Comitato Crea.ti.va - Casetta di libri 4

Le meravigliose casette di libri nel parco di quartiere

Accadono cose stupefacenti intorno a noi e a volte non ce ne accorgiamo perché siamo indaffarati a percorrere sempre le stesse strade, come dei criceti ci affanniamo sulla ruota della vita senza prenderci un attimo per osservare i dintorni.
Lo scorso inverno sono state poche le occasioni per le mie camminate veloci all’aperto, anche se abbiamo visto che camminare fa bene alla scrittura ho dato precedenza agli allenamenti in palestra, per prepararmi a quella che sapevo essere la mia grande avventura all’MPC Gala in Scozia a maggio. Quando ne ho avuto l’opportunità però ho cercato di scoprire nuovi tragitti a contatto con la natura, meglio ancora se solo pedonali.

Uno dei pretesti di abbandonare l’auto e muovere le gambe è anche quello di esercitare il proprio diritto di voto. Sia per me stessa, sia per accompagnare gli altri famigliari, parcheggiamo lontano e il resto lo facciamo a piedi, così evitiamo anche la calca dei veicoli in sosta impossibile giusto davanti alle urne.
Una di queste passeggiate è in un parco nascosto proprio alla strada, immerso come un biscione tra case e condomini, con il solo accesso pedonale ai lati. Lungo poco più di un chilometro, è attrezzato di comode panchine, giochi per i bambini e una piccola area recintata esclusiva per lasciare liberi di correre i cani.

Quando ci sono passata attraverso lo scorso maggio, all’improvviso mi sono ritrovata davanti una piccola casina colorata, come un piccolo tempio nel bosco, riempita di libri. Lo stupore mi ha bloccato lì per un minuto abbondante.
E questa …che cos’é?!

 

Una passeggiata per caso

Quella stessa camminata l’avevo fatta all’incirca un anno prima, nella medesima ricorrenza (e poi uno dice perché bisogna andare a votare! 😀 ), ma la casina non c’era, ne sono certa! Sembrava messa lì apposta per me.
Ricordate quando scrissi quell’articolo sul Bookcrossing, per il nostro bollettino nautico, il navigare informati nel nostro oceano di parole? Potete rileggerlo qui: A caccia di libri con il Bookcrossing 
Allora fui costretta a scrivere che in Italia il Bookcrossing, lo scambio di libri che gratuitamente circolano liberi per il mondo, non funziona bene come all’estero, vuoi perché già i lettori sono pochi, vuoi perché non c’è una mentalità forte per condividere le letture e preparare degli spazi adeguati.
Ed ecco che a sorpresa mi ritrovo davanti proprio una casetta di legno per il Bookcrossing!

Comitato Crea.ti.va - Casetta di libri 1

Continuando il percorso all’interno del parco ne ho trovate altre due, tutte piene di libri di ogni tipo, dai volumetti illustrati per bambini a corposi romanzi rilegati per adulti, con tanto di sovracoperta, ben ordinati.

Comitato Crea.ti.va - Casetta di libri 2

Comitato Crea.ti.va - Casetta di libri 3

L’idea non è nuova, se cercate su Google trovate tantissime immagini di casette dalle più svariate forme che ospitano una libreria gratuita. Ci sono anche librerie incastonate negli alberi o librerie riciclate nelle vecchie cabine telefoniche o addirittura in frigoriferi dismessi. Ma non ne avevo mai vista una dal vivo, e pure così vicina!

Bookcrossing - casette di libri su Google

Un comitato per la creatività

Appiccicato al vetro di ogni casetta c’è un foglio del Comitato Crea.ti.va (scritto proprio così, perché significa anche: crea, ti va?), che spiega il suo funzionamento.
“Leggiamo al parco” è un progetto di Bookcrossing che ha come scopo la promozione della lettura e la diffusione dei libri nei parchi di quartiere. Prevede il posizionamento di queste casette di legno artigianali, realizzate dallo stesso Comitato Crea.ti.va, dove vengono ospitati libri in continuo movimento.

Le regole sono le stesse del Bookcrossing: quando si prende un libro occorre, una volta terminata la lettura, riportarlo in una delle casette oppure metterne un altro in cambio, condividendo i vostri romanzi preferiti.
Sembrerebbe banale specificarlo, ma i libri devono essere in buono stato di conservazione, puliti e leggibili, senza parti mancanti del testo. Il Bookcrossing serve per donare un’emozione, non per svuotare cantine e soffitte!

Se si riporta lo stesso romanzo nella casetta, si chiede gentilmente di mettere una firma nelle pagine iniziali, a testimonianza delle persone che hanno apprezzato il suo contenuto. D’ora in poi (grazie alla mia segnalazione 😉 ) i libri saranno anche catalogati nel sito ufficiale del Bookcrossing bookcrossing.com, così se decideranno di viaggiare per il mondo, potremo scoprire con il loro codice BCID dove sono finiti e chi li sta leggendo!

Tornata a casa, ho contattato subito il Comitato Crea.ti.va: li trovate sulla loro pagina ufficiale Facebook Comitato Crea.ti.va, oppure sul loro profilo Instagram Comitato Crea.ti.va

Ed è così che la scorsa domenica sono andata all’inaugurazione della quarta casetta, in un altro parco di quartiere del territorio.

Comitato Crea.ti.va - disegni di Emanuele Fogo

La nascita di una casetta

In una domenica di giugno assolata, ma non ancora afosa, è stata aperta ufficialmente al pubblico un’altra casetta, con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Albignasego, a pochi minuti da Padova.
Presenti tutti i volontari del Comitato Crea.ti.va, l’autrice Giulia Franco che ha donato copie del suo libro per bambini Il guanto di mio fratello, il gruppo musicale Ric&Leo a fare da sottofondo sonoro e i disegni di Emanuele Fogo (come quello sopra de Il Piccolo Principe) appesi nei vari angoli del parco.
Taglio del nastro e poi gara dei bambini a infilare il loro libro donato alla casetta, da condividere con gli altri lettori.

Comitato Crea.ti.va - Inaugurazione casetta di libri 4

Eccola la nuova casina, non è bellissima? I miei complimenti a chi l’ha dipinta, Silvia Polato, perché è piena di colori e vitalità, come dovrebbe essere la lettura di ogni storia.

Comitato Crea.ti.va - Casetta di libri 4 da tutti i lati

Anch’io ho portato un mio piccolo contributo, soprattutto perché da tempo ero alla ricerca di un luogo dove “liberare” un po’ di libri. In genere li vendo o preferibilmente scambio sul sito ComproVendoLibri, ma l’aumento delle spese postali ha rallentato anche il mercato dell’usato, e poi l’idea di lasciare i libri prendere la loro strada per il mondo mi piace di più. Purtroppo sono un’inguaribile romantica.

Li ho rilasciati nelle casette dell’altro parco, perché la casetta inaugurata nuova era già bella zeppa di tutti i libri donati proprio dai bambini con grande entusiasmo.
Ho idea che questi libri sono destinati a fare molti più viaggi di me! 😀

Bookcrossing - libri rilasciati da webnauta

E per il vostro parco?

Se siete interessati a mettere delle casette simili anche nel vostro quartiere, il Comitato Crea.ti.va è a vostra disposizione per spiegarvi come fare, dalle pratiche burocratiche alla realizzazione in fai-da-te della casetta, dall’assemblaggio alla verniciatura per assicurare un luogo asciutto ai libri. Niente di trascendentale, occorrono solo un po’ di pazienza e un pizzico di allegria. Ma visto il risultato, direi che ne vale la pena.
…poi può anche essere che webnauta vi spedisca un paio di libri per l’inaugurazione, eh! 😉

Comitato Crea.ti.va - webnauta alla casetta di libri 4

Comments (28)

Elena

Giu 14, 2019 at 7:16 AM

Una Bellissima iniziativa e che meravigliosi colori! Complimenti per l’idea a Creativa.
Ma davvero liberi i libri? Io proprio non potrei. Persino quelli che non ho apprezzato tengo stretti. Comunque sia ciascuno mi ha insegnato qualcosa e soprattutto mi ricorda qualcosa. Non potrei liberarmene (infatti ho la casa invasa)

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Barbara Businaro

Giu 14, 2019 at 10:41 PM

Beh, ci sono alcune letture “leggere” che possono anche lasciare andare, non sento il bisogno di trattenerle. Ci sono libri che ho letto in versione da edicola o allegati ai quotidiani e poi ho acquistato l’edizione originale, quindi mi trovo con i doppioni. E poi ci sono i libri salvati dal macero o dai traslochi altrui, perché si, c’è anche chi i libri li butta via nuovi, intonsi. E’ così che ho trovato quella copia di On Writing di Stephen King! 🙂

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Sandra

Giu 14, 2019 at 9:14 AM

Come non amare queste casette? Io l’ho messa nella testata del blog.
Quella fotografata si trova sul Lago Maggiore nella bellissima località di Cannero Riviera, di cui parlo in Quando non ci pensi più.
Starebbe proprio bene nel parco del paesino in Valtellina, forse ne parlerò col Comune, una fantastica opportunità per leggere e far circolare i libri.

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Barbara Businaro

Giu 14, 2019 at 10:55 PM

E’ vero, c’è la casetta nel tuo blog! Che smemorata sono! 😀
Una casetta così è una meraviglia in ogni parco che si rispetti, non solo in un bosco di montagna però: le vedrei bene anche all’entrata della spiaggia, prendi ombrellone, sdraio e un romanzo, una giornata perfetta, no?!

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Sandra

Giu 15, 2019 at 12:16 PM

Giornata perfettissima, direi. Io ho segnalato il tuo post a una mia amica in Valle, che era molto attiva purtroppo col nuovo sindaco lei ha lasciato, prima era assessore alla cultura e la casetta si sarebbe data da fare per metterla di sicuro.

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Barbara Businaro

Giu 16, 2019 at 11:31 PM

Beh, certe iniziative dovrebbero essere trasversali alla politica, speriamo che si riesca comunque a realizzarla una casetta. 😉

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Darius Tred

Giu 14, 2019 at 9:31 AM

Mi è sempre piaciuta questa iniziativa. Ti dirò: non sarebbe male fare casette anche nei locali molto frequentati come panetterie o caffè (Magari qualche bookcrossing già lo fa…).

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Barbara Businaro

Giu 14, 2019 at 11:09 PM

Infatti all’estero molti negozi si sono organizzati anche come OCZ, Official Crossing Zone, le zone di rilascio libri riconosciute, le trovi nel sito bookcrossing.com per nazione e città. In Italia qualcuno ci ha provato, ma senza grandi risultati. Ho visto qualche B&B e qualche pub organizzarsi con una mensola di libri e poi sparire per fare posto ad altro. Anni fa una gelateria fuori Padova, una delle migliori perché aveva gusti di gelato particolare, come il dulce de leche e il perito moreno, aveva allestito un angolo per il bookcrossing. Avevo pensato di portare dei libri lì, ma pochi mesi dopo la gelateria aveva dimezzato lo spazio, i gusti di gelato, tornando al classico fragola e limone, dei libri nemmeno l’ombra.
Non è solo una questione di cultura, ma anche di di costumi: all’estero puoi prenderti un tavolino in una caffetteria e stare lì tutto la mattina a scrivere al computer con un solo cappuccino, nessuno ti dirà nulla. In Italia i tavolini hanno il timer, e con un cappuccino puoi rimanere al massimo mezz’ora, se ci aggiungi la brioche anche un’ora… 🙂

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Giulia Mancini

Giu 14, 2019 at 1:32 PM

Anch’io avrei bisogno di liberare dei libri, potrei farlo in qualcuna di queste casette, mi sembra di averne vista una in un parco vicino casa mia ma non ricordo più dove. È una bella iniziativa e anche un modo per far circolare i libri…

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Barbara Businaro

Giu 14, 2019 at 11:16 PM

E magari quando lasci giù i tuoi libri nella casetta, puoi trovarne altri di interessante da leggere! Io non ne ho presi altri quando ho rilasciato i miei al parco, ma solo perché ho una coda di lettura infinita e non ho bisogno di aggiungerne! 😀
Se ritrovi quella casetta nel parco vicino a casa, falle una foto e raccontane nel tuo blog, dobbiamo promuovere questi bei progetti.

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newwhitebear

Giu 14, 2019 at 4:54 PM

Bella iniziativa. L’ultimo rilascio – venduti – tredici anni fa causa trasloco nuova casa. Però sto superando il livello di guardia – ovvero dove stoccarli 😀 – Però sono restio a liberarmene. L’ultima volta è stato uno strazio

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Barbara Businaro

Giu 14, 2019 at 11:30 PM

Beh, i tuoi sono numeri di tutto rispetto, quasi un migliaio di testi. Ci metteresti più di tre anni, anche riuscendo a rileggerne uno al giorno. Davvero non ce n’è qualcuno che puoi lasciare andare per la sua strada? 🙂

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Stefano Franzato

Giu 14, 2019 at 5:49 PM

Proprio qui a Mestre casette dei libri non ne ho viste (anche perché non giro nei parchi), ma ho visto piccole bibliotechine facenti la stessa funzione fuori della porta di negozi. Ne ho trovato uno, poi che raccoglie (e vende? non lo so) libri usati. Sono utilissimi perché se sei fortunato puoi trovare delle chicche introvabili in libreria e – forse – trovabili -se ti va bene – in biblioteca civica o forse su Amazon e Ebay.

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Barbara Businaro

Giu 14, 2019 at 11:32 PM

Anche qui ci sono le domeniche dei mercatini dell’usato nei vari comuni e di solito c’è almeno un banco pieno zeppo di libri. Li trovi anche in alcune zone turistiche. Quando ne ho l’occasione (e nessuno che mi faccia fretta!) mi fermo a dare una sbirciatina ai titoli e si, ci sono delle chicche introvabili, dei piccoli tesori là in mezzo, ma in pochi li sanno riconoscere. 😉

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Grazia Gironella

Giu 14, 2019 at 11:07 PM

Che iniziativa carina! Forse sono un filo scettica sull’interesse che potrebbe suscitare dalle mie parti, ma spero di avere torto. Del resto se si ragiona così non cambierà mai niente. Intanto grazie, mi sono lustrata gli occhi con l’allegria di queste casette. 🙂

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Barbara Businaro

Giu 14, 2019 at 11:38 PM

Di sicuro all’inizio c’è l’effetto curiosità a vedere questo oggetto così colorato, e per i bambini poi è un bellissimo gioco. L’importante è dare un certo giro ai libri, cambiare i titoli dopo un certo tempo di permanenza, quando tutti i lettori del luogo li avranno letti (ecco perché i libri devono “circolare” nel mondo, favorisce la varietà delle letture). Ci si prova Grazia, a cambiare le cose. 🙂

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Marina

Giu 15, 2019 at 3:48 PM

Stupende le casette e, ovviamente, lodevole l’iniziativa!
È molto bella la frase della prima casa: “il libro è un giardino che puoi costruire in tasca”. Basta che i libri finiti in tasca non ci rimangano. Non fa onore alla mia città quello che sto per dire, ma sono quasi certa che a Caltanissetta, un progetto del genere sarebbe la festa dei furbetti.
Ho visto che vuoi fare viaggiare Fabio Volo: è giusto. Lui è nato per questo!
E, comunque, complimenti al comitato Crea.ti.va, soprattutto per la denominazione.

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Barbara Businaro

Giu 16, 2019 at 11:42 PM

Beh, speriamo che per un libro che rimane in tasca, ce ne sia un altro che viene liberato, anche se è passato un po’ di tempo. Quella persona che ha trovato un libro da tenere dopo la lettura, avrà occasione prima o poi di poter condividere un’altra lettura in bookcrossing? Per quale motivo qualcuno dovrebbe andarsi a prendere i libri alle casette se non per leggerli? Va da sé poi che in queste casette difficilmente ci sono le ultime uscite in libreria! (e forse è pure meglio così 😉 )
Quello di Fabio Volo è un doppione, pensa un po’! La mia altra copia, quella da cui ho scritto proprio l’articolo Il giorno in più, è ancora qui a casa. 😀

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nadia

Giu 15, 2019 at 5:47 PM

Come sai amo il bookcrossing, amo regalare libri, cosa che in passato ho fatto a mani larghe e mi piacerebbe vedere anche nella mia città queste iniziative lodevoli prendere piede. Le casette sono davvero un piacere per gli occhi, speriamo creiino tanti nuovi lettori!

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Barbara Businaro

Giu 16, 2019 at 11:45 PM

Beh, una casetta così starebbe bene anche nella via principale del tuo paesino in montagna, no?
Ho letto tra i commenti della pagina Facebook del Comitato di una mamma che li ringraziava, perché il bambino all’uscita da scuola (è lì dietro) vuole sempre fare un giretto a vedere che libri ci sono nelle casette. 😉

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massimo

Giu 17, 2019 at 9:44 AM

Grazie Barbara per queste cose che hai scritto !!
Noi siamo felicissimi di aver destato interesse allo scambio dei libri con queste casette e siamo in completa sintonia con il tuo pensiero.
Io personalmente differenzio i libri come un primitivo in “senza copertina rigida” e “con copertina rigida” e difficilmente rilascio libri che sono nella seconda categoria. Ma, sono anche pochi quelli che lo diventano, perchè un libro della mia biblioteca è legato a qualcosa di speciale, un periodo,una vacanza,una trama…. percio’, prima i tascabili e poi ritorno a prendere l’edizione “rigida” rilasciando cosi’ i libri a disposizione di tutti.
Noi ci impegneremo a gestire al meglio queste casette, controllando e verificando che ci sia un turn over di libri tra tutte e perchè no, magari inserire un “diario di bordo” con i commenti e le richieste dei lettori?????

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Barbara Businaro

Giu 17, 2019 at 1:22 PM

Grazie a te e tutto il Comitato per la cura che mettete nel progetto.
L’idea del “diario di bordo” nelle casette mi piace, eccome se mi piace! Ma, per coinvolgere maggiormente i bambini, non potrebbe essere un “scrivi all’elfo della lettura” (giustamente proprietario della casetta)?? 😉

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Luz

Giu 21, 2019 at 2:15 PM

Ecco, queste sono cose che per così dire di riconciliano col mondo. Non mi stupisce che siano frutto di iniziativa non istituzionale. Mi piacerebbe pensare a una cosa simile da proporre nel nuovo comune in cui abiterò a breve. Anche perché ho un’amica artista che realizzerebbe delle casette meravigliose. Prendo nota di questa associazione. 🙂

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Barbara Businaro

Giu 21, 2019 at 10:39 PM

Eh si, ci vogliono ogni tanto queste belle notizie. Diciamo che l’iniziativa è sicuramente partita dall’entusiasmo dei privati, però poi almeno qui le istituzioni hanno favorito la realizzazione (il suolo del parco è pur sempre pubblico e ci vogliono i permessi del Comune).
Prendi nota Luz, e se ti serve qualcosa, ti metto anche in contatto diretto. 😉

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massimo

Lug 02, 2019 at 11:15 AM

Fantastico !
L’elfo della lettura…..
potremmo costruirci un qualcosa attorno a questo personaggio ….

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Barbara Businaro

Lug 02, 2019 at 9:54 PM

Ma potremmo anche scriverci qualcosa su questo personaggio… 😉
Fammici pensare su, che con questo caldo le idee fanno fatica, però poi arrivano!

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Maria Teresa Steri

Giu 27, 2019 at 9:38 AM

Ma sono bellissime! Sarebbe meraviglioso poter esportare l’idea anche dalle mie parti, ci rifletterò seriamente (l’unico impedimento che vedo è la scarsità dei lettori), per ora mi ripropongo di tenere d’occhio la pagina FB che ci hai segnalato.

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Barbara Businaro

Giu 30, 2019 at 4:49 PM

Sulla scarsità dei lettori, considera che i bambini leggono molto, frequentano i parchi di quartiere per i loro giochi e sono i primi ad essere incuriositi da queste casette. Quindi, si parte sicuramente per coinvolgere loro. Poi sono accompagnati dagli adulti, tate, mamme e nonni in primis, quindi con l’occasione si cerca di far leggere anche gli adulti. Probabilmente la fascia d’età con più difficoltà è quella degli adolescenti, già sommersi da altri libri e desiderosi di altri tipi di svago. Ma noi ci proviamo ugualmente. 🙂

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