{"id":3290,"date":"2016-10-28T08:05:03","date_gmt":"2016-10-28T06:05:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=3290"},"modified":"2018-12-29T16:20:39","modified_gmt":"2018-12-29T15:20:39","slug":"sei-cappelli-per-pensare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/sei-cappelli-per-pensare\/","title":{"rendered":"Sei cappelli per pensare (e scrivere)"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi l\u00e0 dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.<br \/>\nLuigi Pirandello<\/p><\/blockquote>\n<p>Quando una persona si sente giudicata da noi per le sue scelte, incompresa nelle sue difficolt\u00e0, l&#8217;espressione pi\u00f9 comune \u00e8 <em>&#8220;Mettiti nei miei panni!&#8221;<\/em> O nelle mie scarpe, come dice Pirandello. Quel che ci sta chiedendo \u00e8 di immedesimarsi nelle sue condizioni per poi capire i problemi che la attanagliano dal suo punto di vista. In sostanza, <strong><span style=\"color: #000080;\">ci sta invitando a cambiare prospettiva.\u00a0<\/span><\/strong>Il pericolo di condannare un comportamento esiste anche nella scrittura, quando l&#8217;autore racconta il personaggio secondo le proprie personali idee.<\/p>\n<p>Ne avevamo gi\u00e0 parlato tempo fa, con il guest post <strong><a href=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/scrittura-cambio-di-prospettiva\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scrittura e cambio di prospettiva<\/a><\/strong>\u00a0di <span style=\"color: #000080;\"><strong>Marco Freccero<\/strong><\/span>, ricordate? E proprio allora mi torn\u00f2 in mente di avere in libreria un libricino particolare, che non avevo ancora letto, solo sbirciato, per aiutarci a pensare in maniera diversa di fronte a una decisione. E questo dovrebbe avvicinarci di pi\u00f9 al nostro personaggio, mettersi nei suoi stessi panni.<\/p>\n<p>Cosa c&#8217;entrano i cappelli allora? Beh, cambiarsi il cappello \u00e8 pi\u00f9 semplice (e profumato) di cambiarsi le scarpe! (o le mutande! \ud83d\ude1b )<br \/>\nNo, davvero l&#8217;idea dei cappelli \u00e8 un&#8217;altra: le foto del secolo scorso e i primi film in bianco e nero ci riportano immagini dove tutti indossavano il cappello. Di diversa dimensione e fattura, sia maschili che femminili, difficilmente si usciva di casa senza un cappello. Non serviva ovviamente a protezione del capo, quanto piuttosto a definire un ruolo o un classe all&#8217;interno della societ\u00e0. Al giorno d&#8217;oggi, l&#8217;usanza non \u00e8 pi\u00f9 diffusa, anche se permangono alcuni tipi di cappelli: quello dello chef, quello del comandante di vascello, quello del pilota d&#8217;aereo, quello del ferroviere, quello del pompiere, quello del poliziotto e del carabiniere.<\/p>\n<p>Partendo da questo concetto, <span style=\"color: #000080;\"><strong>Edward de Bono<\/strong><\/span> ha elaborato il metodo dei <span style=\"color: #000080;\"><strong>Sei cappelli per pensare<\/strong><\/span>, ognuno con un suo colore ed una sua funzione, con lo scopo specifico di forzare chi lo indossa ad orientare il proprio pensiero in quella determinata direzione.<br \/>\nLo so, la prima scettica sono io, ed \u00e8 questo il motivo che il libro era rimasto da parte. Ma ho indossato il cappello giallo e me lo sono letto in due settimane e il mio scetticismo si \u00e8 trasformato in entusiasmo.<br \/>\nDel resto, senza saperlo, lo usiamo spesso come criterio di valutazione, quello dei pro e dei contro di una determinata questione, solo che (ed \u00e8 questo il nostro limite) indossiamo sempre gli stessi capelli. Quelli che ci hanno insegnato ad utilizzare e che ci danno risposte senza sforzi.<br \/>\nMa difficilmente siamo invogliati a cambiare prospettiva!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Sei cappelli per pensare<\/span><\/h2>\n<blockquote><p>La maggiore difficolt\u00e0 che si incontra nel pensare \u00e8 la confusione&#8230; Emozioni, informazioni, logica, aspettative e creativit\u00e0 si affollano in noi. E&#8217; come fare il giocoliere con troppe palle.<br \/>\nEdward de Bono<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;inventore del metodo dei <strong><span style=\"color: #000080;\">Sei cappelli per pensare<\/span><\/strong>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Edward_De_Bono\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Edward de Bono<\/a>, laureato in psicologia e medicina, \u00e8 in realt\u00e0 maggiormente conosciuto per il concetto di <em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pensiero_laterale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pensiero laterale<\/a><\/em>, termine da lui coniato nel 1967 e riconosciuto anche dall&#8217;Oxford English Dictionary. Normalmente, per giungere alla soluzione di un problema, si utilizza un metodo razionale, con una logica sequenziale delle considerazioni e deduzioni per arrivare ad un un&#8217;unico risultato, pi\u00f9 veloce e immediato (<em>pensiero verticale<\/em>). Con questo nuovo metodo, si osserva il problema da lontano (laterale appunto), ribaltando alcune supposizioni, mescolando le ipotesi, negando alcune sicurezze di partenza, servendosi anche di associazioni di idee casuali.<\/p>\n<p>Il metodo dei <em>Sei cappelli per pensare<\/em> mette in pratica il pensiero laterale, costringendo a scomporre il problema in punti di osservazione differenti, tutti lontani dal pensiero tradizionale. Il cappello serve inoltre a proteggere chi lo indossa da sentirsi giudicato per ci\u00f2 che penser\u00e0: sta coprendo un ruolo, esattamente come un attore che interpreta una parte che gli viene affidata.<\/p>\n<p>Ogni cappello ha poi un suo colore identificativo: bianco, rosso, nero, giallo, verde e blu. Quando si stampa un&#8217;immagine a colori, la stampante utilizza cartucce separate per ogni colore. E&#8217; l&#8217;insieme di questa sovrapposizione a dare forma e sostanza all&#8217;immagine come noi la vediamo sullo schermo. I sei cappelli corrispondono esattamente alle cartucce della stampante (anche se non \u00e8 quadricromia): <strong><span style=\"color: #000080;\">ognuno di loro rappresenta una parte del pensiero<\/span><\/strong>, un colore dell&#8217;immagine. Solo mettendoli insieme avremo un quadro perfetto. Un solo colore non basta. La prevalenza di un colore sugli altri rovina la resa. Tutti insieme devono collaborare, perch\u00e9 ognuno \u00e8 importante per il risultato finale.<\/p>\n<p>I cappelli sono a due a due in contrasto tra di loro, nell&#8217;esercizio delle loro funzioni. Mentre il cappello bianco si occupa dei soli dati oggettivi, il rosso d\u00e0 sfogo alle proprie emozioni ingiustificate. Il nero rappresenta il pessimismo in netto opposto con il giallo che simboleggia l&#8217;ottimismo. Il cappello verde \u00e8 chiamato a liberare senza limiti la sua creativit\u00e0 pi\u00f9 folle, mentre quello blu ha il compito di coordinare il processo e organizzare strettamente le risorse.<br \/>\nVediamo in particolare ognuno dei loro ruoli.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Sei_Cappelli_Schema.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3289 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Sei_Cappelli_Schema.png\" alt=\"Sei cappelli per pensare - Schema\" width=\"427\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Sei_Cappelli_Schema.png 700w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Sei_Cappelli_Schema-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Sei_Cappelli_Schema-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Sei_Cappelli_Schema-600x600.png 600w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Sei_Cappelli_Schema-180x180.png 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><strong>Cappello Bianco<\/strong><\/span><br \/>\nIl bianco \u00e8 il colore della neutralit\u00e0: nello spettro visibile il colore bianco riflette tutti i colori (il nero invece li assorbe tutti). Il cappello bianco deve esporre <em>fatti e cifre in maniera neutra e oggettiva<\/em>, senza mai esprire un parere personale. Sono quindi esclusi sentimenti, intuizioni, giudizi basati sull&#8217;esperienza, impressioni e opinioni. Il cappello bianco deve imitare in tutto e per tutto un computer.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Cappello Rosso<\/strong><\/span><br \/>\nIl rosso \u00e8 il colore della rabbia e della passione, entrambi emozioni fortissime. Nel pensiero del cappello rosso rientrano proprio <em>le emozioni, i sentimenti e ogni aspetto non razionale<\/em> del problema. Non deve mai giustificare con dati o informazioni una precisa sensazione, ma solo riportarla. Si ritiene che l&#8217;aspetto emozionale dovrebbe essere escluso dal pensiero, ma dopo tutto decidere \u00e8 sempre una questione emotiva. Anche dopo aver ascoltato tutti i cappelli, sar\u00e0 sempre uno stato emotivo personale (seppur considerando tutte i differenti punti di vista) a prevalere.<\/p>\n<p><strong>Cappello Nero<\/strong><br \/>\nIl nero \u00e8 l&#8217;assenza completa di luminosit\u00e0, un tono cupo e tenebroso. Al cappello nero competono <em>le valutazioni negative<\/em> della questione. Il pensiero del cappello nero \u00e8 per\u00f2 sempre logico e pertinente, negativo ma non emotivo (le emozioni, positive o negative, sono del cappello rosso). Suo compito \u00e8 indicare i punti deboli, i rischi, i pericoli, i difetti in maniera obiettiva. Concentrandosi esclusivamente sulla negativit\u00e0, il cappello nero di fatto la limita, la inserisce all&#8217;interno di confini precisi. Non si tratta per\u00f2 di criticare a spron battuto, lasciandosi andare al pessimismo: le valutazioni devono essere serie e argomentate.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffcc00;\"><strong>Cappello Giallo<\/strong><\/span><br \/>\nIl giallo \u00e8 il colore solare per eccellenza, simbolo di ottimismo e speranza. Il cappello giallo si occupa delle <em>valutazioni positive<\/em>, in netto contrasto con il ruolo del cappello nero. Il punto chiave sta nel valutare i fatti che conseguono all&#8217;ottimismo: se sono solo speranze, l&#8217;ottimismo \u00e8 fuori posto; se si intravvedono vantaggi e progressi, per quanto incerti, devono essere riconosciuti. Un altro compito del cappello giallo \u00e8 la correzione dei punti deboli segnalati dal cappello nero, cos\u00ec da migliorare l&#8217;idea. Tende per\u00f2 all&#8217;efficienza di idee vecchie, individua le opportunit\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;innovazione \u00e8 invece materia del cappello verde.<\/p>\n<p><span style=\"color: #00ff00;\"><strong>Cappello Verde<\/strong><\/span><br \/>\nIl verde \u00e8 il colore della vegetazione, della fertilit\u00e0 e dell&#8217;abbondanza. La generosa creativit\u00e0 della natura \u00e8 il simbolo per <em>la creativit\u00e0 del pensiero.<\/em> La funzione del cappello verde \u00e8 di produrre nuove idee e nuovi modi di vedere le cose. Il suo obiettivo \u00e8 il cambiamento, la necessit\u00e0 di un metodo pi\u00f9 semplice e migliore per far funzionare le cose. La creativit\u00e0 non \u00e8 una dote naturale, come si ritiene, ma una capacit\u00e0 che si acquisisce dedicandovi tempo e metodo. Per essere creativi occorre affrontare l&#8217;ignoto, le provocazione, i rischi, uscendo dagli schemi mentali precostituiti che ci mantengono al sicuro. Il cappello verde \u00e8 autorizzato di proporre idee &#8220;folli&#8221;, sospendere il proprio giudizio sulle stesse idee lasciandole libere di muoversi per raggiungere altre idee, superare la prima soluzione cercando vie alternative, anche attraverso provocazioni che sbalzino il pensiero fuori dagli schemi.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cappello Blu<\/strong><\/span><br \/>\nIl blu \u00e8 un colore freddo e distaccato. E&#8217; il simbolo del controllo e della supervisione, essendo il tono del cielo che sovrasta tutto sulla terra. Il cappello blu <em>\u00e8 il direttore d&#8217;orchestra che manovra l&#8217;utilizzo degli altri cappelli<\/em>, stabilendo la sequenza con cui i cappelli intervengono nella discussione, osservando le direzioni prese dal pensiero e decidendo quando \u00e8 il momento di cambiare cappello. Deve far rispettare le regole del gioco, richiamando alla propria specifica funzione un cappello che ha sconfinato in un altro ruolo. Inoltre il cappello blu deve anche aiutare gli altri cappelli con domande specifiche per lo sviluppo del loro pensiero. Impone la disciplina ed appiana le controversie tra gli altri cappelli.<br \/>\nPensare da soli, alternando su di s\u00e9 tutti i ruoli, richiede un maggior uso del cappello blu, per limitare il proprio stesso punto di vista (o cappello dominante).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Naturalmente qui abbiamo visto un riassunto del ruolo di ogni cappello, ma gi\u00e0 potete capirne il potenziale.<br \/>\nPer approfondire il metodo dei sei cappelli e il suo funzionamento al lato pratico, potete leggere lo stesso libro di Edward De Bono: <strong><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Sei-cappelli-per-pensare-creativit%C3%A0-ebook\/dp\/B00TFG7YTU\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sei cappelli per pensare<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Sei cappelli per scrivere<\/span><\/h2>\n<p>Come pu\u00f2 tornarci utile il metodo dei Sei cappelli per pensare nella nostra scrittura?<br \/>\nEssendo i diversi ruoli dei cappelli gi\u00e0 componente del nostro pensiero (in maniera per\u00f2 ingarbugliata), noi gi\u00e0 li utilizziamo senza accorgercene nelle varie fasi della scrittura creativa:<\/p>\n<ul>\n<li>Quest&#8217;idea \u00e8 folle&#8230;ma potrebbe uscirne una storia bellissima! (<em>cappello verde<\/em>)<\/li>\n<li>In un mese ho scritto solo mezza cartella. Con questo ritmo, non finir\u00f2 in tempo la prima stesura. (<em>cappello nero<\/em>)<\/li>\n<li>In un mese ho scritto solo mezza cartella, per\u00f2 ho abbozzato tutta la struttura e definito a pieno i personaggi. (<em>cappello giallo<\/em>)<\/li>\n<li>Statisticamente, sono pi\u00f9 letti i racconti d&#8217;amore e quelli thriller. La fantascienza \u00e8 una lettura di nicchia. (<em>cappello bianco<\/em>)<\/li>\n<li>Questo paragrafo non mi convince. Non so perch\u00e9, ma andando avanti potrei bloccarmi a un punto morto. (<em>cappello rosso<\/em>)<\/li>\n<li>Basta con il pessimismo. Ho dato a fondo alla creativit\u00e0 e mi merito una pausa di relax. Domani comincer\u00f2 con la revisione. (<em>cappello blu<\/em>)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma la funzione che mi \u00e8 venuta in mente quando si \u00e8 parlato del cambio di prospettiva \u00e8 proprio questa: forzare l&#8217;uso dei cappelli <strong><span style=\"color: #000080;\">quando dobbiamo delineare un personaggio<\/span><\/strong>, senza assumere un ruolo giudicante nei suoi confronti, ma esaminandolo attentamente, scomponendo la sua &#8220;immagine&#8221; con i diversi colori. Perch\u00e9 anche un personaggio \u00e8 fatto di informazioni (bianco), emozioni (rosso), negativit\u00e0 (nero), positivit\u00e0 (giallo), unicit\u00e0 (verde, l&#8217;elemento creativo) e struttura che lo tiene insieme (blu).<\/p>\n<p>Al contempo, possiamo decidere il comportamento stesso del personaggio rispetto ad un dato problema all&#8217;interno della storia. In altre parole, <strong><span style=\"color: #000080;\">ci mettiamo nelle sue scarpe<\/span><\/strong>, indossando i vari cappelli. Analizzando tutti i punti di vista, troveremo il suo e arriveremo a comprenderlo meglio. Questo, per lo meno, \u00e8 il metodo che intendo provare in futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Dite la verit\u00e0&#8230;<\/span><\/h2>\n<p>&#8230;quale cappello indossate pi\u00f9 spesso mentre siete intenti a scrivere? Qual \u00e8 il vostro colore dominante?<br \/>\nPrenderete in considerazione questo metodo, per evitare che il vostro cappello diventi anche il cappello dei personaggi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi l\u00e0 dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io. 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