prelievi al postamat con carta di debito bancaria alla modica commissione di 5 euro, attribuzione di spese utilizzo carta Maestro che non si sono neppure degnati di attivare, impedendomi pertanto di usufruirne (anni addietro ho provato il conto Bancoposta)… e i soliti reclami rigettati senza motivazioni valide.
Almeno non scippano qualche euro al mese come fanno le banche, che tocca quasi sempre contestargli l’estratto conto.

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Rosalia Pucci

Apr 28, 2018 at 9:40 PM

Grazie Barbara, l’informazione esauriente che hai dato è proprio utile. Credo che me ne servirò qualora dovessi inviare dei libri;)

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Barbara Businaro

Apr 30, 2018 at 8:18 PM

Grazie Rosalia. Magari ti tornerà utile se dovrai spedire delle copie cartacee del tuo romanzo in arrivo. 😉

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Grazia Gironella

Apr 28, 2018 at 10:31 PM

Ho scoperto questa tariffa in rete nel periodo in cui iniziavo a spedire in giro il mio manuale. Al mio ufficio postale hanno detto che in teoria era una tariffa riservata agli editori, ma hanno accettato di applicarla senza grosse questioni (in pratica l’ignoranza è stata accoppiata al menefreghismo, a mio vantaggio). Invece non avevo pensato ai fermacampioni… li adotto. 🙂

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Barbara Businaro

Apr 30, 2018 at 8:20 PM

In realtà, io vorrei arrivare alla dismissione dell’uso dei fermacampioni! A meno ché non mi mostrino questa misteriosa circolare… 😉

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Lisa Agosti

Apr 29, 2018 at 6:52 PM

Non ne avevo mai sentito parlare! Articolo interessantissimo, grazie!

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Barbara Businaro

Apr 30, 2018 at 8:20 PM

Ecco perché dico che dobbiamo condividere di più l’esistenza di questo servizio. Ci sono ancora molti lettori che non lo conoscono! 🙂

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