Lascia un libro, prendi un libro - Divulgazione del libro e della lettura

Lascia un libro, prendi un libro
Una mappa per la condivisione gratuita dei libri

Ricordate le meravigliose casette di libri nei parchi di quartiere? In quest’ultimo periodo i parchi pubblici e le casette sono rimaste chiuse, l’elfo che le abita (nessuno l’ha visto, ma se c’è una casetta tra gli alberi, di sicuro c’è un elfo a protezione) si è un po’ innervosito di stare da solo, come pure i libri trattenuti lì, senza lettori.
Eppure anche quando tutto sembra immobile, le cose straordinarie si muovono lo stesso e da una foto di una delle casette, un’altra bella idea mi ha raggiunto con una mail (un altro sassolino da Dio, ne sono convinta).

Si chiama “Lascia un libro, prendi un libro” ed è la prima rete nazionale per il recupero e la condivisione gratuita dei libri, simile all’internazionale Bookcrossing ma esclusivamente italiana, più adatta al nostro tessuto sociale fatto di piccoli negozi visitati giornalmente dalla comunità locale.
Questo progetto parte dalla Sicilia, da un incantevole comune ai piedi dell’Etna, Belpasso, e da un suo cittadino amante dei viaggi, dell’ambiente e dei libri, tre passioni che spesso camminano insieme. Giuseppe Rapisarda ha riempito il suo paese di libri, con ben 34 punti di condivisione su circa 18.000 abitanti: entri nel panificio e trovi romanzi vicino alle pagnotte appena sfornate, fai un salto al bar per un cappuccino e vicino allo zucchero ci sono libri al profumo di caffè, vai dal ferramenta per un paio di bulloni e di fianco allo Svitol sono poggiati un paio di saggi e qualche antologia, giusto per lubrificare anche la mente! 😉

Ma una bella idea è impossibile da contenere, così in poco tempo da Belpasso il progetto ha raggiunto tutta l’Italia con 210 punti di raccolta e condivisione, in 90 città e su 50 province diverse. “Li cresciamo con un amore e una cura che non immagini, uno per uno” mi ha detto Giuseppe. Come potete comprendere, è un progetto che richiede grosso impegno, una notevole mole di lavoro per coordinare il tutto, ma che è di puro volontariato, totalmente gratuito per l’intera collettività e per i lettori.

Ad oggi in tutta la penisola sono già stati messi in circolo più di 30.000 volumi, una stima approssimata per difetto. In provincia di Salerno un solo centro ha più di 9.000 libri a disposizione di chiunque voglia leggere. Molti altri punti hanno scaffali pieni di testi. Fino a 1.400 erano riusciti anche a catalogarli, poi è diventato pressoché impossibile e i libri hanno diritto di viaggiare liberi.
“Lascia un libro, prendi un libro” è un’enorme biblioteca diffusa che abbraccia le persone, circondandole di libri e belle storie.
Possiamo contribuire tutti, portando (e prendendo) un libro oppure spiegando il progetto alla parrucchiera, al barbiere, in tabaccheria, in farmacia, in pasticceria, dal dottore e dal dentista (meglio un libro della solita rivista di gossip, no?), in merceria e all’ortofrutta.
E pure in palestra, che se il cervello non è propriamente un muscolo, resta un organo esigente e va tenuto allenato! 😀

Lascia un libro, prendi un libro - logo

Lascia un libro, prendi un libro
Come nasce l’idea

Il creatore di “Lascia un libro, prendi un libro” è Giuseppe Rapisarda, laurea in Chimica ed esperienza come Area Manager presso multinazionali del settore medicale. Che decide di appendere la cravatta al chiodo e girare alla scoperta del mondo. Ha effettuato più di 300 viaggi e visitato quasi 100 nazioni. A lui appartiene il record italiano di discesa del Danubio in kayak in ambito TID (Tour International Danubien, 2520 km).
Da sempre interessato alla salvaguardia dell’ambiente, perché se viaggi la Terra diventa la tua casa e il cielo stellato il tuo soffitto preferito, nel 2015 ha costruito insieme a due scuole e diverse associazioni, una Eco-canoa con 400 bottiglie di plastica e l’ha condotta in una traversata del litorale catanese, per sensibilizzare le persone al recupero, riciclo e alla riduzione della plastica.
Qui siamo tradizionalisti, ci piacciono le barche di legno e i libri di carta, ma non è uno spettacolo questa canoa? 😀

 

Lascia un libro, prendi un libro - Giuseppe Rapisarda

 

Accanto a viaggi e libri, Giuseppe sostiene anche un’associazione antiviolenza e la promozione degli orti didattici e del verde pubblico. Quando può, ama piantare degli alberi nei parchi pubblici delle nazioni che visita. Indubbiamente un personaggio poliedrico, con molti interessi e attività (mi ricorda qualcuno… ma chi?! 😀 )
Non sono riuscita a trattenermi dal fare qualche domanda sul progetto “Lascia un libro, prendi un libro” nato a metà del 2017.

Giuseppe, come è nata l’idea di “Lascia un libro, prendi un libro”?
Di fatto non è stata assolutamente un’idea mia. Tra i tanti viaggi che ho fatto, mi è capitato di viaggiare anche in zone dove ci sono parecchie postazioni per la condivisione dei libri. Da qua l’idea di allestirne un paio nel mio paese, in realtà, ad oggi, abbiamo superato i 200 punti.

E’ stato più l’impulso di salvare la carta dal macero che ha portato al progetto di condividere i libri o al contrario la volontà di promuovere la lettura ha aiutato a salvare così tanti libri dal cestino?
Decisamente l’idea è quella di far circolare i libri “imprigionati” nelle librerie. Poi con il tempo, ma soprattutto con l’esperienza, abbiamo allargato la nostra azione anche in altri campi, quale ad esempio, il recupero ed il riuso dei libri che altrimenti andrebbero al macero; la lotta alla ludopatia, al posto delle slot machine, nei nostri bar facciamo trovare i libri; proviamo ad avviare dei pomeriggi letterari e creare dei gruppi di lettura.

Da persona che ha visitato così tanti paesi e nazioni, meglio viaggiare portandosi dietro un libro o leggere un libro e viaggiare con la mente?
L’una cosa non esclude l’altra, entrambe le cose possono convivere. Siccome questa è una risposta diplomatica, ed io non voglio essere diplomatico, accetto la provocazione e rispondo… Fino a quando il fisico me lo consente, preferisco vivere i miei viaggi avventurosi, invece di leggere le avventure vissute da altri, o peggio ancora semplicemente inventate da altri. Alcuni studiano, approfondiscono i luoghi che andranno a visitare, per cui il viaggio diventa una conferma; io invece preferisco vivere il viaggio come scoperta, esplorazione e avventura. Approfondire durante il viaggio stesso, non prima. Sono in grado di farmi una mia opinione delle cose che incontrerò in viaggio e non voglio che questa sia inficiata dalla lettura del giudizio che ha dato qualche altra persona.

Ultima domanda, la più difficile: che libro stai leggendo adesso? 🙂
Ho appena finito di leggere, “La morbida resistenza della roccia” di Nino Pràstani e sto riprendendo un libro di Marshall Rosenberg, che avevo già letto parecchio tempo fa “Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla comunicazione nonviolenta”

 

Lascia un libro, prendi un libro - punti di condivisione 2

Una mappa per la condivisione gratuita dei libri

La casa virtuale di questo progetto è la pagina Facebook, gestita proprio da Giuseppe Rapisarda: Lascia un libro, prendi un libro – pagina Facebook
Da qui potete accedere alla mappa sempre aggiornata dei punti di condivisione di libri già attivi nel territorio, la rassegna stampa del progetto e le bellissime foto dei libri pronti alla lettura presso i diversi negozi o associazioni aderenti. Sempre dalla pagina Facebook, potete contattare Giuseppe per aprire voi stessi un punto di condivisione all’interno della vostra attività lavorativa o far aderire gratuitamente a questa rete nazionale il punto libro che avevate già allestito.

Non ci sono infatti limitazioni, ovunque può essere allestito un punto di raccolta dei libri, basta mettere a disposizione un piccolo spazio, una mensola, uno scaffale in un angolo, un tavolino, e metterci qualche libro per cominciare. Saranno gli stessi lettori ad alimentarlo man mano che si diffonde il suo utilizzo e si sparge la voce. Andrà bene qualsiasi libro, dai romanzi ai saggi, per ogni genere letterario, ad esclusione dei testi scolastici e delle enciclopedie.
L’unica regola è che per prendere un libro, bisogna lasciarne un altro (ma le donazioni di libri sono sempre gradite). Non c’è nessun obbligo di restituzione del libro preso e letto, ne di registrazione del testo o del lettore su qualsivoglia sito o registro.

Le tipologie dei punti di condivisione ad oggi sono le più disparate: cartolibrerie, panifici, bar, parrucchieri, ferramenta, agenzie di viaggio, copisterie, paninoteche, negozi del caffè, lavasecco, associazioni, Proloco, negozi di articoli sportivi, studi medici, negozi alimentari, scuole linguistiche, scuole musicali, tabaccherie, centri antiviolenza, ristoranti, poste private, centri CAF, centri di ascolto, mercerie, ortofrutta, erboristerie, biscottifici, negozi di abbigliamento, parrocchie, farmacie, B&B, centri servizi, palestre, negozi di telefonia, edicole, scuole di danza, studi produzioni televisivi, fotografi.

Proprio in questo il progetto si differenzia dal classico Bookcrossing, perché i punti di condivisione sono luoghi al coperto e presidiati (anche le casette del parco sono sorvegliate dai residenti del quartiere), i libri sono protetti dai vandali e dalle intemperie, sono punti fissi accessibili negli orari di apertura di quel negozio, nel caso dei bar con un orario prolungato, anche nel weekend.

Lascia un libro, prendi un libro - Mappa Google dei punti di condivisione
Clicca per vedere la mappa aggiornata

“Non vogliamo portare le persone ai libri, ma i libri alle persone.” Questo è il concetto che sta dietro al progetto “Lascia un libro, prendi un libro”. Di più, perché nel tempo si è arricchito di altri contenuti dal valore fortemente etico.

Partendo dall’esempio della biblioteca degli spazzini di Ankara, che hanno recuperato circa 6000 libri dal macero (Fonte: Il Libraio), Giuseppe Rapisarda ha pensato di predisporre dei punti di raccolta di libri nelle isole ecologiche, per intercettare i libri destinati alla spazzatura. Un recupero culturale e ambientale allo stesso tempo, perché ogni libro cestinato rappresenta risorse ambientali impiegate, dall’albero abbattuto alla lavorazione della carta, al procedimento di stampa e la sua distribuzione. Recuperare e ridare nuova vita a questi libri è un modo di onorare quelle risorse, oltre che portare nella comunità, soprattutto i più piccoli, i valori del recupero e del riciclo.

Dato poi che una buona parte dei punti di condivisione sono bar, il progetto “Lascia un libro, prendi un libro” ha lanciato una campagna contro la ludopatia: SI ai libri, NO alle slot machine. La cultura contro quello che non è un semplice vizio al gioco d’azzardo, ma una malattia riconosciuta e annoverata tra le “nuove dipendenze”. Ricordiamo infatti che ogni anno le slot machine raccolgono 25 miliardi su tutto il territorio e non si tratta di persone fortunate (Dati 2018, fonte: Repubblica)
Nessun punto che aderisce al progetto ospita slot machine nei propri locali, convinti che non sia quello il modo di fornire un servizio alla comunità.
Ancora una volta, i libri potrebbero salvare anima e portafoglio!

 

Lascia un libro, prendi un libro - punti di condivisione 1

Hai trovato il punto più vicino a te?

Potresti portare un libro e vedere cosa c’è, scambiare anche qualche chiacchiera con un altro lettore. Che a parlare di libri non si finisce mai… Oppure potresti anche pensare di aprirne uno proprio tu!
Potrebbe essere una buona idea, ripartire dai libri. Da quando esistono, non ci hanno mai lasciati soli.

Per quanto mi riguarda, voglio contribuire nel mio piccolo. Già ad ogni casetta che viene inaugurata nella mia zona, cerco di essere presente e di portare un paio di romanzi. Ma se qualche negoziante di Padova vorrà aprire un nuovo punto nella mappa di “Lascia un libro, prendi un libro”, sarò ben felice di dare una mano e donare qualche romanzo. Basta che mi contattate qui dal blog oppure dalla pagina Facebook di webnauta 🙂

 

Comments (17)

valentina

Mag 02, 2020 at 9:05 AM

Bellissima iniziativa a cui aderirò sicuramente iscrivendomi a FB e che renderò attiva appena riapriranno tutti i negozi!

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Barbara Businaro

Mag 02, 2020 at 5:44 PM

Grazie Valentina e benvenuta sul blog! Certo è un progetto da portare nei luoghi che frequentiamo spesso, dove i libri potrebbero essere una bella brezza primaverile in questo momento. 🙂

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Giulia Mancini

Mag 02, 2020 at 10:06 AM

Queste iniziative sono sempre molto lodevoli, mi piace soprattutto la lotta alla ludopatia, dopo cerco i siti di Bologna dedicati all’iniziativa, mi piacerebbe portarvi qualche libro. Bella l’intervista, mi sono appuntata il libro di Rosemberg Le parole sono finestre (oppure muri).

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Barbara Businaro

Mag 02, 2020 at 5:53 PM

Sulla ludopatia e sulle slot machines ne ho parlato qualche anno fa con un amico, gestore di un bar appena aperto. Per coprire le prime spese, gli avevano consigliato di installare un paio di macchinette e lui l’ha fatto. Ha dovuto riservare un angolo del locale, togliendo 4 tavoli uso pranzo, oscurando la vetrata in quella zona e chiudendo l’area con un separè (perché i giocatori chiedono maggior privacy, non vogliono essere visti giocare, e perdere ingenti somme). L’assicurazione del locale però gli ha richiesto maggiore sicurezza, così ha dovuto far installare un impianto d’allarme a fumogeno. Nel giro di sei mesi ha avuto tre furti andati a segno, e solo il costo della ricarica del fumogeno non veniva coperto dai precedenti incassi. Ci stava addirittura rimettendo (oltre la rottura di scatole di denunce e scartoffie varie). Ha tolto tutto ed ha rimesso i tavoli. E chissà che non lo convinca ora a mettere una mensola con dei libri. 😉

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Sandra

Mag 02, 2020 at 10:51 AM

Io ho un punto così al bar della colazione ma secondo me non è mappato perché non ha l’insegna logo ecc. Si sono organizzati loro con una piccola libreria e io ho già portato parecchi volumi e ne ho presi un paio. Sono parecchio imbranata a vedere le mappe di questo tipo, comunque si chiama 100 Caffè a Milano in p.za Scolari. Tutto ciò che gira intorno ai libri e al risparmio e all’ecologia è sempre assai lodevole.

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Barbara Businaro

Mag 02, 2020 at 5:55 PM

Ho guardato io per te Sandra: a Milano risulta un solo punto al momento ed è una parrucchiera. Quando riaprirà quel bar e potrai farci un salto, potresti parlare ai gestori di questo progetto. Dal punto di vista dei negozi, è comunque una forma pubblicitaria gratuita, da non disdegnare di questi tempi. 🙂

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Sandra

Mag 02, 2020 at 7:04 PM

Grazie davvero.
Sì, lo farò di sicuro, perché alla fine è già tutto predisposto.

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Elena

Mag 02, 2020 at 8:41 PM

Ricordo molti anni fa un bel bar nel centro di Torino. Di quelli in cui ci sono divani e zone silenzio, ottimo caffè e muri pieni di scaffali di libri. Ne presi uno in spagnolo e lo divorai. Restai più di un’ora e quando me ne andai, il gestore mi disse che quel libro potevo tenerlo. Avevo in mente di restituirlo prima o poi ma non l’ho mai fatto. Non è solo ciò che contiene ma l’esperienza che mi ha procurato che non voglio lasciare. Questa iniziativa è molto simile. Purtroppo a Torino chi vi aderisce è molto distante dalla zona in cui abito ma chissà, si diffonderà? Me lo auguro. Grazie per avercela presentata a entrambi

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Barbara Businaro

Mag 03, 2020 at 5:59 PM

Si diffonderà se noi gli daremo una mano. 😉
I libri cartacei sono le emozioni che hanno scatenato divenuta sostanza, per questo da certi non ci possiamo proprio distaccare. Per questo preferisco regalare un’altra copia, che prestarli (e rischiare di perderli come mi è accaduto con I Promessi Sposi!)

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Luz

Mag 03, 2020 at 6:56 PM

Una delle iniziative più belle degli ultimi anni, rispondente a quel sistema di bookcrossing inventato dagli anglosassoni. Qui però c’è un valore aggiunto, quello di varcare soglie inedite, quindi creare un progetto più esteso, anche inaspettatamente esteso. Mi piace, perché vedere il libro in ogni ambiente possibile è sempre buon segno. Complimenti all’ideatore.

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Barbara Businaro

Mag 04, 2020 at 6:36 PM

Lo stesso Bookcrossing ufficiale prevede dei punti OCZ, Official Crossing Zone, che sono proprio luoghi aperti al pubblico ma protetti, dove qualcuno mette a disposizione dello spazio per il ricovero e lo scambio dei libri. Ma il bookcrossing da noi non ha preso piede perché è un’organizzazione internazionale dove l’inglese la fa ancora da padrone, e noi abbiamo troppe difficoltà ancora, sia con l’informatica che con l’inglese. Speriamo che un’iniziativa nata in suolo italico e madrelingua riesca a raccogliere maggior consenso. 🙂

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Grazia Gironella

Mag 03, 2020 at 9:54 PM

Vedere libri in luoghi diversi da quelli canonici mi fa sempre sorridere. Cosa c’è di più gioioso? Ottima idea anche quella di recuperare i libri prima che vengano lasciati in discarica.

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Barbara Businaro

Mag 04, 2020 at 6:41 PM

Si, il recupero in discarica, immediatamente prima del macero, è la parte migliore direi. Conosco varie associazioni che fanno lo sgombero gratuito di appartamenti e garage, ovviamente saltano fuori anche dei libri dal mucchio. Ma in genere vengono messi in vendita nei mercatini dell’usato, invece di essere donati gratuitamente ai lettori. Sapere che possono essere conferiti all’Ecocentro semplificherebbe parecchio il loro riciclo. 🙂

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Tiade

Mag 05, 2020 at 9:53 PM

Buondì, rieccomi dopo lunga assenza. Piacevole rientro.
Mi è capitato di salvare alcuni libri dal macero, nella fattispecie, alcune copie della prima traduzione italiana dell’Encyclopédie di Diderot & Co., e proprio non riesco a staccarmene. È come quando si salva un gattino dall’annegamento, è tuo per sempre, adottato a vita.
In compenso durante la mia permanenza in ospedale ho scoperto che mettono a disposizione, su ogni piano, una serie di libri. Non ho resistito, ne ho presi un paio con l’intenzione di restituirli in breve tempo, dopo averli riletti ed essermi appuntata le parti salienti. Poi il mondo si è fermato e li ho ancora io.
Comunque, stupenda iniziativa. Diffonderla sarà un po’ più difficile, a meno che non mi appoggi a chi può muoversi. Io al momento sono bloccata da Madre Natura, pandemia a parte, che da mesi una frana ci blocca la discesa a valle.

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Barbara Businaro

Mag 06, 2020 at 12:13 AM

Bentornata Tiade!! Sono proprio contenta di rileggerti, avevo anche pensato di scriverti una mail ma non volevo disturbare. 🙂
Anch’io non riesco a staccarmi da alcuni libri salvati. O dovrei dire che mi hanno scelta, hanno incrociato la mia strada e sono loro ad avermi salvato.
Ma ripartiremo con calma, sia a portare i libri alle casette che distribuirli per mensole e scaffali nei vari punti, ho un paio di romanzi qui in attesa da condividere.
Spero di rileggerti ancora qui sul blog, resta a tenerci compagnia. E speriamo che la frana ti tenga al sicuro dalla pandemia ancora un pochino và. 😉

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Darius Tred

Mag 07, 2020 at 12:06 PM

Mi piace molto questa iniziativa. Anche qui nel mio paesello sono spuntate alcune casette nei negozi. Non ho ben capito se sia bookcrossing o altro: me ne sto un po’ lontano… Ho sempre il timore di trovare un mio libro… 😀 😀 😀

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Barbara Businaro

Mag 07, 2020 at 6:27 PM

Beh, non sarebbe male trovarci uno dei tuoi romanzetti, con la dedica del precedente lettore: “Questo te lo consiglio perché…” 😉
Ci sono persone che mettono in circolo i libri perché ritengono che le emozioni devono viaggiare, mica per fare spazio in casa!

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