Scuse, alibi, pretesti. Tante cose da fare che bloccano la scrittura.

Scuse, alibi, pretesti

Io: Prima di chiudere quella cartella, come sei messa con quel racconto da scrivere?
Me: Uhm, quale racconto?
Io: Lo sai quale racconto. Il prossimo in scaletta. Quello che hai già mandato avanti di due settimane.
Me: Beh è quasi pronto, dai.
Io: Cosa significa quasi?
Me: L’attacco c’è, basta sistemarlo per dargli la giusta enfasi. Più o meno c’è anche il corpo centrale, devo inserire qualche altra descrizione. Il finale l’avevo proprio già scritto, quello non occorre toccarlo nemmeno di una virgola, è perfetto.
Io: Ma è ancora una bozza, giusto? Non è finito, non è pronto da pubblicare.
Me: Si, ma è una bozza avanzata.
Io: Insomma, avanzata o no, è una bozza. Non è finito. Hai controllato la veridicità degli eventi nel testo?
Me: Uhm, ancora no. Devo rivedermi quel documentario, ripescare quell’intervista.
Io: Hai verificato che i nomi dei luoghi siano corretti almeno?
Me: Ehm, quello dopo. E’ un attimo dai, è una ricerca su Google.
Io: Bene, falla. Se è un attimo, falla ora, non aspettare sempre dopo.
Me: Adesso non sono su quel racconto, sono impegnata in altro. Sto rispondendo alle mail in arretrato, ho qualche commento sul blog, dopo devo programmare i post sui social per le prossime settimane, ho due telefonate in coda per altre questioni.
Io: Ok. Quando pensi di terminarlo dunque?
Me: Beh, questa settimana non riesco, lo vedi anche tu, agenda piena.
Io: A dire il vero qualche buchetto qua e là mi sembra di intravederlo. Sicura di non avere spazio per guardare almeno qualche frase del racconto, di tanto in tanto?
Me: No, lo sai che ho bisogno di tempo per mettermi lì e raggiungere il giusto livello di concentrazione, immaginazione ed emozione. Se non sono dell’umore giusto, per la fretta o per l’ansia, non funziona. La penna non si carica di magia e non ne esce nulla di buono.
Io: Sbaglio, o quelle poche righe di “bozza avanzata” come la chiami tu le avevi scritte di getto? Ti eri messi lì, presa da una folgore creativa, e le avevi messe nero su schermo bianco. E se non ti fossi distratta con quei maledetti social, l’avresti già finito e pubblicato.
Me: Non è vero.
Io: Ah no?
Me: Cioè, sì, è vero. Quella prima bozza l’ho scritta di getto, ma ogni volta scrivo così, lo sai. Non fare i tuoi giochetti psicologici con me. Le prime parole sono sempre di getto, è il lavoro che viene dopo che richiede una quantità smisurata di tempo e silenzio.
Io: Adesso non c’è nessun rumore. Scrivi. Apri quel file. Rileggi e scrivi due parole. Solo due.
Me: Va bene, dopo aver finito i miei task in questo elenco, lo vedi l’elenco sul foglio? Dopo vedo di aprire il file, contenta?
Io: No, finché non l’avrai fatto.
Me: Sei fastidiosa.
Io: Lo so. Lo faccio per il tuo bene.
Me: Ma anche no. Dammi una tregua, almeno d’estate. Fa caldo.
Io: Hai il climatizzatore acceso a 23 gradi, non pensare che non l’abbia notato. Sebbene qui faccia caldo anche per me.
Me: Allora taci.
Io: La verità è che hai paura. Ammettilo.
Me: No, non è che sia paura… ma timore sì. Ogni volta che sto rifinendo un racconto ho timore di non essere nella giusta direzione, di lasciarmi sfuggire le parole migliori per la fretta o la pigrizia. Perché poi nella mia mente è perfetto, ma quando lo riporto in testo, non luccica più allo stesso modo.
Io: Oramai dovresti aver capito come gestire questa sensazione. La stessa che racconta Rosa Montero nel suo saggio “La pazza di casa”, ne hai scritto pure tu su Il blocco dello scrittore. Ma questo testo in particolare ti mette paura. Più degli altri.
Me: Sì, mi si chiede di sfiorare il sacrilegio, per quel che mi riguarda. Quindi dovresti capire perché mi prendo tutto il tempo che ritengo necessario.
Io: Anche troppo.
Me: Punti di vista.
Io: Guarda, questi minuti passati qui a parlare tra noi due sono già minuti sprecati che potevi dedicare al testo.
Me: Invece intanto ho smarcato altre due attività che, per quel che ritengo, erano più urgenti.
Io: Ottimo. Allora adesso puoi metterti giù a scrivere, anche solo cinque minuti.
Me: No, non posso.
Io: Perché? Quali altre scuse pensi di tirare fuori adesso?! Sono tutti pretesti. Di più: sono alibi.
Me: Beh, sto partendo per le ferie finalmente. E settimana più, settimana meno, non cambia poi molto. Non sono mica tutti là ad aspettare me e i miei racconti. Magari scriverò tra un bagnetto e l’altro. Oppure guardando il tramonto sul mare. O ascoltando il lento sciabordio delle onde notturne. Però ti manderò una cartolina, promesso. Ciao ciao!
Io: Vai vai. Tanto sarò ancora qui al tuo ritorno.

 

La mente di chi scrive è spesso contorta. Ma questo dialogo è vero, verissimo. Mi do fastidio da sola, ecco. 😉
Le valigie sono pronte, il piccolo laptop viaggia con me (mi venisse mai l’ispirazione di un bestseller all’improvviso!).
Come letture estive mi porto appresso L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón e Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith (ovvero altro pseudonimo di J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter). Più il Kobo, con centinaia di ebook dispersi da utilizzarsi in caso di emergenza (non mi piace la tecnologia a pochi passi dall’acqua salata, in questi casi preferisco il cartaceo, che si asciuga).
E il quadernetto delle idee. Quello sempre.

Oh, comunque io vi leggo! Non scappo mica! 😀

Comments (15)

Giulia Mancini

Lug 10, 2021 at 10:21 AM

Buone vacanze Barbara, L’ombra del verbo é un romanzo che ho trovato bellissimo, mi sembra perfetto per una vacanza

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Barbara Businaro

Lug 11, 2021 at 8:50 AM

Grazie Giulia. Credo però che sarà una vacanza attiva, qui alle Cinque Terre le auto trovano poco posto e ho scelto apposta una casa con biciclette incluse. Già ieri pomeriggio abbiamo girato per 40 minuti tra il lungomare e il centro. Ho visto dove affittano i kayak, dove si prendono i vari battelli (per evitare il treno se possibile), abbiamo mi pare 24 km di sentieri da fare… il libro me lo porto dietro comunque. Si sa mai. 😀

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Manuel Guidi

Lug 10, 2021 at 11:33 AM

Sono 2 anni che mi ripeto le stesse cose in un costante dialogo tra me e il mio cervello.
Lui è li fermo al capitolo 10 che mi guarda dalla sua bozza e mi domanda se deve rimanere li molto ancora oppure può finire su una delle 20 pendrive nell’astuccio pronta ad essere dimenticata.
Adesso cara Barbara goditi le vacanze, guarda molto, respira tanto e riposa più che puoi. Buone vacanze. Un abbraccio.

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Barbara Businaro

Lug 11, 2021 at 8:56 AM

Grazie Manuel! 🙂
Eh, in un angolo del divanetto che è diventato tavolino dei lavori da sistemare ho anch’io un quaderno zeppo di appunti e un “tabellone” di tre fogli A3 attaccati, lo storyboard con le varie scene pronte e un sacco di buchi. Finora la scusa era: non ho tempo per un lavoro così lungo, che richiede di lavorarci almeno ogni altro giorno. Ma sono, credo, ad una svolta, una decisione sofferta dal punto di vista professionale, ma che mi farebbe guadagnare tempo… Ora o mai più (e sicché parte del relax delle ferie è perso in questa decisione). E poi non avrei più tante scuse, ahi ahi 😀

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Franco Battaglia

Lug 10, 2021 at 4:09 PM

Sono affezionato ai miei racconti/post in bozza. Mi chiamano, mi cercano..in fondo, una volta pubblicati, basta, spiccano il volo, abbandonano il nido, diventano incorreggibili, diventano Altro. State ancora un po’ con me, vi prego..

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Barbara Businaro

Lug 11, 2021 at 9:04 AM

Benvenuto nel blog Franco. 🙂
Quando sono in bozza i racconti sono ancora nella tranquilla valle delle possibilità, hanno ancora l’occasione di diventare tutto e altro. Quando sono pubblicati, o “licenziati” come diceva Camilleri se non erro, hanno preso la loro strada, vanno da soli. Però dai, è bello vedere che camminano da soli e si fanno apprezzare dai lettori.

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Elena

Lug 10, 2021 at 5:41 PM

Buon riposo Barbare e buoni bagnetti. Anch’io viaggio sempre con il taccuino delle idee al seguito. E qualche buon libro. Quest’estate mi butto su Nicola La Gioia e poi i molti ebook che scarico scarico e che non ho mai tempo di leggere. Sto recuperando tutto! La pubblicazione di Càscara mi ha richiesto molta attenzione, ma ora che è stato varato, sono più tranquilla (ma mi do da fare con le presentazioni) 😀

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Barbara Businaro

Lug 11, 2021 at 9:10 AM

Riposo è difficile, per una peaker! 😀 😀 😀
Ma relax sì, niente riunioni, niente scadenze, niente sistemi bloccati… devo solo scegliere su quale crostone di roccia prendere il sole, se mangiare in terrazzo o preferire un ristorante, se fare la ciclabile o andare a piedi. Magari fosse sempre così!!

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Marina

Lug 10, 2021 at 7:44 PM

Ma sì, lascia che la te rompiballe parli da sola! Goditi l’estate, la bozza può aspettare, tutto può aspettare se l’alternativa sono le meritate vacanze!
Ihihih, dopodiché posizionami accanto al diavoletto sulla tua spalla sinistra!

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Barbara Businaro

Lug 11, 2021 at 9:13 AM

Eh, ma sei sicura di bilanciare il peso lì sulla spalla sinistra? Mica posso allenarmi con pesi diversi! 😉

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Grazia Gironella

Lug 11, 2021 at 9:52 PM

Bellissimo questo dialogo tra te e il tuo procrastinatore interiore… non so perché, credo di capire cosa intendi. 😉

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Barbara Businaro

Lug 12, 2021 at 11:55 AM

Eheh, perché abbiamo tante cose da fare, giusto? 😉

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Grazia Gironella

Lug 12, 2021 at 1:11 PM

Giustissimo! XD

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Maria Teresa Steri

Lug 12, 2021 at 3:48 PM

Ahahahah divertentissimo questo dialogo tra le tue due parti! Mi ci ritrovo in pieno, pure io litigo con me stessa quanto alla scrittura e non solo. A questo punto ti auguro buone vacanze e di staccare davvero la spina da tutto il più possibile.

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Barbara Businaro

Lug 12, 2021 at 10:37 PM

Se non sono i nostri personaggi ad assillarci con le loro pretese sulla trama, siamo noi stessi a disturbarci e metterci ansia! 😀
Per ora, Io mi sta lasciando tranquilla, sa che sto ricaricando energie e creatività. 😉

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