Smemoranda e Serenase - Un racconto per Natale

Smemoranda e Serenase
Giorno 2 – Un uccellino impaurito

Questa mattina non mi sono svegliata alla suoneria del cellulare, che si è spento durante la notte perché ho dimenticato di metterlo in carica. E non mi ha destato nemmeno il sole che penetra dall’imposta male accostata. No, sono stata strappata al sonno dal chioccolare debole di un pettirosso in cerca d’aiuto sul mio davanzale.
E’ una giornata luminosa, ma anche tremendamente fredda. Il ghiaccio brilla sopra ogni cosa fuori in giardino. Quando lo prendo in mano, non so dire se l’uccellino trema più per la temperatura o per la paura.
Scendo giù in cucina e lo poso delicatamente su un asciugapiatti ripiegato. Vicino una coppetta d’acqua e qualche seme di miglio e avena dalla scatola di muesli che ho infilato in valigia per la mia colazione.
I termosifoni sono accesi, ma abbiamo entrambi bisogno del calore di un fuoco vero. Mentre armeggio col camino, sulla mensola scorgo tutte le foto delle zie negli ultimi anni, in molte ci sono anch’io a varie età e altezze.
Ricordo ancora il nostro primo incontro. Eravamo venuti ad abitare qui per il nuovo lavoro di mamma, dopo che papà ci aveva abbandonate per un’altra. Nella nuova scuola già il primo giorno i nuovi compagni di classe mi avevano spaventato dicendomi che vicino a noi vivevano delle streghe cattive, di quelle che mangiano i bambini, come con Hansel e Gretel. Mi dissero di stare attenta, a non farmi acchiappare.
Un pomeriggio stavo giocando con la palla nel nostro giardino sul retro, mentre mamma sistemava gli ultimi scatoloni del trasloco. Fu colpa mia: un movimento sbagliato e la palla attraversò la recinzione, finendo dritta dritta nel loro prato, troppo lontana perché potessi riprenderla sporgendomi dalla cancellata che ci separava. E nemmeno ci provai, non osavo avvicinarmi. Mi sedetti a terra a fissare la palla oramai perduta per sempre.
Mamma mi convinse ad andare insieme a conoscere le nuove vicine, anche lei in fondo era additata in paese come una poco di buono.
Avevo una paura folle, sia per me che per lei. Mi nascondevo dietro la sua sottana, tenendone stretto in pugno un lembo e cercando di strattonarla perché non avanzasse troppo. Temevo davvero il peggio di fronte a quella porta e il cuore mi si fermò quando sentii passi di zoccoli dall’altra parte.
Mi aspettavo due fattucchiere, col viso bitorzoluto e gli abiti stracciati. Ci aprirono due fate, vestite di rosa e azzurro, gli occhi sorridenti come stelle.

(continua…)

 

Segui tutto il racconto Smemoranda e Serenase, un giorno alla volta: calendario del racconto

Comments (10)

Nadia

Dic 20, 2018 at 7:34 AM

Fate al posto di streghe? Promettono bene queste zie…

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Barbara Businaro

Dic 20, 2018 at 11:47 PM

Promettono un sacco di biscotti al profumo di vaniglia, da immergere nella cioccolata calda… altro che streghe! 🙂

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newwhitebear

Dic 20, 2018 at 5:27 PM

Ne avessi trovato di zie così… invece quelle poche rimaste sono solo rompi… Mi piace il pettirosso che si lascia coccolare. Il mio viene e banchetta e se ne va.

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Barbara Businaro

Dic 20, 2018 at 11:49 PM

Molti, molti, ma davvero molti anni fa, ho visto un canarino che usciva tranquillamente dalla gabbia, girava per il salotto e si appoggiava sulla spalla del suo padrone o della sua padrona. Col becco gli faceva anche le carezze sul viso. Giuro che non me lo sono sognato! 😀

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Elena

Dic 20, 2018 at 6:15 PM

MI ero persa la prima puntata ma ho recuperato subito! Attenta che le zie sono per me argomento delicato. Io ne ho solo una, ma che letteralmente adoro. L’idea di due donne che abitano sole un tempo faceva venire in mente due zitelle impunite. Oggi l’immaginazione galopperebbe altrove. Dunque attendiamo il prosieguod ella storia 😀

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Barbara Businaro

Dic 20, 2018 at 11:57 PM

Don’t worry! Ho appena creato la pagina dove seguire ordinatamente puntata per puntata (se newsletter e social si perdono): Smemoranda e Serenase
Eppure quand’ero bambina ho conosciuto anche due donne che vivevano insieme in quanto coppia. Ed erano molto più affiatate e amorevoli di tanti matrimoni “canonici” anche attuali. 🙂

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Giulia Mancini

Dic 20, 2018 at 10:25 PM

La trama si fa sempre più interessante 😉

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Barbara Businaro

Dic 20, 2018 at 11:59 PM

Eh, aspetta. E’ ancora indietro il bello. Sono due zie davvero stupefacenti queste! 😉

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Rosalia Pucci

Dic 21, 2018 at 2:37 PM

Hai acceso l’interesse, passo a leggere la seconda parte;)

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Barbara Businaro

Dic 22, 2018 at 5:01 PM

Sono contenta! Se accende l’interesse vuol dire che il racconto funziona. 🙂

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