ABC del Personal Branding

Al giorno d’oggi non basta “solo” scrivere: un autore deve interfacciarsi con il suo pubblico sia fisicamente che online, soprattutto se la sua scelta è di pubblicare in autonomia con il self-publishing e quindi a lui compete interamente la strategia di marketing per il suo romanzo. Ma come comportarsi nella grande rete, nei social e nel proprio blog per far capire ai lettori chi si trovano di fronte? Ecco a cosa risponde il Personal Branding e il nostro guest blogger di oggi, il nostro ufficiale di bussola Simona.

 

Ti va di fare insieme un viaggio nell’ABC del Personal Branding? Qualche tempo fa ho scritto sul mio Blog un contributo ben strutturato riguardo il Marketing Editoriale (..lo trovi QUI se ti va di dedicarci qualche minuto!) ma lavorando a stretto contatto con diversi scrittori più o meno realizzati nel loro campo, mi sono accorta che è necessario soffermarsi qualche riga in più sull’ABC del Personal Branding, uno step purtroppo sottovalutato dai più.

I mercati sono conversazioni, oggi possiamo e dobbiamo comunicare direttamente con il nostro pubblico. Che abbiate alle spalle una casa editrice, o meno, il lavoro di pubblicizzazione dei vostri scritti, e di voi come autori, spetta a voi stessi tanto quanto a chi sceglie di sostenere la vostra pubblicazione. Ma come è giusto presentarsi sul mercato?

COSTRUIRE LA PROPRIA IMMAGINE

Quando scegli di presentarti sul mercato come Scrittore \ Autore, ma in generale come Professionista, è importante creare intorno alla tua figura una identità che ti rappresenti, ma fai attenzione che curare il tuo Personal Branding non si limita a te come Professionista, bensì prende in considerazione anche altri aspetti del tuo vissuto quotidiano, on-line come off-line. Devi promuovere te stesso, il tuo talento e la tua passione. Sei tu il Brand da infiocchettare, e ti sorprenderà ma ti troverai a dover gestire diversamente anche la tua vita privata, in funzione di quella pubblica che darai in pasto al tuo target.

Non arriverò a parlarti di giornalisti, fotografi e giornali di Gossip pronti ad inseguirti per strada, ovvio.. ma già i Social Network sono canali dove la privacy spesso è mal gestita. Quindi, senza volerti spaventare ti dico già che se non vuoi fare le spese di una cattiva reputazione, devi impegnarti fin da subito nel costruire il tuo Personal Branding ad-hoc.

PIU’ INVESTI SUL BRANDING, MAGGIORE SARA’ IL RITORNO

Ragionando sulla nascita di un Business, prima ancora di definire quindi il canale che andrai a sfruttare per farti conoscere, un passaggio fondamentale è quello dedicato al classico step “VALORE apportato VS BISOGNO soddisfatto”, cosa che nel mio progetto Idea Business sono ormai abituata a trattare proprio alla base del processo di creazione di Personal Branding o Brand Identity, per veder poi nascere solo Business consapevoli e progetti che non falliscano dopo appena qualche mese di sacrificio!

Nel momento in cui devi pensare al bisogno che il tuo Business soddisfa ad ogni modo, non fai altro che immedesimarti nel tuo possibile Cliente, cercando di descrivere il più accuratamente possibile sia il problema che andrai a risolvere a quello che hai individuato come tuo Cliente tipo, sia tutte le abitudini e caratteristiche di questo utente modello. Perché? Proprio perché conoscere a chi ti rivolgi, le sue abitudini, consuetudini e necessità, è fondamentale per posizionare un servizio o prodotto che poi incontri la domanda del mercato di riferimento. Allo stesso tempo, devi saper andare oltre le analisi di mercato ed i sondaggi, perché devi arrivare all’utente non solo in via razionale ma soprattutto alla sua base emozionale non conscia, che è poi quella che influenza molte delle nostre azioni. Ho scritto qualcosa in più su questo argomento, trattando il tema della Customer Journey ovvero il percorso dell’Utente \ Cliente dal primo approccio con l’Azienda \ Professionista, fino alla decisione di acquisto… o non acquisto. Sempre sul mio Blog quindi, troverai un piccolo approfondimento sempre ad accesso gratuito, al link sopra.

COME COSTRUISCO LA MIA IDENTITY?

E bene si… ci siamo. Siamo tutti paladini del famoso “L’abito non fa il Monaco” ma in realtà non è così, credimi. In ambito lavorativo, ancora oggi, l’abito non fa solo il Monaco ma l’intero Monastero, solo che è l’atteggiamento con cui guardi alle convenzioni a cambiare la tua visione del tutto. Non percepirla per forza come una cosa negativa quindi, o un peso nella tua quotidianità. Se sei un Professionista, sentiti tale e comportati come conviene, tanto on-line quanto off-line. Che sia sui Social Network o nella vita reale, stai portando a spasso il tuo talento, quindi trattalo bene perché ne vale il tuo futuro!

Chi decide però cosa conviene? Molti cadono in questo dilemma, ma io resto fiduciosa nell’intelligenza altrui, e sono sicura che già da solo\a sai benissimo come è consono comportarsi. Questo ovviamente se parliamo di vita comune, quella che siamo abituati a vivere secondo l’educazione che ci hanno dato fin da piccoli, ma quando si parla invece di Web? Lì sono cavoletti di Bruxelles… perché facciamo strafalcioni assurdi purtroppo, spesso senza nemmeno rendercene conto.

Ad ogni modo, faccio un passo indietro e ti descrivo cosa è necessario individuare per costruire la tua Identity, a cui essere poi fedele nel quotidiano. Naturalmente do per scontato un primo passaggio, ovvero quello che presuppone tu abbia già un’IDEA di Business che preveda l’aver valutato VALORE, COMPETENZE, PARTNER ed OFFERTA. Possiamo quindi da lì procedere con i seguenti step:

  1. Mission e Vision aziendale: Ho bisogno di descrivere il mio CHI-COME-DOVE-QUANDO e gli intenti del mio Business. Che la tua Mission sia chiara a te, è il primo passo perché sia chiara anche al tuo potenziale Cliente;
  2. Buyer Personas: Devo sapere a chi si rivolgerà il mio Business per poter focalizzare i bisogni del mio Cliente, le caratteristiche ed i trend del mercato in cui mi inserisco;
  3. Canali: Dove incontro il mio target? Non sono Coca-Cola quindi non posso sicuramente puntare, almeno all’inizio, ad una strategia omnicanale;
  4. Logo: Hai intenzione di usare il tuo nome e cognome..o piuttosto un alias? Intorno alla definizione della tua Identity è necessario individuare quella che sarà l’immagine coordinata di riferimento, logo in primis. Sai ad esempio, che lo studio dei colori del logo si fonda su principi di psicologia applicati al marketing? Ci sono tutta una serie di fattori da tenere in considerazione, quando si crea un Brand. Se sottovaluti la definizione del tuo Personal Branding, prima o poi ne farai le spese. Devi raccontare la tua storia, disegnando la tua mission con passione, creatività e strategia!
  5. Immagine coordinata: Partendo dal logo e dai colori individuati per meglio tracciare la tua Mission, è bene formalizzare tutto il materiale informativo e promozionale che ti occorrerà per farti conoscere off-line (Biglietto da visita, Carta Intestata, Flyers, Brochure, Cards etc.) e on-line (Personalizzazione Cover Social Network ed immagine Profilo di Account Personali o Professionali, Sito Web).
    E’ normale che se deciderai di dare vita ad una sede fisica, dovrai mettere in conto di uniformare anche l’immagine di targa, nome sul citofono, arredo etc. proprio come farai invece per il tuo ufficio a porte aperte sul Web, ovvero Social Network e Sito Internet.

BRAND AWARENESS

Una volta costruita la tua Identity è tempo di farsi strada nei canali che avrai individuato, attraverso la definizione di una STRATEGIA. Ne parlavo tempo fa in un contributo del mio Blog: Se l’idea c’è ma non prende piede, è solo un problema di strategia!

Oggi come oggi, con milioni di utenti connessi costantemente on-line su Social e Web, te la sentiresti di fare a meno di Internet per veicolare il messaggio della tua Mission? Io non potrei immaginare strategia che possa prescindere dal Web. Ma se magari stai pensando che creare un Sito Internet ti costerebbe troppo, rinunceresti allo stesso modo anche ai Social Network? Il 99% delle persone che leggeranno questo articolo è già sui Social… posso scommetterci! Eppure una percentuale bassissima di quel 99% è consapevole di come gestire i propri account. Ad esempio, ti sei mai chiesto quale Social Network scegliere e perché? Se ti va al link troverai un mio articolo a questo proposito.

Devi fare Brand awareness, certo. Ma come? Tutto dipenderà dalla strategia che metterai in campo, dalle collaborazioni che saprai instaurare perché fare Networking è importante ma c’è una linea sottile tra fare rete e fare spam, cosa che sempre più di frequente bisogna contrastare, su Facebook soprattutto!

COSA FARE E COSA NO

Sei un Professionista? Comportati da tale e smettila di cadere in provocazioni inutili, in giochini scemi, in situazioni che insomma ti mettono in ridicolo. Ci sarebbe da scrivere per giorni e giorni su questo argomento, ma una cosa è certa, ci sono cose che fanno bene al tuo Business ed altre che lo ammazzano. Vediamo sommariamente quali:

  1. FAI RETE: Devi essere presente on-line come off-line. Crea delle collaborazioni stabili e lungimiranti, partecipa e sii presente nelle discussioni del tuo settore;
  2. GESTISCI LA TUA PRIVACY: Ti piacerebbe che un minuto prima un tuo potenziale Cliente ti immaginasse come Scrittore\trice di grido e un minuto dopo ti vedesse a 4 di bastoni sul divano di casa con un calzino bucato?! Sicuramente no. Per questo devi saper gestire la privacy dei tuoi account Social, creare delle liste di utenza, essere consapevole quando pubblichi un contenuto della destinazione e delle autorizzazioni che darai al post. Ne vale la tua professionalità, e anche il tono del tuo Business;
  3. SMETTI DI GIOCARE: Se sei un Professionista datti un tono! Smettila con queste richieste di vite per Candy Crush o almeno fallo in silenzio. Come? Come sopra: gestisci la tua privacy e posizionala per quei dannati giochini su “Solo io” (se parliamo di Facebook) in modo che gli altri non si accorgano che passi la giornata a giocare, invece che formarti o scrivere;
  4. FORMULA UN CALENDARIO EDITORIALE: Non pubblicare quando capita, o quando puoi. Crea un appuntamento fisso con il tuo potenziale Cliente. Un calendario editoriale DEVE essere parte integrante della tua strategia;
  5. CURA LA TUA PRESENZA ON-LINE: Essere on-line tanto per esserci non serve a nulla. Il tuo sito ha bisogno di un buon ragù;
  6. INTEGRA ON-LINE e OFF-LINE: Magari non subito, ma inizia a pensare di dover integrare la tua presenza on-line e off-line. Inizia ad adocchiare eventi di settore, fiere, incontri di Business che fanno al caso tuo, e poi allinea la tua strategia alla partecipazione ad occasioni di questo tipo.

…e poi avrei ancora tantissime cose da dirti! Però parlo sempre troppo, e spero quindi che ci sarà ancora occasione di discutere ed approfondire insieme questi argomenti così preziosi per chi sceglie di mettersi in gioco in prima persona, accettando la sfida di promuovere se stesso.

TI FACCIO UN REGALO

Se hai avuto la pazienza di leggermi fin qui, non posso non farti un regalo! In primis perché questo articolo è ospitato su un Blog che io apprezzo molto, e ci tengo quindi a ringraziare Barbara per avermi voluta ospitare, dedicando ai suoi lettori ed alle persone che la seguono nei suoi interessanti contributi settimanali, un mio souvenir 🙂

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Grazie per il tempo che hai dedicato al mio articolo!
Simona Fioravanti

Simona Fioravanti di Up360 Guest blogger: Simona Fioravanti
Visual Designer felicemente coinvolta nell’impermanenza del Lifelong Learning. Mamma di UP360.iT e di uno splendido Labrador di nome Sonny che è sempre il primo ad arrivare in studio ogni mattina! Simona ama leggere e soprattutto negli ultimi anni si è avvicinata molto alla Filosofia Buddhista. Ha volutamente dato un taglio anche etico alla sua Azienda, dedicando diverse uscite del suo Blog a guidare le Onlus ed i piccoli Professionisti alle prime armi nel farsi strada alle prese con la giungla del web.

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13 commenti su “ABC del Personal Branding

  1. Tutto molto interessante. Faccio però fatica (limite mio, sia chiaro) a calare quanto suggerito nel mio contesto: scribacchino che deve farsi conoscere… 🙁

    P.S.: mi sono iscritto per il regalo. Se posso scegliere, vorrei una bella bacchetta maggica (con due “g”…) 🙂

    1. Ciao Darius 🙂 Ti consiglio di leggere anche l’articolo linkato all’inizio sul Marketing Editoriale, se non l’hai già fatto.
      Personal Branding non significa farsi conoscere.. magari per quello non trovi troppi spunti in quel senso, su questo articolo. Però possiamo parlarne, of course! 🙂
      Grazie per il feedback, Simona

  2. Post interessantissimo! Prendo nota di tutti i buoni consiglia da seguire. Mentre leggevo pensavo che sulla privacy sono abbastanza a posto, sono talmente riservata che prima di scrivere qualcosa penso duecento volte i pro e i contro, mi aiuta molto il mio carattere schivo 🙂

    1. Ciao Giulia 🙂
      Lancio un sassolino, prendendo spunto dal tuo commento sopra. Attenzione che la gestione della privacy non è privarsi di scrivere qualcosa o contenersi nel postare un contenuto piuttosto che un altro. Una buona gestione della privacy significa essere liberi di scrivere qualsiasi cosa ma avere la certezza di sapere esattamente quale sarà il destinatario che riceverà quel nostro messaggio. È una sottigliezza ma in realtà il discorso è mooooolto diverso 🙂
      Grazie del tuo feedback, Simona F.

  3. Simona, un articolo che ho apprezzato moltissimo e che mi appresto a condividere sui social, perché sono convinta che sia utile a tutti, a me in primis.
    Lodi, lodi e ancora lodi!

  4. Gentile Simona, anch’io non riesco a entrare in questi discorsi. Parli, per esempio, di Valore apportato contro Bisogno soddisfatto. Ma qual è il valore apportato da un libro e qual è il valore soddisfatto? Meglio ancora: come misuri l’uno e l’altro? Il brand di uno scrittore esordiente, poco o nulla conosciuto, è misurabile, migliorabile, espandibile?

    1. Salve Helgaldo!
      È un nome d’arte o il tuo vero nome? Davvero particolare.. ad ogni modo 🙂
      Vado al punto..
      Ogni azione, soddisfa un bisogno nostro o altrui. Maggiore è l’incontro tra valore portato e bisogno soddisfatto, maggiore è la pertinenza dell’azione, e di conseguenza del Business. Faccio un esempio relativo proprio al settore..
      Qual è il mio valore in qualità di scrittore? Porto beneficio a chi mi legge, e la mia buyer personas è diversa in base alla mia tipologia di scrittura e di canale che scelgo per promuovermi.
      Scrivo romanzi rosa? Il mio pubblico è prettamente femminile, età 40-55 anni blablabla. Scrivo romanzi storici? Il mio lettore tipo è uomo sui 50-60 anni e così via perché non possiamo generalizzare in questo settore quindi la buyer personas non è una ma ogni autore avrà la sua. Dobbiamo conoscerla, studiarla, renderci conto di quale suo bisogno soddisfa il nostro libro. Vuole rilassarsi leggendo? Vuole andare lontano ed estraniarsi? Vuole conoscere posti dove non andrà mai? Qual è insomma il bisogno che la porta a me autore?
      Spero sia chiaro questo punto.
      Secondo poi, quando mi parli di Brand, parliamo di identità. Uno scrittore anche sconosciuto, può/deve averne una. È fondamentale per farsi poi conoscere, per tessere un filo intorno alla sua immagine. È misurabile? Assolutamente si. È migliorabile? Certamente, ma sempre partendo dallo studio di cui sopra. Se non sappiamo a chi ci rivolgiamo, è difficile costruire un’identità in cui il mio lettore si riconosca e si rifugi con piacere 🙂
      Scusa se mi sono dilungata e grazie per avermi chiesto di approfondire questo passaggio.
      Simona F.

  5. Cara Simona seguo i tuoi consigli da tempo e rileggerli fa sempre bene, come fare il punto della situazione tenendo presente la giusta rotta.

    1. Ciao Nadia cara 🙂
      E’ sempre un piacere leggerti, e sono stra-sicura che sarai la migliore a mettere in pratica tutto quello che stai imparando con attenzione e sacrificio.
      Ci sentiamo in Community UP360, un abbraccio!
      Simo

  6. Nonostante sia stato più volte e da più fronti sottolineato il fatto che io e il marketing (e pure l’informatica) ci annusiamo da lontano e basta, ho trovato spunti interessanti e ho cercato di capire quanto io stia facendo e quale ritorno ho avuto fino a ora. Io credo che la mia identità costruita sia generalmente apprezzata perché si percepisce quanto aderisca alla vera me, e questo poi salta fuori se magari si arriva a un incontro a quattr’occhi + occhiali. Sono un’autrice emergente, credo di potermi definire così, ho pubblicato abbastanza, ho venduto abbastanza, non sono famosissima, ma dei miei libro ha parlato PANORAMA, sono invitata a incontri riservati a blogger in caso di nuove uscite di libri, mi piacerebbe fare di più, che il prodotto “Sandra autrice!” avesse più seguito senza stravolgere la mia vita con troppi social.

    1. Salve Sandra, ed in primis complimenti per i risultati ottenuti. Possiamo darci del “tu”? 🙂
      Hai sottolineato un punto secondo me fondamentale, ovvero la necessità di cucire il Personal Branding intorno a chi siamo; questo deve essere chiaro perchè basterebbe poco poi a smascherarci, se così non fosse. La mia identity deve esprimere chi sono, la mia mission, la mia vision. Questo step viene considerato prima ancora della strategy, che fa parte invece di come vogliamo poi promuoverci. Quando però si parla di costruire un’identità è necessario considerare anche il target a cui ci si rivolge. Sapere ad esempio che scrivo per bambini può modificare colori e modelli del mio Personal Branding, ma non deve in alcun modo snaturare la mia persona, quindi più riusciamo a costruire un’identità autentica, migliore sarà poi la possibilità di sfruttarla on-line come off-line.
      Far uscire il prodotto “Sandra autrice!” invece, fa parte della strategy da attuare, e per fare ciò bisognerà discutere i canali in cui promuoversi, la formula, eventuali network on-line come off-line da sfruttare. Non per forza i Social sono l’unica risorsa da considerare, ma nel caso di self publishing nemmeno si può escluderli, per dire.
      Dovresti metterti insomma a tavolino, riflettere un attimo sulla vision del tuo progetto, e da lì partire per disegnare una strategia di promozione che come dici tu non ti stravolga la vita, ma nemmeno ti lasci statica o dormiente sui risultati ottenuti. Anzi, proprio questi risultati devono essere un trampolino di lancio per far emergere il tuo talento.
      A -leggerci- presto.. spero!
      Simona 🙂

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