{"id":6476,"date":"2017-04-16T06:00:46","date_gmt":"2017-04-16T04:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=6476"},"modified":"2023-12-29T20:09:49","modified_gmt":"2023-12-29T19:09:49","slug":"formiamo-persone-felici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/formiamo-persone-felici\/","title":{"rendered":"Formiamo persone felici"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>&#8220;Spesso la mancanza di infelicit\u00e0 \u00e8 scambiata per felicit\u00e0.&#8221;<\/p><\/blockquote>\n<p>Mentre aspettava che la fotocopiatrice terminasse il suo lavoro, Josie pens\u00f2 che quelle scarpe erano state decisamente un acquisto sbagliato. Continuava a spostare il peso da un piede all&#8217;altro per cercare sollievo temporaneo. Le portava solo da qualche ora e le sembrava di trascinare due macigni con enorme sofferenza. Forse non aveva pi\u00f9 l&#8217;et\u00e0 per certi tacchi.<br \/>\nGuard\u00f2 fuori dalle ampie vetrate dell&#8217;ufficio: negli stretti spazi tra i palazzi si scorgeva un cielo terso e quella mattina uscendo di casa non c&#8217;era stato bisogno del suo fedele poncho in lana. Le vacanze di primavera, e la Pasqua che la sua famiglia festeggiava, si stavano avvicinando. Doveva chiamare sua sorella per organizzare il rientro: gli impegni l&#8217;avevano trattenuta nella capitale per tutto l&#8217;inverno e chiss\u00e0 in che condizioni avrebbe trovato la vecchia casa, chiusa da mesi.<br \/>\nAll&#8217;improvviso la fotocopiatrice s&#8217;incepp\u00f2, con uno stridore dei rulli che non riuscivano ad afferrare la carta ed uno sbuffo d&#8217;aria dal vassoio d&#8217;uscita, finch\u00e9 non termin\u00f2 con il solito avviso acustico.<br \/>\n&#8220;Di nuovo, accidenti!&#8221; Clicc\u00f2 sul bottone per confermare l&#8217;apertura del blocco ottico superiore e accedere al vano interno.&#8221;Ehi Miki, quando passa l&#8217;assistenza?&#8221; grid\u00f2 per farsi sentire dal collega in fondo al lungo open space.<br \/>\n&#8220;Non prima di marted\u00ec&#8230;&#8221;<br \/>\nImprecando e tirando il lembo di carta che si intravvedeva, riusc\u00ec a disincastrare il foglio intero. Sarebbe stato un danno ben maggiore se si fosse strappato perch\u00e9 avrebbe davvero dovuto far smontare la macchina dal tecnico e non aveva tempo: doveva spedire le copie in giornata ai diversi dipartimenti, rigorosamente in cartaceo. Certe istituzioni vivevano ancora nel secolo scorso.<br \/>\n&#8220;Ancora noie con quell&#8217;aggeggio?&#8221; le chiese il direttore uscendo dalla sala riunioni con i redattori dell&#8217;economica.<br \/>\n&#8220;Si, ma l&#8217;ho tolto.&#8221; Sollev\u00f2 il documento colpevole come prova. &#8220;Oh guarda&#8230;&#8221;<br \/>\nLo osserv\u00f2 distrattamente per un momento: stava fotocopiando pagine fitte di testo, ma in quel foglio le parole via via distorte e le macchie di colore dei rulli sporchi avevano prodotto un&#8217;immagine, un bellissimo volto di donna stilizzato, con un&#8217;espressione melanconica.<br \/>\nRichiuse il coperchio della macchina, e ricominci\u00f2 con le stampe mancanti, rimanendo affascinata a contemplare quello straordinario volto.<br \/>\n&#8220;Non \u00e8 meraviglioso?&#8221; chiese al collega quando raggiunse la scrivania al suo fianco.<br \/>\n&#8220;Cosa?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non la vedi?&#8221;<br \/>\nL&#8217;uomo scosse la testa. &#8220;Vedo solo un pezzo di carta stropicciato&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Non vedi il viso della donna, qui? e qui?&#8221;<br \/>\n&#8220;Senti Josie, da quant&#8217;\u00e8 che non fai una visita oculistica? Lo sai che ce l&#8217;abbiamo gratuita per contratto? Basta che lo dici gi\u00f9 in segreteria e si arrangiano loro a prenotartela.&#8221;<br \/>\n&#8220;Mah&#8230;si, hai ragione, forse sono un po&#8217; stanca&#8221; concluse frettolosamente. L&#8217;arte non si pu\u00f2 spiegare alle menti chiuse, diceva sempre il suo professore.<br \/>\nTenne da parte quell&#8217;insolito disegno, unico e raro, frutto del caso, e si mise ad ordinare le altre fotocopie, tutte uguali, tutte cos\u00ec ben definite, per inviarle con il corriere pomeridiano.<br \/>\nIl cellulare squill\u00f2 impaziente dall&#8217;angolo in cui era in carica e il display mostrava la foto di sua sorella Rebecca in ospedale con in braccio Alyssa, il giorno in cui era nata tre anni prima. Era un orario insolito perch\u00e9 la chiamasse, ma la rassicur\u00f2 subito.<br \/>\n&#8220;Volevo chiederti Josie&#8230;non potresti anticipare le tue vacanze? Volevo dare un pranzo la prossima domenica.&#8221;<br \/>\n&#8220;Beh, \u00e8 un po&#8217; complicato&#8230;&#8221; Fece un riassunto mentale di tutti gli appuntamenti della settimana. Avrebbe potuto anche spostarli, ma avrebbe ritardato alcuni progetti.<br \/>\n&#8220;Non te lo chiederei, se non fosse importante.&#8221; Cogliendo il silenzio come un diniego, continu\u00f2: &#8220;Abbiamo bisogno del tuo aiuto, si tratta della&#8230;felicit\u00e0, di David e Alyssa. E abbiamo solo un mese per decidere.&#8221;<br \/>\n&#8220;Di cosa..? E&#8217; successo qualcosa?&#8221;<br \/>\n&#8220;No, no, non ti preoccupare. Stanno bene. Adesso. Ma dobbiamo pensare al loro futuro. Tu vuoi che siano felici, vero?&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Aspetti qui, il rettore Powell la ricever\u00e0 subito.&#8221;<br \/>\nAccogliendo l&#8217;invito della segretaria, Josie sprofond\u00f2 in un&#8217;enorme poltrona in pelle nera. Era stranamente in anticipo, come non le accadeva da tempo. Controll\u00f2 nuovamente sul cellulare se per caso fossero giunte mail o chiamate dall&#8217;ufficio, ma niente: da quando era entrata nell&#8217;edificio l&#8217;apparecchio sembrava morto, assoluta assenza di campo.<br \/>\nOsserv\u00f2 il depliant informativo che le aveva preparato sua sorella, con segnata data e orario dell&#8217;appuntamento gi\u00e0 fissato: sopra l&#8217;immagine di persone sorridenti e festanti campeggiava il logo del Waldinger Institute e la scritta &#8220;Qui formiamo persone felici&#8221;, la stessa grafica dell&#8217;insegna all&#8217;entrata dell&#8217;enorme parco che ospitava il polo di studio.<br \/>\nLa porta in legno scuro si apr\u00ec e alle sue spalle comparve un uomo sulla trentina, vestito in jeans e camicia bianca con lo stemma ufficiale, dall&#8217;aria rilassata.<br \/>\n&#8220;Signora Wilson, sono contento che lei sia venuta.&#8221; Le strinse la mano con calore.<br \/>\nGiovane, assurdamente giovane per essere un rettore, pens\u00f2 Josie. Ma del resto questa non era una scuola ordinaria.<br \/>\nL&#8217;accompagn\u00f2 davanti alla sua scrivania e le offr\u00ec un vassoio di cioccolatini.<br \/>\n&#8220;Prego, non faccia complimenti.&#8221;<br \/>\nLa luce calda del mattino entrava dalla finestra e si rifrangeva nel prisma pendente della lampada da tavolo, rompendosi in mille colori sulla parete. Una nota completamente stonata con la severit\u00e0 del mobilio e quel lieve profumo di sigaro che doveva aver impregnato le pareti negli anni, ma alquanto in sintonia con l&#8217;espressione della persona che si trovava davanti.<br \/>\n&#8220;E&#8217; un bene che lei sia qui. Preferiamo che la famiglia ci faccia tutte le domande prima di cominciare il percorso, in modo da essere sostegno assoluto per l&#8217;alunno. Non ci devono essere dubbi nel nostro metodo.&#8221; Si appoggi\u00f2 allo schienale alto della sedia.<br \/>\n&#8220;Come mai cos\u00ec giovani? Mio nipote David ha compiuto quattro anni e Alyssa ne ha fatti da poco tre. Non \u00e8 un po&#8217; presto?&#8221;<br \/>\n&#8220;No, mi creda. Prima cominciamo e meglio \u00e8. Stiamo pensando di abbassare la soglia ulteriormente. Gi\u00e0 a due anni, nel mondo attuale, i bambini prendono troppe decisioni ogni giorno. Pensi solo alla scelta del cartone animato alla televisione o del pupazzo con cui si addormentano. Un trauma a quest&#8217;et\u00e0 pu\u00f2 rendere inutile il nostro lavoro. E l&#8217;anno scorso abbiamo dovuto escludere dei bambini per questo, totalmente fuori dal nostro standard.&#8221;<br \/>\nJosie sent\u00ec una fitta ghiacciata alla base della nuca. Cerc\u00f2 di ignorarla e proseguire.<br \/>\n&#8220;Ma esattamente&#8230;in cosa consiste il vostro metodo? Ho letto le brochure, ma fatico a capire a livello pratico.&#8221;<br \/>\n&#8220;Insegniamo ai bambini a prendere la scelta giusta, quella che gli dar\u00e0 il successo assicurato in termini di appagamento. Vede, \u00e8 il fallimento che genera stress e frustrazione, ripercuotendosi poi nelle decisioni future. Noi valutiamo le caratteristiche personali, le capacit\u00e0 individuali, stabiliamo degli obiettivi via via adeguati per l&#8217;alunno. Sviluppiamo le sue peculiarit\u00e0 in modo da inserirlo anche nel mondo del lavoro con il massimo rendimento. I nostri studenti imparano a distinguere qual \u00e8 la loro portata, ci\u00f2 che li render\u00e0 eternamente felici.&#8221;<br \/>\nEra la stessa cosa che aveva letto sul sito internet dell&#8217;istituto, con molta meno enfasi.<br \/>\n&#8220;E quando passano nella pubert\u00e0? L&#8217;adolescenza \u00e8 la peggiore delle et\u00e0, come fate a gestirla? Davvero ci riuscite?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non trascuriamo nessun aspetto, n\u00e9 fisico n\u00e9 psichico. Determiniamo l&#8217;orientamento sessuale dell&#8217;alunno e tramite un&#8217;accurata selezione, incrociando tutti i dati della personalit\u00e0, ad ognuno troviamo il compagno adatto per la vita. Praticamente da subito. Senza lasciare margini alla minima sofferenza.&#8221;<br \/>\nLo fiss\u00f2 sconcertata e lui lo ritenne un invito a proseguire. &#8220;Non ci sono&#8230;appuntamenti al buio, rifiuti pi\u00f9 o meno velati, derisione, ritorsioni, bisogni insoddisfatti, tradimenti, divorzi violenti. Le nostre sono coppie solide e felici. Potr\u00e0 conoscerne qualcuna personalmente, negli incontri settimanali organizzati per i nuovi iscritti.&#8221;<br \/>\n&#8220;I vostri studenti finiscono col lavorare qui dentro?&#8221;<br \/>\n&#8220;No, se non lo desiderano loro. I nostri alunni non sono mai abbandonati: l&#8217;inserimento \u00e8 richiesto dai tre fino ad almeno i venticinque anni di et\u00e0, dato che li seguiamo anche nel percorso universitario con le nostre sedi distaccate in tutti gli stati. Alla fine diventano i nostri stessi sostenitori, a volte si mettono anche a disposizione per le attivit\u00e0 di orientamento delle nuove reclute.&#8221;<br \/>\nJosie storse la bocca involontariamente.<br \/>\n&#8220;Ci tengo a precisare che non facciamo distinzione di genere. Nel nostro microcosmo convivono felicemente eterosessuali e omosessuali, perch\u00e9 i problemi legati ad una sessualit\u00e0 oppressa generano ulteriore frustrazione e infelicit\u00e0. Quindi li formiamo anche per non vedere queste differenze. Ci siamo dovuti adeguare, almeno fino a quando la Scienza non trover\u00e0 rimedio alle deviazioni sessuali. Nel qual caso abbiamo gi\u00e0 pronto il piano di aggiornamento del sistema.&#8221;<br \/>\n&#8220;&#8230;l&#8217;aggiornamento del&#8230;sistema?&#8221; chiese inorridita.<br \/>\n&#8220;Nulla di fatale, mi creda. I nuovi alunni utilizzeranno i protocolli aggiornati e dunque ogni deviazione sar\u00e0 curata sul nascere. Ma potremo anche intervenire sul pregresso, accompagnando le coppie omosessuali al divorzio consensuale ed elaborando successivamente nuovi abbinamenti eterosessuali. Ma temo ci vorr\u00e0 ancora qualche decennio per il progresso scientifico.&#8221;<br \/>\nLo stomaco di Josie ebbe un sussulto, sentiva l&#8217;acido gastrico gorgogliare al pari della sua rabbia. Cerc\u00f2 per\u00f2 di ricordare che era l\u00ec per amore dei suoi nipoti, e nient&#8217;altro.<br \/>\n&#8220;Quale dovrebbe essere il mio ruolo in tutto questo?&#8221;<br \/>\n&#8220;Chiediamo a tutta la famiglia di partecipare al processo, in maniera pi\u00f9 allargata possibile. Per questo sua sorella le ha chiesto di venire alle riunioni di orientamento il prossimo mese. In alternativa, chiediamo di tagliare i rapporti con parenti e amici che non capiscono il valore del nostro metodo. Non ci devono essere voci dissonanti, capisce? Sarebbe un grave danno per l&#8217;alunno.&#8221;<br \/>\n&#8220;Immagino che questo significhi che poi anche i figli dei vostri studenti, a loro volta, vengono cresciuti con lo stesso&#8230;sistema.&#8221;<br \/>\n&#8220;Certamente. E non c&#8217;\u00e8 motivo che non sia cos\u00ec, sono i nostri stessi alunni a capirne l&#8217;importanza. A quel punto il processo \u00e8 naturale.&#8221;<br \/>\nOvvio, pens\u00f2 Josie, non concepiscono null&#8217;altro.<br \/>\n&#8220;Ma come fate a controllare tutto? Le amicizie per esempio&#8230;com&#8217;\u00e8 possibile che non ci siano contatti con l&#8217;esterno?&#8221;<br \/>\n&#8220;I nostri studenti vengono inseriti gi\u00e0 nel luogo di lavoro adatto, la loro compagna di vita \u00e8 scelta sempre con il nostro metodo ed ovviamente anche le amicizie sono verificate. Non lasciamo nulla al caso, mi creda.&#8221; Il rettore Powell sorrise soddisfatto e compiaciuto. &#8220;La loro esistenza \u00e8 contemplata in un ambiente sereno, dove tutti sono appagati e felici, appunto.&#8221;<br \/>\n&#8220;E internet? I social, dove c&#8217;\u00e8 sempre un confronto compulsivo?&#8221; La storia era piena di imperi che erano stati soverchiati da una piccola falla, un&#8217;idea rivoluzionaria che avere aperto la breccia.<br \/>\n&#8220;Noi sconsigliamo l&#8217;uso dei social media ma, qualora venga richiesto dalla posizione lavorativa stessa assegnata, i contenuti visualizzati sono filtrati dal nostro centro operativo. In sostanza, tutti gli accessi alla grande rete sono verificati dai nostri tecnici, dal sito delle previsioni del tempo alle mail confidenziali. Eliminiamo automaticamente tutto il rumore.&#8221;<br \/>\n&#8220;Anche i vostri tecnici sono inseriti nel vostro percorso? Sono ex alunni, intendo?&#8221;<br \/>\n&#8220;Si, chiunque lavori qui partecipa al progetto per s\u00e9 stesso.&#8221;<br \/>\n&#8220;Quindi anche lei \u00e8 stato&#8230;selezionato per questo lavoro? La rende felice?&#8221;<br \/>\nAll&#8217;uomo scapp\u00f2 una risata cristallina. &#8220;Le posso assicurare di si. Magari faticher\u00e0 a crederci, ma la mia personalit\u00e0 \u00e8 portata all&#8217;insegnamento e all&#8217;organizzazione. Inoltre, all&#8217;interno del campus, tutti lavorano part-time: il resto della giornata ci serve per i nostri hobby personali e per non sentirci troppo carichi di responsabilit\u00e0 sulle vite altrui. Se fosse venuta nel pomeriggio, avrebbe trovato il rettore Mitch, mio collega.&#8221;<br \/>\nLa maggioranza dei lavoratori sarebbe stata concorde in una soluzione del genere. E per gli stakanovisti probabilmente avevano gi\u00e0 elaborato una cura, pens\u00f2 amaramente Josie.<br \/>\n&#8220;Signora Wilson, sappiamo benissimo che l&#8217;impatto con il nostro istituto \u00e8 forte, soprattutto per chi non ha la stessa motivazione genitoriale, i parenti pi\u00f9 prossimi, come lei che suo malgrado si ritrova coinvolta in questa valutazione. Oltretutto, da giornalista, ci aspettiamo sicuramente pi\u00f9 resistenze da parte sua. Lei \u00e8 abituata a mettere in discussione tutto, a indagare le notizie e le apparenze per cercare la verit\u00e0. La invito a fare altrettanto con noi. Le daremo un pass ospite per potersi muovere all&#8217;interno del campus. Le sar\u00e0 affiancato anche un tutor il quale soddisfer\u00e0 tutte le sue curiosit\u00e0. Potr\u00e0 dialogare anche con i nostri studenti dell&#8217;high school, con l&#8217;intermediazione dello stesso tutor.&#8221;<br \/>\nIl rettore si alz\u00f2 in piedi, aggir\u00f2 la scrivania e le porse una mano per farla alzare.<br \/>\n&#8220;Dia una possibilit\u00e0 ai suoi nipoti. Dia a loro quello che non ha potuto avere lei. Una vita felice, completamente.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Lei \u00e8 davvero distratta!&#8221; la sgrid\u00f2 simpaticamente il giovanotto che l&#8217;accompagnava in visita nell&#8217;istituto.<br \/>\n&#8220;Mi scusi. E&#8217; che ho mille pensieri per la testa&#8230;&#8221; Cerc\u00f2 di sfoderare il suo sorriso migliore alla Marylin, sexy e superficiale in parti uguali. In realt\u00e0 cercava continuamente di restare indietro e cogliere l&#8217;occasione per cambiare corridoio e aprire delle porte a caso, alla ricerca di qualche segreto, anche solo qualche ossicino degli scheletri che pensava fossero nascosti dietro a tutta questa storia.<br \/>\nFinora non aveva per\u00f2 trovato nulla di interessante. Aveva anche contattato un amico del Wall Street Journal per avere un profilo economico della fondazione e sapere cosa se ne diceva nell&#8217;ambiente finanziario, ma le sue origini erano comuni a quelle di tante altre associazioni: un ricco possidente senza prole, convinto delle proprie teorie, aveva donato tutto alla causa. A questo capitale si aggiungevano le iscrizioni annuali degli allievi e successivamente i contributi degli ex studenti che erano tenuti, volontariamente, a versare una percentuale del proprio stipendio.<br \/>\n&#8220;Da questa parte, prego. Questo tunnel vetrato congiunge l&#8217;edificio alla biblioteca. Non \u00e8 ancora molto fornita, ma speriamo di raddoppiare i volumi entro fine anno.&#8221;<br \/>\nSegu\u00ec il suo tutor fino ad un ampio salone, con il soffitto trasparente che inondava lo spazio di luce naturale. Al centro trovavano posto tavoli e sedie per lo studio, divani e poltrone per la lettura e addirittura il bancone di una piccola caffetteria. Tutt&#8217;intorno si aprivano tre piani di scaffalature, molte delle quali ancora vuote. Contrariamente ad altre sedi universitarie che esprimevano rigore e secolarit\u00e0 dell&#8217;istituzione, l\u00ec dentro si respirava un&#8217;aria rilassata, molto pi\u00f9 simile ad una mega libreria di catena.<br \/>\n&#8220;Questa \u00e8 la biblioteca per adolescenti e adulti. I bambini sotto i 14 anni hanno un&#8217;altra collezione di letture consigliate all&#8217;interno dell&#8217;Elementary school. L&#8217;accesso ai libri \u00e8 comunque regolamentato secondo il proprio grado di istruzione, anche rispetto al nostro processo interno: vogliamo evitare che un testo particolarmente complesso generi sofferenza nel lettore.&#8221;<br \/>\nQuest&#8217;ultima frase la lasci\u00f2 perplessa: Josie non conosceva romanzi che non portassero un minimo di angoscia al pari dell&#8217;entusiasmo per un lieto fine. I lettori da sempre cercavano emozioni tra le pagine. E se non c&#8217;erano, quello non era degno di essere chiamato libro.<br \/>\nA quel punto si chiese quali titoli e autori fossero effettivamente ospitati l\u00ec dentro.<br \/>\nUn sospetto, un terribile sospetto prese spazio nella sua mente.<br \/>\n&#8220;Le spiace se faccio un giro e sbircio qualche testo qua e l\u00e0?&#8221;<br \/>\n&#8220;Faccia pure. Quando ha terminato, mi trova nell&#8217;angolo, all&#8217;internet point. La prego solo di non abbandonare l&#8217;edificio senza avvisarmi.&#8221; All&#8217;espressione stupita di Josie, il ragazzo prosegu\u00ec mesto: &#8220;Mi farebbe passare un guaio&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;No, certo, non si preoccupi. Da sola rischierei di perdermi, di nuovo.&#8221;<br \/>\nSi allontan\u00f2 per cercare la sezione della narrativa contemporanea. Trov\u00f2 una nutrita dotazione di romanzi rosa con lieto fine assicurato, una serie di thriller di scrittori che per\u00f2 non conosceva, pochissimi titoli di fantascienza, soprattutto la totale assenza di fantasy e horror. Controll\u00f2 accuratamente ogni corsia, ogni ripiano e ogni dorso, ma non c&#8217;era alcuna traccia del re della paura, Stephen King. Non che fosse il suo genere preferito, per\u00f2 era uno scrittore riconosciuto e non ne comprendeva l&#8217;esclusione. Forse nell&#8217;acquisto dei testi avevano dato precedenza a quelli di studio, lasciando per ultima la cosiddetta letteratura d&#8217;evasione.<br \/>\nPassando al piano superiore, si ritrov\u00f2 davanti ai saggi storici, ordinati per continenti e per epoca. L&#8217;organizzazione seguiva lo schema Dewey, ma la disposizione fisica dei volumi nell&#8217;edificio le sembrava un po&#8217; disordinata. Oppure seguiva un filo logico che in quel momento le sfuggiva. Nel settore della Storia generale dell&#8217;Europa diede una scorsa veloce ai titoli riguardanti la seconda guerra mondiale: rispetto alle altre biblioteche, not\u00f2 una povert\u00e0 assoluta di libri riguardanti il nazismo e l&#8217;Olocausto. Non si aspettava certo di trovare il &#8220;Mein Kampf&#8221; di Adolf Hitler in bella vista, e del resto anche i nativi nordamericani sembravano cancellati dai testi. Solo gloriose terre e ricchezze da conquistare. Evidentemente il resoconto di un genocidio non rientrava nelle letture consigliate per una vita felice.<br \/>\nSuo padre, professore di letteratura, l&#8217;aveva lasciata libera di leggere qualsiasi cosa la incuriosisse. &#8220;Se vuoi controllare le idee di un popolo, devi controllare ci\u00f2 che legge&#8221; diceva sempre. E casa sua era sempre stata piena di libri, di ogni genere e lingua, anche testi censurati o proibiti da governi e religioni che suo padre riusciva comunque a procurarsi. Leggere era prima di tutto un diritto.<br \/>\nSal\u00ec un&#8217;altra scala e raggiunse gli scaffali dei classici della letteratura francese. In mezzo a tanti nomi, scelse &#8220;I miserabili&#8221; di Victor Hugo. Estrasse il libro dalla fila e fu subito colpita dalla copertina la cui grafica recava un bollino di certificazione dell&#8217;istituto: Edizione Waldinger Autorizzata. Lesse brevemente la prefazione dove si spiegava che il testo originale era stato rimaneggiato dal gruppo editoriale della scuola per rientrare nella linea d&#8217;insegnamento. Questo testo poteva essere letto in autonomia e in assoluta sicurezza.<br \/>\nJosie rimase sconcertata a dir poco. Scorse velocemente il romanzo e in effetti la stampa riportava dei corsivi, l&#8217;intervento dei curatori, e note a pi\u00e8 di pagina che spiegavano la tipologia e la motivazione della riscrittura. Il libro era stato tagliato.<br \/>\nCon stizza prese un altro volume a caso, &#8220;Il rosso e il nero&#8221; di Stendhal: uguale bollino, uguale prefazione, corsivi che riempivano le pagine. Avrebbe voluto controllare cosa era stato eliminato, ma il cellulare non aveva campo l\u00ec dentro, come in tutto il complesso, e sicuramente dall&#8217;internet point era inibito l&#8217;accesso ai testi originali in rete. Non ultimo, i libri erano protetti da etichette antitaccheggio e il tutor le aveva gi\u00e0 spiegato che gli esterni in visita non potevano ottenere il prestito. Imprec\u00f2 a bassa voce.<br \/>\nPoi le venne in mente di aver visto una toilette per ogni piano.<br \/>\nCon i libri in mano, torn\u00f2 sui suoi passi ed entr\u00f2 in una di queste. Chiuse bene a chiave. Guard\u00f2 nuovamente i due cartacei.<br \/>\n&#8220;Un sacrilegio, ma a fin di bene&#8230;&#8221;<br \/>\nStrapp\u00f2 le due copertine, le fece in piccoli pezzi e li lanci\u00f2 nel water. Tir\u00f2 lo sciacquone finch\u00e9 tutte le prove scomparvero negli scarichi. Infil\u00f2 i due testi deturpati nella borsa personale. La sua preferenza per i modelli capienti si rivelava particolarmente utile.<br \/>\nUsc\u00ec dal bagno sperando di farla franca.<br \/>\nScendendo nuovamente nell&#8217;atrio principale, incroci\u00f2 una postazione informativa per consultare il catalogo della biblioteca e si ferm\u00f2 per l&#8217;ultima prova: cerc\u00f2 l&#8217;indice alfabetico di tutti i titoli e a sorpresa ne scorse molti marchiati come &#8220;n.a.&#8221;. La legenda a lato spiegava che l&#8217;abbreviazione stava per &#8220;non autorizzato&#8221;, precisamente &#8220;volume non autorizzato alla lettura senza il supporto del proprio responsabile&#8221;. Tra questi, i romanzi di Stephen King.<br \/>\nUn&#8217;altra domanda reclamava infine risposta. Raggiunse il suo tutor ancora seduto di fronte al computer dove le aveva indicato.<br \/>\n&#8220;E&#8217; possibile avere un elenco degli artisti presenti tra i vostri studenti e sostenitori?&#8221;<br \/>\n&#8220;Artisti? Cosa intende?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ci saranno pittori, scultori, scrittori&#8230;cantanti, musicisti&#8230;che sono cresciuti con il vostro sistema, no?&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm, non ne conosco nessuno personalmente. Cio\u00e8, abbiamo persone che si applicano nel tempo libero a queste attivit\u00e0, pittura soprattutto&#8230;So per esempio che il rettore Mitch dipinge con acquerelli e l&#8217;anno scorso ne aveva messo in mostra qualcuno. Ma nessuno che ne abbia fatto la sua professione, se \u00e8 questo che intende. Per\u00f2 dovrei controllare in segreteria, nell&#8217;anagrafe principale.&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh, non si disturbi, era solo una mia curiosit\u00e0&#8221; rispose garbatamente Josie.<br \/>\nConsiderato il piano marketing del Waldinger Institute, qualsiasi personaggio di rilevanza artistica sarebbe stato ben pubblicizzato quale ottimo risultato del loro metodo. Cos\u00ec non era. Un punto a favore per chi sosteneva che l&#8217;arte \u00e8 sofferenza, \u00e8 il sangue del nostro cuore.<br \/>\nQuesto voleva anche dire che difficilmente Alyssa sarebbe diventata una ballerina di danza classica e David non avrebbe viaggiato fin su Marte nella sua astronave dei sogni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Non capisco ancora esattamente cosa mi si chiede. Io firmo il modulo per accettare e poi? Che succede?&#8221;<br \/>\nJosie era nuovamente nello studio del rettore Powell. Dal loro primo colloquio era passato un mese, durante il quale aveva frequentato il campus ogni fine settimana per gli incontri informativi.<br \/>\n&#8220;Quello che noi chiediamo \u00e8 di contribuire allo sviluppo degli alunni, della famiglia stessa. Attorno ai nostri allievi creiamo un cerchio, che noi definiamo cerchio della felicit\u00e0. Tutte le persone del cerchio partecipano attivamente al processo.&#8221;<br \/>\n&#8220;Quindi, sarei seguita dai vostri &#8230;terapisti? Essere presente a riunioni, eventi? Studiare? Superare dei test? Con quale frequenza?&#8221;<br \/>\n&#8220;Organizziamo queste attivit\u00e0 in base alle famiglie e ai progressi dell&#8217;alunno, ma in genere la cadenza \u00e8 settimanale.&#8221;<br \/>\nJosie rimase in silenzio. Quel periodo era stato davvero impegnativo: gestire il lavoro da remoto con problemi di connessione, dover rifiutare appuntamenti e incarichi all&#8217;ultimo minuto che le potevano valere una promozione, passare la maggior parte del tempo in viaggio che alla scrivania si era dimostrato sfiancante e la mezza et\u00e0 iniziava a farsi sentire.<br \/>\nCapendo il suo dilemma, il rettore prosegu\u00ec: &#8220;Dovrebbe avvicinarsi ai suoi nipoti. Anche la lontananza \u00e8 motivo d&#8217;infelicit\u00e0, dato il forte legame che vi unisce. Dovrebbero poterla vedere tutti i giorni. Sempre se decide di rimanere nel cerchio.&#8221;<br \/>\nLo fiss\u00f2 inorridita. &#8220;Dovrei lasciare il mio lavoro?&#8221;<br \/>\n&#8220;O trovarne uno nuovo qui vicino.&#8221;<br \/>\nRicominciare daccapo, proprio adesso, pens\u00f2 Josie.<br \/>\n&#8220;Anzi, noi avremmo bisogno di una figura come la sua nel nostro gruppo editoriale. Come ha visto durante la visita guidata, abbiamo la nostra rivista, il nostro portale internet, la biblioteca e le nostre pubblicazioni.&#8221;<br \/>\nL&#8217;uomo si spost\u00f2 e apr\u00ec un cassetto dallo schedario, consultando alcune cartelline. Ne scelse una e gliela porse. &#8220;Queste sono le skill di cui abbiamo bisogno.&#8221;<br \/>\nLei l&#8217;apr\u00ec e scorse velocemente il contenuto, senza darsi pena di nascondere il suo scetticismo.<br \/>\n&#8220;Se preferisce, pu\u00f2 lavorare solo un paio di giorni alla settimana e il resto del tempo dedicarlo alla scrittura. Sua sorella durante i colloqui conoscitivi ci ha detto che un tempo lei voleva scrivere un libro suo. Potrebbe essere l&#8217;occasione giusta.&#8221;<br \/>\nNon avrebbe mai perdonato sua sorella per quella rivelazione. La scrittura era una sua questione intima, non la doveva riguardare. Eppure per un secondo, il serpente della tentazione trov\u00f2 spazio nella sua mente.<br \/>\n&#8220;In sostanza, mi sta chiedendo di entrare nella comunit\u00e0 con tutte e due le scarpe? Come allieva a mia volta?&#8221;<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 no?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma non sarei troppo&#8230;adulta? Non preferite i bambini, anzi gli infanti?&#8221;<br \/>\n&#8220;E&#8217; vero, perch\u00e9 gli adulti si portano dietro i ricordi. Anche il ricordo del dolore. E per quanto noi facciamo, per loro rimarr\u00e0 la malinconia e il dolore gi\u00e0 provato continuer\u00e0 a ripresentarsi. Possiamo alleviare la sofferenza, ma non toglierla.&#8221;<br \/>\nQuesto le ramment\u00f2 quanto era stato detto durante una delle lezioni esplorative: il metodo Waldinger era contro l&#8217;accanimento terapeutico e a favore del suicidio assistito, sia per evitare il tormento fisico all&#8217;ammalato sia per proteggere il resto della famiglia dallo strazio della perdita, potendo vivere con serenit\u00e0 gli ultimi giorni con il proprio caro. Josie non era per niente sicura che potesse funzionare, ma le statistiche dichiaravano che con questo metodo le persone si ammalavano di meno. La felicit\u00e0 \u00e8 effettivamente un&#8217;ottima medicina.<br \/>\nAncora pi\u00f9 confusa sul da farsi, dopo il colloquio si rec\u00f2 dalla sorella per il pranzo.<br \/>\nRebecca era intenta a cucinare e John preparava la tavola, dando di tanto in tanto un&#8217;occhiata ai bambini che giocano fuori nel prato assolato.<br \/>\n&#8220;Dobbiamo parlare di questa scuola&#8230;io non sono per niente convinta. Non possiamo attendere ancora un anno?&#8221; chiese Josie dando una mano tra le pentole.<br \/>\n&#8220;Un altro anno potrebbe essere troppo&#8230;ce l&#8217;hanno spiegato.&#8221;<br \/>\nJohn entr\u00f2 nella stanza fissando la moglie, in una silente comunicazione coniugale.<br \/>\nRebecca sospir\u00f2 e accarezz\u00f2 Josie ad un braccio. &#8220;Noi&#8230;&#8221;, e continu\u00f2 a fissare il marito, &#8220;abbiamo gi\u00e0 deciso. Vogliamo solo sapere se anche tu parteciperai. Dentro il cerchio.&#8221;<br \/>\nJosie sent\u00ec qualcosa spezzarsi dentro. Guard\u00f2 suo cognato in cerca di supporto.<br \/>\nLui annu\u00ec. &#8220;I miei genitori sono d&#8217;accordo, anche se per loro l&#8217;impegno \u00e8 minore. Non si muovono pi\u00f9, sono seguiti da mio fratello e li vedremo solamente per le festivit\u00e0. Ma abbiamo bisogno di te.&#8221;<br \/>\nJosie ancora attonita si rivolse di nuovo alla sorella: &#8220;Ti sei chiesta cosa ne avrebbe pensato pap\u00e0 di tutto questo?&#8221;<br \/>\nRebecca arross\u00ec. &#8220;Si, ci penso tutte le notti. A volte mi sembra di averlo qui che gironzola per casa, brontolando. Ma quanto abbiamo sofferto io e te a crescere senza una madre? Lei non era felice, e di riflesso non lo siamo state nemmeno noi. E anche pap\u00e0 ne ha sofferto tantissimo, da solo ad allevare due figlie piccole. Forse non \u00e8 la strada giusta, ma sento che dobbiamo tentare.&#8221;<br \/>\nUn silenzio grave cadde fra di loro.<br \/>\n&#8220;Sia issi!!!&#8221; url\u00f2 Alyssa sgambettando allegra per il soggiorno. La seguiva David con in braccio il suo fedele autoarticolato gigante.<br \/>\n&#8220;Ciao bellissima&#8221; Josie si inginocchi\u00f2 e la accolse in un largo abbraccio a cui la bimba si abbandon\u00f2.<br \/>\nDavid abbandon\u00f2 il suo giocattolo e corse sulle spalle della zia.<br \/>\nJosie si cull\u00f2 del loro sorriso, della loro gioia, della loro spontaneit\u00e0. Chiedendosi se avrebbe avuto il coraggio di perdere tutto questo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era l&#8217;ultimo giorno. Doveva assolutamente prendere una decisione. Da un&#8217;ora stava fissando il modulo di accettazione, senza la sua firma, e continuava a giocherellare con la penna tra le dita.<br \/>\nSospir\u00f2 a lungo. Aveva anche provato a stilare le liste dei pro e dei contro di accettare di entrare nel cerchio della felicit\u00e0, come lo chiamavano loro, ma gli elenchi erano diventati interminabili sia in positivo che in negativo. Non l&#8217;avevano aiutata a fare chiarezza.<br \/>\nPens\u00f2 alla vita dei suoi genitori: il Waldinger Institute li avrebbe giudicati incompatibili? Eppure erano stati felici, molto felici all&#8217;inizio del loro matrimonio. Per questo erano nate lei e Rebecca.<br \/>\nRiflett\u00e9 anche su loro due. In fondo capiva la scelta di sua sorella e il suo istinto di protezione verso i figli, un istinto naturale che proteggeva la specie. Ma le faceva paura.<br \/>\nD&#8217;altro canto, cosa aveva avuto lei? Josie non era certo un bell&#8217;esempio di felicit\u00e0 per i suoi nipoti.<br \/>\nSuo marito l&#8217;aveva abbandonata nel momento pi\u00f9 difficile, quando lei scopr\u00ec di avere un cancro all&#8217;utero. Si era chiuso in un silenzio funereo, non le aveva pi\u00f9 rivolto la parola, quasi che lei fosse gi\u00e0 morta. La settimana successiva alla notizia spar\u00ec, lui e tutte le sue cose, mentre lei era in ospedale per la prima chemioterapia.<br \/>\nAl suo posto giunse una lettera dell&#8217;avvocato per l&#8217;istanza di separazione per &#8220;incompatibilit\u00e0 caratteriale e psicologica sopraggiunte&#8221;.<br \/>\nLui non aveva avuto il coraggio di affrontare la verit\u00e0 della malattia. Josie avrebbe potuto combattere per il suo matrimonio in tribunale, ma decise che la battaglia pi\u00f9 importante era quella per la vita. A sostenerla, giorno dopo giorno, c&#8217;erano solo sua sorella, un cognato fantastico e quelle due adorabili pesti sempre pronte a strapparle una risata. A loro doveva tutto.<br \/>\nMa dopo essere stata abbandonata da una madre e poi dall&#8217;amore della sua vita, aveva promesso a s\u00e9 stessa di non lasciare pi\u00f9 in mano d&#8217;altri il suo futuro.<br \/>\nQualsiasi scelta sarebbe stata un comportamento egoistico da parte sua. Se li avesse lasciati entrare nella scuola e fosse rimasta con loro, l&#8217;avrebbe fatto solo per s\u00e9 stessa, per non sottrarsi al loro affetto. Se avesse rinunciato e si fosse distaccata, avrebbero sofferto entrambi, ma lei avrebbe tenuto fede alle sue idee. Se avesse lottato con ogni fibra del suo corpo per non farli partecipare al progetto, avrebbero sofferto comunque tutti, magari anche di pi\u00f9, solo per dimostrare che lei aveva ragione. Ma chi poteva davvero sapere quale fosse la soluzione migliore? La ricerca della felicit\u00e0 era costellata di insidie e rinunce, quasi tutte un salto nel buio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(c) 2017 Barbara Businaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note a pi\u00e8 di pagina<\/em><\/p>\n<p><em>Questo racconto \u00e8 rimasto nel limbo delle idee per mesi, dopo che ho sentito (non ricordo assolutamente dove e da chi) quella citazione in apertura. Ho iniziato a ragionarci su e chiedermi se non ci fosse una scuola dove imparare a star distanti dall&#8217;infelicit\u00e0. Nel mio girovagare nella rete alla ricerca d&#8217;informazioni, mi sono poi imbattuta in questo interessante video TEDx dello psichiatra Robert Waldinger (gi\u00e0, ho preso in prestito il cognome \ud83d\ude09 ) sul pi\u00f9 lungo studio sulla felicit\u00e0: ben 75 anni di ricerca per definire cosa effettivamente renda le persone felici.<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/embed.ted.com\/talks\/lang\/it\/robert_waldinger_what_makes_a_good_life_lessons_from_the_longest_study_on_happiness\" width=\"640\" height=\"360\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Spesso la mancanza di infelicit\u00e0 \u00e8 scambiata per felicit\u00e0.&#8221; Mentre aspettava che la fotocopiatrice terminasse il suo lavoro, Josie pens\u00f2 che quelle scarpe erano state decisamente un acquisto sbagliato. Continuava a spostare il peso da un piede all&#8217;altro per cercare sollievo temporaneo. Le portava solo da qualche ora e le sembrava di trascinare due macigni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6475,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[21],"class_list":["post-6476","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti-poesie","tag-racconti"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.8 (Yoast SEO v26.8) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Formiamo persone felici - webnauta<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Insegniamo ai bambini a prendere la scelta giusta, ci\u00f2 che li render\u00e0 eternamente felici. 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