Willy Wonka meme

Che cos’è un (blog) MEME?

Dopo la pubblicazione del post “Tre parole per una rotta“, alcune persone mi hanno chiesto: “Si, ma cos’è un MEME?”
Il senso di questa parola io l’ho appreso pochi mesi fa, osservando negli altri blog che seguo il partecipare ad un “meme” lanciato da uno di loro.
In realtà però sembra che il suo significato abbia origini più ampie e lontane nel tempo.
Così ho approfondito la ricerca per voi.

 

Il MEME della Genetica

MEME non è un acronimo, la parola deriva dal Greco Antico “mimema”, imitazione. In inglese si pronuncia “mim”, in italiano rimane proprio “meme”.
La prima volta è stata utilizzata nel libro del biologo Richard Dawkins “Il gene egoista” del 1976, dove alla teoria dell’evoluzione genetica di Darwin affiancò la teoria dell’evoluzione culturale dell’uomo per replica, mutazione e selezione dei suoi comportamenti.

Il meme è dunque un’unità di informazione di una civiltà umana che viene trasmessa per imitazione, migliorando nelle generazioni future. Il meme sta alla cultura come il gene sta alla biologia.

Sono memi tutti gli elementi che compongono gli usi e costumi di una popolazione, i linguaggi utilizzati per comunicare, le conoscenze tecnico-scientifiche che migliorano la sopravvivenza umana, le credenze e le religioni che invitano alla collaborazione pacifica tra gli individui.
Da questa idea, è nata la memetica che studia i vari metodi di trasmissione ed evoluzione dei memi.

 

Il Social MEME

Ai nostri giorni il maggior incubatore di meme è la stessa rete, per cui si è coniato il termine “Internet meme” (pessimamente tradotto in italiano su wikipedia con “fenomeno di internet”). Ed il veicolo di diffusione più veloce sono proprio i social.

Tweet di condivisione delle ultime notizie con hashtag che diventano popolari in poche ore, immagini comiche o curiose che viaggiano di bacheca in bacheca a suon di condividi e Mi piace, video di ogni sorta e fattezza, dai balletti improvvisati per le strade agli auguri di Natale dell’ultimo film animato Pixar le cui visualizzazioni schizzano alle stelle.
La loro popolarità accresce così rapidamente da essere definiti “contenuti virali”.

 

Nonostante ne vediamo passare in continuazione, non è semplice per un meme scalare la classifica. Secondo la memetica, sono necessarie tre caratteristiche perché un soggetto diventi davvero di tendenza in breve tempo:

  1. Influencer: il meme deve essere condiviso da chi ha una certa rilevanza nei social, e che quindi raggiunge subito un elevato numero di lettori
  2. Tempistica: la sua pubblicazione deve avvenire in orari di massimo utilizzo della rete
  3. Unicità: meme simili ad altri non hanno lo stesso successo di contagio dei predecessori

 

Per questo post, ho scelto un’immagine meme famosa, quella di Gene Wilder in Willy Wonka, la cui espressione stupita viene associata a testi volutamente controversi.

Un altro meme famoso è Grumpy Cat, la gatta imbronciata più famosa (e milionaria) del web. La sua particolare espressione brontolona è stata fotografata e condivisa quasi per caso dai suoi padroni, senza sapere che avrebbe spopolato. Ad oggi ha un manager, un sito dove si vendono diversi gadget, una pagina facebook con 8 milioni di fans, un canale You Tube ed un account Twitter.

 

Grumpy Cat meme

 

Ma non ci sono solo immagini. Ci sono anche enigmi legati alle immagini.
Vogliamo ricordare quante persone un anno fa si sono dannate per capire di che colore era quel cavolo di vestito??! Ha addirittura una sua voce su wikipedia: The Dress

 

Il Blog MEME

Utilizzando la stessa idea di propagazione, sono nati i Blog meme.
Un blogger scrive un post sul suo sito, su un particolare argomento, e chiede agli altri blogger di partecipare, agganciandosi con un altro post nei loro rispettivi siti.
Ogni nuovo contenuto appartenente al tema viene linkato nel post originale di partenza. Il blog meme è lanciato: il tema si trasmette ed evolve di blog in blog, allargandosi a macchia d’olio.
Ognuno porta la sua personale voce ed esperienza alla discussione online, ma soprattutto si genera una condivisione benefica di link ed utenti, che possono così scoprire nuovi siti e nuovi contenuti.

Ci sono blog meme piuttosto noti, che vengono anche ripresi nel tempo. Le tre parole per l’anno nuovo a cui ho partecipato con il mio post nascono ancora nel 2006 dal blogger americano Chris Brogan. Allo stesso modo, c’è il meme con l’elenco delle proprie letture dell’anno, con una breve recensione per raccontare quale ci ha sorpreso e quale è stata tristemente accantonata.
Un altro meme ricorrente è quello de i miei cento libri: partendo dalla lista de “I 100 libri del secolo” secondo il giornale parigino Le Monde, ogni blog che si occupi di lettura (e scrittura) ha pubblicato la propria personale lista di 100 libri che hanno influenzato la propria vita.

 

I temi per lanciare un blog meme possono essere i più disparati e divertenti.
Per esempio: se potessi scegliere di entrare in un libro, in quale vorresti essere e che personaggio vorresti interpretare?
Così su due piedi non saprei scegliere. E voi?

Comments (10)

Silvia

Gen 15, 2016 at 8:33 AM

Grazie per questa spiegazione interessante ed esaustiva. Credo che andare alle origini sia sempre il metodo migliore per capire in profondità un fenomeno e poterlo “possedere”.
Anch’io così su due piedi non saprei quale meme lanciare, però quello che riporti come esempio, cioè l’entrare in un libro e interpretarne un personaggio, mi sembra molto stimolante. A meno che non sia già stato proposto, potresti provare con quello. Io parteciperei. 🙂

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Barbara Businaro

Gen 15, 2016 at 7:23 PM

Non lo so se è già stato proposto, giuro che mi è venuto così che stavo chiudendo la scrittura dell’articolo. E mentre scrivevo la domanda, stavo pensando all’impossibilità di un’unica risposta…
Forse dovrei scrivere “I cento libri in cui vorrei entrare”! 😀

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Maria Teresa Steri

Gen 15, 2016 at 10:28 AM

Ottima spiegazione, ora quando mi chiedono cos’è un meme posso mandarli da te 🙂
I meme sono una cosa simpatica e stimolante, anche se con i blog c’è sempre il rischio che al centesimo post che leggi sullo stesso argomento tu non ne possa più… 🙂

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Barbara Businaro

Gen 15, 2016 at 7:26 PM

Beh, il primo Blog meme io l’ho letto proprio da te, sul tuo blog animadicarta! E ricordo che allora mi fu difficile trovare la spiegazione del meme, perchè in italiano non ho trovato nulla (per lo meno, non ben indicizzato su Google).
Diciamo che in quanto ai blog meme, non ci dovrebbe essere un centesimo post letto, ci dovrebbe essere un centesimo nuovo lettore raggiunto per quel particolare post, andando in concatenazione. Però il rischio c’è. Vedesi quando alla centesima volta mi hanno chiesto il colore del vestito… 😛

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sandra

Gen 15, 2016 at 9:14 PM

wow che spiegone!
Che dire? Entrerei molto ma molto volentieri a Hogwarts.

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Barbara Businaro

Gen 15, 2016 at 10:18 PM

…stasera proprio Hogwarts è un luogo triste. In alto le bacchette per il professor Piton. 🙁

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