La ragazza che ascoltava De André - Sandra Faé

La ragazza che ascoltava De André e le sue canzoni

Ho conosciuto Sandra Faè ancora prima della creazione di webnauta.
Ci siamo incrociate in qualche blog comune, tra i commenti, a parlare di libri belli e editoria, non sempre bella. Lei con una carriera scrittoria avviata, dopo una lunga gavetta, io che cercavo di capirci qualcosa, in punta di piedi, ancora all’ingresso.
Poi abbiamo scoperto una certa affinità.
Non è solo che siamo entrambe Sagittario io e Sandra, ma siamo proprio nate lo stesso giorno, l’11 dicembre!
Pure se in anni diversi, perché lei mi ha battuto sul tempo, è arrivata al mondo per prima ed è quella più saggia (per quanto dobbiamo ammettere che i Sagittari la saggezza la recuperano dopo la prima sfuriata, almeno un paio d’ore dopo… 😀 )
Le cose in comune non finiscono mica qui. Proprio in questi giorni, per caso che più caso non si può, abbiamo scoperto pure che in gioventù giocavamo a tennis tutte e due. E pare che Sandra dorma meglio quando sogna che siamo in campo insieme per un doppio, team vincente, lei sotto rete per le risposte veloci, io al fondo che mi butto a perdifiato sulle imprendibili.
Nel frattempo ho iniziato a leggere anche il suo blog e le sue avventure disastrose con gli idraulici, raccontate in maniera così brillante che non sai se disperarti o riderci su insieme a lei.

La sua scrittura è proprio così: genuina, viva, emozionale.
Ho letto praticamente tutto quello che ha fin qui pubblicato, ma quando quest’anno Sandra se n’è uscita con un romanzo ispirato dalle canzoni di Fabrizio De André sono andata in panico! Non so niente di Faber io!
Come tutti l’ho anche ascoltato, alla televisione, alla radio, casualmente, ma non fa parte dei miei cantautori preferiti, soprattutto perché io sono più esterofila come gusti musicali (mi aiuta, spero, a imparare meglio la pronuncia inglese). Mi sarei forse persa il bello della lettura e della storia per questo?

Niente affatto. Carlotta Bamberga, la protagonista, la mamma-sorella Gisella e la mitica zia Sandra (ah no, attenti, è un depistaggio, non c’è nulla dell’autrice qui 😉 ) mi sono entrate nel cuore.
Questo romanzo è finito in un attimo, anche il Mojito, freschissimo e dissetante!
La mia frase preferita, quella da lungo sospiro, occhi luccicanti e cuoricino che si alza in volo?
“E poi mi bacia, un bacio da film, con la sua mano dietro la mia nuca e le ginocchia che mi si piegano in un impulso di cadere, come chi chiede una supplica e io imploro questa notte di non finire, di non lasciarmi al guado senza sapere se continuerà a essere bellissima e se avrà un futuro o se sarà solo l’avanzamento in una casella inutile di storielle buttate via.”
E accidenti al tassista!! Sempre sul più bello…

La ragazza che ascoltava De André è piaciuta anche a me!
Mi è rimasta solo la curiosità di quali canzoni fossero davvero citate nelle frasi che ogni tanto saltano fuori nel testo, evidenziate in corsivo. Riscoprire la storia partendo dalla musica, la stessa musica che ha portato Sandra a scrivere.
Quindi in realtà questo post è solo per me, perché così adesso ho tutte le canzoni a portata di mano. 😛


La ragazza che ascoltava De André su Amazon

Chi non conosce Faber?

Quando ho cominciato a promuovere La ragazza che ascoltava De André ho scoperto che la community dei suoi fan è ricca e molto attiva, così ho puntato su quella. Col passare dei giorni mi sono resa conto che poteva essere una scelta sbagliata, o comunque riduttiva. Un romanzo come questo, assolutamente mainstream, quindi non riconducibile ad alcun genere, abbraccia un ampio raggio di lettori, ma forse in questo modo rischiavo di escludere chi non ha mai amato il cantautore genovese.
Perché se tutti conoscono dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior!, magari c’è anche chi non sa da quale canzone è tratta (Via del Campo).

E se dentro al romanzo ci fosse troppo De André e rendesse la lettura poco interessante a chi non è un suo fan? Il discorso poi si è allargato. Sono arrivati i primi consensi, notevoli apprezzamenti a 360° da parte di chi venera Faber, ma anche da chi invece no, non l’hai mai neppure ascoltato. Il romanzo piace, e pure molto, il punto non è più farsi apprezzare, bensì farsi trovare.
A Barbara, mia cara amica, è venuta l’idea di raccontare a chi semplicemente ha voglia di leggersi una buona storia, magari da mettersi in valigia o forse solo da portarsi sul balcone in questa estate straniante, perché scegliere La ragazza che ascoltava De André.

 

Tre canzoni per un romanzo, tre canzoni per tre personaggi

All’interno del romanzo ho messo frequenti frasi tratte dalle canzoni di Fabrizio De André, in corsivo quindi identificabili. Qui non ve le presenterò tutte, ne ho scelte tre, riconducibili ai tre personaggi principali. In realtà abbiamo già un problema: ero infatti indecisa tra due personaggi: Michele Bamberga e Zia Sandra. Ma andiamo con calma. Innanzitutto la frase estrapolata dal testo si colloca alla perfezione nel passaggio del romanzo, la frase, non l’intero significato della canzone. Questo dà, secondo me, un’universalità ai testi di De André. Se “La guerra di Piero” parla di un soldato, Ninetta mia crepare di maggio ci vuole tanto troppo coraggio purtroppo la posso dedicare anche a mio nonno, morto appunto nel mese di maggio.

Verranno a chiederti del nostro amore è la prima frase nonché titolo della prima canzone che propongo. Arriva già alla primissima pagina: Carlotta è stata lasciata da Umberto e la storia inizia. Carlotta Bamberga è la protagonista del romanzo, una giovane donna in affanno nella vita, con una famiglia strampalata, fulcro della narrazione. Carlotta che non accetta la sua fisicità, che, in ricordo del padre che ha lasciato lei e sua madre, quando aveva sei anni, si innamora sempre di uomini molto più grandi di lei. Ma gli uomini maturi, si sa, sono spesso già occupati. Il romanzo non è un romance con una single alla ricerca del suo Mr Right, ma le lettrici di rosa troveranno comunque una buona dose d’amore.

 

Mille inverni erano caduti di colpo sul viso di mio padre non è in realtà uno stralcio di una canzone, ma è un’elaborazione di cadrà l’inverno sopra il suo viso di “Geordie”, che viene citata nella pagina successiva, a un quarto circa del romanzo. Fabrizio De André muore a soli 59 anni e Michele, padre di Gisella, l’uomo che l’ha iniziata all’ascolto di Faber, è costretto a dover elaborare un vero lutto. Quando Carlotta, adolescente, rimane dal padre, lui le fa ascoltare delle vecchie cassette mentre mangiano pizza nel cartone. Un’educazione sentimentale, un legame padre-figlia che non si spezza ma si rafforza con la condivisione del funerale del cantante, a cui vanno insieme, per poi continuare a celebrarlo con le sere alcoliche, che diventano il recinto tra Carlotta, Michele e il mondo fuori, quando è troppo ostile e soltanto una canzone di De André è in grado di consolarli. Potrebbe essere Battisti, o anche Mozart, potrebbero essere le poesie di Leopardi o i vecchi film di Sergio Leone, De André è la mia personale chiave, perché fa parte della mia formazione (non attraverso mio padre, in questo romanzo di autobiografico c’è pochissimo) ma il piano di lettura è un altro: è il rapporto padre-figlia, le radici, la suggestione di un linguaggio segreto da cui, la madre viene esclusa.

 

E veniamo a lei, il terzo personaggio: Gisella. La sua canzone, che proprio la introduce all’inizio del romanzo è la celeberrima “La canzone di Marinella.” Come l’amore rosso il suo mantello, la frase. Gisella ha i capelli fulvi ma veste di rosso, addirittura con un mantello svolazzante, come un super eroe, come solo chi è molto sicuro di sé osa fare. Gisella è una bella donna, che tiene al suo aspetto fisico, ha una profondità interiore che non si scopre subito, è la vera rivelazione del romanzo secondo me. Gestisce “Lo sbarazzo senza imbarazzo”, un negozio di abiti usati vintage chic per le signore della Milano-Bene. E’ il prototipo della donna risolta, arrivata, che ha molto amato e sofferto, che ha saputo reinventarsi sul serio. Gisella, con il suo cambio di rotta, che non posso citare, nella gestione dei rapporti familiari, rappresenta uno degli archetipi su cui si fonda la narrazione: sapersi evolvere, riconoscere e soprattutto imparare dai propri errori senza vittimismo. Il rapporto madre-figlia, la rivalità femminile, i passi delle donne ogni giorno più consapevoli sono argomenti largamente presenti, del tutto non associabili a De André, quindi validi anche per i non-fan.

 

Due generazioni a confronto in un’Italia che cambia

Carlotta è nata nel 1983, sua madre nel 1963. Il romanzo può essere letto come uno spaccato generazionale. La struttura intervallata con capitoli al presente (il 2018 per la precisione), e al passato, lungo quarant’anni quasi, cioè da quando i genitori di Carlotta si conoscono a scuola, offre spunti interessanti e di facile fruizione in tal senso. Essere bambini nei favolosi anni ’80 e adolescenti nei fulgidi ’90, quanti potranno riconoscersi tra i “paninari” e la strage di Bologna? Il mondo del lavoro che cambia, la crisi: a Carlotta viene dimezzato l’orario di lavoro con un contratto di solidarietà che le consente perlomeno di mantenere il posto. Il lusso della clientela de “Lo sbarazzo senza imbarazzo” che stride se confrontato con la precarietà e gli stipendi ridotti alla Xantia, l’azienda dove Carlotta è centralinista. La Milano che esplode di bellezza grazie a ExPo 2015, dopo decenni bui, i casermoni della periferia di cemento dove abitava la bisnonna di Carlotta. La bella vita che conduce Aldo, il nuovo compagno di Gisella, la sua famiglia spocchiosa, l’ostentazione dei soldi, le apparenze. Il bene incarnato da zia Sandra, sorella di Michele, cognata di Gisella, nata nel 1953, affermata dermatologa che ha una relazione stabile con Luz, una cuoca portoghese. Sì, Sandra è lesbica. La ragazza che ascoltava De André è anche un romanzo LGBT e ci conduce a piccoli passi nel mondo Queer. Zia Sandra è sregolatezza, senso pratico, rifugio, consiglio giusto, è una sessantenne che non si vergogna ad andare in giro mano nella mano con la persona con la quale ha scelto di dividere il presente, l’ha sempre fatto, anche quando era ancora un forte tabù.

 

Una storia dal respiro europeo

Se buona parte delle vicende si svolgono a Milano, La ragazza che ascoltava De André getta soventi sguardi oltre confine: dalla splendida Lisbona, dove Luz ha una trattoria nel tipico quartiere di Alfama, alla Camargue, dove Carlotta e Umberto si conoscono. Il romanzo parla anche fiammingo, la Xantia è una ditta olandese e il presidente Hans Verkojen è un personaggio di rilievo. Il libro si conclude in una capitale europea credo inaspettata, non è Parigi, e neppure Londra, ma è altrettanto affascinante e ve la lascio scoprire, sperando che, anche se non siete fan di De André, vi sia venuta voglia di dare una possibilità a questa storia, che rimane una piccola saga familiare, di legami spezzati e punti di sutura dati col sangue, narrata con la mia tipica voce che racconta il dramma con calviniana leggerezza e umana indulgenza.

Discografia completa del romanzo

Verranno a chiederti del nostro amore
La canzone di Marinella
Via del Campo
Amico fragile
Il pescatore
Geordie
Rimini
La guerra di Piero
Don Raffaè
Volta la carta
Bocca di rosa
Giugno ‘73
Amore che vieni, amore che vai
Un giudice
Anime salve
Maria nella bottega del falegname

La ragazza che ascoltava De André e le sue canzoni
La trama

Carlotta ama De André, una passione ereditata dal padre e ama Umberto, una passione finita male dal momento che lui l’ha lasciata. Per consolarsi si butta sul lavoro e sui macaron. Alternando i capitoli al presente e al passato, sarà una tragedia ben più grande a farle capire che quello che conta spesso si nasconde in ciò che viene dato per scontato. In compagnia di una strampalata famiglia, tra il negozio e i vestiti vintage della madre e dinamiche complesse, si riconoscono i tratti tipici delle donne, in bilico tra dramma e ironia, ogni giorno più consapevoli.

 

Sandra Faé Guest blogger: Sandra Faè
Sandra Faè è nata e vive a Milano dove ha un impiego part time per un’agenzia doganale. E’ felicemente sposata con Emanuele e ha due splendidi nipoti, figli della sua gemella. Lettrice forte, ha pubblicato diversi romanzi, che sono giunti ai vertici delle classifiche di Amazon: Ragione e pentimento, Le affinità affettive, Figlia dei fiordi, Quando non ci pensi più con la casa editrice GoWare. Si è divertita anche nello scrivere racconti brevi ma vivaci, pubblicati tutti con Delos Digital e sempre disponibili su Amazon: L’ultima neve, La piccola scuola di cucina, Valentina punto e a capo. Dai viaggi in macchina col marito durante i quali ascoltano spesso De André è nata l’idea di questo romanzo, La ragazza che ascoltava De André, pubblicato con Maratta Edizioni.
Trovate Sandra e i suoi disguidi idraulici casalinghi nel suo frizzante blog: i libri di sandra e anche su Instagram, con una programmazione più centrata sui libri, al profilo @sandrafae11

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Comments (20)

Sandra

Lug 04, 2020 at 9:48 AM

Ringrazio Barbara, che ha avuto l’idea e messo a disposizione le sue competenze e la sua empatia per proporre un piano di lettura diverso del mio ultimo romanzo.

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vittorio Beggi

Lug 04, 2020 at 10:46 AM

“è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.…”

Ci fu un tempo nel quale la “rete” era ancora fantascienza Non esistevano gli mp3 e le canzoni erano incise sui dischi di vinile. La musica passava attraverso una puntina di zaffiro e un cristallo piezoelettrico. Poi si tuffava nelle valvole, prendeva tono, calore, forza e suono per uscire dai coni degli altoparlanti. La ascoltavi come ci si immerge nel mare.
La sera fra amici qualcuno aveva sempre una chitarra. Le suonavamo con delicatezza, per non sciuparle: Suzanne, Giovanna d’ arco, L’ acqua della chiara fontana, La canzone di Marinella.
Chi aveva la ragazza finiva a “far le coccole. Chi aveva solo la chitarra si accontentava della musica.
Forse, senza accorgercene, eravamo felici.

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Sandra

Lug 04, 2020 at 10:56 AM

Io, caro Vittorio, l’ho conosciuto in cassetta, cassetta arancione, il famoso concerto con la PFM ascoltata a sfinimento nell’estate della maturità sull’autoradio della Panda di un amico già macchinato. E’ nato tutto così e poi è proseguito anni e anni dopo nell’auto con mio marito. Un amore lunghissimo al quale ho aggiunto quest’ultimo capitolo col romanzo.
Hai descritto perfettamente la sensazione di quegli anni. Grazie.

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Giulia Mancini

Lug 04, 2020 at 11:34 AM

Molto bello questo post Barbara, hai fatto una presentazione/recensione davvero di impatto al libro di Sandra, che poi con questo caldo vien proprio voglia di leggerlo subito con quella cover che ispira freschezza. Lo leggerò in agosto spero, quando avrò più tempo, che questo mese sono ancora immersa nel caos tra lavoro e scrittura…
De Andrè è uno dei cantautori che ascoltavo moltissimo da adolescente, in un certo senso ha accompagnato la mia giovinezza, come alcuni dell’epoca (per esempio Guccini e De Gregori) non è solo un cantautore ma un poeta, i suoi testi sono bellissimi e hanno saputo cogliere aspetti di storie e vita di autentico struggimento.

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Sandra

Lug 04, 2020 at 11:50 AM

Ciao grazie. Sì, Barbara ha fatto un gran lavoro, al solito.
De André è risultato recentemente il cantante italiano più amato, questo da un sondaggio, ma non ti saprei dire su che scala. Se l’è vista con un testa testa a pochi voti con Lucio Dalla.
E spesso viene definito un poeta, e lo è di certo.
Grazie davvero per aver deciso di mettere il mio libro nella tua valigia agostana.

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elena

Lug 04, 2020 at 5:11 PM

Ma che bel post, @Barbara e @Sandra! Un bellissimo modo di promuovere l’ultimo romanzo di Sandra che ho già comprato ma che devo ancora leggere (fortuna che non hai ceduto a spoiler, Barbara!)
Lo farò questa estate, che ormai sta arrivando. Arrivo sempre tardi, ma arrivo…
Quanto a lui, nemmeno io credevo di sapere molto di Faber, ma le canzoni che hai citato le conosco a memoria! Le avrò cantate centinaia di volte in adolescenza (più vicina alla Gisella che a Carlotta, ahimè) e anche le altre canzoni che fanno da colonna sonora al romanzo sono arcinote.
Ciò non vuol dire che io conosca De Andrè, che aveva qualità indiscutibili come musicista ma che a me colpiva sempre di più come autore. Un uomo che aveva la sofferenza scolpita in viso. Mi ha sempre fatto tanta tenerezza, un uomo malinconico che non vedo l’ora di scoprire nel romanzo.

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Sandra

Lug 04, 2020 at 5:29 PM

Questo post è un gioiello, vada come vada – in termini di ritorno di vendite – ci ha tenuto occupate una settimana ed è stato tanto bello condividere le idee e mettere insieme l’articolo con Barbara.
Elena, mi pare che tu conosca piuttosto bene Faber. Sì, noi siamo della generazione di Gisella, ma in molte peculiarità mi sento più affine a Carlotta, in quanto a te, be’ mi saprai dire. Felice di venire anche a Viverone con te.

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Elena

Lug 04, 2020 at 6:29 PM

Ti aspetto Carlotta

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Barbara Businaro

Lug 04, 2020 at 6:14 PM

Eccomi!! Ringrazio Sandra che ha accettato subito l’idea di mostrarmi il mondo di Faber, io che sono cresciuta a Michael Jackson, Take That, Madonna ed Elisa (beh, quest’ultima è italiana e di tutto rispetto, mi pare 😉 )
In nemmeno un giorno Sandra ha tirato fuori l’articolo completo e tutta la discografia del romanzo, mentre io giocavo col Mojito lassù e pensavo che questo romanzo me lo sono goduto parecchio anche senza musica. E c’è tanto, ma veramente tanto dentro questa storia, che ognuno ci troverà qualcosa di diverso da portarsi nel cuore.
C’è la storia di Michele e Gisella, quella tra zia Sandra e Luz al profumo dei Pastel de nata, la nuova vita di Gisella con Aldo, quella naufragata tra Carlotta e Umberto, il luccichio de Lo Sbarazzo senza imbarazzo e una festa galeotta alla Xantia…
Basta spoiler, che sennò Elena mi picchia. 😀 😀 😀

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Elena

Lug 04, 2020 at 6:30 PM

Eh si, fammi godere la storia d’estate!

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valentina

Lug 05, 2020 at 9:01 AM

Piacere sono Sagittario anch’ìo e sicuramente leggerò il libro di Sara. Grazie Barbara vedo che alla fine i tuoi gusti non mi tradiscono !

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Barbara Businaro

Lug 05, 2020 at 5:20 PM

Maddai Valentina, anche tu Sagittario? Allora vedrai che questo romanzo ti piace, scritto da un Sagittario e consigliato da un Sagittario.
Cosa vuoi di più? Il Mojito? 😀 😀 😀

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sandra

Lug 05, 2020 at 7:57 PM

Ma grazie Valentina sagittario. Torna a dirci le tue impressioni sul libro se vuoi. Un caro abbraccio.
Faccio un commento unico anche per quella splendida ricetta di MOJITO con illustrazione deliziosa, grande, Barbara.

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Barbara Businaro

Lug 05, 2020 at 5:32 PM

Siccome ai miei lettori io ci tengo, e oggi poi ne sento proprio il bisogno, ecco anche la ricetta del Mojito:
45 ml Rum bianco
30 ml di sciroppo semplice oppure 2 cucchiai di zucchero di canna bianco sciolti in 30 ml di soda
20 ml di succo di lime fresco oppure fette di lime a piacere
40 ml soda
ghiaccio
2 rametti di menta fresca
Il Mojito non va pestato assolutamente, ma miscelato meglio se con un cucchiaino lungo. Era il cocktail preferito di Ernest Hemingway quando soggiornò a Cuba negli anni ’50. 😉

La ragazza che ascoltava De André - ricetta del Mojito

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Grazia Gironella

Lug 05, 2020 at 10:00 PM

Bel guest post, su un romanzo che sta ricevendo molto apprezzamenti. Complimenti, Sandra, anche da una che, come Barbara, in fatto di musica ha sempre attinto dal mondo anglosassone. (Qualche canzone di Faber la conosco, eh!)

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Barbara Businaro

Lug 05, 2020 at 10:26 PM

Ah bene, almeno musicalmente mi sento meno sola! 😀

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Marina

Lug 06, 2020 at 8:27 AM

Brava Sandra, sempre attiva e brillante.
Ne hai fatto una presentazione molto bella, Barbara.
Io non ascolto volentieri De Andrè, mi mette malinconia, non lo so, ha qualcosa che mi respinge. Dico sempre che riconosco la sua eccellenza nello scrivere testi che sono racconti finiti o poesie, ma con il gusto musicale, purtroppo, non sono mai riuscita a trovare sintonia.
Però scrivere una storia ispirata a un autore che si ama è un bel modo di raccontarsi indirettamente.

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Barbara Businaro

Lug 06, 2020 at 11:26 AM

In effetti si, scorrendo i testi di De André, anche quelli meno conosciuti, vedi che sono storie fatte e finite, perfettamente in rima con la parola giusta, poetiche da far male quasi, e velate di tristezza. Però il romanzo di Sandra ha un lieto fine, nonostante le difficoltà che Carlotta e tutta la famiglia Bamberga si trovano ad affrontare. C’è la speranza oltre i confini del tempo e della vita, ecco.
PS. Il commento era finito in approvazione perché mancava una “a” sull’indirizzo mail. Corretto. 😉

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Sandra

Lug 06, 2020 at 8:37 AM

Grazie, eccomi! Grazie per i complimenti. Il romanzo sta piacendo molto in effetti, il difficile è farsi trovare, ma con la visibilità di webnauta gli stiamo dando una grossa mano.

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Sandra

Lug 06, 2020 at 11:39 AM

Grazie Marina, sì, credo che tu avessi detto già nel mio blog che De André non è tra i tuoi preferiti, diciamo così, ed è infatti il motivo scatenante del progetto che hai appena letto, con Barbara che ne è stata l’ideatrice. E se il romanzo non fosse solo per Faber Addicted? A quanto pare non lo è. Grazie.

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