{"id":30041,"date":"2026-01-10T16:50:46","date_gmt":"2026-01-10T15:50:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=30041"},"modified":"2026-01-12T12:12:15","modified_gmt":"2026-01-12T11:12:15","slug":"tre-parole-per-una-rotta-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta-2026\/","title":{"rendered":"Tre parole per una rotta"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>New goals don&#8217;t deliver new results. New lifestyles do. And a lifestyle is a process, not an outcome. For this reason, all of your energy should go into building better habits, not chasing better results.<br \/>\n<em>I nuovi obiettivi non portano a nuovi risultati. Sono i nuovi stili di vita a farlo. E uno stile di vita \u00e8 un processo, non un risultato. Per questo motivo, dovresti dedicare tutte le tue energie alla creazione di abitudini migliori, non alla ricerca di risultati migliori.<\/em><br \/>\ndalla newsletter 3-2-1 Thursday di James Clear<\/p><\/blockquote>\n<p>Nei primi giorni di Gennaio tutti si concentrano sui buoni propositi del nuovo anno, le famose New Year&#8217;s Resolutions del mondo anglosassone, dando sfogo all&#8217;irrefrenabile desiderio di cambiamento, all&#8217;entusiasmo di dedicarsi a nuovi progetti di vita, all&#8217;opportunit\u00e0 di raggiungere quegli obiettivi mancati fino a poche ore prima. Soprattutto nei social media, compaiono lunghe liste di attivit\u00e0 in cui impegnarsi da subito: smettere di fumare, praticare pi\u00f9 sport, studiare una nuova lingua, imparare a suonare la chitarra, lavorare di meno e farsi pagare di pi\u00f9, passare maggior tempo con i figli, leggere almeno 50 romanzi, terminare di scrivere quel manoscritto, e cos\u00ec via. La fine del vecchio anno porta sempre con s\u00e9 un po&#8217; di analisi su come l&#8217;abbiamo trascorso, e tra quei bilanci si nasconde un minimo di frustrazione per quanto non \u00e8 stato raggiunto. Anche quando siamo pienamente soddisfatti della nostra vita, vorremmo comunque qualcosina in pi\u00f9. Cos\u00ec ci buttiamo a capofitto nel nuovo anno determinati a conseguirlo.<br \/>\nDa quando ho aperto questo blog, mi sono resa conto di non credere pi\u00f9 a quei buoni propositi, perch\u00e9 non mi convince questo scatto improvviso allo scoccare della mezzanotte, quando cambia solo un numero mentre io rimango la stessa. Per\u00f2 mi piace giocare e cos\u00ec a Gennaio <strong><span style=\"color: #0000ff;\">scelgo 3 parole che mi guideranno per tutti gli altri mesi a venire, per definire la mia rotta.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Ho scoperto questo metodo nel primo anno di webnauta, una sorta di esercizio di pianificazione non solo per i contenuti del blog o per la scrittura, ma anche per la mia vita privata e lavorativa. Cerco di programmare l&#8217;atteggiamento mentale che voglio mantenere per ogni occasione. Da allora continuo ad utilizzarlo con convinzione e a stupirmi dei suoi risultati. Quelle che scelgo non sono parole che mi aiutano a raggiungere degli obiettivi specifici, quanto invece a focalizzarmi sulle decisioni giuste per consolidare dei processi, cos\u00ec che diventino delle abitudini. Sulla convenienza di lavorare per processi anzich\u00e9 per obiettivi ne avevo scritto ancora nei primi anni del blog, traducendo proprio uno degli articoli pi\u00f9 famosi di James Clear, diventato parte integrante del suo saggio bestseller <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Piccole-abitudini-grandi-cambiamenti-Trasforma-ebook\/dp\/B07VHQWKXK\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Atomic Habits. Piccole abitudini per grandi cambiamenti<\/em><\/a>: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/obiettivi-contro-sistemi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La differenza tra obiettivi e sistemi<\/em><\/a><\/p>\n<p>Questo gioco delle tre parole \u00e8 stato inventato ancora nel lontano 2006 da <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/cbrogan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Chris Brogan<\/em><\/a>, consulente in strategia aziendale e leadership esecutiva, esperto di social media marketing (ha lavorato con alcuni marchi importanti quali Disney, Coca Cola, Google, Microsoft, Cisco e Sony), giornalista e autore bestseller per il New York Times con il suo saggio <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Trust-Agents-Influence-Improve-Reputation\/dp\/0470635495\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Trust Agents: Using the Web to Build Influence, Improve Reputation, and Earn Trust<\/em><\/a>\u00a0(trad. Trust Agents: Usare il web per costruire influenza, migliorare la reputazione e guadagnare fiducia)<br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\">Da vent&#8217;anni oramai Chris Brogan usa questo metodo delle tre parole<\/span><\/strong> per affrontare le sfide che gli si presentano, invita gli altri a condividere le loro esperienze con l&#8217;hashtag #my3words e migliaia di persone hanno effettivamente seguito questo suo percorso con soddisfazione. Sono una di queste! \ud83d\ude42<\/p>\n<p>Nel suo ultimo articolo su Linkedin, <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/my-3-words-2026-chris-brogan-fe2se\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>My 3 Words for 2026<\/em><\/a>, spiega come funziona questo metodo: <em>&#8220;Scegli tre parole significative che possano guidare le decisioni che potresti dover prendere nel prossimo anno. Le parole dovrebbero indicare chi intendi essere, su cosa vuoi concentrarti e come vuoi percepire il lavoro dell&#8217;anno a venire. Sembra tanto, ma il mio primo anno le parole erano &#8220;Chiedere. Fare. Condividere&#8221; e sono state molto potenti per me. \u00c8 stato uno dei miei anni migliori in assoluto. Le parole funzionano bene se ti aiutano a decidere e a orientarti verso i tuoi obiettivi. Non esattamente i tuoi obiettivi, ma le intenzioni. Quindi, se il tuo obiettivo \u00e8 perdere 15 chili, forse la tua intenzione \u00e8 mangiare cibi migliori. Magari userai una parola come &#8220;Tempio&#8221; per sottolineare che il tuo corpo \u00e8 un tempio. O che stai costruendo qualcosa di importante.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">La vera parola chiave di tutto il gioco \u00e8 &#8220;decisione&#8221;<\/span><\/strong>, perch\u00e9 stiamo cercando delle parole che risponderanno alle nostre domande e ci aiuteranno a prendere delle decisioni pratiche: magari ho appena ricevuto un&#8217;offerta, davvero allettante seppure un po&#8217; rischiosa, ma a gennaio ho scelto tra le mie parole &#8220;avventura&#8221; perch\u00e9 volevo aggiungere dinamicit\u00e0 e qualche opportunit\u00e0 alla carriera. Ecco la risposta: parti per l&#8217;avventura e accetta l&#8217;offerta!<br \/>\nLo so, lo so, sembra cos\u00ec azzardato fidarsi di tre semplici parole. Ma le abbiamo scelte noi (o ci sono arrivate da qualche luogo lontano senza che ce ne siamo accorti) e devono pur significare qualcosa. Certo che se quell&#8217;offerta vantaggiosa arriva da un operatore di call center poco conosciuto\u2026 ecco, comunque le vostre decisioni devono essere ponderate, sia chiaro.<\/p>\n<p>Dalla sua lunga esperienza, Chris Brogan aggiunge alcuni suggerimenti per la scelta delle parole:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\">&#8211; Ogni parola dell&#8217;anno deve essere nuova per quell&#8217;anno.<\/span><\/strong> Spesso le persone vogliono riutilizzare le parole dell&#8217;anno precedente perch\u00e9 hanno funzionato molto bene, ma poi l&#8217;anno successivo si accorgono di averle perdute durante i mesi, come se si fossero impoverite. <em>&#8220;Una parola riutilizzata tende a diventare invisibile. Non lo so. Semplicemente succede.&#8221;<\/em><br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\">&#8211; Le parole semplici funzionano meglio di quelle complicate.<\/span><\/strong> <em>&#8220;Negli anni in cui ho scelto parole &#8220;intelligenti&#8221;, erano pi\u00f9 difficili da usare nel modo che desideravo. Per esempio, un anno ho scelto &#8220;Walt&#8221; per Walt Disney, per simboleggiare la sua creativit\u00e0, la sua grinta, il modo in cui la sua eredit\u00e0 continua a vivere. Non \u00e8 mai riuscita a radicarsi del tutto.&#8221;<\/em><br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\">&#8211; Le frasi non funzionano mai.<\/span><\/strong> Se trasformate le vostre tre parole in una frase completa, come &#8220;fai quella cosa&#8221; o &#8220;termina il progetto&#8221;, gli articoli e le congiunzioni nel mezzo diventano una parola sprecata. Inoltre, quella frase \u00e8 solo un pensiero, non attiver\u00e0 nessuna nuova decisione.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\">&#8211; &#8220;Focus&#8221; \u00e8 una parola inefficace,<\/span><\/strong> perch\u00e9 si sovrappone alla parola di cui avremmo realmente bisogno. Il focus \u00e8 gi\u00e0 il risultato finale, non un modo per decidere. Qui cita un esempio che casca perfetto per me e gli altri scrittori l\u00ec fuori: <em>&#8220;Se vuoi scrivere quel libro, una parola come &#8220;500&#8221; potrebbe essere pi\u00f9 efficace, come in &#8220;Scrivi 500 parole al giorno sul tuo libro&#8221;. Dovrei uscire a bere con i miei amici? (Punto di decisione) 500. Ah, no. Dovrei scrivere le mie 500 parole.&#8221;<\/em><br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\">&#8211; Sarebbe meglio usare verbi,<\/span><\/strong> perch\u00e9 inducono subito all&#8217;azione, ma talvolta anche i sostantivi aiutano a mantenere la qualit\u00e0 che rappresentano.<\/p>\n<p>Per questo nuovo anno, Chris Brogan ha scelto queste tre parole: Package (pacchetto o confezione) per sforzarsi di racchiudere tutte le sue competenze in un pacchetto chiaro, cos\u00ec che possa presentarlo meglio; Depth (profondit\u00e0) per smettere di sfiorare superficialmente molte cose, guardando in diverse direzioni, ma approfondirne alcune e migliorare il valore di ci\u00f2 che crea; Foundation (fondamenta) perch\u00e9 sar\u00e0 un anno di costruzione per lui, sotto molti aspetti, e quindi avr\u00e0 bisogno di stabilizzare, costruire e sviluppare delle fondamenta su cui crescere negli anni successivi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Quali sono invece le mie tre parole per questo 2026?<\/span><\/strong> La prima parola si \u00e8 fatta riconoscere a met\u00e0 novembre, in un post davvero illuminante di un&#8217;amica peaker straniera, e mi ha conquistato subito. La seconda parola \u00e8 arriva il giorno di Natale, in un romanzo che stavo leggendo, bellissima. La terza parola in verit\u00e0 mi ha inseguito un po&#8217;, credo dall&#8217;estate circa, ed \u00e8 un valore a cui tendere per rispettare un po&#8217; di pi\u00f9 me stessa. Si palesava alla mia mente in italiano (probabilmente perch\u00e9 era suggerita da un&#8217;amica blogger), ma per il gioco preferisco le parole in lingua inglese, che in qualche modo mi attivano maggiormente. Cos\u00ec ero indecisa se inserirla o meno nella triade magica.<br \/>\nMa alla fine sono le parole che scelgono noi, sono quelle di cui abbiamo bisogno. \ud83d\ude42<\/p>\n<h2><!--more--><br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">Le rotte degli anni precedenti<\/span><\/h2>\n<p>Queste mie tre parole mi fanno entrare nel mio undicesimo anno di blog. In effetti, mi hanno aiutato fin dall&#8217;inizio, e forse per questo non me la sento proprio di mettere in discussione questo metodo. Se qualche parola mi ha fatto lo sgambetto, \u00e8 perch\u00e9 l&#8217;ho scelta male, forse troppo in fretta.<br \/>\nEcco infatti le mie tre parole negli anni precedenti (cliccate per leggere il relativo post e le motivazioni delle varie scelte):<\/p>\n<p>2016: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Resilienza, Perseveranza, Evoluzione<\/a><br \/>\n2017: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta-2017\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Challenge (sfida), Straight (diritto), Achieve (raggiungere)<\/a><br \/>\n2018: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta-2018\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Unchain (liberare), Peak (vertice), Conquer (conquistare)<\/a><br \/>\n2019: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta-2019\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Soar (librarsi, alzarsi in volo), Forgive (perdonare), Delight (deliziarsi, rallegrarsi)<\/a><br \/>\n2020: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta-2020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Recharge (ricaricare), Endurance (resistenza, tolleranza, pazienza), Sparkling (scintillante, sfavillante)<\/a><br \/>\n2021: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta-2021\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Insight (intuito, intuizione), Bright (luminoso, brillante), Awareness (consapevolezza, percezione)<\/a><br \/>\n2022: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta-2022\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Luminous (luminoso, chiaro), Inspire (ispirare, incoraggiare), Reach (raggiungere, estendere, toccare)<\/a><br \/>\n2023: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta-2023\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Heart (cuore, sensibilit\u00e0), Shimmering (brillante, luce riflessa), Schedule (pianificare, progettare)<\/a><br \/>\n2024: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta-2024\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bright (brillante, intelligente), Brave (coraggioso), Balance (bilanciare, proporzionare)<\/a><br \/>\n2025: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cheerful (allegro, gioioso), Kayak (canoa leggera per i progetti), Journey (viaggiare, evolversi)<\/a><\/p>\n<p>Dopo un primo anno di esplorazione di questo metodo, con un certo scetticismo, non lo nascondo, sono poi passata a scegliere le mie tre parole in lingua inglese, soprattutto in onore della community <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/my-peak-challenge\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>My Peak Challenge<\/em><\/a>\u00a0di cui faccio parte, anche come amministratore di uno dei gruppi ambassador riconosciuti, <a href=\"https:\/\/mypeakchallenge.com\/ambassadors\/clan-mcpeakers-italian-speakers\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Clan McPeakers Italian SPeakers<\/em><\/a>, dove promuoviamo, tra un allenamento e l&#8217;altro, anche lo studio della nostra lingua e la diffusione della cultura italiana, nonch\u00e9 scoprendo quanto davvero hanno viaggiato i nostri avi, da portare in giro le nostre tradizioni per tutto il mondo. Un esempio: la mitica moka per il caff\u00e8 della Bialetti la conoscono davvero tutti! \ud83d\ude00<\/p>\n<p>Vediamo un po&#8217; come sono andate le mie parole dello scorso anno. Mi hanno salvato pi\u00f9 volte, sono state proprio un faro per orientarmi, una luce a cui aggrapparmi in alcuni momenti di disorientamento, oltre a regalarmene altri di davvero meravigliosi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Cheerful (allegro, gioioso)<\/span> <\/strong>rappresentava l&#8217;emozione che volevo provare, sentirmi serena, non dico felice per non esagerare, anche in mezzo alle difficolt\u00e0 che tanto non mancano mai, e cos\u00ec \u00e8 davvero stato. E&#8217; stato un anno complicato, l&#8217;ho gi\u00e0 spiegato nel post precedente, mi sono arrabbiata spesso, ho provato delusioni alquanto forti, ma non erano situazioni che dipendevano da me, quindi perch\u00e9 stare l\u00ec ad angustiarsi? Ho fatto il possibile, con tutte le mie buone intenzioni, e poi ho lasciato andare. Aprivo l&#8217;agenda (in prima pagina scrivo ogni anno le mie tre parole) e Cheerful era l\u00ec in bella vista, con lo stampino di un sole giallo accesso, a ricordarmi di sorridere. Siccome il nostro cervello funziona per abitudini, e possiamo insegnargli delle nuove pratiche per farle diventare abitudine, mi costringevo a sorridere, a ricordare qualcosa di positivo, a cercare qualcosa di nuovo altrettanto positivo. S\u00ec, decisamente questa parola mi ha servito in maniera eccellente!<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Kayak (canoa leggera per i progetti)<\/span><\/strong> doveva riportarmi all&#8217;istante ad una riflessione di Oliver Burkeman, scrittore e giornalista britannico, nella sua newsletter <a href=\"https:\/\/www.oliverburkeman.com\/the-imperfectionist\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>The Imperfectionist<\/em><\/a>, della quale ho scritto in questo post: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/salta-che-ti-passa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Salta che ti passa <\/em><\/a><br \/>\nIn breve, nel pianificare i nostri progetti dobbiamo pensare di essere in un Kayak, pagaiando in mezzo alle acque impetuose, ma di riuscire a spostarci comunque, anche se con fatica e per brevi tratti. Non possiamo attendere di essere in un lussuoso superyacht, tranquilli e pacifici, per realizzare i nostri sogni. Dobbiamo farlo ora, anche solo per cinque minuti. Ecco che la parola Kayak doveva aiutarmi proprio in questo: focalizzarmi sulla scrittura del romanzo. Ho iniziato con piccoli colpetti sull&#8217;acqua, quindici minuti appena, per rendermi conto che erano davvero pochi. Sono riuscita a liberare un pomeriggio, un paio d&#8217;ore ogni settimana, e continuando a pagaiare sono riuscita a mettere ordine nel progetto del romanzo, terminare la struttura ordinata degli eventi. Ho finito poco prima delle vacanze in settembre, con molta soddisfazione. Poi l&#8217;autunno avevo altre scadenze, ma adesso con il nuovo anno riprender\u00f2 a pagaiare per scrivere le varie scene, sistemando gli appunti. Non ci si immagina quanto possa essere potente un Kayak sull&#8217;acqua!<\/p>\n<p>La terza parola era <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Journey (viaggiare, evolversi)<\/span><\/strong>. Beh, sono stata in Islanda! Devo davvero aggiungere altro?! \ud83d\ude00<br \/>\nIn realt\u00e0 quando ho scelto questa parola, il mio viaggio era ancora molto lontano, giusto un pensierino assurdo, sotto la voce &#8220;forse, un giorno&#8221;. Avevo scelto Journey pensando invece al viaggio come crescita personale, come muovermi verso un&#8217;altra direzione per me stessa. Poi, forse perch\u00e9 era l\u00ec a ricordarmi proprio di evolvere, mi ha aiutato anche ad organizzare il viaggio, abbiamo cominciato a pensarci sul serio a febbraio, per San Valentino ci siamo regalati libri e guide turistiche, ai primi di marzo abbiamo contattato l&#8217;agenzia, specializzata in localit\u00e0 nordiche. Il mio reportage completo lo trovate in questo post: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/viaggio-islanda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>\u2026\u00e8 vicina a Padova l\u2019Islanda!<\/em><\/a><\/p>\n<p>Adesso scopriamo le mie nuove tre parole per il 2026. Sarebbero tre sostantivi, anche se la prima parola la considero pi\u00f9 un aggettivo (in realt\u00e0 \u00e8 sia verbo che sostantivo, ma viene usata nello slang come aggettivo). Niente verbi quest&#8217;anno, ma sono certa che l&#8217;azione non mi mancher\u00e0 comunque! \ud83d\ude09<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">Glimmer<\/span><\/h2>\n<blockquote><p>Glimmer \u02c8\u0261l\u026am\u0259<br \/>\n<em>sostantivo<\/em><br \/>\n1 bagliore, scintillio, luce tenue<br \/>\n2 segnale, intuizione, percezione positiva<\/p><\/blockquote>\n<p>Questa parola mi arriva direttamente da un&#8217;amica peaker, che ha scritto un post bellissimo sulla consapevolezza, la pratica del mindfulness. E ha raccontato di questa forma di consapevolezza che ha cambiato completamente il suo modo di pensare: li chiama <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Glimmer Moments,\u00a0 momenti scintillanti<\/span><\/strong> (in questo caso Glimmer viene usato come aggettivo, anche se sarebbe corretto usare l&#8217;aggettivo Glimmering).<br \/>\n<em>&#8220;Nel mio gruppo parliamo molto dei #GlimmerMoments, micro momenti di gioia, pace, soddisfazione, umorismo, bellezza. Sono momenti minuscoli e fugaci che spesso ignoriamo, ma quando ci ricordiamo di prestarvi attenzione, possono illuminare la nostra giornata, renderci pi\u00f9 consapevoli del bene che c&#8217;\u00e8 nel mondo o persino cambiare in meglio il nostro atteggiamento a lungo termine. Quindi i Glimmers sono minuscole cose esterne a cui impariamo a prestare attenzione per cambiare i nostri sentimenti.&#8221;<\/em><br \/>\nPer un attimo ho pensato che questo &#8220;Glimmer Moment&#8221; fosse come il mio <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/un-sassolino-da-dio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>sassolino da dio<\/em><\/a>\u00a0(cliccate per leggere il mio vecchio post), ma in realt\u00e0 no: un sassolino da dio arriva per sbloccare una situazione, mentre un Glimmer non \u00e8 necessariamente qualcosa che ti serve o ti aiuta, se non per il tuo umore. <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Fa gi\u00e0 parte del mondo, devi solo accorgertene e godertelo.<\/span><\/strong> Ecco, penso che durante il 2026 voglio esercitarmi a scovare questi Glimmer. So di averne sentiti diversi lass\u00f9 in Islanda, per\u00f2 in vacanza tutto diventa pi\u00f9 facile.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">Gratitude<\/span><\/h2>\n<blockquote><p>Gratitude \u02c8\u0261rat\u026atju\u02d0d<br \/>\n<em>sostantivo<\/em><br \/>\n1 affettuosa riconoscenza, apprezzamento<br \/>\n2 disponibilit\u00e0 alla gentilezza<\/p><\/blockquote>\n<p>Questa \u00e8 l&#8217;ultima parola scelta, in ordine di tempo, e mi arriva da una lettura durante le festivit\u00e0 di Natale, uno dei romanzi che mi sono stati regalati per il mio compleanno: <a href=\"https:\/\/www.rizzolilibri.it\/libri\/le-chiamava-persone-medicina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Le chiamava persone medicina<\/em><\/a>\u00a0di Gio Evan, un romanzo breve molto poetico e ricco di significati, dove alcune parole si allargano e vi mostrano la loro potenza.<br \/>\nDa pagina 67: <em><strong><span style=\"color: #0000ff;\">&#8220;La lamentela t&#8217;ammazza, la gratitudine ti salva.<\/span><\/strong> Fu una frase che risuon\u00f2 allora e mai pi\u00f9 smise. Anni dopo, seguendo studi di fisica quantistica ed epigenetica, capii quanta scienza autentica si fosse insinuata nella vita di montagna. La gratitudine salva, perch\u00e9 coltivando uno stato mentale di gratitudine si attivano specifiche aree del cervello che promuovono il rilascio di neurotrasmettitori come dopamina e serotonina. Questo non solo migliora l&#8217;umore, ma avvia processi di guarigione e crescita nelle cellule del corpo, il cervello crea segnali che possono influenzare il comportamento dei geni. La gratitudine e altre emozioni positive creano un ambiente biochimico che promuove la salute. Quando viviamo in questo stato, il corpo produce meno ormoni dello stress, come il cortisolo, e questo permette ai geni legati alla guarigione e al benessere di essere attivati. Le nostre cellule rispondono all&#8217;ambiente interno creato dalle nostre emozioni.&#8221;<\/em><br \/>\nQuesto breve passaggio mi ha molto colpito, mi ha ricordato come lo scorso anno sono entrata in rotta di collisione con alcune persone. Ci ho pensato su, fino a giungere alla conclusione che non avevamo pi\u00f9 gli stessi valori (non opinioni, badate bene, ma valori fondanti). In particolare, queste persone usavano la lamentela come unica forma di comunicazione, rischiando di contagiare anche me, ma soprattutto inciampando in una serie di bugie che mi hanno svelato quanto alcune lamentele fossero false. Chi mi ha aiutato a uscirne? Amiche che esprimono sempre gratitudine, anche quando sembra davvero impossibile trovarne la motivazione. Aggiungiamoci che so di dover essere grata agli affetti, agli amici, ai lettori del blog, ai colleghi di lavoro, per la loro presenza e il loro supporto. E quindi mi concentrer\u00f2 sulla gratitudine, anche come forma di gentilezza (direi che di questi tempi, ne abbiamo un gran bisogno tutti).<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">Reciprocity<\/span><\/h2>\n<blockquote><p>Reciprocity \u02ccr\u025bs\u026a\u02c8pr\u0252s\u026ati<br \/>\n<em>sostantivo<\/em><br \/>\n1 rapporto dinamico di parit\u00e0, nella stessa forma o misura<br \/>\n2 mutuo scambio, condivisione, cooperazione<\/p><\/blockquote>\n<p>Era un po&#8217; che questa parola aleggiava nella mia mente, probabilmente dallo scorso agosto. Prima \u00e8 comparsa nella risposta di un&#8217;amica, che mi consigliava di dosare meglio le mie energie, perch\u00e9 quella stanchezza mentale era il risultato di regalare troppo a chi poi non mi restituiva manco un grazie. Poi me ne ha parlato un&#8217;altra amica, che di lavoro fa la psicologa per giunta, ribandendo praticamente lo stesso concetto, anche se partivamo da considerazioni differenti, quei regali rifiutati pi\u00f9 di un anno fa, rimasti in un angolo fino ad aprile, aperti e donati lo scorso luglio. Da quell&#8217;esperienza sono rimasta traumatizzata, per cui adesso faccio davvero fatica a preparare dei regali, temendo poi che me li rifiutino. Per\u00f2 devo ringraziare le mitiche ragazze dei Mercatini di Natale, un gruppo fantastico che mi ha accolto e che organizza un weekend pazzo ai primi di dicembre, appena aprono i mercatini delle feste a Padova. Siamo dotate di carrellini per la spesa, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 sempre posto per un regalo in pi\u00f9 e no, loro non rifiutano niente. Mi hanno aiutato a scovare una bellissima tovaglia di Natale in tartan scozzese rosso, in cotone vero, niente sintetici. Soprattutto mi hanno aiutato a riscoprire la magia delle feste, dopo quel brutto fattaccio.<br \/>\nMa torniamo alla reciprocit\u00e0, perch\u00e9 persino l&#8217;oroscopo lo scorso anno mi ha tirato sovente le orecchie, intimandomi di smetterla di stare dietro agli altri oltre il dovuto, trascurando alla fine me stessa. Tutto questo \u00e8 sfociato in questo post di novembre: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/valore-tempo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il tuo tempo non \u00e8 migliore del mio<\/em><\/a><br \/>\nHo capito di non poter pi\u00f9 ignorare tutti questi suggerimenti. Ho sempre messo da parte i miei progetti, a volte pure la mia salute, per riuscire ad accontentare tutti. <strong><span style=\"color: #0000ff;\">In questo 2026, non per cattiveria ma per salvaguardia personale, praticher\u00f2 la reciprocit\u00e0:<\/span><\/strong> mi occuper\u00f2 prima delle persone che ci sono per me, che si fanno vedere, che mi aiutano e mi supportano. Poi ci sono io, e solo dopo tutto il resto, se mi avanza tempo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-30044\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/webnauta_my3words_2026.png\" alt=\"webnauta.it - my 3 words for 2026\" width=\"500\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/webnauta_my3words_2026.png 1080w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/webnauta_my3words_2026-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/webnauta_my3words_2026-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/webnauta_my3words_2026-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">Quali sono le vostre tre parole?<\/span><\/h2>\n<p>Nei vari anni, diversi lettori e amici blogger si sono cimentati in questo gioco, qualcuno con sorpreso successo, qualcun altro con meno convinzione e risultati. Il problema credo sia tanto nella scelta delle parole, che deve essere oculata e ragionata, quanto nel dimenticarsele in un angolo dopo pochi giorni, mentre dovrebbero seguirci per tutto l&#8217;anno (non a caso, io le scrivo nella prima pagina dell&#8217;agenda, quella che compare subito all&#8217;apertura). Volete giocare anche voi e (ri)provare questo metodo?<br \/>\nScegliete le vostre tre parole e scrivetele qui sotto nei commenti, motivando la vostra scelta. Oppure potete anche postarle nei vari social utilizzando l&#8217;hashtag lanciato dallo stesso Chris Brogan (per\u00f2 l&#8217;idea l&#8217;avevo lanciata io nel 2016, andate a verificare nel primo post dell&#8217;elenco in alto!):<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">#my3words<\/span><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>New goals don&#8217;t deliver new results. New lifestyles do. And a lifestyle is a process, not an outcome. 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