Forma mentis, dove nascono le storie

C’è bisogno di leggerezza, sia per attraversare lievi queste giornate afose, sia per godersi un po’ di estivo relax.
Perciò lasciamo da parte articoli tecnici e disquisizioni letterarie, diamo un po’ di respiro all’ispirazione per i racconti che arriveranno e concediamoci ad argomenti oziosi.
…anche se io sto continuando il mio Summer NaNoWriMo, ricopiando gli appunti cartacei al sicuro in yWriter e definendo l’ordine delle scene nella trama (che sembrerebbe banale mettere il primo bacio prima della notte di sesso, ma non impossibile…pensate a Pretty woman! 😉 )

Parlando di idee, spesso mi chiedono dove nascono le storie.
Te le sogni di notte? Anche. In realtà elaboro maggiormente di giorno. Intenta a fare tutt’altro, rimango in genere colpita da un particolare visivo, una nota odorosa, qualche melodia in sottofondo, un episodio raccontato, magari la conversazione origliata dal tavolo vicino. A volte un’intuizione improvvisa, a volte una riflessione che scava lentamente, talmente fiacca da sembrare immobile.

Ma chi è l’artefice di tutto questo lavorio?
Questo meme-blog in qualche modo tenta di dare una risposta, cercando di descrivere i personaggi che albergano nella nostra mente e che tutto il giorno intessano trame, dalla nostra vita a quelle fantasticate da riportare su carta. Sono quelle vocine, dai modi e toni diversi, che tutto il giorno ci fanno compagnia. Non ho mai creduto infatti di avere l’angioletto nell’emisfero destro e il diavoletto in quello sinistro. Sarebbe troppo semplice la cosa.

Ho lasciato che la ciurma leggesse in anteprima, chiedendo se ciò che vedo da dentro assomiglia a ciò che si vede da fuori. Le esclamazioni in sequenza sono state: Direi che è perfetta la descrizione del tuo interiore cerebrale! AmmaZza se ci prende! (ma non è un test…) No, è perfetto giuro!!!

«Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
«Be’, non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza,» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui.»
Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll

Cosa c’è dentro la mia testa?

 

La pantera, ovvero lo spirito di vendetta. Osserva tutto quieta da un angolo, ma pare abbia fatto stragi, come testimoniano le ossa ai suoi piedi. E’ bene lasciarla dormire. A cuccia, micio.

Il vampiro con la sete di giustizia. La gola gli arde di veleno quando vede un’ingiustizia diretta o indiretta. Troppo idealista, però si ferma almeno un paio di minuti a riflettere, prima di agire. Perchè è facile uccidere un innocente per errore, lui sa quanto secolari possono essere i rimorsi.
Se però si sveglia la pantera, è dura trattenerlo.

La cassata Cassandra vaga frusciando le sue vesti lungo i corridoi e declamando lamentosa il funesto futuro. Il problema è che la metà delle volte ci azzecca. Gli altri cercano costantemente di rinchiuderla nelle segrete. Col vampiro.

Il bradipo rosa passa le sue giornate a cercare la giusta posizione del dolce far niente, dove rumore, fatica e caldo non lo possano raggiungere. Suo è il sacchetto della noia, quella polvere iridescente che riduce a zero l’attività cerebrale.

La principessa Barbie guarda tutti dall’alto della torre. Le avevano promesso un principe, lei però sospira per il vampiro e guarda incuriosita il Tuono. Cerca di insegnare agli altri del gruppo le buone maniere e la moderazione, oltre che un po’ di stile e portamento. Perchè l’abito è tutto nel red carpet.
La principessa e il bradipo passano il giorno a intrecciare storie romantiche. Sono i responsabili dei voli pindarici della sottoscritta.

Tuono, the ironman è inarrestabile. Un fascio di muscoli e nervi invincibili. Non riesce a stare fermo, ha costantemente bisogno di sfogare la sua energia fisica e il suo bisogno di velocità e potenza.
Vive di liquirizia Amarelli e Polase Sport.
E whisky, scozzese.
Quand’è ubriaco ha pensieri impuri verso la principessa.
Il bradipo lo sa e ne prende nota su carta, trasformandoli in racconti audaci.

Il Bianco a volte non ce la fa a tenerli a bada tutti. Nonostante i suoi magici poteri ancestrali, non riesce a zittire Cassandra che gli procura un cerchio alla testa rendendolo inerme, ne a fermare Tuono che per allenarsi distrugge a pugni i muri portanti del castello. Il bradipo gli imbratta la tunica di rosa, il vampiro gliela macchia di sangue dei cadaveri e la pantera affamata la riduce a brandelli.
La principessa finisce col lavare, stirare e rammendare…

 

E cosa c’è dentro la vostra?

Non spaventatevi delle voci che accompagnano le vostre avventure. Più sono vivaci e diverse nella loro guida, migliore sarà il vostro cammino. Accettate la vostra parte maschile e femminile, il vostro Yin e il vostro Yang, i dubbi e le sfumature, perché una vita troppo definita è una vita pure noiosa.

“Liz, ascolta Ketut: alcune volte perdere il tuo equilibrio per amore è parte di vivere vita equilibrata.”
Mangia Prega Ama, Elizabeth Gilbert


I post che partecipano al meme

Chi abita nella testa di Tenar? di Inchiostro, fusa e draghi, Antonella Mecenero

Inside Chiara – il guru e altra gentaglia di Appunti a Margine, Chiara Solerio

Chi popola la mia mente? di De agostibus, Lisa Agosti

16 commenti su “Forma mentis, dove nascono le storie

  1. Sinceramente la mia mente non l’ho ancora analizzata… credo che ci sia talmente tanto caos all’interno che nessuno riuscirebbe a decifrarlo!! Come una CRIPTAZIONE GPG (o PGP) A 1024bits!!!

  2. E’ un post bellissimo!
    Ora, voglio riflettere sugli abitanti che ho io nella mia testolina e se ci trovo qualcuno di interessante, partecipo. 😛

  3. Secondo me la testa di una donna già è piena di suo, poi figuriamoci se è una scrittrice!
    Se le tue idee vengono vagliate dai diversi personaggi e riescono alla fine ad uscire vittoriose credo potranno mirare agli onori del pubblico, perché si sa che siamo i migliori critici!
    Ora ti soddisfo e ti racconto cosa c’è nella mia. Innanzi tutto c’è pieno di lampadine accese, come ad immaginarti una strada a serpente che si allunga per chilometri ed un continuo brillare di idee. Tutto mi fa accendere l’illuminazione.
    Poi c’è il signor bradipo che ad un certo punto rifiuta di camminare e si distende lungo con la lingua penzolone, come Sid dell’Era Glaciale. E lì si ferma tutto per ore, giorni…
    Dire che sono finiti qui i miei personaggi è un illusione. In antitesi abbiamo anche la Signorina Perfettina che vorrebbe tanto accontentare tutti, i rossi i neri i rossoneri (non parlo di fede calcistica)e quella Spaccona che invece manda al diavolo i luoghi comuni e pretende di dire la sua, sempre.
    L’arbitro in mezzo ci sta d’incanto, anche lei donna, ma con lo sguardo vacuo stile medium in attesa della giusta reazione per calmare gli animi, prendere le parti migliori di ognuno e ogni tanto intorno alle tre di notte spegnere la luce ed andare a dormire.
    Poi capita che mia figlia mi guardi e mi chieda, mamma perché facevi quella faccia? Ecco tutti i personaggi non mi sono accorta erano in sommossa contemporaneamente! Spesso loro prendono il sopravvento e che…casino!!!

    1. Anch’io, finalmente li ho identificati sti pazzi! 🙂
      Chiedo scusa che il commento era finito in spam e non ce ne’eravamo accorti.
      Chiedo anche scusa che all’inizio questo testo l’avevo inserito come commento da te, poi era diventato troppo lungo e mi sembrava un’invasione di campo. Ecco perchè l’ho riportato di qua.

  4. Ma che bella popolazione che hai in testa! Ho immaginato un valzer con la principessa e il vampiro al centro della sala e la pantera che gira loro intorno felice giocando a prendersi la propria coda!

    1. …penso che nessuno di loro rinuncerebbe ad un valzer! Anche il bradipo ci si farebbe un pisolino. Cassandra lo userebbe quale sottofondo alle sue tragedie. Non si può dire che cosa ne farebbe Tuono…E il Bianco si lascerebbe probabilmente andare ai ricordi di gioventù.
      Bella comunque davvero l’idea Tenar, questo meme è partito tutto da te! 🙂

  5. Certo,signore, che avete una testa ricchissima, voi! Stavo pensando ai personaggi di Tenar, poi a quelli di Chiara, stasera ho letto quelli di Lisa e ora mi sono divertita con i tuoi.
    Bradipo rosa e tuono sembrano i lati di una stessa medaglia!
    E comunque che si sia principesse o meno si finisce tutti a lavare, stirare e rammendare! 🙂

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