
Un compleanno importante:
10 anni di blog e scrittura!
L’attenzione è la forma più rara e pura di generosità.
Simone Weil, Lettera al poeta Joë Bousquet (13 aprile 1942)
Dieci candeline rappresentano un compleanno impegnativo, per qualsiasi attività umana, figuriamoci per un blog di scrittura creativa. Già di per sé il numero dieci in matematica esprime la perfezione, sintesi di tutti i numeri e simbolo dell’ordine cosmico. Ma allo stesso tempo raffigura l’annullamento, il concludersi di un ciclo, il ritorno all’origine. 10 = 1+0 = 1 e siamo di nuovo all’inizio della scala. Solo giunti al numero 11 abbracceremo davvero il cambiamento, avventurandoci a crescere nella prossima decina.
Come dire che dieci anni di blog e scrittura non sono poi nulla, passiamo ai prossimi dieci! 😀
Essendo questo un compleanno importante, stavo cercando di metterne insieme i risultati, pensando a cosa ho combinato in questo ultimo anno. La prima risposta non era poi così esaltante, mi sembra sempre di concludere poco o niente, anche quando sono continuamente in affanno tra mille impegni e, nonostante tutto, riesco a depennare buona parte delle voci nella mia lista di cose da fare oggi (viaggio sempre con almeno un post-it giallo grande che mi ricorda le attività quotidiane, solo per la scrittura, il blog, i social collegati, le idee).
Se riguardo i post pubblicati, sono veramente al minimo sindacale, con addirittura un solo contenuto per Agosto e Novembre. Ho scritto i miei consueti racconti periodici, quello romance per San Valentino, Chi è Veronica?, uno più particolare per Pasqua, Dove porto il mio amore stasera?, un nuovo episodio per la serie di Halloween, La storia di Liam e Caitlyn, e adesso sto progettando la prossima storia per Natale. Ho pubblicato altre due storie vere sulla rivista femminile Confidenze, mentre altre due sono state annullate dai protagonisti all’ultimo istante. Purtroppo quel tipo di scrittura non dipende totalmente da me. Aggiungiamoci una lettura condivisa interessante, Ombre di spada e di vento di Poppy Kuroki, anche se non proprio piacevole perché quel romanzo ci ha messo tutti a dura prova.
Davvero eccezionale, anche se non è tangibile ai vostri occhi su questo blog, è che sono finalmente ripartita con la scrittura di quel mio romanzetto-etto-etto, nome in codice IPDP, tanto da poterlo adesso chiamare romanzino-ino-ino. Ho sfruttato quell’idea di Virginia Valian, Il potere di 15 minuti, che ho in realtà trasformato in un pomeriggio a settimana tutto dedicato a quella scrittura e niente altro. Come vi ho spiegato nel post Organizzare la trama del libro con Google Keep, ho sistemato la struttura portante della storia, ho rimesso davvero in ordine tutti gli appunti e le idee, prima di partire con la revisione/stesura (revisione di quanto già scritto, alcuni capitoli, e continuazione della stesura). Ho sospeso poco prima delle mie ferie e riconto di riprendere in mano il tutto con il nuovo anno. La storia è sempre con me, capita che leggo altro e ripenso invece ai miei protagonisti, alla trama, a qualcosina da sistemare qui e là (e prendo appunto in un altro post-it giallo grande…)
Ho lavorato anche per la serie di Halloween, La storia di Liam e Caitlyn, riprendendo il primo racconto e cominciandone una nuova versione, ampliata e migliorata, per poter mettere insieme tutta la serie in un unico romanzo. Un racconto alla volta, sarà tutto riscritto per diventare via via un capitolo alla volta.
Quindi non è che quest’anno ho concluso poco o niente, anzi! Forse mi è parso tutto molto faticoso, avevo bisogno di riposare di più (eh, l’età avanza anche per me oggi, mica solo per webnauta! 😛 ) Ma va detto che sono stata in Islanda, un viaggio incredibile che andava preparato con cura e che mi ha richiesto parecchi mesi di pianificazione. Mi sono presa una sorta di pausa per questa avventura oltre ogni confine e limite.
Sarebbe anche sbagliato valutare dieci anni di blog concentrandosi sull’ultimo periodo, forse è meglio considerare l’evoluzione nel suo complesso. Da quando è stato varato webnauta, proprio come una bella barca che scivola placida in un oceano di parole, mi sono impegnata molto per creare una community solida, dove lo scambio è sempre stato articolato soprattutto su scrittura e informatica, il mio contributo personale per semplificare l’utilizzo di alcuni strumenti all’apparenza ostici, e sulla lettura approfondita, quando mi lancio in ricerche spaziali e ne condivido il risultato.
Ho partecipato a qualche antologia con altri scrittori ed è sempre stata una bella esperienza. Le storie vere pubblicate sulla rivista femminile Confidenze sono state una bella sfida, e nel tempo sono cresciute: sono a 14 storie vere date alle stampe negli ultimi cinque anni.
Qualcuno mi ha ricordato quando pubblicavo i racconti a puntate, come il mio primo racconto di Natale, Smemoranda e Serenase, e addirittura una storia a bivi, sul modello di Topolino, con La signora Manucci.
L’evoluzione e la crescita, tanto personale quanto del blog, ci sono sicuramente state in questo decennio, ma in questi ultimi due anni tutti stiamo notando un calo di attenzione, tanti blog hanno chiuso, senza trasformarsi in altro, e questo comporta fatica e sfiducia per noi che restiamo.
Poi mi è capitato di leggere questa riflessione di Riccardo Scandellari, formatore e consulente in ambito Marketing, Branding e Comunicazione: Non è oggi il momento per parlare di te. In particolare questa frase centra il punto:
“Ogni volta che l’incertezza sale, il pubblico si chiude a riccio. La gente non smette di sognare. Ma inizia a proteggersi. A selezionare. A risparmiare attenzione prima ancora che denaro.”
Ha perfettamente ragione, l’ho notato anche nei miei comportamenti quotidiani. In questo periodo, che sia la congiuntura economica o le disastrose guerre ai nostri confini, non ho proprio voglia di quel rumore continuo a cui ci hanno ahimè abituato i social media, tutta quell’aggressività che si nasconde dietro profili falsi ma scrive parole terribili. L’ansia ce l’ho già per conto mio, ereditata alla nascita, non ho proprio necessità di aggiungerne altra. Anzi, ho cominciato a scrivere proprio per immergermi in altri pensieri, per usare la creatività come terapia, per fuggire nelle storie inventate, lasciare almeno per un po’ questa realtà e cercare altrove un temporaneo relax.
Così ho iniziato a guardare ancora meno televisione. Scorro velocemente i canali televisivi, guardo le proposte in streaming, per altro sempre più amalgamate, e alla fine spengo, esaurita tanto dalla ricerca che dalla confusione, pubblicità sopra pubblicità, sempre più urlate, come se non bastassero gli strepiti della politica, sempre più ridotta a caciara nel mercato rionale. Spengo e apro un libro, silenzioso e al mio ritmo. Però rischio di perdermi anche i contenuti buoni della televisione, che ci sono, ci sono sempre stati, in mezzo a quel bailamme assurdo.
Il meccanismo è lo stesso per i social media prima, la rete internet in generale, e in mezzo ci sono finiti anche i nostri blog.
Dopo un inizio entusiasmante con tante promesse, i lettori si sono stancati di tutta la confusione, sono preoccupati del futuro, stanno distanti da chi spinge all’acquisto, da chi insiste con le proprie ragioni, da chi urla con rabbia le proprie convinzioni. Hanno rinunciato al confronto, non commentano più per non rischiare di essere attaccati e messi alla pubblica gogna, hanno anche smesso di leggere. Talvolta spengono e basta. Chi legge, perché c’è ancora chi legge con passione, preferisce esprimere la propria opinione in privato, quasi sussurrando.
Lo capisco. So cosa provano i lettori perché succede anche a me. Leggo un contenuto, vorrei commentare, inizio a scrivere e poi cancello tutto. Ma sono convinta che la rinascita della rete stia proprio nei blog, in un luogo presidiato con gentilezza, lontano dai trucchetti del Rage-bait dei social media.
Abbiamo bisogno di storie belle, non di cattive guerre.
E quindi io sono ancora qui, a cercare di scriverle, quelle storie belle. 🙂
Dieci anni di blog
in evoluzione
Qualche mese fa mi è capitato un caso curioso, che mi ha fatto sorridere, ma pure parecchio preoccupare.
Con alcuni colleghi del mio ufficio si parla spesso tanto di film da vedere, che di libri da leggere. Grazie a loro ho scoperto per esempio la serie di romanzi Slow Horses di Mick Herron, ora anche una serie televisiva con un irriconoscibile, assurdo ma divertente Gary Oldman. Stavamo disquisendo di letture estive leggere, anche nei costi in libreria, e salta fuori che uno aveva appena acquistato l’edizione economica de Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith, lo aveva trovato a meno di 5 euro. Poi mi guarda e aggiunge: “Prima di prenderlo, ho fatto una ricerca veloce in rete e sono finito su una recensione, scritta anche molto bene, e ti ho vista tra i commenti, c’era proprio la tua fotografia. Avevi anche commentato parecchio!”
Non mi ricordo di aver mai commentato quel romanzo altrove, ma IO ho scritto qui sul blog effettivamente una bella recensione. Uhm… Gli chiedo se si ricorda il nome del sito, ma ovviamente no. Allora prendo il mio smartphone e gli mostro esattamente la pagina del mio post, lasciando che scorra tutto il testo e le immagini. Si illumina subito. “Sì, sì, è proprio questo! Ma non avevo capito che fosse il tuo blog!”
Sorrido soddisfatta, ma con un retrogusto amarognolo al palato. Bella la recensione, scritta molto bene, ma non è chiaro che sono io l’autore. Da allora continuo a rimuginarci su. Vero che aveva letto in velocità, non aveva prestato attenzione, ma è proprio così per tanti lettori. Ecco perché sto apportando modifiche, tanto al blog quanto ai social, per lavorare su questo punto. 😉
Per cominciare, ho cambiato la mia biografia sui social. Dopo dieci anni di blog, non posso più dire di scrivere in incognito oramai! Ho dovuto usare un po’ di lingua inglese, soprattutto per le mie competenze informatiche e per armonizzarmi con gli hashtag dei generi letterari. Ho aggiunto la scrittura di storie vere su Confidenze, che spero vivamente di continuare. Ho deciso di aumentare la localizzazione sulla mia zona, Padova. Se le reti sociali online non funzionano più bene, allora è il caso di puntare alle reti sociali fisiche, no?

Ho differenziato le social cover su Facebook (quelle che compaiono in alto sulla testata), creando due diverse immagini per il mio profilo personale e per la pagina webnauta.it. Questo perché avere la stessa immagine duplicata su due account Facebook rischiava di confondere qualche amico/follower/lettore. Ora il mio profilo personale rimanda alla lettura del blog in modo “personale” appunto, mentre la pagina riporta anche il logo ufficiale del blog. Modifica apportata con le grafiche per il periodo natalizio, ma sarà mantenuta anche in futuro.
Questo autunno ho anche iniziato una serie di post sulla pagina Facebook di webnauta.it: Lo SPuntino, riflessioni veloci su scrittura e dintorni. Ne ho sentito l’esigenza perché a volte le notizie mi colpiscono sul momento, ma non ho il tempo di scriverci un lungo articolo qui sul blog, e magri non è una notizia per la quale scrivere poi così molto. Quindi condivido il mio pensiero a caldo, quando la leggo, direttamente su Facebook. Avevo pensato di riportarla anche su Instagram, ma è necessario indicare la fonte della notizia e Instagram non consente l’inserimento dei link. Non è proprio lo strumento adatto.
Veniamo poi alla bega dell’Intelligenza Artificiale. Potreste pensare che come informatico io la consideri un meraviglioso futuro per l’umanità, ma no. Sono un informatico ma sono anche un creativo, e l’Intelligenza Artificiale è la morte stessa della creatività (oltre che dei diritti d’autore). Non utilizzo nessun tipo di Intelligenza Artificiale per questo blog, né per i testi, che scrivo da sola, lambiccandomi per ogni sinonimo, né per le immagini, che acquisto dagli store digitali appositi con licenza editoriale. Così lo scorso anno ho aderito al progetto NO-AI-ICON dello sviluppatore Thomas Knutsen ed ho inserito il nuovo logo nel menù a destra e in fondo all’homepage.
Ma quest’anno stavo pensando a come proteggere anche i miei manoscritti e i libri pubblicati in self-publishing. Ho scoperto che negli USA l’associazione di scrittori The Authors Guild ha creato il sigillo di garanzia Human Authored, una sorta di certificato di “autore umano”, per distinguere la creatività umana in un mondo editoriale sempre più dominato dall’Intelligenza Artificiale. Gli autori dell’associazione sono già verificati e devono sottoscrivere un protocollo, per ottenere il badge da aggiungere al proprio manoscritto. Vale solo per il mercato statunitense, qui da noi non ho ancora letto di iniziative simili (peccato!).
Però ho deciso di aggiungere in autonomia, alla fine della descrizione della Guida completa al software di scrittura yWriter6 in vendita su Amazon, una frase che abbia lo stesso proposito: far notare al lettore/acquirente che quello è il prodotto di una fatica puramente umana. Non è un vero certificato, ma è meglio di niente.
HUMAN AUTHORED. I contenuti di questo libro sono stati creati da esseri umani, senza alcun utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Coltiviamo la creatività umana.

A luglio c’è stato anche un aggiornamento importanti dei motori che mandano avanti il blog. Non vi annoierò con i dettagli tecnici, ma c’erano alcune incompatibilità da risolvere tra alcuni plugin, il tema grafico e WordPress stesso, una difficoltà che avevo ereditato dall’hosting precedente, quello dove avevo pure subìto un brutto attacco hacker. Finalmente sono riuscita a sistemare il tutto e, potendo usare i motori a piena potenza, si è visto anche un bell’incremento in velocità di caricamento. Volevo anche cambiare il tema grafico, e avevo già effettuato un acquisto in tal senso, ma ahimè si è rivelato più complicato di quanto me lo avevano venduto. Per risolvere la loro inefficienza, dovrei mettermi a sviluppare codice io. Ma, ripeto, io voglio solo scrivere storie, basta codice! Quindi per adesso l’attività è sospesa.
Sempre riguardo alla tecnologia che sorregge questo blog, ecco un altro traguardo da festeggiare: webnauta utilizza un provider di hosting ecologico, certificato da The Green Web Foundation, per supportare la transizione verso una rete internet senza combustibili fossili. Significa che il sito web funziona con energia verde, per rispettare l’ambiente che circonda, lo stesso ambiente che ci regala la preziosa carta dove scrivere e leggere le nostre amate storie! Ne vado alquanto orgogliosa, visto che oggigiorno le server farm specifiche per le Intelligenze Artificiali sono altamente impattanti per l’ecosistema dell’intero pianeta, tanto in consumo energetico che in quello dell’acqua di raffreddamento. Potete verificare la certificazione anche voi sul sito ufficiale: www.thegreenwebfoundation.org
Intanto ho aggiunto questo badge in fondo alla pagina del blog, sempre visibile per gli utenti.
Un’altra modifica importante che sto studiando è la revisione della mia biografia qui sul blog, la pagina del Chi sono io. Mettere un curriculum scrittorio decente (la biografia che leggete adesso risale al 2018, se non vado errato), tra pubblicazioni, collaborazioni, iniziative di scrittura. Aggiungervi un pochino di me, localizzandomi nella mia città Padova. Sperando che la prossima volta un collega riconosca subito di essere nel mio blog… Insomma, qua c’è parecchio da fare, non dico per un altro decennio, ma chissà!
Si vabbè, ma niente regali quest’anno?! 😀
Sorpresa numero 1
Una storia di Natale da stampare e regalare
L’idea me l’ha data Sandra Faé, amica e scrittrice con cui condivido pure la data di compleanno (quindi Tanti Auguri anche a Sandra! 😉 )
Sul suo blog potete richiedere l’invio di un suo racconto natalizio in versione stampabile, spin off e prequel del suo prossimo romanzo in uscita, titolo “L’ultima Miss Marple”, previsto nel 2026: Natale a Tavistock
Una piccola coccola natalizia, che io stamperò e allegherò come biglietto augurale ad alcuni regali pronti sotto l’albero.
Nello stesso momento avevo proprio sotto il naso il mio primo vero racconto di Natale, Smemoranda e Serenase, due nomi buffi per indicare due zie fantasmagoriche. Questa è una storia che ho lasciato da parte dopo averla pubblicata qui sul blog, nel lontanissimo 2018. Non l’ho più inserita tra i racconti di Natale da rileggere ripostati a dicembre sui social media, perché suddivisa così, in brevi episodi che corrispondono agli ultimi sette giorni prima di Natale, non sembrava prestarsi molto allo scopo. Eppure è una delle storie a cui sono più affezionata, con una dedica speciale:
A zia Emma, a zia Manuelita, a zia Lella, a zia Agnese, a zia Mafalda, tutte le donne splendide della mia infanzia.
L’altro giorno l’ho riletta e mi servivano di corsa i fazzoletti (…ma davvero l’ho scritto io?!)
Così ho preparato anch’io una versione stampabile di questo racconto, in formato PDF, scaricabile gratuitamente per i miei lettori della newsletter. La mail di questa newsletter speciale, con il racconto in regalo, verrà inviata in serata, perciò affrettatevi ad iscrivervi, se ancora non siete nella lista di invio: Iscriviti alla newsletter Allegherò anche questo racconto, agli stessi pacchetti (sono alcuni set speciali di tisane, e nel biglietto aggiungerò “Qualcosa di caldo e qualcosa da leggere”, potete pure copiarmi l’idea! 😀 )

Sorpresa numero 2
La mia guida al software yWriter in regalo su Amazon!
Un anno fa usciva la mia Guida completa al software di scrittura yWriter6, la prima in lingua italiana.
Non l’ho pubblicizzata molto, mi sono sempre ripromessa di tornarci più avanti, ma non ho mai trovato il momento opportuno. Sono andati venduti una decina di cartacei, ma viene visualizzata molto di più sul circuito Kindle Unlimited e ogni tanto Amazon mi invia le royalties.
Così ho deciso di avventurarmi nella promozione, studiando quale fosse l’opzione migliore per abbassare il prezzo e farla circolare un po’. Per altro, mi è stato chiesto uno sconto proprio da un piccolo laboratorio di scrittura creativa, che vuole usare yWriter come supporto alle lezioni, essendo un software gratuito e, con la mia guida, semplice da imparare.
Il prezzo normale della guida è di 2,69 euro per l’ebook e 9,99 euro per il cartaceo, disponibili solo su piattaforma Amazon.
Per la versione in ebook, sono riuscita ad attivare una Promozione Libro Gratis da oggi giovedì 11 a sabato 13 dicembre compreso.
Avete capito bene: avete tre giorni in cui potete scaricare completamente gratis la versione digitale della mia guida.
Per la versione cartacea questa promozione non esiste, posso solo cambiare io il prezzo di vendita, tenendo conto del minimo imposto dai costi di stampa di Amazon. Sono riuscita ad abbassarlo a 7,99 euro fino al 25 dicembre compreso. Uno sconto pieno di 2 euro, che è il massimo che mi concede la piattaforma, ma che ho almeno fatto durare più a lungo, proprio fino a Natale. Calcolate un due giorni di spedizione sul territorio nazionale.
Riepilogando:
- ebook gratis fino al 13 dicembre compreso
- cartaceo scontato a 7,99 euro fino al 25 dicembre compreso
Cliccate sull’immagine sotto per atterrare sulla pagina di Amazon per l’acquisto! 🙂
A che gioco sto giocando?
Ammetto di aver pensato di chiudere tutta la baracca, di aver pensato – per l’ennesima volta – che sono ormai troppo vecchia per esordire con un romanzo, mi restano giusto queste storielle da pubblicare così, per mero divertimento o forse per un briciolo di vanità. Del resto comunque tenere un blog è un costo, sia esplicito in termini economici, che implicito per tutto l’impegno che richiede. Chi me lo fa fare?!
Le candeline aumentano anche per me, si aggiunge qualche acciacco, pure la voglia di viaggiare e conoscere il mondo, invece di stare qui ferma alla scrivania. Se poi non arrivano i risultati, quelli eclatanti che un po’ tutti ci auguriamo all’inizio, forse è il caso di passare ad altro.
Poi un sabato pomeriggio, all’ora del caffè, mi arriva una mail interessante da Scintille, la newsletter di Margot Deliperi che accende scintille di empowerment (una newsletter che arriva di sabato è una newsletter già di per sé rivoluzionaria!): A che gioco stai giocando? Ecco le frasi che mi hanno colpito, e hanno in effetti riacceso una scintilla:
“Vorrei riflettere con te sui giochi lunghi e sul perché spesso giochiamo i giochi brevi, senza accorgerci che ci facciamo però male.
Oggi tutto è ottimizzato per la dopamina della gratificazione istantanea. È l’effetto “Amazon Prime”. Che ci ha abituato a una visione distorta del successo: non vedi i risultati rapidamente = stai sbagliando qualcosa.
Ma i giochi che valgono davvero – costruire competenze solide, coltivare relazioni profonde, creare una reputazione solida – hanno scale temporali molto diverse. Richiedono mesi, anni, a volte decenni prima di dare i loro frutti.”
“I giochi brevi hanno un costo nascosto: mordicchiano la reputazione pian piano.
Ogni volta che prendi la scorciatoia, che sacrifichi la qualità per la velocità, che prometti più di quello che puoi mantenere per chiudere subito, fai un micro-addebito al tuo conto corrente di credibilità. Sul momento non lo vedi. E anzi, magari ottieni il risultato che cercavi. Ma nel lungo periodo le persone se ne accorgono. E smettono di darti fiducia, l’unica valuta importante da tenere a cuore.”
“I giochi brevi fanno perdere la capacità di stare nell’attesa. Deve succedere tutto subito.
Invece chi gioca i giochi lunghi sviluppa un’abilità preziosa. Prendere atto che serve tempo per costruire.
C’è un altro vantaggio: i giochi lunghi hanno meno competizione. La maggior parte delle persone abbandona presto proprio perché richiedono pazienza, costanza, capacità di stare nell’incertezza. Chi resiste e continua col gioco lungo, alla fine si trova in un territorio più fertile, dove si parla di valore, non di tattica.”
A che gioco sto giocando io?
Scrivere è un gioco lungo per sua natura, serve tempo e dedizione per costruire una storia realmente solida.
Se mi guardo indietro, senza modestia e senza inganno, qualcosa ho realizzato anche se non sono grandi numeri, in like e follower. Però sono ancora qui, mentre tanti altri blogger che ho conosciuto all’inizio, da cui io stessa ho imparato tanto, hanno riposto la penna nel cassetto.
Ho scelto il gioco lungo, e probabilmente lo sapevo da subito. Mi troverete ancora qui a scrivere tra dieci anni? Salute permettendo, spero di sì. Anche perché una sera in pizzeria con gli amici, ci siamo divertiti a calcolare su un tovagliolino di carta che il blog mi costa molto meno del vizio del fumo.
Scrivere è un vizio molto più salutare! 😉
Se hai un giardino e una biblioteca, hai tutto ciò di cui hai bisogno.
Cicerone, Lettera a Varrone (46 a.C.)



Comments (26)
Marco
Dic 11, 2025 at 7:38 AM Reply10 anni. Un bel traguardo, complimenti! Io col mio sono sui 15 anni.
Posso capire che alla lunga ci si chieda: Chi me lo fa fare? (Io me lo chiedo ogni giorno!). Ma fermo restando che i risultati tangibili per molti non ce ne saranno mai (o almeno: non nelle “dimensioni” che vorremmo), è importante impegnarsi per una conversazione che sia sincera e senza isteria o urla. Questo conta, e poco altro.
Barbara Businaro
Dic 12, 2025 at 4:22 PM ReplyAssolutamente d’accordo: una conversazione sincera, pacata, anche quando si hanno opinioni divergenti. Solo questo ci può distinguere dalla confusione dei social.
Nel tuo caso, non te lo chiedere ogni giorno chi te lo fa fare: perché vengo a leggerti io! Ecco la risposta! 😀
Sandra
Dic 11, 2025 at 10:47 AM ReplyAUGURONI e grazie per la citazione particolarmente gradita rispetto a Natale a Tavistock, se qualcuno vuole andare nel mio blog a recuperarlo posso ancora spedirlo eh, mentre sul common B Day ho deciso che quest’anno non ne scriverò né nel blog né su Instagram.
Si sono complicate le ultime giornate e mi prendo volentieri gli auguri di chi se lo ricorda senza che io lo segnali.
Ma veniamo a te, giustamente, a te e al blog, che dieci anni sono tanti e le considerazioni che fai sono pertinenti, non guardare l’ultimo miglio, no, no, ma tutto ciò che hai fatto, lasciato e che continua ad avere una grande eco, nonostante i guai del mondo e quelli personali dai quali non siamo esenti.
Hai scelto un gioco tipo Monopoli o Trivial, lunghissimo con momenti di inevitabile stanchezza, ma sei qui, col blog, la scrittura, la tua carica vitale sempre così bella e noi possiamo solo fare il tifo e ammirarti. Passa una splendida giornata, ci rileggiamo di sicuro tra 10 anni qui, ma anche altrove e in tutte le tappe che verranno nel mentre.
Barbara Businaro
Dic 12, 2025 at 4:29 PM ReplyTi dirò: non ero convinta di arrivare al B Day 50 (arghhhhh!!) con questo entusiasmo. Ho preso impegni all’ultimo, sempre con tanti forse, visto il periodo complicato anche qui.
Credo che il vero festeggiamento per me sarà al prossimo viaggio in Scozia, sperando sia la volta buona di andare con marito. 🙂
E adesso ti faccio sorridere: in quell’ultimo paragrafo, dove ho scritto dei giochi lunghi, stavo proprio per citare il Monopoli (al Trivial non ho mai giocato purtroppo. Era una frase tipo “giochi lunghi, quanto arrivare a costruire gli alberghi su Parco della Vittoria e Viale dei Giardini, da sempre le due caselle più redditizie”.
Poi l’ho tolta perché mi pareva esagerato, rispetto ai risultati del blog, e magari in pochi ricordano il Monopoli. Sarà considerato da boomer adesso?!
IlVecchio
Dic 11, 2025 at 11:21 AM ReplyBuon compleanno amica mia! Le tue giornate scorrono sempre energiche come un torrente di alta montagna. Almeno per oggi concediti di riposare senza preoccuparti di nulla. Lasciati coccolare dagli amici che sono convinto siano numerosi.
In quanto al blog, non ti permetto di mollare. Sono qui sempre a leggere. : -)
Barbara Businaro
Dic 12, 2025 at 4:31 PM ReplyGrazie grazie grazie! Sul riposare è difficile, soprattutto sotto Natale. Sul lasciarsi coccolare, ecco va meglio.
E allora si continua, almeno finché tu passi di qui. 😉
Darius Tred
Dic 11, 2025 at 12:58 PM Reply“Aggiungiamoci una lettura condivisa interessante, Ombre di spada e di vento di Poppy Kuroki” ….
uuuhahahaah ahahah ahahhh ahha …
Happy birthday.
And welcome in our MidCentury Virtual Club… 😛
Barbara Businaro
Dic 12, 2025 at 4:36 PM Reply“Ombre di spada e di vento di Poppy Kuroki, un romance proposto da Darius…”
Uauhauahauhauaha!!!
Cheers!
So grateful to be in this esclusive Club… It took someone like me to shake things up a bit! 😛
Daniele
Dic 11, 2025 at 1:10 PM ReplyAnno di traguardi, questo. Buon compleblog, allora.
Non credo si sia troppo vecchi per esordire con un romanzo. C’è gente che l’ha pubblicato a oltre 80 anni, forse pure 90, quindi siamo in tempo alla grande.
Barbara Businaro
Dic 12, 2025 at 4:47 PM ReplyGrazie Daniele. Certo i tuoi traguardi sono più lunghi: 10 anni dal primo libro, 25 anni di scrittura per il web (in effetti il dominio webnauta.it ha 25 anni… solo che ho deciso cosa farne davvero molto tardi! XD )
Lo so, ci sono esempi di chi ha esordito molto avanti con l’età, ma sono casi rari, magari con una carriera pregressa che ha aperto velocemente qualche porta, e soprattutto erano altri tempi rispetto a quelli odierni. Forse dovrei dire che c’è il rischio di essere troppo vecchia per esordire con un romanzo con il mercato editoriale attuale.
L’unica variabile su cui posso lavorare è la mia scrittura.
Brunilde
Dic 11, 2025 at 4:20 PM ReplyAuguri a te, al blog, alla tua inesauribile energia, alla tua curiosità e ala tua creatività: un mix esplosivo che ti porta a fare davvero tanto!
Siamo anche la nostra progettualità: faccio il tifo per il tuo romanzo, e non da oggi.
Il blog è anche uno spazio di incontro e di scambio. Credo nella comunicazone, nella circolazione di idee e di interessi.
Confido in altri dieci anni di webanuta, e altri dieci, e altri dieci…
Barbara Businaro
Dic 12, 2025 at 4:52 PM ReplyGrazie Brunilde! Per me, per il blog, per il romanzino-ino-ino! 🙂
Oh i progetti e le idee non mi mancano, mi manca sempre il tempo per stare dietro a tutto come vorrei io, tocca scegliere mannaggia.
Ma come fanno quelli che si annoiano?!
Giulia Mancini
Dic 12, 2025 at 7:01 AM ReplyBuon compleanno di blog Barbara!
In questi dieci anni hai fatto tantissimo, tra racconti sul blog, racconti di storie vere su Confidenze, la crescita del romanzo in corso di scrittura e il grande seguito che hai generato e tanto altro, compreso il tuo manuale al software di scrittura (che ho scaricato subito) c’è da festeggiare sicuramente. A prescindere dalla frequenza dei post il tuo blog è sempre rimasto vivo (anche un post al mese può bastare, quindi non preoccuparti del numero dei post) e poi il blog é uno spazio importante di comunicazione con il mondo, in forma più pacata dei social, un bellissimo gioco lungo.
Barbara Businaro
Dic 12, 2025 at 5:04 PM ReplyGrazie Giulia! Ho fatto tanto davvero, quindici anni fa era impensabile per me, ho abbattuto anche tanti limiti mentali per riuscirci (e su questo va dato merito anche alla community My Peak Challenge che mi ha dato qualche strumento in più).
Grazie anche per aver scaricato la guida, se trovi qualche punto migliorabile, fammelo sapere che – tra i mille progetti – c’è anche un’evoluzione della stessa. Vedremo!
Al momento la priorità sono il romanzino-ino-ino e la serie di Halloween. 🙂
Barbara Businaro
Dic 12, 2025 at 7:07 PM ReplyPerbacco Giulia! Non me n’ero accorta, ma ho visto ora il contatore (dall’interfaccia di amministrazione):
il tuo è il commento numero 10.000!! Grazieeeeeee!! 😀
Giulia Mancini
Dic 14, 2025 at 1:16 PM ReplyWow, felice di aver contribuito
Franco
Dic 12, 2025 at 9:13 AM ReplyComplimenti..e bellissimo quel “un luogo presidiato con gentilezza” 😉
Barbara Businaro
Dic 12, 2025 at 5:08 PM ReplyGrazie Franco! Ci provo con la gentilezza eh, la cerco per me in quanto lettrice, mi pare giusto offrirla anche sul mio blog. Non sempre ci riesco, sono un essere umano anch’io, e ho pure ereditato l’irascibilità veloce da padre! (Sì, lo posso scrivere, tanto lo dice pure lui XD ) Spero che i miei lettori sappiamo oramai che non ci sarebbe un blog senza nessuno che passa a leggerlo. 🙂
Luz
Dic 12, 2025 at 10:07 AM ReplyCongratulazioni, Barbara, per questo traguardo, che in certo senso condividiamo. Io aprivo nel lontano gennaio 2015, tu nel lontano dicembre. Siamo qui, dopo dieci anni, ancora belle tenaci e con la voglia di scrivere.
Condivido molti aspetti del tuo modo di fare blogging e diversi tuoi punti di vista. Anch’io ho scelto di non utilizzare l’IA per il blog, almeno non per adesso, ma se prendessi in considerazione la cosa, lo farei solo per qualche immagine. Chissà. La scrittura no, nessuno me la tocchi, è praticamente la sostanza, la ragione stessa del mio tenere un blog e crederci ancora.
Come più volte ti ho scritto, mi piace il tuo modo di organizzarti. Anche questa precisione sui profili social, il fare un vero e proprio piano editoriale, è una cosa che ti contraddistingue e suscita la mia ammirazione (e il desiderio di emularti).
Hai fatto tanto in questi dieci anni, tantissimo, anche condividendo risorse importanti, quindi davvero, congratulazioni, Barbara! Anch’io come te mi auguro di essere qui fra dieci anni, a condividere, crederci. Chissà come evolveranno le cose, qui e nel mondo, ora più che mai non si possono fare previsioni. Mi incuriosisce in particolare l’aspetto dello sviluppo delle comunicazioni social. Penso che tramonterà la figura dell’influencer, noto una certa flessione verso chi non ha saputo conservare una certa credibilità e i metodi di chi ancora va avanti… quanto potranno durare? Questo è un ambito in continua trasformazione.
Concludo facendoti tanti tanti tanti auguri per Webnauta, uno dei (ormai pochi ma buoni) blog che adoro.
Barbara Businaro
Dic 12, 2025 at 5:22 PM ReplyE’ vero, i nostri blog sono dello stesso anno, ma il tuo quasi un anno in più (come si diceva una volta? ha perso l’anno o ha guadagnato l’anno scolastico?! 😀 )
Dunque, sull’utilizzo dell’IA anche solo per la generazione delle immagini io sono fortemente contraria. Ogni volta da qualche parte un illustratore cade morto, citando Peter Pan a proposito delle fate. Ci sono comunque una marea di repository di immagini gratuite ad uso editoriale, citando la fonte (Pixabay, Pexels, Unsplash, Depositphotos ne ha anche di gratuite, Flickr con alcune di pubblico dominio, ecc.) che non capisco il motivo di voler usare un’IA generativa, con un alto impatto ambientale per giunta, per creare un’immagine. Noi che siamo comunque “creativi”, conosciamo la materia del diritto d’autore, oramai sappiamo come sono state addestrate le IA, senza il consenso informato degli autori, e dovremmo esimerci dall’utilizzarla. Posso capire se vuoi una ricerca scolastica, fine a se stessa, ma non un contenuto editoriale, blog compresi.
Oddio, emulare la mia precisione social?! A me pare di essere sempre in ritardo su tutto, sui social! XD
Come evolverà la comunicazione in rete, sui social media, sui blog, in generale? Molto dipende dalla sfida sociale-economica dell’IA stessa. Chi vincerà (se si può parlare di vittoria) tra chi la esalta senza misura, a volte per ignoranza, a volte per interesse economico, e tra chi invece la teme, sia per i rischi in termini di sicurezza che come concorrente sul mercato lavorativo (oramai, si sta licenziando nelle grandi aziende per sostituire intere funzioni con la sola IA). Di riflesso, tutto dipende da lì.
Beh, gli influencer stanno scontando il peccato originale di Chiara Ferragni, li si guarda tutti con un certo sospetto…
Sandra
Dic 12, 2025 at 5:33 PM ReplyNon credo si giochi più molto a Monopoli ma a dirla tutta potrei anche sbagliarmi. Io avevo un’edizione speciale per i 40 con i segnalini di metallo anziché di legno e non ci giocavo MAI maiuscolo e mannaggia potevo almeno tenerlo e rivenderlo, ma seeee, buttato tutto. Non siamo Boomer, Gen X e tu pure per parecchi anni.
Barbara Businaro
Dic 12, 2025 at 6:27 PM ReplyNooooo! Buttare il Monopoli noooo! Eh, ma chi ci pensa che poi diventa iconico?!
I miei hanno una antichissima scatola rettangolare, che quando giochi diventa la Banca, il tabellone solo piegato in due e ancora le Lire. Io ho la classica scatola quadrata, edizione più recente con gli Euro (beh, comunque vent’anni, ma l’altra ne ha quaranta!), col tabellone piegato in quattro ma ancora i segnalini classici in legno. Quelli delle ultime edizioni sono in plastica, bruttissimi.
Sì, lo so che siamo Gen X, ma “boomer” ad oggi è diventato, per estensione, un appellativo per qualsiasi persona con atteggiamenti di vecchia generazione, senza davvero verificare se appartenga proprio alla generazione boomer effettiva. Di solito i giovani ti zittiscono con “Ok boomer…” 😉
Marina
Dic 18, 2025 at 2:28 PM ReplyQuante cose in un anno! Complimenti, puoi ritenerti soddisfatta. Pianifichi e realizzi, una cosa che ammiro in chi riesce a farlo. Tu segui la rotta alla grande, okay, rallentamenti, qualche obiettivo sacrificato, ma poi il resoconto che hai presentato dimostra che impegno, passione, competenze premiano sempre, nel tempo, senza fretta. Noi siamo della vecchia generazione, che c’ importa di tutta questa frenesia attuale… Piano, con calma, con attenzione verso persone e contenuti.
Auguri per questo blog così curato e anche da qui per il tuo, di compleanno. Oh, sei entrata in un nuovo decennio: siediti comoda e goditelo…
Barbara Businaro
Dic 19, 2025 at 4:24 PM ReplyGrazie Marina. So che dovrei ritenermi soddisfatta, ma alla fine penso sempre che avrei potuto fare di più, mannaggia. Se non altro questo pensiero è motore per continuare e cercare di fare meglio, quando verrebbe voglia di mollare tutto.
La pianificazione è parte stringente del mio lavoro di informatico, va detto. Quando segui per più di vent’anni progetti importanti, che richiedono pianificazione millimetrica per ridurre costi, imprevisti e impatti sul cliente finale, alla fine viene naturale trattare anche tutto il resto, scrittura e allenamento nel mio caso, con lo stesso metodo.
Eh, vorrei proprio godermi questo nuovo decennio seduta… in viaggio aereo verso la Scozia!! 😀
Scrivimelo
Gen 08, 2026 at 9:39 PM ReplyChe bel traguardo! Dieci anni di blog non sono solo numeri, ma un viaggio tra storie, crescita personale e condivisione. Mi ha colpito molto il paragone con i giochi lunghi: scrivere è davvero un percorso che richiede pazienza e costanza, eppure regala soddisfazioni che i like immediati dei social non possono dare.
È bello vedere come la passione per la scrittura, le storie e la creatività non si perda, anche di fronte a sfide, cali di attenzione dei lettori e alle difficoltà tecnologiche. Complimenti per aver scelto il gioco lungo e per continuare a coltivare uno spazio così ricco e umano!
Barbara Businaro
Gen 09, 2026 at 4:18 PM ReplyGrazie Scrivimelo, chiunque si nasconda dietro questo imperativo categorico. 🙂
Dieci anni di blog sono stati possibili sia per il mio entusiasmo e la passione per le storie (tutto cominciò con Topolino, eh!), ma soprattutto grazie ai lettori che mi seguono e mi supportano, soprattutto quando condivido le mie difficoltà. Scrivere solo di successi e metodi infallibili oramai è una narrazione che appartiene solo all’Intelligenza Artificiale (bastano pochi prompt e ti crea un blog intero in pochi minuti). Ma ora più che mai c’è necessità di “rimanere umani”. Vogliamo storie vere, emozioni vere, connessioni vere.