La lettura fa la differenza. La lettura nobilita l'uomo.

La lettura nobilita l’uomo

Come tutti, anche a me capita di passare qualche ora lieta in una sala d’aspetto. Dall’officina al dentista sono diverse le occasioni per cui sei costretto ad attendere passivamente il tuo turno senza poterti allontanare troppo. Non è tempo sprecato perché ho sempre qualcosa da leggere, un libro, una rivista, un quotidiano o alla peggio qualcosa dal cellulare. In fondo non è così tanto differente dall’essere seduto sulla mia panchina, con qualche spettatore in più.
L’ultima volta in attesa del medico, per mia fortuna per un esame innocuo, sono stato disturbato dal chiacchiericcio persistente di una signora anziana che parlottava con una conoscente al suo fianco, ad alta voce.
Non era più vecchia di me, come scoprii mio malgrado dalle sue confidenze, ma era terribilmente brutta.
Non una bruttezza estetica, ma una disarmonia nelle parole e nei modi, un cipiglio nello sguardo e nei giudizi che la deturpavano orribilmente. Nessun sorriso, nemmeno quando un povero infante le offrì una caramella. Solo un ghigno malefico.
In un solo quarto d’ora aggiornò tutti i presenti sulle ultime vicende succulente del quartiere, con tanti di nomi e cognomi, orari e fatti precisi da costituirsi diffamazione in luogo pubblico, se solo la signora avesse avuto la benché minima conoscenza di questo reato.
Successivamente si è lanciata in un trattato filosofico sull’amore alquanto iperbolato che Platone, Aristotele, Epicuro fino al nostro Gibran dovrebbero rivedere tutti i loro scritti alla luce di questa meraviglia.
Infine, poco prima di essere salvato dalla segretaria che chiamava la mia visita, la signora ha illustrato con dovizia di particolari un contenzioso in essere con i suoi vicini di casa, una questione di confini, planimetrie, geometri, servitù e quant’altro, con l’utilizzo del nostro codice civile interpretato non dico in maniera fantasiosa, no, proprio controversa. Nemmeno i fondamenti di educazione civica che io stesso ho studiato alle scuole elementari dei miei tempi. Tremo per quello sventurato avvocato che dovrà rappresentarla.
E’ stato allora però che ho capito: la sua ignoranza era cagione della sua bruttezza.
Quelle erano argomentazioni di chi libri ne ha visti davvero pochi.
Non mi riferisco ad un’istruzione privilegiata, tutt’altro. Se leggi, qualunque cosa tu legga, impari. Di tutto.
Le mie conoscenze giuridiche derivano dai romanzi di John Grisham e Michael Connelly, che poi vado a rapportare con l’ordinamento italiano se mi è necessario.
La mia comprensione ed utilizzo dell’elettronica, risale a quei fortunati manuali dalla copertina gialla, sono un attempato for dummies.
Le mie cognizioni geografiche non giungono dai miei viaggi di lavoro quanto dai numerosi paesi visitati attraverso le pagine e le vite altrui, senza muovermi di un centimetro dalla panchina del parco sotto casa.
Era forse vero per Charles Darwin alla sua epoca che il lavoro nobilita l’uomo.
Ma ai nostri tempi è la lettura a renderci migliori, ad allargare incredibilmente le nostre esperienze, a fare la differenza tra un’esistenza spenta ed una vita ricca.
La lettura nobilita l’uomo.
(E la donna)

 

 

Vecchio viaggiatore di panchine avatar Guest blogger: Vecchio viaggiatore di panchine
Di lui sappiamo poco o niente. Se non che viaggia parecchio, ci scrive da luoghi lontani, a volte anche senza muoversi affatto. Colleziona foto di panchine, ognuna delle quali ha contribuito al suo spirito ed alla sua penna.

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Comments (19)

Giulia Mancini

Gen 25, 2019 at 6:26 AM

Pensa che ieri sera tornando a casa in autobus c’era una ragazza che ha parlato per tutto il tempo al cellulare ad alta voce dei suoi problemi di lavoro criticando i suoi colleghi (parlavo da quello che ho capito con un altro collega). Era fastidiosissima, una signora seduta di fronte a lei con il libro in mano stava tentando di leggere e ogni tanto la guardava in cagnesco. Per fortuna sono scesa dopo un po’, perché mi stava venendo il male di testa, ho pensato anch’io che fosse una persona sgradevole. La signora nella sala d’aspetto mi ha ricordato lei. Credo anch’io che la lettura nobiliti uomini e donne.

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IlVecchio

Gen 25, 2019 at 9:54 AM

Non c’è più l’educazione di parlare a bassa voce. Le grida imperiture della televisione odierna hanno passato il falso messaggio che si possa urlare in ogni luogo le proprie ambasce. Solo una volta mi è capitato in metro di vedere un ragazzo infastidito dal trillo del cellulare (evento lo ammetto raro in metro), rispondere solamente “Si, si, ti chiamo dopo”.
E ritornare al suo libro. 🙂

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Nadia

Gen 25, 2019 at 8:09 AM

Bentornato! Mi hai strappato più di un sorriso in questo racconto e sai perché? Scommessa che la brutta signora avrà pensato di te che standotene al di fuori della sua conversazione fossi tu quello “strano”, perché lo sai che chi legge per chi non legge lo è.
È sempre un piacere leggerti, soprattutto quando hai ragione

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IlVecchio

Gen 25, 2019 at 9:56 AM

Una donna che mi dà ragione è un evento da segnare in agenda. 🙂

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Nadia

Gen 25, 2019 at 6:43 PM

Scusa era scommetto ma il t9 ha deciso diversamente. Comunque onorata di stare in agenda

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Sandra

Gen 25, 2019 at 9:12 AM

Avere con sé un libro nelle sale d’aspetto mediche è molto confortante, e per me indispensabile. Vero che magari una visita particolarmente impegnativa magari ci deconcentra, ma spesso sono esami di routine, meglio leggere che rompere l’anima alla gente, come (esempio vero)
io sto leggendo e aspetto il mio turno
donna sbraita “qui c’è gente che arrivano dopo e entrano prima!”
magari se leggesse saprebbe che gente prevede il verbo al singolare e comunque chiamavano in ordine di appuntamento, se lei era arrivata 4 ore prima del suo orario, affari suoi.
Buona giornata sulla tua panchinetta

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IlVecchio

Gen 25, 2019 at 10:01 AM

Noi lettori siamo più accomodanti in fatto di turni. Ricordo che una volta ero talmente immerso alla ricerca dell’assassino che ho lasciato passarmi avanti due persone. Male minore per me, perché avrei atteso un’altra ora prima di terminare quelle dieci paginette…

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Brunilde

Gen 25, 2019 at 10:14 AM

Sono abituata a portare in borsa qualcosa da leggere, se ho in previsione file da affrontare. Purtroppo faccio file anche per lavoro, spesso in condizioni ostili ( in piedi, cercando un pezzo di parete a cui appoggiarmi ). Leggere è quasi un sistema di sopravvivenza, almeno alla fine di certe mattinate per uffici non ho la sensazione di aver buttato il mio tempo.I colleghi non mi degnano di attenzione, mentre in altri luoghi ( sale d’attesa varie, treni, poste ecc ) qualcuno a volte mi ha espresso la sua ammirazione perchè leggevo, ma sempre come se stessi facendo qualcosa di insolito e stravagante… No, leggere non è assolutamente ritenuto ” normale”!

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IlVecchio

Gen 25, 2019 at 11:10 AM

La mia peggior condizione era in piedi, sul tram, nel corridoio, appoggiato col fianco ad un sedile, la borsa ventiquattrore che mi pesava sulla spalla sinistra, sottobraccio un pacco appena ritirato, sulla mano destra il libro, a filo naso, per non ingombrare. Ora mi lasciano il posto. La mia fine sarà quando dovrò usare un bastone per reggermi. Penso che passerò direttamente al girello per anziani. Con comodo leggio.

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Marina

Gen 25, 2019 at 10:35 AM

Io la gente brutta la incontro alle Poste e sono le dipendenti che stanno dietro al banco. Ma dico, le scelgono apposta tutte “arraggiate”,sbuffano, non hanno modi, sono sgarbate… ah, ora ho capito: o non hanno mai letto un libro in vita loro o ne hanno uno in borsa che non hanno il tempo di leggere e questo le innervosisce. 🙂

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IlVecchio

Gen 25, 2019 at 11:13 AM

All’ufficio postale del mio quartiere, le disarmo col mio miglior sorriso e un complimento. Ho purtroppo assistito ad una scenata da parte del loro direttore, discutibile nei modi, che giustifica in parte l’essere sgarbate di riflesso delle impiegate. Probabilmente è il direttore che non legge abbastanza. 🙂

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Barbara Businaro

Gen 25, 2019 at 2:20 PM

Mi sa che nel mio condominio i lettori sono in netta minoranza… 😀 😀 😀

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IlVecchio

Gen 25, 2019 at 3:14 PM

Bisognerebbe costituire per legge le Biblioteche Condominiali 🙂
E alle riunioni invece di litigare per i bidoni della spazzatura o per l’uso del posto auto ci si scambiano solo recensioni dell’ultimo libro letto.

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Elena

Gen 26, 2019 at 11:53 AM

Leggere? Lo strumento più potente per difedermi che consoca. Non importa dove o quanto, ma se siamo capaci di imparare qualcosa. E non è detto. Buon relax sulla panchina 🙂

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IlVecchio

Gen 28, 2019 at 1:47 PM

Non credo possibile ci sia un libro al mondo da cui non si impari proprio nulla. Almeno un po’ di grammatica, ma da ogni storia c’è sempre qualcosa che ci rimane dentro.

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Grazia Gironella

Gen 26, 2019 at 9:55 PM

La lettura è un catalizzatore formidabile per la crescita. La signora di cui parli, però, non mi sembra ignorante nel senso classico del termine, quanto capace di distorcere ciò che sa in funzione del suo malanimo. Deve essere una vita difficile… anche per chi le gira intorno.

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IlVecchio

Gen 28, 2019 at 2:17 PM

In quel frangente la distorsione le riusciva ignorando a piè pari il viver civile, parlare a voce bassa in primis, riconoscere le opinioni altrui per secondo (si capiva che in ogni questione lei ha ragione e agli altri torto). Se lo ignorasse volutamente, pur conoscendolo, non saprei dirlo. Sarebbe però un ulteriore aggravante.

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Darius Tred

Gen 28, 2019 at 11:27 AM

Finché cresciamo le nuove generazioni con l’idea che la lettura è fatica, ci aspettano generazioni di “brutte signore” come quella descritta. La chiave di tutto è inculcare l’idea che la lettura, prima di tutto, è piacere.

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IlVecchio

Gen 28, 2019 at 2:20 PM

La lettura è un piacere. Assoluto.
Non fa male al cuore, non alza la pressione, non aumenta gli zuccheri nel sangue, nemmeno il colesterolo. Non fa ingrassare, al contrario tiene in bell’allenamento il muscolo più importante che abbiamo: il cervello. 🙂

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