Un sassolino da Dio per costruire il nostro futuro

Un sassolino da Dio

Capita a volte che Dio ci lanci un sassolino, per indicarci la direzione, per risolvere una questione intricata, per confermarci che stiamo facendo la cosa giusta.
Non sto dicendo che Dio ci scagli i sassi in testa, anche se in qualche occasione potrebbe proprio sembrare così. Parlo di piccole pietre magiche che finiscono proprio lì davanti a noi. Potremmo decidere di rilanciarle lontano, farli rimbalzare in uno stagno per gioco, gettarli oltre il nostro giardino, perdendo così l’opportunità che ci viene offerta, perché non l’abbiamo riconosciuta.
Ma un sassolino all’apparenza innocuo e pure inutile può rivelarsi lo strumento che stavamo cercando, senza saperlo, l’ultimo piccolo tassello che si incastra benissimo nel buco aperto dalle nostre incertezze.
Dio non si mette certo a tirare sassi per niente.
Io lo chiamo Dio in senso generico, ma potrebbe essere Buddha, Zeus, Allah, Brahma, Amor-Ra, l’Universo, il Grande Puffo o Thor degli Avengers. Per me la divinità è unica e sconosciuta, anche se qui sulla Terra gli abbiamo dato nomi differenti, sembianze e colorazioni variegate, diviso in parecchi soggetti, ben ottomila per i shintoisti giapponesi, oppure riunito in un’unica trinità. Questa essenza non si mostra e noi abbiamo una fervida immaginazione.
In qualsiasi modo lo vogliamo nominare, è quella forza superiore che guida i nostri passi anche quando non ne siamo coscienti.
Nonostante io ne abbia collezionato abbastanza di questi sassolini, faccio ancora fatica a distinguerli perché si presentano sempre in modalità disparate: un’informazione giunta per caso, un incontro fortuito, una mail al momento perfetto, una richiesta curiosa che scatena un susseguirsi di eventi incredibili, un inconveniente che diventa una meraviglia.
Solo alla fine quando tutto si compie riesco a vederlo per quello che è, un sassolino di Dio.
In alcuni episodi poi pareva che Dio avesse pasticciato, lanciandomi il sassolino sbagliato. Scorgevo la sua incantevole utilità, ma non poteva essere indirizzato a me, impegnata in tutt’altre faccende. Così mi affannavo a trovargli un impiego, detesto lo spreco, scoprendo per casualità solo apparente che uno degli amici ne aveva proprio bisogno. Un sassolino indiretto, che aveva però necessità della mia intercessione per arrivare al destinatario corretto. Ma tu, lassù, non potevi dirlo prima?
Ancora più straordinario è quando io stessa sono il sassolino di Dio e mi ritrovo a fornire una soluzione ad una persona che esprime in maniera accidentale una sua difficoltà. Altrove definirebbero tutto questo come fare networking, favorire la circolazione delle idee, riducendo di molto la portata dei magici sassolini. Non si tratta né di carriera né di lavoro e raramente un sassolino ti cambia davvero la vita. Come lo usiamo dipende sempre da noi, il risultato è solo nelle nostre mani.
Anche questa settimana è caduto un sassolino di Dio sulla mia scrivania.
Un progetto curioso, per certi versi addirittura folle, ha incontrato una battuta d’arresto ancora in fase di definizione. Rischiamo di doverlo modificare radicalmente, snaturandolo proprio della sua parte intrigante. Ero oramai rassegnata, pronta a passare al piano di riserva. Ne parlo con un amico al telefono tra una chiacchiera e l’altra, come stai, dove vai, che fai di bello in questo periodo, cosa organizzi. Ed ecco che mi mostra la sua pietra magica: hai provato con questo?
Sono saltata dalla sedia, rischiando di cadere perché ha le rotelle e aveva già percorso mezza stanza…
Un sassolino di Dio e stavolta l’ho visto bene! Non è la soluzione finale perché la strada del progetto è ancora lunga, irta di altri pericoli, ma qualcuno lassù ci ha tirato un sassolino, fanno il tifo per noi, credono sia una cosa buona e dobbiamo portarla al termine proprio nel modo in cui l’avevamo ideata. Adesso abbiamo il sassolino per provarci.
Voi potete pure pensare che sia un caso.
Io non credo al caso, ma alla serendipità si, ciecamente.

 

 

E Serendipity è da sempre… uno dei miei film preferiti! 😉

“Jonathan Trager, noto produttore televisivo della ISPM, è deceduto ieri sera per complicanze dall’aver perduto l’anima gemella. E la fidanzata. A soli 35 anni, affabile, impegnato, Trager non aveva mai dato l’idea dell’inguaribile romantico ma, negli ultimi giorni di vita, ha rivelato un lato sconosciuto della propria psiche. La sua celata personalità, quasi junghiana, è emersa durante un inseguimento degno di Agatha Christie alla ricerca dell’anima gemella, una donna con la quale aveva trascorso solo poche, preziosissime ore. Purtroppo la prolungata ricerca si è conclusa sabato sera con un fallimento totale. Seppur sconfitto, il coraggioso Trager è rimasto aggrappato alla convinzione che la vita non sia una mera sequela di insignificanti incidenti o coincidenze, ma piuttosto una trama di eventi culminanti in un piano squisito e sublime. Interpellato sulla scomparsa del caro amico, Dean Kansky, premio Pulitzer e capo redattore del New York Times, descrive Jonathan come un uomo molto cambiato, negli ultimi giorni. Tutto gli era più chiaro, dice Kansky. La conclusione di Jonathan era che se vogliamo vivere in armonia con l’universo, dobbiamo possedere una fede incrollabile in quello che gli antichi chiamavano Fato. Equivalente dell’odierno Destino.”

Comments (30)

Lisa Agosti

Mar 01, 2020 at 8:41 AM

Spero che ti sia capitato un sassolino buono e non un calcolo alle reni 😉
Serendipity è uno dei film preferiti del mio compagno, io lo sfotto sempre perché invece per me è una noia totale 😀
Io sono più da profezia di Celestino, le energie girano e si penso intensamente a una persona mi capiterà di incontrarla. Ha funzionato la settimana scorsa, ma considerando quanto è grossa Reggio Emilia si farebbe anche senza intervento divino…

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Barbara Businaro

Mar 02, 2020 at 10:04 PM

Tutti sassolini buoni e pure gustosi! 🙂
Serendipity è John Cusack al suo top, per conto mio. No, non riesco proprio a considerarlo noioso. Subito dopo il video del necrologio c’è quello del gran finale, non ho resistito nemmeno stavolta. E giù fazzoletti…

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Elena

Mar 01, 2020 at 9:10 AM

Non conoscevo serenditipy ma la serendipità si. Così come molte altre tesi, più o meno a noi vicine, che puntano tutte allo stesso contenuto: c’è qualcuno o qualcosa là fuori che è lì per noi in quel dato momento. Perché non ce ne accorgiamo? Perché siamo cinvinte di bastare a noi stesse.
Hai presente l’omeopatia? La fitoterapia? Ebbene, che t ci creda o no, abbiamo intorno a noi le piante che proprio inq uel momento ci sono necessarie.
L’universo sa di noi molte più cose di qaunto noi stesse possiamo conoscere.
Buona domenica e… Ti abbiamo beccata che quando telefoni giri sulla tua sedia a rotelle per tutta casa!! 😀

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Barbara Businaro

Mar 02, 2020 at 10:04 PM

Serendipity il film lo devi vedere, almeno una volta, lo trovi anche online in vari streaming.
Non è tanto la convinzione di bastare a noi stessi, quanto l’idea che lassù siano impegnati a guardare altro e aiutare altri. Da qui la sorpresa di ricevere un sassolino tutto per noi.
Sulla fitoterapia… intorno a me devo avere solo piante kamikaze! 😀 😀 😀
E quando telefono io faccio i solchi in tondo come Paperone. Ma in quel momento ero davanti al computer, quel sassolino mi ha presa alla sprovvista!

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Stefano Franzato

Mar 01, 2020 at 11:13 AM

Per quanto riguarda la (o le) Divinità, son convinto (insieme ad altri, mi è stato detto: per es. Karl Marx) che non ne esista alcuna al di fuori della nostra umana capacità di concepirla. Quindi, se anche esistesse, non saremmo non soltanto in grado di accorgecene ma, appunto, neanche di concepirne l’esistenza. Se non mi ricordo male, il caro Voltaire aveva detto che Dio ci ha creati a propria immagine e somiglianza e l’Uomo gli ha reso la pariglia creandosi a sua volta un Dio a sua immagine propria. Per quanto riguarda il destino, ti rinvio a questo mio racconto in cui, narrativamente, ne accenno: https://www.intertwine.it/it/read/lO8qfOUV/dora.

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Barbara Businaro

Mar 02, 2020 at 10:05 PM

Non conosco nello specifico quel che disse Voltaire, ma per quanto l’Uomo nelle varie religioni abbia dato forme diversissime a Dio o ai vari Dei (penso alle divinità egizie con testa di canide o il corpo di gatto, o all’indiana Ganesh con la testa di elefante) è vero che cerca sempre di avvicinare la divinità a sé stesso. La stessa cosa la fa con gli alieni, per cui da E.T. agli ominidi rinvenuti nell’Area 51 si scorge sempre un’eccessiva somiglianza con l’essere umano. Se esistono, gli alieni di sicuro non ci somigliano. 😉

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Sandra

Mar 01, 2020 at 11:47 AM

Serendipity lo vidi al cinema e ricordo alla perfezione quella serata. Di tutto il film mi è rimasta impressa la scene del bimbo che schiaccia i pulsanti dell’ascensore.
Bel post, gran bel post.
La fantasia di Dio si esprime in tanti modi e io ho avuto la grande fortuna di riceve un prezioso sassolino da te, per cui non posso che essere felice per questa tua visione dei percorsi divini.
Tu non credi nel caso? Io credo proprio che il caso non esista e basta.
Un abbraccio
ps. in giornata arriva da me un post, non è un marchettone, proprio collegato col sassolino, era già in bozza da ieri, connessioni a go-go quindi.

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Barbara Businaro

Mar 02, 2020 at 10:05 PM

Il bambino dell’ascensore!!!!! L’avrei preso a sberle tutto il tempo!!! 😀 😀 😀
Comunque si Sandra, il nostro era proprio un sassolino indiretto. E doveva passare per forza tramite te, se ci pensi bene, perché si rivelasse il sassolino giusto alla persona giusta. 😉

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Giulia Mancini

Mar 01, 2020 at 12:58 PM

Di sassolini di Dio me ne sono capitati nella vita, non so se alla fine sono stati tutti positivi, diciamo che io li vedo in senso positivo. Te ne racconto uno, una mia amica faceva un corso di teatro a Bologna, mi ha dato un suo volantino dove pubblicizzava il suo corso, nello stesso luogo in cui si svolgeva il corso per teatro si svolgeva anche un corso di scrittura creativa il mercoledì sera, così telefonai per informarmi. Inutile dire che mi iscrissi a quel corso e poi da lì ripresi a pensare alla scrittura e a scrivere. Quel corso mi portò anche nuove amicizie e una serie di attività piacevoli, ma questa è un’altra storia.

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sandra

Mar 01, 2020 at 3:16 PM

Il tuo sassolino, Giulia, secondo me è proprio l’essenza del significato del post.

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Giulia Mancini

Mar 01, 2020 at 5:42 PM

Vero Sandra, è proprio così concordo 🙂

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Barbara Businaro

Mar 02, 2020 at 10:07 PM

Questo che racconti è senza ombra di dubbio un sassolino di Dio. Anche perché dici “ripresi a pensare alla scrittura”, l’avevi lasciata da parte e qualcuno ti ha inviato un sassolino per metterti sulla direzione giusta. 😉
Anche il primo libro di Outlander prestatomi da un’amica è stato un mio stupefacente sassolino… e pensare che potevo non leggerlo! Una tragedia! Scoprire da Facebook la sera stessa che l’ho conosciuta che la mia allenatrice Roberta seguiva la serie tv Outlander, scorrendo a caso la sua bacheca di foto? Anche quello era un sassolino. Non mi sarei buttata nel My Peak Challenge senza il suo aiuto (e lei ancora non è iscritta! XD )

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Grazia Gironella

Mar 01, 2020 at 8:48 PM

Eccome se ne arrivano di sassolini! Solo che bisogna farci caso, e noi spesso siamo tanto presi dalle nostre difficoltà e dai nostri progetti da non accorgerci che non siamo soli. Lo puoi chiamare Dio o energia universale o con qualunque nome, e inconoscibile resta, ma se presti attenzione la sua voce la senti. E sia chiaro, la parola “Dio” scritta così papale papale al di fuori di qualunque contesto religioso o spirituale è di una potenza rivoluzionaria. 😀

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Barbara Businaro

Mar 02, 2020 at 10:08 PM

Chissà quanti sassolini mi sono persa in gioventù perché proprio non li riconoscevo. Bisogna anche dire che ora sono più libera di seguirli, senza drammi o ansie. Molti li ho dovuti abbandonare, lasciare lì sulla strada, per stare dietro al raziocinio di altre persone. “Vedi di stare con i piedi per terra che oramai sei grande…” Loro non hanno mai intravisto la potenza di un sassolino, l’hanno sempre schivato per paura di fallire. E così facendo, hanno già fallito in partenza. Difficile spiegarglielo.

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Daniela Bino

Mar 02, 2020 at 12:46 AM

Un post molto ben scritto, come sempre. Il tema che hai scelto è delicato e personale e sei stata abile nel toccare il cuore di chi legge, spingendolo alla ricerca del “proprio” sassolino. Un post personale ma di ampio respiro. Lodi, lodi e ancora Lodi!

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Barbara Businaro

Mar 02, 2020 at 10:08 PM

Troppe lodi signora mia! Poi chi si loda, si imbroda! 😀

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Rebecca Eriksson

Mar 02, 2020 at 9:25 AM

Siamo costantemente bombardati da informazioni, tant’è che le selezioniamo senza neanche accorgecene. Se un evento esterno ci porta a cambiare prospettiva allora possiamo accorgerci delle soluzioni alternative. Chiamiamolo sassolino, chiamiamolo deus ex machina, ciò che è, è sempre una svolta nella trama.

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Barbara Businaro

Mar 02, 2020 at 10:08 PM

Questo se decidiamo di vivere una vita da protagonisti. Ma conosco parecchie comparse, che la svolta della trama la saltano a piedi pari, i sassolini li rilanciano in strada e continuano con la loro esistenza tranquilla tra lavoro e divano. Glieli potremmo mettere davanti grossi come case i sassolini di Dio, non li capirebbero comunque. 😉

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IlVecchio

Mar 03, 2020 at 7:47 AM

Ma non era mia la rubrica filosofica? : -)

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Barbara Businaro

Mar 03, 2020 at 11:44 PM

Ahahahahhaha, scusa, non ho resistito! 😀 😀 😀

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Brunilde

Mar 03, 2020 at 5:38 PM

Il primo pensiero va …alle potenti sassate in fronte che la vita mi ha riservato. Ma capitano a tutti, credo, quindi è più interessante cercare di identificare i sassolini lucenti che danno inaspettato colore alla vita.
D’istinto, penso a certe circostante casuali, ma davvero casuali, che mi hanno regalato amicizie forti, di quelle che scaldano il cuore e che fanno sentire al sicuro.
E poi, forse, ci saranno altri sassolini, di altro genere, dovrò solo stare attenta a riconoscerli!

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Barbara Businaro

Mar 04, 2020 at 12:08 AM

Nessuno è esente dalle sassate purtroppo, nemmeno io. Direi quasi che questa concentrazione di sassolini ricevuti negli ultimi anni è proprio per riparare alle tremende pietre pesanti, quelle che mi hanno proprio tenuta a terra per un bel po’. O forse ho imparato a riconoscere i sassolini buoni da allora. 😉

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Marina Guarneri

Mar 04, 2020 at 11:01 AM

Oh sì, io ai sassolini di Dio credo: non sai quanti me ne sono arrivati. Però, a volte, piaceva a me pensare che cere occasioni o certi “suggerimenti” fossero aiuti dal Cielo, salvo poi trovarmi delusa di fronte a dati di fatto totalmente opposti alle speranze nutrite. Che ridere (ora sì, ci rido): ricordo a un esame per un concorso, mi mancava il riferimento all’articolo del codice di procedura civile per avvalorare un parere legale e allora, non so come, la penna mi è finita su una pagina del codice con la punta caduta proprio su un articolo. Calzava alla perfezione e ho detto: “caspita, nonno (è lui il mio angelo custode), grazie!”, pensando al sassolino, appunto. Inutile dire che non superai la prova e che quell’articolo non c’entrava una mazza. Insomma, m’è arrivato un pietrone in testa, altroché sassolino!

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Barbara Businaro

Mar 04, 2020 at 11:31 PM

Oppure quando trovi l’ultimo pezzo della tua maglietta preferita esattamente della tua taglia, e tu pensi sia un segno, la provi e va perfetta, stai per portarla alla cassa e… cos’è quel filo tirato e strappato esattamente lì nel mezzo?! Arghhhh!
O come un paio di sandali bellissimi, pagati a metà prezzo con i saldi di fine stagione, vai per metterli l’anno dopo e ti ricordi di togliere l’adesivo col prezzo dalla suola e cosa ci trovi?! Un bucooooo!! Hai voglia a fartelo cambiare dopo un anno!
Sui concorsi che non vanno e sui colloqui che sembrava e invece no, ne so qualcosa anch’io. Alla fine però il tempo finisce sempre col dire che è stato meglio così. 😉

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Darius Tred

Mar 05, 2020 at 12:02 PM

Il buon Dio a volte lancia sassolini, altre volte macigni.
Bisogna essere bravi a farne stone art …
😉

La facevo in spiaggia giusto quest’estate, dopo aver visto alcuni video su Youtube…
Che sia anche questa una coincidenza?
Perché se non è un sassolino di Dio… allora potresti essere una streghetta. 😀 😀 😀

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Barbara Businaro

Mar 05, 2020 at 7:12 PM

Potrei essere una streghetta sì, visto che quest’estate in Croazia anch’io facevo stone art con sassolini un po’ più grossi…

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Luz

Mar 05, 2020 at 12:33 PM

Oè, ma lo sai che questo post è davvero un piccolo prezioso gioiello?
Mi piace moltissimo questa metafora del sassolino di Dio.
Credo anch’io nella serendipità. Mi sa che prima o poi approfondisco il tema.

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Barbara Businaro

Mar 05, 2020 at 7:28 PM

Forse, e dico forse, questo post è un piccolo sassolino un po’ più splendente di altri.
Perché è stato scritto quasi di getto, sull’onda emotiva dei vari sassolini che s’erano susseguiti. 😉

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nadia

Mar 06, 2020 at 9:30 PM

È bellissima la consapevolezza di cui scrivi. Comprendere ciò che capita e leggerne il significato recondito è tra le fortune più nascoste che esistano. Ti auguro di cuore che i sassolini siano i pezzi mancanti del tuo puzzle e che continuino a mostrarsi a te per realizzare in pieno tutti i tuoi progetti.

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Barbara Businaro

Mar 07, 2020 at 11:49 AM

Non sono così infallibile nel riconoscere i sassolini eh! Questa settimana per esempio uno appuntito mi è cozzato direttamente in testa, niente danni ma un po’ di fastidio si.
Grazie dell’augurio Nadia, incrocio le dita! 🙂

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