{"id":4052,"date":"2016-12-03T06:00:18","date_gmt":"2016-12-03T05:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=4052"},"modified":"2018-12-29T15:46:03","modified_gmt":"2018-12-29T14:46:03","slug":"manuale-scrittura-creativa-roberto-cotroneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/manuale-scrittura-creativa-roberto-cotroneo\/","title":{"rendered":"Manuale di scrittura creativa di Roberto Cotroneo"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/manuale-di-scrittura-creativa-libro-roberto-cotroneo\/e\/9788865830062\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Manuale di scrittura creativa<\/a><\/strong>\u00a0di <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Roberto Cotroneo<\/strong><\/span>, Castelvecchi Editore, \u00e8 stato il mio primo manuale di scrittura in assoluto, acquistato nel 2012. La prova tangibile, a me stessa pi\u00f9 che agli altri, che avevo deciso di &#8220;fare sul serio&#8221;.<\/p>\n<p>Avevo una storia tra le mani, ma non sapevo come svilupparla, quale forma farle prendere, se stavo imboccando la direzione giusta. E quando non sai, che cosa fai? Apri un libro e studi, come t&#8217;insegnano a scuola. Il problema in questo caso \u00e8 trovare il libro giusto. All&#8217;epoca girovagai tra le librerie online e le varie recensioni degli altri lettori e questo era dato come un <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ottimo manuale per un primo approccio<\/strong><\/span> alla scrittura creativa.<\/p>\n<p>La prima parte di questo testo era distribuito dall\u2019autore stesso in formato pdf gratuito, con il titolo <em>Manuale di scrittura creativa per principianti<\/em> ed utilizzato durante i suoi corsi di scrittura in classe. Ogni singola lezione chiude con un esercizio specifico, ma non \u00e8 ovviamente prevista alcuna correzione.<br \/>\nA questa prima versione, con la pubblicazione \u00e8 stato aggiunta una seconda parte con alcune interviste di figure professionale del mondo editoriale e qualche altra indicazione utile.<\/p>\n<p>Me lo sono riletto di volata questa settimana, non soffermandomi su ogni singola frase quasi fosse oro colato come nella prima lettura, ma valutando i concetti a distanza e per molti di questi non sono pi\u00f9 d&#8217;accordo con l&#8217;autore. Non so dire per\u00f2 se questo sia segnale che in questi anni ho imparato qualcosa in pi\u00f9 &#8230;o non ho imparato affatto!<br \/>\nCondivido quindi con voi i miei appunti e vediamo cosa ne pensate.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Le lezioni di Roberto Cotroneo<\/span><\/h2>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lezione 1: Principi generali<\/strong><\/span><br \/>\nDove si parla delle motivazioni a scrivere. Dell\u2019angoscia della pagina bianca. Dei processi creativi che portano alla scrittura. Delle decisioni da prendere prima di cominciare a scrivere un testo narrativo. Di come ci si prepara. E in quali tranelli \u00e8 opportuno non cadere.<\/h3>\n<p>Se oggi vi dicessero che la Terra verr\u00e0 distrutta completamente entro un mese, continuereste a scrivere il racconto o il romanzo a cui state lavorando? Se rispondete di si, secondo Cotroneo state mentendo.<\/p>\n<p><em>&#8220;Si scrive per gli altri, mai solo per se stessi. E soprattutto, si scrive per essere letti.[&#8230;]La scrittura \u00e8 una forma di comunicazione, non \u00e8 una forma di solitudine: si scrive per raccontare qualcosa a qualcuno.[&#8230;] e quelli che tengono un diario [&#8230;] non lo distruggono perch\u00e9 in fondo al loro cuore sperano comunque di farlo leggere a qualcuno[&#8230;]. La scrittura \u00e8 una forma di comunicazione, non \u00e8 una forma di solitudine: si scrive per raccontare qualcosa a qualcuno. &#8220;<\/em><\/p>\n<p>Non sono molto d&#8217;accordo. Innanzitutto esiste anche la Scrittura-Terapia (o Writing therapy) e certamente chi usa le parole come valvole di sfogo delle proprie emozioni non ha certo voglia di condividerle con altri, soprattutto quelle negative come rabbia, violenza e vendetta. Poi ci sono storie che si scrivono per s\u00e9 stessi, perch\u00e9 finch\u00e9 rimangono nella testa sono annebbiate e confuse, ma ci piacciono cos\u00ec tanto che dobbiamo vederle l\u00ec, davanti a noi, terminate. Non le scriviamo per qualcuno e perch\u00e9 qualcuno le legga, ma quel qualcuno siamo noi. Se questo non \u00e8 mai capitato a Cotroneo, non lo so, ma personalmente mi capita spesso. Sono pubblicabili? Forse, ma al momento preferisco che siano solo mie.<\/p>\n<p><em>&#8220;Spesso scrivere \u00e8 un modo per riflettere sulla propria vita [&#8230;]. Altre volte \u00e8 proprio il gusto, il piacere di raccontare qualcosa. Raccontare qualcosa di tuo.[&#8230;] trasformare le storie personali in qualcosa di universale, rielaborandole, \u00e8 certamente la soluzione pi\u00f9 giusta.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Anche su questo mi trova in contrapposizione. Possiamo forse rielaborare le emozioni, ma non le situazioni. Se per scrivere dobbiamo per forza aver vissuto un dato evento, capite bene che sarebbero poche le storie che possiamo davvero raccontare. (E in effetti non \u00e8 che Cotroneo abbia scritti molti libri di narrativa, Stephen King \u00e8 molto pi\u00f9 prolifico per dire).<\/p>\n<p><em>&#8220;La nevrosi che vi riguarda da subito \u00e8 [&#8230;] quella che molti hanno definito l\u2019ansia da pagina bianca. Ovvero il momento dell\u2019inizio. [&#8230;]Il segreto per liberarsi da quest\u2019ansia \u00e8 di non pensare mai al proprio racconto nella sua completezza.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Su questo nulla di nuovo. L&#8217;autore suggerisce gli stessi consigli di molti altri scrittori: dividere il testo in porzioni, concentrarsi su cinque pagine alla volta; scrivere ogni giorno, anche se non sembrano buone idee; darsi un ritmo di lavoro minimo che possa essere rispettato facilmente, magari di 1600 battute al giorno (fatalit\u00e0 le stesse del <a href=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/summer-nanowrimo-scrittura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">NaNoWriMo<\/a>); non cadere nell&#8217;errore di scrivere troppo perch\u00e9 si peggiora di riga in riga; non essere troppo severi con noi stessi all&#8217;inizio ed eccessivamente ossessivi con la revisione.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lezione 2: La struttura del racconto \/ La struttura del romanzo<\/strong><\/span><br \/>\nDi come si costruisce una trama narrativa. Della lunghezza del testo. Del modo di procedere. Con esempi e ipotesi di una struttura narrativa di romanzo e di racconto. E poi delle differenze narrative tra racconto e romanzo. Del perch\u00e9 sia difficile tenere in piedi una storia per pi\u00f9 di cento pagine.<\/h3>\n<p><em>&#8220;Quasi mai l\u2019autore ha un\u2019idea precisa di quello che andr\u00e0 a raccontare. Spesso ne sa poco. Ancora pi\u00f9 spesso non sa quasi nulla.[&#8230;]Uno scrittore non dice mai: ho una storia da raccontare. Dice: vorrei scrivere un romanzo sull\u2019amore, sull\u2019amicizia, sulla guerra, sulla politica, e via dicendo.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Che all&#8217;inizio non ci sia un&#8217;idea ben precisa \u00e8 un approccio condiviso da molti. Che si parta dal concetto di voler scrivere un romanzo pi\u00f9 o meno su quell&#8217;argomento mi sembra una visione limitata del &#8220;scrivere per farsi leggere&#8221;. O forse la differenza tra scrittore e scribacchino \u00e8 proprio questa: uno scribacchino dice proprio di avere una storia da raccontare!<br \/>\nInteressante il paragone che Cotroneo fa della scrittura con un viaggio in automobile, senza destinazione: dall&#8217;uscita dell&#8217;autostrada ad ogni bivio di statale o ad un semplice semaforo, prendiamo delle decisioni.<\/p>\n<p><em>&#8220;Il punto di partenza \u00e8 sempre un\u2019idea, un luogo, uno stato dell\u2019anima. [&#8230;]Accade che a ogni scelta che fate negate tutte le altre. [&#8230;]l\u2019idea iniziale del romanzo \u00e8 la scelta della direzione.[&#8230;]Solo che nel romanzo le scelte finiscono per avere una coerenza, e le ipotesi che scartate sono quelle che non vi sono congeniali.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Per fornire un esempio pratico, l&#8217;autore ripercorre le tappe del metodo di lavoro utilizzato per il suo romanzo <em><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/libri\/autori\/Roberto%20Cotroneo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Otranto<\/a><\/em>, anche se appare troppo schematizzato.<\/p>\n<p><em>&#8220;Il racconto chiede un\u2019idea soltanto, \u00e8 un flash, \u00e8 come fermare una storia, che potrebbe essere molto pi\u00f9 lunga (potrebbe essere un romanzo) e raccontarne un solo dettaglio. Molti pensano che i racconti siano dei miniromanzi, solo pi\u00f9 brevi. E\u2019 sbagliato: i racconti sono un ingrandimento di un frammento.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Non sono certa che questo sia vero. I racconti sono comunque storie, fatte e finite, soprattutto di questi tempi che i lettori hanno poco tempo e prediligono letture brevi. Certo non c&#8217;\u00e8 la complessit\u00e0 psicologica dei personaggi, che sono limitati all&#8217;essenziale. Se sono un frammento, delineano comunque gran parte del disegno dell&#8217;oggetto a cui appartengono.<\/p>\n<p><em>&#8220;Contrariamente a quanto si pensa \u00e8 molto pi\u00f9 difficile scrivere racconti che romanzi. Ma ancora esiste l\u2019idea che la difficolt\u00e0 nello scrivere stia soprattutto nella lunghezza del testo [&#8230;] dovete ragionare lentamente, non dovete avere fretta nel raccontare le cose. Sapere che la vostra storia vi accompagner\u00e0 per pi\u00f9 tempo di quanto potete supporre&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Questo concetto \u00e8 per\u00f2 in antitesi con quanto affermato da Stephen King, che si da solo tre mesi per scrivere la prima versione completa di ogni romanzo, perch\u00e9 poi cala inevitabilmente l&#8217;entusiasmo per la storia e rischia di non essere pi\u00f9 produttivo. Chi ha ragione?<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lezione 3: L\u2019incipit<\/strong><\/span><br \/>\nDi come si inizia un racconto e di come si inizia un romanzo. Del modo tradizionale. Del modo \u201cin media res\u201d. Della scelta dello stile e della scelta della lingua. E del grande dilemma della prima persona e della terza persona.<\/h3>\n<p><em>&#8220;Scrivere un libro vuole dire innanzi tutto sedurre il mondo. Voi dovete sempre pensare che la prima regola \u00e8 quella di afferrare il vostro lettore, e fare in modo che non si stacchi pi\u00f9 dalla vostra scrittura. [&#8230;] L\u2019incipit non \u00e8 altro che un principio di seduzione, dunque ha un\u2019importanza fondamentale.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 che la prima frase mi sembra un po&#8217; presuntuosa (sedurre il lettore magari, ma il mondo intero?), anche sull&#8217;incipit ho sentito pareri discordanti. Il punto \u00e8 che il lettore per arrivare a leggere \u00e8 gi\u00e0 stato attirato dalla grafica della copertina e dall&#8217;intrigante paragrafo della quarta di copertina. Quando arriva all&#8217;incipit ha gi\u00e0 un&#8217;immagine di cosa tratta il romanzo e forse pure una determinata aspettativa. Un incipit straordinario che poi non faccia seguito all&#8217;attesa del lettore pu\u00f2 essere molto pi\u00f9 dannoso.<\/p>\n<p><em>&#8220;&#8230;l\u2019incipit non \u00e8 un riassunto in poche righe di quello che scriverete in tutto il testo. [&#8230;]Perch\u00e9 non \u00e8 ambiguo, perch\u00e9 non \u00e8 seduttivo, perch\u00e9 dice tutto. E nella strategia della seduzione il dire tutto non \u00e8 efficace.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Seguono poi una carrellata di incipit diversi, anche per evidenziare alcuni errori: dall&#8217;inizio che dice troppo a quello misterioso e ambiguo, dal cominciare a met\u00e0 dell&#8217;azione o variando il tempo verbale della scrittura.<\/p>\n<p><em>&#8220;Chiaramente dipende tutto da come decidete di utilizzare il tempo nel racconto.[&#8230;] Io consiglio, quando non si ha molta esperienza, di utilizzare il pi\u00f9 possibile la prima persona. \u00c8 molto pi\u00f9 facile da gestire, ed \u00e8 molto pi\u00f9 caldo.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Uhm, quindi la prima persona \u00e8 il tempo dei principianti??<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lezione 4: La descrizione<\/strong><\/span><br \/>\nSulla descrizione degli ambienti. Sulla descrizione dei paesaggi. E ancora sulla descrizione dei personaggi. Di cosa evitare. Di quali tecniche usare. Del rapporto con il racconto cinematografico.<\/h3>\n<p><em>&#8220;La descrizione \u00e8 il punto vero in cui un lettore professionale, o un editor, riesce a capire meglio le capacit\u00e0 di uno scrittore.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 vero, dal momento che quel che cala il lettore direttamente nella storia \u00e8 la descrizione, del luogo, del tempo e dei protagonisti che vi si muovono. Il dialogo poi completa il movimento e l&#8217;azione del racconto, ma la descrizione \u00e8 quella che crea l&#8217;immagine mentale del lettore.<\/p>\n<p><em>&#8220;Diciamo subito una cosa: il cinema ha cambiato il modo di descrivere in letteratura in modo radicale.[&#8230;] Tutti noi pensiamo sostanzialmente in termini di montaggio.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>E per un&#8217;appassionata di cinema e fiction con me questo \u00e8 altrettanto lampante. Sono cos\u00ec abituata all&#8217;occhio da macchina da presa, alla panoramica che lascia veloce il passo al primo piano, l&#8217;inquadratura di un dettaglio, lo zoom che riprende distanza, lo spostamento ad un&#8217;altra telecamera, che anche quando scrivo in realt\u00e0 sono in camera di regia.<br \/>\nL&#8217;autore prosegue poi con degli esempi, descrivendo in maniera diversa, la stanza da cui egli stesso sta scrivendo.<\/p>\n<p><em>&#8220;La letteratura del Novecento vuole le descrizioni attraverso dei salti visivi, anzich\u00e9 attraverso una completezza assoluta della descrizione.[&#8230;] Inizio con un concetto non con una descrizione spaziale.[&#8230;]Qui metto degli elementi, ma non do al lettore la sensazione che gli sto descrivendo qualcosa, rimango nel campo del punto di vista.[&#8230;]Ingrandisco un dettaglio, come usassi uno zoom, non tutti gli elementi vanno descritti con un identico ordine di importanza.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Dovrebbe cambiare qualcosa con la descrizione fisica dei personaggi?<\/p>\n<p><em>&#8220;La descrizione fisica. Apparentemente la pi\u00f9 difficile. Intanto partite da un presupposto: la descrizione fisica non \u00e8 sempre necessaria per delineare un personaggio. Ci sono straordinari personaggi della letteratura di cui non conosciamo n\u00e9 il volto n\u00e9 l\u2019aspetto fisico.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>E aggiungo: i romanzi che hanno pi\u00f9 successo con il pubblico femminile (ma magari i maschietti mi confermeranno che il meccanismo \u00e8 uguale dalla loro parte) sono quelli in cui la protagonista \u00e8 talmente poco tratteggiata che ognuna riesce a immedesimarsi ugualmente, essendo invece tutte diverse per statura, corporatura, colore dei capelli e degli occhi. E questo me l&#8217;ha rivelato Mister E., da sempre lettore molto arguto. \ud83d\ude09<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lezione 5: Il dialogo<\/strong><\/span><br \/>\nDei vari modi di scrivere un dialogo. Del dialogo asciutto e secco. Di come aggiungere elementi narrativi nel dialogo. Della veridicit\u00e0 del dialogo. Delle difficolt\u00e0 e degli errori da evitare. Del saper rendere riconoscibili e diverse le varie voci che fanno parte del dialogo. Del rischio di essere didascalici. Della solita domanda: dialoghi lunghi o dialoghi brevi? E soprattutto di cosa fare quando non sia molta esperienza.<\/h3>\n<p><em>&#8220;Il dialogo \u00e8 forse la cosa pi\u00f9 difficile da rendere in modo efficace. \u00c8 talmente difficile che nel cinema esistono gli sceneggiatori, e spesso esistono anche \u201ci dialoghisti\u201d, ovvero persone che riguardano correggono e lavorano sui dialoghi degli attori, per renderli pi\u00f9 efficaci.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;autore cita un esperimento che ho sentito in altre occasioni: registrate una conversazione telefonica con un amico e riascoltatela. Seppure sia vero, non vi sembrer\u00e0 un dialogo realistico. Questo perch\u00e9 la finzione deve addirittura superare la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Attraverso un esempio, in diverso stile, di un dialogo tra due personaggi, Cotroneo riporta alcune indicazioni basilari per orientarci e scrivere un buon dialogo: evitare di essere didascalici, perch\u00e9 il lettore non \u00e8 qualcuno a cui dover spiegare tutto; nel dialogo a due non \u00e8 sempre necessario mettere i nomi di chi parla; lasciare il lettore libero di completare il racconto dandogli solo pochi dettagli, cos\u00ec diventa parte attiva del dialogo ed entra nel testo; non eccedere nel linguaggio riconoscibile per ogni personaggio della storia (come gli elementi dialettali).<\/p>\n<p><em>&#8220;Un\u2019ultima considerazione. Nelle vostre prime prove narrative limitate il pi\u00f9 possibile i dialoghi. Soprattutto quelli lunghi. Potete utilizzare il discorso indiretto, e di tanto in tanto far parlare i vostri personaggi.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Non mi ritrovo in questo suggerimento. Il dialogo per me \u00e8 azione, \u00e8 mettere il lettore al mio fianco della cinepresa. Il discorso indiretto invece \u00e8 come leggere il copione senza gli attori, lo trovo meno coinvolgente.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lezione 6: La digressione<\/strong><\/span><br \/>\nDel perch\u00e9 sia importante la digressione nella narrativa. E a cosa serve la digressione. Di che cosa sia la digressione di primo e di secondo grado. Di come si inseriscono le digressioni nel testo narrativo.<\/h3>\n<p><em>&#8220;&#8230;le vostre dieci pagine non sono un romanzo o un racconto. Sono un soggetto cinematografico. Avete scritto una trama, non un romanzo. La differenza tra una trama e un romanzo sta proprio nella digressione.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La digressione indica una pausa narrativa, una sorta di parentesi che si apre all&#8217;interno della narrazione, per approfondire la storia di un personaggio o dei fatti accaduti in precedenza alla linea principale. Le digressioni non sono un espediente per allungare i testi, hanno la stessa dignit\u00e0 e importanza della storia stessa. Cotroneo usa il paragone con un albero: il suo tronco \u00e8 ci\u00f2 che lo sostiene, ma un albero \u00e8 tale quando ci sono anche rami, rametti e foglie.<\/p>\n<p><em>&#8220;Ci sono due tipi di digressioni. Che chiamo di primo grado e di secondo grado. Le digressioni di primo grado sono all\u2019interno della storia che state raccontando. Le digressioni di secondo grado invece si muovono secondo logiche esterne.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Tramite gli esempi forniti, vediamo che nella<strong> digressione di primo grado<\/strong> tutti gli elementi in pi\u00f9 sono pertinenti alla situazione descritta, inseriti dentro il testo narrativo, nello stesso paragrafo. Questo perch\u00e9 il lettore vuole capire vedendo, che gli elementi forniti siano descrittivi ed emozionali assieme. Nella <strong>digressione di secondo grado<\/strong> invece c&#8217;\u00e8 un cambio di argomento completo all\u2019interno del testo narrativo, un intermezzo pi\u00f9 o meno lungo, anche una diversa linea narrativa, parallela alla nostra storia (ma che in qualche modo la completer\u00e0 verso il finale). L&#8217;importante \u00e8 che questo cambio non deve innervosire il lettore, non deve fargli perdere il filo principale.<\/p>\n<p><strong>Nota:<\/strong> anche qui tutti gli esempi utilizzati sono scritti dallo stesso Cotroneo, quasi una pubblicit\u00e0 non troppo occulta. Avrei preferito porzioni di testo di altri autori, magari direttamente dai classici, spaziando anche tra diversi stili. Ma forse questo sarebbe risultato di difficile comprensione per un neofita della scrittura.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lezione 7: Lo stile<\/strong><\/span><br \/>\nDi come dominare lo stile, e come sceglierlo. Del perch\u00e9 alcune narrazioni richiedono un certo stile e non un altro. Del perch\u00e9 sia importante saper scrivere in stili diversi, per poi scegliere liberamente il pi\u00f9 congeniale.<\/h3>\n<p><em>&#8220;La domanda iniziale \u00e8 questa: ognuno ha uno stile che deve assecondare? E soprattutto questo stile \u00e8 come se fosse una sorta di patrimonio genetico da cui non si pu\u00f2 prescindere?&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Questa domanda ce la facciamo in continuazione, sia per la paura di copiare inconsciamente i nostri autori preferiti sia per la paura di non arrivare ad avere uno stile tutto nostro, che dicono sia condizione essenziale per arrivare ad una pubblicazione. Secondo Cotroneo (ma \u00e8 opinione comune), il modo di scrivere \u00e8 fortemente influenzato dalle letture (si chiama influenza letteraria).<\/p>\n<p><em>&#8220;Lo stile \u00e8 un frutto mimetico. Si forma, con ogni probabilit\u00e0 nell\u2019adolescenza e nella prima giovinezza, e spesso rimane sul fondo. E si forma con le letture cruciali della propria vita.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Dunque, se lo stile che va formandosi \u00e8 unico, sar\u00e0 lui a decidere che tipo di storia scriveremo?<\/p>\n<p><em>&#8220;Oggi uno scrittore pu\u00f2 decidere di scrivere libri con stili diversi, e gli stili devono adattarsi al tipo di libro che si scrive. Questo senza mettere in dubbio la personalit\u00e0 di chi scrive.[&#8230;] Dovete capire che stile utilizzare prima di cominciare una storia.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Dagli esempi citati non \u00e8 molto comprensibile la differenza di stile, ma volendo estremizzare, \u00e8 chiaro che un romanzo d&#8217;azione pi\u00f9 facilmente utilizzer\u00e0 uno stile sintetico, asciutto, con pochi aggettivi, mentre un rosa o un erotico dovr\u00e0 ricercare uno stile avvolgente, emozionale e sensuale.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lezione 8: Utilizzare le fonti<\/strong><\/span><br \/>\nSul romanzo storico e sul romanzo contemporaneo. Le differenze e le difficolt\u00e0. Di come ci si documenta, di che testi utilizzare. Degli errori, dei trabocchetti, delle cose da sapere. E ancora sulla geografia dei luoghi. Sugli oggetti, le abitazioni, gli arredamenti, le citt\u00e0 che cambiano, i paesaggi, il cibo, etc. Con una domanda importante: si possono ambientare parti di racconto e di romanzo in luoghi geografici che non si conoscono direttamente?<\/h3>\n<p><em>&#8220;La difficolt\u00e0 tecnica di un testo narrativo e tanto pi\u00f9 alta quanto vi allontanate dalla contemporaneit\u00e0.[&#8230;]Non \u00e8 un caso che i romanzi storici ormai vengono scritti, spesso, da specialisti di un\u2019epoca storica, che dopo aver studiato per molti anni usi, costumi, ambienti, e vicende di quell\u2019epoca.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Nel scrivere un romanzo lontano dal nostro quotidiano, sia indietro con il genere storico che in avanti con la fantascienza, entrano in campo la psicologia dei personaggi e l&#8217;ambientazione. Mentre nel primo caso possiamo immaginare le loro difficolt\u00e0 immersi in quel tempo e luogo (le emozioni saranno sempre le stesse, pur cambiando gli eventi), per l&#8217;ambientazione non rimane che documentarsi per ogni dettaglio.<\/p>\n<p><em>&#8220;Voi direte: ma in un\u2019opera di fantasia \u00e8 cos\u00ec necessario essere precisi nei dettagli? La risposta \u00e8 s\u00ec. Non potete sbagliare nulla. Le opere di fantasia chiedono la verosimiglianza. E non tollerano gli errori.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>In che tipo di errori rischiamo di incappare? Cotroneo ne cita parecchi e tutti molto validi, ve ne riporto solo alcuni: se ambientate la vostra storia nel 1969, i vostri protagonisti non possono leggere &#8220;Repubblica&#8221;, nascer\u00e0 solo nel 1976; se abitano a Roma, non possono entrare in una libreria Feltrinelli perch\u00e9 allora esisteva solo a Milano; la televisione non era a colori e il settimanale &#8220;L\u2019Espresso&#8221; non utilizzava il formato magazine ma quello lenzuolo come i quotidiani.<\/p>\n<p>Quali fonti possiamo utilizzare per verificare i nostri dettagli?<\/p>\n<p>1. Le guide. Guide geografiche e cartine.<br \/>\n2. Piantine delle citt\u00e0 le pi\u00f9 dettagliate possibile, per controlllare itinerari, spostamenti.<br \/>\n3. Libri fotografici. Che vi possano dare un\u2019idea dei posti.<br \/>\n4. Libri di storia dei luoghi.<br \/>\n5. Dizionari tecnici, quando dovete rendere pi\u00f9 credibili, mestieri, attivit\u00e0 e descrizioni.<br \/>\n6. Ogni oggetto che gli fate maneggiare deve essere compatibile con l\u2019epoca: verificare l&#8217;anno di produzione.<br \/>\n7. Se ascolta musica, state bene attenti a non citare canzoni che non erano uscite.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, Internet \u00e8 una grande svolta perch\u00e9 molto di questo \u00e8 a portata di click.<\/p>\n<p><em>&#8220;Si pu\u00f2 raccontare di luoghi, di eventi e di situazioni che non avete mai visto? L\u2019esempio di Emilio Salgari \u00e8 certamente il pi\u00f9 citato di tutti. Raccont\u00f2 la Malesia senza esserci mai stato.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>E noi siamo abbastanza fortunati: con <em><a href=\"http:\/\/www.instantstreetview.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Instant Street View<\/a><\/em>\u00a0possiamo vedere la Malesia in qualsiasi momento!<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lezione 9: Decidere la temporalit\u00e0 degli eventi raccontati<\/strong><\/span><br \/>\nDove incominciate a chiedervi una cosa: chi racconta sa gi\u00e0 tutto della storia (ovvero la racconta a posteriori), o apprende man mano che procede nel racconto? Del perch\u00e9 questa sia la scelta pi\u00f9 difficile, e quella pi\u00f9 importante. Di cosa conviene scegliere, di quali problemi vadano risolti. E del perch\u00e9 all\u2019inizio \u00e8 forse pi\u00f9 opportuno decidere per un narratore che sa tutto. Di come cambia lo stile del racconto se si decide per un\u2019opzione o per l\u2019altra.<\/h3>\n<p><em>&#8220;Cosa vuol dire decidere la temporalit\u00e0 degli eventi? Vuol dire innanzi tutto stabilire una cosa. Quanto sa della storia che andr\u00e0 a raccontare il narratore?&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Temporalit\u00e0 degli eventi intesa come tempo verbale del romanzo: <strong>presente<\/strong> (Paolo sta aprendo la porta) contro <strong>passato<\/strong> (Paolo stava aprendo la porta). Sembra una decisione banale, ma non lo \u00e8 affatto.<\/p>\n<p>Al tempo presente, il narratore racconta in tempo reale quel che sta succedendo, dunque scopre gli eventi man mano che li scrive. Si \u00e8 quindi obbligati ad una narrazione lineare, pi\u00f9 facile ma, secondo Cotroneo, pi\u00f9 piatta, senza sorprese.<\/p>\n<p>Al tempo passato, il narratore racconta una storia gi\u00e0 avvenuta, sa gi\u00e0 tutto quello che \u00e8 accaduto nel momento in cui inizia a scrivere. Si dice che \u00e8 onnisciente. Di conseguenza pu\u00f2 decidere come e quando raccontare quello che \u00e8 gi\u00e0 successo. Pu\u00f2 anticipare qualche dettaglio, che genera aspettativa nel lettore. E&#8217; una scrittura pi\u00f9 difficile perch\u00e9 frammentata in continui andirivieni nella linea temporale, ma molto emozionale, avvolgente e seduttiva.<\/p>\n<p><em>&#8220;Un lettore che ha perso ogni ingenuit\u00e0 e che dalla narrazione pretende molto di pi\u00f9. Non vuole essere preso per mano in un modo lineare, chiede invece complessit\u00e0, salti temporali, ritorni indietro, anticipazioni sottili sul futuro. Vuole immaginare delle cose senza sapere troppo.&#8221;<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lezione 10: E quando ho finito di scrivere il mio libro o i miei racconti cosa devo fare?<\/strong><\/span><br \/>\nDel mondo editoriale. Delle differenze tra una casa editrice e un\u2019altra. Del perch\u00e9 non si deve mai pagare per pubblicare un libro. Di come si invia un testo a una casa editrice.<\/h3>\n<p>Qui l&#8217;autore spiega perch\u00e9 gli esempi all&#8217;interno delle lezioni sono scritti da lui:<\/p>\n<p><em>&#8220;In nessuna lezione ho scomodato la tradizione letteraria per fare degli esempi. Ed \u00e8 stata questa una scelta molto precisa e voluta. Troppo spesso i corsi di scrittura sono di fatto dei corsi di letteratura, e di analisi letteraria camuffati. L\u2019importanza della tradizione letteraria \u00e8 indiscutibile, per non dire fondamentale, ma \u00e8 anche molto oppressiva. E il pi\u00f9 delle volte porta ad allontanarsi dalla scrittura, e intimidisce chi si mette in gioco.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Cerca inoltre di rispondere ad alcune domande su quale strada far intraprendere alla propria storia, una volta terminata, perch\u00e9:<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>&#8220;E spesso pubblicare non \u00e8 solo il privilegio di chi scrive un buon testo, \u00e8 anche il risultato di scelte giuste, e di una buona conoscenza di quel mondo.&#8221;<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Queste gli argomenti che vengono trattati, e davvero vale la pena di leggere (solo per questi consiglierei la lettura del manuale!):<\/p>\n<ul>\n<li>Un editore \u00e8 tale se pu\u00f2 vantare una distribuzione.<\/li>\n<li>Non si deve mai pagare per pubblicare.<\/li>\n<li>Ma i grandi editori non ci considerano e non leggono i libri. Niente di pi\u00f9 falso. (ndr: siamo sicuri??)<\/li>\n<li>Se un editore mi risponde di no cosa faccio? Posso provare con altri? La risposta \u00e8 s\u00ec.<\/li>\n<li>Ma se mi rispondono di s\u00ec, cosa devo chiedere? Risposta: un contratto.<\/li>\n<li>E\u2019 meglio provare con editori grandi o rivolgersi ai piccoli?<\/li>\n<li>Ci sono editori e nomi a cui rivolgersi?<\/li>\n<li>Come trovo indirizzi, e a che mi rivolgo?<\/li>\n<li>Come mando il testo?<\/li>\n<li>Mi possono chiedere di modificare il libro, togliere dei capitoli, spostarli, aggiungere pagine? S\u00ec, rientra nelle richieste di un editore.<\/li>\n<li>Mi possono riscrivere il libro, magari in alcune parti, per farlo diventare pi\u00f9 omogeneo allo stile dell\u2019editore? Non accade mai.<\/li>\n<li>Quanto deve essere lungo un libro da mandare a un editore? Ormai non ci sono regole.<br \/>\nRacconti o romanzo? &#8230;i racconti, nelle case editrici, non sono molto amati.<\/li>\n<li>Gli agenti letterari. Chi sono.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Contributi e strumenti<\/span><\/h2>\n<p>Questa \u00e8 una sezione aggiuntiva, rispetto alle lezioni che derivano dai suoi corsi di scrittura (che evidentemente da sole non giustificavano la stampa del libro). Non sono essenziali, e probabilmente vanno anche aggiornate, ma sono sicuramente un ottimo compendio per un neofita che si avvicina alla scrittura e non conosce nulla del mercato editoriale.<br \/>\nIn questa appendice troviamo:<\/p>\n<ul>\n<li>Come si costruisce il personaggio di un romanzo<br \/>\nIntervento di Andrea Camilleri<\/li>\n<li>A cosa serve frequentare un corso di scrittura?<br \/>\nConversazione con Stas&#8217; Gawroski \/ BombaCarta (e lo vai a chiedere ad un docente di corsi??)<\/li>\n<li>L&#8217;esordiente, l&#8217;agente letterario e il mercato<br \/>\nConversazione con Piergiorgio Nicolazzini \/ PNLA<\/li>\n<li>Cosa devo aspettarmi da un agente? E&#8217; tutta questione di Anerkennung<br \/>\nIntervento di Roberto Gilodi<\/li>\n<li>Gli indirizzi delle principali case editrici a cui spedire il vostro dattiloscritto<\/li>\n<li>Scuole e associazioni di scrittura creativa<\/li>\n<li>Bibliografia, con letture divise per<br \/>\n&#8211; Corso di scrittura<br \/>\n&#8211; Guide alla scrittura<br \/>\n&#8211; Strumenti per scrivere<br \/>\n&#8211; Consigli a scrittori<br \/>\n&#8211; Il mestiere dello scrittore<br \/>\n&#8211; I classici<br \/>\n&#8211; I grandi saggi<br \/>\n&#8211; Interviste ai Grandi<br \/>\n&#8211; Il punto di vista femminile<br \/>\n&#8211; Scrivere Zen<\/li>\n<\/ul>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Una domanda per voi&#8230;<\/span><\/h2>\n<p>Quale \u00e8 stato il vostro primo manuale di scrittura? E cosa avete trovato in pi\u00f9, o in meno, rispetto a questo di Cotroneo? Personalmente sono soddisfatta di averlo letto, anche se leggo in rete molte recensioni negative, trovo sia un buon manuale di prima lettura. Magari molti autori self di Amazon lo leggessero prima di pubblicare 34 &#8220;romanzi&#8221; all&#8217;anno&#8230; \ud83d\ude00<br \/>\nUn&#8217;ultima citazione di Cotroneo, giusto per rimanere in tema del blog:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Si naviga a vista, lasciando che la storia prenda forma da s\u00e9.&#8221;<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Manuale di scrittura creativa\u00a0di Roberto Cotroneo, Castelvecchi Editore, \u00e8 stato il mio primo manuale di scrittura in assoluto, acquistato nel 2012. La prova tangibile, a me stessa pi\u00f9 che agli altri, che avevo deciso di &#8220;fare sul serio&#8221;. 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