Smemoranda e Serenase - Un racconto per Natale

Smemoranda e Serenase
Giorno 1 – Casa

“Siamo arrivati signorina. Le prendo i bagagli.”
Scendo dal taxi un po’ frastornata. Sono partita col primo volo disponibile dopo essere uscita dall’ufficio, tutte le mie cose stipate in un minuscolo trolley.
Sono tornata a casa, anche se questa non è proprio casa mia, io sono cresciuta nell’edificio a fianco. Da quando mamma non c’è più, ci abita una giovane famiglia con due bambini piccoli.
Guardo la mia destinazione, illuminata appena dal lampione stradale: in fondo ad un giardino tristemente incolto, scorgo la grande finestra da dove mi osservavano tutte le mattine quando mi recavo a scuola. Non pensavo che zia Mela e zia Effa mi facessero questo scherzo.
Se ne sono andate insieme, a poche ore di distanza una dall’altra, come se avessero pianificato anche quell’ultimo viaggio. Nemmeno il tempo di salutarle davvero.
E poi la sorpresa di essere convocata dal loro legale, nonché esecutore testamentario. Tutto, mi hanno lasciato tutto: queste mura, tutto quel che contengono, i ricordi di due vite meravigliose, magicamente intrecciate con la mia. Pure una discreta somma in banca, con la quale potrei vivere di rendita fino alla pensione. Mi hanno dato la libertà.
“Ma sui tempi e i modi ho disposizioni precise” mi aveva detto serio l’avvocato. Così eccomi qui, a pochi giorni dal Natale, di nuovo di fronte a questa porta massiccia. Infilo la vecchia chiave nella toppa arrugginita e riesco a farle fare due scatti con molto sforzo. Con un cigolio l’anta si apre. Mi volto indietro: è parecchio tardi e sono tutti al caldo nei propri sogni.
Cerco l’interruttore alla mia destra: la luce è ancora allacciata. Lentamente salgo in cima alle scale e mi dirigo verso la camera dove tante notti ho dormito anch’io con zia Mela, perché zia Effa russava troppo. Sembrava il motore di un vecchio frigorifero a causa delle pastiglie che prendeva per l’ansia. “Lei si rilassa, a noi ci manda matti!” diceva zia Mela arrabbiata.
Il letto è già pronto per la notte: la mia coperta preferita, le lenzuola pulite, il mio cuscino ricamato. Nemmeno l’avessero lasciato qui ad attendermi. Mi abbandono stanca in questa mia culla, sentendo ancora il profumo di lavanda del bucato fresco. Uno spiffero d’aria mi accarezza i capelli.

(continua…)

 

Segui tutto il racconto Smemoranda e Serenase, un giorno alla volta: calendario del racconto

Comments (13)

Sandra

Dic 19, 2018 at 8:46 AM

E vediamo dove ci porta questa storia, che ha un inizio simile a quello del mio Figlia dei fiordi.
Perché la casa è la casa, e pure le vecchie zie.
Un abbraccio

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Barbara Businaro

Dic 19, 2018 at 9:26 AM

Eh, ma ti manca l’introduzione che ho messo sui social:
“Che mondo sarebbe senza le zie? Non parlo solamente di parentela, ma di quelle straordinarie zie che accompagnano la nostra infanzia. Alice torna a casa per Natale, perché le sue zie prima di andarsene in cielo le hanno preparato qualche sorpresa.
E se volete sapere il significato del titolo, ahimè, dovrete leggere tutto…”
Quindi qui le zie non sono propriamente zie, ma ne capiremo di più andando avanti a leggere. 😉

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Nadia

Dic 19, 2018 at 9:53 AM

Che bello scommetto che sarà un appuntamento molto interessante questo nuovo racconto a puntate. Anche io ho due zie speciali nella mia vita e i miei figli una, quindi confermo :le zie sono importanti!

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Barbara Businaro

Dic 19, 2018 at 10:14 PM

E le zie che non sono zie? Perché quando si è bambini ci sono mamma, papà, i nonni, gli zii ed altri adulti che hanno un ruolo importante nelle tue giornate e che chiami comunque zii. Come me, che non sono per niente zia a guardare lo stato di famiglia, ma qualcuno mi chiama comunque zia Bibi. 😉

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Darius Tred

Dic 19, 2018 at 10:50 AM

Ho come la sensazione che questa storia, giorno dopo giorno, finirà a Natale… 😀

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Barbara Businaro

Dic 19, 2018 at 10:29 PM

Preferivi un racconto lungo tanto quanto un calendario dell’avvento, cioè tutto dicembre? 😀

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newwhitebear

Dic 19, 2018 at 9:27 PM

una bella fortuna ha ereditato la voce narrante…
Leggo con curiosità e con altrettanta curiosità aspetto il seguito

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Barbara Businaro

Dic 19, 2018 at 10:30 PM

Vedi a tenersi buone le zie?! 😉

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newwhitebear

Dic 24, 2018 at 9:38 PM

io non ne ho Sob!

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Giulia Mancini

Dic 19, 2018 at 10:33 PM

Sarà una storia a puntate fino al giorno di Natale? l’introduzione è molto intrigante…

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Barbara Businaro

Dic 19, 2018 at 10:55 PM

Si Giulia, è un racconto in serie. All’inizio volevo scriverlo tutto insieme ma non mi veniva l’ispirazione né lo spirito giusto, quello natalizio (anche per alcuni imprevisti di quest’ultimo mese). Si è scritto da solo quando ho iniziato a suddividerlo in pezzettini. 🙂

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Daniela Bino

Dic 20, 2018 at 12:20 AM

Ci sono zie che non lo sono eppure sono zie più di quelle “di sangue”. Ci sono sorelle che non lo sono eppure sono più sorelle di quelle che tali risultano sui registri comunali. Bellissimo, Barbara, come sempre. E sono in trepidante attesa del seguito!

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Barbara Businaro

Dic 20, 2018 at 11:45 PM

Vicini di casa e parenti ti capitano, ma gli amici te li puoi scegliere. E le zie sono amiche, solo un po’ più grandicelle, col dono di custodire grandi segreti. 😉

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