Navigare Informati tra i libri

Grafica Veneta, dove nascono i libri

Avevo appena terminato di leggere Come si diventa un venditore meraviglioso di Frank Bettger e all’ultima pagina, perché io arrivo proprio fino in fondo, trovo la scritta “Finito di stampare nel mese di ottobre 2007 per conto della Longanesi & C. dalla Grafica Veneta SpA di Trebaseleghe (PD)”.
Ancora loro, penso. Almeno la metà dei miei libri proviene da questa azienda e dalla mia provincia. Solo che io sono della zona a sud e non conosco l’area di Trebaseleghe. Chiedo ad amici, ma senza risultato. Eppure non deve passare inosservata con tutti i libri che sono marchiati del loro logo!

Decido di consultare Google (perché non l’ho fatto prima?!) e leggo cose strabilianti.
Se la casa editrice è dove dall’embrione dell’idea il romanzo segue un lungo percorso di gestazione, tra editor, correttori di bozze, marketing, grafici e designer, c’è un momento in cui il libro, in quanto oggetto vero e proprio, viene dato alla luce: la stampa.
Ed è proprio di questo che si occupano in Grafica Veneta, la nursery della narrativa.
Tanto per intenderci, dell’ultima cinquina del Premio Strega 2018, solo uno non è stato stampato in Grafica Veneta. Il presidente è scomparso di Bill Clinton e James Patterson, il thriller di questa estate, è stato stampato proprio qui.

Quando ho trovato la possibilità di richiedere una visita guidata all’interno dell’azienda, non ci ho pensato su e ho mandato subito la mia candidatura. I libri mi affascinano, non è un segreto, quale occasione migliore per scoprire da dove arriva la mia libreria?
Torna quindi un nuovo bollettino nautico nel nostro oceano di parole, per navigare informati nel mondo dei libri. Questa volta per raccontarvi passo passo come nascono i libri e cosa abbiamo visto io e il mio piccolo gruppo di avventurieri.
Perché un lettore informato è un lettore conquistato.

Quel che non sapevo è che questa storia ha a che fare con la magia!
Fabio Franceschi ha ereditato a soli 19 anni dal padre scomparso prematuramente la piccola azienda, sull’orlo del baratro fallimentare. Rimboccandosi le maniche e lavorando duramente sette giorni su sette, è riuscito a risollevarla e portarla in attivo. Nel 2001 Grafica Veneta aveva solo 8 dipendenti, realizzava una sessantina di titoli all’anno ma si affacciava la sfida del mercato globale.
Uno dei loro clienti più importanti era allora Salani, che acquistò i diritti di un certo maghetto inglese. Si, si, quello di Hogwarts. Era scontato che venisse stampata qui l’edizione italiana, ma non era affatto scontato ottenere la pubblicazione per tutte le edizioni europee. Il successo arrivò in punta di bacchetta, perché Grafica Veneta fu scelta in persona da J.K. Rowling proprio per gli alti profili qualitativi, in termini di velocità, segretezza e cura della stampa, nonché per l’impatto ambientale ridotto, con carta salva-foreste ed un impianto di produzione interamente carbon-free. L’ultimo capitolo della saga, l’ottavo libro, fu stampato in un padiglione esclusivo, blindato e controllato a vista da agenti di vigilanza. Il finale doveva arrivare intatto in libreria!
Vent’anni dopo, Grafica Veneta ancora ristampa e distribuisce Harry Potter in tutto il mondo e in tutte le lingue.

Ora capite la mia emozione all’ingresso in questo tempio sacro?
Non c’è solo il profumo della carta e la meraviglia di tecnologie all’avanguardia (sono pur sempre un informatico, ho le mie debolezze). Ma giurerei di aver visto volare il gufo Edvige. E forse tra le bobine di carta si aggiravano degli elfi domestici. Del resto là c’è il leone simbolo della casa Grifondoro, qui c’è il leone di San Marco. Non può essere un caso, vero mia cara Rowling?

Ma da un padiglione all’altro i dipendenti si manderanno mail… o strillettere?! 😀

Grafica Veneta - Uffici

Durante la visita, per ovvi motivi di riservatezza sui libri in stampa in quel momento, non ci è stato concesso di fotografare i macchinari. Le foto qui riportate sono prese dal sito pubblico di Grafica Veneta e dalla loro pagina Facebook ufficiale. Non sono recenti, ma illustrano benissimo ciò che abbiamo visto anche noi.

Grafica Veneta, un po’ di numeri

Iniziamo col dire che il libro è classificato come giocattolo e segue dunque le stesse normative in materia di qualità, sicurezza, e ambiente, in particolare le norme europee EN 71. Grafica Veneta mette molta attenzione in tutto il processo produttivo: soprattutto niente sostanze tossiche dovute al degrado degli inchiostri, più che della carta.

Non vengono prodotti solo libri di narrativa, ma viene curata anche la stampa dell’editoria scolastica, riviste e cataloghi di alta qualità. Dal 2014 c’è anche un nuova startup dei figli di Franceschi, che produce taccuini e bloc-notes di prestigio, la Royal Notes. Pensate che l’idea è nata per gioco dalla carta di scarto della stampa!

Grafica Veneta è terza in Europa per il volume d’affari, stampa e distribuisce in tutto il mondo. Solo la parte del sud-est asiatico è servita dalla concorrenza cinese. E’ l’unica azienda monosito del suo genere, con tutto il ciclo produttivo nell’area padovana di Trebaseleghe (il nome in veneto significa “tre basiliche”, si pensa riferito a tre luoghi sacri del territorio). Questo consente il controllo massimo di ogni operazione, senza dilazioni della logistica.

Attualmente in Grafica Veneta ci sono circa 280 dipendenti, ma con gli indotti stagionali si arriva a 500 persone, che garantiscono il funzionamento continuato delle macchine. La produzione è organizzata in tre turni giornalieri per 360 giorni all’anno: le attività sospendono solo dalla vigilia di Natale a Santo Stefano e dal 31 dicembre al 2 gennaio.
Questo per poter garantire la celerità di produzione e consegna del prodotto finito, arrivando a realizzare instant book anche in sole 24 ore, con una tiratura di 10.000 copie!

Grafica Veneta - Fabio Franceschi

Ogni anno vengono utilizzate 100 mila tonnellate di carta e tutto viene riciclato, anche i 18-20 quintali di scarto delle lavorazioni, che tornano alla cartiera. Da questa carta, vengono prodotte circa 220 milioni di copie in varie dimensioni e rifiniture.
Da settembre ad ottobre si preparano i romanzi che usciranno per le feste di Natale, in gennaio e febbraio i testi scolastici che vanno in valutazione degli insegnanti e i romanzi di primavera-estate, da aprile fino ad agosto inoltrato la produzione scolastica di consumo. Ma lavorando e consegnando per tutto il mondo, non ci si ferma comunque mai.
Anche l’editoria scolastica non è solo italiana, ma anche per Germania, Inghilterra, Francia, Turchia e addirittura il Kirzikhistan.

Grafica Veneta - Panoramica

Le commesse a stampare i libri arrivano per appalto o per la gestione di tutta la produzione libraria di un editore per un determinato periodo di tempo o per singolo titolo. Si racconta ad esempio che dopo la morte di Umberto Eco, avvenuta di venerdì, l’editore del suo ultimo libro, La nave di Teseo che lo stesso Eco aveva da poco fondato con Elisabetta Sgarbi, abbia chiesto il lunedì successivo di anticipare con urgenza l’arrivo in libreria di Pape Satàn Aleppe il sabato seguente. Grafica Veneta ha accettato la sfida: lunedì sera hanno iniziato a stampare l’ordinativo con precedenza assoluta e venerdì sera i camion erano già arrivati alla distribuzione. Sabato il libro era in vendita in tutta Italia.

Ma Grafica Veneta ha ottenuto anche altre importanti certificazioni come impresa green, non per solo l’utilizzo di carta proveniente da fonti gestite in maniera responsabile (FSC) o la riduzione degli impatti ambientali in fase di stampa (PEFC e IMPRIM’VERT), con inchiostri di origine vegetale, colle a base acquosa e il riciclo totale di tutti gli scarti: con un impianto fotovoltaico di 80.000 mq (tutta la superficie del tetto dello stabilimento!), che produce più di 9.900.000 Kilowattora, l’azienda è autosufficiente elettricamente e completamente carbon-free. Oltre a questo risultato già di per sé importante, ha investito anche in un impianto eolico da 4.500.000 Kilowattora.

Grafica Veneta - Impianto fotovoltaico

Come nascono i libri: il ciclo produttivo

Tutto comincia dall’ufficio tecnico: qui giunge l’elaborato grafico del libro, in formato digitale (file pdf criptati) o cartaceo stampato e inviato tramite corriere.
Vengono effettuate verifiche preliminari sia da parte dei tecnici di Grafica Veneta che dal cliente, che approva definitivamente i termini dell’ordine, gli stampi di prova, le dimensioni, la copertina.
Viene così confezionato un box commessa: una scatola che contiene la cianografica, la stampa in bassa qualità del prototipo del libro, etichettata con un codice univoco di riconoscimento. Siamo nell’ordine di 1400 box al mese (ovvero 1400 titoli, che poi potranno anche avere tirature differenti).

Il box commessa (e il relativo file digitale) viene consegnato al reparto CTP (Computer To Plate): qui una serie di plotter laser producono enormi lastre di alluminio, che diventeranno la matrice dei macchinari di stampa Offset.
Un libro richiede più lastre, a seconda del numero di pagine previste e del formato scelto, ma soprattutto perché ogni lastra contiene in realtà le immagini di due copie che verranno prodotte in contemporanea e separate solamente dopo la rilegatura. Lo capiremo meglio più avanti. Vi basti sapere che guardando quelle lastre, noi lettori ci vedremmo solo una gran confusione, ma i computer che gestiscono le lavorazioni le hanno già ottimizzate al meglio, per evitare sprechi ed essere veloci.
Le lastre e il file di accompagnamento (che contiene informazioni aggiuntive, come quelle di gestione del colore) vengono inviati al reparto stampa.

Grafica Veneta - Reparto CTP

Nel frattempo si vanno a prendere le bobine di carta nel magazzino a fianco. Qui vengono tenute le scorte per soli due mesi di produzione, mentre camion vanno e vengono dalla cartiera più vicina, scaricando le nuove bobine per il mese successivo e portando via la carta di scarto, sia quella pulita avanzata dal taglio, sia quella inchiostrata residuo della stampa, che viene completamente riciclata. Sono disponibili differenti tipologie di carta, distinte per colore, grammatura, patinatura, rugosità. Pensate alla diversità tra un testo scolastico (che deve resistere alla rabbia degli studenti) e quella di un romanzo in edizione economica o alla copertina lucida di un’edizione rilegata di prestigio.
Ed eccoci qui, durante la nostra visita avventurosa, immersi nel delizioso profumo della carta!

webnauta in visita in Grafica Veneta - magazzino della carta

In Grafica Veneta ci sono diverse macchine per la stampa Offset, alcune relativamente piccole per la stampa in nero monocolore e due enormi Compacta per le tirature a colori, una di fronte all’altra che da sole occupano metà del padiglione di stampa. Vengono inserite le bobine e le lastre, una alla volta finché non si raggiunge la tiratura desiderata del libro. Le macchine iniziano a stampare in velocità sul nastro di carta, tramite le lastre inchiostrate nei punti giusti, passarlo in un forno per l’essicazione ad aria, effettuare il taglio preciso e la piegatura. Tutto a ciclo continuo.
Ne abbiamo vista una in funzione durante il nostro giro ed è qualcosa di stupefacente. Avete presente quei film americani dove vi mostrano la stampa del quotidiano, con il titolone in prima pagina e il giornalista preoccupato che afferra la prima copia all’uscita? La velocità è esattamente quella, solo che queste macchine sono qualitativamente superiori.

Grafica Veneta - Compacta

Il risultato di questo reparto è la cosiddetta segnatura: un fascicolo di fogli, ripiegati a comporre alcune pagine del libro. Ogni testo è l’insieme di più segnature, a seconda del numero di pagine finale (segnatura deriva proprio da segnare ogni fascicolo con un numero progressivo, che rappresenta l’ordine in cui vengono disposti per la rilegatura).
Qui però le segnature riguardano due libri in contemporanea, uno rovesciato rispetto all’altro. Così la segnatura numero 1, contiene da una parte le pagine da 1 a 48 (ipotizzando un libro di 144 pagine in segnature da 48 pagine ciascuna), e dall’altra le pagine da 97 a 144 dell’altro libro. La segnatura numero 2, centrale, conterrà le stesse pagine di entrambi. La segnatura numero 3 sarà esattamente al contrario della prima.
Anche le copertine sono stampate nello stesso modo, una rovesciata all’altra, perché i due libri vengono separati solamente alla fine, come ultimissima operazione.
Capite ora quindi la struttura complessa con cui i computer gestiscono la produzione delle lastre di stampa, che poi portano ad ottenere i fogli che compongono le segnature di due libri prodotti in contemporanea.

Grafica Veneta - struttura della segnatura

Le segnature vengono disposte ordinatamente in pallet per essere trasportate in legatoria, in attesa di essere lavorate.
Per prima cosa va composto il blocco libro: un addetto dispone un pacco di ogni tipologia di segnatura in alcuni cassetti di alimentazione di una macchina molto particolare, l’ordinatrice. Se ci sono 8 segnature, sono i primi 8 cassetti; 12 segnature, i primi 12 cassetti, e così via. La macchina prende una segnatura da ogni cassetto nell’ordine corretto e compone i diversi blocchi libri, pronti per la rilegatura.

Grafica Veneta - Ordinamento delle segnature

Nel frattempo, nel reparto Offset sono state preparate anche le copertine, con macchine di stampa a colori su foglio. Vengono utilizzati fogli anziché bobine perché si tratta di carta differente, più spessa e maggiormente pregiata di quella impiegata per il contenuto del libro. Le copertine possono essere semplici, con o senza alette, o cartonate, con le rifiniture opache, lucide, miste (opache con alcuni elementi lucidi), telate, antigraffio e soft touch. Ci sono anche dei macchinari per la sola apposizione degli elementi dorati e dei rilievi. Nello stesso reparto vengono stampate anche le sovracoperte, di solito abbinate alle copertine cartonate monocolore.

Grafica Veneta - Copertine

I blocchi libro devono essere ora rilegati e seguono un percorso differente a seconda della rilegatura scelta: brossura cucita a filo refe o brossura fresata.
Per la brossura cucita a filo refe, le segnature vengono cucine insieme con del filo di nylon finissimo: all’interno della linea, i blocchi giungono in una cella di cucitura, dove la macchina manovra un piccolo telaio che cuce perfettamente l’intero blocco. Può essere subito accoppiato alla copertina finale oppure ai risguardi, in attesa della copertina cartonata.

Grafica Veneta - Differenza tra brossura cucita e fresata

Per le brossure fresate, il blocco libro viene tagliato anziché cucito, poi passato su rulli impregnati di colla e subito accoppiato alla sua copertina. L’ultima operazione è al separazione dei due libri stampati (ricordate la struttura della segnatura?), tagliando con precisione il blocco libro a metà.
Le opzioni di rilegatura sono così tante che Grafica Veneta dispone di più di una decina di macchinari differenti in linea per soddisfare tutte le richieste dei clienti, tutte con cellofanatrice a pacchi e palettizzatore automatico.

Grafica Veneta - Legatoria

Con tutta questa lavorazione della carta, potreste pensare ad un ambiente polveroso. Ci sono severe normative che regolamentano la gestione delle polveri, ma in Grafica Veneta si è pensato ancora una volta all’ambiente: tutti i macchinari sono collegati ad un vorace aspiratore che convoglia la polvere della carta in un’ala precisa dello stabilimento. Qui un compattatore riduce la polvere in piccoli brick, che vengono raccolti e ritornati alla cartiera per essere riciclati. Il 99% dello scarto della carta viene riciclato, o come materiale di prima qualità o con un altro trattamento di recupero. Anche la polvere non viene sprecata!

Il prodotto finale è il pallet di libri, che viene organizzato in linea secondo le disposizioni ricevute del cliente, per dimensione, numero di piani e numero di libri per piano. Il pallet viene cellofanato e preparato per la spedizione ai centri di distribuzione indicati in fase d’ordine.

Grafica Veneta - Pallet finale

L’ultimo reparto visitato rappresenta il futuro e lo sviluppo all’avanguardia della tecnologia: la Stampa Digitale.
In questo caso non ci sono le lastre di stampa: il nuovo CTP (Computer To Press) è un’enorme impianto di stampa che funziona con lo stesso concetto della stampante laser a colori di casa. Solo che è grande come tutto il vostro salotto e ogni tanica di colore come il vostro box doccia! 🙂
Questa tipologia di stampa, ancora molto costosa per gli inchiostri impiegati ma qualitativamente eccelsa, viene utilizzata per cataloghi di prestigio (illuminazione, gioielleria) o testi in cui la fotografia e il particolare hanno maggior importanza. Qui è stato stampato il volume OSIRIS. The Eyes of Rosetta, con le foto della cometa scattate dal team dell’Università e dell’Osservatorio di Padova, nitidissime.
Questa digitale stampa 2500 metri al minuto. Veloce e perfetta.

Grafica Veneta - Reparto digitale

Ed eccoci alla fine del nostro giro turistico. Stanchi, perché c’era molto da vedere e molto da correre (da una magazzino all’altro loro si spostano in bicicletta!), ma con tante emozioni da portare a casa.
Ringrazio il dottor Giampaolo Pinton per averci fatto da guida all’interno dell’azienda, averci illustrato con competenza e passione tutte le fasi lavorative e aver risposto con grande pazienza alle nostre domande curiose. Si lavora molto e con ritmi serrati, ma credo di aver visto negli occhi di tutti i dipendenti molto orgoglio per ciò che producono, perché quello che loro creano con tanta cura arriva ad ogni angolo del mondo.
Se non è magia questa!

webnauta in visita in Grafica Veneta

E voi lettori…

Vi siete mai soffermati a leggere la provenienza del libro che avete appena finito di leggere? Vogliamo organizzare una caccia al tesoro e vedere quanti dei vostri volumi proviene proprio dalla mia Padova? 😉

Comments (25)

Massimiliano Riccardi

Ago 25, 2018 at 7:16 AM

Che mondo meraviglioso.

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Barbara Businaro

Ago 25, 2018 at 3:22 PM

Un vero paese dei balocchi! 🙂

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Marco

Ago 25, 2018 at 7:17 AM

Io leggo digitale!

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Barbara Businaro

Ago 25, 2018 at 10:14 AM

E questo nonostante io sia un informatico… 😀 😀 😀

Digitale vs cartaceo

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Elena

Ago 26, 2018 at 9:18 PM

Magnifico :)!

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Giulia Mancini

Ago 25, 2018 at 10:02 AM

Che storia meravigliosa che ci hai raccontato! La magia di un’azienda italiana che è diventata leader del settore anche grazie a un “maghetto inglese”. Bellissimo il fatto che siano attenti all’ambiente, cosa di cui mi rendo sempre più conto dell’importanza. È fantastico davvero, ora controllerò sempre i pochi libri di carta che leggo (anch’io leggo molto digitale) dove vengono stampati. È probabile che vengano proprio da lì, nel caso te lo segnalo! Bravissima Barbara, grazie per averci raccontato questa bella storia di successo.

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Barbara Businaro

Ago 25, 2018 at 3:24 PM

Sono orgogliosa di avere a pochi chilometri da casa questa meraviglia. Dimostra anche che non è vero che non ci sono aziende d’eccellenza nella mia provincia (come mi sono sentita dire poco tempo fa…) Ci sono eccome! 🙂

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nadia

Ago 25, 2018 at 10:11 AM

Mamma mia, mi sono emozionata solo leggendo e vedendo le foto di voi quattro alle prese con così tanta enormità di carta librosa. Ripeto mamma mia, perché fatico a immaginare tutti quei chilometri di spazio dedicati a esserini fatti di parole e sogni. Bella esperienza che credo ti sia permeata fin dentro a ogni cellula. Al solito applausi. Sei un segugio formidabile.

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Barbara Businaro

Ago 25, 2018 at 3:29 PM

Grazie Nadia! E’ stata un’esperienza istruttiva anche per i ragazzi, molto interessati (e spaventati di vedere che alcuni dei loro testi scolastici erano proprio lì in preparazione! 😀 ) Se c’è qualche insegnante in ascolto, è una visita che consiglio. Meglio accordarsi però per gennaio-febbraio, quando in Grafica Veneta ci sono ritmi di lavoro meno intensi, o normali. 🙂

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Brunilde

Ago 25, 2018 at 4:13 PM

Davvero affascinante! E un po’ magico: un’azienda leader che non delocalizza!
Grazie per averci fatto fare questa visita, mentre leggevo sentivo il profumo della carta: sono in astinenza, sto trascorrendo un lungo periodo lontana da casa e non potendomi portare una valigia di soli libri mi devo piegare Bal digitale e…non ne posso più!

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Barbara Businaro

Ago 25, 2018 at 4:45 PM

Tieni duro Brunilde! So cosa significa, almeno un cartaceo me lo devo portare in valigia, vicino al digitale!
Puoi provare a vedere se nelle zone dove sei ci sono punti di Bookcrossing (ne ho parlato qui: A caccia di libri con il Bookcrossing)
Sulla delocalizzazione, mi hanno proprio colpito le parole di Franceschi in questa vecchia intervista del 2008: Grafica Veneta, successo da magia Riporto il pezzo in questione:
Avete la sede a Trebaseleghe: mai pensato di spostarvi più vicini ai grossi centri?
«Siamo qui da tempo, spostare le persone è molto più difficile che trasferire un’azienda. E poi siamo legati al nostro paese».

Se c’è la qualità del prodotto, non c’è bisogno di alcuna delocalizzazione. Quel che hanno esclamato subito i ragazzi, annusando la carta stampata in Grafica Veneta, è che non puzza come certi libretti da edicola, provenienti da chissà dove. Non bastassero le certificazioni, loro hanno proprio sentito il profumo! 🙂

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Elena

Ago 26, 2018 at 9:20 PM

Sei una forza della natura, Barbara! Ho imparato cose che non sapevo dei libri cartacei e della loro produzione e poi per un attimo mi sono persa nei profumi e nelle emozioni di essere lì con voi nella patria dei libri. Meno male che abbimao ancroa eccellenze come queste nel nostro paese…
PS: I due giovincelli sono parecchio alti, almeno un tacco dodici potevi metterlo 😀

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Barbara Businaro

Ago 27, 2018 at 10:24 AM

Anch’io ho imparato quel giorno molte cose che non sapevo dei libri! Mai e poi mai, ad esempio, mi sarei aspettata che fossero stampati in coppia e divisi all’ultimo! 😀
PS: Con tutti i passi di quel giorno (un 5 km tra i magazzini secondo me li abbiamo fatti!) altro che tacco 12, le Nike da corsa ci volevano! Solo che era una giornata a 34 gradi, e i miei piedi si sono rifiutati! Pazienza per l’altezza. Tra Davide e Golia… 😉

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Sandra

Ago 27, 2018 at 10:42 AM

Ma che gita spettacolare! Una vera pacchia per noi amanti compulsivi dei libri.

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Barbara Businaro

Ago 27, 2018 at 1:16 PM

E pure per gli amanti compulsivi della tecnologia! 😀

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Rosalia Pucci

Ago 27, 2018 at 10:05 PM

Un posto meraviglioso, il paradiso dei lettori! Hai fatto un grande reportage, Barbara, interessante e originale. Grazie, mi hai fatto conoscere un mondo che non conoscevo, D’ora in avanti controllerò sempre dove sono stampati i libri che acquisto;)

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Barbara Businaro

Ago 27, 2018 at 11:03 PM

Grazie Rosalia, sono contenta di aver condiviso con voi quest’esperienza. 🙂

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Darius Tred

Ago 29, 2018 at 5:22 PM

Gran bel posto!
E gran bel post 😀 : l’hai scritto così bene che posso dire di esserci stato.

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Barbara Businaro

Ago 29, 2018 at 7:05 PM

Hai visto dove ti porto? E senza usare l’ipnosi del tuo amico Emme! 😀

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Darius Tred

Ago 30, 2018 at 10:23 AM

In realtà, mentre leggevo il tuo post, c’è stato un momento in cui ero in trance: è stato quando sentivo il profumo della carta. Hai presente quel profumo di quaderni e libri nuovi che si sentiva ai primi giorni di scuola? Ecco, proprio quello! 😀

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Barbara Businaro

Ago 30, 2018 at 8:29 PM

Lo conosco bene quel profumo lì! E’ il motivo per cui in questo periodo mi perdo al supermercato nel reparto cancelleria, facendo finta di comprare per figliocci e nipoti! Diari, astucci, penne e matite di ogni tipo, pennarelli, pastelli e un’infinita di quaderni, piccoli, grandi, spiralati, cartonati, blocchi e agende di ogni tipo. E poi finisce alla cassa con un “Ma ti serviva proprio?” 😉

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Marco Amato

Ago 29, 2018 at 6:26 PM

Guardare una realtà come questa, riporta al concetto stesso di libro e alla conquista che Gutemberg riuscì ad ottenere per l’umanità con la stampa a caratteri mobili. E la cosa straordinaria è proprio questa, da Gutermberg a oggi è un continuum che anno dopo anno, nei secoli si ripercuote. Ogni generazione ha apportato miglioramenti alla stampa, fino a che da lavoro artigiano è diventato un lavoro industriale. Eppure le terminologie antiche sono rimaste, il filo invisibile che lega il passato e l’oggi è ancora lì.
Poi che dire, se fossi un autore pubblicato da editore, andrei proprio nella stamperia per vedere il libro che si realizza sotto i miei occhi. Tutti i gli anni e i mesi spesi dentro quella storia. I dubbi, i ripensamenti, i personaggi che come ballerini hanno danzato dentro la mia testa. Tutta la fatica spesso impalpabile, immaginaria, che si concretizza dentro quelle macchine in una nuova dimensione fisica. Sarei lì a scattare foto del libro mentre nasce, mentre viene accatastato in bancali per essere spedito e finire nelle mani di lettori di cui, per la quasi totalità, non ne conoscerai mai il volto. La sensazione che quelle parole da fantasticherie hanno suscitato emozioni in vite altrui, ecco, tutto questo non ha prezzo e contribuisce alla realizzazione del sogno diventato libro.
Se un giorno dovessi pubblicare con un editore, fra le clausole contrattuali, metterei proprio questa, l’autorizzazione a poter assistere alla nascita del libro, poter vivere e documentare il momento. Almeno la prima volta. Perché per quanto si possa considerare efficiente l’ebook, è solo quando stringo in mano i miei due libri pubblicati, quella carta intrisa di mie parole, che percepisco l’emozione del diventare scrittore. E anche da autore indipendente, sono molto più felice quando Amazon segna la spunta grigia dell’aver venduto un libro di carta, che la lineetta arancione che indica la vendita di un ebook.
Lo so, sono un romantico e mi prendo la piena responsabilità della mia debolezza. 😉

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Barbara Businaro

Ago 29, 2018 at 7:11 PM

Eccolo qua: un altro tecnologico, uno che lavora coi social, un ribelle e un rivoluzionario, che alla fine cede al profumo della carta! 😀
Ti dirò: non so se l’hanno messo tra le clausole contrattuali, però molti autori passano in Grafica Veneta proprio a vedere le prime copie. Trovi qualche foto sulla loro pagina Facebook o sul loro sito, alla voce News. Uno di questi era Umberto Eco, aveva già fissato l’appuntamento per vedere la stampa di Pape Satàn Aleppe, poi è mancato ed è stata anticipata l’uscita del libro. Dunque, non sei l’unica a cedere alle debolezze! 😉

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Luz

Ago 29, 2018 at 7:57 PM

Oddio, che post meraviglioso. C’è da perdersi in tanta bellezza, anch’io vorrei fare un’esperienza come la tua.
Ho toccato questo argomento di stampa e rilegatura durante l’anno di studio in Biblioteca Vaticana, me ne hai fatto ricordare qualche passaggio. Ricordo il mio entusiasmo quando visitammo il laboratorio di restauro e rilegatura dei libri antichi.
Anch’io curioso sulle pagine finali dei libri, e del resto dedico alcune lezioni a scuola proprio alla caccia di questi dettagli su un libro (aiuta i ragazzi a prendere coscienza riguardo a questo sconosciuto cartaceo). Dedicherò del tempo anche all’aspetto della stampa, mi piacerebbe servirmi proprio di questo post. Magari ci colleghiamo da scuola e proiettiamo la schermata sulla Lim.
Ho sfogliato gli ultimi tre libri acquistati. Dalla tua magnifica Grafica Veneta è uscito “Lo straniero” di Camus edito da Bompiani. 🙂

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Barbara Businaro

Ago 29, 2018 at 8:29 PM

Luz, sarei più che onorata di comparire virtualmente nella tua classe! 🙂
E’ un peccato che siate così lontani, perché Grafica Veneta sarebbe stata una visita davvero istruttiva. Abbiamo cercato anche noi di coinvolgere più ragazzi, ma alcuni genitori non hanno capito l’importanza dell’occasione ed altri purtroppo erano in villeggiatura. Ma la disponibilità ce l’avevo solo in questo periodo.
Anche la Biblioteca Vaticana è un luogo di tutto rispetto per gli amanti dei libri, ancora più magici con i loro carichi storici!

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