{"id":30124,"date":"2026-05-30T17:04:42","date_gmt":"2026-05-30T15:04:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=30124"},"modified":"2026-05-30T17:04:42","modified_gmt":"2026-05-30T15:04:42","slug":"terapie-armando-bisogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/terapie-armando-bisogno\/","title":{"rendered":"Terapie di Armando Bisogno"},"content":{"rendered":"<p>Questo romanzo, e prima ancora questo editore, \u00e8 stato una delle sorprese dello scorso <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/book-pride-milano-2026\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Book Pride Milano 2026<\/em><\/a>, un incontro fortunato dovuto alla casualit\u00e0 di una frase dell&#8217;amica Sandra Fa\u00e9 che mi accompagnava in esplorazione.<br \/>\nSe lei non avesse buttato l\u00ec, quasi sussurrando soprappensiero, la frase &#8220;Ah, questo \u00e8 un editore di Padova\u2026&#8221;, io non mi sarei bloccata su due piedi a curiosare lo stand alla nostra sinistra di <a href=\"https:\/\/detomieditore.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>De Tomi Editore<\/em><\/a>, mentre camminavamo lungo la corsia della fiera. &#8220;Ma come di Padova? Sei sicura?&#8221; le risposi io scettica, mentre scrutavo i poster appesi, le vari locandine, i d\u00e9pliant sul banchetto, alla ricerca dell&#8217;indirizzo che confermasse l&#8217;affermazione. \u201cS\u00ec, s\u00ec, \u00e8 di Padova, l\u2019ho visto su Instagram e poi li ho conosciuti al Salone\u2026 scommettiamo?!\u201d insiste lei. Non mi permetterei mai di scommettere con Sandra qualcosa sul mercato editoriale, lo conosce cos\u00ec bene che sarebbe una partita persa in partenza. Allora mi sono avvicinata e ho chiesto alla ragazza dietro al banchetto, con uno scambio alquanto divertente, dove gi\u00e0 solo i nostri accenti confermavano la stessa provenienza. S\u00ec, sono di Padova, ed esattamente di Cadoneghe, che \u00e8 una zona a nord della provincia.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 solo questo, perch\u00e9 a colpirmi sono state soprattutto le copertine delle loro edizioni. In un&#8217;epoca invasa da romanzi con tristissime copertine elaborate con l&#8217;Intelligenza Artificiale, pressoch\u00e9 anonime per non dire eticamente ripugnanti, trovare delle illustrazioni dipinte con la tecnica, immensamente poetica, dell\u2019acquerello fa davvero la differenza. Bellissime. Anche il banchetto ordinato, i libri organizzati per genere letterario, ogni cartaceo col suo segnalibro coordinato, i talloncini scuri con le indicazioni chiare, dimostravano una cura d&#8217;altri tempi. Aggiungiamoci poi i sorrisi carichi di entusiasmo di chi stava l\u00ec ad accogliere il lettore, nonostante &#8211; lo sappiamo bene &#8211; gestire una fiera \u00e8 sempre faticoso e stressante. Dovevo assolutamente portarmi a casa qualcosa, ma era davvero difficile scegliere cosa.<\/p>\n<p>Le pubblicazioni di De Tomi Editore si dividono in quattro collane: <em>Rivelazioni<\/em>, storie che abbracciano la vasta gamma di emozioni umane, ovvero la narrativa non di genere; <em>Enigmi<\/em>, opere che svelino le ombre nascoste della mente umana, ricche di suspense e mistero, ovvero gialli, noir e thriller; <em>Universi<\/em>, trame che trasportano in mondi straordinari di magia, tecnologia e fantasia, ovvero fantascienza e fantasy; <em>Incubi<\/em>, storie che tolgono il sonno, incubi densi di paura e terrore, puro horror. Non so perch\u00e9, ma avevo voglia di un poliziesco, probabilmente anche per compensazione rispetto agli altri acquisti gi\u00e0 fatti alla fiera. Cos\u00ec mi sono avvicinata alla parte dedicata agli Enigmi e la ragazza mi ha suggerito questo romanzo, un commissario di Polizia costretto a una terapia psicologica particolare: scrivere!<\/p>\n<p>Come indicato sul sito dell&#8217;editore, <span style=\"color: #993300;\"><strong>Terapie di Armando Bisogno non \u00e8 il solito poliziesco violento con inseguimenti e sparatorie<\/strong><\/span>, non ci sono assassini feroci, cadaveri sminuzzati, sangue che scorre in ogni pagina. Niente di tutto questo. Ci sono casi di normale quotidianit\u00e0, incidenti misteriosi, malintesi verbali, pestaggi e soprusi, avvelenamenti accidentali e morti ahim\u00e8 naturali. Proprio per questo, sono episodi molto pi\u00f9 vicini a noi lettori. Perch\u00e9 il romanzo si chiami &#8220;Terapie&#8221; lo si scopre proprio leggendo, non solo per le condizioni psicologiche del suo protagonista, ma perch\u00e9 in fondo, un po&#8217; tutti gli accusati avrebbero necessit\u00e0 di un aiuto.<\/p>\n<p>Se volete dare una sbirciatina a questo <a href=\"https:\/\/detomieditore.it\/products\/terapie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Terapie<\/em><\/a>, alla scheda del libro sul sito dell&#8217;editore, trovate <a href=\"https:\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0757\/7118\/3442\/files\/Terapie_ESTRATTO.pdf?v=1716978763\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>un breve estratto delle prime 13 pagine<\/em><\/a> del romanzo. Qui invece vi racconto le mie impressioni, che di terapie per mezzo della scrittura ne so qualcosa. \ud83d\ude09<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-30123 size-full\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Terapie_Armando_Bisogno_segnalibro.png\" alt=\"Terapie di Armando Bisogno - segnalibro\" width=\"690\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Terapie_Armando_Bisogno_segnalibro.png 690w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Terapie_Armando_Bisogno_segnalibro-300x82.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px\" \/><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\">Le terapie del Commissario Malversi<\/span><\/h2>\n<p>Il protagonista di questo romanzo \u00e8 il commissario di polizia Andrea Malversi, cinquant&#8217;anni, al momento single e con una figlia adolescente, Laura di sedici anni, mentre la madre della ragazza, dapprima contraria al loro matrimonio, si \u00e8 poi sposata con un altro uomo. Forse proprio per la mancanza di una donna al suo fianco, Malversi si sente inadeguato come padre, incapace di stabilire un confine chiaro tra la responsabilit\u00e0 di genitore, quella di poliziotto e la necessit\u00e0 di rimanere da solo con se stesso, di tanto in tanto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abPap\u00e0, il problema \u00e8 che a volte tu non ti rendi conto di essere un pezzo di una rete. Un pezzo importante. Sembra che tu pensi alla tua vita soltanto come una specie di videogioco in cui devi portare a termine certe missioni\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u201cUn\u2019immagine perfetta che sarebbe piaciuta tantissimo al mio terapeuta\u201d, pens\u00f2 il commissario.<\/em><br \/>\n<em>\u00abOk. Parliamo di questa cosa. Mi dispiace per stanotte. E per stamattina. Forse ho esagerato. Anzi, sicuramente ho esagerato. Ma non mi sembra di essere un irresponsabile. Non vado al lavoro tutte le mattine? Non faccio la spesa? Non cucino? Non pago le bollette? A me sembra che faccia tutto quello che devo\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abE infatti, proprio di questo sto parlando. Quando ti ho detto che sei un irresponsabile non intendevo dire che non pensi a me, alla casa, al lavoro o agli amici ma che ci pensi, come dire, male.[&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>Dovresti smetterla di pensare agli altri soltanto come impegni da rispettare per senso del dovere, tutto qui. A volte ho l\u2019impressione che per te siamo tutti solo delle trottole e che passi la vita cercando di dare un colpetto a tutte prima che si fermino, perch\u00e9 qualcuno ti ha detto che il senso della tua vita \u00e8 questo: non farci cadere. Cos\u00ec fai finta di non capire che abbiamo bisogno anche di altro. Abbiamo bisogno di sentire che, quando fai delle scelte, noi ci siamo e ci siamo come persone alle quali vuoi bene, non solo come doveri da assolvere.<\/em><\/p>\n<p>Ad aiutarlo al commissariato della cittadina di Fossa Etrusca, nella sconosciuta provincia di Lirino, c&#8217;\u00e8 la sua squadra di angeli custodi, l&#8217;agente Tonino, soprannominato &#8220;per sempre&#8221;, e il vicecommissario Graziella, definita &#8220;non ancora&#8221;.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>I capelli e la barbetta, rossi come il radicchio che il padre ancora coltivava a Motta di Livenza in provincia di Treviso, incorniciavano il faccione gentile dell\u2019agente Modun Antonio detto Tonino, trentacinquenne veneto emigrato a sud per un grande amore poco corrisposto, sposato male e divorziato peggio.[&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>Tonino era la devozione fatta ragione di vita. Il commissario era sicuro che, in cuor suo, Tonino avesse deciso che sarebbe rimasto fedele per tutta la vita alla sua ex moglie. Quella stronza, avrebbe aggiunto Malversi. Viveva il lavoro da poliziotto con un\u2019abnegazione totale, come se dalla sua puntualit\u00e0 al mattino o da come metteva in ordine i fascicoli dipendesse la salvezza dell\u2019umanit\u00e0. Era un ossessivo placido, nel senso che custodiva ogni cosa della sua vita con un ordine maniacale ma senza pretendere che gli altri attorno a lui facessero lo stesso. Lui ne aveva bisogno come disciplina personale ma tollerava con sapienza trevigiana quelli come Malversi, che invece vivevano nelle bolge dell\u2019entropia.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Il vicecommissario Gazzaroti Graziella allontan\u00f2 dagli occhi la frangetta che il parrucchiere le lasciava sempre di due centimetri pi\u00f9 lunga del dovuto e cominci\u00f2 a fare il punto mentre le gambe, accavallate in jeans a zampa, lasciavano intravedere dei calzini corti fantasia arcobaleno leggermente scoloriti ma comunque in pendant con la maglia a collo alto a righe, regalata dall\u2019eterno fidanzato Bruno.[&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>Il vicecommissario Gazzaroti era, invece, una specie di principessa delle favole dolce e sfigata. Vestiva in modo sempre improbabile, quasi come se cercasse il giusto equilibrio tra elegante e casual finendo per dar vita a un mix di abiti, colori e accessori un po\u2019 clownesco, che per\u00f2 indossava con grande nonchalance. Ogni tanto arrivavano in ufficio mazzi di rose di supporto all\u2019ennesima, inutile proposta di matrimonio di Bruno, un povero cristo che faceva l\u2019autista di autobus, l\u2019amava da tanto ma la capiva poco. Il punto era che Graziella non aveva mai deciso cosa fare da grande, ma viveva con<\/em><br \/>\n<em>serenit\u00e0 questa condizione di perenne imperfetta ed evitava le paranoie ansiogene di quelli come Malversi, che si sentivano sempre degli impostori della vita.<\/em><\/p>\n<p>Questo libro raccoglie quattro indagini del commissario Malversi, non esattamente legate tra loro, anche se seguono un ordine cronologico specifico. Vi lascio solo qualche indizio, per stuzzicare il vostro interesse e invitarvi alla lettura.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">1. Catastrofi<\/span><\/strong><br \/>\nAl monastero di Santa Cecilia, arroccato sulla montagna che sovrasta Fossa, \u00e8 scomparso il confratello Barnaba, senza lasciare alcuna traccia. L&#8217;arcivescovo in persona ha richiesto aiuto al questore, che ha incaricato direttamente Malversi di indagare. Nel frattempo, il professor Spiri, classe 1952, in pensione dal Liceo Classico dove hanno studiato quasi tutti l\u00ec a Fossa, chiama in commissariato dicendo di aver avvelenato la moglie con il caff\u00e8&#8230;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>L\u2019abate fece segno a Malversi di seguirlo fuori.<\/em><br \/>\n<em>\u00abCos\u00ec se vuole pu\u00f2 fumare\u00bb disse sedendosi.<\/em><br \/>\n<em>\u00abSi sente tanto la puzza?\u00bb<\/em><br \/>\n<em>\u00abAbbastanza. Soprattutto se fuma quella robaccia industriale\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Malversi lo guard\u00f2 sorpreso.<\/em><br \/>\n<em>\u00abMi aspetti un attimo qui\u00bb aggiunse l\u2019abate alzandosi e tornando nella cella. Dopo qualche minuto, usc\u00ec fuori con una scatola di legno liscia e senza decori, ma comunque molto raffinata. La poggi\u00f2 sul tavolino davanti a Malversi e si sedette.<\/em><br \/>\n<em>\u00abCoraggio, apra\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Malversi obbed\u00ec come un giovane oblato. Nella scatola, disposti verticalmente e ordinati per misura, c\u2019erano a dir poco trenta sigari, alcuni cubani e molti nazionali che non aveva mai visto in vendita. C\u2019erano almeno cinque Montecristo n. 2, un paio di Davidoff Nicaragua Toro e altrettanti Cohiba. L\u2019abate prese un Behike e cominci\u00f2 ad annusarlo. Malversi non era un tabagista maniaco, ma sapeva che quel sigaro non poteva costare meno di quattrocento dollari.<\/em><br \/>\n<em>\u00abLo proviamo?\u00bb chiese l\u2019abate, sottraendo il trincia sigari allo sguardo perplesso di Malversi. \u00abCommissario, siamo monaci, non fanatici. Se Dio ha inventato il tabacco e il fuoco, non vedo cosa ci sia di male a unire due cose cos\u00ec belle. Del resto, ognuno contribuisce alla vita della Chiesa come pu\u00f2. C\u2019\u00e8 chi preferisce regalare sigari, invece che lasciare soldi nelle cassette delle offerte\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">2. Schiavi<\/span><\/strong><br \/>\nAlle palazzine, edilizia popolare degli anni &#8217;60, un camionista di cinquantasette anni ha tentato il suicidio buttandosi dal terzo piano. Ma qualcosa non torna. Tutti conoscono l&#8217;uomo, un tipo sempre allegro, che aiutava molto la comunit\u00e0, una bella persona. Possibile che la paura del licenziamento l&#8217;abbia davvero portato a un gesto estremo?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abTonino, ancora? Non la puoi difendere la cazzata che hai fatto, vuoi capirlo o no?\u00bb<\/em><br \/>\n<em>\u00abNon la voglio difendere dottore per\u00f2\u2026\u00bb<\/em><br \/>\n<em>\u00abPer\u00f2 niente Ton\u00ec. Per\u00f2 niente. Noi non siamo i giustizieri della notte. Io non sono l\u2019Uomo Ragno e tu non sei Hulk. Non possiamo fare il cazzo che ci pare e picchiare la gente, per giunta senza lo straccio di una prova che abbiano commesso un reato! Questo non significa che non avrei preso a bastonate nelle ginocchia anche io quel biondino che mi parlava con quella spocchia del cazzo. Per\u00f2 se cominci a dare mazzate solo perch\u00e9 ti fanno saltare i nervi, diventi proprio come loro e a quel punto, Ton\u00ec, \u00e8 tutto finito. \u00c8 tutto finito\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">3. Maestri<\/span><\/strong><br \/>\nQuesta \u00e8 la mia preferita, davvero una piccola opera d&#8217;arte! Alle 3.00 di un venerd\u00ec notte il professor Luzi viene sorpreso all&#8217;interno della scuola, con sedici studenti, alcuni ancora minorenni, con tre grammi di erba, una bambola gonfiabile e due casse di birra. E dichiara che \u00e8 una delle sere pi\u00f9 belle della sua vita! Tocca proprio a Malversi raccogliere la sua lunga deposizione. Comincia tutto con un certificato medico\u2026<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Il segretario continuava a guardarmi, fino a che non mi ha chiesto, molto imbarazzato e scambiandosi occhiate con gli altri impiegati \u2018Ma\u2026\u00e8 vero quello che dicono dall\u2019ospedale?\u2019. Li ho fissati a turno. Che avevano mai potuto dire dall\u2019ospedale? Un infarto \u00e8 un infarto, no? \u00c8 il cuore che si ferma e poi riparte. Che c\u2019era da aggiungere? Nulla, no? \u2018In che senso?\u2019 mi \u00e8 sembrata la cosa meno stupida da dire. Il segretario ha prima mormorato un imbarazzato \u2018Professore\u2026\u2019 e poi, dopo aver cercato di decifrare la mia faccia impassibile, ha aggiunto \u2018forse non si ricorda pi\u00f9 nemmeno questo. Legga qui\u2019 e mi ha allungato un foglio che altro non era se non le dimissioni dell\u2019ospedale, con la mia anamnesi completa, diagnosi, terapie e prognosi. Ho notato, sia detto per inciso, che era fin troppo dettagliata per essere una semplice comunicazione di dimissioni. Comunque, in cima al documento la parola anamnesi era cerchiata ed evidenziata. Una volta letto tutto, ho alzato gli occhi e non sono riuscito a essere pi\u00f9 prolisso di un \u2018emb\u00e8?\u2019. L\u00ec \u00e8 cominciata la farsa vera. Ora le leggo quello che \u00e8 successo. Il segretario mi guarda e, serio serio, mi dice: \u2018Ma come emb\u00e8\u2026 professore\u2026\u2019 Pausa. \u2018Qua sta scritto che voi avete avuto una anamnesi completa!\u2019. La cosa ha cominciato ad apparirmi fastidiosa e ho insistito \u2018Ripeto. Emb\u00e8?\u2019. \u2018Ma come emb\u00e8? Leggete, leggete: a-n-a-m-n-e-s-i-c-o-m-p-l-e-t-a! Significa che per quella botta tremenda vi siete dimenticato tutto! E mica me lo sono inventato io!\u2019\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abCio\u00e8, mi faccia capire. La sua segreteria aveva&#8230;\u00bb<\/em><br \/>\n<em>\u00abConfuso una semplice anamnesi con una tragica amnesia, proprio cos\u00ec\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abSta scherzando?\u00bb<\/em><br \/>\n\ud83d\ude00 \ud83d\ude00 \ud83d\ude00<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">4. Ricordi<\/span><\/strong><br \/>\nMalversi torna per un paio di giorni a Roccarotonda, nella casa di famiglia della madre e dei nonni, invitato da Giorgino, il sindaco del piccolo borgo. Un invito per\u00f2 interessato: la vecchia cava \u00e8 stata espropriata per installare un ripetitore 5G, cos\u00ec da portare tecnologia, servizi e turismo in quel piccolo paese a rischio estinzione. Alcuni incidenti hanno bloccato i lavori e Giorgino chiede l&#8217;aiuto di Malversi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abTi ricordi quando sono stato male, poco dopo la morte di mio nonno? Quelli che venivano a trovarmi mi dicevano tutti \u2018non preoccuparti che Alfio ti guarda e ti protegge da lass\u00f9\u2019. Che sar\u00e0 pure vero, non dico niente. Per\u00f2 onestamente preferisco pensare che mio nonno mi guardi, ma non da lass\u00f9. Mi guarda da qui dentro\u00bb, indic\u00f2 la testa con le due dita tra cui stringeva la sigaretta accesa. \u00abMio nonno sta qui, nelle cose che mi ha insegnato, in quelle che abbiamo fatto insieme. Anche in quelle per cui l\u2019ho odiato, vaffanculo. Quando vengo qui penso solo a questo. Solo i ricordi restano. I riti. Le cose che hai costruito. Due cose devi fare nella vita tua. Cercare di essere felice e intanto costruire cose belle. Perch\u00e9 per quelli che resteranno io non sar\u00f2 un\u2019anima ma solo ricordi, quando non ci sar\u00f2 pi\u00f9. Perci\u00f2 devi fare cose belle. Per lasciare ricordi. Tu fai cose belle, Andr\u00e8? Cose che qualcuno ricorder\u00e0 quando te ne sarai andato?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">Quest&#8217;ultima indagine mi ha incuriosito sui luoghi del romanzo.<\/span><\/strong> Fossa Etrusca \u00e8 infatti un nome di fantasia, cos\u00ec come la provincia di Lirino. Esiste per\u00f2 il comune di Fossa, in provincia dell&#8217;Aquila in Abruzzo, e guarda caso vicino si trovano Rocca di cambio e Rocca di mezzo, cos\u00ec simili a quelle Roccarotonda e Roccadisotto (dispregiativo di Rocca Marina), seppure senza il mare di mezzo. Tutte non troppo lontane da Roma, in fondo, che viene nominata come la grande citt\u00e0 dove cercare realizzazione e successo. Quindi l\u00ec mi sono immaginata la narrazione, forse un pochino spostata verso le Marche, nelle zone che talvolta scelgo per le mie vacanze estive.<\/p>\n<p>Al termine di ogni indagine, scopriamo da un post scriptum che questi racconti sono scritti direttamente dallo stesso Malversi, come forma terapeutica, insieme a 25 mg di Valdoxan da prendere ogni sera, contro la depressione. Sono esattamente le sue &#8220;Terapie&#8221;, titolo del libro, comprese le sue personali riflessioni sui casi appena risolti.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">Il pregio di questo romanzo \u00e8 l&#8217;umanit\u00e0, la sua forza e le sue fragilit\u00e0 mescolate con un tocco di malinconia.<\/span><\/strong> Ci sono quei personaggi caratteristici, che riconosciamo un po&#8217; tutti come parte della nostra infanzia, e qui vengono tratteggiati in maniera quasi poetica: il religioso integerrimo e quello corrotto, il professore in pensione, avvelenato dalla vita, e quello a scuola, avvelenato dall&#8217;ignoranza della scuola, gli amici fraterni che ti ubriacano ma ti salvano anche dalla solitudine, il barista filosofo e acuto osservatore della natura umana.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Questo posto rende immortali, te l\u2019ho sempre detto. Vedi?\u00bb indic\u00f2 le sedie fuori dalla vetrina, sulla strada. \u00abQuello \u00e8 il mio osservatorio sul mondo. Il mondo di Roccarotonda, dirai. Beh, s\u00ec. Un posto del cazzo, certo, ma comunque un posto in cui ci sono le stesse follie del posto del cazzo in cui vivi tu. Sono come mio nonno, Andr\u00e8. Sto in trincea e prendo nota. Bevo, mi siedo e guardo gli altri e tutta la roba che si portano dentro. Cose meschine mischiate ad aspirazioni pi\u00f9 grandi di loro. Sangue, merda, sogni e qualche incazzatura. E poi l\u2019alcol mi difende da ogni forma di partecipazione sentimentale. Me ne fotto, per dirla in breve. Me ne fotto se sono felici o tristi. Se uno di loro muore o vince la lotteria. Tanto per loro sono solo un alcolista che forse nemmeno li guarda. Io invece li osservo con attenzione, ma anestetizzato dall\u2019alcol e imparo ogni giorno qualcosa su come sono fatto io, guardando come sono fatti loro. \u00c8 come in guerra, Andr\u00e8: ogni giorno c\u2019\u00e8 una battaglia nuova\u00bb.<\/em><\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\">Il blues di Andrea Malversi<\/span><\/h2>\n<p>Gi\u00e0 nella prima parte del romanzo, scopriamo un Andrea Malversi inedito andare in onda ogni domenica sera in una radio locale: <em>&#8220;Every week I have the blues. Il blues raccontato&#8221;<\/em> \u00e8 uno spazio piccolo, appena 15 minuti, gestito assieme al suo amico Lello Aversano.<br \/>\nE vi dir\u00f2 che questi inframmezzi di storia della musica blues (non \u00e8 un genere, ma una forma musicale, adesso lo so), la geografia del blues nel territorio americano, soprattutto del rapporto del blues con le donne e delle donne con il blues, mi sono piaciuti parecchio, nonostante siano fuori contesto rispetto alle indagini di Malversi. <strong><span style=\"color: #993300;\">Ci mostrano per\u00f2 il suo carattere, le sue improvvisazioni, pure le sue intuizioni,<\/span><\/strong> come se risolvere un caso di polizia non sia poi tanto diverso dal suonare un blues, senza uno spartito preciso.<\/p>\n<p>Le canzoni citate in ogni puntata di questa trasmissione radiofonica sono raccolte in alcune playlist su Spotify che Malversi invia al suo amico e psicoterapeuta Giacomo, noi le troviamo in ogni post scriptum a fine indagine come link da cliccare (sulla versione ebook) o come QR code da inquadrare (sul cartaceo del libro).<br \/>\nEcco quindi la musica blues preferita di Andrea Malversi. Non l&#8217;ho ascoltata durante la lettura del romanzo, perch\u00e9 esigo il silenzio mentale e queste parole cantate mi avrebbero distratto troppo. Ma \u00e9 qui in sottofondo, mentre scrivo questo articolo. \ud83d\ude09<\/p>\n<p>Terapie. Catastrofi (Malversi\/1)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/5amxhLA3NR9T6DSVuSbY0D\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/5amxhLA3NR9T6DSVuSbY0D<\/a><\/p>\n<p>Terapie. Schiavi (Malversi\/1)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/2KVpjnM3Bpz40Ml8HY4PjD\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/2KVpjnM3Bpz40Ml8HY4PjD<\/a><\/p>\n<p>Terapie. Maestri (Malversi\/1)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/2qy1XT8vV7dhwQwAHwuOpK\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/2qy1XT8vV7dhwQwAHwuOpK<\/a><\/p>\n<p>Terapie. Ricordi (Malversi\/1)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/4xQc8k0QbgYhr7CjYAIxa2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/4xQc8k0QbgYhr7CjYAIxa2<\/a><\/p>\n<p>Le cassette 1990-1991<br \/>\n<a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/0bQd4791uqnKH15ZMT6NHn\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/0bQd4791uqnKH15ZMT6NHn<\/a><\/p>\n<p>Ma senza avere il romanzo con i link e i QR code sotto il naso, potete andare a spulciare le playlist sotto il profilo pubblico di Armando Bisogno su Spotify (e cos\u00ec io ho fatto! sono una lettrice parecchio curiosa&#8230;): <a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/user\/si97repvnblypn3ogx8q11vtj\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/open.spotify.com\/user\/si97repvnblypn3ogx8q11vtj<\/a><\/p>\n<p>Potete pure ascoltare (in anteprima, se non avete ancora acquistato il libro) di tutti i brani citati in <a href=\"https:\/\/detomieditore.it\/products\/mosaici\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Mosaici<\/em><\/a>, il secondo romanzo sulle indagini del commissario Malversi, questi in un&#8217;unica lunga raccolta:<\/p>\n<p>Mosaici (Malversi\/2)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/0qjSxATsDqAGHt7URigbQR\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/0qjSxATsDqAGHt7URigbQR<\/a><\/p>\n<p>Troverete quest&#8217;altra misteriosa playlist, con una copertina sempre acquerellata e quel Malversi tra parentesi tonde. &#8220;Paure&#8221; era un racconto rilasciato gratuitamente a luglio 2024, un mese dopo la pubblicazione del primo romanzo. Purtroppo non sono riuscita a rintracciarlo, me lo sarei letta volentieri.<\/p>\n<p>Paure (Malversi)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/3MqWTq5FYlORanojLM9Gl0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/3MqWTq5FYlORanojLM9Gl0<\/a><\/p>\n<p>Soprattutto, in questo ultimo elenco, c&#8217;\u00e8 il mio caro John Mayer, le cui canzoni sono anche nella colonna sonora del romanzino ino ino che sto scrivendo io (e s\u00ec, ho cominciato la stesura, lo scorso mercoled\u00ec! Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia&#8230; \ud83d\ude09 )<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-30121\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Armando_Bisogno_Spotify.png\" alt=\"Armando Bisogno su Spotify\" width=\"700\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Armando_Bisogno_Spotify.png 1473w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Armando_Bisogno_Spotify-300x143.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Armando_Bisogno_Spotify-768x366.png 768w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Armando_Bisogno_Spotify-1320x629.png 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;autore Armando Bisogno<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #993300;\">(non \u00e8 uno pseudonimo!)<\/span><\/h2>\n<p>Ebbene s\u00ec, io ero davvero convinta che Armando Bisogno fosse uno pseudonimo per la pubblicazione, perch\u00e9 &#8220;terapie&#8221; e &#8220;bisogno&#8221; insieme mi sembravano un conveniente gioco di parole. Invece <strong><span style=\"color: #993300;\">Armando Bisogno \u00e8 il vero nome dello scrittore, che \u00e8 pure filosofo e professore,<\/span><\/strong> insegna niente meno che Storia della filosofia medievale all&#8217;Universit\u00e0 di Salerno, attualmente anche Direttore del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale. Musicofilo abbastanza onnivoro, come avete visto dalle sue playlist su Spotify, chitarrista dilettante (anche se non ne ho trovato traccia), appassionato da sempre di tecnologia, di letteratura (su Instagram si definisce &#8220;Italocalvinista della parola&#8221;), di videogiochi proprio il suo commissario Andrea Malversi e pure scacchi.<\/p>\n<p>Potete leggere di lui sul suo sito personale <a href=\"https:\/\/www.armandobisogno.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>www.armandobisogno.it<\/em><\/a>, ben strutturato e ricco di contenuti. Trovate le sue ricerche sulla filosofia dell\u2019alto Medioevo, su Agostino e il rapporto tra politica, religione e filosofia, nonch\u00e9 alcune pubblicazioni gratuite e aperte alla contribuzione, anche una sezione blog interessante, chiamata <a href=\"https:\/\/www.armandobisogno.it\/post-scriptum\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Post | scriptum<\/em><\/a>. E per me, che mi sono iscritta da poco alla piattaforma, anche uno spazio su Substack, la newsletter <a href=\"https:\/\/armandobisogno.substack.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Macchine Pensanti<\/em><\/a>, dedicata a una lettura &#8220;umanistica&#8221; delle nuove tecnologie e in particolare dell&#8217;Intelligenza Artificiale (anche se sono in disaccordo con alcuni concetti, come paragonare word processor, correttori ortografici e software di traduzione automatica agli attuali strumenti di IA, \u00e8 tecnicamente proprio sbagliato, risorse e impatti sono proprio fuori scala).<\/p>\n<p>Particolare anche il suo podcast <a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/show\/66lkQtInKQDM005mMCamEM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Parole scelte<\/em><\/a> su Spotify, perch\u00e9 ogni volta che parliamo scegliamo cosa e quanto mostrare di noi, e in questi episodi Armando Bisogno parla dei libri letti e di come quelle parole lo hanno colpito. Come professore di Filosofia, partecipa anche al laboratorio <em>Filosofia al Presente<\/em>, progetto di terza missione e di divulgazione filosofica, e contribuisce alle pubblicazioni di <em>Dispositivi filosofici<\/em>, una collana di monografie completamente open e con public review.<br \/>\nInsomma, \u00e8 uno impegnato su diversi fronti, in questo mi somiglia parecchio. <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/si-dice-essere-poliedrico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Si dice essere poliedrico<\/em><\/a>, questo aggettivo me lo porto addosso da un po&#8217;. \ud83d\ude09<\/p>\n<p>La scrittura ha sempre fatto parte del percorso professionale di Armando Bisogno, ma perch\u00e9 ha deciso di avventurarsi nella scrittura creativa? Da dove arriva questo commissario Malversi e questa idea delle Terapie?<br \/>\nLo scopriamo in questa <a href=\"https:\/\/www.atuttovolumelibri.it\/intervista-allautore-armando-bisogno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Intervista all&#8217;autore<\/em><\/a>\u00a0sul blog <em>A tutto Volume Libri con Gabrio<\/em>, book blogger molto seguito su Instagram al profilo <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/gabrio_a_tuttovolume_libri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>@gabrio_a_tuttovolume_libri<\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u2018Terapie\u2019 \u00e8 nato in un momento della mia vita nel quale avevo bisogno di prendermi cura di me, di creare uno spazio nel quale dedicarmi ai miei pensieri. Perch\u00e9 per me la scrittura \u00e8, prima di ogni altra cosa, una terapia rivolta a me stesso; \u00e8 il modo con il quale do forma alle riflessioni che si accumulano e si sovrappongono e che, quando poi finiscono sulla pagina, riesco a \u2018leggere\u2019 in modo compiuto.<\/em><\/p>\n<p>In effetti, Terapie non \u00e8 un romanzo poliziesco come tanti altri, offre molti pi\u00f9 spunti di discussione profonda, sulla vita, sulla religione, sull&#8217;umanit\u00e0, sulle paure e le fragilit\u00e0 che si nascondono tanto nelle vittime quanto negli indagati. Ora sono curiosa di leggere il secondo romanzo <a href=\"https:\/\/detomieditore.it\/products\/mosaici\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Mosaici<\/em><\/a>, che prosegue le vicende del commissario Malversi.<\/p>\n<p>Oltre che sul suo sito personale, potete seguire lo scrittore Armando Bisogno su Instagram al suo profilo <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/arbisogno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>@arbisogno<\/em><\/a><\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" style=\"background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DWte4JMiXoz\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\">\n<div style=\"padding: 16px;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: row; align-items: center;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;\"><\/div>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"padding: 19% 0;\"><\/div>\n<div style=\"display: block; height: 50px; margin: 0 auto 12px; width: 50px;\"><\/div>\n<div style=\"padding-top: 8px;\">\n<div style=\"color: #3897f0; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 550; line-height: 18px;\">Visualizza questo post su Instagram<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"padding: 12.5% 0;\"><\/div>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;\">\n<div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);\"><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"margin-left: 8px;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;\"><\/div>\n<div style=\"width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg);\"><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"margin-left: auto;\">\n<div style=\"width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);\"><\/div>\n<div style=\"width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;\"><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;\"><a style=\"color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;\" href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DWte4JMiXoz\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Un post condiviso da Libreria indipendente &#8211; Cava de\u2019 Tirreni (@centopaginelibreria)<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;editore De Tomi<\/span><\/h2>\n<p>Voglio spendere un paio di considerazioni anche per l&#8217;editore De Tomi, che mi ha fatto davvero un&#8217;ottima impressione.<br \/>\nSono decisamente giovani nel panorama editoriale, sono &#8220;nati&#8221; solo nel 2023 e inseguendo un sogno, che di questi tempi \u00e8 quanto mai azzardato. Potete leggere la loro avventura, un briciolo di pazzia mista a tanto coraggio, in questa lunga confessione: <a href=\"https:\/\/detomieditore.it\/pages\/chi-siamo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Siediti, devo raccontarti una storia<\/em><\/a><br \/>\nEcco, partiamo dal loro sito: il mio lato webdesigner (s\u00ec, avrei anche quella competenza, come informatico senior) apprezza moltissimo <strong><span style=\"color: #993300;\">l&#8217;attenzione che ha messo l&#8217;editore in questa vetrina online<\/span><\/strong>, dove c&#8217;\u00e8 davvero tutto, prontamente disponibile, scritto chiaramente. Ci sono siti di case editrici, anche big, che fanno davvero pena, sono impossibili da navigare, e non per motivi tecnici. Non si tratta di investimento in denaro, quanto di progettazione e aggiornamento continuo, nell&#8217;interesse dei lettori, e dunque delle proprie stesse vendite (e anche gli autori immagino ringraziano, no?)<\/p>\n<p>Sempre sul sito si trovano poi spunti davvero accattivanti: un <a href=\"https:\/\/detomieditore.it\/pages\/quiz-libri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Test del libro<\/em><\/a>\u00a0per aiutarvi con alcune domande a scegliere la prossima lettura; una <a href=\"https:\/\/detomieditore.it\/collections\/corsi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Academy<\/em><\/a>\u00a0con alcuni corsi per scrittori, per perfezionare l&#8217;editing o la promozione; una sezione <a href=\"https:\/\/detomieditore.it\/blogs\/notizie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Notizie<\/em><\/a>, con le interviste agli autori, le fiere in programmazione ma anche alcuni articoli di riflessione sul mercato editoriale (uno fra tutti, <a href=\"https:\/\/detomieditore.it\/blogs\/notizie\/editoriale-lannosa-questione-dei-libri-costosi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Editoriale: l&#8217;annosa questione dei &#8220;libri costosi&#8221;<\/em><\/a>); il <a href=\"https:\/\/detomieditore.it\/pages\/premio-de-tomi-ii-edizione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Premio De Tomi<\/em><\/a>\u00a0rivolto a opere edite, sia da altre case editrici che in self-publishing, o inedite; la <a href=\"https:\/\/detomieditore.it\/pages\/fantafiera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Fantafiera<\/em><\/a>, un gioco a punti per prevedere le vendite al Salone del Libro di Torino (qualcosa di simile al Fantacalcio, credo); la <a href=\"https:\/\/tree-nation.com\/it\/profilo\/impatto\/de-tomi-editore\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Foresta di De Tomi Editore<\/em><\/a>, perch\u00e9 per ogni libro venduto si impegna a far piantare un albero, tramite l\u2019organizzazione internazionale Tree-Nation.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;edizione cartacea dei loro libri \u00e8 altrettanto curata:<\/span><\/strong> carta spessa e profumata (lo so, lo so, che stereotipo il profumo della carta, ma ci sono alcune edizioni che puzzano di chimico), pubblicate da Rotomail e distribuite da Terminal in cartaceo (StreetLib invece in versione digitale). Le illustrazioni delle copertine, cos\u00ec come pure le immagini del sito web, sono realizzate con la tecnica dell&#8217;acquerello, grazie all&#8217;artista Ann Nadine Van Mierlo, autrice anche di libri illustrati per bambini (e padovana pure lei! \ud83d\ude00 ) La trovate sul suo sito <a href=\"https:\/\/www.ann-nadine.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>www.ann-nadine.com<\/em><\/a> e su Instagram al profilo <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/ann.nadineart\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>@ann.nadineart<\/em><\/a><br \/>\nAnche quelle copertine l\u00ec mostrano un approccio davvero differente di fare editoria.<\/p>\n<p>In tutto questo ci vedo innovazione, fantasia, entusiasmo. Caratteristiche che rischiano di perdersi col tempo e la stanchezza (forse anche le altre case editrici erano nate con questo spirito e poi l&#8217;hanno perduto negli anni). Il mio augurio, da conterranea, \u00e8 di mantenere questa freschezza, non mollare mai il timone. \ud83d\ude42<\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\">Un altro Commissario?!<\/span><\/h2>\n<p>Immagino quello che state pensando: c&#8217;era proprio bisogno (Bisogno!) di un altro commissario?<br \/>\nBeh, secondo me, s\u00ec. I commissari, gli investigatori, i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri, i medici legali e pure le vecchiette impiccione, i pensionati al bar o i ristoratori detective non sono mai abbastanza, tanto nella letteratura che nella realt\u00e0 quotidiana.<br \/>\nAnche se accomunati dallo stesso ruolo, sono personaggi sempre diversi, ognuno con storie altrettanto differenti da raccontare, e soprattutto misteri da risolvere, a modo proprio.<br \/>\nNon ci stancheremo mai di leggerli e di scoprirne di nuovi. \ud83d\ude42<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo romanzo, e prima ancora questo editore, \u00e8 stato una delle sorprese dello scorso Book Pride Milano 2026, un incontro fortunato dovuto alla casualit\u00e0 di una frase dell&#8217;amica Sandra Fa\u00e9 che mi accompagnava in esplorazione. 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