{"id":72,"date":"2015-10-04T23:57:16","date_gmt":"2015-10-04T21:57:16","guid":{"rendered":"http:\/\/192.168.49.128\/webnauta\/wordpress\/?p=72"},"modified":"2018-12-29T23:37:55","modified_gmt":"2018-12-29T22:37:55","slug":"il-codice-patton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/il-codice-patton\/","title":{"rendered":"Il codice P\u00e0tton"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Nelle sue diverse attivit\u00e0, Mario ha la straordinaria capacit\u00e0 di trovarsi sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato. Questa notte stiamo per entrare nel museo pi\u00f9 rinomato al mondo, il maestoso palazzo del Louvre.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Basato sul romanzo Il codice Da Vinci (The Da Vinci Code) di Dan Brown. Le descrizioni rispecchiano sia il testo del libro che le ambientazioni scelte per l\u2019omonimo film del 2006. Ove discordanti, \u00e8 stata data prevalenza al libro.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cArret\u00e9z Pont Neuf. Arret\u00e9z Pont Neuf. Sortie a droite.\u201d<a href=\"#note\">[1]<\/a><\/em><br \/>\nL\u2019altoparlante annuncia la mia fermata della metro. Ripiego la copia del giornale e mi dirigo veloce verso l\u2019uscita. Complice il bel tempo di questi giorni di aprile, la serata si sta animando delle coppiette che si riversano a passeggiare lungo il fiume e nei giardini appena illuminati.<br \/>\nSono nella citt\u00e0 pi\u00f9 romantica del mondo, ma io sono da solo e sto andando al lavoro. Dovrei essere orgoglioso di quello che faccio, proteggere tutta quella meraviglia concentrata in un unico edificio, ma questa settimana mi tocca il turno di notte e non sono per niente tranquillo, dopo che l\u2019altra sera mi sono sentito seguito.<br \/>\nSupero il vicolo e saluto con un cenno Armand del caf\u00e8 all\u2019angolo, impegnato a prendere le ordinazioni al tavolo. Pochi passi ed al negozio di souvenirs c\u2019\u00e8 El\u00e9onore che dalla vetrina mi rivolge un gran sorriso. Una vera dea. Peccato che col mio francese stentato non riesco a farle un complimento decente, figuriamoci invitarla fuori a cena.<br \/>\nPi\u00f9 avanti incrocio lo sguardo di L\u00f9c, che fa l\u2019occhiolino in direzione di due turiste bionde che stanno osservando tra la sua merce delle borsette con la <em>Tour Eiff\u00e9l<\/em> stampata. Gli sorrido complice in risposta.<br \/>\nConosco tutti in questa via oramai, perch\u00e9 quando esco dall\u2019ufficio mi fermo spesso, o dall\u2019uno o dall\u2019altro, a mangiare qualcosa e rilassarmi al placido gorgogliare della Senna.<br \/>\nMa il mio preferito \u00e8 il mini-crepes-panini-pizzas di Gaspard, per gli amici Gas. Lo scorgo indaffarato alla cassa, ma appena mi vede mi grida: <em>\u201cBon traval, Mari\u00f2!\u201d<a href=\"#note\">[2]<\/a><\/em><br \/>\nTz\u00e8! Buon lavoro! E\u2019 colpa sua se adesso mi sento poco sicuro in questa citt\u00e0.<br \/>\nUna sera stavo bevendo una birra nel suo locale all\u2019uscita del turno e stavamo guardando insieme alla tv un documentario sul lato tenebroso della capitale. Un uomo giurava di aver nientemeno un poltergeist in casa, che faceva volare pericolosamente in aria gli oggetti prima di fracassarli sul pavimento, spaventando i presenti. Ero piuttosto scettico su quell\u2019intervista, ma Gas fu molto bravo a convincermi.<br \/>\n\u201cEh, mon ami, Parigi \u00e8 una citt\u00e0 ricca di misteri. E di fantasmi. Qui hanno inventato la ghigliottina, non so se mi spiego\u2026Non capisco come tu riesca a lavorare l\u00e0 dentro e non avere paura! Ovunque ti giri c\u2019\u00e8 una storia inspiegabile da raccontare: le serrature indiavolate di <em>Notre Dame<\/em>, la casa infestata di Pigalle, l\u2019attraversa-muri di <em>Montmatre<\/em>, l\u2019uomo rosso delle <em>Tuileries<\/em>\u2026e Belphagor! Proprio tu non hai mai sentito parlare di Belphagor?\u201d<br \/>\nSapevo che era una serie televisiva degli anni \u201960, esportata qualche anno dopo anche in America. Ma Gaspard quasi si offese e alzando il dito in aria minaccioso concluse: \u201cNo, no, no! La serie non ha inventato nulla di nuovo. Belphagor esiste! E qualcuno l\u2019ha anche visto, ti dico!\u201d<br \/>\nIl cicaleccio dell\u2019attraversamento pedonale mi riporta al presente. Seguo gli altri pedoni e passo la strada.<br \/>\nEccomi arrivato. Davanti a me, nella sua enorme maestosit\u00e0 che si staglia sul cielo al tramonto, il mio ufficio. <em>Il Muse\u00e9 du Louvre.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abitato per quasi quattro secoli dai re di Francia, il Louvre \u00e8 oggi uno dei pi\u00f9 grandi musei al mondo. Un palazzo che occupa circa 135 mila metri quadrati di superficie per 700 metri lungo la Senna e che espone solo 35 mila delle 300 mila opere d\u2019arte a catalogo. Anche abitandoci per una settimana non si riuscirebbe a visitarlo tutto. E noi guardie siamo solo in 40 ogni notte a proteggerlo.<br \/>\nPer l\u2019esattezza, a sorvegliare solo le entrate, neanche i ladri si presentassero bussando. Ammesso che riuscissero a toccare qualcosa, gli allarmi bloccherebbero tutti gli accessi all\u2019istante e rimarrebbero chiusi come topi in gabbia.<br \/>\nMi dirigo a sinistra dell\u2019edificio, verso <em>Jardin de l\u2019Infante<\/em>. Questa sera infatti sono di servizio nella prestigiosa Ala Denon. Si, si, stasera veglio su di lei, la donna pi\u00f9 famosa di Francia, la mia prediletta, il sorriso pi\u00f9 enigmatico della storia, <em>La Gioconda<\/em> di Leonardo.<br \/>\nPasso il mio badge elettronico ed il collega della portineria conferma la mia identit\u00e0 al sistema di riconoscimento. Dalla vetrata mi saluta appena con un cenno del capo e l\u2019espressione mesta. Uhm, sempre allegri qui, cone me poi particolarmente visto che sono americano e la cosa non gli piace affatto.<br \/>\nEntro nella sala operativa per il cambio del turno di sorveglianza.<br \/>\nNell\u2019angolo intravedo Claude Grouard, una delle poche guardie scelte con porto d\u2019armi, parlare animatamente con i colleghi. Chiss\u00e0 quale impresa titanica gli sta raccontando. Quanto si vanta. Ma vorrei proprio vedere con un ladro armato davanti cosa ha il coraggio di fare. Per fortuna col mio francese capisco solo la met\u00e0 delle stronzate che dice.<br \/>\nMentre gli altri si avviano in un giro di ricognizione delle sale assegnate, il collega della portineria mi chiama alla sua postazione.<br \/>\n\u201cMari\u00f2, sostituisci un attimo finch\u00e9 vado toilette?\u201d<br \/>\n\u201cCertamente\u201d. Il suo inglese \u00e8 migliore del mio francese.<br \/>\n<em>\u201cAh, le directeur Sa\u00f9niere est en attend de sa petite-fille\u201d<a href=\"#note\">[3]<\/a><\/em><br \/>\nLo guardo confuso. \u201cPetite-fille?\u201d chiedo.<br \/>\n\u201cOh, yes\u2026his nephew\u201d.<br \/>\nIl direttore attende suo nipote. Annuisco con il capo. Non l\u2019ho mai visto, ma non credo ci saranno problemi di sorta. Quante visite pu\u00f2 ricevere il dirigente di un museo a quest\u2019ora?<br \/>\nRimango solo nella stretta saletta vetrata. E nella penombra mi prende di nuovo quella sensazione, come se un paio di occhi mi fissassero alle spalle. Piano piano, senza far rumore, apro il cassetto ed estraggo la torcia che mi porto sempre appresso insieme al walkie-talkie. Attendo un attimo, ascoltando il silenzio della stanza dietro di me a orecchie tese. Trattengo il fiato. Poi all\u2019improvviso, in uno scatto fulmineo, mi giro ed accendo la torcia.<br \/>\nNulla. Tutto calmo. Sospiro. Mario se non la pianti vai fuori di matto con sta storia.<br \/>\nRassegnato, mi accomodo meglio sulla sedia e ricomincio la lettura del giornale iniziata in metropolitana. Salto la parte di cronaca nera, che non \u00e8 proprio il caso, e vado direttamente alle notizie sportive.<br \/>\nMa questa volta s\u00ec un rumore dall\u2019esterno mi fa sobbalzare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il portone \u00e8 stato chiuso e qualcuno ha suonato all\u2019entrata.<br \/>\nGuardo nel corridoio interno ma non c\u2019\u00e8 traccia del mio collega. Che faccio? Lo aspetto ancora qualche minuto?<br \/>\nNel frattempo il campanello elettronico si fa insistente. Dev\u2019essere una cosa urgente.<br \/>\nGuardo nel monitor della telecamera principale, ma distinguo solo una figura alta, con i capelli chiari. La lampada all\u2019esterno dev\u2019essersi fulminata perch\u00e9 fuori oramai \u00e8 buio ma le immagini sono terribilmente scure. Posso provare ad accendere l\u2019infrarosso e poi zoomare sulla persona. Mentre cerco alla tastiera la combinazione corretta, apro l\u2019interfono per comunicare con il visitatore.<br \/>\n<em>\u201cBonsoir, je peux vous aider?\u201d<\/em> chiedo cortese.<br \/>\n<em>\u201cOui, je voudrais voir le conservateur.\u201d<a href=\"#note\">[4]<\/a><\/em><br \/>\nEcco, cerca proprio Sa\u00f9niere. Riesco ad avvicinare l\u2019immagine della telecamera sull\u2019individuo, ma \u00e8 troppo offuscata. Questo dev\u2019essere la conversione all\u2019infrarosso. Premo il tasto e\u2026<br \/>\nAccidenti! Ho spento tutti i monitor! Oh merda, merda!<br \/>\nMi affanno a premere bottoni qua e l\u00e0, d\u00f2 un colpetto agli schermi, controllo veloce i cavi, ma niente.<br \/>\nNon vedo pi\u00f9 nulla e dalla vetrata non ho visuale all\u2019esterno del portone.<br \/>\nE adesso?<br \/>\nDall\u2019altra parte giunge la voce dello sconosciuto: <em>\u201cEst-ce que quelqu\u2019un est l\u00e0?&#8230;is anyone there?\u201d<a href=\"#note\">[5]<\/a><\/em><br \/>\nOh, conosce anche l\u2019inglese, con una buona pronuncia, proprio come il direttore. Probabilmente \u00e8 proprio suo nipote. Mi affretto a chiedere: <em>\u201cAre you Sa\u00f9niere\u2019s nephew?\u201d<a href=\"#note\">[6]<\/a><\/em><br \/>\nLa risposta arriva con qualche secondo di ritardo.<br \/>\n<em>\u201cOui, oui\u2026I\u2019m the nephew and he\u2019s waiting me. I know the way.\u201d<a href=\"#note\">[7]<\/a><\/em><br \/>\nMeno male, \u00e8 lui. E non devo nemmeno accompagnarlo. Sarebbe un problema perch\u00e9 non posso lasciare la portineria vuota. Attivo l\u2019apricancello automatico e lo lascio entrare.<br \/>\nDevo per\u00f2 sbrigarmi a sistemare i video prima che torni l\u2019altra guardia, altrimenti sono cavoli. Ma esattamente cosa avevo premuto? Illumino con la torcia le piccole icone sulla tastiera, quando qualcuno entra nella sala a fianco.<br \/>\n<em>\u201cMari\u00f2, je suis ici. Tu peux y aller.\u201d<a href=\"#note\">[8]<\/a><\/em><br \/>\nCristo, \u00e8 qui. Quale sar\u00e0 il bottone giusto? Ah ecco, forse questo simbolo di rettangolo con un sole all\u2019interno. Pigio con forza e\u2026<br \/>\nFiuuuuu, i monitor tornano a funzionare all\u2019istante. Appena in tempo. Lascio la sedia al collega, che mi guarda sospettoso, e con un cenno del capo mi avvio veloce verso il mio giro di perlustrazione delle sale.<br \/>\nBeh, meglio se prima vado a prendermi un caff\u00e8.<br \/>\nDietro alle scale, una porta di servizio fa accedere alle macchinette automatiche riservate al personale. Ce ne sono parecchie disseminate per tutto il palazzo, per evitare che anche noi ci accalchiamo ai bar dell\u2019interno aperti al pubblico.<br \/>\nLe lunghe finestre di questo sgabuzzino danno direttamente su<em> Cour Carr\u00e8e<\/em> e la vista dell\u2019edificio quadrato immerso nell\u2019ombra \u00e8 spettrale. Scorgo delle luci vaganti dall\u2019altra parte, di fronte a me. So benissimo che si tratta della torcia di un\u2019altra guardia, ma mi d\u00e0 comunque i brividi.<br \/>\nDi notte le sale del museo sono illuminate da luci rosse posizionate a livello pavimento, lasciando le opere d\u2019arte all\u2019oscurit\u00e0 per proteggerle dagli effetti dannosi della luce chiara.<br \/>\nMi rivolgo al distributore automatico e\u2026oh cavoli, non \u00e8 possibile! Non ci posso credere!<br \/>\nPerch\u00e9 nessuno mi ha avvisato?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un foglio bianco attaccato con lo scotch mi avvisa che la macchina \u00e8 <em>HORS SERVICE<\/em>, fuori servizio.<br \/>\nSbuffo. Tanto vale cominciare il giro di controllo dal primo piano, cos\u00ec mi fermo all\u2019altra macchinetta nascosta dietro il <em>Caf\u00e8 Mollien<\/em>, che tra l\u2019altro utilizza un espresso arabica migliore.<br \/>\nAttraverso velocemente le sale delle antichit\u00e0 greche, cercando di non notare come le ombre delle statue sembrino seguirmi leste e bramose dietro la mia piccola luce portatile.<br \/>\nRaggiungo l\u2019ascensore C per salire. Paradossalmente i locali elevatori sono le parti pi\u00f9 illuminate del museo durante il turno di notte.<br \/>\nAppena le porte automatiche si riaprono davanti a me sono colpito dall\u2019aria secca, quasi tagliente alle mie narici, che invade tutto il piano. Qui pi\u00f9 che altrove i deumidificatori dell\u2019impianto di climatizzazione del palazzo sono alla massima potenza, perch\u00e9 devono proteggere dall\u2019azione corrosiva dell\u2019anidride carbonica i grandi dipinti italiani per cui il Louvre \u00e8 rinomato in tutto il mondo.<br \/>\nAll\u2019inizio ho fatto fatica ad abituarmi a questo ambiente, dovevo uscire fuori all\u2019aperto spesso perch\u00e9 avevo la sensazione che mi mancasse l\u2019ossigeno, oltre ad un mal di gola fastidioso. Il trucco sta che dopo il turno, quando torno a casa, uso lo spray nasale di acqua termale per neonati. Me l\u2019ha insegnato proprio Sa\u00f9niere, in una delle nostre conversazioni in inglese.<br \/>\nMi piacciono le nostre chiacchierate, mi spiega sempre parecchie cose, soprattutto sull\u2019arte. Mentre di me dice che le mie domande curiose lo divertono. Tipo chi diamine s\u2019\u00e8 inventato una piramide di vetro in mezzo al giardino e come cavolo fanno a pulire tutte quelle lastre, soprattutto quando nevica.<br \/>\nMi dirigo a sinistra, passando per una serie di gallerie tutte collegate. Dal fondo del corridoio in marmo distinguo un mormorio di voci concitate. Nascosto sulla sinistra c\u2019\u00e8 l\u2019ufficio del curatore. E questa sera di dev\u2019essere una rumorosa riunione famigliare. Meglio stare alla larga. Lo saluter\u00f2 all\u2019uscita se ne avr\u00f2 occasione.<br \/>\nAttraverso la <em>Galleria d\u2019Apollo<\/em>, nel mio giro in senso orario dell\u2019intera Ala Denon. I soffitti alti e bui di queste sale mi fanno rabbrividire. I musei sono meravigliosi di giorno, ma di notte sono lugubri, avvolti in una funerea penombra. Assomigliano ad enormi caverne da cui aspettarsi un improvviso volo di pipistrelli, come nei migliori film horror.<br \/>\nCerco di focalizzare le immagini diurne di questi saloni, oramai impresse nella mia memoria, cos\u00ec da distrarre ed imbrogliare il mio subconscio. Funziona fino all\u2019uscita del <em>Salon Carr\u00e8<\/em>, quando inevitabilmente il mio sguardo si fissa sul pavimento ai miei piedi illuminato dalla torcia.<br \/>\nDeglutisco. Riconosco questo parquet. Ci siamo. Ma stasera \u00e8 davvero difficile passare di qui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La <em>Grande Galerie<\/em> non \u00e8 conosciuta in tutto il mondo solo per la sua straordinaria lunghezza di 450 metri, per l\u2019ampiezza dei suoi soffitti vetrati che si aprono a volta sul cielo di Parigi o per gli inestimabili capolavori italiani che contiene. E\u2019 famosa anche per il suo caratteristico pavimento in legno intarsiato, lunghi listelli di rovere disposti a spina di pesce in pi\u00f9 file affiancate. Ai visitatori crea la fantastica illusione di fluttuare sospesi sopra lievi onde in movimento. E infatti io soffro il mal di mare a camminarci sopra.<br \/>\nSospiro. Ho davvero bisogno di una dose di caffeina, ma devo almeno percorrere met\u00e0 di questo tunnel prima di svoltare verso la stanza di servizio. Uhm\u2026vado a destra o a sinistra?<br \/>\nQuesta \u00e8 una delle poche gallerie dove, per regolare l\u2019afflusso di turisti, sono stati posizionati nel suo mezzo statue dell\u2019epoca e qualche divanetto in stile, creando due sensi di marcia.<br \/>\nSe prendo la destra passo troppo vicino all\u2019imbocco della sala 6, senza possibilit\u00e0 di reagire se qualcuno mi attacca da l\u00ec. A sinistra invece mi ritrovo ad attraversare in larghezza tutto il fondo per raggiungere la zona bar al lato opposto, esponendomi maggiormente come bersaglio.<br \/>\n\u2026ma cosa sto dicendo?! Non c\u2019\u00e8 nessuno che mi aspetta e nessuno che mi segue. Piantala P\u00e0tton! L\u2019oscurit\u00e0 ti sta giocando brutti scherzi davvero!<br \/>\nIn un moto d\u2019orgoglio, mi avvio risoluto a percorrere il lungo cammino, senza troppo pensarci. Mi tengo il pi\u00f9 possibile al centro, cercando di mimetizzarmi dietro gli ostacoli che trovo nel corridoio.<br \/>\nA met\u00e0 strada scorgo l\u2019entrata della <em>Salle des Etats.<\/em> Dovrei andare a verificare che sia tutto a posto, ma non ci tengo a vedere la <em>Monna Lisa<\/em> di notte. L\u2019aura rossa che s\u2019innalza dalle luci a terra le conferisce un aspetto sepolcrale, il suo delicato sorriso si trasforma in ghigno, tanto che mi aspetto salti fuori dalla cornice e mi insegua svolazzando.<br \/>\nNo, dritto alla meta, verso il mio caff\u00e8.<br \/>\nSono quasi arrivato in fondo quando all\u2019improvviso sento qualcosa che mi blocca il passo, trattenendo il mio piede. Incespico rumorosamente e quasi mi trovo lungo disteso. Che cavolo \u00e8 stato?<br \/>\nNella concitazione mi cade la torcia. L\u2019afferro veloce e comincio a correre, senza voltarmi indietro per vedere cosa, o chi, mi avesse bloccato. Col cuore sempre pi\u00f9 martellante e la vista annebbiata piego a destra in direzione del bar. Gli ultimi metri li faccio scivolando con le scarpe sul marmo lucido. Supero le toilette e gli ascensori. Mi precipito alla maniglia del locale di servizio e mi ci fiondo dentro. Chiudo la porta e mi ci appoggio di peso, ascoltando ogni minimo rumore all\u2019esterno.<br \/>\nNiente. Silenzio. L\u2019unico a disturbare \u00e8 il mio respiro affannoso.<br \/>\nAttendo che il mio battito cardiaco si calmi. Qui la stanza \u00e8 illuminata dai neon dei distributori e mi sento pi\u00f9 tranquillo. Cerco la chiavetta elettronica per avere il mio agognato espresso, quando non posso fare a meno di notare le mie scarpe.<br \/>\nIl nodo di una \u00e8 sciolto ed il laccio \u00e8 stato strappato.<br \/>\nEcco cos\u2019era!!<br \/>\nRidendo di me stesso, infilo il token magnetico nel distributore, digito il mio codice di sblocco e sto per selezionare la bevanda, quando un bip sonoro mi interrompe.<br \/>\nChe vuol dire PIN errato?<br \/>\nIl display continua a lampeggiare la scritta imperterrito.<br \/>\nMa cosa ho digitato? Oddio, \u00e8 un po\u2019 che non la uso, sono sere che offrono gli altri, ma non ricordo di aver cambiato il codice.<br \/>\nRiprovo: 0000, il pi\u00f9 semplice, quello delle connessioni bluetooth. Niente, pin errato.<br \/>\nForse \u00e8 1111, il default della mia sim telefonica? Macch\u00e9, ancora non ci siamo.<br \/>\nOh insomma! 1234? 4321? No, niente da fare.<br \/>\nSbuffo. Ma \u00e8 mai possibile che anche per un caff\u00e8 ci vuole una password? Appoggio torcia e walkie-talkie sopra la macchina.<br \/>\nConcentriamoci. Non posso aver usato un codice complicato. Si, Sauni\u00e8re mi ha parlato per esempio della sequenza di Fibonacci, ma i primi quattro numeri non mi dicevano granch\u00e9.<br \/>\nMagari ho messo il 7777, lo stesso del televisore? Digito speranzoso e\u2026PIN ERROR nuovamente.<br \/>\nAspetta, forse il codice del bancomat? 6106? Sei\u2026uno\u2026zero\u2026sei\u2026trattengo il fiato\u2026luce verde!<br \/>\nAh ecco, lo avevo messo per ricordarmelo meglio. Ottimo.<br \/>\nIn un istante il profumo inebriante della miscela arabica invade lo stanzino. Mi appoggio al tavolino l\u00ec a fianco e finalmente sorseggio in pace il mio espresso. Adesso il turno sar\u00e0 in discesa fino all\u2019alba. Cos\u2019altro pu\u00f2 succedere ancora?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo una mezz\u2019ora di tranquillit\u00e0, con un caff\u00e8 lungo ed un altro rinforzato al ginseng, decido di terminare il mio giro. Apro la porta sicuro e mi dirigo sereno oltre il <em>Caf\u00e8 Mollien<\/em> e le grandi scalinate ben illuminate dal traffico di <em>Place du Carrousel<\/em> e dalla luce della <em>Pyramide<\/em> che si intravede dalle alte finestre.<br \/>\nAttraverso le sontuose <em>Red Rooms<\/em> create da Napoleone III che ospitano i dipinti francesi del 18esimo secolo, con le pareti di vivido porpora contrastate dalle cornici dorate.<br \/>\nLo so che mi stanno guardando. Gli eroici protagonisti della storia, immortalati in queste tele, mi fissano con aria indignata. Loro hanno guidato armate invincibili, governato su imponenti imperi, rovesciato ingiuste monarchie a suon di rivoluzioni, sacrificando s\u00e9 stessi sull\u2019altare della gloria. Ai loro occhi, io sono un miserabile che vive la sua semplice esistenza cullandosi nel benessere che ha solamente ereditato.<br \/>\nLa mia autostima ne risente alquanto. Devo solo ricordarmi che in caso d\u2019incendio anche un poveraccio come me pu\u00f2 far la differenza.<br \/>\nAll\u2019uscita dell\u2019ultima sala rossa, mi ritrovo di fronte un\u2019assoluta meraviglia: in cima allo scalone di <em>Lefuel<\/em> si erge maestosa la <em>Vittoria alata o Nike di Samotracia<\/em>. Nike si, come quelli delle scarpe sportive che si sono ispirati a lei, dea della vittoria, come simbolo di forza, velocit\u00e0 e trionfo.<br \/>\nE sotto quelle vesti scosse dal vento, \u00e8 terribilmente sexy. Un corpo perfetto.<br \/>\nOltrepasso la gradinata per tornare nuovamente all\u2019ascensore, quando nel lungo corridoio davanti a me scorgo il direttore correre affannosamente verso il <em>Salon Carr\u00e8.<\/em> Non l\u2019ho mai visto cos\u00ec. Dev\u2019essere successo qualcosa e forse mi sta cercando.<br \/>\nPreoccupato per lui, accelero il passo per raggiungerlo. Sono quasi arrivato all\u2019entrata del salone, quando sento dei movimenti concitati anche dietro di me. Mi giro e nella penombra rossastra intravvedo una figura pallida, molto alta, avvolta in una veste chiara che mi sta inseguendo rapidamente, quasi librandosi in aria.<br \/>\nCazzo, un fantasma! Allora esistono davvero! E pure Sauni\u00e8re stava scappando. Se \u00e8 riuscito a spaventare lui!<br \/>\nMentre mi precipito spedito all\u2019interno della sala, sento lo spettro urlare in lontananza.<br \/>\n\u201cSi fermi, tanto non ha scampo.\u201d Riconosco all\u2019istante l\u2019accento. Sveglia Mario! E\u2019 il tono dello sconosciuto che ho fatto entrare e che a quanto pare non \u00e8 affatto il nipote del curatore. Che stupido sono stato. Devo avvisare subito gli altri!<br \/>\nCerco alla mia cintura il walkie-talkie, ma non c\u2019\u00e8. Ma che cavolo?! Dov\u2019\u00e8 finito?<br \/>\nRicontrollo, ma non lo trovo.<br \/>\nIl distributore! L\u2019ho lasciato l\u00e0 sopra. Ho preso la torcia ma mi sono dimenticato del walkie-talkie, merda!<br \/>\nSauni\u00e8re nel frattempo deve aver raggiunto la Grande Galleria. Dietro di me sento avvicinarsi nitidi i passi dell\u2019intruso. Afferro il cellulare in tasca, ma com\u2019\u00e8 ovvio non c\u2019\u00e8 campo. Solo scariche sulla linea. I sistemi di sicurezza del Louvre bloccano le onde GSM e UMTS, per quello ci dotano di una ricetrasmittente a breve raggio.<br \/>\nCazzo, sta arrivando! Da solo non posso farcela. Devo trovare un nascondiglio subito e chiamare rinforzi.<br \/>\nA pochi metri, a fianco della piattaforma disabili, visualizzo una delle uscite d\u2019emergenza. La apro facendo forza sul maniglione antipanico. Purtroppo non suona alcun allarme perch\u00e9 le porte interne non sono collegate all\u2019impianto, solo quelle esterne.<br \/>\nLa richiudo alle mie spalle.<br \/>\nRiprovo col telefonino, ma proprio non funziona. Porca puttana, cosa posso fare per chiedere aiuto?<br \/>\nDa qui potrei scendere a piedi al piano terra, ma ci metterei comunque troppo tempo a raggiungere la portineria e poi con i colleghi a tornare su.<br \/>\nMi guardo affranto attorno in cerca di una soluzione istantanea. Pensa P\u00e0tton, pensa\u2026<br \/>\nUna porta esterna! Devo aprire una di quelle e far scattare io l\u2019allarme in tutto il palazzo. E\u2019 l\u2019unico modo!<br \/>\nQui dietro c\u2019\u00e8 una scala di servizio, anche se non illuminata. Scendo svelto i gradini quando la torcia prima lampeggia debole e poi si spegne. Cazzo, le batterie\u2026<br \/>\nMi fermo, la scuoto, provo ad accenderla nuovamente un paio di volte, ma non d\u00e0 alcun segnale. Non \u00e8 possibile! Proprio adesso!<br \/>\nNon ho tempo, devo comunque allertare le altre guardie. Avanzo a tentoni nel buio, un piede dopo l\u2019altro, mantenendo lo stesso ritmo e le distanze degli scalini precedenti. Sono a met\u00e0 della discesa quando improvvisamente si attivano tutte le sirene dell\u2019edificio. Ma come\u2026? Forse le ha attivate Sauni\u00e8re?<br \/>\nDistratto, incespico al buio e mi ritrovo a rotolare fino al pianterreno, dove sbatto la testa rovinosamente.<br \/>\nProvo a rialzarmi, ma avverto un forte giramento, un bagliore accecante e poi di nuovo \u00e8 oscurit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo un tempo infinito, mi sveglio al suono di voci alterate e odore di disinfettante. Non riesco a muovermi e sento tutti i muscoli pesanti, inerti. A malapena riesco a riaprire gli occhi, la vista leggermente offuscata.<br \/>\nSono adagiato su una barella a terra. Riconosco il soffitto dipinto a fresco di un ufficio a fianco della sala riunioni vicino alla portineria.<br \/>\nDall\u2019altra parte un uomo sta sbraitando furioso. \u201cAllora, che cavolo \u00e8 successo qui? Da dove \u00e8 entrato?\u201d<br \/>\nNessuna risposta.<br \/>\nLa stessa persona avanza verso di me, visibilmente arrabbiato. \u201cSono il capitano Bezu Fache della polizia giudiziaria. Mi sente? Cosa ha visto, figliolo, se lo ricorda?\u201d<br \/>\nUn infermiere interviene a mia difesa. \u201cCapitano, ha una commozione cerebrale, lo dobbiamo trasportare subito in ospedale. Dubito per\u00f2 che ricorder\u00e0 qualcosa. Era molto agitato quando l\u2019abbiamo trovato, delirava, ed ho dovuto somministrargli benzodiazepine\u2026che purtroppo hanno l\u2019effetto collaterale di cancellare la memoria breve\u201d.<br \/>\nIl capitano impreca e se ne va.<br \/>\nIn realt\u00e0 ricordo tutto, ma proprio tutto.<br \/>\nHo visto Belphagor! Il fantasma mi ha inseguito per tutta la sera nascosto nell\u2019ombra, finch\u00e9 al momento opportuno mi ha buttato gi\u00f9 per le scale. Voleva sicuramente uccidermi!<br \/>\nMa chi mi crederebbe?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(c) 2015 Barbara Businaro<\/p>\n<p><em><a name=\"note\"><\/a>Note:<\/em><br \/>\n<em> [1] Trad. Fermata Pont Neuf. Uscita a destra.<\/em><br \/>\n<em> [2] Trad. Buon lavoro, Mario.<\/em><br \/>\n<em> [3] Trad. Il direttore Sa\u00f9niere sta aspettando sua nipote (al femminile).<\/em><br \/>\n<em> [4] Trad. Buonasera, posso aiutarla? Si, vorrei vedere il curatore.<\/em><br \/>\n<em> [5] Trad. C\u2019\u00e8 qualcuno l\u00e0?<\/em><br \/>\n<em> [6] Trad. E\u2019 il nipote di Sa\u00f9niere?<\/em><br \/>\n<em> [7] Trad. Si, si, sono il nipote e mi sta aspettando. Conosco la strada.<\/em><br \/>\n<em> [8] Trad. Mario, sono qui. Tu puoi andare.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Per concentrarmi e portarmi nell&#8217;atmosfera surreale del museo, durante la stesura ascoltavo sempre quest&#8217;opera:<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Lakm\u00e9 - Flower Duet (Hot Opera Video)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/kij_hHB_hyY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Mappa del Louvre:<\/em><\/p>\n<p><em>Il Louvre \u00e8 uno dei pochi musei al mondo a non concedere un virtual tour nel proprio sito istituzionale. Non ci sono mai stata (nemmeno a Parigi se \u00e8 per quello) ed \u00e8 difficile trovare indicazioni sulla sua disposizione interna, probabilmente anche per questioni di sicurezza. Mi sono dovuta affidare a Google Street View ed alle foto dei turisti e ripercorrere quanto descritto da Dan Brown per decidere il percorso di P\u00e0tton. Ecco il risultato.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Il-codice-Patton-mappa-Louvre_Page_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-94\" src=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Il-codice-Patton-mappa-Louvre_Page_1.jpg\" alt=\"Il codice P\u00e0tton - mappa del Louvre 1\" width=\"3509\" height=\"2550\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Il-codice-Patton-mappa-Louvre_Page_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-95\" src=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Il-codice-Patton-mappa-Louvre_Page_2.jpg\" alt=\"Il codice P\u00e0tton - mappa del Louvre 2\" width=\"3509\" height=\"2550\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Il-codice-Patton-mappa-Louvre_Page_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-96\" src=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Il-codice-Patton-mappa-Louvre_Page_3.jpg\" alt=\"Il codice P\u00e0tton - mappa del Louvre 3\" width=\"3509\" height=\"2550\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Il-codice-Patton-mappa-Louvre_Page_4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-97\" src=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Il-codice-Patton-mappa-Louvre_Page_4.jpg\" alt=\"Il codice P\u00e0tton - mappa del Louvre 4\" width=\"3485\" height=\"2533\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Il-codice-Patton-mappa-Louvre_Page_5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-98\" src=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Il-codice-Patton-mappa-Louvre_Page_5.jpg\" alt=\"Il codice P\u00e0tton - mappa del Louvre 5\" width=\"3485\" height=\"2533\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle sue diverse attivit\u00e0, Mario ha la straordinaria capacit\u00e0 di trovarsi sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato. 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