{"id":574,"date":"2016-02-24T06:00:38","date_gmt":"2016-02-24T05:00:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=574"},"modified":"2018-12-29T22:20:59","modified_gmt":"2018-12-29T21:20:59","slug":"40-regole-per-scrivere-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/40-regole-per-scrivere-bene\/","title":{"rendered":"40 regole per scrivere bene"},"content":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa <span style=\"color: #666699;\"><strong>Umberto Eco<\/strong><\/span> ha lasciato questo mondo di imbecilli (come lui soleva definire in particolare il web).<br \/>\nLeggendo le varie note biografiche che tutti i quotidiani hanno riportato, mi ha stupito scoprire che <span style=\"color: #666699;\"><strong><em>Il nome della rosa<\/em><\/strong><\/span>, il suo romanzo pi\u00f9 conosciuto e tradotto in tutto il mondo (quindici milioni di copie signori!), in realt\u00e0 non fosse tra i suoi prediletti, anzi lo odiava proprio. Perch\u00e8 ovviamente riteneva i libri successivi tecnicamente migliori, ma a volte \u00e8 bene scrivere pi\u00f9 col cuore che col metodo.<\/p>\n<p>Oltre che romanziere, saggista, filosofo, brillante docente universitario, semiologo (studioso dei segni del linguaggio verbale), era anche un ironico editorialista, che sapeva trovare una visione diversa dei fatti della nostra societ\u00e0. Una di queste rubriche era <em><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/bustina-Minerva-Tascabili-Narrativa-ebook\/dp\/B00671HXL0\/ref=as_at?tag=libreriamo-21&amp;linkCode=as2&amp;ie=UTF8&amp;qid=1413295305&amp;sr=8-1&amp;keywords=la +bustina+di+minerva\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La bustina di Minerva<\/a><\/em>), pubblicata dal 1985 sull&#8217;ultima pagina dell\u2019<em>Espresso<\/em> e poi raccolta in vari libri (<em>Diario minimo<\/em>, <em>Il Secondo Diario Minimo<\/em>, <em>La bustina di Minerva<\/em> e <em>Pape Sat\u00e0n aleppe<\/em> di prossima uscita).<\/p>\n<p>In una di queste &#8220;bustine&#8221; aveva scritto le 40 regole per scrivere bene in italiano, dalla grammatica alla struttura, in una stesura beffarda dove ogni singola regola contraddice se stessa. Ma non erano completamente sue.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #666699;\">La lista prima di Eco<\/span><\/h2>\n<p>Questo elenco girava per email, condivido e ricondiviso tra giornalisti e aspiranti scrittori, e probabilmente all&#8217;epoca Google era solo un cucciolo, non certo il segugio straordinario che \u00e8 ora.<br \/>\nL&#8217;originale \u00e8 addirittura del 1979 ed appartiene al giornalista <span style=\"color: #666699;\"><strong>William Safire<\/strong><\/span> del New York Times, che scrisse le sue <a href=\"http:\/\/www.listsofnote.com\/2012\/01\/fumblerules-of-grammar.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;Fumblerules of Grammar&#8221;<\/a> (letteralmente regole perse della grammatica, dove fumble \u00e8 la perdita del pallone nel football\u00a0americano) nella sua rubrica &#8220;On Language&#8221;. Alle prime 36 regole, se ne aggiunsero altre 18 nel suo libro <span style=\"color: #666699;\"><strong>&#8220;Fumblerules: A Lighthearted Guide to Grammar and Good Usage&#8221;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Umberto Eco rivide quel testo, producendone una versione pi\u00f9 comprensibile per la nostra lingua.\u00a0Sebbene per qualcuno siano scontate, io le ripasso sempre volentieri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #666699;\">Le 40 regole per scrivere bene<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><em>Ho trovato in internet una serie di istruzioni su come scrivere bene.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #666699;\"> <em>Le faccio mie, con qualche variazione, perch\u00e9 penso che possano essere utili a molti, specie a coloro che frequentano le scuole di scrittura.<\/em><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #666699;\"><em>1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.<\/em><\/span><\/strong><br \/>\nL&#8217;allitterazione \u00e8 una figura retorica (ndr. accorgimento tecnico del discorso) per cui la ripetizione di una lettera o sillaba in parole successive genera omofonia (suonano simili, seppur diverse). In questo caso, la successione \u00e8 tra &#8220;allit-&#8220;, &#8220;allet-&#8221; e &#8220;alloc-&#8220;. Nella poesia \u00e8 ricercata per finalit\u00e0 stilistiche (la classica rima), nel marketing \u00e8 un ottimo metodo mnemonico (slogan pubblicitari), nella scrittura creativa diventa il male assoluto. Recentemente ho scritto &#8220;&#8230;dalla Moglie Perfetta che sicuramente l\u2019aspetta. Parla in fretta&#8230;&#8221; Purtroppo capita di accorgersene alla decima revisione.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #666699;\"><em>2. Non \u00e8 che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.<\/em><\/span><\/strong><br \/>\nQui il congiuntivo \u00e8 volutamente sbagliato. &#8220;Che lo si usI quando necessario&#8221;, mentre &#8220;si usA&#8221; \u00e8 indicativo presente. Il congiuntivo \u00e8 quella brutta bestia che anche i nostri esimi politici sbagliano di continuo e che la maestra ci faceva iniziare col &#8220;che&#8221;: che io fossi, che tu fossi, che egli fosse.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong><em>3. Evita le frasi fatte: \u00e8 minestra riscaldata.<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nUna rondine non fa primavera. Non ci sono pi\u00f9 le mezze stagioni. Si stava meglio quando si stava peggio. E tutte gli altri modi di dire e locuzioni di uso comune che possono anche passare in un dialogo tra personaggi, ma non sono il massimo della creativit\u00e0 nel resto del testo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong><em>4. Esprimiti siccome ti nutri.<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nO semplicemente &#8220;parla come magni&#8221;. Punto oscuro: intendeva dire di evitare l&#8217;ostentazione di un lessico ricercato che non ci appartiene?<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong><em>5. Non usare sigle commerciali &amp; abbreviazioni etc.<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nA meno ch\u00e9 non siate in ufficio e la vostra sia corrispondenza tecnica. Personalmente evito di usarli anche negli sms telefonici, adesso che non sono pi\u00f9 limitati a 160 caratteri. Non sono pi\u00f9 trendy. Oramai se vuoi essere cool e distinguerti dalla massa, scrivi in Italiano corretto! \ud83d\ude42<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong><em>6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nLe parentesi sono di tre tipi: tonde, quadre e graffe. Le graffe sono ad uso esclusivo delle materie scientifico-tecniche. Le quadre a volte vengono utilizzate in sostituzione delle tonde, a seconda della convenzione stilistica utilizzata. In generale, le parentesi in un testo servono per racchiudere un&#8217;informazione che sta su un piano diverso rispetto al discorso principale: una data storica, la spiegazione di un riferimento, una nota dell&#8217;autore\/redattore (ndr. come ho utilizzato sopra al primo punto). Difficile trovarle in un racconto.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong><em>7. Stai attento a non fare&#8230; indigestione di puntini di sospensione.<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nI punti di sospensione sono sempre e solo 3. Tranne quando siete particolarmente incavolati e sui social vi scappa un rafforzativo del tipo: &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;!!!\u00a0Ma solo l\u00ec potete prendervi questa licenza poetica.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong><em>8. Usa meno virgolette possibili: non \u00e8 \u201cfine\u201d.<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nLe virgolette servono per contraddistinguere un&#8217;espressione all&#8217;interno di una frase, per la sua natura gergale, tecnica, figurativa o ironica, per racchiudere una citazione o il titolo di un altro testo o per incorniciare un discorso diretto di un dialogo. Qui si riferisce al primo utilizzo, quando si vuole evidenziare il particolare utilizzo di una parola.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong><em>9. Non generalizzare mai.<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nNon avremmo nulla di cui scrivere, altrimenti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong><em>10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nE poco sopra ho scritto &#8220;trendy&#8221; e &#8220;cool&#8221;. Diciamo che dipende dal contesto, anche se vanno evitate.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong><em>11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: \u201cOdio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.\u201d<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nLe citazioni sono come le amiche, poche ma buone.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong><em>12. I paragoni sono come le frasi fatte.<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nOvvero la &#8220;minestra riscaldata&#8221; del punto 3.\u00a0La scorsa estate ho letto un romanzo appena uscito dove l&#8217;autrice utilizzava continui paragoni a film classici e piuttosto famosi, da Via col vento a Ufficiale e gentiluomo, per descrivere gli atteggiamenti dei personaggi. Per me il riferimento era immediato, per lei anche troppo facile da scrivere, ma passata la mia generazione, cosa rimarr\u00e0 di quel libro?<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere \u00e8 superfluo (per ridondanza s\u2019intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha gi\u00e0 capito).<\/strong><\/span><br \/>\nSe siamo costretti a ripetere un concetto, \u00e8 perch\u00e9 la nostra comunicazione non \u00e8 adeguata al pubblico che abbiamo di fronte. (Non sono io che non capisco, sei tu che non ti spieghi!)<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>14. Solo gli stronzi usano parole volgari.<\/strong><\/span><br \/>\nE dato che il mondo \u00e8 pieno di stronzi, anche i romanzi lo sono.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>15. Sii sempre pi\u00f9 o meno specifico.<\/strong><\/span><br \/>\nE se non lo siete, vi toccher\u00e0 essere ridondanti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>16. L&#8217;iperbole \u00e8 la pi\u00f9 straordinaria delle tecniche espressive.<\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;iperbole \u00e8 una figura retorica (come l&#8217;allitterazione del punto 1) che consiste nell&#8217;esagerazione della realt\u00e0, per eccesso o per difetto. Ad esempio: &#8220;E&#8217; un secolo che non ti vedo!&#8221;; &#8220;Il prezzo del petrolio \u00e8 salito alle stelle.&#8221;; &#8220;Facciamo quattro passi?&#8221;; &#8220;Mi hai spezzato il cuore!&#8221;\u00a0Rischiamo per\u00f2 di cadere nelle frasi fatte del punto 3.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.<\/strong><\/span><br \/>\nObbedisco!<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.<\/strong><\/span><br \/>\nCredo valga per le metafore quanto detto per i paragoni al punto 12. La metafora \u00e8 una figura retorica dove viene sostituito\u00a0un termine proprio con uno figurato, in seguito a una trasposizione simbolica di immagini. Le parole come &#8220;piume sulle scaglie di un serpente&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>19. Metti, le virgole, al posto giusto.<\/strong><\/span><br \/>\nCapite bene che c&#8217;\u00e8 un&#8217;enorme differenza dal scrivere &#8220;Vado a mangiare, nonna&#8221; a &#8220;Vado a mangiare nonna&#8221;. Salvate la nonna, per carit\u00e0! \ud83d\ude00<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non \u00e8 facile.<\/strong><\/span><br \/>\nAmmetto che l&#8217;uso del punto e virgola non \u00e8 semplice. L&#8217;<a href=\"http:\/\/www.accademiadellacrusca.it\/it\/lingua-italiana\/consulenza-linguistica\/domande-risposte\/punteggiatura)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Accademia della Crusca<\/a>\u00a0spiega: il punto e virgola (punto acuto, punto coma) segnala una pausa intermedia tra il punto e la virgola e il suo uso spesso dipende da una scelta stilistica personale; i due punti (punto addoppiato, doppio, piccolo) avvertono che ci\u00f2 che segue chiarisce, dimostra o illustra quanto \u00e8 stato detto prima.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>21. Se non trovi l\u2019espressione italiana adatta non ricorrere mai all\u2019espressione dialettale: peso el tac\u00f2n del buso.<\/strong><\/span><br \/>\nRingrazio Eco per questa citazione (ma non erano proibite? Punto 11) direttamente dal dialetto veneto. Letteralmente significa: peggio la toppa del buco.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono \u201ccantare\u201d: sono come un cigno che deraglia.<\/strong><\/span><br \/>\nIl cigno canta, il treno deraglia, ma soprattutto \u00e8 l&#8217;asino che raglia (con voce sgraziata). Un&#8217;allitterazione mentale che ci frega.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>23. C\u2019\u00e8 davvero bisogno di domande retoriche?<\/strong><\/span><br \/>\nLa domanda retorica \u00e8 una figura retorica che consiste nel formulare una domanda la cui risposta \u00e8 ovvia, non \u00e8 una vera richiesta di informazione, quanto la richiesta di una conferma che \u00e8 implicita nella domanda stessa.<br \/>\nNella voce del subconscio ci facciamo continuamente domande retoriche, di cui conosciamo, ma non vogliamo ammettere, le risposte. Non sei d&#8217;accordo?<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe \u2014 o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento \u2014 affinch\u00e9 il tuo discorso non contribuisca a quell\u2019inquinamento dell\u2019informazione che \u00e8 certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.<\/strong><\/span><br \/>\nSiate brevi, ma non troppo (punto 17).<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>25. Gli accenti non debbono essere n\u00e8 scorretti n\u00e8 inutili, perch\u00e8 chi lo f\u00e0 sbaglia.<\/strong><\/span><br \/>\nSugli accenti ci sono un po&#8217; (apostrofo, non accento!) da dire. L&#8217;Accademia della Crusca ha preparato un comodo <a href=\"http:\/\/www.accademiadellacrusca.it\/it\/lingua-italiana\/consulenza-linguistica\/domande-risposte\/vademecum-sullaccento-indicarlo-pronunciarlo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vademecum<\/a>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>26. Non si apostrofa un\u2019articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.<\/strong><\/span><br \/>\nQuando si mette l&#8217;apostrofo \u00e8 perch\u00e9 si taglia la A di UNA, ma nel maschile esiste UN senza la O. La lingua italiana \u00e8 un po&#8217; maschilista&#8230;<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!<\/strong><\/span><br \/>\nHa ragione!!!<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.<\/strong><\/span><br \/>\n(No, io non ho niente a che vedere con i barbarismi, giuro!) In inglese, il plurale si ottiene aggiungendo una S finale. Quindi FAN diventa FANS. Ma questa, come altre parole, \u00e8 oramai utilizzata nella lingua corrente italiana senza aggiungervi la S.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.<\/strong><\/span><br \/>\nBaudelaire, Roosevelt e Nietzsche. Se non siete sicuri, cercateli in\u00a0Google che ve li corregge in automatico.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Cos\u00ec faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l\u2019autore del 5 maggio.<\/strong><\/span><br \/>\nIl Cinque Maggio \u00e8 un&#8217;ode scritta da Alessandro Manzoni, appunto il maggior scrittore lombardo del XIX secolo. Le perifrasi sono giri di parole per esprimere meglio un concetto o per evitare di esprimerlo direttamente.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>31. All\u2019inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete cos\u00ec stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).<\/strong><\/span><br \/>\nCaptatio benevolentiae significa catturare la benevolenza o accattivarsi la simpatia.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>32. Cura puntiliosamente l\u2019ortograffia.<\/strong><\/span><br \/>\n(Correttore ortografico automatico. Ssssh, io non ho detto niente.)<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.<\/strong><\/span><br \/>\nLa preterizione \u00e8 un&#8217;altra figura retorica con cui si finge di omettere quanto in realt\u00e0 si sta mettendo in risalto. Sono espressioni tipiche del discorso comune: &#8220;Non ti dico cosa mi \u00e8 successo&#8230;&#8221;; &#8220;Per non parlare di quel che ha detto!&#8221;<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>34. Non andare troppo sovente a capo.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #666699;\"><strong>Almeno, non quando non serve.<\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;andare a capo, ovvero delineare un paragrafo, serve per introdurre un nuovo pensiero, una scena differente, un punto di vista diverso, un dialogo di un altro personaggio. Serve per facilitare la lettura e la comprensione.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.<\/strong><\/span><br \/>\nIl plurale majestatis (letteralmente, plurale di maest\u00e0) si ha quando chi scrive o parla si riferisce a se stesso usando il plurale. E&#8217; utilizzato da sovrani e papi, anche se in disuso ai nostri tempi. Rimane in ambito universitario per atti ufficiali emanati dal Rettore.<\/p>\n<p><em>E qui chiedo venia. Capita che in webnauta io utilizzi il plurale, ma non \u00e8 un plurale majestatis: mi riferisco infatti ai collaboratori che mi danno un aiuto nella conduzione di questo blog-veliero, dal Nostromo in sala macchine, al Primo ufficiale di coperta, dal commissario addetto alla bussola seo al sottufficiale dei social. Un comandante non vale niente senza la sua ciurma.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>36. Non confondere la causa con l\u2019effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.<\/strong><\/span><br \/>\nLa parola PERCHE&#8217; spiega la causa, il motivo di un evento; la parola PERCIO&#8217; spiega la conseguenza, l&#8217;effetto, ci\u00f2 che \u00e8 accaduto dopo l&#8217;evento.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero cos\u00ec, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.<\/strong><\/span><br \/>\nL&#8217;ora \u00e8 tarda e questa mi sfugge&#8230;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #666699;\"><em>38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonch\u00e9 deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva \u2013 ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica \u2013 eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.<\/em><\/span><\/strong><br \/>\nSostanzialmente, non usate parole che il vostro pubblico non pu\u00f2 comprendere. Sembra una ripetizione del punto 4. Ma non dovrebbe esserci ridondanza proprio per il punto 13. Repetita iuvant? (ndr. le cose ripetute aiutano)<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.<\/strong><\/span><br \/>\nNon siate ripetitivi (punto 13) e neppure usate frasi di una sola parola (punto 17).<br \/>\nSoprattutto, non confondete prolisso con prolasso&#8230; \ud83d\ude00<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\"><strong>40. Una frase compiuta deve avere.<\/strong><\/span><br \/>\nUn senso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #666699;\">E la 41esima regola?<\/span><\/h2>\n<p>Secondo me, la 41esima regola \u00e8 nascosta nella stessa modalit\u00e0 in cui ha scritto questo elenco. In ogni punto, ha contraddetto esattamente ci\u00f2 che stava enunciando. Perch\u00e9\u00a0<span style=\"color: #666699;\"><strong>solo chi conosce le regole, pu\u00f2 infrangerle e creare qualcosa di nuovo, e unico.<\/strong><\/span><br \/>\nO forse \u00e8 solo la mia anima pirata che mi fa intravedere un&#8217;altra via?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa Umberto Eco ha lasciato questo mondo di imbecilli (come lui soleva definire in particolare il web). 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