Book Pride 2026. Fiera Nazionale dell'Editoria Indipendente

La speranza è la cosa con le piume. Book Pride Milano 2026

Dopo l’avventura assolutamente positiva dello scorso anno, che ho raccontato in questo post Danzare sull’orlo del mondo. Book Pride Milano 2025, io e l’amica Sandra Faé del blog I libri di Sandra, scrittrice milanese con la quale condivido pure la data di compleanno, abbiamo deciso di ripetere l’esperienza, stesso giorno (il venerdì di prima apertura) e medesimi orari. Formula che funziona non si cambia!
Eravamo così convinte di tornare al Book Pride, la Fiera Nazionale dell’Editoria Indipendente, che ne avevamo parlato ancora prima di Natale e abbiamo chiesto l’accredito come “Stampa – Digital Creator”, accessibile grazie ai contenuti dei nostri blog dedicati alla lettura e alla scrittura, appena hanno attivato l’apposita sezione sul loro sito. Avevamo solo qualche dubbio per il trasporto, temendo uno sciopero dei treni proclamato all’ultimo momento che mi bloccasse il viaggio verso Milano, mentre il meteo prevedeva una bella giornata di sole. Sono stata talmente bene lo scorso anno lì in mezzo ai libri che, nonostante un periodaccio per la mia salute, compresa una brutta caduta proprio due settimane prima della fiera, con la spalla destra compromessa, mi sono imbottita di Brufen e sono salita sul treno carica di entusiasmo. Tanto le borse dei libri possono usare la spalla sinistra, ne abbiamo due per qualcosa, no?! 😀

Questa mia seconda venuta al Book Pride mi ha confermato che questa manifestazione è decisamente più alla mia misura. Quando pensiamo alla fiera del libro per eccellenza, infatti, ci rivolgiamo al Salone del Libro di Torino. Ci sono stata una sola volta nel 2018, ed è stato traumatico a dir poco: troppo caos, troppa gente, pochi servizi sia igienici che di ristoro, troppo spettacolo e pochi libri al centro, proprio loro che dovrebbero essere i protagonisti assoluti. Di quel viaggio, ho scritto le mie riflessioni in questo vecchio post: Salone del Libro di Torino Tante domande, poche risposte Al Book Pride invece riesco a vedere tutti gli stand con tranquillità, posso scattare fotografie senza disturbare nessuno (per memorizzare velocemente quello che non posso comprare subito, visto che sono in treno, e acquisterò dopo nelle librerie della mia zona), riesco a parlare senza fretta con chi sta dietro la rassegna di libri, ascoltando trame, storie e progetti dietro a titoli e copertine, posso scambiare opinioni con altri lettori rilassati, che non vogliono saltarti sopra la testa per il firmacopie di chissà chi quale personaggio famoso. Nel cuore del Book Pride ci sono proprio i libri e le relazioni umane, come hanno ribadito anche gli stessi operatori ai quali ho espresso questa mia preferenza.

Sono partita da Padova con uno zainetto comodo, con solo il necessario all’interno per lasciare maggior spazio agli acquisti, una borsa pieghevole in bustina, impermeabile e richiudibile con zip, ma soprattutto la carta di credito di servizio limitata a 100 euro, perché in questo 2026 sto portando avanti un obiettivo importante: dimezzare le pile di libri accumulate sul tavolino del salotto, le letture sospese da tempo e quei libri ancora non letti che occupano spazio nella libreria di casa. Occorre smaltire il vecchio per fare posto al nuovo.
“Tranne i libri che comprerò al Book Pride a marzo e, se capita, a qualche presentazione locale con gli autori.” Questa è l’unica esclusione che mi sono concessa. Devo dire che il progetto sta funzionando bene, perché da gennaio ho letto 10 romanzi, riscoprendo anche generi letterari e autori dimenticati, e di questi ne ho regalati o donati al bookcrossing ben 3. Ho abbassato le pile e si intravvede qualche spazietto tra gli scaffali. Non ho invece portato con me una lista di titoli, non perché non avessi idee in proposito, ma perché in queste occasioni voglio lasciarmi guidare dal destino. Sono convinta che siano sempre i libri a sceglierci, e non viceversa.

Questa è la cronaca passo passo della nostra passeggiata tra gli stand e di cosa abbiamo trovato di interessante o curioso da segnalarvi, tutto accompagnato dai link per approfondire o acquistare anche da casa.
Eccoci dunque per la foto di rito all’ingresso davanti all’enorme poster della fiera. Perché poi, già lo sappiamo, all’uscita saremo troppo cariche di borse piene di libri per riuscire a metterci in posa. 😛

Book Pride 2026. Businaro e Faé all'ingresso

Book Pride
Fiera Nazionale dell’editoria indipendente

Per non perderci assolutamente nulla della fiera, iniziamo il nostro percorso subito alla destra dell’ingresso e camminiamo ordinatamente fino al termine della fila, poi giriamo sulla successiva, fino in fondo di nuovo. Vero che non ci fermiamo in ogni stand – ogni lettore ha i suoi gusti e anche noi abbiamo i nostri – ma lasciamo che sia anche il destino a guidarci, dando un’occhiata alle proposte sui banchetti e fermandoci volentieri a chiacchierare di libri o ascoltare chi ci presenta le sue pubblicazioni.

Allo stand di Aboca Edizioni, la casa editrice associata all’azienda toscana di prodotti naturali per la salute (alzi la mano chi di voi prende il Bianacid gusto menta per il reflusso… eccomi!) mi colpiscono due copertine in particolare: Piante Killer di Molly Williams (non potrebbe essere utile per qualcuno che scrive gialli?!) e quel gatto così fashion con gli occhiali rosa del libro Tutti i segreti del gatto di Sarah Brown. Ma scorrendo gli altri titoli, scopro anche un dinosauro sul surf di Ha sempre fatto caldo! di Giulio Betti e un tour botanico tra i classici di Jane Austen con il saggio Nel giardino di Jane Austen di Molly Williams e Jessica Roux.

Aboca Edizioni al Book Pride 2026

Sgargiante davanti a noi, allo stand di Lavieri Edizioni abbiamo ritrovato le bellissime stampe di Cose da robot di Matt Dixon, ma scoperto anche le ragazze malinconiche di Moon e i gatti sorpresi di Natalia Shaloshvili Qui però ci sono anche libri illustrati per bambini e, perché no, per adulti. Una copertina mi colpisce perché mi ricorda le case che ho visto in Islanda lo scorso settembre: Le parole della neve di Valentina Maselli e Chiara Nasi.

Lavieri Edizioni al Book Pride 2026

Allo stand di Tunué mi diverto a guardare i libri per i ragazzi: una bellissima serie colorata per Emma e l’Unicorno di Dana Simpson, due fumetti dedicati ai fantasmi, Il libro dei fantasmi di Remy Lai e Ciao mamma, vado dai fantasmi di Luca Raffaelli, Lucia Nanni e Piero Bulzoni. Se andate sul sito dell’editore, per ogni libro potete scorrere un’anteprima delle prime pagine.

Tunué al Book Pride 2026

Ci sono alcuni espositori che non conosciamo, ma rivolgo sempre un’occhiata ai titoli per capire se ci potrebbe essere qualcosa di interessante, non solo per me, ma anche qualche amica che è sempre alla ricerca di nuove letture. Così poco avanti scorgo questa Mappa femminile della città di Milano. Itinerari nel centro storico di Lorenza Minoli, con la collaborazione di Linda Bertella. Una signora gentile coglie la mia curiosità e mi spiega così di questa associazione, l’Enciclopedia delle donne, che dal 2010 pubblica biografie e ricerche per incoraggiare e diffondere la conoscenza dei personaggi femminili che hanno contribuito alla Storia. Perché ci hanno sempre raccontato che dietro a un grande uomo c’è una grande donna, ma spesso questa era solo una scusa. La Mappa femminile della città di Milano si propone quindi, attraverso una serie di itinerari guidati, di “dare evidenza e significatività urbane alla storia delle donne” che qui hanno vissuto. Non c’è un’anteprima online, ma ho scorso le pagine lì in fiera e l’ho trovata particolare. Spero che in futuro l’idea venga allargata anche ad altre città, magari proprio la mia Padova e partendo da Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo.

Enciclopedia delle donne al Book Pride 2026

Poco più avanti mi colpisce una frase di Flannery O’Connor scritta in bianco su una lavagnetta scura: “Io scrivo perché non so cosa penso finché non leggo quello che dico.” Mi fermo a osservare meglio questo stand del Centro Formazione Supereroi (già il nome è pazzesco!) e sopra il banchetto trovo la Saponetta della leggerezza perduta, la Polvere della pazienza infinita e la Crema 100% risata. Ci sono diversi quaderni colorati, con le copertine arancione e verde fluo, ma soprattutto un taccuino in acquamarina con questo titolo: “Un anno di storie. Le tue.” Uhm, aspetta un po’.

Ci spiegano che il Centro Formazione Supereroi è un’associazione di professionisti della parola scritta – autori, editor, giornalisti, operatori culturali – nata nel 2016 con l’obiettivo di diffondere la scrittura come superpotere per affrontare il mondo. Nella loro sede di Milano, organizzano laboratori di scrittura, eventi e attività creative, completamente gratuiti per gli studenti tra i 10 e i 18 anni. Si cerca così di aiutare i ragazzi a sviluppare la loro capacità di espressione e offrire loro la possibilità di raccontarsi con la propria voce.
L’associazione si mantiene con le donazioni libere, con il 5×1000 sulla dichiarazione dei redditi e con la vendita di libri e taccuini prodotti sia dai ragazzi dei laboratori che dai professionisti dell’associazione. Uno di questi è proprio il Taccuino di CFS Un anno di storie. Le tue.” (potete richiederlo via mail se non siete di Milano).

Ma non è finita qui! Soprattutto per gli scrittori e aspiranti tali, segnalo questo progetto: THE EDITORS ARE IN , un incontro privato di 30 minuti con un professionista dell’editoria, scelto tra gli editor di grandi case editrici italiane, dal vivo a Milano, nella sede dell’associazione, oppure in videochiamata. Voi inviate un capitolo del manoscritto e la sinossi del romanzo (massimo 15.000 battute), questo verrà letto dall’editor che vi verrà assegnato e potrete poi parlarne con lui durante l’incontro. Il costo di questo servizio è un’offerta libera a partire da 100 € per sostenere poi i laboratori e gli eventi gratuiti dell’associazione. Gli editor disponibili sono: Giordano Aterini (editor Mondadori e docente per la Scuola Mohole), Edoardo Brugnatelli (storico editor Mondadori e direttore editoriale di Anobii), Giulia Ichino (responsabile editoriale Bompiani), Stefano Izzo (editor Salani Editore), Chiara Scaglioni (direttore editoriale HarperCollins Italia) e Giuseppe Strazzeri (direttore editoriale per Longanesi). Direi che è il caso di farci un pensierino. 😉

Centro Formazione Supereroi al Book Pride 2026

Eccoci a una delle mie nuove isole felici: la distesa dei libri Iperborea che, a dispetto del loro strano formato stretto e lungo, sono alquanto comodi da leggere con una sola mano. Ma soprattutto mi hanno preparato al mio viaggio in Islanda del sud dello scorso settembre, così mi fermo proprio a contare quali altri titoli mi mancano di quella regione.
“Le piace l’Islanda?” mi chiede la ragazza dietro al banchetto.
“Sì, e ci sono stata per colpa dei vostri libri!” le ho risposto ridendo. “Da quando siamo tornati, mio marito guarda le previsioni del tempo e la situazione delle strade in Islanda, invece di quelle qua in Italia…”
Spostandomi sulla sinistra, mi colpiscono sul momento un paio di titoli e copertine, che fotografo per i futuri acquisti: La vera storia del pirata Long John Silver di Björn Larsson con quel bellissimo veliero in contrasto con la Luna, e Cacciatori di tenebre di Ben Machell, che recita così nella quarta di copertina: “In queste pagine ci sono solo storie vere: di poltergeist, infestazioni, possessioni, sedute spiritiche. E delle indagini di un uomo che ha passato la vita a cercare di spiegarle. Spesso ci è riuscito. Ma non sempre.” Ecco, segna altri due titoli in lista… Magari dopo torniamo indietro a prenderli.

Iperborea al Book Pride 2026

Allo stand di Elliot, il nome di Elizabeth Gaskell colpisce Sandra per le copertine con una simmetria floreale, una linea riconoscibile in mezzo a tutto il resto. Abbiamo googlato in velocità per scoprire che Elizabeth Gaskell è considerata tra le maggiori scrittrici vittoriane, nota sia per i suoi romanzi, alcuni pubblicati a puntate sulla rivista Household Words di Charles Dickens, che per la prima biografia dell’amica Charlotte Brontë, The Life of Charlotte Brontë del 1857. Per le copertine di questa nuova collana “Gaskell Collection” sono state scelte le illustrazioni di William Morris. Ci proponiamo di approfondire questa scrittrice nel prossimo futuro.

Gaskell Collection di Elliot al Book Pride 2026

Girando l’angolo tra due corsie adiacenti, mi trovo davanti un bellissimo poster di un acquerello con la Tour Eiffel, che recita “La grande letteratura francese che lascia il segno”. Scopro così Prehistorica Editore, una casa editrice dedicata solo alla Letteratura francese. Una copertina e un titolo attraggono la mia curiosità: Il viaggio del divano letto di Pierre Jourde con il disegno di un classico camper Volkswagen Westfalia che rimanda subito al fascino dell’avventura improvvisata. Si sa poi che un viaggio fisico accompagna sempre anche un’esplorazione di sé, aggiungiamoci la difficoltà di trasportare un divano letto per mezza Francia, dal centro di Parigi fino alla regione dell’Alvernia. Segniamo anche questo!

Prehistorica Editore La grande letteratura francese che lascia il segno

Prehistorica Editore al Book Pride 2026

Una delle sorprese di questo Book Pride è stato lo stand di Voland, non perché non conoscessimo la casa editrice, ma perché vi abbiamo trovato un entusiasta dei libri, che sprizzando energia e gioia ci ha raccontato diversi aneddoti, pezzi di trame, consigli per letture e pure dissertazioni sulle diverse città d’Italia. Marco Paoletti di Voland ha colto il nostro sguardo incuriosito mentre scorrevamo i titoli esposti e non ha più smesso di intrattenerci. Giuro che potevamo tranquillamente prenderci una seggiola e passare lì davanti il pomeriggio. Stavamo osservando i romanzi di Amèlie Nothomb, così ci ha spiegato che dal 1997 l’autrice è fedelissima a questa casa editrice, che l’ha lanciata per prima in Italia e che tutt’oggi consente alla Voland di mantenere un bilancio bello attivo e pubblicare anche gli altri libri. Ci ha confessato come sia eclettica come persona, senza un cellulare, senza una mail, quando parte da Parigi per raggiungere l’Italia per le presentazioni non sanno mai se arriva davvero, finché non la trovano all’aeroporto di arrivo. Di come sia affezionata al nostro paese e di come, nonostante un assegno con una cifra astronomica, si sia rifiutata di cambiare editore. Ha ringraziato per l’offerta, un grande onore, ma i soldi non sono poi così importanti, lei è già ricca. Chapeau!
Ci ha ricordato che al cinema è uscito La piccola Amélie tratto dal suo romanzo Metafisica dei tubi, ma c’è anche il film Il fascino indiscreto dell’amore (adesso disponibile su Amazon Prime Video) tratto invece dal libro Né di Eva né di Adamo.
Parlando della casa editrice, ci ha spiegato che il nome Voland deriva dal romanzo Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov, quel misterioso personaggio, esperto di magia nera, che alla fine rappresenta lo stesso Satana, spirito sovvertitore più di tutti gli altri. E che il font dei loro libri è unico, si chiama proprio Voland (con un trattino orizzontale sulla V), disegnato appositamente da Luciano Perondi. Sandra gli ha poi chiesto “Ma dove trovate questi autori da pubblicare? Come li scegliete?” La risposta non è poi così ovvia: “Sono i nostri traduttori i veri scout. Leggono i romanzi originali in lingua e ce li propongono per acquistare i diritti per la traduzione in italiano. Abbiamo una squadra formidabile di traduttori!”
Tra le altre cose, ci ha consigliato di leggere Le 12 sedie di Il’ja Il’f e Evgenij Petrov: una vecchia aristocratica ha nascosto i suoi preziosi gioielli in una delle dodici sedie del salotto, non si sa quale, ma nel frattempo le sedie sono state vendute e sparpagliate per tutta la Russia, così il genere e il prete cominciano la ricerca. Ho preferito acquistare la mia prima lettura per la Nothomb, ma queste 12 sedie continuano a ronzarmi in testa…

Allo stand di Voland siamo passate nuovamente prima di uscire, avendo lasciato uno spazietto nelle borse per un ultimo acquisto. Si erano radunati un po’ di lettori e così ci siamo ritrovati a parlare delle nostre città preferite, italiane e non. Tutto è nato dalle guide turistiche “ribelli” della collana Finestre, che comprende Roma, Venezia, Firenze, New York, Mosca, Berlino, Barcellona e Parigi. “Ma Milano non c’è?” chiede Sandra. “Ma a Milano, per un turista che viene per la prima volta in Italia, cosa c’è poi da vedere?!” risponde Marco Paoletti. Seguono diverse rimostranze, anche piuttosto divertenti, e poi si finisce a parlare di viaggi all’estero. Io dico solo due parole: Scozia, Edimburgo. Toh. 🙂

Voland al Book Pride 2026

Passando da una fila all’altra, vengo subito attirata da una copertina Pink Barbie dedicata proprio a… Barbie! 😀
Lo stand è quello di 24 ORE Cultura, editore di libri illustrati e cataloghi d’arte del gruppo Il Sole 24 Ore. Quello con la copertina fucsia è un librone enorme, Barbie. The Icon Celebration di Massimiliano Capella, con le foto dei giocattoli originali, in ordine cronologico, che hanno segnato la storia di diverse generazioni. Vicino c’è anche il corrispettivo maschile, I AM KEN. Storia e stile sempre di Massimiliano Capella, però non ce l’ho avuto Ken, mi spiace. Un po’ nascosto invece un altro volumetto interessante per la bambina di allora, Barbie Fashion Icon. Paperscape activity book con illustrazioni di Alessandra Scandella. Questo è un libro-gioco: ogni pagina ha un profilo staccabile colorato, resta la sagoma della Barbie, e in fondo ci sono invece delle Barbie di carta staccabili, per giocare con la fantasia. Qui ritrovo anche la Barbie Giorno e Sera del 1985, quella che desideravo tanto, con la gonna trasformabile in un vestito da sera, ma niente, il mio Babbo Natale era sordo e rincoglionito…

24 ORE Cultura al Book Pride 2026 con Barbie

Barbie Fashion Icon di 24 ORE Cultura al Book Pride 2026 con Barbie

Arriviamo alla seconda sorpresa di questo Book Pride, che a raccontarla è tutta da ridere. Stiamo camminando nel corridoio e Sandra al mio fianco mi dice “Ah, questo è un editore di Padova…” Io mi blocco, osservo meglio, leggo i poster appesi sul bordo del banchetto, poi i cartelloni appesi dietro sulla parete dello stand, ma l’indirizzo non c’è. “Di Padova? Ma non c’è scritto…sei sicura?” Lei insiste convinta “Sì, sì, è di Padova, l’ho visto su Instagram e poi li ho conosciuti al Salone… scommettiamo?!” Allora mi avvicino e chiedo alla ragazza dello stand “Scusa, ma siete di Padova?” Lei sorridendo divertita, riconoscendo probabilmente la mia cadenza, replica “Eccerto che siamo di Padova, non si sente l’accento?” Al che io ribatto con un “Anca mi son de Padova, ostrega!” 😀 Incuriosita ulteriormente, domando ancora “Ma dove esattamente, di Padova?” pensando mi indichi un quartiere specifico. “Siamo di Cadoneghe.”
Qui non riesco a trattenermi e scoppio a ridere. Dovete sapere che Cadoneghe a casa mia non è considerato proprio un bel posto, sia per questioni di lavoro che ahimè per quel brutto fattaccio dell’estate 2023, di quelle 60.000 multe in un mese per un autovelox furbetto, multe che il Sindaco aveva promesso di restituire, ma io sono ancora qua che aspetto… Spiego tutto questo alla ragazza, la quale giustamente mi fa notare che adesso cambierò prospettiva su quel territorio. Ha ragione: una casa editrice proprio di Padova al Book Pride, che orgoglio!

Loro sono De Tomi Editore, sono “nati” nel 2023 per inseguire un sogno (potete leggere la loro storia qui: Siediti, devo raccontarti una storia) e si presentano con quattro collane: Rivelazioni, opere che esplorano la bellezza e la complessità della vita, senza un genere letterario predefinito; Enigmi che raccoglie la suspense e il mistero di gialli, noir e thriller; Universi che esplora la fantascienza e il fantasy, tra mondi straordinari e carichi di magia; Incubi, dove si nascondono le ombre più cupe e il puro horror. Vogliamo parlare delle copertine illustrate con la tecnica, immensamente poetica, dell’acquerello? Anche le immagini del loro sito usano la stessa fluidità del colore e quelle trasparenze accennate così magiche.
Inoltre, per ogni libro venduto, De Tomi Editore pianterà un albero, perché un’editoria più sostenibile è possibile. Sul sito dell’organizzazione internazionale Tree-Nation potete verificare questa bellissima iniziativa: La foresta di De Tomi Editore
Sul loro sito, ricco di spunti interessanti, ne trovo due particolarmente importanti: una riflessione sul costo dei libri e la loro scelta di mantenere il prezzo di copertina tra i 12€ e i 16€, Editoriale: l’annosa questione dei “libri costosi”; un’area che raccoglie una serie di profili professionali, testati da De Tomi, per l’editing, la correzione bozze, le illustrazioni, la traduzione, a disposizione per gli autori self-publishing, Spazio Self. Beh, non vuoi non prenderti un libro da una casa editrice di Padova e… riportarlo con te a Padova?! 😀

De Tomi Editore al Book Pride 2026

Anche se io e Sandra siamo maggiormente interessate alla narrativa, sbirciamo comunque gli stand di saggistica e fumetti. Ci avviciniamo a uno stand in testa tra due corsie e troviamo lì, abbandonata, una cartellina azzurra con dei fogli graffettati, quasi fosse una cartella clinica, e un’etichetta irriverente sul frontespizio. “MI SONO ROTTO IL CAZZO”. Ma ce ne sono una serie sotto il primo, come se fosse una pubblicazione in vendita, in più copie. Davvero curiosa. In realtà è un libro di fotografie un po’ anarchico: Mi Sono Rotto il Cazzo di Niccolò Del Pizzo (avevo promesso a Sandra di cercare cos’era sta roba, eccola qua!)
E’ uno dei tanti progetti di Edicola 518 che si chiama così perché è davvero un chiosco nel cuore di Perugia (la potete vedere nell’homepage del loro sito). Fondata il 1 giugno 2016 sulle spoglie di un edicola storica del centro, Edicola 518 è diventata una libreria senza eguali, “quattro metri quadrati di spazio infinito” come recita l’insegna. Il catalogo propone una scelta unica di magazine indipendenti (Bellissimo e Holiday Club), riviste d’arte e fotografia, edizioni artigianali, proposte creative (come Flow Book for Paper Lovers) prodotti della casa editrice Emergenze Publishing, che gestisce anche Edicola 518. Potete leggere la loro storia su questo articolo di Rolling Stone: Reinventare le edicole è impossibile: parola di chi ce l’ha fatta

Edicola 518 al Book Pride 2026

Ed eccoci allo stand della Edizioni SUR, dove ci sentiamo abbastanza di casa, grazie a Eleonora Capparella che ci accoglie volentieri.
Fondata nel 2011, Edizioni SUR è specializzata in letteratura latinoamericana del Centro e del Sudamerica (“sur” significa letteralmente “sud” in spagnolo), ma stanno ampliando il catalogo pubblicando anche narrativa e saggistica tradotta dall’inglese degli altri paesi. Tra le novità esposte, noto subito una copertina bianca con un autore che conosco: Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere di Charles Bukowski. Poi vedo questo Il Museo degli sforzi inutili di Cristina Peri Rossi, un’antologia di trenta racconti brevissimi e fulminanti e poco avanti Il colore viola di Alice Walker, che conoscerete per l’omonimo film del 1985 che ha lanciato Whoopi Goldberg come attrice. Io però vado nel mio angolino “Feel Good” come lo chiama Eleonora, dove trovo un paio di titoli in lista già da un po’: Acqua di mare di Charles Simmons (se non lo prendo, stavolta Sandra mi picchia, si è stufata di suggerirmelo! 😛 ), La seconda venuta di Hilda Bustamante di Salomé Esper (e lì c’è una signora che esplode con un “E’ bellissimo! Ho pianto tanto, mi ha proprio emozionato, deve proprio leggerlo!”), spostati più in là anche La fortuna dei Beede di Suzan-Lori Parks e La casa dei Gunner di Rebecca Kauffman. Eleonora ci consegna i nostri acquisti in una borsa di tela SUR e dentro il libro scelto ci mette anche segnalibri e un magnete. Guardo il mio, con la scritta “Un viaggio è sempre una macchina del tempo” di Cristina Rivera Garza.
Resto basita. E’ una frase che sento mia davvero. “Ma Eleonora scusa, l’hai preso su a caso il magnete oppure…?” Mi guarda e sorride. “No, è per te. Tu scrivi di libri e di viaggi, sei una viaggiatrice, leggi Outlander…” Ecco, stavo già con gli occhi lucidi al “sei una viaggiatrice”…

Edizioni SUR al Book Pride 2026

Businaro e Faé con Eleonora Capparella di Edizioni SUR

Tra le particolarità che hanno attirato la mia curiosità tra i vari stand segnalo infine il libro Zelda la zebra, a forma proprio di zebra, di Valentina Edizioni (ma ci sono anche tutti gli altri animali: Bea la pecora, Tom il procione, Susi la volpe, Lino il maialino…), dei bellissimi segnalibro a uncinetto allo stand di Vanda Edizioni, il manuale di disegno Tutti possono disegnare (pure te) di Fraffrog da Giga Ciao (che io conosco in realtà per i fumetti di Sio che segue mio marito), le matite piantabili Sprout che non vedevo da un po’, quando diventano troppo corte per scrivere si piantano in un vaso perché la capsula verde contiene dei semi.

Particolarità al Book Pride 2026

Quest’anno vanno davvero forte, e io li apprezzo davvero tanto, i bigliettini scritti a mano appiccicati ai libri (foglietti adesivi, con fermaglio alla copertina o solo appoggiati) con una frase che spiega perché leggerlo o perché il libraio lo consiglia. Li ho visti da edizioni e/o, da NN Editore, da Sellerio Editore e da Atlantide.

Consigli di lettura al Book Pride 2026

La speranza è …una borsa piena di libri!

Cariche di pacchetti, contente dei nostri acquisti, dispiaciute di non poter aggiungere altro e di dover correre verso il mio treno del ritorno, ci avviamo verso l’uscita. Anche quest’anno è stata una festa e mi porto a casa un bottino bello ricco:

– il Taccuino del Centro Formazione Supereroi “Un anno di storie. Le tue.”
L’uomo vestito di arancione. Sei casi al BarLume di Marco Malvaldi preso da Sellerio, appena uscito
Metafisica dei tubi di Amélie Nothomb preso da Voland
– calendario El Milanes 2026 che Meravigli regalava al suo stand
Terapie di Armando Bisogno preso da De Tomi Editore (un commissario di Polizia costretto ad andare dallo psicologo…)
Acqua di mare di Charles Simmons preso da Edizioni SUR

E poi tutti i segnalibri che ho trovato tra i vari banchetti, per me ma soprattutto per gli amici, per accompagnare i libri che regalerò durante l’anno. Riguardando però questa foto, penso che forse altri due romanzi ci stavano, qualcosina nella carta di credito limitata c’era ancora… Però, come dicevo nell’introduzione, quest’anno mi sono imposta di ridurre severamente tutto il mio arretrato di lettura, quei libri che si nascondono un po’ qui e un po’ lì tra gli scaffali della libreria. Qualcuno lo donerò anche al nuovo punto di bookcrossing in ufficio, perché negli anni le mie preferenze di lettura sono pure cambiate. Perché se accumulare libri è come accumulare desideri, prima o poi bisogna anche soddisfarli quei desideri! 😉

Acquisti al Book Pride 2026

Nonostante per noi sia stata una giornata piacevolissima, sembra che la manifestazione non sia andata benissimo per gli operatori presenti, né in termini di affluenza né in quelli di vendita (del resto le case editrici sono aziende e per sopravvivere devono vendere, c’è poco da fare). In particolare, sembra che proprio quel venerdì sia mancato il pubblico, tanto che gli espositori hanno deciso di abbandonare gli stand prima della chiusura della fiera, come spiega questo articolo su Ultima Pagina a firma Daniele Viaroli: Bookpride Milano 2026: il minisalone senza pubblico
In effetti lo scorso anno il Book Pride aveva goduto di un weekend di pioggia, quest’anno era invece uno dei primi fine settimana di sole primaverile e sicuramente qualcuno ha preferito una gita fuori porta. Confermo anche che erano in corso diversi spostamenti a causa del referendum costituzionale del 22-23 marzo, che mi ha visto aumentare anche il costo del biglietto su Trenitalia (in pochi giorni esauriti i biglietti in Premium, ho dovuto scegliere la Business per conservare gli stessi orari di viaggio). E devo confermare pure la scarsa pubblicità per questa rassegna: tutti conoscono il Salone del Libro di Torino, pochi conoscono il Book Pride e si soffermano alla parola “Pride” credendo si tratti di ben altra manifestazione…
Un vero peccato perché sono convinta che questa sia una fiera migliore per il lettore: gli spazi sono ben distribuiti, i servizi curatissimi, con un unico punto ristoro che funziona egregiamente anche nell’ora di punta, non ci sono code isteriche all’ingresso e niente folle assassine in corsa verso le sale, il clima è rilassato e cordiale ovunque. Certo io non riesco a partecipare alle presentazioni e alle conferenze, quelle che mi interessavano quest’anno erano organizzate di sabato e di domenica, mentre io avevo scelto il venerdì per mia comodità personale. Però mi sono sentita un essere umano, prima che un consumatore. Mi spiace che dall’altra parte il Book Pride sia costoso e difficile, magari su questo l’organizzatore dell’evento ci potrà ragionare e migliorare.

Siete mai stati al Book Pride?

Aveva mai partecipato a questa manifestazione? E se siete stati in altre fiere del libro, qual è la vostra preferita? Cosa vi ha colpito maggiormente?
Book Pride intanto vi dà appuntamento alla sua edizione autunnale, dal 9 al 11 ottobre negli spazi di Palazzo Ducale a Genova. Preparate borse e carte di credito! 😉

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Comments (16)

Marco

Apr 03, 2026 at 8:01 AM Reply

Mai stato a una fiera del libro. O meglio, ho partecipato come espositore, con altri autori, a quella di Loano (Savona). Zero vendite.

Barbara Businaro

Apr 03, 2026 at 5:22 PM Reply

Non posso parlare della fiera di Loano, che non ho visto, però sono convinta che queste manifestazioni non debbano essere considerate per i numeri di vendita solo lì sul posto, in quei giorni. Comunque i lettori devono scegliere cosa portarsi a casa in quel momento, magari anche niente, ma alcuni titoli e copertine lavorano anche dopo, quando tornano nella libreria di zona, quando acquistano online. Se sono incuriositi o ispirati, acquisteranno anche dopo molto tempo da quel singolo evento. Del Book Pride dello scorso anno ho fotografato romanzi che leggerò in futuro, alcuni sono già dentro la mia libreria o l’ereader come acquisti successivi. E lo stesso farò per il Book Pride di quest’anno. Quei numeri ufficialmente non rientrano nell’evento, ma sono stati generati dall’evento stesso, non credi? 🙂

Sandra

Apr 03, 2026 at 11:43 AM Reply

Mamma mia che bel post ricco di ricordi, informazioni e foto, alcune cose me le stavo già dimenticando.
E quanto siamo belle in quella foto con Eleonora?
Ci sono giornate perfette e questa lo è stata.
Book Pride sta diventando una fiera davvero importante e assai godibile, sabato so che c’è stato un bel caos, impossibile avvicinarsi al punto ristoro, la mia amica che c’è andata è stata catturata da Voland dove è andata dietro mio suggerimento, editori così appassionati e competenti sono preziosi e fonte di grande gioia.
Un percorso di emozioni e parole ben strutturato in cui la tappa Centro Formazione super eroi ha già dato i suoi frutti: sabato 11 alle 11 (e per una nata l’11 dicembre mi pare il massimo) ho appuntamento con Stefano Izzo! Ho inviato subito il mio estratto del giallo inglese, sarò ancora in tempo a modificarlo secondo le sue direttive e parlare con lui in ogni caso sarà di sicuro un momento stra interessante.
Grazie per questo post che ha messo insieme i dettagli di una giornata memorabile che ormai per noi sta diventando tradizione.

Barbara Businaro

Apr 03, 2026 at 5:29 PM Reply

Capisci perché ci ho messo tanto a scrivere questo post? Soprattutto a scegliere le foto giuste e sistemarle bene, perché si vedano ma non siano troppo grandi, perché poi la pagina non diventi pesante da caricare (sennò i lettori scappano dopo 15 secondi di attesa)? 😀
Sì, è stata una giornata perfetta e ripercorrerla mi ha aiutato a superare le complicazioni dei giorni successivi. E nonostante tutti quegli scatti, ce ne siamo dimenticati uno: dovevano farci un selfie da Voland, ma niente, non ci viene naturale. Anche lo scorso anno ci siamo dimenticate un selfie con Faggiani, mannaggia!
Ma poi, la nostra video intervista sugli acquisti fatti al Book Pride da quelle due ragazze dell’organizzazione, si è più vista?! 😛

Gloria

Apr 03, 2026 at 1:24 PM Reply

Mamma mia, tanta roba! Devo tornare a rileggere tutto con calma, vedo che ci sono i link a tutti i libri. Grazie davvero. Mi piacerebbe molto andare a una fiera di questo tipo, finora non ne ho avuto occasione. Non credo ce ne siano poi molte in Italia, alla fine.

Barbara Businaro

Apr 03, 2026 at 5:38 PM Reply

Di fiere del libro in Italia conosco il Salone del Libro di Torino, il Book Pride di Milano e Genova, il PLPL – Più Libri Più Liberi di Roma, il Pordenone Legge nella città di Pordenone, anche se è più una rassegna di presentazioni con gli autori, la Bologna Children’s Book Fair (per altro si tiene in questi giorni) ma dedicata solo ai ragazzi. Forse ci sono eventi più locali, ma non sono sempre organizzati con gli stand delle case editrici radunati tutti insieme in un unico luogo (penso a La Fiera delle Parole di Padova, che pubblicizza più gli incontri con gli autori e ogni anno cambia location).
Il post rimane qui, mica scappa. Torna a leggerlo quando puoi. 😀

IlVecchio

Apr 03, 2026 at 2:33 PM Reply

Grazie per questo mirabile reportage, mi è sembrato di essere lì in passeggiata con voi. Mi tengo lontano da questi luoghi proprio perché temo le folle oceaniche e tutti i disguidi che comportano. Molto interessato anche io a quelle dodici sedie, si prospetta una ricerca divertente, credo farà una capatina in libreria. : -)

Barbara Businaro

Apr 03, 2026 at 5:38 PM Reply

Ahahah, queste 12 sedie faranno strage. Il primo che lo legge torna qui a raccontarlo agli altri! 😉

Giulia Mancini

Apr 04, 2026 at 9:42 AM Reply

Molto bella la frase di Flannery O’Connor mi piace molto.
Peccato per la scarsa affluenza di pubblico, ma credo che il referendum e la scarsa pubblicità abbiano inciso parecchio. Io non sono mai stata nè al salone di Torino, nè al book pride, un paio di volte mi sarebbe piaciuto andare al salone del libro a Torino, anni fa, e l’ho proposto alle mie amiche letterarie (quelle conosciute attraverso il corso di scrittura) poi non siamo riuscite a organizzare.
Hai fatto davvero un bel reportage con delle bellissime foto. Approfitto per augurarti buona Pasqua

Barbara Businaro

Apr 04, 2026 at 11:00 AM Reply

Beh, il Book Pride è più raggiungibile del Salone di Torino anche per te, da Bologna. Potresti andarci in giornata come me, hai circa un’ora e un quarto di Frecciarossa. Ti consiglio però sempre di venerdì, e quindi con un giorno di ferie, perché c’è meno affluenza certo, ma anche i collegamenti dei treni sono migliori.
Anch’io non trovo nessuno interessato, tra le mie amiche di zona. Devo ringraziare sempre Sandra che mi ci ha coinvolto.
Buona Pasqua anche a te, Giulia. 🙂

Marina

Apr 08, 2026 at 8:48 AM Reply

Non conosco il Book Pride, ma molto bene PLPL, Più Libri Più Liberi, dove come sai vado ogni anno (il 2025 è, ahimè, saltato!): sono esperienze bellissime, oasi di benessere e credo bene che, nonostante l’insuccesso decretato di pubblico, il tuo Book Pride sia stato così.
Intanto quello che adoro letteralmente guardare sono le copertine dei libri e ce ne sono alcune che mi incantano (uno per tutti: Elliot). Iperborea e Sur sono sempre una garanzia, al netto del formato Iperborea che ne caratterizza la produzione. Ho comprato un libro Prehistorica, al PLPL 2023, di Chevillard, dal titolo: Santo cielo. Avevo grandi aspettative, ma in realtà sono rimasta freddina. Anni fa, invece, sono andata con un’amica a vedere la presentazione di un libro di Amelie Nothomb: lei è un tipo fantastico, una donna molto originale, però i suoi romanzi non mi fanno impazzire, se devo essere sincera: ho letto “Colpisci il tuo cuore”, ma non me ne ricordo più nemmeno una parola.
Bella l’idea di trasformare un’edicola storica in una libreria.
Insomma, vale sempre la pena, che soddisfazione il bottino di fine giornata!

Barbara Businaro

Apr 08, 2026 at 6:25 PM Reply

Da quel che ne ho letto da te, in effetti la fiera  PLPL – Più Libri Più Liberi di Roma assomiglia moltissimo al Book Pride di Milano, come concezione e come spazi aperti, dedicati ai libri e ai lettori. Chissà che un giorno non riesco ad organizzare un weekend per “scendere” a Roma e vedere tanto la città, quanto la fiera.
Sono andata a curiosare la trama di Santo cielo di Éric Chevillard: “Albert Moindre si trova nell’aldilà, dopo essere stato travolto da un camioncino carico di datteri e olive denocciolate; lui invece – si intende – è carico di curiosità… A cosa somiglia del resto il Regno dei cieli? Vi troveremo giustizia? pace? verità? E Dio? Con la sua lingua tagliente e sagace, originalissima e ironica, Chevillard si propone nientemeno che di rispondere ad alcune di queste annose questioni! In dialogo con una voce omnisciente, il nostro protagonista si troverà varcare la soglia di ben quattro uffici, quasi si trovasse in un’amministrazione pubblica, dove avrà la possibilità di conoscere tutto quello che non ha mai potuto sapere in vita: Ufficio delucidazioni, Osservatorio, Assistenza reclami, Servizio ricompense…” Beh, a leggerla così, mi sembra una storia interessante, ma tutto dipende dallo svolgimento, se l’ironia non diventa blasfemia o se ricalca il nostro Fantozzi in Paradiso.
Di Amelie Nothomb ho appena finito quel Metafisica dei tubi, davvero particolare, le prime pagine illuminanti (Dio sarebbe un tubo, flessibile, ma pur sempre un tubo e riesce a darne una spiegazione convincente). E’ divertente, nel ripercorrere i suoi primi tre anni di vita, ma in effetti vorrei leggere qualcosa di non autobiografico per capire la sua effettiva bravura. Mi riservo di esplorarla ancora, ecco. 🙂

Marina

Apr 09, 2026 at 4:42 PM Reply

Secondo me Chevillard ha perso un’occasione: ho comprato il libro proprio perché mi aveva intrigato il contenuto, poi leggendolo è risultato molto banale, è come se avesse avuto un’idea geniale e non avesse saputo sfruttarla al massimo. Deludente, tanto che immaginavo di leggere altre sue produzioni e ho lasciato perdere.

Barbara Businaro

Apr 09, 2026 at 9:47 PM Reply

Quindi ti ha attirato la quarta di copertina, la promessa di cosa avresti letto, ma poi lo sviluppo ti ha deluso?
Sembra quello appena accaduto a me, con il romanzo Il condominio di J.G. Ballard nella nuova edizione di Feltrinelli, con un ascensore in copertina, una donna con un coltello insanguinato in mano, i piedi di un cadavere che spuntano.
Questa la descrizione: “Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l’isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un’intera classe sociale emergente. Viene a mancare l’elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un’incontenibile e primordiale ferocia.”
Mi aspettavo un thriller psicologico, un po’ fantascientifico (è un romanzo distopico pubblicato nel 1975, ma potrebbe essere ora attualissimo, a parte la presenza dei telefoni con la cornetta e dei fax), diciamo con caccia a un serial killer, e invece è un intero condominio che impazzisce e degrada all’uomo primitivo. Ne sono rimasta delusa, ma mi sono anche resa conto che è stata la presentazione di Feltrinelli a mettermi sulla cattiva strada, ecco.

Marina

Apr 11, 2026 at 4:21 PM

Ma lo sai cosa m’è venuto in mente leggendo la trama di questo libro di cui parli? Un film spagnolo pazzesco: “El Hojo”, Il buco, lo hai visto? se no, te lo consiglio: angosciante, ma veramente!

Barbara Businaro

Apr 12, 2026 at 4:20 PM

Non l’ho visto e non ne avevo sentito parlare, sono andata a sbirciare il trailer su YouTube: Il buco | Trailer Ufficiale | Netflix Italia
No, non credo di potercela fare… mi viene mal di stomaco solo al trailer, figuriamoci il film! XD

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