{"id":30025,"date":"2025-12-25T06:00:59","date_gmt":"2025-12-25T05:00:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=30025"},"modified":"2025-12-24T19:10:34","modified_gmt":"2025-12-24T18:10:34","slug":"lotteria-dimenticati-secret-santa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/lotteria-dimenticati-secret-santa\/","title":{"rendered":"La lotteria dei dimenticati"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Onorer\u00f2 il Natale nel mio cuore e cercher\u00f2 di tenerlo con me tutto l&#8217;anno.<br \/>\nCanto di Natale, Charles Dickens<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Susanna strappava la carta con ferocia, la appallottolava in un ammasso indistinto con nastri e bigliettini augurali, e poi ci passava sopra la debole fiamma dell&#8217;accendino, prima di gettarla insieme col resto che gi\u00e0 bruciava nel piccolo focolare. Non aveva mai usato quel camino. Le era piaciuto subito quando aveva visto l&#8217;appartamento per affittarlo, donava un certo carattere alla stanza, con quel suo stile prettamente inglese. Si era immaginata serate romantiche di fronte al fuoco crepitante, con un lieve sottofondo musicale e un bicchiere di vino rosso per accompagnamento, e invece ora ci stava bruciando i regali di Natale. Il suo fidanzato Riccardo non lo sapeva accendere, non era portato per quel genere di attivit\u00e0. Lei ci aveva provato una volta, con l&#8217;unico risultato di affumicare il salotto e dover lasciare aperte le finestre per giorni per ricambiare l&#8217;aria.<br \/>\nIl suo fidanzato. Il suo ex fidanzato oramai. Un altro singulto la scosse. Afferr\u00f2 un altro pacco e senza togliere il ciocco, lacer\u00f2 la carta con le unghie. Era il suo tentativo di smorzare la rabbia: togliere quella confezione colorata che rappresentava il suo amore e lanciarla tra le spire dell&#8217;inferno, per vederla poi consumarsi lentamente in cenere. Aveva raccolto anche le loro foto insieme e tutti quegli oggetti, anche gli appunti attaccati al frigorifero, che le ricordavano quel sentimento tradito. Bruciava tutto quel che trovava, mentre camminava frenetica per le stanze, piangendo e imprecando contro se stessa. Come era potuto succedere? Ora si spiegava perch\u00e9 Vanessa aveva rimandato quel loro appuntamento prima delle feste, con una scusa strana, tanto lavoro figuriamoci, proprio lei che non sapeva rispettare impegni e scadenze. Era il loro consueto pomeriggio dei regali, solo loro due, amiche per sempre, a dimostrarsi un affetto da sorelle che si erano scelte. Ora le restavano solo dubbi e bugie.<br \/>\nLi aveva scoperti per caso, pochi giorni prima del Natale. Un corriere aveva sbagliato la spedizione per un cliente, non c&#8217;era pi\u00f9 tempo per rimediare con un secondo invio e alla fine si era mossa lei di persona, per consegnare quel plico di documenti, con annessi cadeau e auguri natalizi. Era una zona che non conosceva bene, fuori dai suoi soliti giri e infatti si stava perdendo tra diverse strade e incroci. Svoltato l&#8217;angolo, loro erano proprio l\u00ec, si stavano baciando, la mano di lui sotto la giacca di lei, sul seno. Quell&#8217;atteggiamento intimo era inequivocabile. Si blocc\u00f2 all&#8217;istante. Vanessa e Riccardo avvinghiati, una decina di metri pi\u00f9 avanti sullo stesso marciapiede. Le manc\u00f2 il respiro, si sent\u00ec sprofondare in una lunga apnea. La sua mente rifiutava quell&#8217;immagine. Lei continuava a sbattere le palpebre sperando che la realt\u00e0 svanisse.<br \/>\nDa quanto tempo andava avanti la cosa? Aveva avanzato quasi in trance verso di loro e li aveva sorpresi con quella domanda perentoria.<br \/>\nDa un po&#8217;, aveva ammesso lui imbarazzato. Da tre mesi, aveva risposto l&#8217;amica con orgoglio. Quello sguardo fu quello che la fer\u00ec, pi\u00f9 di tutto il resto.<br \/>\nQuando pensavano di dirglielo? Lo aveva chiesto con fermezza, ma non c&#8217;era collera nella sua voce, solo una profonda, inesorabile tristezza.<br \/>\nErano ammutoliti entrambi, scrutandosi appena l&#8217;un l&#8217;altro, forse in cerca di una replica comune.<br \/>\n&#8220;Non\u2026 non\u2026 non riesco nemmeno a trovare le parole\u2026 voi due eravate quanto di pi\u00f9 caro avevo al mondo&#8221; aveva ammesso allora Susanna.<br \/>\nMi dispiace, aveva sussurrato lui. Mentre lei, la sua migliore amica da sempre, nemmeno aveva tentato una difesa. Non sembrava importarle davvero.<br \/>\nCos\u00ec Susanna aveva voltato le spalle e si era incamminata veloce, per scappare da l\u00ec. Non sapeva come era tornata a casa, non ricordava il tragitto del rientro, doveva essere stata in preda allo shock. Non aveva pianto, non una lacrima, non un gemito. Procedeva come un automa. Si era resa conto dell&#8217;accaduto solo quando si era tolta il cappotto, leggendo i messaggi sul telefonino, oltre alle numerose chiamate non risposte, degli altri due.<br \/>\nEra stato un errore affrontarli sul posto? Ma che altro avrebbe potuto fare? Scattare una foto e poi attendere Riccardo quella sera e chiedergli spiegazioni? Avrebbe negato o minimizzato quello che lei aveva visto. Era bravo con le parole, era bravo a manipolare le situazioni a suo vantaggio. Lavorava nell&#8217;alta finanza, con investitori di rilievo e grandi capitali da gestire. Riccardo, camicie su misura con iniziali e pullover in cachemire, l&#8217;aveva tradita con la sua migliore amica Vanessa, disegnatrice di moda a tempo perso. Beh, s\u00ec, in effetti si sono trovati, pens\u00f2 Susanna, Vanessa ha sempre spasimato per capi firmati, gioielli di marca e lussuosi weekend nelle spa. Perfetta per seguirlo ovunque.<br \/>\nLanci\u00f2 un altro urlo disperato. Doveva bruciare tutto, tutto quello che glieli ricordava, mandarli in fumo e lasciar svanire tutto quel dolore.<br \/>\nStava per prendere un altro pacchetto e scagliarlo direttamente sul fuoco, quando si rese conto che quello era un libro. Tir\u00f2 indietro la mano giusto in tempo. Era il regalo di Natale che aveva scelto per Riccardo, un libro di poesie, un&#8217;edizione antica di &#8220;Poesie d&#8217;amore e libert\u00e0&#8221; di Jacques Pr\u00e9vert. Quella copia conteneva una bellissima dedica, scritta a mano sulla prima pagina:<br \/>\n<em>Non lasciare questa vita senza aver amato.<\/em><br \/>\n<em>Non c&#8217;\u00e8 tesoro pi\u00f9 grande di un cuore che batte all&#8217;unisono con il tuo. <\/em><br \/>\n<em>P.<\/em><br \/>\nNon poteva bruciare un libro, suo nonno sarebbe tornato dalla tomba per schiaffeggiarla se l&#8217;avesse fatto. Non poteva nemmeno bruciare quel libro, perch\u00e9 quella calligrafia chiara, il tratto pulito quanto le parole, gli aveva dato un&#8217;anima. Era stato un regalo fatto con amore, era il motivo per cui lei stessa lo aveva scelto tra tanti altri volumi pregiati, per donarlo con il medesimo messaggio e, sperava, con il medesimo sentimento.<br \/>\nLo mise da parte. Non poteva tenerlo, non pi\u00f9 ora, ma gli avrebbe trovato un&#8217;altra destinazione.<br \/>\nPer un momento la sua vista si pos\u00f2 sulla poltrona, dove aveva lasciato cadere il cappotto. Vide il foulard di seta rosso con motivi floreali, il suo preferito in questa stagione, era cos\u00ec bello e caldo. Ma glielo aveva regalato Vanessa, non sarebbe pi\u00f9 riuscita a indossarlo senza sentirsi male.<br \/>\nStava per lanciarlo con stizza sul fuoco, ma si trattenne. Era cos\u00ec morbido, davvero un peccato bruciarlo. Forse poteva donarlo a qualcuno, donare \u00e8 sempre la scelta migliore, buttare \u00e8 sprecare. Proveniva da una famiglia di umili origini, era cresciuta con i vestiti dismessi dei bambini pi\u00f9 grandi. Buttare qualcosa che poteva ancora servire era peccato mortale. Prese una delle borsette di carta natalizie e ci ripose il libro e il foulard.<br \/>\nSi guard\u00f2 ancora intorno. In un&#8217;altra borsa di carta di un noto atelier del centro, chiuso dentro un sacchetto scintillante, c&#8217;era il maglioncino di angora acquistato per Vanessa. Aveva speso un capitale, ma la sua amica lo desiderava tanto e cos\u00ec glielo aveva preso per Natale.<br \/>\nApr\u00ec il pacchetto e lo scontrino di cortesia cadde per terra mentre la morbida lana scivolava lentamente tra le sue mani. Non si era mai regalata una cosa tanto bella nemmeno per se stessa. E se fosse stato proprio questo il suo errore?<br \/>\nLa suoneria del cellulare la riscosse dai propri pensieri. Lo prese dal tavolino dove era appoggiato in ricarica. Sua madre, oddio.<br \/>\n&#8220;Ciao mamma\u2026 s\u00ec, scusa, non ti ho richiamato, ma ho finito tardi al lavoro e poi avevo una consegna extra\u2026&#8221;<br \/>\nEccola, adesso me lo chieder\u00e0. Quando arrivate per le vacanze di Natale? Restate qualche giorno, vero? Susanna anticip\u00f2 il timbro acuto della donna.<br \/>\n&#8220;Non lo so ancora mamma\u2026 abbiamo qualche problema in ufficio\u2026&#8221;<br \/>\nNon poteva proprio andare, non senza Riccardo, non senza quel fidanzato che tutti volevano conoscere, non dopo essere stata tradita da lui e dalla sua migliore amica. Non sarebbe riuscita a sopportare n\u00e9 le loro domande n\u00e9 quel clima di festa, mentre lei si sentiva morire dentro.<br \/>\nIl lavoro era sempre un&#8217;ottima giustificazione. Avrebbe saltato il pranzo di Natale e Santo Stefano, raggiungendoli solo per Capodanno. Le serviva tempo per tamponare le ferite e costruire una solida corazza contro le frasi di circostanza che avrebbe dovuto ascoltare.<br \/>\n&#8220;S\u00ec mamma\u2026 far\u00f2 il possibile, certo\u2026 &#8221; Sua madre non poteva ribattere altro, erano orgogliosi di lei e di quanto aveva conquistato, da sola. Susanna lavorava come assistente agli acquisti per una catena di grandi magazzini per l&#8217;abbigliamento e la casa. Le piaceva essere in contatto con le altre nazioni per gli approvvigionamenti, aveva modo di parlare lingue diverse e conoscere, senza viaggiare, gli altri paesi. Non era la sua massima aspirazione, ma qualsiasi impiego le sarebbe andato bene, pur di non dover tornare a vivere con i suoi genitori dopo la laurea.<br \/>\nAbitare in un&#8217;altra citt\u00e0 era una buona scusa per mantenere le distanze, ma pure per sentirsi terribilmente soli.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Non aveva dormito benissimo quella notte. Si era rigirata sotto il piumone fino all&#8217;alba, incapace di fermare le feroci elucubrazioni della mente, ma soprattutto del cuore. Cosa aveva sbagliato in quella storia con Riccardo? Come era possibile che lui l&#8217;avesse tradita proprio Vanessa? Lei gli aveva messo gli occhi addosso fin dall&#8217;inizio? Il suo cervello aveva analizzato ogni momento dei loro incontri, tutti e tre insieme, cercando di trovare un indizio di colpevolezza, controllando il linguaggio dei corpi e le espressioni dei loro volti. Ma oramai a cosa serviva?!<br \/>\nAveva sempre riso della stupidit\u00e0 delle ragazze che nei film venivano tradite tanto dal fidanzato quanto dalla migliore amica, un clich\u00e9 cos\u00ec abusato nelle pellicole romantiche. E toh! Era caduta nella stessa situazione assurda, a pochi giorni dal Natale per giunta.<br \/>\nSi alz\u00f2 dal letto con fatica, ben oltre il solito orario della sveglia. Dalle finestre giungeva attutito il traffico della citt\u00e0 gi\u00e0 sveglia da un pezzo. Era in ferie quel giorno, lo aveva programmato per sbrigare alcune faccende, compreso un piccolo bagaglio per il viaggio verso i genitori.<br \/>\nControll\u00f2 il cellulare sul comodino: un&#8217;altra telefonata persa di sua madre. Subito di seguito, un suo messaggio nella chat di famiglia: le chiedeva quando arrivavano, se alla vigilia o direttamente la mattina di Natale, perch\u00e9 aveva gi\u00e0 preparato le camere per lei e il fidanzato, oh era cos\u00ec entusiasta di conoscerlo, poi ci sarebbero stati sua sorella con il bambino piccolo, suo fratello con gli altri due nipoti, e relativi consorti. Un bel ritrovo in grande stile, come nelle migliori occasioni, funerali compresi. I suoi abitavano in un casale in collina, attorniati da boschi e vigneti. Una natura meravigliosa da assaporare, ma pure troppo spazio per ospitare in contemporanea tutta la prole.<br \/>\nSotto a quello della madre, c&#8217;era un altro messaggio, l&#8217;ennesimo di Riccardo. Le chiedeva di nuovo perdono, ammetteva di avere sbagliato, non se ne era reso conto finora, si era comportato da stupido idiota. Ecco, su questo Susanna era d&#8217;accordo. Giurava di amare lei, Susanna, la sola e unica, e voleva disperatamente ricominciare daccapo. Seguivano diverse immagini di loro due insieme, scatti di momenti felici. Poi concludeva con una frase assurda: &#8220;Dobbiamo andare dai tuoi genitori per le feste, quando vogliamo partire?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma sei scemo?&#8221; esclam\u00f2 a voce alta Susanna, ridestandosi completamente dal torpore del mancato sonno. &#8220;Davvero credi che io voglia presentarti ai miei genitori, dopo che mi hai tradito? Con la mia migliore amica?!&#8221; Lasci\u00f2 cadere il cellulare sul letto, e si infil\u00f2 in bagno per lavarsi e cambiarsi. Continuava a borbottare improperi incomprensibili, mentre si lavava il viso, mentre si vestiva per uscire, mentre sorbiva al volo un caff\u00e8 caldo dalla macchinetta e addentava un paio di biscotti, mentre scendeva le scale dal terzo piano fino all&#8217;ingresso principale.<br \/>\nQualcosa per\u00f2 attir\u00f2 la sua attenzione: un foglio appeso nell&#8217;androne, in bella vista sopra la fila delle cassette postali. Un&#8217;immagine colorata con un albero addobbato, pubblicizzava un pranzo di Natale aperto a tutti, con scambio di regali anonimi. Doveva essere come il Secret Santa che organizzavano in ufficio. Sotto ai caratteri stampati, una grafia femminile elegante aveva scritto &#8220;Chiedere alla signora Franca, appartamento all&#8217;ottavo piano.&#8221;<br \/>\nSusanna abitava in quel condominio da meno di un anno, quindi non aveva idea di cosa fosse quell&#8217;invito. Era in affitto, non partecipava alle riunioni condominiali, ma la proprietaria dell&#8217;appartamento, che adesso viveva con la figlia in una villa in campagna, si lasciava andare a qualche pettegolezzo sugli altri inquilini del palazzo. Sapeva che all&#8217;ottavo piano c&#8217;era un attico, con una vista meravigliosa sulla citt\u00e0, e ci viveva una donna senza figli, rimasta vedova da giovane, su per gi\u00f9 dell&#8217;et\u00e0 di sua madre.<br \/>\nApr\u00ec la sua cassetta della posta, conteneva solo pubblicit\u00e0 spazzatura. Dall&#8217;ascensore di fronte usc\u00ec Karolina, una badante polacca che viveva col signor Guidotti del quinto piano, un vecchietto simpatico ma non pi\u00f9 autosufficiente. &#8220;Buongiorno Zuzanna!&#8221; la salut\u00f2 con un sorriso largo. Si era presentata lei qualche mese prima, molto affabile, quando si erano incrociate per le scale la prima volta. Karolina aveva tre figli ancora in patria, il pi\u00f9 grande aveva gi\u00e0 vent&#8217;anni, ed era nonna di un nipotino piccolo, Klaus. Le aveva mostrato tutto il repertorio fotografico sul portafoglio.<br \/>\n&#8220;Scusa Karolina, cos&#8217;\u00e8 questo?&#8221; Susanna indic\u00f2 il foglio alla parete.<br \/>\n&#8220;Oh, pranzo di Natale della signora Franca, ultimo piano. Chi non ha familia, chi \u00e8 solo, chi lavora fino tardi, o chi ha parenti lontani come me, andiamo a mangiare casa sua. Portiamo qualcosa, se cucini porti cibo, io faccio una torta al cioccolato speciale. Se no cucini, porta una bottiglia o della frutta. E regalo incartato per altri. Ci scambiamo regali che non vogliamo, che non ci servono, che sono in pi\u00f9. Ma se vai da lei, spiega meglio.&#8221;<br \/>\nKarolina prese la corrispondenza del signor Guidotti dalla sua cassetta postale, qualche lettera di auguri era anche per lei, con timbro straniero.<br \/>\nDal pianerottolo del primo piano, arriv\u00f2 di buona lena la signora Ersilia, Susanna la riconobbe dalla descrizione puntuale che le aveva fornito la sua proprietaria di casa: una di quelle vecchiette cos\u00ec arzille alle quali non si riusciva a dare un&#8217;et\u00e0. Quei solchi sul viso raccontavano di molte avventure gi\u00e0 vissute, ma era ben truccata, non all&#8217;eccesso, anzi, con affascinante moderazione, e ben pettinata, forse merito di una parrucca di ottima fattura. Scendeva le scale sicura, senza bastone, e sorrideva sempre con un guizzo di entusiasmo nello sguardo.<br \/>\n&#8220;Buongiorno Karolina. Oh, e tu\u2026 devi essere Susanna, la ragazza nuova del terzo piano. Susanna, tutta panna, come i formaggini\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Beh s\u00ec, mia madre il nome l&#8217;ha preso proprio da l\u00e0\u2026&#8221; ammise Susanna divertita. Sua madre in gravidanza mangiava quei famosi formaggini reclamizzati in televisione, con una bambina bionda sorridente sulla scatola. Alla fine si convinse che era un&#8217;ottima scelta anche per la sua piccolina.<br \/>\n&#8220;Cesare come sta? Gli \u00e8 passata quella brutta infreddatura?&#8221; chiese la signora Ersilia all&#8217;altra donna.<br \/>\n&#8220;S\u00ec si, sta bene. Ma lamenta sempre, anche quando sta bene. Adesso arrabbiato con filii, anche questo anno non vengono per Natale.&#8221; Karolina alz\u00f2 le spalle con rassegnazione. &#8220;Chi pu\u00f2, non vuole. Chi vorrebbe tanto, come i miei, non pu\u00f2 fare viaggio.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ci saremo noi Karolina per te.&#8221; Le pos\u00f2 una mano sulla spalla. &#8220;Per il pranzo di Natale porterai quel tuo dolce eccezionale con cioccolato e amarene?&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh s\u00ec, certo, \u00e8 dolce tradizionale del mio paese. Senza, non \u00e8 Natale!&#8221;<br \/>\n&#8220;Bene bene. Sto andando ora a prendere vino e fiori per la tavola. Chiss\u00e0 quanti saremo quest&#8217;anno!&#8221; La signora Ersilia si volt\u00f2 verso Susanna.<br \/>\n&#8220;Ci sarai anche tu, dolcezza? Oh, immagino di no. Voi giovani avete un mondo intero da vedere, come \u00e8 giusto che sia.&#8221;<br \/>\n&#8220;Torner\u00f2 dai miei genitori per qualche giorno, assieme ai miei fratelli e qualche nipote&#8221; conferm\u00f2 Susanna. Questa era la versione ufficiale per chi continuava a chiederglielo. Ancora non aveva deciso davvero. Forse alla fine si sarebbe chiusa in casa per quattro giorni, con le serrande abbassate.<br \/>\n&#8220;Bene bene. Karolina, Susanna, buona giornata!&#8221; La signora Ersilia alz\u00f2 la mano in aria e avanz\u00f2 verso il portone principale.<br \/>\n&#8220;Mi chiami Suzy, tutti mi conoscono come Suzy oramai.&#8221;<br \/>\n&#8220;Mi piace molto di pi\u00f9 Susanna! Pitupitumpaaaa!&#8221; esclam\u00f2 l&#8217;arzilla vecchietta, come nella pubblicit\u00e0 originale.<br \/>\nLa sua risata cristallina riecheggi\u00f2 per la tromba delle scale.<\/p>\n<p>La sera in citt\u00e0 brulicava di vita come non mai, tutte le vie addobbate di alberi decorati e illuminate dalle decorazioni appese sopra le teste dei passanti, indaffarati tra un negozio e l&#8217;altro. Ma Susanna era stanca, era uscita tardi dall&#8217;ufficio, dove l&#8217;avevano richiamata per un&#8217;urgenza con un fornitore inglese. Visto che non aveva niente di meglio da fare, si era impegnata per risolvere quel piccolo contrattempo. Per\u00f2 adesso era stremata e non aveva n\u00e9 tempo n\u00e9 voglia di spostarsi verso l&#8217;ipermercato dell&#8217;altro quartiere per una spesa veloce. Il frigorifero di casa era pressoch\u00e9 vuoto, anche perch\u00e9 sarebbe dovuta essere a cena fuori con Riccardo e l&#8217;indomani in partenza insieme per andare dai suoi genitori, secondo il primo programma.<br \/>\nIl suo cellulare squillava di continuo, si alternavano sua madre, Riccardo e Vanessa in parti uguali. Alla fine lo aveva addirittura spento. Stava pensando di ordinare una bella pizza fumante a domicilio, quando not\u00f2 al marciapiede opposto il piccolo alimentari. Ci passava davanti tutti i giorni in effetti, ma mai aveva pensato di approfittarne. Lei apparteneva alla generazione della grande distribuzione, pens\u00f2, eppure un tempo i suoi nonni si servivano regolarmente in queste piccole botteghe di paese. Doveva sbrigarsi per\u00f2, perch\u00e9 certamente non sarebbero stati aperti fino a sera inoltrata.<br \/>\nQuando entr\u00f2, il classico campanello appeso alla porta per annunciare i clienti la riport\u00f2 alla sua infanzia.<br \/>\n&#8220;Buonasera&#8221; la salut\u00f2 un ragazzo che stava sistemando dei pacchi di pasta sullo scaffale. &#8220;Sono Fatos. Cosa posso servirle?&#8221;<br \/>\nSusanna sospir\u00f2. &#8220;La mia dispensa piange, letteralmente. Se avete del pane di giornata, un po&#8217; di affettato magari\u2026&#8221; Poi si accorse che il lungo banco frigo di fronte ospitava anche alcune teglie con dei piatti gi\u00e0 pronti. &#8220;Beh, anche una porzione di\u2026 quello, qualunque cosa sia!&#8221;<br \/>\nIl ragazzo si mise a ridere. Era alto e ben piazzato, ma con uno sguardo gentile, di chi \u00e8 abituato a lavorare sodo e con soddisfazione. &#8220;Certo. Abbiamo lasagne al forno, del merluzzo grigliato, patate arrosto e mi \u00e8 rimasta una porzione di cicoria.&#8221;<br \/>\nSolo a sentire nominare quelle prelibatezze, a Susanna stava salendo una fame improvvisa. &#8220;Prendo tutto\u2026&#8221;<br \/>\nIl ragazzo si volt\u00f2 verso una porta aperta, chiamando qualcuno. &#8220;Donika, hai un minuto?&#8221;<br \/>\nDal retrobottega giunse una giovane donna, con un pancione voluminoso che annunciava un lieto evento imminente. I lunghi capelli neri erano chiusi in una coda bassa. La salut\u00f2 con un Buonasera appena sussurrato e un cenno del capo. Ciabattando stancamente, si accomod\u00f2 sullo sgabello davanti al registratore di cassa. Si accarezzava la pancia con un lento movimento circolare, quasi volesse trasmettere una ninna nanna al piccolo ospite.<br \/>\n&#8220;Tutto bene?&#8221; le chiese Susanna, avvicinandosi.<br \/>\n&#8220;S\u00ec, s\u00ec. Solo che oggi Luljeta scalcia un po&#8217; pi\u00f9 del solito\u2026&#8221; le rispose Donika, con un sorriso dolce rivolto verso il suo ventre.<br \/>\n&#8220;Secondo me \u00e8 arrabbiata perch\u00e9 per poco non si perde questo Natale!&#8221; sogghign\u00f2 Fatos, mentre riempiva diverse coppette e le metteva da parte.<br \/>\n&#8220;Quanto manca per la nascita?&#8221; Susanna era incantata da quella ragazza, a guardarla sembrava avere la sua stessa et\u00e0.<br \/>\n&#8220;Ancora due mesi, arriver\u00e0 con la primavera&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Se non ci fa una sorpresa e arriva prima&#8221; aggiunse Fatos. Aveva impilato tutti i contenitori, ben chiusi, e stava prendendo un sacchetto di carta per il pane. Fece un cenno a Susanna per indicarle le pagnotte scelte, se le andavano bene. Lei annu\u00ec col capo.<br \/>\n&#8220;Non scaldare tutto a microonde&#8221; le spieg\u00f2 Donika. &#8220;Meglio se usi una padella o il forno, cos\u00ec si mantengono meglio.&#8221;<br \/>\n&#8220;Eh, \u00e8 Donika a cucinare tutto qui. Deve ringraziare lei. Se viene al venerd\u00ec sera, abbiamo anche la pizza in teglia, quella alta e morbida.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ne terr\u00f2 conto, grazie. Mi pu\u00f2 dare anche del prosciutto cotto e del parmigiano? Forse ho finito pure le uova&#8230;&#8221;<br \/>\nMentre Susanna ricordava cosa le mancava in dispensa, Fatos recuperava subito il prodotto e lo aggiungeva nelle borse che stava preparando. Al termine, Susanna pag\u00f2 il conto battuto da Donika alla cassa. Li ringrazi\u00f2 molto, avevano salvato la sua cena. L&#8217;unico problema adesso era riuscire a portare a casa quelle due enormi buste, visto che lei ne aveva altre due dall&#8217;ufficio, alcuni cataloghi da studiare per mantenere la mente occupata.<br \/>\n&#8220;Abita lontano?&#8221; le domand\u00f2 Fatos, mentre puliva il bancone prima della chiusura serale.<br \/>\n&#8220;No, poco pi\u00f9 avanti, nell&#8217;edificio giallo, al civico 42.&#8221;<br \/>\nFatos e Donika si guardarono sorridendo. &#8220;Allora tu sei Susanna, finalmente ci incontriamo!&#8221; esclam\u00f2 la ragazza entusiasta.<br \/>\n&#8220;Noi abitiamo al primo piano&#8221; spieg\u00f2 Fatos allegro. &#8220;Per\u00f2 siamo sempre qui in negozio, dal mattino presto.&#8221;<br \/>\nPoi il ragazzo prese lo scatolone che aveva appena svuotato della pasta e ci mise le due borse di Susanna. &#8220;Checcooooo!&#8221; chiam\u00f2 a gran voce.<br \/>\nDal retrobottega comparve un uomo brizzolato, i capelli arruffati e lo sguardo malinconico. Indossava una tuta da ginnastica rovinata dalla vernice sotto un cappotto un po&#8217; logoro. Ai piedi delle scarpe da corsa parecchio usate, con i lacci di diverso colore. Non era uno straccione, ma si capiva che stava attraversando momenti difficili.<br \/>\n&#8220;Checco, eccoti\u2026 Allora questa borsa qui \u00e8 per la signora Franca, che ti aspetta a cena ha detto.&#8221; Fatos gli consegn\u00f2 una busta di plastica gialla.<br \/>\n&#8220;Oh grazie. Sempre cos\u00ec gentile la signora Franca. Si mangia di lusso allora stasera.&#8221;<br \/>\n&#8220;Mentre questo scatolone \u00e8 della signorina&#8221; continu\u00f2 Fatos. &#8220;Ti presento Susanna, abita nello stesso nostro condominio, al terzo piano.&#8221;<br \/>\nChecco le fece un inchino alla vecchia maniera. &#8220;Enchant\u00e9!&#8221;<br \/>\n&#8220;Cos\u00ec devi fare un giro unico&#8221; gli spieg\u00f2 Fatos. &#8220;Porti lo scatolone al terzo piano e poi vai su dalla signora Franca. Va bene?&#8221;<br \/>\nMa Checco mormor\u00f2 qualcosa verso l&#8217;orecchio del ragazzo. &#8220;E per stanotte?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non ti preoccupare. Sei ospite di Franca, mi ha detto che non puoi rifiutare.&#8221; Fatos gli diede una pacca sulla spalla.<br \/>\n&#8220;Oh, troppo buona, troppo buona davvero.&#8221; Checco afferr\u00f2 lo scatolone dal bancone e si avvi\u00f2 verso l&#8217;uscita. &#8220;Signorina, mi segua.&#8221;<br \/>\nSusanna ringrazi\u00f2 nuovamente Fatos e Donika e segu\u00ec Checco sulla strada verso casa. Lui chiacchierava amabilmente.<br \/>\n&#8220;Lei \u00e8 molto fortunata ad abitare in quel palazzo, sono davvero tutti gentili. La signora Franca sopra tutti. L&#8217;ha conosciuta? Oh, una cara signora. Si prodiga per tutti, senza mai risparmiarsi. Coccola anche me, che insomma, lo vede cosa sono. Sfortunato, ecco. Una cattiva stella la mia. Ogni volta che mi sembra di uscire dal pantano, mi faccio male&#8230;&#8221;<br \/>\nGiunti all&#8217;edificio, Susanna gli apr\u00ec il portone dell&#8217;ingresso e poi chiam\u00f2 l&#8217;ascensore col pulsante. Al terzo piano, Checco non voleva, ma lei lo fece entrare in casa. Pos\u00f2 lo scatolone sul ripiano della cucina, mentre lei sistemava le altre borse di lavoro sulle sedie.<br \/>\nPrese il portafoglio per pagarlo del servizio, ma lui sollev\u00f2 le mani in aria e si allontan\u00f2.<br \/>\n&#8220;No. No davvero. Li spenderei in cose che mi fanno male signorina. Se vuole farmi un favore, vada ogni tanto da Fatos a fare la spesa. Se lui lavora, io lavoro e tutti stiamo bene.&#8221;<br \/>\nPer\u00f2 Susanna non poteva lasciarlo uscire a mani vuote. Doveva dargli qualcosa, e se non voleva denaro, qualcosa che potesse essergli utile in qualche modo. Si ricord\u00f2 di suo nonno, che durante la guerra al fronte, le aveva detto quanto un piccolo libro gli avesse tenuto compagnia e regalato speranza.<br \/>\n&#8220;Le piace leggere?&#8221; gli chiese allora.<br \/>\nChecco sollev\u00f2 il volto e si illumin\u00f2. &#8220;Oh s\u00ec. La signora Franca ogni tanto mi presta uno dei suoi libri. Ha tanti libri lass\u00f9.&#8221;<br \/>\nSusanna infil\u00f2 sicura la mano dentro la piccola libreria all&#8217;ingresso, dove sapeva di avere un doppione de &#8220;Il libro di Natale&#8221; di Selma Lagerl\u00f6f. Un dono di qualche anno addietro, che non si era sentita di rifiutare all&#8217;epoca. Perfetto per la stagione, perfetto per l&#8217;occasione.<br \/>\n&#8220;Questo non \u00e8 un prestito. Questo \u00e8 un regalo.&#8221; Gli porse il volumetto.<br \/>\nLui lo prese tra le mani come se fosse stato un diamante prezioso.<br \/>\n&#8220;Un libro. Tutto mio. Grazie. Grazie davvero.&#8221; Si inchin\u00f2 e se ne and\u00f2, lo sguardo leggermente luccicante di emozione.<\/p>\n<p>Il mattino seguente Susanna usc\u00ec di casa con uno scatolone pesante, un pacco da spedire tramite il corriere espresso in fondo alla strada. Aveva impiegato due ore a confezionarlo per bene, senza dimenticare di inserire nulla all&#8217;interno. Ma quando gir\u00f2 l&#8217;angolo del suo pianerottolo, trov\u00f2 un avviso attaccato alle porte dell&#8217;ascensore.<br \/>\n&#8220;Non ci credo! In manutenzione! Proprio oggi che devo portare questo macigno!&#8221; Sbuff\u00f2 stizzita, perch\u00e9 l&#8217;imballo le stava scivolando dalle braccia. Lo appoggi\u00f2 per un momento contro la parente, per bloccarlo e afferrarlo meglio da sotto. Poi si volt\u00f2 per scendere a piedi con le scale, ma si scontr\u00f2 con un&#8217;altra persona che stava salendo con una cassetta di bevande alla stessa altezza del pacco di Susanna. Per un attimo lei perse l&#8217;equilibrio, ma riusc\u00ec a riprendersi puntando i piedi. Alla fine si chin\u00f2 per poggiare lo scatolone sul primo scalino verso il piano superiore. Dietro di lei qualcuno imprec\u00f2 a denti stretti, prima di adagiare l&#8217;altro carico sul pavimento, con un leggero tintinnio di vetro.<br \/>\n&#8220;Mi spiace, sono stata presa alla sprovvista dall&#8217;ascensore bloccato&#8230;&#8221; Susanna si risollev\u00f2 e si gir\u00f2 verso l&#8217;altra persona. Due meravigliosi occhi verdi la stavano fissando preoccupati. Conosceva di vista quel ragazzo, si erano salutati diverse volte nel palazzo, senza per\u00f2 mai presentarsi.<br \/>\n&#8220;Scusa tu, mi sono distratto e non ho guardato davanti a me&#8230;&#8221;<br \/>\nCapelli scuri un po&#8217; lunghi e scompigliati, con una barba molto curata in stile hipster. Susanna doveva alzare la testa per guardarlo perch\u00e9 era piuttosto alto, con un fisico delineato. La mascella sicura, i lineamenti marcati del viso e un sorriso distintivo. Non passava decisamente inosservato.<br \/>\n&#8220;Per caso, sai quando sistemano l&#8217;ascensore?&#8221; gli chiese lei indicando le porte chiuse.<br \/>\n&#8220;Il tecnico ci sta lavorando proprio adesso, al piano terra. Dubito per\u00f2 che ci metter\u00e0 meno di mezza giornata&#8230;&#8221;<br \/>\nSusanna sospir\u00f2, indispettita. &#8220;Oh accidenti. Rimander\u00f2 la consegna.&#8221; Si chin\u00f2 per sollevare di nuovo il suo scatolone e riportarlo dentro il suo appartamento. La presa per\u00f2 non era sicura, sentiva un dolore acuto al polso sinistro e stava per lasciare andare il grosso peso rovinosamente a terra. Il ragazzo si avvicin\u00f2 in tempo per afferrare lo scatolone da sotto e poggiarlo di nuovo sullo scalino senza danni.<br \/>\n&#8220;Grazie&#8230;&#8221; Susanna si massaggiava il polso dolorante.<br \/>\n&#8220;Se mi dai cinque minuti per portare quella su da mia zia,&#8221; e indic\u00f2 la cassetta con le bottiglie, &#8220;poi ti aiuto con il tuo pacco. Lo porto dove vuoi.&#8221;<br \/>\n&#8220;No, io non posso chiederti questo&#8230; Non ci conosciamo nemmeno.&#8221;<br \/>\n&#8220;Lorenzo. Mi chiamo Lorenzo.&#8221; Le porse la mano per presentarsi.<br \/>\n&#8220;Susanna.&#8221; Lei strinse quella mano grande e calda.<br \/>\n&#8220;S\u00ec, lo so. La ragazza del terzo piano. Qui le notizie girano veloci.&#8221; Scoppi\u00f2 a ridere divertito. &#8220;Torno subito.&#8221;<br \/>\nQuando Lorenzo sollev\u00f2 la sua cassetta di bevande, solidi muscoli guizzarono sotto il suo pullover. Per un attimo Susanna si immagin\u00f2 come sarebbe stato essere abbracciata da quei muscoli. Sent\u00ec il viso avvampare, quando lui le rivolse un&#8217;ultima occhiata prima di salire le scale, senza grande sforzo.<br \/>\nLei attese in silenzio sul pianerottolo, rispondendo all&#8217;ennesimo messaggio di sua madre e confermando che il viaggio era stato spostato alla mattina di Natale. Non aveva rivelato nulla di quanto accaduto, per cui scriveva ancora di lei e del suo fidanzato. Stava ancora prendendo tempo, perch\u00e9 non riusciva a decidersi. Nonostante fosse una compagnia difficile da sopportare, le spiaceva non tornare a casa dai suoi genitori per le feste.<br \/>\nQuando Lorenzo scese nuovamente per le scale, lo accompagnava la signora Ersilia, stranamente insicura dei suoi passi. La donna si appoggiava al braccio che il ragazzo le offriva come sostegno, rimirandolo con un sorriso sornione. Salut\u00f2 Susanna e le strizz\u00f2 l&#8217;occhiolino di nascosto, quando le spieg\u00f2 come Lorenzo si fosse offerto di aiutarla, perch\u00e9 quel mattino aveva uno strano dolore al polpaccio. Ci stava davvero provando con lui?!<br \/>\n&#8220;Oh lasciami pure, tesoro. Mi fermo qui al terzo piano da Cristina, che devo chiederle un consiglio per una ricetta.&#8221; La signora Ersilia, appoggiandosi con una mano alla parete, suon\u00f2 il campanello dell&#8217;appartamento di fronte a quello di Susanna. L\u00ec abitava una piccola famiglia: la mamma Cristina faceva l&#8217;insegnante alle scuole elementari, il marito Raffaele era un infermiere e avevano un bambino di circa dieci anni, Mirko, sempre molto educato.<br \/>\n&#8220;E&#8217; tutto tuo adesso, Susanna tutta panna!&#8221; Con un risolino, la signora Ersilia salut\u00f2 loro due e poi ringrazi\u00f2 Mirko che le aveva aperto per entrare.<br \/>\nLorenzo sollev\u00f2 lo scatolone di Susanna dallo scalino, se lo dispose bene tra le braccia e si stiracchi\u00f2 appena i muscoli della schiena.<br \/>\n&#8220;Pronti. Possiamo andare. Dove lo devi consegnare?&#8221; le chiese mentre gi\u00e0 scendevano per le scale.<br \/>\n&#8220;Lo faccio spedire dall&#8217;agenzia in fondo alla strada&#8221; spieg\u00f2 Susanna.<br \/>\nAttraversarono l&#8217;androne e lei gli tenne aperto il portoncino per uscire. Lui non sembrava trasportare lo stesso scatolone che Susanna aveva tentato di spostare giusto fino all&#8217;ascensore. Tra le braccia di Lorenzo sembrava non avere alcun peso, non mostrava la minima difficolt\u00e0. Beh certo, lei non sapeva nemmeno come era fatta una palestra, al massimo si concedeva una corsetta al parco ogni tanto, con la bella stagione.<br \/>\nGlielo disse candidamente e lui scoppi\u00f2 a ridere.<br \/>\n&#8220;No, \u00e8 comunque un pacco pesante, ma sono abituato. Deve esserci un gran bel regalo dentro.&#8221; La guard\u00f2 con curiosit\u00e0.<br \/>\n&#8220;Tutte le cianfrusaglie del mio ex fidanzato. Gliele rimando a casa, con corriere espresso, in giornata.&#8221; Susanna non riusc\u00ec a nascondere la rabbia.<br \/>\n&#8220;Ex fidanzato\u2026 ex recente quindi?&#8221; Lorenzo stava rallentando il passo, interessato dal discorso.<br \/>\n&#8220;Ho scoperto due giorni fa che da tre mesi mi tradiva con la mia migliore amica.&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm, brutta storia\u2026 e a pochi giorni dal Natale. Sono stato mollato anch&#8217;io in questo periodo. Non \u00e8 il massimo&#8221; ammise lui, abbassando la voce.<br \/>\n&#8220;Cosa \u00e8 successo? Se posso chiedere\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo che puoi&#8230;&#8221; Le sorrise amabilmente, prima di concentrarsi sulla risposta. Alz\u00f2 le spalle rassegnato. &#8220;Non volevamo le stesse cose. Lavoro in un pub, s\u00ec ho un pub in societ\u00e0 con alcuni amici. Questo attira un certo tipo di ragazze. Che per\u00f2 non sono quel tipo di ragazze che cerco io.&#8221;<br \/>\n&#8220;Beh, almeno non ti ha tradito.&#8221; Il tradimento era la parte che faceva pi\u00f9 male, pens\u00f2 Susanna.<br \/>\n&#8220;Non ci giurerei\u2026 Quando me l&#8217;ha detto aveva gi\u00e0 dei biglietti aerei prenotati per Parigi. E lei non viaggiava mai da sola.&#8221;<br \/>\nFurono interrotti dallo squillo imperioso del cellulare di Susanna. Lo prese dalla tasca del cappottino.<br \/>\n&#8220;Ancora mia madre.&#8221; Premette il tasto rosso di rifiuto e sospir\u00f2. &#8220;Conosci qualcuno disposto a fingersi il mio fidanzato per il solo giorno di Natale?!&#8221;<br \/>\nLorenzo la scrut\u00f2 per un lungo istante. &#8220;Dovevi presentarlo in famiglia?&#8221;<br \/>\n&#8220;Eh gi\u00e0. Sorpresa, sorpresa. Anche quest&#8217;anno sono da sola. Che poi ci si aspetterebbe un po&#8217; di conforto dalla famiglia, no? Invece \u00e8 pure peggio. Devo sopportare le frecciatine di mia madre, il silenzio grave di mio padre e la cattiveria di mia sorella. Pi\u00f9 qualche battuta stupida di mio fratello.&#8221;<br \/>\n&#8220;Certe famiglie non sono facili, no. Per\u00f2 adesso, che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, mi manca litigare con mio padre. Non eravamo mai d&#8217;accordo su niente.&#8221;<br \/>\n&#8220;Mi spiace, non volevo\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Non preoccuparti.&#8221; Lui le sorrise tranquillo.<br \/>\n&#8220;E&#8217; che&#8230; tutto \u00e8 successo in poco tempo. La cosa strana \u00e8 che non so se sono pi\u00f9 arrabbiata con il mio ex fidanzato o con la mia migliore amica. Ancora pi\u00f9 strano \u00e8 che, non so, non mi importa pi\u00f9 niente di loro due. Forse sono arrabbiata pi\u00f9 con me stessa&#8221; sbott\u00f2 Susanna.<br \/>\nAttraversarono la strada, l&#8217;agenzia di spedizioni era oramai a pochi metri sulla sinistra.<br \/>\n&#8220;Cos\u00ec stai cercando un fidanzato temporaneo, eh?&#8221; continu\u00f2 Lorenzo pi\u00f9 allegro.<br \/>\n&#8220;Gi\u00e0. Giusto per il giorno di Natale, poi con una scusa torniamo in citt\u00e0. Toccata e fuga, questo sarebbe il piano.&#8221;<br \/>\n&#8220;Peccato che non posso muovermi per lavoro, il pub apre regolarmente sotto le feste&#8230; altrimenti mi candiderei all&#8217;istante.&#8221; Lorenzo le lanci\u00f2 un lungo sguardo, di quelli che sciolgono qualsiasi essere umano femminile nel giro di qualche chilometro.<br \/>\nEh gi\u00e0, che peccato. Proprio proprio un gran peccato, pens\u00f2 tra s\u00e9 Susanna.<br \/>\nEntrarono nel piccolo negozio del corriere espresso. Non c&#8217;era nessun altro cliente, cos\u00ec Lorenzo pos\u00f2 il pacco direttamente sul bancone.<br \/>\n&#8220;Grazie per il tuo aiuto&#8221; gli disse lei.<br \/>\n&#8220;Figurati, \u00e8 stato un piacere. Ci vediamo presto&#8221;. Lui si volse e fece qualche passo per uscire dall&#8217;agenzia. Ma poi torn\u00f2 indietro.<br \/>\n&#8220;Susanna&#8230; &#8221; le pos\u00f2 una mano sull&#8217;avambraccio. &#8220;Se per caso, alla fine, tu decidessi di non andare dalla tua famiglia, beh, c&#8217;\u00e8 il pranzo di Natale dalla signora Franca, \u00e8 aperto a tutti. Ci sar\u00f2 anch&#8217;io. Le ho appena portato le bevande e il vino per quel pranzo. Pensaci.&#8221;<br \/>\nLe strinse appena il braccio e poi lo lasci\u00f2 andare. Le sorrise e la salut\u00f2 di nuovo, prima di uscire fuori e lasciare l\u00ec Susanna attonita.<\/p>\n<p>Il pacco era stato spedito e le era costato un capitale. Susanna ritorn\u00f2 in fretta a casa, perch\u00e9 aveva ancora diverse faccende da sbrigare, compresa quella di sistemare i regali di Natale senza pi\u00f9 destinatario. Aveva preparato due borse di carta nell&#8217;ingresso del suo appartamento e le prese prima di dirigersi su all&#8217;ottavo piano, dalla fantomatica signora Franca. Suon\u00f2 il suo campanello e attese i passi che veloci si avvicinavano al portoncino.<br \/>\n&#8220;Buongiorno! Susanna vero? La ragazza nuova del terzo piano. Prego entra, mia cara!&#8221;<br \/>\nEra una signora piuttosto bassa di statura, un po&#8217; paffutella, come indice di un&#8217;ottima cuoca ai fornelli. Susanna not\u00f2 una certa somiglianza nei modi con la sua nonna paterna. Lo stesso sguardo dolce, che non fa mai domande e tutto comprende proprio dai silenzi degli altri. Indossava un grembiule rosso da cucina, di quelli con la pettorina e le balze sulla gonna. Profumava di biscotti al burro e vaniglia. Il suo unico trucco era un largo sorriso.<br \/>\n&#8220;Buongiorno. Scusi se la disturbo, ma ho visto il foglio attaccato gi\u00f9 all&#8217;ingresso, quello del pranzo di Natale qui da lei.&#8221;<br \/>\nLa donna si anim\u00f2 come un folletto. &#8220;Oh certo! Vuoi venire a pranzare con noi cara? Sai \u00e8 una vecchia tradizione qui nel palazzo. Mio marito Carlo amava davvero tanto il Natale, era la sua festa preferita. Io un po&#8217; meno per la verit\u00e0, c&#8217;\u00e8 sempre cos\u00ec tanto da fare. Purtroppo lui mi ha lasciata presto, ma ho deciso di onorare il Natale ogni anno nel suo ricordo, cos\u00ec mi sembra di averlo ancora qui con me, almeno per il pranzo di Natale. Sembra una cosa sciocca, lo so bene, ma gli riservo sempre un posto vuoto accanto a me.&#8221; La sua voce era incredibilmente melodiosa, nonostante la triste nostalgia.<br \/>\n&#8220;Allora, verrai a pranzo con noi?&#8221; chiese di nuovo.<br \/>\n&#8220;No, io no, non credo. Ma ho letto che raccoglie anche dei regali e beh, volevo contribuire all&#8217;occasione.&#8221; Susanna le porge una delle borse di carta.<br \/>\nLa signora Franca la prese e osserv\u00f2 con curiosit\u00e0 il suo contenuto. Immerse una mano all&#8217;interno e sollev\u00f2 un capo di lana morbida.<br \/>\n&#8220;No, scusi, questo lo devo cambiare, non mi sta bene.&#8221; Per sbaglio, Susanna le aveva consegnato la borsa con il maglioncino destinato a Vanessa.<br \/>\n&#8220;Certo cara, tieni. Devi proprio cambiarlo, il giallo non \u00e8 il tuo colore. Ti vedrei meglio con un bel rosso acceso, anche un amaranto o un bordeaux, che valorizzi la tua carnagione. Ma decisamente un cremisi sarebbe la scelta migliore. E prendi una taglia S, una 42 italiana, per far risaltare meglio le tue forme. Quella che hai addosso, direi una 50 addirittura, ti nasconde troppo.&#8221;<br \/>\nSusanna rimase stupita, come poteva conoscere pure le sue taglie?!<br \/>\n&#8220;Scusami, non volevo offenderti. Ho fatto la sarta per tanti anni, ho vestito grandi signore, anche molte spose di bianco e tulle, mi viene naturale.&#8221;<br \/>\nLe consegn\u00f2 di nuovo la borsa col maglioncino e prese l&#8217;altra che la ragazza le porgeva.<br \/>\n&#8220;Ecco, sono questi. Ci sono un libro, un foulard e una sciarpa da uomo.&#8221; All&#8217;ultimo momento si era accorta di aver dimenticato di inserire nel pacco per Riccardo la sua sciarpa di lana grigia. Poco male perch\u00e9 Riccardo non l&#8217;aveva mai usata dacch\u00e9 lei gliela aveva regalata. &#8220;Li ho incartati gi\u00e0, come si usa per i Secret Santa, gli scambi di doni anonimi, va bene?&#8221;<br \/>\nLa signora Franca si illumin\u00f2. &#8220;Benissimo! Li metteremo nella cesta e faremo la nostra solita lotteria. Ti ringrazio molto.&#8221; Controll\u00f2 i pacchetti all&#8217;interno della borsa. &#8220;Sono proprio ben fatti. Ma tu, che cosa farai a Natale, cara? Tornerai dalla tua famiglia presumo.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non lo so. Al momento ho dei problemi in ufficio. Vedremo.&#8221; Susanna prefer\u00ec anticipare la possibile decisione di rimanere in citt\u00e0, nel caso avessero poi visto che lei era nel suo appartamento la mattina di Natale, con le serrande alzate e la luce accesa in cucina. Aveva almeno una scusa verosimile.<br \/>\nAveva chiesto a qualche collega di accompagnarla dai suoi genitori, ma erano tutti impegnati. Siamo a Natale, ovvio. Tra i pochi amici che la sua famiglia non conosceva c&#8217;era Michael, che sarebbe stato ben felice di accontentarla. Ma oltre ad essere clamorosamente gay, era gi\u00e0 partito per Londra. E adesso si aggiungeva anche quella proposta di Lorenzo. Avrebbe potuto considerarla dopotutto. Doveva ammettere che la stava tentando.<br \/>\nDalla porta ancora aperta si affacci\u00f2 il piccolo Mirko a distogliere la sua attenzione.<br \/>\n&#8220;La mamma sta uscendo, mi ha detto che posso restare qui per un po&#8217;&#8221; spieg\u00f2 il bambino, dopo averle salutate entrambe.<br \/>\n&#8220;Certo, entra pure. Vai in cucina e prepara una bella cioccolata calda, io arrivo subito.&#8221; La signora Franca gli diede un simpatico sculaccione.<br \/>\nPoi torn\u00f2 a parlare con Susanna. &#8220;Ti ringrazio molto per questi regali, cara. Se non riuscirai a tornare a casa per Natale, ci farebbe piacere averti a pranzo qui con noi. Non credere alle malelingue. Lo so che la chiamano la lotteria dei dimenticati, ma qui nessuno viene dimenticato, anzi. Qui tutti trovano un posto e un abbraccio. Vieni qui\u2026&#8221;<br \/>\nSusanna si lasci\u00f2 abbracciare, abbassandosi un po&#8217; perch\u00e9 la signora Franca era davvero piccolina e lei invece quel giorno indossava gli stivali alti.<br \/>\nOra le rimaneva quest&#8217;ultima incombenza: cambiare il maglioncino firmato acquistato per la sua ex amica Vanessa. L&#8217;ultimo capitolo di una triste storia che sperava di lasciarsi alle spalle quanto prima. Avrebbe scelto qualcosa per s\u00e9, per una volta. Magari proprio un maglioncino rosso da indossare il giorno di Natale, perch\u00e9 no? Scese di corsa le scale, le preferiva all&#8217;ascensore quando non aveva pesi o ingombri, e usc\u00ec fuori in strada, diretta verso il centro della citt\u00e0, dove si trovava il negozio.<br \/>\nMa giunta di fronte alle vetrine dell&#8217;atelier incroci\u00f2 proprio lo sguardo di Vanessa, che stava ammirando i capi esposti sotto le luci.<br \/>\nNon \u00e8 possibile, pens\u00f2 Susanna. Beh, \u00e8 il suo negozio preferito, ma proprio adesso dovevo incontrarla?!<br \/>\n&#8220;Ciao!&#8221; esclam\u00f2 entusiasta l&#8217;amica.<br \/>\n&#8220;Ciao.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ti ho chiamato, ti ho scritto, ma tu non rispondi. Sei ancora arrabbiata?&#8221;<br \/>\n&#8220;Abbastanza s\u00ec. Non \u00e8 qualcosa che si digerisce con un calice di spumante.&#8221;<br \/>\nVanessa sbuff\u00f2 la sua noia. &#8220;Ma \u00e8 meglio cos\u00ec, no? Se \u00e8 venuto da me, non eravate poi cos\u00ec innamorati. Dai!&#8221;<br \/>\nPi\u00f9 la sua amica mostrava indifferenza per l&#8217;accaduto, pi\u00f9 Susanna aveva voglia di schiaffeggiarla l\u00ec, seduta stante. Respir\u00f2 a fondo, prima di risponderle. &#8220;Hai ragione. Mi hai fatto un favore. Magari pensi che dovrei pure ringraziarti.&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, esatto!&#8221; ammise Vanessa contenta. &#8220;Oh, capisco la tua rabbia iniziale, ma non possiamo buttarci tutto alle spalle? E&#8217; solo un uomo, ne troverai un altro. Ma tu mi manchi come amica, ho bisogno di te. Io non ti manco nemmeno un po&#8217;?&#8221;<br \/>\nPi\u00f9 che uno schiaffo, era meglio un pugno in pieno viso, pens\u00f2 Susanna. &#8220;Mi spiace, ma no. Riccardo non era cos\u00ec innamorato, d&#8217;accordo, ma tu dovevi tirarti indietro. Io l&#8217;avrei fatto, per un&#8217;amica vera.&#8221;<br \/>\nL&#8217;altra sbott\u00f2 di nuovo, incrociando le braccia al petto. &#8220;Ma ma\u2026 oh insomma, eravamo ubriachi!&#8221;<br \/>\n&#8220;La prima volta forse&#8230; &#8221; Susanna strinse le palpebre. &#8220;Ma poi avete proseguito per tre mesi, alle mie spalle. Tre mesi!&#8221; scand\u00ec bene le ultime parole.<br \/>\n&#8220;Non sapevamo come dirtelo! Io lo volevo anche, ma lui insisteva, e insomma&#8230;&#8221; Vanessa continu\u00f2 a blaterare diverse scuse inconsistenti.<br \/>\nSusanna alz\u00f2 la mano in aria per zittire quello squittio inutile. &#8220;Non mi interessa. E&#8217; finita. E&#8217; finita con lui ed \u00e8 finita anche la nostra amicizia.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma io ti ho pure comperato un regalo di Natale! E adesso che me ne faccio?!&#8221; esclam\u00f2 l&#8217;altra stizzita.<br \/>\n&#8220;Donalo a qualcuno che non ha niente. Per una volta, nella tua vita, fai una buona azione.&#8221;<\/p>\n<p>Era la mattina della vigilia di Natale. Susanna stava uscendo, non voleva rimanere a casa proprio quel giorno, a rimuginare troppo sugli ultimi eventi. Avrebbe provato nuovamente a cambiare il maglioncino di angora e poi si sarebbe fermata a mangiare qualcosa di caldo in qualche bar del centro. Magari anche un veloce passaggio in libreria, in cerca di qualche storia scaccia pensieri per la serata in solitudine che l&#8217;attendeva al rientro. E no, non aveva ancora deciso nulla per l&#8217;indomani. Sua madre la tempestava di telefonate e messaggi, come un mitragliera in prima linea al fronte che scagliava il suo arsenale contro di lei. Susanna aveva silenziato il cellulare per non sentire pi\u00f9 nessuno.<br \/>\nStava indossando il cappotto quando qualcuno suon\u00f2 il campanello al pianerottolo. Una, due, tre volte, con una certa irruenza. Susanna trattenne il respiro per ascoltare ogni singolo movimento. Non aspettava nessuno in visita. I corrieri lasciavano i pacchi gi\u00f9 nell&#8217;androne. Nessun vicino del condominio avrebbe suonato in quel modo. Dall&#8217;altra parte della portoncino cominciarono anche a picchiare forte sull&#8217;infisso.<br \/>\n&#8220;Susanna apr\u00ec! Sono io. Lo so che ci sei. Non me ne vado da qui finch\u00e9 non apri!&#8221;<br \/>\nMaledizione! Era la voce tonante di Riccardo. Che diamine ci faceva l\u00ec? Susanna sent\u00ec il panico aumentare, al pari del battito del suo cuore. Fece un respiro profondo. In fondo lui non era tipo da scenate, e lei certo non si sarebbe fatta intimorire. Lei era la tradita, lui il fedifrago bastardo.<br \/>\nTermin\u00f2 di vestirsi e poi apr\u00ec la porta per uscire.<br \/>\n&#8220;Finalmente!&#8221; sbott\u00f2 lui stizzito.<br \/>\n&#8220;Buongiorno Riccardo. Cosa vuoi?&#8221; rispose lei con calma.<br \/>\n&#8220;Cosa voglio? Cosa voglio, mi chiedi? Parlare con te, accidenti. Sono giorni che ci provo, ma tu sembri avermi cancellato.&#8221; Si pass\u00f2 una mano tra i capelli. Era chiaramente furioso. Vestito da ufficio, con un completo elegante, le scarpe lucide, la cravatta annodata alla perfezione, il soprabito appena un po&#8217; sgualcito. Solo il viso tradiva qualche nottata insonne, osserv\u00f2 Susanna.<br \/>\n&#8220;Non ho niente da dirti, Riccardo. Mi sembra sia tutto abbastanza chiaro, no? Tu mi hai tradito con Vanessa. Non una volta, non due volte, ma per tre mesi di fila. E io non voglio saperne pi\u00f9 niente, n\u00e9 di te, n\u00e9 di lei.&#8221; Alz\u00f2 le spalle con noncuranza. Era la verit\u00e0, pura semplice verit\u00e0.<br \/>\n&#8220;No, non \u00e8 cos\u00ec!&#8221; url\u00f2 lui. La sua voce riecheggi\u00f2 per la tromba delle scale dell&#8217;intero palazzo.<br \/>\nSusanna immagin\u00f2 che pi\u00f9 di qualcuno fosse in ascolto, dietro il portoncino del proprio appartamento. Beh, non era colpa sua, lei non aveva fatto niente, non aveva nulla di cui vergognarsi.<br \/>\n&#8220;Devi ascoltarmi. Lei\u2026 quella\u2026 si \u00e8 infilata fra noi. Era la tua migliore amica, come potevo pensare che\u2026 si \u00e8 approfittata di me&#8230; accidenti!&#8221;<br \/>\nRiccardo continuava a parlare con un tono sostenuto, pieno di rabbia e rancore.<br \/>\n&#8220;Scusami Riccardo, ma io devo andare. Lascia perdere. E&#8217; finita\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;NO. NON E&#8217; FINITA!&#8221; Riccardo sbatt\u00e9 un pugno forte sul portoncino, passando rasente alla spalla sinistra di lei.<br \/>\nRimase scioccata da quel gesto, le si mozz\u00f2 il respiro e si impietr\u00ec all&#8217;istante. Non era pi\u00f9 lui.<br \/>\nUn uomo sul pianerottolo toss\u00ec per chiedere di passare. &#8220;Scusate&#8230;&#8221; Era il signor Moreno, un uomo separato da poco che abitava da solo al quarto piano, proprio sopra l&#8217;appartamento di Susanna. Lo aveva talvolta salutato insieme ai suoi due figli, quando passavano il weekend con lui.<br \/>\n&#8220;Prego&#8230;&#8221; mormor\u00f2 appena Riccardo. Poi attese che l&#8217;uomo avesse salito tutti gli scalini fino al piano successivo, prima di proseguire il discorso.<br \/>\nLe si avvicin\u00f2 ancora di pi\u00f9, mentre Susanna indietreggi\u00f2 tremante, fino a toccare con la schiena il portoncino del suo appartamento.<br \/>\n&#8220;Non \u00e8 finita. Ho sbagliato, va bene. Uno stupido errore, che non far\u00f2 mai pi\u00f9. Ma non puoi lasciarmi, stiamo cos\u00ec bene insieme noi due\u2026&#8221;<br \/>\nSusanna non riusciva ad ascoltarlo. Coglieva si e no una parola ogni quattro, perch\u00e9 quel pugno l&#8217;aveva spaventata, mostrandole qualcosa che forse non aveva mai colto prima in lui. Quali altri segnali aveva ignorato, accecata dall&#8217;amore? O solo dall&#8217;innamoramento stesso?<br \/>\n&#8220;Lasciami andare\u2026 &#8221; sussurr\u00f2 appena.<br \/>\nQualcuno dall&#8217;ultimo piano corse gi\u00f9 in fretta per le scale, con passo deciso e pesante.<br \/>\n&#8220;Susanna! Scusa il ritardo! La signora Franca mi stava trattenendo con le chiacchiere\u2026&#8221; Lorenzo squadr\u00f2 Riccardo dalla sua altezza, lo superava di una bella spanna, oltre che di muscoli sotto il giaccone. &#8220;Tutto a posto?&#8221; chiese rivolto a Susanna.<br \/>\n&#8220;S\u00ec s\u00ec, me ne stavo giusto andando. Ho un altro impegno&#8221; rispose Riccardo, mostrando fiero il suo Rolex al polso. Poi entr\u00f2 nell&#8217;ascensore e spar\u00ec alla loro vista. Susanna sperava di non rivederlo davvero mai pi\u00f9, nemmeno per caso.<br \/>\n&#8220;Mi hai salvata. Grazie, grazie, grazie. Sei arrivato al momento giusto.&#8221; Cominci\u00f2 a respirare di nuovo.<br \/>\n&#8220;Devi ringraziare Moreno. Quando vi ha visti sulle scale, ha compreso subito la situazione pericolosa ed \u00e8 corso su ad avvisarmi, sapeva che ero da Franca per spostarle il tavolo del soggiorno per domani. Sai, ho fatto anche il buttafuori per alcuni locali, prima di aprire il pub. Deve averlo capito anche il tuo amico.&#8221; Ammicc\u00f2 soddisfatto. &#8220;Quello era l&#8217;ex fidanzato, immagino.&#8221;<br \/>\nSusanna annu\u00ec col capo.<br \/>\n&#8220;Stavi uscendo o rientrando?&#8221;<br \/>\n&#8220;Uscendo. Devo andare a cambiare questo maglioncino&#8230;&#8221; sollev\u00f2 la borsetta. &#8220;Ieri non sono potuta entrare nel negozio\u2026 non ho fatto in tempo.&#8221; Stava mentendo, non era questo il motivo. Ci ripens\u00f2, non voleva cominciare un&#8217;altra amicizia con le bugie. &#8220;Sai, lo avevo preso per quella mia amica, quella mia ex amica che mi ha tradito con il mio ex fidanzato. Ma sono arrivata davanti al negozio e lei era l\u00ec davanti. Abbiamo litigato e sono venuta via.&#8221;<br \/>\nLorenzo fischi\u00f2 a lungo. &#8220;Veramente troppe emozioni questo Natale. Dovresti prenderla con un po&#8217; pi\u00f9 di calma, no?&#8221;<br \/>\nSusanna si lasci\u00f2 andare a una risata liberatoria. &#8220;Sono d&#8217;accordo, ma&#8230; sembro attirare disgrazie ultimamente.&#8221;<br \/>\n&#8220;Allora vengo con te. Se mi vuoi beninteso.&#8221;<br \/>\nSusanna stava per replicare &#8220;Certo che ti voglio&#8221;, quando lui la prese sottobraccio.<br \/>\n&#8220;Vediamo se le disgrazie hanno voglia di affrontare anche il sottoscritto.&#8221;<br \/>\nPasseggiarono spensierati fino in centro, parlando di tutto, commentando le vetrine e i propri gusti su quanto esposto. Giunti al negozio, Lorenzo entr\u00f2 con lei, perch\u00e9 poteva essere utile un giudizio prettamente maschile, no? Susanna consegn\u00f2 il maglioncino giallo acquistato e lo scontrino di cortesia e si fece indicare dalla commessa altri capi simili, ma con colori e taglie differenti.<br \/>\n&#8220;No, il nero no, ti prego. C&#8217;\u00e8 sempre tempo per vestirsi di nero, ma non adesso\u2026&#8221; Lorenzo scosse la testa di fronte alla scelta di Susanna.<br \/>\n&#8220;Nemmeno il verde smunto o quel grigio. No. Questo! Provatelo!&#8221; Stacc\u00f2 un appendino dall&#8217;espositore e le consegn\u00f2 un pullover rosso scarlatto, con alcuni inserti argentati nella filatura.<br \/>\nSusanna gli lascia cappotto, cellulare e borsa, prima di infilarsi nel camerino. Indoss\u00f2 quel bellissimo rosso incandescente e si rimir\u00f2 allo specchio.<br \/>\n&#8220;Allora?&#8221; chiese lui da fuori impaziente. Quando finalmente usc\u00ec cos\u00ec vestita, rimase colpito. &#8220;Mmmm, molto carina. Il rosso ti accende.&#8221;<br \/>\nLei si sent\u00ec avvampare ancora di pi\u00f9, proprio tono su tono con la maglia. L&#8217;aveva convinta e scelse proprio quel capo.<br \/>\nSi lasciarono dopo un pranzo veloce, in un piccolo locale l\u00ec vicino che lei conosceva perch\u00e9 comodo anche al suo ufficio.<br \/>\n&#8220;Ci vediamo al pranzo di Natale allora?&#8221; le chiese prima di andarsene.<br \/>\n&#8220;Non lo so\u2026 non conosco nessuno\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah no. Non usare questa scusa. Conosci me adesso.&#8221;<br \/>\nSusanna era ancora titubante. Rischiava di finire come la carta da parati, muta e silenziosa in un angolo.<br \/>\n&#8220;Hai anche il mio numero di telefono&#8221; continu\u00f2 lui.<br \/>\n&#8220;Ah si?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, te l&#8217;ho salvato prima in rubrica, mentre eri in camerino. Sotto la voce &#8220;Lorenzo quello carino&#8221;, non puoi sbagliare.&#8221;<br \/>\nSusanna ridacchi\u00f2 contenta. Prese il cellulare, scorse la rubrica e fece partire una telefonata vuota. &#8220;Adesso hai anche il mio.&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh ma ce l&#8217;avevo gi\u00e0. Mi ero gi\u00e0 fatto uno squillo.&#8221; Lorenzo le mostr\u00f2 il display, dove si leggeva &#8220;Susanna tutta panna&#8221;.<br \/>\n&#8220;Per favore\u2026&#8221; la preg\u00f2. &#8220;Se non vieni tu, stavolta rischio davvero con Ersilia. Quella mi mette le mani addosso! Devi venire a salvarmi!&#8221;<br \/>\nSusanna scoppi\u00f2 a ridere. In effetti quella arzilla vecchietta poteva riservare sorprese inaudite.<br \/>\n&#8220;Prometto che ci penser\u00f2.&#8221;<\/p>\n<p>Non ci era poi voluto molto a convincersi. Quella sera stessa Susanna si era presentata alla porta della signora Franca, chiedendole se poteva partecipare al pranzo di Natale, anche se non aveva niente di pronto da portare e nemmeno qualcosa in frigorifero da cucinare. La donna la rassicur\u00f2, che c&#8217;era comunque molto cibo per tutti ed era sufficiente che lei venisse a dare una mano, per organizzare la cucina e la tavola.<br \/>\nCos\u00ec, la mattina di Natale, Susanna si svegli\u00f2 di buonora, sorridente e contenta nonostante tutto. Telefon\u00f2 alla madre e le comunic\u00f2 che no, non sarebbe tornata da loro in tempo per il pranzo tutti insieme, ma che non doveva preoccuparsi, perch\u00e9 non sarebbe rimasta da sola. Le spieg\u00f2 di questo pranzo all&#8217;ultimo piano del condominio e di come avesse scoperto di avere dei vicini di casa meravigliosi. Un vero tesoro, di questi tempi.<br \/>\nLa madre si lament\u00f2 un po&#8217; della lontananza, per\u00f2 si sarebbero comunque visti per Capodanno ed era gi\u00e0 qualcosa.<br \/>\nSusanna fece colazione in fretta, si vest\u00ec di tutto punto, proprio con quel maglioncino rosso fiammante scelto da Lorenzo. Gli aveva mandato un messaggio veloce, un semplice &#8220;Ci vediamo a pranzo&#8221; e lui aveva risposto con un semplice cuoricino.<br \/>\nFu Salvatore ad aprirle la porta dell&#8217;appartamento della signora Franca, lo riconobbe perch\u00e9 era il ragazzo che si occupava del giardino condominiale e avevano scambiato qualche parola mentre lui potava le rose o sistemava le siepi. Sapeva che lavorava come macellaio in un supermercato del centro e che aveva una compagna da qualche mese. Il giardinaggio era la sua passione nel tempo libero.<br \/>\nNell&#8217;ampio salotto, la grande tavola coperta con una tovaglia rossa e punteggiata di stelle bianche stava gi\u00e0 cominciando a riempirsi. Karolina era gi\u00e0 affaccendata ai fornelli, in cucina con la signora Franca, mentre Cesare, il suo anziano assistito, era seduto in poltrona a dirigere le operazioni come un vecchio generale. Salvatore si occupava dei regali sotto l&#8217;albero, degli addobbi e delle bottiglie di vino da mettere in fresco per il brindisi.<br \/>\n&#8220;Benvenuta Susanna! Buon Natale!&#8221; La signora Franca la accolse con un abbraccio portentoso. &#8220;Tu mia cara ti occuperai delle stoviglie. Dentro la credenza troverai tutto, piatti, bicchieri, posate. Da qualche parte ho posato anche il centro tavola che mi hanno regalato in fioreria. Trovalo!&#8221;<br \/>\nSusanna si mise all&#8217;opera, per altro preparare la tavola di Natale era sempre stato il suo incarico anche in famiglia.<br \/>\n&#8220;Karolina, hai poi sentito i tuoi ragazzi?&#8221; chiese la signora Franca.<br \/>\n&#8220;S\u00ec, questa matina presto. Mi hanno chiamato i miei filii, molto contenti dei regali che ho spedito.&#8221;<br \/>\n&#8220;I miei invece sempre muti come pesci, codardi!&#8221; Il vecchio Cesare batt\u00e9 il bastone per terra.<br \/>\n&#8220;Ma no, Cesare&#8221; replic\u00f2 Karolina. &#8220;Hanno detto che chiamano nel pomeriggio, perch\u00e9 Alberto \u00e8 in ristorante e Nicola \u00e8 da suocera svizzera.&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, vedremo. Salvatore, ma la tua Giada lavora anche lei?&#8221;<br \/>\nIl ragazzo stava sistemando le bottiglie di acqua naturale e frizzante sulla tavola, distribuite in pi\u00f9 gruppi. &#8220;Eh si. Per lei oggi giornata piena, hanno esaurito le prenotazioni. Noi festeggiamo quando gli altri finalmente hanno finito\u2026&#8221; alz\u00f2 le spalle rassegnato.<br \/>\nQualcuno suon\u00f2 al campanello e visto che era l\u00ec vicina, fu proprio Susanna ad aprire. Era Moreno, con un bel cesto di frutta tra le mani.<br \/>\n&#8220;Buongiorno a tutti e Buon Natale! Sono venuto a dare un aiuto, con gli assaggi!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ciao caro!&#8221; La signora Franca accorse ad abbracciarlo. &#8220;Come stanno i ragazzi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Bene bene, sono con la madre e i nonni materni. Io li avr\u00f2 con me da Capodanno fino all&#8217;Epifania, invece.&#8221;<br \/>\n&#8220;Sono contenta, vieni, abbiamo bisogno del tuo giudizio in cucina\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Fatos e Donika quando arrivano?&#8221; chiede Cesare dalla sua postazione di comando.<br \/>\nKarolina gli rispose dall&#8217;altra stanza. &#8220;Questa mattina hanno deciso di tenere aperto negozio, sai, qualcuno sempre in ritardo. Quindi appena chiudono vengono qua. Anche Checco con loro, certo.&#8221;<br \/>\nSusanna sent\u00ec qualcuno scalpicciare per le scale e apr\u00ec la porta ancora prima che qualcuno suonasse il campanello. Erano la signora Cristina col piccolo Mirko, che saltellava dalla gioia, con una grossa scatola tra le mani.<br \/>\n&#8220;Guardate cosa mi ha portato Babbo Natale stanotte?! Il trenino della Lego!&#8221;<br \/>\nCesare lo richiam\u00f2 dalla sua poltrona. &#8220;Fai vedere? Che belli i trenini. Ah, tutte quelle diavolerie tecnologiche non batteranno mai i trenini.&#8221;<br \/>\nMoreno si avvicin\u00f2 a Cristina per prenderle la borsa termica e il cappotto. &#8220;Non c&#8217;\u00e8 Raffaele oggi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Oggi mio marito ha il turno in ospedale fino a sera. Ma domani partiamo e andiamo gi\u00f9 a Roma per festeggiare con i suoi genitori e mia mamma.&#8221;<br \/>\nSusanna stava predisponendo i piatti sulla tavola, quando le venne un dubbio.<br \/>\nQualcuno le sussurr\u00f2 all&#8217;orecchio. &#8220;Siamo in tredici, ma metti un piatto in pi\u00f9, per mio zio, anche se non lo vediamo.&#8221;<br \/>\nSi gir\u00f2 e salut\u00f2 Lorenzo, appena arrivato. &#8220;Tuo zio?&#8221;<br \/>\n&#8220;La signora Franca \u00e8 mia zia, la sorella di mia madre. Mi tratta come un figlio da quando vivo qui in citt\u00e0. Mia madre vive ancora in Toscana, nel podere di famiglia, con i miei fratelli, che mandano avanti l&#8217;azienda vitivinicola.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah ora capisco. E comunque&#8230; Buon Natale!&#8221;<br \/>\n&#8220;Buon Natale!&#8221; La abbracci\u00f2 stretta, una sensazione meravigliosa convenne Susanna tra s\u00e9, e la baci\u00f2 sulla guancia. &#8220;Bel maglioncino!&#8221; ammicc\u00f2 poi lui.<br \/>\n&#8220;Oh s\u00ec cara, non te lo avevo detto&#8221; giunse anche la signora Franca a salutare il nipote. &#8220;Hai proprio scelto un bel rosso! Brava!&#8221;<br \/>\nStrimpellando tanto il campanello dell&#8217;ingresso quanto una vecchia campana di Natale in mano, la signora Ersilia comunic\u00f2 a tutti il suo arrivo.<br \/>\n&#8220;Buongiorno e Buon Natale! Vi ho portato un po&#8217; di musica, altrimenti voi qua siete un mortorio! Ecco tesoro. Mi sono fatta preparare da mio nipote un cidd\u00ec di Natale. Mettilo su, da qualche parte, ci sar\u00e0 qualcosa per ascoltarlo no?&#8221;<br \/>\nSalvatore prese il cofanetto che lei gli porgeva, per usarlo nell&#8217;impianto stereo sotto al televisore.<br \/>\n&#8220;Susanna tutta panna! Ci sei anche tu tesoro! Ma che gradita sorpresa! Sono proprio felice!&#8221; La signora Ersilia la abbracci\u00f2 forte, quasi la stritolava. Poi si volse verso Lorenzo. &#8220;Uh, vedo che non manca nemmeno il dolce quest&#8217;anno, perfetto!&#8221; Inutile dire che l&#8217;abbraccio con Lorenzo fu ben pi\u00f9 lungo.<br \/>\nFinalmente giunsero anche Fatos, Donika e il buon Checco, cos\u00ec poterono mettersi a tavola, guarnita di tutto punto, e cominciare con gli antipasti.<br \/>\nLa signora Franca sedeva in testa, sul posto d&#8217;onore. &#8220;Prima che diciate qualcosa&#8230; Non siamo tredici a tavola! Contate per bene per favore!&#8221;<br \/>\n&#8220;Qui c&#8217;\u00e8 Luljeta che scalcia, quindi siamo in quattordici&#8221; ridacchi\u00f2 Donika.<br \/>\nIl pranzo scivol\u00f2 veloce nel primo pomeriggio, tra una portata e l&#8217;altra, tra tante chiacchiere e diverse risate. Non erano mai realmente seduti, perch\u00e9 l&#8217;andirivieni di piatti verso la cucina e di bottiglie da versare da un posto all&#8217;altro era continuo. Susanna sedeva tra la signora Franca e Lorenzo, mentre dall&#8217;altra parte lui aveva proprio la signora Ersilia al suo fianco. Not\u00f2 come lui avvicinasse sempre di pi\u00f9 la sua sedia verso quella di Susanna, e non capiva se stava scappando dalle mani di Ersilia o cercava invece le sue.<br \/>\nPrima di scartare i regali, Fatos e Checco si alzarono in piedi e proposero un brindisi per la signora Franca.<br \/>\n&#8220;Io ringrazio tutti voi invece. Mi fate un gran regalo ogni anno, riempite la mia casa e la mia vita. Questo pranzo \u00e8 il minimo che io possa fare.&#8221; Poi si alz\u00f2 e cominci\u00f2 a distribuire lei i pacchi di Natale. Conosceva il loro contenuto e sapeva di cosa ognuno di loro aveva bisogno.<br \/>\nIl foulard di Vanessa fu ritrovato da Donika, molto contenta perch\u00e9 ammise di non avere niente di cos\u00ec bello da indossare.<br \/>\nLa sciarpa di Riccardo era nel pacchetto per Checco. Se la mise subito intorno al collo. &#8220;Non ho mai avuto una sciarpa cos\u00ec calda!&#8221;<br \/>\nIl libro di poesie fu consegnato a Lorenzo. Susanna riconobbe subito la carta da regalo. Lo osserv\u00f2 mentre scartava il libro, con estrema cura. Sul suo viso scorse poi un momento di incredulit\u00e0 nel vedere la copertina. lo rigir\u00f2 pi\u00f9 volte, infine lo apr\u00ec incuriosito. Si ferm\u00f2 sulla prima pagina, a leggere l\u00ec dove era scritta la dedica a mano. La sua reazione di Lorenzo fu davvero strana. Rimase bloccato per diversi istanti. Gli occhi luccicavano una commozione potente. Chiuse il libro con un colpo e si pass\u00f2 le dita sulle palpebre chiuse. Stava piangendo e si asciugava le lacrime in fretta, per non farsi vedere. Susanna non ebbe il coraggio di dire nulla.<br \/>\n&#8220;Tutto bene caro?&#8221; gli chiese finalmente sua zia Franca.<br \/>\nLui annu\u00ec e le pass\u00f2 il libro, senza aggiungere una parola.<br \/>\nLa signora Franca lo prese e lo esamin\u00f2, incuriosita. Anche lei lo apr\u00ec e si ferm\u00f2 sulla prima pagina. &#8220;Oh buon dio! Questo \u00e8 un miracolo!&#8221;<br \/>\nPoi si volt\u00f2 verso Susanna. &#8220;Cara, dove hai trovato questo libro?&#8221;<br \/>\nSusanna incroci\u00f2 lo sguardo sconvolto di Lorenzo, che la fissava. &#8220;Io&#8230; l&#8217;ho trovato in una libreria antiquaria. Perch\u00e9?&#8221;<br \/>\nLui raccolse tutte le emozioni che lo scuotevano e le mise da parte, per riuscire a parlare.<br \/>\n&#8220;Quella dedica\u2026 P. sta per Pap\u00e0. Era mio padre. Era un suo regalo. Che avevo perduto. Tu me l&#8217;hai riportato.&#8221;<\/p>\n<p>Quando l&#8217;orologio a pendolo batt\u00e9 le cinque del pomeriggio, cominciarono a salutarsi e ritornare ognuno nel proprio appartamento. Susanna, Lorenzo e la signora Ersilia si attardarono ad aiutare la signora Franca per sistemare il salotto e la cucina.<br \/>\n&#8220;Grazie di tutto zia, devo andare ad aprire il pub.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non fai mai un po&#8217; di ferie tesoro?&#8221; chiese la signora Ersilia. &#8220;Pure a Natale ti tocca lavorare? E che sei tu il proprietario!&#8221;<br \/>\nLorenzo ridacchi\u00f2. &#8220;Uno dei soci si \u00e8 infortunato, si \u00e8 rotto un ginocchio giocando a calcetto, e dobbiamo coprire anche i suoi turni.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma sei da solo caro?&#8221; gli chiese la zia Franca.<br \/>\n&#8220;Ci siamo io e il cuoco. Non ho nemmeno un cameriere. Ma non credo verranno molte persone, non abbiamo musica dal vivo stasera.&#8221;<br \/>\nLa signora Ersilia si intromise di nuovo. &#8220;Ti ci vorrebbe un aiuto femminile\u2026&#8221; E lanci\u00f2 una lunga occhiata, strizzando le palpebre, a Susanna.<br \/>\nLei non colse il riferimento e allora la signora Ersilia mosse la testa in direzione di Lorenzo, mimando un &#8220;VAI&#8221; con le labbra.<br \/>\nSusanna si riscosse. &#8220;Ehm, io\u2026 non ho nulla da fare stasera. Non ho mai servito ai tavoli, ma posso cavarmela.&#8221;<br \/>\nLorenzo la guard\u00f2 incuriosito. &#8220;Davvero verresti?&#8221;<br \/>\nSusanna sorrise, ricordando una sua frase. &#8220;Se mi vuoi beninteso.&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo che s\u00ec&#8221; I suoi occhi non poterono nascondere la soddisfazione. Abbracci\u00f2 sua zia, abbracci\u00f2 nuovamente la signora Ersilia e poi prese sottobraccio Susanna. &#8220;Babbo Natale mi ha regalato una cameriera!&#8221; Uscirono di casa entrambi ridendo felici, nonostante stessero andando al lavoro.<br \/>\nPassarono una serata diversa dal solito, prendendo le ordinazioni ai tavoli, per le quali Susanna era negata, o portando piatti e boccali di birra ai vari clienti, e questo le riusciva decisamente meglio, bastava sorridere ed erano subito tutti contenti. Della cassa si occupava solo Lorenzo, perch\u00e9 il sistema per battere lo scontrino non era facile da imparare in cos\u00ec poco tempo. In compenso, lei puliva velocemente il bancone, sistemava piatti e bicchieri nella lavastoviglie e ricordava dove erano le varie bottiglie degli alcolici. Per fortuna Susanna si era prima fermata a casa per mettersi delle comode sneakers, invece degli stivali alti col tacco. Il locale era davvero grande e c&#8217;era parecchio da camminare.<br \/>\nChiusero il locale alle due di notte, quando anche l&#8217;ultimo cliente, un signore molto solo che era rimasto a chiacchierare con loro, finalmente li salut\u00f2. Lorenzo prese due bicchieri puliti e vers\u00f2 del vecchio brandy per loro due. &#8220;Direi che ce lo siamo meritato. Cheers!&#8221;<br \/>\nSusanna prese il bicchiere e lo fece oscillare, osservando il liquido scuro. &#8220;Cheers!&#8221; Lo assapor\u00f2 fino all&#8217;ultima goccia.<br \/>\n&#8220;Bene, andiamo a casa?&#8221;<br \/>\n&#8220;La tua o la mia?&#8221; disse lei ridendo frastornata. Poi toss\u00ec. &#8220;Scusa, battuta fuori luogo. Ho bevuto un po&#8217; troppo, temo.&#8221;<br \/>\nSi infilarono lei il cappotto e lui il giaccone, prima di avvicinarsi all&#8217;uscita del locale.<br \/>\nErano quasi giunti all&#8217;ingresso, quando Lorenzo si ferm\u00f2 e le prese la mano.<br \/>\n&#8220;Susanna&#8230; &#8221; sussurr\u00f2 piano senza guardarla. &#8220;Il libro di poesie che mi hai regalato era di mio padre. Era finito per sbaglio in una scatola di libri da donare a qualche associazione, non so come sia poi stato messo in vendita nel negozio dove l&#8217;hai trovato tu\u2026 ma non \u00e8 questo il punto.&#8221;<br \/>\nStava giocando con le dita di lei, accarezzandole una ad una, e poi disegnando un cerchio sul palmo.<br \/>\n&#8220;Il punto \u00e8 che mio padre non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, mi manca moltissimo, a volte vorrei tanto sapere cosa mi consiglierebbe, nella vita, negli affari. E adesso, tu mi hai riportato questo libro.&#8221; Sospir\u00f2. &#8220;Forse sar\u00f2 l&#8217;ultimo dei romantici,&#8221; sorrise un po&#8217; imbarazzato &#8220;ma credo che non sia un caso. Tu mi hai riportato il libro. O forse mio padre ha portato te, qui da me.&#8221;<br \/>\nPoi sollev\u00f2 lo sguardo su di lei. Infine alz\u00f2 il capo verso l&#8217;alto. Sopra le loro teste pendeva il vischio di Natale. &#8220;Come da tradizione\u2026&#8221; aggiunse.<br \/>\n&#8220;Come da tradizione&#8221;, conferm\u00f2 lei.<br \/>\nLe prese il viso tra una mano, mentre con l&#8217;altra l&#8217;abbracciava per avvicinarla a s\u00e9. Le baci\u00f2 prima una guancia, poi l&#8217;altra, e infine le labbra.<br \/>\n&#8220;Comunque non mi spiacerebbe vedere casa tua\u2026 &#8221; le sussurr\u00f2 qualche minuto dopo all&#8217;orecchio.<br \/>\n&#8220;Non stiamo correndo troppo? Mi sono appena lasciata col mio ex fidanzato e la mia ex migliore amica\u2026 &#8221; disse lei ridendo.<br \/>\n&#8220;Magari guardiamo un vecchio film in bianco e nero, chiacchierando sul divano fino a domattina\u2026 &#8221; propose lui, mentre ancora non la lasciava andare. &#8220;Probabilmente mi addormenter\u00f2 prima, sono davvero stanco\u2026 ma non voglio che questa notte finisca adesso.&#8221;<br \/>\nSi baciarono di nuovo, perch\u00e9 il vischio mica si muove ma chiede un po&#8217; di rispetto.<br \/>\nSusanna si stacc\u00f2 un momento da quel bacio e scrut\u00f2 Lorenzo negli occhi.<br \/>\n&#8220;Sai accendere un camino, vero?&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(C) 2025 Barbara Businaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note:<\/em><br \/>\n<em>Quelli pi\u00f9 bravi tra di voi avranno riconosciuto l&#8217;incipit famoso che ho riutilizzato per questa storia: \u00abEra una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse.\u00bb Questo pezzo appartiene al romanzo di Ray Bradbury, <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/fahrenheit-451-ray-bradbury\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fahrenheit 451<\/a>. Questa estate c&#8217;era un gioco letterario tra blogger che proponeva di continuare alcuni incipit pi\u00f9 o meno famosi con una storia differente dall&#8217;originale. Io non ho potuto partecipare perch\u00e9 ero gi\u00e0 impegnata in un altro progetto di scrittura, ma questo incipit di Ray Bradbury mi \u00e8 rimasto appiccicato addosso. Qualcuno pensava non potesse essere riutilizzato per un altro tipo di storia. Quando ho cominciato a scrivere questo racconto di Natale, che partiva da molto lontano, questo incipit ci stava sopra perfettamente, come i marshmallows che si sciolgono sopra la cioccolata calda, regalandole maggior cremosit\u00e0 e dolcezza.<\/em><br \/>\n<em>Se vi sembra cos\u00ec severo bruciare regali non consegnati (comunque qui Susanna alla fine brucia solo carta colorata, biglietti e nastri, nonostante il suo primo proposito di bruciare tutto), sappiate che io l&#8217;ho fatto lo scorso aprile e mi \u00e8 stato consigliato da una terapeuta per lasciare andare una volta per tutte la rabbia di un regalo rifiutato, per l&#8217;esattezza erano tre differenti pacchetti, ma soprattutto di un&#8217;amicizia tradita. Non ho bruciato il contenuto, quello l&#8217;ho donato, proprio come Susanna, a chi ha saputo goderselo di pi\u00f9. Il dono \u00e8 un gesto bellissimo che regala pi\u00f9 gioia a chi lo fa rispetto a chi lo riceve. Temo che questo concetto ce lo siamo un po&#8217; perso con il consumismo dilagante dei nostri giorni.<\/em><br \/>\n<em>Veniva poi da s\u00e9 che uno degli oggetti che Susanna salvava dal fuoco dovesse essere proprio un libro. Ray Bradbury li faceva bruciare nel suo romanzo, io invece ne salvo uno dalle fiamme e diventa lo strumento dell&#8217;arco circolare del racconto stesso. Altro che miracolo di Natale!<\/em><br \/>\n<em>Questa \u00e8 pure una mezza storia vera perch\u00e9 la signora Franca esiste, non con questo nome ovviamente, cos\u00ec come esistono questi suoi particolari pranzi di Natale, con lotteria di regali compresa, quella che oggi viene chiamata Secret Santa nel mondo anglosassone. Mi \u00e8 giunta l&#8217;eco delle sue imprese, per cos\u00ec dire, e mi sembrava doveroso scriverne. Chiss\u00e0, magari un giorno prender\u00f2 il suo testimone e continuer\u00f2 questa speciale tradizione di Natale.<\/em><br \/>\n<em>E poi mi sono esplosi i personaggi. Non riuscivo pi\u00f9 a tenerli a freno, a partire dalla signora Ersilia che si \u00e8 presa da sola le batture dei dialoghi. Quando ho iniziato a contarli, mi sono trovati con tredici nomi. No dai, non scherziamo, non possono essere in tredici a tavola al pranzo di Natale! E qui mi ha ripreso la signora Franca. Conta bene, non siamo in tredici! C&#8217;\u00e8 la piccola Luljeta che scalcia e il posto vuoto del signor Carlo. Ammetto anche che mi \u00e8 presa un po&#8217; la mano con Lorenzo, eh. Non doveva essere un romance, ma alla fine, cosa vuoi&#8230;<\/em><br \/>\n<em>La canzone natalizia di quest&#8217;anno \u00e8 il ritorno in grande stile per Gwen Stefani, con questa sua &#8220;Shake The Snow Globe&#8221;, colonna sonora del film &#8220;Oh. What. Fun.&#8221; con una fa-vo-lo-sa Michelle Pfeiffer nei panni di una casalinga stressata dai preparativi natalizi, che viene addirittura abbandonata dalla famiglia. Lo trovate su Amazon Prime, qui potete vedere il trailer: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=o9GvI9uc5Sw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Oh. What. Fun. | Trailer Ufficiale<\/a> In pochi attimi \u00e8 diventato il mio film di Natale preferito! Mentre ascoltate la canzone, potete sentire Susanna canticchiare parte del ritornello: &#8216;Cause I don&#8217;t want to be alone this Christmas, No, don&#8217;t forget about me, Ho, ho, there&#8217;s no place like home this Christmas, No, don&#8217;t forget about me (trad. Perch\u00e9 non voglio restare sola questo Natale, No, non dimenticarti di me, Oh, oh, non c&#8217;\u00e8 posto come casa questo Natale, No, non dimenticarti di me) Veniamo ai titoli di coda.<\/em><br \/>\n<em>Credo di aver scritto una bella storia quest&#8217;anno. Difficile da strutturare, con tanti personaggi, ma una bella storia. Un racconto scritto con la gastroenterite, per altro. Pare proprio che il mio Natale sar\u00e0 in bianco stavolta, e non per la neve fuori dalla finestra!<\/em> \ud83d\ude1b<br \/>\n<em>Eh vabb\u00e8, dopo Natale c&#8217;\u00e8 sempre Santo Stefano. Non \u00e8 importante il giorno, non \u00e8 importante il cibo, non \u00e8 importante il regalo.<\/em><br \/>\n<em>Le persone attorno alla tavola fanno la differenza.<\/em><br \/>\n<em>Buon Natale a tutti voi che passate di qui a leggermi.<\/em> \ud83d\ude42<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Gwen Stefani - Shake The Snow Globe (from &quot;Oh. What. 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Susanna strappava la carta con ferocia, la appallottolava in un ammasso indistinto con nastri e bigliettini augurali, e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":30024,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[4195,21],"class_list":["post-30025","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti-poesie","tag-natale","tag-racconti"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.8 (Yoast SEO v26.8) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>La lotteria dei dimenticati - webnauta<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Onorer\u00f2 il Natale nel mio cuore e cercher\u00f2 di tenerlo con me tutto l&#039;anno. 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