{"id":4490,"date":"2016-12-25T06:00:16","date_gmt":"2016-12-25T05:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=4490"},"modified":"2023-12-29T20:25:49","modified_gmt":"2023-12-29T19:25:49","slug":"la-fabbrica-di-acciottolato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/la-fabbrica-di-acciottolato\/","title":{"rendered":"La fabbrica di acciottolato"},"content":{"rendered":"<p><em>I pensieri sono come le pietre. Lisce, sfaccettate, brillanti, sporche, appuntite, pesanti.<\/em><br \/>\n<em>E le persone senza pensieri sono cos\u00ec leggere da volare via in un attimo.<\/em><br \/>\n<em>Ecco perch\u00e9 Joe lavora in una fabbrica di ciottoli. Lo aiutano a rimanere solido, con i piedi ben saldi, radicati a terra, senza fronzoli.<\/em><br \/>\n<em>Ma un giorno arriva qualcuno che sovvertir\u00e0 il suo ordine, qualcuno che di notte toglie i sassi incastonati di tutte le strade e&#8230; semina margherite.<\/em><br \/>\n<em>Tutta la citt\u00e0 si sveglia ogni mattina invasa da buche improvvise e splendidi mucchi di steli fioriti che distraggono i passanti.<\/em><br \/>\n<em>Le signore, sconcertate da questa novit\u00e0, si ritrovano loro malgrado a gambe all&#8217;aria.<\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 se camminare sui ciottoli con i tacchi \u00e8 difficile, in un prato \u00e8 impossibile.<\/em><br \/>\n<em>Per non parlare delle biciclette! Per evitare di rovinare le piccole aiuole, i ciclisti finiscono rovinosamente a terra addosso agli altri squarci dell&#8217;acciottolato.<\/em><br \/>\n<em>Gli stessi fiori imperituri si affacciano minacciosi all&#8217;entrata della fabbrica, direttamente sotto il suo guardingo cancello.<\/em><br \/>\n<em>Nessun indizio su chi sia il colpevole.<\/em><br \/>\n<em>Se non quell&#8217;impronta sull&#8217;erba fresca del nuovo giardino che ha invaso il vialetto di casa sua.\u00a0<\/em><em>Riuscir\u00e0 Joe a salvare la fabbrica e i suoi pensieri?<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ian MacRury non era molto sveglio gi\u00e0 di suo e non gli faceva granch\u00e9 differenza scendere dal letto all&#8217;alba per raggiungere la panetteria dove lavorava come garzone. Ancora assonnato nonostante il caff\u00e8 fumante, attraversava silenzioso come uno spettro il paese dormiente, avvolto nella nebbia bagnata. Nemmeno il gallo del vecchio Rob Peterson si scomodava al suo passaggio, non avrebbe cantato per almeno un&#8217;altra ora buona. Solo la punta nevosa della montagna lo salutava restituendogli il lieve bagliore dei primi raggi di un altro orizzonte, al di l\u00e0 della valle. Sopra la sua testa le ultime stelle tardive.<br \/>\nEppure quella mattina Ian MacRury si ritrov\u00f2 lungo disteso davanti al sagrato della chiesa e non c&#8217;entrava nulla la sonnolenza. Era sicuro che qualcosa gli avesse legato i piedi. Spaventato dalla brusca caduta, si gir\u00f2 a controllare le scarpe logore e la pubblica via dietro di s\u00e9. Solo ombre e quiete. Ancora sbigottito, si alz\u00f2 con fatica e osserv\u00f2 mesto i calzoni imbrattati di pantano. Pi\u00f9 in l\u00e0 trov\u00f2 la causa del misfatto: mancavano almeno tre ciottoli dal lastricato e doveva essere inciampato nella buca. Di solito le pietre si consumavano o si spaccavano sotto il peso degli anni e del ghiaccio, ed era Joe Moray della fabbrica ad occuparsi personalmente della sostituzione, senza lasciare traccia. Ma qui erano state rimosse di fresco, cosa alquanto curiosa. E ancora pi\u00f9 strano era trovare al loro posto una zolla di terra erbosa, con una candida margherita di montagna che lo guardava imperterrita. Torn\u00f2 comunque alle sue faccende, pensando che lo scherzo di qualche folletto dei boschi sarebbe stato un ottimo argomento all&#8217;ora di pranzo. Seppure nessuno come al solito gli avrebbe dato credito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualche miglio pi\u00f9 in su, proprio Joe Moray usciva di casa per raggiungere la fabbrica di acciottolato, dove prestava servizio da ben vent&#8217;anni, da quand&#8217;era appena un ragazzo imberbe. Aveva avuto bisogno della solidit\u00e0 della pietra quando il padre aveva abbandonato lui e la madre per il Nuovo Mondo. E ancora quando il cuore gli si era frantumato in mille pezzi una mattina di maggio, quella che doveva essere l&#8217;ultima da scapolo. Ora quella stessa fabbrica che gli aveva tenuto insieme i pensieri gli dava qualche preoccupazione. La concorrenza negli ultimi anni era diventata particolarmente agguerrita: ai ciottoli di fiume, naturali e resistenti, venivano preferiti quelli piatti di mare, gi\u00e0 pronti per le pavimentazioni della citt\u00e0, quelli orientali suggestivi per le loro venature cromatiche o i semilavorati del marmo e del granito, lucidi e luminosi. Ogni mese i conti alla fabbrica quadravano con difficolt\u00e0, era lui stesso a controllare i libri mastri insieme al direttore Thomas Campbell. Occorreva un&#8217;idea, e abbastanza in fretta. Tutto il paese bene o male dipendeva da quell&#8217;azienda, allevamento e agricoltura davano appena i mezzi per passare l&#8217;inverno. E non tutti gli anni.<br \/>\nImmerso nelle sue elucubrazioni, Joe non si accorse della donna che stava avanzando nella sua direzione, risalendo dal centro del villaggio. Doveva essere la nuova vicina di casa, che quella stradina serviva solo le loro abitazioni. La signora Frida se n&#8217;era andata al camposanto gi\u00e0 da sei mesi, alla ragguardevole et\u00e0 di ottantaquattro anni. La lapide l&#8217;avevano lavorata gi\u00f9 alla fabbrica, un unico blocco di pietra con le incisioni in ferro battuto. Uno di quei funerali dove c&#8217;era tutto il paese compatto, che la signora Frida era stata la maestra di buona parte di loro. Questa nuova arrivata doveva essere una lontana nipote, giovane vedova, a quel che aveva sentito da Angus Thorburn, l&#8217;unico avvocato del paese, al consueto venerd\u00ec del Whist al pub.<br \/>\nNon l&#8217;aveva ancora conosciuta e se ne stava ben distante, non voleva dare confidenza finch\u00e9 non avesse saputo che tipo era. Che l&#8217;ultima cosa di cui aveva bisogno era una vicina pettegola e impicciona, come la signora Trotter, Dio gliene scampi! La signora Frida non gli aveva mai dato alcun problema, ma \u00e8 pur vero che nella vecchiaia non ne aveva nemmeno avuto la forza.<br \/>\nQuando furono solo a un metro di distanza, l&#8217;ondeggiare di una gonna blu scuro rivel\u00f2 l&#8217;inchino della signora, accompagnato da un soave, seppur timido, &#8220;Buongiorno&#8221;.<br \/>\nJoe salut\u00f2 con un cenno del capo, continuando a fissare i suoi piedi, gli occhi nascosti dalla tesa larga del cappello, e tir\u00f2 dritto gi\u00f9 verso la fabbrica.<br \/>\nNemmeno pochi passi e scorse il suo aiutante, il giovane Callum Brewster, correre a perdifiato su per il pendio verso di lui, gli stivali pi\u00f9 grandi di due taglie che lo ostacolavano nella salita, facendolo sembrare un cervo rosso azzoppato.<br \/>\n&#8220;Joe! Corri!&#8221; Gli arriv\u00f2 davanti ansimante, senza nemmeno pi\u00f9 un fil di voce.<br \/>\n&#8220;Beh, che succede?&#8221;<br \/>\n&#8220;Un&#8230;sortilegio&#8230;i ciottoli&#8230;quasi ogni strada&#8230;pure dalla cappella al crocicchio&#8230;&#8221;<br \/>\nJoe lo scosse per le spalle impaziente.<br \/>\n&#8220;&#8230;qualcuno si sta fregando le pietre in paese!&#8221; url\u00f2 di colpo il ragazzo.<br \/>\n&#8220;E chi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non si sa&#8230;ma il camerlengo dice che \u00e8 colpa nostra! Perch\u00e9 cos\u00ec ci deve pagare le riparazioni&#8230;e dato che alla fabbrica abbiamo bisogno di soldi&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Quell&#8217;uomo ha meno cervello di un formaggio ammuffito! Andiamo!&#8221; Joe prese a scendere a larghe falcate il viottolo, borbottando rumorosamente tra s\u00e9, seguito a fatica dal ragazzotto che continuava a chiedergli di aspettarlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Erano spariti una dozzina di ciottoli, di forma e dimensioni differenti, in altrettanti diversi punti del paese, in maniera del tutto casuale. E nessuno aveva visto o sentito nulla, nemmeno un sibilo o un rimestar di foglie.<br \/>\nLa cosa si ripet\u00e9 anche nei giorni successivi, tra l&#8217;ilarit\u00e0 dei bambini e la preoccupazione degli anziani. Accadeva sempre nell&#8217;oblio notturno: la sera all&#8217;imbrunire le stradine erano state sistemate con nuove pietre e la mattina ci si risvegliava con altrettanti mucchi di steli fioriti sparsi qua e l\u00e0. Sebbene crescesse copiosamente nei boschi adiacenti, quel tenerissimo fiore di montagna non s&#8217;era mai affacciato al centro abitato. Ora sembrava volesse rimarcare il territorio che un tempo lontano era stato esclusivamente suo. Furono rispolverate vecchie leggende e creature magiche, ma nessuno dei rimedi conosciuti sembrava sortire effetto.<br \/>\nNonostante l&#8217;inquietudine che serpeggiava tra gli abitanti, Daisy Primrose aveva lasciato la figlia da sola in casa, profondamente addormentata dopo la febbre e la tosse che le avevano sconvolto il sonno, ed era corsa in paese, per un po&#8217; di latte e pane fresco, consegnare i rammendi e i vestiti nuovi da lei confezionati e prendere, sperava, altrettanto lavoro dalla signora Arbuthnott. La rendita della zia era a malapena sufficiente per loro due e doveva provvedere anche alle medicine per la bambina, anche se il dottor Grierson era sempre molto buono con loro, chiudendo un occhio sul suo compenso. Era molto preoccupata per la figlioletta e questi malanni che la costringevano spesso a letto da quando si erano trasferite. Mindy era gi\u00e0 una bambina fragile, con le sue diversit\u00e0, e la signora Daisy aveva sperato che la montagna le avrebbe giovato. Seppure sorridente come non mai, tossiva spesso e qualche volta le saliva la febbre. Forse un sintomo che lei dopotutto quella notte, quella feroce notte, aveva sentito ogni cosa. Forse aveva capito che suo padre la odiava, che non l&#8217;aveva mai voluta davvero e che l&#8217;aveva considerata una maledizione del cielo. La signora Daisy aveva fatto il possibile per nasconderle quest&#8217;infelicit\u00e0 ma quella sera lui aveva urlato il suo odio per tutta la casa. E in fondo da quella stessa notte, quando suo marito uscito ubriaco era morto in un incidente, loro due avevano cominciato a vivere davvero, libere. Nessuno lo sapeva, e lei certamente avrebbe portato il segreto nella tomba per amore di Mindy. Sperava solo che lei dimenticasse.<br \/>\nLa signora Clementine la stava servendo nel suo negozietto di alimentari.<br \/>\n&#8220;Allora signora Primrose come vi trovate nella nuova casa?&#8221;<br \/>\n&#8220;Molto bene grazie. Qui c&#8217;\u00e8 molta meno confusione che in citt\u00e0 e Mindy sembra pi\u00f9 serena.&#8221;<br \/>\nLa loro attenzione fu distratta dalla scena oltre la vetrina, nel vialetto: l&#8217;ennesimo litigio tra Joe Moray, con gli altri della fabbrica a rappezzare le buche, e il camerlengo che non aveva alcuna intenzione di pagare questo sopruso ai danni dell&#8217;amministrazione del villaggio.<br \/>\nDaisy doveva aver tradito i suoi pensieri con l&#8217;espressione del viso, perch\u00e9 la signora Clementine si sent\u00ec in obbligo di tranquillizzarla. &#8220;Non si preoccupi per il suo vicino, Joe non le dar\u00e0 problemi.&#8221;<br \/>\n&#8220;Sembra un uomo solo. E burbero. Deve avere un caratteraccio. Non mi saluta mai, quando esco di casa e lo incrocio per la via.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ha il cuore spezzato.&#8221;<br \/>\nRimase sorpresa. Sembrava non averlo nemmeno, un cuore.<br \/>\n&#8220;Gli hanno tolto l&#8217;amore della sua vita. Vent&#8217;anni fa ormai. Una tragedia. Lei stava tornando a casa in bicicletta verso la collina, era un periodo di piogge continue&#8230;e una frana la travolse e la trascin\u00f2 a valle. Dovevano sposarsi il giorno dopo. Era tutto pronto.&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh mio dio&#8230;&#8221; mormor\u00f2 Daisy.<br \/>\n&#8220;Se li avesse visti insieme. Non credo di aver mai visto nessuno guardarsi come si guardavano loro. Erano gi\u00e0 una cosa sola&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma era giovane&#8230;perch\u00e9 non si \u00e8 pi\u00f9 risposato?&#8221;<br \/>\n&#8220;Credo stia solo aspettando il giorno in cui voler\u00e0 in paradiso con lei&#8230;Se non ci fossero Padre Bentley e la fabbrica a tenerlo qui, probabilmente si sarebbe gi\u00e0 ammazzato.&#8221;<br \/>\nDaisy si sent\u00ec a disagio ad averlo giudicato senza nemmeno conoscerlo.<br \/>\nLa campanella della porta tintinn\u00f2 furiosamente e una donna corpulenta entr\u00f2 in negozio sbattendo i piedi per togliersi la terra dalle scarpe, inzozzando il pavimento appena pulito.<br \/>\n&#8220;E&#8217; uno sfacelo, \u00e8 uno sfacelo! Una vergogna!&#8221;<br \/>\n&#8220;Signora Bannerman, posso esserle utile?&#8221;<br \/>\n&#8220;Mia cara, la ringrazio, ma purtroppo no. A meno che lei non sappia come fermare questa stupidaggine assurda dei ciottoli che spariscono&#8230;stavo parlando con la signora Trotter, che mi stava raccontando di&#8230;oh, beh, non \u00e8 importante&#8230;ma mi sono distratta e sono finita con lo stivaletto dritta dritta nel fango dell&#8217;ennesima buca! Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 davvero!&#8221;<br \/>\n&#8220;Mi spiace molto.&#8221;<br \/>\n&#8220;Eh, ma mi \u00e8 pure andata bene sapete! Ieri prima del desinare Hollie Moffat \u00e8 scivolata a gambe all&#8217;aria fuori dalla chiesa, dov&#8217;era andata per la confessione&#8230;si potrebbe dire un chiaro segno d&#8217;indulgenza dei suoi peccati&#8230;beh, quantunque, ci si sono messi in due per risollevarla da terra! Con lei che starnazzava come un&#8217;oca impazzita!&#8221;<br \/>\nNon lasci\u00f2 a nessuna delle presenti un attimo per replicare.<br \/>\n&#8220;Ah, ma se lo trovano quel delinquente&#8230;mi voglio occupare io stessa della punizione. E-sem-pla-re!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ho sentito che anche il vecchio Nesbitt \u00e8 caduto dalla bicicletta e si \u00e8 rotto tre costole per colpa di una grossa buca dove gli si \u00e8 incastrata la ruota davanti. Il dottore lo costringer\u00e0 all&#8217;immobilit\u00e0 per almeno quindici giorni.&#8221;<br \/>\n&#8220;Beh mia cara, bisogna vedere se a portare la bicicletta era lui&#8230;o l&#8217;ultimo barile di whisky del Cluthvaults Pub!&#8221;<br \/>\nRidacchiarono tutte sommessamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 anche la prima neve e quella strana luce azzurrina, diffusa dal candore del manto bianco ben oltre il tramonto, che nella vallata giungeva con largo anticipo. Mentre sfornava una torta di mele fumante e dorata al punto giusto, ricetta della sua cara madre che la preferiva ai classici muffins di pane e biscotti avanzati, Joe Moray si chiedeva se le abbondanti nevicate di dicembre avrebbero fermato il ladro di ciottoli. Poggi\u00f2 con cura la tortiera sul tavolo sotto la finestra della cucina, per lasciarla raffreddare prima di togliere il dolce.<br \/>\nFissava assorto il lento fioccare fuori dal vetro, quando i suoi pensieri vennero distratti da un movimento brusco nel campo visivo. Dalla finestra del cottage a fianco, una bambina bionda lo salutava tutta entusiasta. Li per l\u00ec rimase un po&#8217; interdetto. Era sicuramente la figlia della signora Primrose, costretta a giocare in casa visto il maltempo.<br \/>\nAvendo inteso che lui si era accorto di lei, la bambina continuava a saltellare e agitare tutte e due le mani nella sua direzione.<br \/>\nSuo malgrado, Joe non riusc\u00ec a rimanere insensibile a quel sorridente faccino e sentendosi sciogliere il petto, alz\u00f2 una mano per restituire il gesto. Dall&#8217;altra parte la bimbetta fece un enorme salto di gioia e spar\u00ec all&#8217;improvviso dietro le tende. Ritorn\u00f2 qualche istante dopo per mostrargli la sua bambola di pezza, che abbracciava stretta stretta.<br \/>\nJoe non aveva nulla di simile da mostrare, solo qualche ciottolo di varia misura che teneva sul davanzale per farlo brillare al sole. E per lei costru\u00ec quello che un tempo fu il gioco preferito della sua Elizabeth, un pupazzo di ciottoli, dal pi\u00f9 grande al pi\u00f9 piccolo, un cappello di carta in testa, gli occhi disegnati con la fuliggine del camino.<br \/>\nA quella visione, la bambina salt\u00f2 ancora pi\u00f9 freneticamente e batt\u00e9 le mani in aria per complimentarsi del lavoro.<br \/>\nQualcuno per\u00f2 venne a portarla via dalla finestra, probabilmente la madre pensando recasse disturbo al vicino.<br \/>\nMentre lui decideva di lasciare cos\u00ec intatte le pietre, bussarono alla porta.<br \/>\n&#8220;Buongiorno Joe!&#8221; Il curato sbatacchi\u00f2 il cappello per togliere la neve che aveva accumulato.<br \/>\n&#8220;Padre Bentley, prego.&#8221; Non aveva nemmeno bisogno di chiedere, era sicuramente di ritorno dalla visita ai malati, e come sempre si fermava per chiacchierare con lui. Probabilmente per tenerlo d&#8217;occhio, dato che la solitudine \u00e8 la pi\u00f9 temibile delle malattie.<br \/>\n&#8220;Una tazza di t\u00e8? Appena fatto. Anche la torta.&#8221;<br \/>\n&#8220;Si, il profumo si sente fino in strada&#8230;D\u00ec la verit\u00e0 che mi stavi aspettando!&#8221; Il prete si tolse il pesante mantello e lo sistem\u00f2 ad asciugare su una sedia vicino alla stufa.<br \/>\n&#8220;E&#8217; venuto a confessarmi, no?&#8221;<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9? Hai qualcosa da dirmi?&#8221;<br \/>\n&#8220;No.&#8221;<br \/>\n&#8220;Appunto&#8230;&#8221;<br \/>\nSi concessero qualche minuto di silenzio, dopo il primo sorso dell&#8217;Earl Grey importato dalla Cina, rigorosamente senza latte come piaceva ad entrambi. Nella stanza solo lo scoppiettio del ceppo che veniva assalito dalle fiamme.<br \/>\n&#8220;Hai conosciuto la tua nuova vicina?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ci siamo salutati per la via.&#8221; Il che era pi\u00f9 che sufficiente, pens\u00f2.<br \/>\n&#8220;Hai visto anche la sua graziosa figlia?&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhmmph.&#8221;<br \/>\n&#8220;Bene. Volevo chiederti di vegliare su di loro, Joe.&#8221;<br \/>\nSi ferm\u00f2 con la tazza a mezz&#8217;aria a guardare Padre Bentley.<br \/>\n&#8220;Arrivano da&#8230;una triste tragedia.&#8221; Il curato spost\u00f2 lo sguardo altrove, sapeva di essere in un campo minato, in quel momento. Ma al diavolo! Ci vuole anche qualche scossa, perch\u00e9 le pecorelle smarrite ritrovino l&#8217;ovile!<br \/>\nDall&#8217;altra parte arriv\u00f2 solo un grugnito veloce, mentre tagliava la prima fetta di torta. Padre Bentley decise di inoltrarsi pi\u00f9 in l\u00e0.<br \/>\n&#8220;E un uomo non dovrebbe vivere tutta la sua vita da solo.&#8221; Trattenne il respiro in attesa.<br \/>\nJoe alz\u00f2 nuovamente lo sguardo. Un sopracciglio inarcato esprimeva la sua disapprovazione.<br \/>\n&#8220;Oh, io non faccio testo&#8221; riprese il prete. &#8220;Io sono sposato con Dio e lui non mi lascia mai solo!&#8221;<br \/>\n&#8220;Beh, chiedetegli di venire a fare compagnia anche a me, ogni tanto, se non vi dispiace. Gli aprir\u00f2 la porta come la apro a voi.&#8221;<br \/>\n&#8220;E allora perch\u00e9 non aprirla alla signora Primrose, la porta?&#8221;<br \/>\nJoe si mosse all&#8217;indietro sulla sedia per vedere l&#8217;ingresso del cottage. Poi con un sorriso rispose: &#8220;Non c&#8217;\u00e8 nessuno fuori dalla porta Padre.&#8221;<br \/>\nEra un osso duro, questo il prete lo sapeva. Lasci\u00f2 andare la battaglia, ma stavolta la guerra sarebbe stata lunga.<br \/>\n&#8220;Passami quella torta va, \u00e8 da stamattina che non mangio niente!&#8221;<br \/>\nTra un morso e l&#8217;altro, gli raccont\u00f2 delle notizie raccolte dalle visite della giornata, alle case pi\u00f9 lontane del villaggio. Ovviamente tutti erano a conoscenza degli ultimi straordinari fatti.<br \/>\n&#8220;Joe, ma che ne pensi tu&#8230;davvero&#8230;di tutta questa confusione dei ciottoli che spariscono?&#8221;<br \/>\nL&#8217;uomo si pass\u00f2 una mano sul viso e poi sbuff\u00f2.<br \/>\n&#8220;Accidenti, non lo so proprio! Uno scherzo di qualche ragazzo? Sono tutti sorvegliati. Qualcuno che viene da fuori? I Duncan controllano il lato ovest e i Forsyth quello est. Nessuno di loro ha visto stranieri gironzolare nei dintorni. Per quanto sembri stupido, comincio davvero a pensare che si tratti di un folletto dei boschi!&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E le pietre continuavano a sparire, ad una velocit\u00e0 quasi impressionante. In un mese oramai, erano stati tolti metri e metri cubi di pietre. Una tale montagna di ciottoli si sarebbe ben dovuta vedere spuntare da qualche parte. E invece niente.<br \/>\nFurono organizzate anche delle spedizioni nei boschi, ma le intemperie rendevano inaccessibili alcuni luoghi e si sarebbe comunque dovuta aspettare la primavera per passare a tappeto tutta la valle e le alture che la proteggevano.<br \/>\nIntanto Joe Moray e il camerlengo erano scesi a patti: la manutenzione alle strade era gratuita, ma la fabbrica si sarebbe tenuta le pietre rubate, qualora fossero state recuperate. Non proprio un grande affare. Peggio della mancanza di lavoro c&#8217;era solo il lavoro non retribuito.<br \/>\nStava tornando verso casa agli ultimi raggi del sole quando sent\u00ec in distanza un certo trambusto e delle voci concitate.<br \/>\nCercavano qualcuno urlando il suo nome. &#8220;Mindy! Mindy!!&#8221; gridavano a squarciagola in tutte le direzioni.<br \/>\n&#8220;Che \u00e8 successo?&#8221; chiese arrivando trafelato.<br \/>\n&#8220;La bambina \u00e8 scomparsa&#8230;&#8221; gli rispose la signora Clementine, che si trovava l\u00ec accompagnata dal suo ragazzo pi\u00f9 grande.<br \/>\n&#8220;Mia figlia&#8230;sa qualcosa di mia figlia?&#8221; La signora Primrose lo guard\u00f2 sconvolta e tremante.<br \/>\nJoe la guard\u00f2 in viso per la prima volta e il respiro gli si ferm\u00f2 di colpo. I suoi occhi&#8230;gli stessi occhi della sua Elizabeth! Lo stesso colore del lapislazzulo al sole, dell&#8217;acqua ghiacciata al disgelo della primavera, del cielo sgombro nelle mattine di maggio.<br \/>\n&#8220;Signor Moray&#8230;mia figlia?&#8221; gli chiese nuovamente non capendo il suo shock.<br \/>\nRitornando al presente, lui scosse la testa silenzioso.<br \/>\n&#8220;Mindy! Mindy!! Vieni a casa!&#8221; riprese a chiamare la donna verso il bosco e in direzione del fiume. Ma non ottenne alcuna risposta. Si accasci\u00f2 a terra e scoppi\u00f2 in un pianto disperato.<br \/>\n&#8220;Signora Primrose, cosa \u00e8 successo?&#8221;<br \/>\n&#8220;Io&#8230;non lo so. Mi sono appisolata senza accorgermene&#8230; Non so da quanto tempo \u00e8 sparita&#8230; Sono corsa gi\u00f9 in paese, ma non l&#8217;hanno vista. E se qualcuno se l&#8217;\u00e8 presa? Oddio&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Si calmi, non ci sono sconosciuti in giro da queste parti.&#8221; Si gir\u00f2 poi verso gli altri due: &#8220;Signora Clementine, vada ad avvisare Padre Bentley, ci penser\u00e0 lui a organizzare gli uomini. La cercheremo con le torce finch\u00e8 sar\u00e0 necessario.&#8221;<br \/>\nLa donna annu\u00ec e spar\u00ec velocemente lungo la discesa al braccio del suo figliolo.<br \/>\nNel giro di poco tempo venne allertato tutto il paese. Si stava facendo scuro, la temperatura scendeva drasticamente la sera e anche se Mindy aveva avuto l&#8217;accortezza di portarsi il cappottino, non era comunque vestita a sufficienza per passare la nottata all&#8217;addiaccio.<br \/>\nJoe rimase l\u00ec al cottage a tener compagnia alla signora Primrose, sempre pi\u00f9 angosciata al muoversi delle lancette dell&#8217;orologio che fissava con ostinazione. Ogni tanto lui usciva per un giro attorno alla casa, chiamando nuovamente a gran voce il nome della bambina, o per parlare con i garzoni che riportavano i risultati delle perlustrazioni nelle zone circostanti, tutte infruttuose.<br \/>\nAnche la speranza di Joe stava per vacillare. Le probabilit\u00e0 di ritrovarla viva dopo la notte erano pochissime, quasi nulle. Non era cresciuta al villaggio, proveniva dalla citt\u00e0 e non era stata istruita su come sopravvivere al bosco. Fuori al freddo a guardare le prime stelle, Joe cercava le parole da dire alla madre. Quando un leggero movimento tra le fronde pi\u00f9 basse lo fa sobbalzare. Rimane in attesa con la torcia ardente avanti a s\u00e9. Non era raro imbattersi in lupi o cervi nell&#8217;oscurit\u00e0 e non era mai un incontro felice. I cespugli continuarono a muoversi.<br \/>\n&#8220;Chi va l\u00e0?&#8221; grid\u00f2 a pieni polmoni.<br \/>\nVestita solo del suo abitino azzurro, il cappottino perduto chiss\u00e0 dove, Mindy avanz\u00f2 sorridente dal bosco, incespicando nelle sue babbucce da casa. Teneva le braccia davanti a s\u00e9, con le mani a coppa chiuse attorno a un piccolo fiore candido.<br \/>\n&#8220;Pata!&#8221; disse entusiasta.<br \/>\nLa porta del cottage si apr\u00ec di colpo e la signora Primrose corse ad abbracciarla. &#8220;Oh Mindy, Mindy!!&#8221;<br \/>\n&#8220;Pata! Pata!&#8221; ripeteva la bambina.<br \/>\n&#8220;Non lo fare pi\u00f9! Hai capito?&#8221; la guard\u00f2 dritta negli occhi.<br \/>\n&#8220;Pi\u00f9&#8230;No, pi\u00f9&#8221; scosse la testa imitando la mamma. &#8220;Pata?&#8221; e le porse il bianco stelo.<br \/>\n&#8220;Si. Pata. Andiamo in casa ora.&#8221;<br \/>\nRifocillata di cibo caldo e ben infagottata, Mindy dormiva serena nel sof\u00e0 davanti al camino acceso per l&#8217;occasione, visto che i suoi piedini avevano rischiato il congelamento e le era tornata la tosse.<br \/>\nIl signor Joe aveva accettato una tazza di te solo perch\u00e9 voleva accertarsi che avrebbero dormito serene entrambi. Seduti nelle poltrone osservavano il sonno quieto della bambina.<br \/>\n&#8220;Non so proprio come fare con lei. Appena mi giro, mi scappa. Speravo che qui si calmasse un po&#8217;, ma niente. Il problema \u00e8 che devo comunque andare gi\u00f9 in paese almeno una volta al giorno, per le consegne alla signora Arbuthnott.&#8221;<br \/>\n&#8220;Beh&#8230;io&#8230;se volete&#8230;potrei darvi una mano&#8221; avanz\u00f2 cauto Joe. &#8220;Tanto pi\u00f9 che ora ho maggior tempo libero da impegnare, fuori dalla fabbrica. Forse tra un mese verr\u00e0 anche chiusa&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Mi spiace molto, davvero. E sarei ben lieta di accettare il suo aiuto. Ma io non posso pagarla&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Non si preoccupi, ho di che vivere ugualmente. Per me basta poco e sar\u00f2 ben felice di dare una mano.&#8221; Sperava che l&#8217;emozione che sentiva salire sulle guance fosse ben nascosta dietro il rossore dovuto alla temperatura rigida sopportata per tutta la sera fuori all&#8217;aperto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Del furto di ciottoli se ne cominci\u00f2 a parlare in tutto il distretto, gi\u00f9 fino alla costa. Ovviamente la storia si era ingigantita per ogni miglio di distanza che aveva percorso, arrivando addirittura a comprendere la sparizione dell&#8217;intero campanile di pietra del villaggio, che ignaro continuava a svettare nel cielo tutte le mattine. Aumentava il numero anche di coloro che giuravano di averlo visto il fantasma che toglie i ciottoli: chi un angelo tutto bianco alla luce della luna, un piccolo cherubino che le pietre se le portava via con leggerezza tra le nuvole, lasciando la margherita come segno del suo passaggio; chi una bestia feroce che azzannava i sassi dalla strada, depositando al loro posto fiori avvelenati che recava incastonati tra le zanne, e poi svaniva nel buio dei boschi.<br \/>\nE come la notizia anche la malefatta si diffuse: negli altri villaggi iniziarono a scomparire pietre in egual modo, ma Joe era sicuro che non fosse la stessa cosa, solo una monelleria temporanea. Proprio ora che l\u00ec in paese erano diminuite drasticamente le buche nuove da riparare ogni mattina. Forse per Natale sarebbe terminato questo curioso affare.<br \/>\nMa quel giorno, uscendo di casa per recarsi in fabbrica, not\u00f2 una strana impronta in giardino.<br \/>\nA met\u00e0 del viottolo verso il cancelletto d&#8217;uscita la neve fresca della notte rivelava la zampa di un orsetto.<br \/>\nL&#8217;osserv\u00f2 pi\u00f9 da vicino: doveva essere pi\u00f9 leggero di un cucciolo d&#8217;orso e la traccia in realt\u00e0 non gli ricordava nulla, era un miscuglio tra le unghie di una martora e la lunghezza del plantare di un ermellino, rarissimi in quella zona. Non corrispondeva a nessun animale conosciuto. Non era certo un credulone sciocco, ma avrebbe davvero potuto essere il piede di un folletto dei boschi, perbacco!<br \/>\nOltretutto l&#8217;insolita orma era seguita a poca distanza da un altro indizio, un segno di trascinamento sulla neve, come se qualcosa avesse tirato dietro di s\u00e8 una fronda. Si guard\u00f2 attorno e vide con assoluto stupore che erano comparsi dei ciottoli nuovi! Cinque pietre di diversa dimensione lasciate nell&#8217;angolo, a sorvegliare un mucchietto di steli fioriti di fresco travaso. Davvero qualcuno si stava prendendo gioco di lui. Decise per\u00f2 di tenere la novit\u00e0 per s\u00e8.<br \/>\nGi\u00f9 alla fabbrica pass\u00f2 la giornata a dare pacche sulle spalle ai propri colleghi. Oramai ci si avviava alla chiusura definitiva, che le banche non concedevano altro credito e non erano giunti nuovi ordini dalle citt\u00e0. Sarebbe stato un Natale molto triste per tutti loro.<br \/>\nTornando a casa sent\u00ec all&#8217;improvviso tutto il peso degli anni accumulati e un&#8217;enorme stanchezza. Per fortuna i suoi pomeriggi erano riempiti dai sorrisi e dalle coccole della bambina. Mindy aveva un modo tutto suo di comunicare, ma con Joe s&#8217;intendevano benissimo. Poche parole, e solo quelle che servivano.<br \/>\n&#8220;Buon pomeriggio, signor Joe.&#8221;<br \/>\n&#8220;Signora Daisy&#8221; la salut\u00f2 entrando in casa.<br \/>\n&#8220;Vi ho lasciato del te appena fatto e del latte caldo per Mindy. In forno ci sono degli scones, ancora qualche minuto e sono pronti. Io vado e cerco di tornare presto.&#8221; Cos\u00ec dicendo, prese il mantello dall&#8217;appendino, lo indoss\u00f2 calandosi in testa il cappuccio e spar\u00ec nel tramonto.<br \/>\nMindy si alz\u00f2 dal tappeto dove stava colorando la carta che la mamma le aveva regalato e corse ad abbracciare la gamba destra di Joe. &#8220;Mindy va. Vieni?&#8221; gli chiese.<br \/>\n&#8220;Certo! Dove andiamo?&#8221;<br \/>\n&#8220;Da pata! Sorpresa!&#8221; E si mise a battere le manine e saltare entusiasta.<br \/>\n&#8220;Una sorpresa per me? Prima per\u00f2 facciamo merenda, no?&#8221; Si spost\u00f2 in cucina, dove afferr\u00f2 due tazze per loro due.<br \/>\nMa la bambina si era infilata il cappottino ed era corsa fuori, lasciando la porta aperta.<br \/>\n&#8220;Mindy&#8230;ehi, torna qui! Accidenti&#8230;&#8221; Joe la insegu\u00ec, ma era piuttosto veloce, una piccola trottola impazzita che scivolava veloce sulla neve, il cappottino lungo che strusciava dietro di lei. L&#8217;effetto sulla distesa bianca gli ricordava la traccia della mattina. Possibile che&#8230;<br \/>\n&#8220;Mindy, torna in casa, fa freddo!&#8221;<br \/>\n&#8220;Pata!&#8221; gli grid\u00f2 lei di rimando.<br \/>\nIn un attimo si ritrov\u00f2 nel folto del bosco. Gli stava scappando, un&#8217;altra volta. Sua madre sarebbe impazzita se la perdeva.<br \/>\nLa seguiva a ruota e cercava di afferrarla ma lei passava sotto ai cespugli, quant&#8217;era piccolina, mentre lui doveva aggirarli. Finch\u00e9 sbucarono in una radura, all&#8217;altro fianco della montagna. Mindy si ferm\u00f2.<br \/>\nQuando Joe la raggiunse, la rimprover\u00f2 severamente. &#8220;Mindy, non lo fare pi\u00f9!! Se vuoi uscire, me lo chiedi, capito?&#8221; Ma in effetti, lei glielo aveva davvero chiesto!<br \/>\nDal canto suo la bambina sorrideva felice e gli indicava con la manina di guardare dietro di s\u00e8.<br \/>\nQuasi non fece un colpo quando la vide.<br \/>\nAl riparo di un pino basso, al limitare della radura, c&#8217;era una minuscola casetta di ciottoli! I pi\u00f9 grossi stavano alla base, poi via via erano ammassati i pi\u00f9 piccoli per innalzare le pareti. Era stato lasciato un buco per entrare, sorretto da una vecchia asse, e al fianco una minuscola finestrella. Il tetto era raccapezzato con legnetti, fronde, qualche legno vecchio e altri ciottoletti. Era in tutto e per tutto la casa di un folletto dei boschi, senza dubbio.<br \/>\nEsterrefatto, Joe guard\u00f2 Mindy cercando nei suoi occhi la spiegazione.<br \/>\nGli rispose con un sorriso. &#8220;Pata!&#8221; e sollev\u00f2 uno di quei fiori che avevano seminato discordia in paese per tutto questo tempo.<br \/>\n&#8220;L&#8217;hai fatta tu?&#8221; le chiese inginocchiandosi di fronte a lei.<br \/>\nLa bambina annu\u00ec. E in effetti, erano giorni che la osservava creare meraviglie con i suoi cubotti di legno colorati e i ciottoli luccicanti che le portava dalla fabbrica.<br \/>\nMindy gli salt\u00f2 al collo, gli diede un bacino sulla guancia e poi scapp\u00f2 all&#8217;interno della casetta, per sgusciare fuori con la testa dalla finestrella e poggiare la &#8220;Pata&#8221; sul davanzale di ciottoli.<br \/>\nPoi torn\u00f2 da lui e si lasci\u00f2 prendere in braccio. Era tutta gelata dal freddo.<br \/>\n&#8220;E&#8217; meravigliosa, Mindy. Per\u00f2 non diremo niente, ok? Rimarr\u00e0 un segreto. Diremo che abbiamo trovato la casetta dell&#8217;elfo, sei d&#8217;accordo?&#8221;<br \/>\n&#8220;Sss\u00ec&#8221;<br \/>\nSe anche avessero detto la verit\u00e0, non gli avrebbe creduto proprio nessuno. Nemmeno quello strampalato di Ian MacRury, che era quello che le sparava pi\u00f9 grosse in paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando vide la casetta, la signora Primrose cap\u00ec. A Mindy erano sempre piaciute le costruzioni con i cubetti di legno che le aveva regalato la nonna. Il padre in un impeto d&#8217;ira li bruci\u00f2 nel caminetto e la figlia si era arrangiata a sostituirli con tutto quello che trovava in giro, finch\u00e8 Joe non gliene aveva regalati di nuovi qualche settimana prima.<br \/>\nComprese anche perch\u00e9 aveva disseminato il giardino di piccole buche attorno alla nuova casa, anche se tutte le volte che Mindy era arrivata con una piantina fiorita tra le mani, lei gliela aveva buttata via ed era corsa a lavargliele sul catino.<br \/>\nTutto fu chiaro all&#8217;istante, ma non disse niente. E negli occhi di Joe Moray lesse che anche lui avrebbe mantenuto il silenzio in merito. Era meglio cos\u00ec, per la piccola.<br \/>\nQuella stessa notte il furto dei ciottoli termin\u00f2. Quelli che Joe aveva ritrovato nel suo giardino Mindy li aveva a suo modo restituiti.<br \/>\nIl giorno seguente ci fu un risveglio animato in paese. La voce della casetta di ciottoli corse a gran velocit\u00e0 e tutti si recarono sul luogo a curiosare. Il camerlengo voleva far valere i diritti dell&#8217;amministrazione sul terreno, ma il direttore Thomas Campbell gli ricord\u00f2 il patto stipulato e firmato, secondo cui le pietre ritrovate erano di propriet\u00e0 della fabbrica. E quella era proprio l&#8217;idea che Joe stava aspettando, l&#8217;idea che avrebbe dato nuova vita.<br \/>\nSeguendo il modello di Mindy, ne avrebbero costruite delle altre per formare il villaggio dei folletti dei boschi, un&#8217;ottima attrazione per i turisti della prossima estate. Ma avrebbero anche potuto vendere in esclusiva le singole casette come elemento decorativo. Il vecchio Cochrane del Cluthvaults Pub aveva contattato un amico giornalista della citt\u00e0, che sarebbe arrivato da l\u00ec a una settimana per scriverci un articolo. Non erano mai finiti su un giornale!<br \/>\nAngus Thorburn, l&#8217;unico avvocato del paese, avrebbe registrato il brevetto e part\u00ec a cavallo verso la citt\u00e0 per consegnare la documentazione necessaria.<br \/>\nFu organizzata anche una piccola inaugurazione della casetta, dopo che i boscaioli ebbero tracciato un sentiero battuto per raggiungere la radura dove si trovava. Padre Bentley diede la sua benedizione e tenne un discorso. Al termine le donne distribuirono pudding, te caldo e whisky ai presenti.<br \/>\nMindy allora porse una manina alla mamma e indic\u00f2 Joe con l&#8217;altra. La signora Primrose intu\u00ec cosa voleva.<br \/>\n&#8220;Signor Joe? Mindy vorrebbe&#8230;io&#8230;vorrei &#8220;, e arross\u00ec leggermente nel continuare, &#8221; che prendesse un tazza di t\u00e8 con noi a casa. Abbiamo fatto una torta di more stamattina. E la signora Clementine ci ha regalato della panna fresca.&#8221;<br \/>\nFintamente assorto nel suo breviario, Padre Bentley li osserv\u00f2 incamminarsi per la strada verso casa.<br \/>\nNon riusc\u00ec a nascondere un sorriso. L&#8217;indomani sarebbe passato da Joe per vedere gli ultimi dettagli del pranzo di Natale, ormai imminente. E per un discorsetto d&#8217;incoraggiamento. Al diavolo! Ci vuole anche qualche scossa, perch\u00e9 le pecorelle smarrite ritrovino l&#8217;ovile! E un matrimonio da celebrare in primavera sarebbe stato un gradito regalo sotto l&#8217;albero personale di Padre Bentley.<br \/>\nE non ve lo dovrei dire, ma Mindy la settimana precedente aveva proprio scritto a Santa Klaus, con le matite colorate e una calligrafia tutta sua, e gli aveva chiesto come regalo di Natale un nuovo pap\u00e0 per fare felice la mamma. Era troppo contenta di aver ricevuto il suo pacchetto addirittura con cos\u00ec largo anticipo&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(c) 2016 Barbara Businaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note a pi\u00e8 di pagina<\/em><\/p>\n<p><em>Da dove nascono le idee? Questa in particolare \u00e8 nata presso la rinomata <strong>Biblioteca Scarparo<\/strong> (con le copertine ancora nel vecchio formato), dove Michele nel suo consueto esercizio<strong><a href=\"https:\/\/michelescarparo.wordpress.com\/2016\/03\/04\/guarda-che-quarta-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Guarda che quarta<\/a><\/strong>\u00a0ci chiese di scrivere qualche riga d&#8217;introduzione dell&#8217;improbabile romanzo &#8220;La fabbrica di acciottolato&#8221;. E l\u00ec troverete, tra i vari commenti, esattamente la mia quarta di copertina suggerita che apre questo racconto (non scritto per\u00f2 da Roald Dahl, l&#8217;autore della pi\u00f9 conosciuta &#8220;Charlie e la fabbrica di cioccolato&#8221;, divenuto poi il film del 1971 con Gene Wilder e recentemente quello del 2005 di Tim Burton con Johnny Depp).<\/em><br \/>\n<em> Gi\u00e0 allora, quando scrissi quelle poche righe, sentivo che non era finita l\u00ec. Era lo scorso marzo, ma il racconto ha poi voluto il suo giusto tempo di lievitazione.<\/em><br \/>\n<em> Doveva essere ambientato in primavera, e invece poi ho scoperto che c&#8217;era la neve per una questione d&#8217;impronte. Ma quale fiore poteva poi comparire in mezzo alla neve? Ce ne sono ben due: il <strong>Bucaneve<\/strong> (Galanthus nivalis) e la <strong>Stella Alpina<\/strong> (Leontopodium), che in realt\u00e0 non \u00e8 un&#8217;esclusiva delle Alpi, ma cresce anche in Asia e nelle Ande.<\/em><br \/>\n<em> Mi immaginavo che il villaggio della storia fosse ai piedi delle nostre Dolomiti, e poi mi sono venuti dal nulla nomi e cognomi scozzesi delle <strong>Lowlands in Scozia<\/strong> (&#8220;Stai leggendo ancora <a href=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/romanzo-storico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Outlander<\/a>? Certo che s\u00ec, ma quelle sono le Highlands!&#8221;).<\/em><br \/>\n<em> Seppure ci sia una fabbrica, non \u00e8 un racconto contemporaneo e lo si dovrebbe capire da qualche elemento: l&#8217;assenza di auto ed elettricit\u00e0, l&#8217;abbigliamento (mantelli e calzoni), spero anche nel linguaggio (seppure non sono certa del termine di &#8220;camerlengo&#8221; per definire quello che corrispondeva all&#8217;attuale sindaco).<\/em><br \/>\n<em> Sono andata a studiarmi le attuali produzioni di ciottolato (esiste anche un museo e un&#8217;esposizione permanente: <a href=\"http:\/\/www.stonecity.it\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Stonecity<\/a>) e il rito del t\u00e8 (si pu\u00f2 scrivere <a href=\"http:\/\/teethe.blogspot.it\/2013\/04\/the-o-te.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">t\u00e8, the, th\u00e8<\/a> o all&#8217;inglese tea) introdotto dalla regina Vittoria, per sapere quale tipologia di t\u00e8 avessero a disposizione allora i ceti sociali poveri, Earl Grey dalla Cina e Darjeeling dall&#8217;India.<\/em><\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 una canzone che mi ha accompagnato in tutto ci\u00f2?<\/em><br \/>\n<em> <strong>Clean Pease Strae<\/strong>, melodia popolare scozzese, rivisitata da Bear McCreary per la colonna sonora di Outlander<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Clean Pease Strae\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/jxS3O72KGCs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><em>(Ma come fai Barbara a passare dagli AC\/DC alle ballate scozzesi? Non lo so, ma ci sguazzo benissimo \ud83d\ude00 )<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I pensieri sono come le pietre. Lisce, sfaccettate, brillanti, sporche, appuntite, pesanti. E le persone senza pensieri sono cos\u00ec leggere da volare via in un attimo. Ecco perch\u00e9 Joe lavora in una fabbrica di ciottoli. Lo aiutano a rimanere solido, con i piedi ben saldi, radicati a terra, senza fronzoli. Ma un giorno arriva qualcuno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4489,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[4195,21],"class_list":["post-4490","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti-poesie","tag-natale","tag-racconti"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.8 (Yoast SEO v26.8) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>La fabbrica di acciottolato - webnauta<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La fabbrica di acciottolato, un magico racconto per bambini e per adulti che han dimenticato di esserlo stati...webnauta - navigatore in un oceano di parole\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/la-fabbrica-di-acciottolato\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La fabbrica di acciottolato\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La fabbrica di acciottolato, un magico racconto per bambini e per adulti che han dimenticato di esserlo stati...webnauta - 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