{"id":30188,"date":"2026-09-09T06:00:16","date_gmt":"2026-09-09T04:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=30188"},"modified":"2026-09-08T19:11:45","modified_gmt":"2026-09-08T17:11:45","slug":"risposta-fredric-brown","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/risposta-fredric-brown\/","title":{"rendered":"Possiamo fidarci dell&#8217;Intelligenza Artificiale? La risposta di Fredric Brown"},"content":{"rendered":"<p>Il dibattito sull&#8217;utilizzo dell&#8217;Intelligenza Artificiale nella scrittura e nell&#8217;editoria si sta scaldando, soprattutto dopo la pubblicazione di alcuni studi, uno citato anche dal New York Times lo scorso luglio, che evidenziano come i libri scritti con l&#8217;Intelligenza Artificiale stiano sempre pi\u00f9 invadendo il mercato e penalizzando le vendite delle produzioni interamente autoriali, soprattutto nella narrativa di genere (Fonte: <a href=\"https:\/\/www.giornaledellalibreria.it\/news\/lettura\/spammy-low-quality-over-produced-cosa-sono-gli-slop-libri-scritti-con-lia-che-inquinano-la-narrativa-di-genere-7379.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Giornale della Libreria<\/em><\/a>) Si vocifera che addirittura il 22% dei libri caricati su Amazon nell&#8217;ultimo anno siano stati scritti, pardon, &#8220;generati&#8221; \u00e8 il termine corretto, con l&#8217;Intelligenza Artificiale e <strong><span style=\"color: #333399;\">pure sulla classifica dei bestseller 1 su 10 sarebbe stato prodotto con l&#8217;utilizzo sostanziale dell&#8217;Intelligenza Artificiale<\/span><\/strong> (cio\u00e8 pi\u00f9 del 25% del testo \u00e8 generato dalla tecnologia). Numeri importanti che non si possono pi\u00f9 ignorare, sia per l&#8217;impatto economico sull&#8217;intera filiera editoriale sia per l&#8217;effetto negativo sui lettori, costretti a destreggiarsi tra contenuti di bassissimo livello (in gergo informatico, gli &#8220;slop&#8221;, acronimo di <em>Spammy, Low-quality, Over-Produced<\/em>, che in italiano traduciamo con &#8220;sbobba&#8221;).<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333399;\">L&#8217;editoria per altro ha adottato un atteggiamento ambiguo nei confronti dell&#8217;Intelligenza Artificiale:<\/span><\/strong> da una parte esalta le opportunit\u00e0 offerte da questa tecnologia, per ottimizzare tutto il processo editoriale, abbattere i costi di gestione e aumentare i profitti, credendo questa sia la soluzione alla perenne crisi del mercato; dall&#8217;altra, \u00e8 preoccupata per la violazione del diritto d&#8217;autore, dato che i modelli di Intelligenza Artificiale sono stati addestrati, senza alcuna ombra di dubbio oramai, considerate le diverse cause legali in corso sia in Europa che in America, su testi pubblicati e coperti da copyright. Emblematica la causa Penguin Random House contro OpenAI, depositata lo scorso marco al Tribunale Regionale di Monaco: la disputa non riguarda solo l&#8217;impiego dei libri della casa editrice per l&#8217;addestramento di ChatGPT, ma il fenomeno della memorizzazione di quei testi, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 che ChatGPT li fornisca all&#8217;utente finale, spacciandoli per contenuti nuovi generati in autonomia (Fonte: <a href=\"https:\/\/www.giornaledellalibreria.it\/news\/normativa\/quando-lia-ricorda-troppo-penguin-random-house-contro-openai-e-il-nodo-del-diritto-dautore-7180.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Giornale della Libreria<\/em><\/a>)<br \/>\nL&#8217;assurdo dell&#8217;editoria \u00e8 poi pretendere la massima onest\u00e0 dallo scrittore esordiente, in merito all&#8217;utilizzo o meno dell&#8217;Intelligenza Artificiale durante il processo creativo, mentre <strong><span style=\"color: #333399;\">si nicchia clamorosamente quando l&#8217;autore chiede la medesima onest\u00e0 alle figure professionali del mercato editoriale<\/span><\/strong> (editor, correttori di bozze, agenti, revisori, traduttori). Quanti contratti di valutazione, editing e pubblicazione contengono una clausola specifica di esclusione dell&#8217;utilizzo dell&#8217;Intelligenza Artificiale nella lavorazione successiva del manoscritto?! \ud83d\ude41<\/p>\n<p>In un video su Instagram si parlava esattamente di questo tema, derubricando alcuni rischi dell&#8217;uso dell&#8217;Intelligenza Artificiale nella scrittura e nascondendo del tutto altri pericoli, meno evidenti ma comunque reali.<br \/>\nDa informatico, che ahim\u00e8 \u00e8 pure costretto a lavorare con l&#8217;Intelligenza Artificiale (per altro in un ambito delicato, con dati sensibili che non devono assolutamente uscire dall&#8217;Unione Europea), <strong><span style=\"color: #333399;\">sconsiglio caldamente di utilizzare l&#8217;Intelligenza Artificiale nella scrittura creativa.<\/span><\/strong> Posso capire di impiegarla come metodologia di ricerca potenziata, verificando poi opportunamente la qualit\u00e0 dei risultati, ma mai e poi mai fornire il proprio manoscritto inedito all&#8217;Intelligenza Artificiale perch\u00e9 lo corregga, lo migliori, ne produca un riassunto, una sinossi, un piano di marketing pubblicitario. Per migliorare la qualit\u00e0 delle risposte dell&#8217;Intelligenza Artificiale, i modelli sono in continuo addestramento, hanno una fame assurda di dati e non gli interessa minimamente se il processo sia lecito o meno. Gli interessi economici in campo sono purtroppo elevati. La conseguenza \u00e8 che tutte le conversazioni dell&#8217;utente sono memorizzate per continuare proprio quell&#8217;addestramento. Il vostro manoscritto inedito quindi diventa parte dell&#8217;archivio dell&#8217;Intelligenza Artificiale, con buona pace del vostro diritto d&#8217;autore. Vi diranno che non \u00e8 vero, che la piattaforma che state usando non registra le vostre conversazioni, che da contratto vi garantiscono che i vostri contenuti restano vostri e nessuno li utilizzer\u00e0 mai per addestrare i modelli. Ma in realt\u00e0 voi non avete modo di saperlo. <strong><span style=\"color: #333399;\">Non \u00e8 verificabile, non \u00e8 controllabile.<\/span><\/strong> Le prove portate in causa da Penguin Random House contro OpenAI dimostrano poi che il vostro manoscritto rischierebbe di finire in una risposta ad altro utente, che magari pubblicher\u00e0 prima di voi e vi toccher\u00e0 aprire un contenzioso per riappropriarvi del vostro copyright. Siete disposti ad accettare questo rischio?!<\/p>\n<p>Questo ho espresso, per l&#8217;ennesima volta, in un commento e la reazione dell&#8217;autore del contenuto mi ha colta di sorpresa. Inizialmente mi ha deriso. Poi, non riuscendo a ribattere tecnicamente sul punto, ha chiamato in sua difesa gli amici del quartierino. Ma nessun contributo decente \u00e8 stato aggiunto alla discussione. Perch\u00e9 non \u00e8 la loro materia, non \u00e8 la loro competenza.<br \/>\nQuesto episodio mi ha lasciato addosso tanta amarezza, perch\u00e9 conosco questa persona da quindici anni oramai, da prima di aprire questo blog. L&#8217;ho incontrata in quello che ora ritengo essere stato il suo momento migliore, professionista di competenza e levatura, con uno spiccato senso dell&#8217;umorismo, affabile e carismatica. Tanto che sarebbe stata la mia prima scelta per affrontare un percorso nell&#8217;editoria tradizionale. Da qualche anno non \u00e8 pi\u00f9 la stessa persona, n\u00e9 a livello professionale, perch\u00e9 in diversi mi hanno confidato un calo tremendo della qualit\u00e0 della consulenza, n\u00e9 a livello umano, dato che pure tra le amicizie le sue parole valgono giusto poche ore e poi sfumano sul calendario. Adesso questo episodio mi conferma una sensazione che prima mi ostinavo a tacere, in memoria dei bei trascorsi.<br \/>\nContinuo a pensare che coltivare le relazioni umane sia l&#8217;unica scelta saggia, anche per il proprio business, ma evidentemente per altri \u00e8 pi\u00f9 importante raccogliere follower su Instagram, raccontando stupidaggini e screditando il lavoro altrui.<\/p>\n<p>Nella medesima conversazione, <strong><span style=\"color: #333399;\">qualcuno ha paragonato l&#8217;Intelligenza Artificiale a uno specchio,<\/span><\/strong> un oggetto inerte, senza una volont\u00e0 propria, che riflette semplicemente ci\u00f2 che gli viene messo davanti, senza applicare alcun filtro. Se ci si avvicina sorridendo, mostrer\u00e0 un viso gentile. Se ci si avvicina arrabbiati, ricambier\u00e0 lo stesso sguardo minaccioso. Allo stesso modo, l&#8217;Intelligenza Artificiale rifletterebbe il nostro linguaggio, il nostro tono e le nostre conoscenze, perch\u00e9 pu\u00f2 solo riprodurre gli stessi schemi che le sono stati trasmessi. E&#8217; un paragone romantico, ma insensato. Perch\u00e9 uno specchio \u00e8 un oggetto inanimato, non ha meccanismi interni, non utilizza processi esterni (soprattutto non consuma energia, acqua e territorio). Uno specchio riflette davvero la mia immagine, mentre l&#8217;Intelligenza Artificiale mi mostra la somma di tante immagini, sulle quali non ho alcun controllo. Talvolta sono pure immagini distorte, rovinate da un errore di calcolo statistico.<\/p>\n<p>Escludendo dal campo la scrittura creativa, la domanda di fondo comunque rimane: <strong><span style=\"color: #333399;\">possiamo fidarci dell&#8217;Intelligenza Artificiale?<\/span><\/strong><br \/>\nLa risposta ce l&#8217;avevo gi\u00e0 pronta in questo articolo in bozza e richiama uno dei racconti pi\u00f9 conosciuti di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fredric_Brown\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Fredric Brown<\/em><\/a>, assieme a quel formidabile <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/sentinella-fredric-brown-bias-cognitivi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Sentinella<\/em><\/a>\u00a0di cui avevo gi\u00e0 scritto qui sul blog questa estate. Questo suo racconto breve, datato addirittura 1954, si chiama proprio, nemmeno a farlo apposta, La risposta. \ud83d\ude42<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2><span style=\"color: #333399;\">La risposta di Fredric Brown<\/span><\/h2>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Con gesti lenti e solenni Dwar Ev procedette alla saldatura in oro degli ultimi due fili. Gli occhi di venti telecamere erano fissi su di lui e le onde subeteriche portarono da un angolo all\u2019altro dell\u2019universo venti diverse immagini della cerimonia.<\/em><br \/>\n<em>Si rialz\u00f2, con un cenno del capo a Dwar Reyn, e s\u2019accost\u00f2 alla leva dell\u2019interruttore generale: la leva che avrebbe collegato, in un colpo solo, tutte le gigantesche calcolatrici elettroniche di tutti i pianeti abitati dell\u2019universo \u2013 novantasei miliardi di pianeti \u2013 formando il supercircuito da cui sarebbe uscita la supercalcolatrice, un\u2019unica macchina cibernetica racchiudente tutto il sapere di tutte le galassie.<\/em><br \/>\n<em>Dwar Reyn rivolse un breve discorso agli innumerevoli miliardi di spettatori. Poi, dopo un attimo di silenzio, disse: \u00abTutto \u00e8 pronto, Dwar Ev\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Dwar Ev abbass\u00f2 la leva. Si ud\u00ec un formidabile ronzio che concentrava tutta la potenza, tutta l\u2019energia di novantasei miliardi di pianeti. Grappoli di luci multicolori lampeggiarono sull\u2019immenso quadro, poi, una dopo l\u2019altra, si attenuarono.<\/em><br \/>\n<em>Dwar Ev fece un passo indietro e trasse un profondo respiro.<\/em><br \/>\n<em>\u00abL\u2019onore di porre la prima domanda spetta a te, Dwar Reyn.\u00bb<\/em><br \/>\n<em>\u00abGrazie\u00bb, disse Dwar Reyn. \u00abSar\u00e0 una domanda cui nessuna macchina cibernetica ha potuto, da sola, rispondere.\u00bb<\/em><br \/>\n<em>Torn\u00f2 a voltarsi verso la macchina.<\/em><br \/>\n<em>\u00abC\u2019\u00e8 Dio?\u00bb<\/em><br \/>\n<em>L\u2019immensa voce rispose senza esitazione, senza il minimo crepitio di valvole o condensatori.<\/em><br \/>\n<em>\u00abS\u00ec: adesso, Dio c\u2019\u00e8.\u00bb<\/em><br \/>\n<em>Il terrore sconvolse la faccia di Dwar Ev, che si slanci\u00f2 verso il quadro di comando.<\/em><br \/>\n<em>Un fulmine sceso dal cielo senza nubi lo incener\u00ec, e fuse la leva inchiodandola per sempre al suo posto.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>La risposta di Fredric Brown<\/em><br \/>\n<em>traduzione di Carlo Fruttero da<\/em><br \/>\n<em>L\u2019ora di fantascienza, Giulio Einaudi Editore, 1982<\/em><\/p>\n<p>Pur essendo stato scritto negli anni Cinquanta, quando i computer erano enormi armadi pieni di luci intermittenti e occupavano una stanza intera con un briciolo della potenza computazionale dei nostri smartphone odierni, e soprattutto l&#8217;Intelligenza Artificiale era solo un concetto astratto da romanzi di fantascienza, <strong><span style=\"color: #333399;\">questo racconto \u00e8 quanto mai attualissimo.<\/span><\/strong> Fredric Brown voleva mostrarci il rischio dell&#8217;automazione, della delega completa delle attivit\u00e0 e delle decisioni a sistemi capaci di pensare (o agire, quantomeno) in autonomia, senza alcun intervento umano. In tutti i racconti e romanzi di fantascienza, dove vi sia un&#8217;entit\u00e0 meccanica superiore (un calcolatore, un androide, un sistema), la domanda che viene posta dall&#8217;essere umano verso questa entit\u00e0 \u00e8 sempre la stessa: la conferma dell&#8217;esistenza di Dio, mostrando anche l&#8217;assurdit\u00e0 di una richiesta cos\u00ec filosofica, legata alla vita umana e alle sue credenze, rivolta a una macchina senza anima. Anche L&#8217;architetto della saga cinematografica <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Matrix\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Matrix<\/em><\/a>\u00a0dei fratelli Wachowski, il software creatore della simulazione Matrix stessa dove gli esseri umani sono intrappolati, viene associato a Dio.<\/p>\n<p>Le prime righe del racconto di Fredric Brown mostrano quanto gli esseri umani (nota: in qualche analisi critica si ipotizza che i personaggi siano in realt\u00e0 alieni, ma se l&#8217;Universo \u00e8 completamente collegato e tutte le specie si conoscono, la distinzione non ha nemmeno pi\u00f9 valore, a mio parere) abbiano sottostimato il pericolo: la leva avrebbe collegato tutte le super calcolatrici disponibili nei novantasei miliardi di pianeti, in un certo senso una enorme Internet dell&#8217;Universo, per avere disponibile tutto il sapere di tutte le galassie, un&#8217;enciclopedia senza limiti, una Wikipedia di tutte le materie e in tutte le lingue. <strong><span style=\"color: #333399;\">Per\u00f2 scaturisce pur sempre dalla conoscenza umana, non pu\u00f2 inventare ci\u00f2 che non sa<\/span><\/strong> (e infatti, nemmeno l&#8217;attuale Intelligenza Artificiale lo fa, semplicemente sbaglia risposta e sembra &#8220;inventare&#8221;). Quindi l&#8217;Uomo che chiede alla Macchina se esiste Dio, che risposta si aspetta? Forse che Dio \u00e8 l&#8217;Uomo stesso, dato che \u00e8 il creatore della Macchina?<br \/>\nLa risposta \u00e8 la pi\u00f9 brutale possibile. Adesso c&#8217;\u00e8 Dio (e prima non c&#8217;era o si nascondeva). Ma questo Dio, sovrano assoluto, onnipotente e onnisciente, che incenerisce un essere umano per proteggere se stesso, non \u00e8 affatto benevolo. Era davvero quel Dio che l&#8217;Umanit\u00e0 andava cercando?! Non sar\u00e0 che, proprio quale estensione massima della conoscenza dell&#8217;Uomo, questo Dio ha assimilato e fatto propria la malvagit\u00e0 dell&#8217;essere umano stesso? <strong><span style=\"color: #333399;\">La tecnologia senza controllo non \u00e8 affidabile, cos\u00ec come nemmeno l&#8217;Uomo lo \u00e8 per se stesso.<\/span><\/strong><\/p>\n<h2><span style=\"color: #333399;\">L\u2019originale<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #333399;\">The Answer by Fredric Brown<\/span><\/h2>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Dwar Ev ceremoniously soldered the final connection with gold. The eyes of a dozen television cameras watched him and the subether bore throughout the universe a dozen pictures of what he was doing.<\/em><br \/>\n<em>He straightened and nodded to Dwar Reyn, then moved to a position beside the switch that would complete the contact when he threw it. The switch that would connect, all at once, all of the monster computing machines of all the populated planets in the universe &#8211; ninety-six billion planets &#8211; into the supercircuit that would connect them all into one supercalculator, one cybernetics machine that would combine all the knowledge of all the galaxies.<\/em><br \/>\n<em>Dwar Reyn spoke briefly to the watching and listening trillions. Then after a moment&#8217;s silence he said, &#8220;Now, Dwar Ev.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>Dwar Ev threw the switch. There was a mighty hum, the surge of power from ninety-six billion planets. Lights flashed and quieted along the miles-long panel.<\/em><br \/>\n<em>Dwar Ev stepped back and drew a deep breath. &#8220;The honor of asking the first question is yours, Dwar Reyn.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Thank you,&#8221; said Dwar Reyn. &#8220;It shall be a question which no single cybernetics machine has been able to answer.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>He turned to face the machine. &#8220;Is there a God?&#8221;<\/em><br \/>\n<em>The mighty voice answered without hesitation, without the clicking of a single relay.<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Yes, now there is a God.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>Sudden fear flashed on the face of Dwar Ev. He leaped to grab the switch.<\/em><br \/>\n<em>A bolt of lightning from the cloudless sky struck him down and fused the switch shut.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>The Answer by Fredric Brown<\/em><br \/>\n<em>Angels and Spaceships, 1954<\/em><\/p>\n<p>Contrariamente al racconto <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/sentinella-fredric-brown-bias-cognitivi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Sentinella<\/em><\/a>, qui non ci sarebbe nemmeno stato bisogno di verificare il testo originale in inglese, perch\u00e9 la traduzione di Carlo Fruttero \u00e8 decisamente buona e comunque non abbiamo quel gioco particolare, dove le parole scelte dall&#8217;autore hanno un ruolo fondamentale sulla sorpresa finale. <strong><span style=\"color: #333399;\">Qui l&#8217;unica parola importante \u00e8 Dio.<\/span> <\/strong>L&#8217;unica differenza, anche se non \u00e8 di poco conto, \u00e8 che in italiano si considera &#8220;Dio&#8221; come figura univoca, quasi un nome proprio di persona, mentre nell&#8217;originale inglese \u00e8 &#8220;a God&#8221;, un Dio, come se ce ne potessero essere pi\u00f9 di uno. Proprio questo mi fa pensare che l&#8217;Uomo voleva sentirsi rispondere che \u00e8 proprio lui il suo stesso Dio.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra particolarit\u00e0 che ho scoperto consultando alcuni contenuti di lingua inglese \u00e8 la scelta dei nomi degli esseri umani, Dwar Ev e Dwar Reyn, rappresentati dall&#8217;autore al maschile (&#8220;him&#8221; e &#8220;he&#8221; usati per entrambi). Sembra infatti che negli anni &#8217;50 fosse pratica comune per gli autori americani di fantascienza usare per i nomi propri dei personaggi o degli oggetti delle parole troncate o modificate dalla lingua comune, mantenendo la stessa assonanza e cos\u00ec il legame simbolico con il termine originale.<br \/>\nIn questo caso, <strong><span style=\"color: #333399;\">&#8220;Dwar&#8221; pi\u00f9 che un cognome sembra rappresentare un titolo onorifico,<\/span><\/strong> un grado militare o una qualifica, come il nostro Presidente, Comandante o Dottore. La parola &#8220;Dwar&#8221; ricorda il suono dell&#8217;inglese &#8220;Dwarf&#8221; (manca solo la &#8220;f&#8221;) che significa &#8220;nano&#8221;. Fredric Brown potrebbe in effetti averlo scelto per mettere in evidenza la piccolezza dell&#8217;Uomo rispetto all&#8217;immensit\u00e0 dell&#8217;Universo, alla potenza della Macchina e di quel Dio che va cercando.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333399;\">Il nome &#8220;Ev&#8221; suona esattamente come la parola inglese &#8220;Eve&#8221;, la nostra Eva della Bibbia.<\/span> <\/strong>Nel libro della Genesi \u00e8 la prima donna ed \u00e8 colei che genera la Vita, seconda solo alla prima creazione di Dio. E infatti in questo racconto \u00e8 proprio Dwar Ev a compiere l&#8217;atto finale, abbassare quella leva che collega tutti i super calcolatori, dando cos\u00ec la vita a questo Dio. Per\u00f2 si accorge subito dell&#8217;errore, del suo peccato originale oserei dire, e quando tenta di riabbassare la leva viene incenerito.<br \/>\nDall&#8217;altra parta abbiamo il nome &#8220;Reyn&#8221; che evoca tre diverse assonanze: la parola inglese &#8220;Reign&#8221; che vale sia come sostantivo &#8220;regno&#8221;, che come verbo &#8220;regnare&#8221;; la parola spagnola &#8220;Rey&#8221; che identifica proprio il &#8220;Re&#8221;; nelle lingue germaniche e nell&#8217;antico norreno, la radice &#8220;Reyn&#8221; significa letteralmente &#8220;consiglio&#8221; o &#8220;saggezza&#8221;, qualit\u00e0 che in genere si richiedono proprio a chi &#8220;regna&#8221; su un territorio e la sua popolazione. In questo racconto, mentre Dwar Ev ha un ruolo prettamente operativo, <strong><span style=\"color: #333399;\">Dwar Reyn sembra invece investito dell&#8217;autorit\u00e0,<\/span><\/strong> una figura prestigiosa che ha l&#8217;incarico di parlare ai miliardi di spettatori collegati in ascolto per l&#8217;evento epocale e soprattutto l&#8217;onore di porre la prima domanda al super calcolatore. Probabilmente ha anche la doverosa mansione di scegliere una domanda intelligente e al contempo eccezionale, per sottolineare l&#8217;inizio di un nuovo corso per l&#8217;universo intero.<br \/>\nDopo questa riflessione allora mi chiedo: perch\u00e9 Fredric Brown non ha dato un nome anche al super calcolatore iperconnesso?! \ud83d\ude42<\/p>\n<h2><span style=\"color: #333399;\">La presunzione dell&#8217;Uomo<\/span><\/h2>\n<p>In questo suo La risposta, a differenza dell&#8217;altro racconto <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/sentinella-fredric-brown-bias-cognitivi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Sentinella<\/em><\/a>, Fredric Brown non gioca con i bias cognitivi della psicologia moderna, ma utilizza due grandi paradossi filosofici, che dimostrano la fallacia del pensiero umano: l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Antropocentrismo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Antropocentrismo<\/em><\/a>, ossia la presunzione dell&#8217;Uomo di essere al centro dell&#8217;intero Universo e superiore al resto del mondo animale, e la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Profezia_che_si_autoadempie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Profezia che si autoavvera<\/em><\/a>, un meccanismo studiato in sociologia per cui gli individui, spaventati da un evento futuro, cambiano il loro comportamento in modo tale da causare l&#8217;evento stesso tanto temuto.<\/p>\n<p>La centralit\u00e0 dell&#8217;Antropocentrismo si manifesta anche con <strong><span style=\"color: #333399;\">la supposizione che qualsiasi altra intelligenza, suprema o divina, condivida lo stesso pensiero dell&#8217;essere umano<\/span><\/strong>, le medesime preoccupazioni, le sue identiche prospettive, un uguale scala di valori. Ecco perch\u00e9 i personaggi del racconto, e un po&#8217; anche noi leggendolo, ci attendiamo una risposta &#8220;buona&#8221; da parte del super calcolatore, una sua collaborazione (forse ancora di pi\u00f9 una sua sottomissione) con l&#8217;Umanit\u00e0.<br \/>\nSembra quasi che all&#8217;Uomo non interessi sapere davvero se Dio (o un Dio) esiste, o meglio ancora, se esisteva prima di questa Macchina. Piuttosto pare voglia sentirsi rispondere che Dio esiste adesso perch\u00e9 l&#8217;Uomo lo ha creato.<br \/>\nLa Profezia che si autoavvera ribalta completamente il finale: non solo il super calcolatore non rispetta la vita dell&#8217;essere umano ed \u00e8 disposto ad ucciderlo per salvaguardare la sua esistenza, ma <strong><span style=\"color: #333399;\">\u00e8 stato l&#8217;Uomo stesso a creare la tecnologia che lo distrugger\u00e0<\/span><\/strong>, finendo per essere sottomesso a sua volta. Questo \u00e8 il grande monito di Fredric Brown: quando l&#8217;Uomo si crede superiore a Dio, finisce per trovare un altro Dio che lo mander\u00e0 in frantumi.<\/p>\n<p>Anche se non \u00e8 mai l&#8217;invenzione in s\u00e9 a procurare il danno, ma l&#8217;utilizzo stupido che poi ne fa l&#8217;Uomo: si pensi alla scoperta dell&#8217;energia nucleare, ai suoi risvolti in medicina diagnostica e al suo impiego letale nella bomba atomica. Lo stesso rischia di accadere anche per l&#8217;Intelligenza Artificiale, un&#8217;innovazione che dovrebbe aiutarci a risolvere, con la sua potenza di calcolo, i grandi problemi dell&#8217;Umanit\u00e0 (trovare una cura per le malattie, cancellare la fame nel mondo, annullare l&#8217;impatto ambientale, ottimizzare il consumo energetico), viene invece sprecato per generare immagini, correggere testi, creare video e notizie fasulle&#8230;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #333399;\">42 \u00e8 la risposta!<\/span><\/h2>\n<p>Se anche voi avete letto il romanzo di Douglas Adams <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/guida-galattica-per-gli-autostoppisti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Guida galattica per gli autostoppisti<\/em><\/a>\u00a0sapete che la risposta alla &#8220;Domanda Fondamentale sulla Vita, sull&#8217;Universo e Tutto quanto&#8221; \u00e8 42. Il super calcolatore Pensiero Profondo ha dato come risultato un numero. Che non pu\u00f2 logicamente essere la risposta al quesito \u00abC\u2019\u00e8 Dio?\u00bb, deve trattarsi di qualcos&#8217;altro, qualcosa di matematico senza dubbio. Pubblicato nel 1979, in tanti si sono lambiccati sul significato profondo del numero 42 all&#8217;interno del libro, senza trovare soluzione.<br \/>\nFinch\u00e9 nel 1993 Douglas Adams in persona ha svelato l&#8217;enigma: <em>\u00abEra uno scherzo. Doveva essere un numero, un numero ordinario e relativamente piccolo, e io scelsi quello. Rappresentazioni binarie, calcoli in base tredici e monaci tibetani sono tutte sciocchezze. Ero seduto alla mia scrivania e, fissando il giardino, pensai: &#8220;42 pu\u00f2 andare&#8221;. Lo scrissi a macchina. Fine della storia.\u00bb<\/em><br \/>\nNessuna Intelligenza Artificiale potr\u00e0 mai battere la genialit\u00e0 di certi scrittori. \ud83d\ude09<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Quarantadue!&#8221; url\u00f2 Loonquawl. &#8220;Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che sai dire dopo un lavoro di sette milioni e mezzo di anni?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ho controllato molto approfonditamente,&#8221; disse il computer, &#8220;e questa \u00e8 sicuramente la risposta. Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual \u00e8 la domanda&#8221;.<br \/>\nGuida galattica per gli autostoppisti, Douglas Adams<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dibattito sull&#8217;utilizzo dell&#8217;Intelligenza Artificiale nella scrittura e nell&#8217;editoria si sta scaldando, soprattutto dopo la pubblicazione di alcuni studi, uno citato anche dal New York Times lo scorso luglio, che evidenziano come i libri scritti con l&#8217;Intelligenza Artificiale stiano sempre pi\u00f9 invadendo il mercato e penalizzando le vendite delle produzioni interamente autoriali, soprattutto nella narrativa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":30187,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[23,25,33],"class_list":["post-30188","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-risorse-per-scribacchini","tag-scrittura","tag-tecniche","tag-utility"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v27.8 (Yoast SEO v27.8) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Possiamo fidarci dell&#039;Intelligenza Artificiale? 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