Giornata Mondiale della Poesia - #VikingWorldPoetryDay webnauta.it

Giornata Mondiale della Poesia

Io metto una lente
dinanzi al mio core,
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.
Aldo Palazzeschi

Oggi non è solo il primo giorno di Primavera, ma è anche la Giornata Mondiale della Poesia.
Che l’abbiano scelta apposta questa data, visto che non c’è nulla di più suggestivo della Natura che si risveglia e ricopre tutta la Terra dei suoi colori più belli, farfalle comprese?
Mi piace credere anche che Giuseppe Ungaretti quando scrisse la celeberrima Mattina, la poesia italiana più corta, stesse in realtà pensando ad una mattina di primavera: M’illumino d’immenso.
Difficile immaginare ad una giornata che inizia col sole nascosto da nebbia o pioggia, anche se è probabilmente l’animo che si illumina e Ungaretti la scrisse a Santa Maria La Longa, nella pianura friulana, proprio il 26 gennaio 1917.
Quale miracolo può compiere una poesia: parlare al cuore di tutte le persone, in maniera differente, con diversi significati, qualcuno palese, altri più nascosti, celati tra una preposizione ed un aggettivo.
La poesia è la madre di tutte le scritture, e la più complessa.

Non scrivo molte poesie, ma chi può dire che un testo, anche lungo, non sia poetico?
Senza contare che tutti, nella nostra adolescenza, qualche rima baciata ce la siamo sicuramente lasciata scappare, sul diario scolastico, sul quaderno delle memorie, in un foglietto custodito gelosamente tra i ricordi.
Così quando Viking, prodotti di cancelleria per scuola e ufficio, mi ha contattato per questa iniziativa, per la Giornata Mondiale della Poesia, non mi sono tirata indietro, anche se in questa fase della mia vita preferisco la scrittura di racconti (e se riesco a finirli, di romanzi).
Per dire la verità, quanto è arrivata la mail di invito per la selezione di alcuni blogger appassionati alla poesia, alla scrittura e alla calligrafia e che ero rientrata nella scelta per l’interessante contenuto del mio blog… ho creduto avessero sbagliato persona! 😀

Avevo però già visto in rete due anni fa altri parteciparvi, sia con i blog che con i social, e mi era piaciuta perché, seppure si tratta di marketing aziendale per Viking, è un progetto di diffusione culturale e di questo abbiamo molto bisogno.
Soprattutto di poesia, abbiamo molto bisogno.
Poi in Viking non lo sanno, ma con altro nome e indirizzo sono loro cliente da almeno un decennio. E anche in ufficio vedo che ci riforniamo da loro per la cancelleria. Senza contare che il mio sogno segreto segreto, che non lo sa proprio nessuno, quindi mi raccomando, non ditelo troppo in giro, è di aprire una cartoleria! E la libreria, dite? Eh si, in effetti se la giocano tra libreria e cartoleria, solo che in libreria sarei troppo distratta a leggere e non seguirei i clienti, in cartoleria sarei troppo distratta a scrivere e non seguirei comunque i clienti! 😀

Immaginatevi quindi la mia immensa luminosità, per dirla alla Ungaretti, quando ieri ho ricevuto un pacco pieno di… poesia!

Giornata Mondiale della Poesia

Prima qualche nota storica, che sono una persona curiosa e ho voluto documentarmi.
Oggi è l’UNESCO World Poetry Day, la Giornata Mondiale della Poesia proclamata al 21 Marzo durante la trentesima sessione dell’UNESCO a Parigi nel 1999. Uno degli obiettivi principali di questa celebrazione è sostenere la diversità linguistica attraverso l’espressione poetica e offrire alle lingue in via di estinzione l’opportunità di essere nuovamente ascoltate all’interno delle loro comunità.
L’UNESCO vuole così riconoscere la capacità unica della poesia di catturare lo spirito creativo della mente umana. La poesia riafferma la nostra comune umanità rivelando a noi che gli individui, in ogni parte del mondo, condividono le stesse domande e sentimenti. La poesia è il cardine della tradizione orale e, nel corso dei secoli, può comunicare i valori più intimi delle diverse culture. E’ un patrimonio da salvaguardare.

Si vuole incoraggiare il ritorno alla tradizione orale della poesia, promuovere l’insegnamento della poesia, ristabilire un dialogo tra la poesia e le altre arti come il teatro, la danza, la musica e la pittura; sostenere i piccoli editori e creare un’immagine attraente della poesia nei social media, in modo che la poesia non sia più considerata una forma d’arte obsoleta, ma che consenta alla società nel suo complesso di riguadagnare e affermare la propria identità.

“Ogni forma di poesia è unica, ma ognuno riflette l’universale dell’esperienza umana, l’aspirazione alla creatività che attraversa tutti i confini e i confini del tempo, così come lo spazio nella costante affermazione dell’umanità come un’unica famiglia. poesia!”
Audrey Azoulay, direttore generale, Giornata mondiale della poesia 2019

Prima di fissare la data al 21 marzo, la Giornata Mondiale della Poesia veniva celebrata nel mese di Ottobre, nel 1951 diversi paesi la festeggiarono proprio il 15 Ottobre per ricordare il poeta epico romano Virgilio. Alcuni paesi hanno mantenuto una data differente per le celebrazioni nazionali, come il Regno Unito il primo giovedì di ottobre, o addirittura un mese intero, come il National Poetry Month ad aprile in Stati Uniti e Canada.
Se le occasioni raddoppiano non è un male, l’importante è che la Poesia venga davvero onorata in ogni paese e in ogni lingua.

 

Poesia che mi parli

Ma che cos’è davvero la Poesia?
Voglio condividere con voi questa bella chicca dalla rete, che risponde alla domanda.
In occasione di una Giornata Mondiale della Poesia di qualche anno fa, Rai Letteratura partecipò all’evento con Poesia che mi parli, un ciclo di video lezioni in cui il poeta Davide Rondoni ha spiegato sensi e significati dell’ars poetica: “La poesia e la letteratura sono fenomeni umani. Appartengono alla piccola serie delle cose che l’uomo ha sempre fatto, pur in diversi modi. Non è una invenzione capitata a un certo punto della nostra storia. No, dove c’è un uomo c’è sempre stata, e sempre ci sarà, arte. E’ arte delle parole, dunque. La poesia è una forma della memoria, se consideriamo che si scrive sempre in qualche modo ricordando. La memoria e la lingua sono due modi per raccogliere il reale. Sono le nostre mani a conca. Come con l’acqua, le nostre mani non lo raccolgono per poterlo trattenere. Nella memoria e nella lingua la realtà non resta interamente. Una poesia è, ogni volta che la si legge, un’immersione delle mani a conca nel reale. Ogni volta una memoria.”
Nella prima puntata, c’è anche un sorridente Ungaretti dall’archivio RAI:

Poesia che mi parli - Davide Rondoni RAI

Potete vedere l’elenco completo delle puntate qui: Poesia che mi parli

Spiega ancora Davide Rondoni: “Da dove nasce questa attitudine? Neuroscienziati e neurolinguisti stanno analizzando il fenomeno, arrivando a conclusioni sorprendenti circa i processi. Ma in ultima analisi, ogni volta che l’uomo si trova ad esser colpito da qualcosa nel reale (fuori o dentro di lui) si accorge che le parole solite non bastano. La lingua normale non basta più. La poesia sorge così: per mettere a fuoco con le parole qualcosa che ci colpisce. Accade a tutti.”

Accade anche a me, che ogni tanto mi lascio andare alla poesia… Che non può essere un racconto, una storia. E’ una riflessione in genere, dove le singole parole assumono più significati al contempo, il poco per il tutto, il semplice per il complesso.
Ne trovate solo due però, qui pubblicate sul blog:

L’amore non è…
Brevi lezioni di astronomia (titolo poco poetico, concordo!)

In genere alle poesie lascio lo spazio dei social, affiancate magari dalla stessa immagine che me le ha ispirate.
Quindi, potete raggiungermi nella mia nuova e scintillante pagina Facebook, dove prossimamente, lo prometto, ci saranno anche poesie:

 

Poesia che ti scrivo

Ero convinta si fossero ormai dimenticati di me, quando ieri mattina arriva un pacco voluminoso da Leeds in Inghilterra.
“Cosa ho ordinato che non mi ricordo più adesso?!” 😀
Quando apro quest’enorme scatola bianca, ah, che meraviglia signori! Non me ne vogliano quelli delle sorprese dentro l’ovetto di cioccolato, ma questa è molto, molto meglio! Gustosa e rispettosa della dieta, oserei dire. Ammirate con i vostri occhi.

Giornata Mondiale della Poesia - Viking for World Poetry Day

Cosa c’era dentro questa scatola, per favorire la mia creatività e la mia espressione poetica?

  • penna calligrafica, con inchiostro e sei punte diverse… è talmente bella che non c’ho il coraggio d’imbrattarla!
  • pennarello permanente, quello che ho usato io, con questo vado sul sicuro 😉
  • cornice color oro in formato A4, elegante davvero
  • carta pergamena, la mia preferita, l’ho usata qualche volta per i libretti di matrimonio di amici
  • carta colorata in quattro gradazioni, verde, giallo, rosa e pesca
  • cartolina con una citazione di Shakespeare: We are such stuff as dreams are made on, and our little life is rounded with a sleep (trad. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita)
  • lettere di legno, con il punteggio, come quelle dello Scarabeo
  • tè di Romeo e Giulietta, alla rosa… io che adoro il tè!!
  • quaderno a righe per le poesie, pronto per ogni evenienza
  • pennarelli colorati, che non ce n’è mai abbastanza
  • petali bianchi e rossi sparsi su tutto, una cascata che manco a San Valentino!

Da 1 a 10 quanto potevo essere contenta io di tutta questa abbondanza?! 😀
Ho subito festeggiato scrivendo la frase che poi ho incorniciato, nella foto in cima a questo post, e condivisa sui social.

Ecco, il tè di Romeo e Giulietta lo guardo un po’ con sospetto.
Voglio dire: Giulietta si finge morta dopo aver bevuto non so quale intruglio, Romeo si ammazza con una dose di veleno perché lei ancora dorme… Usiamolo come profumatore della carta, và! 😀 😀 😀

 

La vostra poesia di oggi?

Volete partecipare anche voi alla Giornata Mondiale della Poesia con un vostro testo personale o ricordando la vostra poesia preferita?

A me piace questa, Il tuo cuore lo porto con me di Edward Estlin Cummings, ripresa dal finale del film In Her Shoes – Se fossi lei:

 

In realtà in questo film, la mia preferita è L’arte di perdere di Elizabeth Bishop, quando Maggie incontra il professore cieco che le insegna a leggere (ha difficoltà di comprensione delle parole) e capire la poesia, ma il video è solo in lingua inglese e manca la parte della spiegazione di Maggie. Vi riporto sotto il testo tradotto, ma guardate il film quando ne avete occasione.

L’Arte di Perdere
Elizabeth Bishop

L’arte di perdere non è difficile da imparare;
così tante cose sembrano pervase dall’intenzione
di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro.

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento
delle chiavi perdute, dell’ora sprecata.
L’arte di perdere non è difficile da imparare.

Poi pratica lo smarrimento sempre più, perdi in fretta:
luoghi, e nomi, e destinazioni verso cui volevi viaggiare.
Nessuna di queste cose causerà disastri.

Ho perduto l’orologio di mia madre.
E guarda! L’ultima, o la penultima, delle mie tre amate case.
L’arte di perdere non è difficile da imparare.

Ho perso due città, proprio graziose.
E, ancor di più, ho perso alcuni dei reami che possedevo, due fiumi, un continente.
Mi mancano, ma non è stato un disastro.

Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato).

Questa è la prova. E’ evidente,
l’arte di perdere non è difficile da imparare,
benché possa sembrare (scrivilo!) un vero disastro.

 

Comments (26)

Darius Tred

Mar 21, 2019 at 9:15 AM

Questione di olfatto. Che altro?
Scommetto che l’idea segreta-segreta di aprire una cartoleria è dettato dal profumo di carta stampata, di quaderno nuovo di pacca, di matite pronte da temperare. Insomma, il profumo di un altro inizio: l’inizio dell’anno scolastico. Non ricordo dove l’hai scritto. Però anch’io sono tra quelli che passano volentieri nel reparto di cancelleria al supermercato solo per fare un paio di sniffate… 😀 😀 😀

Io, se avessi grano a sufficienza, aprirei una cartolibreria con angolo caffeteria e sala da the.
Il problema, oltre al grano, è che vivo in una zona inflazionata di centri commerciali…

P.S.: aggiungo il tocco poetico.

A Natale il tacchino
raggiunge il suo destino.
L’agnello ride forte
ma la Pasqua è già alle porte…

(by Flavio Oreglio)

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Barbara Businaro

Mar 21, 2019 at 1:50 PM

Ah che memoria! L’ho scritto sicuramente in occasione di settembre, forse due anni fa qui sul blog.
Però non è solo questione di profumo, sono attirata anche dai colori, dalle combinazioni cromatiche, dai disegni delle copertine dei quaderni o delle stoffe degli astucci. Sono per sempre un esteta, come la maggioranza delle donne. 😉
E in quanto a Oreglio… vai sulla pagina Facebook! C’è un post per te! 😉

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Darius Tred

Mar 21, 2019 at 2:14 PM

Visto, visto. Il mitico Oreglio mi ricorda i bei tempi di Zelig… 🙂

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Barbara Businaro

Mar 21, 2019 at 6:16 PM

Anche gli endecasillabi di Maurizio Lastrico non erano male… 😀

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SILVIA

Mar 21, 2019 at 9:33 AM

Anch’io sono stata contattata da Viking, purtroppo però a me il materiale non è ancora arrivato. Per cui si sono scusati e mi hanno chiesto di spostare il post per lo Shakespeare day del 23 aprile (sperando che per quella data, finalmente, mi arrivi tutto).
Adesso che ho visto qui da te che cosa contiene il pacco (wow!) sono sempre più ansiosa di vedermelo consegnare.
Quanto alle poesie, non so perché, ma è tutto il giorno che ho in testa i versi di Montale:

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

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Barbara Businaro

Mar 21, 2019 at 1:51 PM

Non mi aspettavo il pacco ieri, quindi immaginati la mia sorpresa, ma anche quanto ho lavorato per imbastire il tutto! 😀
Per lo Shakespeare Day mi sto organizzando, sempre con questo materiale ma con un’altra cosuccia, salvo imprevisti, che qui sono all’ordine del giorno.
Molto bella la poesia di Montale, non la conoscevo. Grazie di averla condivisa!

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Serena Bianca

Mar 21, 2019 at 10:12 AM

Il mio pacco Viking invece è arrivato lunedì e non sono ancora riuscita nemmeno ad aprirlo XDDD In questo periodo la scrittura, in tutte le sue forme, mi odia! Quindi o faccio stasera (ma la vedo dura), o rimando anch’io al 23 aprile.
E loro mi hanno contattata dalle parti del mio compleanno, in febbraio… mi sembrò un bellissimo regalo.
Un bacione e complimenti per il post.

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Barbara Businaro

Mar 21, 2019 at 1:51 PM

Serena quando ho visto la penna ti ho pensato! “Se non mi insegna lei ad usarla, io col cavolo!!” 😀
Consigli per un corso di calligrafia veloce, magari su YouTube?

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Serena

Mar 31, 2019 at 12:58 PM

Ti consigli a occhi chiusi il corso gratuito di Becca Courtice: https://www.thehappyevercrafter.com/.
Si chiama “Show me your drills”. Perché l’unico modo di imparare la calligrafia è cominciare con i segni di base e fare taaaaaaaaaaaaanto esercizio… I drills, appunto. Se vuoi qualcosa di più classico, ci sono i manualini di Agnieszka Kossowska che trovi su Amazon. Io ti consiglio quello del corsivo inglese, ti darà le basi per tutta la calligrafia moderna.
Quanto mi piace calligrafare… è una forma di meditazione. Svuota la mente, e alla fine ti ritrovi con qualcosa di bello in mano.
PS: Shame on Me, non ho ancora aperto il pacco. Credo di avere un blocco psicologico.

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Barbara Businaro

Apr 02, 2019 at 12:11 AM

Vado a curiosare il sito e i manualini. Per un periodo io ho acquerellato proprio come forma di rilassamento e meditazione. In qual caso lasci che sia l’acqua a mischiare i colori e qualche risultato casuale sembra quasi magico.
Aprilo quel pacco! Potresti con l’occasione fare un mini tutorial calligrafico in italiano! 😉

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nadia

Mar 21, 2019 at 11:06 AM

Ma quanto è bella la penna? Sono con gli occhi a cuoricino che la sto ammirando, anche se il resto del pacco non scherza. Non è solo un bellissimo regalo ma un chiaro segno di apprezzamento e una spinta a dare il massimo. Webnauta è una navetta interstellare ormai. Barbara poetessa e scrittrice la vedo davvero nel suo ambiente!

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Barbara Businaro

Mar 21, 2019 at 1:52 PM

E tu sei sempre troppo buona! 😀 😀 😀
La piuma della penna, meglio precisarlo, è finta, è di plastica e tessuto. Nessun animale maltrattato dunque.
Perché ricordo che da bambina avevo chiesto a nonna Rina se una delle sue papere poteva regalarmi una piuma da usare come penna, come i “veri scrittori”.
Il risultato fu ovviamente disastroso, non per la papera (loro perdono anche naturalmente delle piume, nemmeno se n’accorgono) ma per la mia mano e tutto il braccio, e le macchie ovunque nel foglio.
“Nonna, si vede che le tue sono papere e non oche, non scrivono queste!” 😀

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Brunilde

Mar 21, 2019 at 11:34 AM

Che meraviglia questo post! La poesia, come la bellezza, ha un potere consolatorio, fa bene al cuore.
E’ un regalo leggere e scambairsi versi, grazie!
La cartoleria è ricordo di infanzia e luogo di meraviglie. A Bologna ce n’era una fantastica, grande, in pieno centro storico. Era una gioia entrare, sentire quell’odore speciale, scegliere fra mille tipi di carta, di infinite consistenze, qualità e colori, e tanti altri oggetti . Ha fatto una fine ingloriosa, incendiata dolosamente dai titolari stessi, piegati dai debiti.
Ora al suo posto negli stessi locali un negozio di abbigliamento di catena…segno dei tempi.

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Barbara Businaro

Mar 21, 2019 at 1:54 PM

Grazie a te Brunilde!
Non sapevo della cartoleria di Bologna, un vero peccato. Se mai ti dovesse capitare di passare per Padova, merita una visita la Cartoleria Prosdocimi, la più antica della città. Si trova dietro (o di lato, a seconda di come lo guardi) del famoso Caffè Pedrocchi in centro, sono ben 300 metri quadri pieni di tesori, ma mica per scherzo, c’è un reparto dedicato solo alle stilografiche davvero prestigioso. E’ stata aperta nel 1900 pensa, e nei vari anni ingrandita, mantenendo però gli stucchi e gli affreschi originali. Sembra di viaggiare indietro nel tempo lì dentro. 😉

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Sandra

Mar 21, 2019 at 12:44 PM

Non sono stata contattata da Viking, eh pazienza.
Poesia?
I poetici romantici inglesi della prima e della seconda generazione sono il mio top.

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Barbara Businaro

Mar 21, 2019 at 1:56 PM

Sono passati da Serena, da Silvia, da me, quale filo di Arianna avranno seguito?! Quando mi hanno contattato non ero ancora iscritta ad Instagram, tra l’altro. Se me ne ricapita l’occasione, ti faccio da referenza e ti metto a disposizione i miei canali social! Lo sai che sono una tua groupie! 😉
Qualche nome dei tuoi poeti romantici? Wordsworth, Coleridge, Southey, Byron, Shelley, Keats?

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Sandra

Mar 21, 2019 at 2:03 PM

Ah, grazie per il groupismo! 😀
Dunque, no Southey, sì, tutti gli altri da te citati.
Poi il pre romantico William Blake che non fa parte di questi due gruppi di meraviglia, ma da me molto amato
Tiger tiger burning bright
in the forest of the nigh
Prima o poi andrò nel Lake District ma per quest’anno non è in programma.

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newwhitebear

Mar 21, 2019 at 4:44 PM

Peccato non essere contattato da Wlking. Quella penna mi ha fatto luccicare gli occhi. Uso ancora la stilografica per scrivere e ne possiedo una mezza dozzina, Pazienza, chissà se in futuro non finisco sulla lista dei buoni, al momento sono su quella dei cattivi 😀
Non sapevo che dal 1999 il 21 marzo è la giornata mondiale della poesia.
Dici bene quando scrivi che tutti – o quasi – hanno scritto una poesia, specialmente nel periodo della scuola.

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Barbara Businaro

Mar 21, 2019 at 6:22 PM

Non credo abbiamo una lista di buoni o cattivi, semmai si sono persi il numero di interazioni del tuo blog, che pubblica pure più poesie del mio! 😀
Bravo invece che usi ancora la stilografica per scrivere, ma quelle da intingere nella boccetta o quelle con l’inchiostro in cartuccia? Le avevo provate quest’ultime, ma mi si è distrutta (o aperta?) la punta, un disastro. Alla fine, utilizzo le penne gel, anche se hanno solo la punta tonda. 😉

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Mister E.

Mar 22, 2019 at 9:29 PM

Uao! che invidia! è un pacchetto bellissimo! e non so perchè ma rileggendo l’articolo e la poesia in generale i pensieri hanno vagato e si sono fermati su di una frase celebre del film Wonder “Il cuore è la mappa di dove stai andando, il volto è la mappa di dove sei stato”. Non sono forse anche degli aforismi a volte pura poesia?

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Barbara Businaro

Mar 23, 2019 at 5:56 PM

Hai visto che roba? Mi prenderai ancora in giro perché sono una “blogger”? 😀
Direi che non c’è un vero confine tra aforisma e poesia, quando l’aforisma è inerente ai sentimenti.
Wonder poi, prima che essere un film, è un romanzo di R.J. Palacio, non basato su una storia vera, ma scaturito da un incontro casuale dell’autrice con una bambina dal volto deturpato fuori da una gelateria. Lei era in compagni dei suoi due figli, e il più piccolo ha iniziato a piangere. Per evitare che la bambina se n’accorga, se ne sono andati via. L’effetto che ne ha avuto, anche quello di scappare, invece di rimanere e spiegare a suo figlio che dietro a quel volto c’è una persona tale e quale a lui, i rimorsi se vuoi per quella situazione, l’hanno spinta a scrivere, a indossare quel volto e sentire com’è il mondo.
Un altro libro che devo ancora leggere, e che è lì in attesa. 😉

(il commento era andato in approvazione perché hai usato un altro indirizzo email… ma che indirizzo è?! 😀 )

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Giulia Mancini

Mar 23, 2019 at 7:02 PM

Arrivo sempre in ritardo, ma anche perché la mail del post era finita nello spam per l’ennesima volta…
Solo la poesia può esprimere quelle emozioni intense che ci travolgono come l’amore o il dolore o il rimpianto. Io ho tentato di scrivere poesie ogni tanto nel corso degli anni, diciamo che sono stati esperimenti non troppo riusciti. Bellissima la penna che ti è arrivata in regalo, ma anche gli altri oggetti non sono mica male. Potresti aprire una libreria-cartoleria, io mi incanto sempre in certi negozi del centro di Bologna, ne conosco uno che vende delle penne fantastiche e mi comprerei anche il resto, non vende libri però.

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Barbara Businaro

Mar 23, 2019 at 7:48 PM

Le librerie hanno in effetti qualcosina di cartoleria, ma le cartolerie belle non hanno libri no, almeno in quelle qui di Padova. Tra l’altro, soffrono abbastanza la crisi per la presenza di grandi ipermercati, con enormi reparti cartoleria (anche se poi lì trovi sempre gli stessi prodotti).
Mi spiace per lo spam, sto di nuovo litigando col reparto (in)assistenza del mio provider… 🙁

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Serena

Mar 31, 2019 at 1:14 PM

Mi sono dimenticata di dirti i “miei” poeti. Tra gli italiani, Ungaretti e Montale. Ma mi piaceva tanto anche Foscolo. I Sepolcri. Lo so, sono strana! Tra i francesi, sapevo a memoria alcuni pezzi del Cid di Corneille. E mi commuove ancora la Ballade des Pendus di Villon: “Frères humains qui apres nous vivez/N’ayez les cuers contre nous endurciz…” Inglesi, “The rime of the Ancient Mariner” di Coleridge. Lo so, c’è di meglio ma quella la amo, mi è rimasta dentro. Mie sono anche le poesie di Emily Dickinson e l’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.
Un posto a parte non solo nel mio cuore ma nella mia vita hanno tutte le canzoni e i detti nei Libri della Jungla di Kipling.
Poi nel mio quaderno delle citazioni c’è molto altro, e molta poesia. Anche prosa poetica. Ma questi sopra li ricordo senza bisogno del quaderno.

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Barbara Businaro

Apr 02, 2019 at 12:23 AM

Difficile che io ricordi a memoria qualcosa, nemmeno i comandi che uso tutto il giorno al lavoro! Fortuna che hanno inventato il completamento automatico. 😀
Ma anch’io mi appunto qualche poesia nel taccuino e ripescarla è un attimo.

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