{"id":29970,"date":"2025-10-03T22:43:40","date_gmt":"2025-10-03T20:43:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=29970"},"modified":"2025-10-03T22:43:40","modified_gmt":"2025-10-03T20:43:40","slug":"viaggio-islanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/viaggio-islanda\/","title":{"rendered":"&#8230;\u00e8 vicina a Padova l&#8217;Islanda!"},"content":{"rendered":"<p>Sono stata in Islanda. S\u00ec, ci sono stata davvero e ancora fatico a crederci.<br \/>\nNonostante abbiamo accumulato tonnellate di foto e video a profusione, almeno tre o quattro filmati per ogni cascata, scatti da ogni angolazione possibile, con tre fotocamere differenti, non mi sembra reale. La mia mente ha registrato quel viaggio come una sorta di sogno, quasi un&#8217;esperienza extracorporea ricca di dettagli, una sensazione insolita che provavo proprio lass\u00f9, e me lo ripetevo anche, tra quei paesaggi dalla bellezza esagerata.<br \/>\nSe qualcuno me l&#8217;avesse detto un anno fa, che sarei stata in Islanda una settimana, dopo aver azzardato persino due voli aerei in un giorno, pi\u00f9 di cinque ore su quelle scatolette volanti, con tanto di stepover all&#8217;aeroporto di Copenaghen, lo avrei preso a male parole. <em>Ma figurati! L&#8217;Islanda! Ma che ci vado a fare in Islanda?! Non c&#8217;\u00e8 niente in Islanda! Tanto freddo, tanto buio, poche case, ma nemmeno le strade ci sono in Islanda!<\/em><\/p>\n<p>Ci scherzo un po&#8217; su, ma sapevo che l&#8217;Islanda, non poco lontano alla mia amata Scozia e dalla sue Highlands, \u00e8 una terra altrettanto ricca di fascino. In fondo questo viaggio \u00e8 partito da molto lontano, anche se mai avrei pensato di realizzarlo. In un certo senso, <span style=\"color: #000080;\"><strong>tutto \u00e8 cominciato dallo Zecchino d&#8217;Oro del 1994<\/strong><\/span>, quando un divertito Mago Zurl\u00ec, dovendo presentare la prossima canzone in gara, chiese al suo assistente, un bimbetto biondo di Vicenza: &#8220;Adesso arriva una bambina dall&#8217;Islanda\u2026 ma tu lo sai dov&#8217;\u00e8 l&#8217;Islanda?!&#8221; E il bimbetto rispose candidamente: &#8220;E&#8217; mooooolto lontano l&#8217;Islanda\u2026 \u00e8 vicina a Padova l&#8217;Islanda!&#8221;<br \/>\nE io che sono di Padova sono poi cresciuta con questa battuta, ribaltandone per\u00f2 i riferimenti geografici quando mi chiedevano quanto \u00e8 distante Padova dalle altre citt\u00e0, dove magavi mi trovavo per lavoro: &#8220;E&#8217; mooooolto lontana Padova\u2026 \u00e8 vicina all&#8217;Islanda Padova!&#8221; \ud83d\ude00<\/p>\n<p>Quando poi siamo diventati motociclisti (qui il plurale \u00e8 d&#8217;obbligo, perch\u00e9 viaggiamo sempre in due), avevamo visto un video di <a href=\"https:\/\/www.mototurismo.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Mototurismo<\/em><\/a>\u00a0dove proprio una coppia aveva percorso il periplo dell&#8217;isola, il giro completo sulla strada lungo la costa grazie alla Ring Road, nota come Route 1 o Hringvegur in islandese.<br \/>\nPurtroppo quel video non si trova pi\u00f9 online, ma ci aveva ispirato per i panorami spettacolari e quel senso di libert\u00e0 che regalava la natura incontaminata. Negli anni mio marito ha continuato a parlarne, come un&#8217;esperienza da provare in un futuro non definito, il sogno proibito del motociclista, mentre io invece scoprivo piano piano la Scozia.<br \/>\nSe n&#8217;era riparlato qualche anno fa, in occasione del suo compleanno importante, ma con i festeggiamenti rimandati perch\u00e9 io stavo continuavo a cambiare lavoro e mi ritrovavo sempre senza ferie al momento opportuno.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">L&#8217;Islanda \u00e8 ricomparsa nelle nostre vite grazie ai Pinguini Tattici Nucleari<\/span><\/strong>, con una canzone che si chiama proprio cos\u00ec, Islanda, e un video girato nel 2023, prima dell&#8217;inizio del loro tour negli stadi, quando sono partiti tutti insieme alla scoperta delle meraviglie di quest&#8217;isola. Lo abbiamo visto intorno allo scorso Natale, se ben ricordo, probabilmente durante la colazione di un sabato mattina, e ci siamo bloccati con la tazzina a mezz&#8217;aria. Incantati.<br \/>\n&#8220;Eh, vorrei andare in Islanda, prima o poi&#8221; dice lui un po&#8217; affranto. Ci penso un po&#8217; su.<br \/>\n&#8220;Magari non in moto, non subito. Un viaggio normale, di ricognizione&#8221; dico io.<br \/>\nResta l\u00ec quel pensiero, sospeso nel limbo, ma intanto qualcosa si muove nella mia testa. Diventa piano piano un progetto &#8220;possibile&#8221;.<br \/>\nMentre si stava allontanando purtroppo la Scozia (quest&#8217;anno avevano annunciato grandi celebrazioni per il decimo anno di My Peak Challenge e tutti speravamo in un nuovo <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/murrayfield-mpc-gala-2024\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>MPC Gala<\/em><\/a> a Edimburgo), si avvicinava lentamente questa nuova scoperta, l&#8217;Islanda. Ogni tanto guardavo le tratte aeree, sospirando su quelle cinque ore di volo aereo diretto&#8230;<\/p>\n<p>A San Valentino gli ho regalato la guida Lonely Planet e la mappa impermeabile (i motociclisti devono avere mappe impermeabili e antistrappo!) della National Geographic dell&#8217;Islanda. &#8220;Studia, che poi ti interrogo&#8221; avevo scritto sul biglietto. Abbiamo sfogliato insieme la guida, ricca di luoghi incredibili da vedere di persona.<br \/>\nAi primi di marzo abbiamo inviato la richiesta ad alcuni tour operator, per capire la portata organizzativa ed economica di arrivare lass\u00f9, cos\u00ec vicini al Circolo Polare Artico. La necessit\u00e0 di gestire la comunicazione con le agenzie e la curiosit\u00e0 su una terra cos\u00ec diversa dalla nostra mi hanno portato a leggere di tutto e di pi\u00f9 dell&#8217;Islanda, non solo informazioni turistiche, ma anche la sua letteratura. Nel mentre stavamo chiudendo le ultime formalit\u00e0, per il noleggio dell&#8217;auto, l&#8217;assicurazione completa, i posti nei voli, ecco un altro sassolino da dio: lo scrittore <a href=\"https:\/\/marcofreccero.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Marco Freccero<\/em><\/a>, che nel suo blog ha recensito spesso romanzi del Grande Nord, quelli che io sono andata poi a leggere quest&#8217;estate, ecco che mi fa conoscere la pagina Facebook <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/unitalianoinislanda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Un Italiano in Islanda<\/em><\/a>, in questi mesi diventata mia fonte primaria della cultura islandese. \ud83d\ude42<\/p>\n<p>Et voil\u00e0. Il mio primo e unico amore resta la Scozia, ma sono stata davvero felice di dare un&#8217;occhiatina anche alla cugina Islanda l\u00ec vicino. Questo viaggio, che non era nei miei desideri ma in quelli di mio marito, \u00e8 diventato la nostra seconda luna di miele, stavolta scelta davvero con cura, ogni kilometro che abbiamo percorso e ogni tappa in cui ci siamo fermati, deviazioni comprese causa maltempo o strade bloccate dalla pioggia.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra parte, la mia ripresa di Settembre, subito dopo il rientro dalla vacanza, \u00e8 stata alquanto traumatica.<br \/>\nPassare dal piumino leggero, il vento fresco, le strade libere e una miriade di arcobaleni, alle infradito, il caldo afoso senza respiro, la tangenziale bloccata ogni mattina e il grigiore dell&#8217;ufficio\u2026 ha richiesto davvero uno sforzo notevole. In una settimana in Islanda abbiamo incrociato solo tre semafori, vi immaginate?! Tutto rallenta in quella terra magnifica e ci si sente davvero esseri umani, invece che criceti impazziti sulla ruota. <strong><span style=\"color: #000080;\">Vivere una settimana in Islanda, anche se da semplici turisti, \u00e8 stata un&#8217;esperienza mistica<\/span><\/strong>, quasi come un viaggio indietro nel tempo, un ritorno alle origini.<br \/>\nEra un progetto che partiva davvero da molto lontano, che non era nemmeno mio, ma sul quale mi sono buttata con entusiasmo, studiando tutto quello che potevo &#8211; luoghi, storia, tradizioni, natura e letteratura &#8211; sei mesi prima della partenza. Ho respirato la sua essenza molto prima di arrivare, e mi sentivo preparata.<br \/>\nMa una volta l\u00ec, siamo ammutoliti lo stesso di fronte a tanta meraviglia.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 scrivo questo post, un po&#8217; fuori dalle mie solite rotte editoriali?<br \/>\nBeh, l&#8217;Islanda per me <strong><span style=\"color: #000080;\">\u00e8 iniziata soprattutto con un viaggio letterario<\/span><\/strong>, perch\u00e9 quella \u00e8 la vera patria de <em>Il Signore degli Anelli<\/em> di J.R.R.Tolkien, perch\u00e9 ci hanno girato molte scene della serie <em>Il Trono di Spade<\/em> presa dai romanzi di George R.R. Martin, perch\u00e9 da l\u00ec arrivano il mondo poetico e la narrativa intensa di J\u00f3n Kalman Stef\u00e1nsson.<br \/>\nPoi perch\u00e9 mi sono resa conto che se non metto un punto fermo qui sul blog, un resoconto della mia avventura, non riesco davvero a tornare da quella terra anche con la mente, oltre che con il corpo, e riprendere la mia vita qui. Ci si mette un po&#8217; a tornare alla propria realt\u00e0.<br \/>\nPure se \u00e8 vicina a Padova l&#8217;Islanda! \ud83d\ude09<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Bambino di Vicenza racconta com \u00e8 bella la citt\u00e0. 37\u00ba Zecchino d`oro!\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SkQYImF3Usc?start=206&#038;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Islanda: la terra del ghiaccio e del fuoco<\/span><\/h2>\n<p>Nel nostro immaginario, l&#8217;Islanda \u00e8 piccola, soprattutto perch\u00e9 non \u00e8 popolosa come il nostro paese. <span style=\"color: #000080;\"><strong>Ma in realt\u00e0, l&#8217;Islanda \u00e8 davvero molto vasta, se la si vuole scoprire per bene.<\/strong><\/span> La nostra prima idea era di avventurarci anche noi sulla strada principale, effettuare il giro completo dell&#8217;isola lungo la Route 1 o Hringvegur (che significa proprio &#8220;Ring Road&#8221;, strada ad anello). In totale sono circa 1.300 km e permettono di esplorare le diverse zone del paese: i vulcani attivi della penisola di Reykjanes, le spiagge di sabbia nera e le lagune glaciali del sud, con i grandi ghiacciai alle spalle, i villaggi di pescatori delle remote coste orientali, quelle meno abitate, poi le foreste e le cascate della parte settentrionale, considerata la pi\u00f9 verde dell&#8217;isola, i fiordi occidentali con le loro imponenti scogliere sull&#8217;oceano, fino a scendere gi\u00f9 verso la capitale Reykjav\u00edk.<\/p>\n<p>Tutte le agenzie offrono il pacchetto per 10 giorni, ma sono davvero tirati. Verificato il percorso, si rischia di passare tutto il tempo in auto e non &#8220;vivere&#8221; davvero la natura e la cultura islandesi. Anche se le distanze sulla mappa non sono notevoli, visto che l&#8217;isola come dimensione corrisponde al nostro Nord Italia, il suo territorio \u00e8 molto pi\u00f9 impervio e gli spostamenti richiedono maggior tempo: si guida pi\u00f9 piano per la tipologia delle loro strade, con alcuni ponti a singola corsia nelle zone rurali o le strade interne completamente sterrate, ma si deve tener conto anche delle condizioni metereologiche, con pioggia e vento improvvisi che potrebbero richiedere una pausa. Ecco che ci vogliono almeno 15 giorni per visitare decentemente tutti i suoi quattro punti cardinali, fermandosi almeno nelle localit\u00e0 principali.<br \/>\nPurtroppo non ce li avevamo e quindi abbiamo deciso di restringere il campo in quella zona che, cos\u00ec dicono anche i locali, concentra tutta la variet\u00e0 e la potenza di questa terra: l&#8217;Islanda del Sud, tra il mare ghiacciato e gli altopiani interni, chiamati (oh ma pensa!) Highlands. \ud83d\ude09<\/p>\n<p>Per comprendere appieno le distanze, anche se Google Maps \u00e8 davvero preciso con itinerari e tempi di percorrenza, ho provato a confrontare le dimensioni dell&#8217;Islanda verso Italia tramite il servizio gratuito di <a href=\"https:\/\/thetruesize.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>The True Size<\/em><\/a>\u00a0Questo sito \u00e8 fantastico, perch\u00e9 si possono mettere uno sopra l&#8217;altro diversi paesi, cercando cos\u00ec di correggere la distorsione nella proiezione della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Proiezione_cilindrica_centrografica_modificata_di_Mercatore\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>mappa mondiale di Mercatore<\/em><\/a>, che esagera le dimensioni dei paesi pi\u00f9 vicini ai poli e minimizza quelle dei paesi vicini all&#8217;equatore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29951\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Dimensioni_Islanda_Italia.png\" alt=\"Viaggio in Islanda - Confronto dimensioni con l'Italia\" width=\"650\" height=\"542\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Dimensioni_Islanda_Italia.png 857w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Dimensioni_Islanda_Italia-300x250.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Dimensioni_Islanda_Italia-768x640.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p>Dopo aver fermato i voli aerei e confermato il pacchetto di viaggio, con le sistemazioni in hotel e il noleggio dell&#8217;auto, arriva la solita, tediosa domanda, in questo caso giustificata: <strong><span style=\"color: #000080;\">cosa cavolo mettiamo in valigia?!<\/span><\/strong> \ud83d\ude00<br \/>\nHo seguito i consigli per l&#8217;abbigliamento estivo dal sito <a href=\"https:\/\/www.islandainsider.it\/come-vestirsi-in-islanda-in-estate\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Islanda Insider<\/em><\/a>, con qualche strato in pi\u00f9 d&#8217;emergenza, perch\u00e9 la prima settimana di settembre \u00e8 alquanto variabile, Non \u00e8 pi\u00f9 estate, ma non siamo ancora nell&#8217;inverno: si possono trovare ancora un bel sole tiepido, da magliette a manica corta e crema abbronzante, come pure una prima nevicata in anticipo, da imbacuccarsi in sciarpa e berretto di lana. La soluzione \u00e8 la stessa per i viaggi in Scozia: vestirsi a strati.<\/p>\n<p>Alla fine ho portato l&#8217;abbigliamento tecnico che gi\u00e0 uso per gli allenamenti, le escursioni e pure le gite in moto sulle Dolomiti: le magliette ad asciugatura rapida, quelle a temperatura controllata, felpe antivento da running, un paio di pile di diverso spessore, pantaloni e scarpe impermeabili, calzini in lana merino, il piumino 100 grammi, la giacca impermeabile. Importante: gli zaini con l&#8217;estensione impermeabile (usata due volte). Poi anche un paio di jeans normali, maglioncini e sneakers per le serate in citt\u00e0 o la cena al ristorante. Non ho mai usato la sciarpa in effetti, perch\u00e9 mi sono trovata bene con lo scaldacollo antivento da running, quello tubolare che infili e via. Sul cappellino cos\u00ec cos\u00ec, dovevo portare quello pi\u00f9 caldo, ma avevo il cappuccio del piumino in aggiunta.<\/p>\n<p>Siamo stati parzialmente fortunati con il meteo: in una settimana di tempo variabile, abbiamo avuto solo un giorno di pioggia un po&#8217; fastidiosa, proprio mentre eravamo alla laguna glaciale di Jokullsarlon. Questo ci ha bloccato per la tappa successiva, perch\u00e9 l&#8217;acqua accumulata aveva reso impraticabile proprio il nostro itinerario. Purtroppo le nuvole addensate in cielo, soprattutto durante la notte, ci hanno anche impedito di vedere l&#8217;aurora boreale. Osservando il sito che verifica la nuvolosit\u00e0 e le condizioni magnetiche per prevederne l&#8217;arrivo, <a href=\"https:\/\/en.vedur.is\/weather\/forecasts\/aurora\/,\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Aurora forecast for Iceland<\/em><\/a>\u00a0eravamo sempre nel posto sbagliato. Peccato. Ma sapevamo fin dall&#8217;inizio che il periodo non era quello migliore per andare a caccia della &#8220;dama verde&#8221;.<\/p>\n<p>Altra domanda fondamentale, che mi aveva destato preoccupazione per alcuni commenti fuorvianti in rete: <strong><span style=\"color: #000080;\">che cosa si mangia in Islanda?! <\/span><\/strong>Qualcuno scrive che mangiare al ristorante in Islanda \u00e8 proibitivo come costi, qualcun altro che non si trova niente di davvero locale e appetitoso che valga la pena assaggiare, altri ancora si erano portati pasta e sugo pronto dall&#8217;Italia. Uhm.<br \/>\nQuando viaggio, voglio conoscere tutto di quel posto, compreso il cibo che \u00e8 espressione della sua cultura e tradizione. Mi sono fidata di questo articolo su Bagaglio leggero, <a href=\"https:\/\/www.bagaglioleggero.it\/cosa-mangiare-in-islanda-bonta-tradizione-cucina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Cosa mangiare in Islanda: tra bont\u00e0 e disgusto<\/em><\/a>, ma devo dire che io ho assaggiato solo bont\u00e0.<\/p>\n<p>Qualcuno ha consigliato, per noi Italiani fedeli al caff\u00e8 espresso, di infilare in valigia qualche bustina del miglior caff\u00e8 solubile. Perch\u00e9 s\u00ec, il caff\u00e8 c&#8217;\u00e8 in Islanda ma non aspettatevi chiss\u00e0 quale meraviglia. Nel dubbio, visto che poi al caff\u00e8 del mattino proprio non riusciamo a rinunciare, ce le siamo portate dietro, ma in realt\u00e0 tutti gli alberghi erano assolutamente ben attrezzati. In ogni camera avevamo sempre un bollitore, tazze, bustine di caff\u00e8 e t\u00e8 vari. Nella sala colazione, sempre a disposizione dei clienti a qualsiasi orario, c&#8217;erano piccoli distributori automatici che s\u00ec, offrivano anche un ottimo espresso. Ho anche trovato una pizzeria (s\u00ec, ho provato anche la pizza, buona e ben lievitata) con il caff\u00e8 Illy!<\/p>\n<p>Altro indispensabile per il viaggio \u00e8 la borraccia, perch\u00e9 in Islanda qualsiasi rubinetto ti regala l&#8217;acqua pi\u00f9 pura e pi\u00f9 buona della Terra! Ammetto che avevo forti incertezze su questo punto, ma cosa costava portarmi appresso la borraccia che gi\u00e0 uso in ufficio? Cos\u00ec ho fatto e ogni mattina prendevo l&#8217;acqua dal rubinetto del bagno della camera oppure dal ristorante dove ci eravamo fermati. E anche a tavola l&#8217;acqua viene portata sulla caraffa o sulla bottiglia richiudibile dell&#8217;Ikea (ve lo giuro: sempre lo stesso modello! l&#8217;ho gi\u00e0 rivisto all&#8217;Ikea di Padova!) E&#8217; davvero buona, non ha quel retrogusto di cloro e residuo fisso. \ud83d\ude42<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">Soprattutto, e questa parentesi la voglio proprio scrivere, abbiamo mangiato davvero bene.<\/span><\/strong> Innanzitutto lo <em>Skyr<\/em>, il loro latticino per eccellenza, che ha la consistenza dello yogurt greco, non mancava mai ad ogni colazione. Poi il classico Fish &amp; Chips (che \u00e8 la mia passione quando sono in Scozia) con una particolarit\u00e0: le patatine fatte con le patate dolci, una delizia assoluta. Poi tanto pesce fresco: merluzzo, salmone, <em>langa fish<\/em> (un tipo di salmone bianco del fiume Langa), <em>haddock<\/em> (eglefino o asinello), accompagnati da verdure grigliate o stufate, con patate arrosto o delicato pur\u00e8. Hamburger, ma che hamburger! Qui non esistono le catene di fast food, ci sono dei locali che gli assomigliano, come organizzazione e men\u00f9, ma il prodotto \u00e8 di qualit\u00e0 superiore. Qui ho provato ad esempio l&#8217;hamburger di agnello, davvero molto gustoso, quasi dolce al palato.<br \/>\nHo assaggiato anche la zuppa tradizionale, con agnello, carote, cipolla, erbe e riso. Per loro le zuppe sono degli &#8220;starters&#8221;, antipasti, ma ve le servono con pane fresco e &#8211; qui il mio colesterolo ha fatto la ola, ma non ho potuto resistere &#8211; il burro salato!<br \/>\nAbbiamo provato anche lo stufato di agnello e la <em>Skyr cake<\/em>, che assomiglia molto a una cheesecake in effetti. In un alimentari locale ho finalmente trovato anche l&#8217;<em>hardfiskur<\/em>, il pesce essiccato che vendono in bustine, come uno snack. Sono stecche sottili, si spezzano con le dita e si masticano quasi come le patatine in sacchetto. L&#8217;ho adorato, l&#8217;ho finito tutto e purtroppo qua in Italia non arriva. E per finire un bicchierino di <em>Brennivin<\/em>, distillato di grano aromatizzato con semi di cumino, detta anche &#8220;morte nera&#8221; per l&#8217;etichetta scura.<\/p>\n<p>Certo l&#8217;Islanda costa di pi\u00f9 di quanto siamo abituati a spendere qui nel nostro paese.<br \/>\nPer darvi un&#8217;idea: una cena in albergo in due, senza alcolici, in media 80 euro; un pranzo con hamburger da fast food e due bibite, in media 40 euro; una cena con pizza, bibite e caff\u00e8, in media 60 euro. Se evitate gli alcolici, che qui costano di pi\u00f9 per il sistema di monopolio statale e una tassazione elevata per scoraggiarne il consumo, mangiare nei locali \u00e8 abbastanza affrontabile. Anche perch\u00e9 in alcune zone non avevamo nemmeno alternative possibili, c&#8217;era proprio solo il ristorante dell&#8217;albergo.<br \/>\nPurtroppo noi soffriamo sia della svalutazione dell&#8217;Euro in confronto alla Corona islandese, ma anche degli stipendi italiani che, a parit\u00e0 di mansione, sono davvero molto al di sotto della media europea, oltre che alla nostra inflazione. Questo \u00e8 uno svantaggio quando ci spostiamo all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Un altro punto da risolvere era la telefonia mobile: mi basteranno gli 8 GB di connessione dati disponibili in Europa, fuori dall&#8217;Italia?!<br \/>\nIl mio operatore offre ulteriore 5 GB con un pacchetto extra, nel caso avrei attivato quello direttamente dall&#8217;Islanda. Ero davvero convinta di consumare molto pi\u00f9 traffico, soprattutto utilizzando il navigatore del telefonino per gli spostamenti. Invece l&#8217;auto a noleggio, una nuovissima KIA Sportage ben accessoriata, aveva gi\u00e0 il suo navigatore di bordo e in Islanda, in qualsiasi luogo vi troviate, anche il bar pi\u00f9 piccolino nelle lande sperdute, <strong><span style=\"color: #000080;\">la connessione wi-fi \u00e8 sempre gratuita per i clienti.<\/span><\/strong> Addirittura senza password!! Beh, non c&#8217;\u00e8 niente nel raggio di 50 km\u2026 \ud83d\ude1b<br \/>\nUsavo la mia connessione in roaming solo per ricerche varie mentre eravamo tra una tappa e l&#8217;altra e alla fine ho usato appena 2 GB in una settimana!<\/p>\n<p>Mentre studiavo tutto questo, compilando il mio fedele quadernetto di viaggio, con tutti gli indirizzi e le indicazioni, soprattutto cercando di dimenticare le due lunghe tratte aeree che mi attendevano prima di toccare il suolo islandese, canticchiavo il ritornello dei Pinguini Tattici Nucleari. <em>E sognavo di andare in Islanda\u2026 in Islanda\u2026<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Pinguini Tattici Nucleari - Islanda (Official Video)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xbCuG8vgJhg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Islanda on the road:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\">cascate, terre desolate, iceberg e arcobaleni<\/span><\/h2>\n<p>Atterriamo all&#8217;aeroporto internazionale Keflavik, a sud della capitale, nel tardo pomeriggio. I due voli aerei non sono stati affatto male, con due decolli corti ma potenti che mi hanno s\u00ec stretto lo stomaco, ma poi mi sono rilassata leggendo a bordo. Solo l&#8217;ultimo atterraggio al Keflavik \u00e8 stato un po&#8217; turbolento, a causa del forte vento che poi ci ha accolti all&#8217;uscita del terminal. Mi ricorda tanto il vento di Scozia.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">Siamo due ore indietro rispetto a casa,<\/span><\/strong> quindi riusciremo a vedere giusto qualcosina della citt\u00e0. Prendiamo l&#8217;auto a noleggio, una KIA Sportage grigio scuro nuova di zecca, bagagliaio enorme, cruscotto digitale (in tedesco\u2026 argh, cambia subito lingua!) e navigatore integrato, un lusso. Puntiamo verso Reykjav\u00edk in direzione dell&#8217;hotel in pieno centro. Il paesaggio che scorre al finestrino, con la luce dorata del tramonto, sembra quasi lunare. Rocce scure e poche abitazioni, qualche cespuglio coraggioso. Una bellezza quasi primordiale.<\/p>\n<p>L&#8217;abitato si intensifica, leggo i cartelli di quelle che sono zone periferiche della capitale, la strada diventa una tre corsie a scorrimento veloce, finch\u00e9 non entriamo nel pieno centro. Il nostro albergo \u00e8 sulla Laugavegur a traffico limitato e qui sorge il primo problema: il parcheggio \u00e8 su strada e costa circa 6 euro all&#8217;ora. Ci fermiamo giusto il tempo di prendere la camera e scaricare le valigie. Alleggeriamo gli zaini dal viaggio e ci cambiamo per uscire a cena, ma soprattutto spostare l&#8217;auto in una zona migliore. In questo caso Parka \u00e8 vostro amico!<br \/>\n<a href=\"https:\/\/parka.app\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Parka<\/em><\/a>\u00a0\u00e8 un&#8217;app da scaricare sullo smartphone in pochi minuti, collegare a una carta di credito e pagare comodamente il parcheggio, usando la posizione GPS e la targa del veicolo. In Islanda \u00e8 l&#8217;unico modo per parcheggiare, soprattutto nei luoghi turistici.<\/p>\n<p>Subito dopo mi dirigo verso il mare, pardon, l&#8217;oceano! Il lungomare al tramonto \u00e8 bellissimo, c&#8217;\u00e8 un po&#8217; di vento ma non fa freddo, si sta bene. Lo percorriamo fino all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.harpa.is\/en\/about-harpa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Harpa<\/em><\/a>, sala concerti e centro culturale della capitale, con la sue vetrate multicolore ispirate alle colonne di basalto islandesi. Siamo poi risaliti verso la chiesa luterana Hallgr\u00edmskirkja (che non \u00e8 la cattedrale, molti fanno confusione su questo punto), la cui incredibile altezza di 75 metri sovrasta l&#8217;intera citt\u00e0. Ci siamo affrettati perch\u00e9 stava calando il sole, a malapena l&#8217;abbiamo fotografata illuminata dagli ultimi raggi. Particolare la Sk\u00f3lav\u00f6r\u00f0ust\u00edgur, detta anche Rainbow Street, stradina pedonale con l&#8217;arcobaleno dipinto a terra, simbolo dell&#8217;impegno della citt\u00e0 per l&#8217;inclusione.<br \/>\nCi siamo poi fermati in un locale noto per il Fish &amp; Chips, anche se ero tentata dallo street food vicino alla chiesa. Purtroppo abbiamo saltato l&#8217;altra zona della citt\u00e0, con il laghetto Tj\u00f6rnin e il palazzo comunale. <strong><span style=\"color: #000080;\">Una sola sera a Reykjav\u00edk decisamente non \u00e8 sufficiente,<\/span><\/strong> avrei voluto viverla almeno un giorno in pi\u00f9.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29958\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1_Islanda_Reykjavik.png\" alt=\"Islanda - Reykjav\u00edk\" width=\"650\" height=\"650\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1_Islanda_Reykjavik.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1_Islanda_Reykjavik-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1_Islanda_Reykjavik-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1_Islanda_Reykjavik-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p>Non ho dormito male, per\u00f2 ho sofferto il caldo. Anche qui come in Scozia si ostinano a usare il piumone pesante, senza lenzuolo e senza coperta alternativa. Morale: durante tutta la vacanza ho litigato con questi piumoni, una gamba fuori, due gambe fuori, butta il piumone e dormi con gli asciugamani lunghi da doccia, tanto abbiamo i nostri accappatoi personali. Ma possibile che devo soffrire il caldo pure in Islanda?! \ud83d\ude41<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">Partiamo per il Golden Circle, il cerchio d&#8217;oro,<\/span> <\/strong>che comprende tre tappe imprescindibili dell&#8217;Islanda: Thingvellir, Geysir, Gullfoss.<br \/>\nIl secondo giorno per\u00f2 \u00e8 pesante, con il morale davvero basso perch\u00e9 era prevista un&#8217;escursione particolare, lo snorkeling nella fessura di Silfra, una spaccatura formatasi nella dorsale medio-atlantica, il confine tettonico tra le placche nordamericane ed eurasiatiche. Dovevamo nuotare l\u00ec, con la muta stagna, nell&#8217;acqua assolutamente limpida, tanto che non ci vivono nemmeno i pesci perch\u00e9 \u00e8 troppo pura, ricca di alghe particolari che creano un paesaggio sottomarino unico. L&#8217;escursione ci \u00e8 stata bloccata due giorni prima della partenza, per motivi medici, anche se risalenti a vent&#8217;anni prima. Qui potete vedere foto e video di quello che ci siamo persi: <a href=\"https:\/\/www.dive.is\/diving-snorkeling-tours\/snorkeling-day-tours\/silfra-snorkeling-day-tour\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Silfra The Clearest Water On Earth<\/em><\/a><\/p>\n<p>Ci siamo concentrati sul resto, che era davvero comunque meraviglioso: il <a href=\"https:\/\/www.thingvellir.is\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Thingvellir National Park<\/em><\/a>, un luogo ricco di storia (qui \u00e8 nato nel 930 l&#8217;Althing, il primo parlamento del mondo), religione (si trova la Thingvallakirkja, la prima chiesa d&#8217;Islanda &#8211; una sua ricostruzione in realt\u00e0), natura (tutto il parco \u00e8 nella frattura tra le due placche tettoniche, se non si pu\u00f2 nuotare si pu\u00f2 comunque camminare!) e spettacolo (mi dicono che qui hanno girato qualche scena di <em>Games of Thrones<\/em>, mi toccher\u00e0 vederlo prima o poi).<br \/>\nPrima ci siamo fermati al parcheggio della cascata Oxararfoss, camminando in discesa lungo i crostoni di roccia. La cascata era strapiena di turisti, che si inoltravano ben oltre i limiti segnalati, impedendo di scattare fotografie davvero &#8220;pulite&#8221;. Per tutta la settimana, pur essendo in bassa stagione, osserveremo gli effetti dell&#8217;over tourism, come pure la maleducazione soprattutto della popolazione cinese, che ti spintona senza ritegno&#8230;<br \/>\nSiamo poi tornati indietro verso il centro visitatori del parco e da l\u00ec siamo scesi proprio in direzione della fessura di Silfra, per osservare i gruppi in muta scendere nell&#8217;acqua. Abbiamo camminato verso la Thingvallakirkja, con vicino la vecchia residenza del Primo Ministro, un piccolo cimitero d&#8217;epoca e le tombe dei poeti J\u00f3nas Hallgr\u00edmsson ed Einar Benediktsson nel monumento circolare dietro la chiesa.<br \/>\nSiamo poi risaliti lungo la Almannagj\u00e1, stavolta s\u00ec camminando tra il continente europeo e quello americano (adesso posso dire di aver messo piede in America!), fino alla collina <a href=\"https:\/\/www.thingvellir.is\/en\/education\/history\/loegberg\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Logberg<\/em><\/a>, Roccia della Legge, dove si trova ora la bandiera che vedete nella foto in cima al post. <strong><span style=\"color: #000080;\">Qui \u00e8 dove si riuniva il primo parlamento islandese, completamente all&#8217;aperto.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29959\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/2_Islanda_Thingvellir.png\" alt=\"Islanda - Thingvellir National Park\" width=\"650\" height=\"650\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/2_Islanda_Thingvellir.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/2_Islanda_Thingvellir-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/2_Islanda_Thingvellir-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/2_Islanda_Thingvellir-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p>Dopo un pranzo veloce, due sandwich e due muffin presi al caf\u00e8 del centro visitatori, siamo partiti per le altre due tappe della giornata: l&#8217;area geotermica di <a href=\"https:\/\/www.south.is\/en\/place\/geysir-geothermal-area\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Geysir<\/em><\/a> e la cascata dorata <a href=\"https:\/\/gullfoss.is\/history-of-gullfoss\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Gullfoss<\/em><\/a>, la pi\u00f9 imponente dell&#8217;intera isola. Non so esattamente perch\u00e9, ma non mi interessava tanto Geysir, mentre non volevo proprio mancare Gullfoss.<br \/>\nIn effetti il mio sesto senso aveva ragione: nonostante un parcheggio enorme, un campeggio altrettanto vasto, un paio di ristoranti e un albergo notevole, l&#8217;area di Geysir non \u00e8 poi un gran spettacolo. Ci siamo fermati nemmeno un&#8217;ora. Il famoso Geysir, che ha dato nome a questo fenomeno in tutto il mondo e arrivava a eruttare una colonna di acqua bollente fino a 100 metri d&#8217;altezza, oggi \u00e8 dormiente: si pu\u00f2 solo osservare il suo continuo gorgoglio spento. Poco pi\u00f9 in basso, adesso \u00e8 attivo lo Strokkur, giovane e puntuale: ogni 10 minuti, il gorgoglio s&#8217;intensifica e all&#8217;improvviso esplode un getto di acqua sulfurea fino a 20 metri. La puzza di zolfo che mi ha investito subito dopo mi ha ricordato l&#8217;aerosol di Fluimucil\u2026 \ud83d\ude00<br \/>\nPer\u00f2 finisce l\u00ec. Si pu\u00f2 camminare nel parco, scrutare le varie bocche, che forse un giorno diventeranno i nuovi geysir, ma altro non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>Mi premeva invece raggiungere Gullfoss, una cascata magnifica, con diversi salti dell&#8217;acqua che poi scompare dentro un canyon profondo 70 metri. Questa cascata ha anche una storia da raccontare, ed \u00e8 il motivo per cui \u00e8 diventata riserva naturale, propriet\u00e0 del governo islandese. Nel 1907 investitori stranieri cercarono di acquistare il terreno e sfruttare la potenza di Gullfoss per produrre elettricit\u00e0. Sigr\u00ed\u00f0ur T\u00f3masd\u00f3ttir, figlia di un contadino, si oppose con tutte le sue forze, in tribunale prima e minacciando poi di buttarsi nella cascata. Riusc\u00ec ad attirare l&#8217;attenzione pubblica sul bene prezioso di quelle acque (\u00e8 considerata la prima ambientalista islandese) ed oggi Gullfoss \u00e8 protetta per sempre da ogni sfruttamento umano.<br \/>\nGiunti sul posto, abbiamo avuto la sensazione che questo luogo sia poco considerato. Forse era tardi, ma non era affollato come Geysir, nonostante questa cascata meriti decisamente di pi\u00f9. Gullfoss \u00e8 stupefacente, si pu\u00f2 sentire il fragore dell&#8217;acqua dal parcheggio (per altro gratuito, sempre perch\u00e9 l&#8217;intera area non pu\u00f2 essere sfruttata economicamente). Occorre scendere per un tratto lungo la collina, avvicinarsi al fiume, ma si resta alla stessa altezza delle acque prima dello strapiombo. Era nuvoloso e piovigginava, oltre alla quantit\u00e0 di spruzzi della cascata stessa, ma col sole deve sembrare un diamante splendente. Capisco perch\u00e9 Sigr\u00ed\u00f0ur T\u00f3masd\u00f3ttir abbia lottato duramente per proteggerla. <strong><span style=\"color: #000080;\">Gullfoss ha raggiunto subito il podio tra tutte le cascate viste nel nostro viaggio.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29960\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/3_Islanda_Geysir_Gullfoss.png\" alt=\"Islanda - Geysir e Gullfoss\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/3_Islanda_Geysir_Gullfoss.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/3_Islanda_Geysir_Gullfoss-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/3_Islanda_Geysir_Gullfoss-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/3_Islanda_Geysir_Gullfoss-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>Abbiamo poi percorso pi\u00f9 di 100 chilometri verso sud, attraversando distese di sola tundra, campi coltivati a foraggio, pecore a zonzo nelle valli, qualche allevamento dei famosi cavalli islandesi (una razza pregiata, pi\u00f9 piccoli ma pi\u00f9 resistenti al freddo), una moltitudine di palle di fieno ricoperte per l&#8217;inverno. Diverse fattorie ma disseminate nel nulla, con poche cittadine lungo la strada, in genere con un benzinaio, un alimentari e una farmacia. Il navigatore ci indicava l&#8217;hotel a pochi minuti, lungo una strada sterrata, e di fronte a noi solo il buio. Un attimo di panico, prima di intravvedere un edificio basso, che potrebbe sembrare un enorme container, e invece \u00e8 la caratteristica dei moderni edifici: strutture in legno e materiale isolante, protette da lamiere ondulate, spesso colorate vivacemente. Al suo interno, uno dei migliori alberghi della settimana, l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.hotelselja.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Hotel Selja<\/em><\/a>, con stanze belle ampie, bagno attrezzato di tutto, asciugacapelli pure con il diffusore, per dire. Abbiamo cenato l\u00ec, perch\u00e9 eravamo troppo stanchi per uscire di nuovo, nel vuoto assoluto, alla ricerca di&#8230; un altro ristorante in albergo! Ci hanno servito salmone e merluzzo con contorno di verdure in un letto di pur\u00e8 cremoso, caldo fumante, da favola!<br \/>\nEra il luogo ideale per l&#8217;aurora boreale, e ci siamo anche svegliati alle 2 di notte, ma niente, cielo troppo coperto.<\/p>\n<p>La comodit\u00e0 dell&#8217;albergo l&#8217;abbiamo valutata nei pochi minuti per raggiungere la cascata <a href=\"https:\/\/seljalandsfoss.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Seljalandafoss<\/em><\/a>, nemmeno 8 chilometri di distanza, dove il minuscolo parcheggio si stava gi\u00e0 rapidamente riempiendo. <strong><span style=\"color: #000080;\">La cascata \u00e8 mozzafiato davvero per la particolarit\u00e0 di poterci camminare dietro<\/span><\/strong>, lungo un percorso battuto abbastanza facile, dove ci si bagna per\u00f2 completamente. L&#8217;acqua infatti salta gi\u00f9 proprio davanti ad una caverna, cos\u00ec si ha l&#8217;occasione di ammirarne il fragore proprio da vicino. Purtroppo il camminatoio \u00e8 stretto, per una o due persone al massimo in alcuni punti, e abbiamo constatato la maleducazione dei turisti cinesi giunti in massa con i pullman organizzati. Sono ovunque, non hanno il minimo rispetto per gli altri, ti passano davanti rischiando di farti scivolare sul bagnato, ti spintonano pur di scattare diecimila foto e girano con questi selfie stick estesi per girare il video completo della passeggiata, incuranti di infilarti il bastone in un occhio&#8230; \ud83d\ude41<br \/>\nLi abbiamo lasciati andare avanti, per poterci godere il tragitto in tranquillit\u00e0. Se Seljalandafoss \u00e8 impressionante per la sua posizione, ancora pi\u00f9 incredibile \u00e8 l&#8217;altra cascata, sebbene non goda della medesima attenzione: <a href=\"https:\/\/seljalandsfoss.org\/hidden-waterfall-next-to-seljalandsfoss\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Glj\u00fafrab\u00fai<\/em><\/a>, la cascata nascosta.<br \/>\nQui l&#8217;acqua del ghiacciaio Eyjafjallaj\u00f6kull precipita per 40 metri da una parete lavica in un piccolo laghetto, incorniciato dalle pareti scure di una fenditura stretta. Non si vede quasi nulla dall&#8217;esterno, ma si sente lo scroscio potente di questa meraviglia. L&#8217;ingresso al piccolo canyon \u00e8 scivoloso e accidentato, ho preferito non avventurarmi, sia per la mia claustrofobia sia per i turisti ammassati. Mio marito \u00e8 andato per scattare qualche foto e infatti l&#8217;hanno travolto, si \u00e8 ritrovato con i piedi nel torrente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29961\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/4_Islanda_Seljalandafoss.png\" alt=\"Islanda - Seljalandafoss e Glj\u00fafrab\u00fai\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/4_Islanda_Seljalandafoss.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/4_Islanda_Seljalandafoss-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/4_Islanda_Seljalandafoss-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/4_Islanda_Seljalandafoss-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>Dopo esserci asciugati al sole caldo nel prato antistante (si stava bene in felpa leggera), siamo tornati al parcheggio, dove le auto in fila attendevano si liberasse qualche posto, just in time! Dato che il cielo terso prometteva bene, ci siamo diretti sulla costa, pochi minuti di strada dritta, verso l&#8217;imbarco di Landeyjah\u00f6fn per le isole <a href=\"https:\/\/www.visitvestmannaeyjar.is\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Vestmannaeyjar<\/em><\/a>, considerate la terra dei puffin o pulcinella di mare (vero nome <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fratercula_arctica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Fratercula arctica<\/em><\/a>) Non avevamo speranza di incontrarli, perch\u00e9 proprio il giorno prima era stata confermata la fine della migrazione verso il mare aperto, ma <strong><span style=\"color: #000080;\">le isole Vestmannaeyjar sono interessanti da vedere anche per la loro storia geologica.<\/span><\/strong> Abbiamo preso il traghetto delle 13.15 con ritorno alle 17.00 (quello successivo alle 19.30 era davvero troppo tardi, con un altro hotel da scovare nella &#8220;nowhere land&#8221;), senza l&#8217;ingombro dell&#8217;auto. Abbiamo scoperto che la nave \u00e8 elettrica, viene ricaricata tra un viaggio e l&#8217;altro alla sua colonna di ricarica, aggancio plugin tutto automatico. Sono 35 minuti in mare, andatura molto tranquilla che mi sono goduta all&#8217;aria aperta dal ponte pi\u00f9 alto, mentre si passava in mezzo alle varie isole dell&#8217;arcipelago. L&#8217;unica abitata \u00e8 Heimaey, la cui cittadina fu quasi sepolta da lava e ceneri nel 1973 a causa dell&#8217;eruzione del vulcano Eldfell. Non abbiamo visto molto dell&#8217;isola, troppo poco tempo per girarla tutta a piedi, comprese le escursioni in cima ai vulcani spenti (per darvi un&#8217;idea, qui potete vedere la <a href=\"https:\/\/www.visitvestmannaeyjar.is\/info#MAP\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>mappa dell&#8217;isola Heimaey<\/em><\/a>) Abbiamo pranzato al ristorante <a href=\"https:\/\/www.tanginn.is\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Tanginn<\/em><\/a>\u00a0direttamente sul porticciolo, ne avevo tanto letto in rete e ha ragione. Poi abbiamo camminato per le strade della cittadina, soprattutto la zona est colpita dall&#8217;eruzione del 1973, dove sono presenti alcuni punti informativi con le fotografie del disastro. Sullo sfondo svetta il color rosso mattone delle cime dei vulcani, che ancora non si ricoprono di vegetazione. Mentre tornavamo al porto, beh, un puffin l&#8217;abbiamo incontrato\u2026 \ud83d\ude09<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29962\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/5_Islanda_Vestmannaeyjar.png\" alt=\"Islanda_ - Isole Vestmannaeyjar\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/5_Islanda_Vestmannaeyjar.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/5_Islanda_Vestmannaeyjar-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/5_Islanda_Vestmannaeyjar-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/5_Islanda_Vestmannaeyjar-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>Scesi dal traghetto, veniamo sorpresi dalla pioggia che ci accompagna per mezz&#8217;ora fino all&#8217;hotel successivo, proprio davanti alla cascata <a href=\"https:\/\/skogafoss.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Skogafoss<\/em><\/a>. Siamo stanchi ed \u00e8 gi\u00e0 il tramonto oramai, quindi rimandiamo la visita all&#8217;indomani. Al ristorante finalmente assaggiamo un bicchierino di Brennivin, ristoro divino. Addormentarsi poi con il panorama della cascata alla finestra \u00e8 davvero eccezionale.<br \/>\nLa mattina successiva, usciti subito dopo colazione e con solo cinque minuti a piedi, troviamo la cascata gi\u00e0 affollata di turisti, che rischiano di cade sulle acque del torrente pur di azzardare lo scatto pi\u00f9 vicino alla colonna d&#8217;acqua. Originata dal fiume Sk\u00f3ga\u00e1, <strong><span style=\"color: #000080;\">la cascata Skogafoss fa un salto di circa 60 metri per una larghezza di 25 metri<\/span><\/strong>, con la particolarit\u00e0 di generare in continuazione degli arcobaleni alla sua base. Davvero! Per nostra fortuna era un&#8217;altra giornata assolata e ogni 15 minuti circa compariva un nuovo arcobaleno, talvolta si vedeva pure il secondo arco esterno. Siamo saliti anche per i 527 scalini che costeggiano la cascata sul lato destro, per ammirarla dall&#8217;alto. In tempi remoti questa era una scogliera, ora il mare \u00e8 ben distante.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29963\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/6_Islanda_Skogafoss.png\" alt=\"Islanda - Skogafoss\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/6_Islanda_Skogafoss.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/6_Islanda_Skogafoss-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/6_Islanda_Skogafoss-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/6_Islanda_Skogafoss-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>Riprendiamo l&#8217;auto e ci dirigiamo verso la cittadina di <a href=\"https:\/\/www.visiticeland.com\/article\/adventures-in-vikland\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>V\u00edk \u00ed M\u00fdrdal<\/em><\/a>, conosciuta per le sue spiaggie di sabbia scura, prodotto delle eruzioni vulcaniche del passato. Lungo il tragitto il paesaggio cambia in continuazione, tra distese verdi dove si perdono felici le pecore (come faranno a tornare a casa la sera?! Semplice: non ci tornano, vengono radunate solo in autunno!) e terreni brulli, scuri di roccia, dove non cresce niente. Alla nostra sinistra, il ghiacciaio M\u00fdrdalsj\u00f6kull si nasconde tra le nuvole.<br \/>\nRaggiunta la zona, puntiamo allo spettacolo che avevo scoperto tramite Google: il viewpoint Dyrholaey dove si pu\u00f2 camminare tutto intorno al faro e ammirare le spiagge nere e i faraglioni da quella alta scogliera a strapiombo sul mare. Un vero incanto di pace e armonia.<br \/>\nScendiamo sulla strada principale e decidiamo di dare un&#8217;occhiata veloce <strong><span style=\"color: #000080;\">alla famosa spiaggia Reynisfjara, quella con le colonne di basalto pi\u00f9 fotografate al mondo<\/span><\/strong>, ma con onde anomale altamente pericolose, tanto da dover installare un semaforo per regolare l&#8217;afflusso dei turisti sul bagnasciuga. Poche settimane prima \u00e8 morta una bambina di 4 anni, trascinata in acqua sotto lo sguardo incredulo di tutti i presenti. Non volevo fermarmi, ma mio marito ha insistito. Il semaforo era arancione, quindi non camminare sulla sabbia bagnata. Comunque mentre eravamo l\u00ec tre cinesi si sono avvicinati troppo all&#8217;acqua e una signora \u00e8 stata trascinata sulla sabbia, l&#8217;hanno tirata per lo zaino. Solo per una fotografia.<br \/>\nCe ne siamo andati al villaggio di Vik, con la bellissima chiesetta sulla collina. Abbiamo mangiato un hamburger delizioso da <a href=\"https:\/\/www.tripadvisor.it\/Restaurant_Review-g189978-d13999222-Reviews-Smidjan_Brugghus-Vik_South_Region.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Smidjan Brugghus<\/em><\/a>\u00a0e poi abbiamo camminato nel silenzio del lungomare Vikurfjara. Bellissimo, tranquillo, silenzioso, raccolto, vera pace per l&#8217;anima. Per altro si vedono meglio da qui i faraglioni!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29964\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/7_Islanda_Vik_Reynisfjara.png\" alt=\"Islanda - Dyrholaey, Vik e Reynisfjara\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/7_Islanda_Vik_Reynisfjara.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/7_Islanda_Vik_Reynisfjara-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/7_Islanda_Vik_Reynisfjara-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/7_Islanda_Vik_Reynisfjara-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>Nel tardo pomeriggio abbiamo proseguito lungo la Route 1, per incrociare la strada F206 che doveva portarci al <a href=\"https:\/\/www.vatnajokulsthjodgardur.is\/en\/areas\/lakagigar\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Lakagigar<\/em><\/a>, una lunga fessura vulcanica con circa 130 crateri allineati e campi di lava risalenti all&#8217;eruzione del 1783. Avevamo consultato la praticabilit\u00e0 della strada sul sito <a href=\"https:\/\/umferdin.is\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>road.is<\/em><\/a>, perch\u00e9 le strade &#8220;F&#8221; sono sterrate e soggette ad allagamenti improvvisi. Risultava libera e magari non avremmo proprio raggiunto il Lakagigar perch\u00e9 erano gi\u00e0 le 17.00, ma almeno la cascata Fagrifoss pi\u00f9 vicina. La strada per\u00f2 era davvero impervia anche per il nostro 4&#215;4, uno sterrato stretto e pieno di buche. Non riuscivamo nemmeno a fare i 70 km\/h previsti, quando saremmo mai arrivati?! Non si vedeva anima viva e non c&#8217;era nemmeno campo per una chiamata d&#8217;emergenza, in caso di bisogno. Uhm.<br \/>\nSiamo tornati indietro e ci siamo fermati al canyon <a href=\"https:\/\/www.south.is\/en\/place\/fjadrargljufur-canyon\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Fjadrargljufur<\/em><\/a>, con una cascata spettacolare dentro una gola strettissima, vista dall&#8217;alto di una bellissima passeggiata. Perch\u00e9 qui nella regione del <a href=\"https:\/\/www.katlageopark.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Katla<\/em><\/a>, <strong><span style=\"color: #000080;\">ovunque ti giri, ci sono tesori nascosti da scoprire.<\/span><\/strong> \ud83d\ude42<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29965\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/8_Islanda_Fjadrargljufur.png\" alt=\"Islanda - Canyon Fjadrargljufur\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/8_Islanda_Fjadrargljufur.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/8_Islanda_Fjadrargljufur-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/8_Islanda_Fjadrargljufur-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/8_Islanda_Fjadrargljufur-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>La sera ci troviamo nel buio sconfinato della piccola cittadina di <em>Kirkjub\u00e6jarklaustur<\/em> (provate a pronunciarlo!) e fino all&#8217;ultimo non vediamo il nostro hotel, edifici scuri che si confondono con le colline basse. L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.magmahotel.is\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Hotel Magma<\/em><\/a> \u00e8 il migliore di tutta la settimana, un villaggio di piccole casette, ognuna una stanza ben accessoriata di tutto, macchinetta Nespresso, bollitore Kitchenaid, cassa bluetooth Marshall compresi. La bellezza unica \u00e8 la portafinestra col patio sul laghetto&#8230; un sogno.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">La mattina successiva abbiamo un tragitto ricco di meraviglie.<\/span><\/strong> Appena fuori dall&#8217;abitato, nascosto in un prato erboso, c&#8217;\u00e8 una formazione di basalto alquanto curiosa, <a href=\"https:\/\/www.islandafacile.it\/itinerario\/kirkjugolf\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Kirkjug\u00f3lf<\/em><\/a>. Sembra il pavimento di una chiesa con piastrelle esagonali, ma nessun edificio \u00e8 mai stato costruito l\u00ec e quel pavimento \u00e8 opera solo della natura. Non \u00e8 molto conosciuto e quindi regna un silenzio magico.<br \/>\nLungo la strada poi \u00e8 impossibile non notare l&#8217;imponenza del <a href=\"https:\/\/guidetoiceland.is\/travel-iceland\/drive\/lomagnupur\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Lomagnupur<\/em><\/a>, una delle montagne pi\u00f9 fotografate con la sua forma a&#8230; panettone! \ud83d\ude00<br \/>\nDavanti a noi la riserva naturale di Skaftafell, situata nel <strong><span style=\"color: #000080;\">Parco Nazionale di Vatnaj\u00f6kull, il terzo ghiacciaio pi\u00f9 grande del mondo<\/span><\/strong> che occupa il 10% dell&#8217;intera isola. Il sole ci accompagna per parte del sentiero che dal parcheggio del centro visitatori ci porta in cima alla collina, circa 2 km di camminata in salita, per ammirare la cascata nera <a href=\"https:\/\/www.vatnajokulsthjodgardur.is\/en\/areas\/skaftafell\/destination-svartifoss\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Svartifoss<\/em><\/a>, chiamata cos\u00ec perch\u00e9 incorniciata da scure colonne di basalto. Da met\u00e0 percorso comincia a piovigginare, ma quando arriviamo sotto la cascata riusciamo a fotografarla con qualche raggio di sole. Devo ammetterlo: me l&#8217;aspettavo pi\u00f9 grande! Dalle immagini sulla guida e sui vari siti, la percezione era di una dimensione quasi al doppio del reale. Questo non toglie nulla allo spettacolo della natura, sia chiaro. E&#8217; un piccolo gioiello perfetto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29966\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9_Islanda_Svartifoss.png\" alt=\"Islanda - Kirkjugolf, Lomagnupur e Svartifoss\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9_Islanda_Svartifoss.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9_Islanda_Svartifoss-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9_Islanda_Svartifoss-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9_Islanda_Svartifoss-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>Dopo un pranzo veloce, ci avviamo verso un altro pezzo forte del Vatnaj\u00f6kull: la laguna ghiacciata di <a href=\"https:\/\/www.vatnajokulsthjodgardur.is\/en\/areas\/jokulsarlon\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Jokullsarlon<\/em><\/a>\u00a0In questa regione dalla Route 1 si possono ammirare le diverse lingue del ghiacciaio che si protendono a valle, qualcuna anche raggiungibile con escursioni a piedi. Ci\u00f2 che mi colpisce \u00e8 l&#8217;azzurro intenso del ghiaccio in alcuni punti.<br \/>\nMentre attraversiamo il lungo ponte stradale della laguna Jokullsarlon, che avevamo gi\u00e0 apprezzato nei video in rete, a mio marito sfugge un&#8217;esclamazione spontanea. &#8220;Non me l&#8217;aspettavo cos\u00ec\u2026 \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa essere qui&#8230;&#8221;<br \/>\nJokullsarlon \u00e8 un luogo di enorme fascino. La lingua del ghiacciaio si protende nell&#8217;acqua e, per l&#8217;effetto del mare, della stagione e purtroppo del cambiamento climatico, <strong><span style=\"color: #000080;\">enormi iceberg si staccano e cominciano a navigare per la laguna.<\/span><\/strong> Sono giganteschi, gli scatti dalla riva non rendono bene le loro dimensioni, un paio erano alti come edifici (e ricordiamoci che la parte emersa \u00e8 solo una piccola porzione del volume complessivo!) E&#8217; soprattutto impressionante sentire il rumore sordo del ghiaccio che si stacca dagli iceberg, che possono rimanere l\u00ec nella laguna per settimane, prima di uscire nel mare in pezzetti pi\u00f9 piccoli. Questo ghiaccio ha la bellezza di 1000 anni sulle spalle e chiss\u00e0 quante storie potrebbe raccontare!<\/p>\n<p>Parcheggiamo e raggiungiamo subito la riva, da dove partono anche le escursioni in gommone o col mezzo anfibio. Qualche coraggioso si avventura anche in kayak, ma fa davvero freddo qui e purtroppo comincia anche a piovere forte, tanto da dover coprire gli zaini con l&#8217;impermeabile. Mentre sto trafficando con lo zaino, il cappuccio e lo smartphone, perch\u00e9 non riesco a smettere di scattare foto al ghiaccio blu blu, spunta una cosa scura nell&#8217;acqua, in mezzo ai gabbiani. Forse ghiaccio sporco di sabbia nera? Un pezzo di legno vecchio? Spunta una testina che mi sorride entusiasta (non \u00e8 questa foto, quel momento l&#8217;ho perso). &#8220;Cos&#8217;\u00e8\u00e8\u00e8\u00e8\u00e8 quelloooo?!&#8221; &#8220;E&#8217; una foca!&#8221; esclama divertito mio marito. <strong><span style=\"color: #000080;\">Una foca! Io non l&#8217;ho mai vista da vicino una foca!!<\/span><\/strong><br \/>\nStava nuotando qua e l\u00e0, in cerca di pesce succulento, litigando con i gabbiani (che vengono da Venezia e vorrebbero strapparle il cibo di bocca&#8230;)<br \/>\nQuando finalmente la pioggia ha smesso, ci siamo spostati nella spiaggia nera poco avanti, la Diamond beach (vero nome <a href=\"https:\/\/www.vatnajokulsthjodgardur.is\/en\/areas\/jokulsarlon\/afangastadur-fellsfjara\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Fellsfjara<\/em><\/a>). Qui si fermano i pezzi di ghiaccio pi\u00f9 piccoli che hanno raggiunto gi\u00e0 il mare, ma vengono trasportati a riva dalle onde. La trasparenza luminosa del ghiaccio sulla sabbia nera crea un effetto spettacolare, <strong><span style=\"color: #000080;\">sembrano tutti enormi diamanti incastonati sulla spiaggia.<\/span><\/strong> Con il sole d&#8217;estate dev&#8217;essere ancora pi\u00f9 intenso.<br \/>\nTorniamo verso l&#8217;hotel infreddoliti pi\u00f9 che mai, ma assolutamente contenti della giornata, indimenticabile nonostante la pioggia. Per festeggiare, ci gustiamo una pizza calda fumante da <a href=\"https:\/\/www.systrakaffi.is\/en\/menu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Systrakaffi<\/em><\/a>\u00a0Oh, quest&#8217;islandesi fanno bene pure la pizza!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29967\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/10_Islanda_Jokullsarlon.png\" alt=\"Islanda - Jokullsarlon e Diamond Beach\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/10_Islanda_Jokullsarlon.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/10_Islanda_Jokullsarlon-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/10_Islanda_Jokullsarlon-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/10_Islanda_Jokullsarlon-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29957\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Islanda_Jokullsarlon_foca.png\" alt=\"Islanda - Una foca alla laguna Jokullsarlon\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Islanda_Jokullsarlon_foca.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Islanda_Jokullsarlon_foca-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Islanda_Jokullsarlon_foca-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Islanda_Jokullsarlon_foca-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>Il giorno successivo si rivela il peggiore di tutto il viaggio, sotto un tempo disturbato, un pallido sole poco convinto. In programma ci sono gli altopiani interni, chiamati proprio <a href=\"https:\/\/www.thehighlandcenter.is\/activities\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Highlands<\/em><\/a>, attraversando la riserva naturale <a href=\"https:\/\/www.south.is\/en\/place\/landmannalaugar-nature-reserve\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Landmannalaugar<\/em><\/a>. Abbiamo fatto rifornimento di benzina e riempito gli zaini di panini perch\u00e9 ci attende la lunga strada sterrata F208 fino al <a href=\"https:\/\/www.fi.is\/en\/mountain-huts\/all-mountain-huts\/landmannalaugar\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>campeggio Landmannalaugar<\/em><\/a>, con vicino laghetto termale, e poi un altro pezzo verso nord per raggiungere l&#8217;albergo per la notte. Controlliamo la strada sul sito <a href=\"https:\/\/umferdin.is\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>road.is<\/em><\/a>\u00a0e risulta aperta. Il primo tratto sembra anche buono, poi inizia lo sterrati e in effetti il nostro SUV non sembra proprio adatto. Ogni tanto pioviggina e poi smette, ma il terreno sembra abbastanza asciutto. Lo scenario intorno \u00e8 davvero strano: paesaggio bellissimo, ma davvero poco abitato, poche tracce umane. <strong><span style=\"color: #000080;\">Mi prende il panico all&#8217;idea di bloccarci l\u00ec in mezzo al nulla<\/span><\/strong>, incrociamo anche pochi veicoli e sono tutti molto pi\u00f9 grossi del nostro. Uhm.<\/p>\n<p>Dopo circa un&#8217;ora di sterrato, su e gi\u00f9 per le valli e incrociando torrenti, ci troviamo in uno spiazzo aperto, con una casetta dei ranger. Esce una ragazza alta e bionda e ci avvisa che la strada non \u00e8 messa bene per le piogge della scorsa notte. Davanti a noi infatti c&#8217;\u00e8 infatti il primo guado, lungo 5 metri e profondo non so quanto. Il nostro SUV \u00e8 un 4&#215;4, ma purtroppo non \u00e8 molto alto e il motore \u00e8 ibrido, con la batteria proprio sotto il pianale, a rischio di contatto con l&#8217;acqua in attraversamento. Non \u00e8 bene. La ranger ci spiega che ci sono almeno altri 4 guadi, forse pi\u00f9 profondi di questo e ci sconsiglia vivamente di proseguire. Guardo con invidia il suo bestione Toyota Hilux l\u00ec parcheggiato. Sigh.<br \/>\nIl problema \u00e8 che l&#8217;albergo prenotato \u00e8 comunque alla fine di questa strada\u2026 <strong><span style=\"color: #000080;\">Un po&#8217; arrabbiati, torniamo indietro.<\/span><\/strong> Ripercorriamo tutto lo sterrato gi\u00e0 fatto, e stavolta piove di cattiveria, fino alla Route 1 sulla costa. Da l\u00ec aggirare l&#8217;ostacolo ripassando per le cittadine di V\u00edk \u00ed M\u00fdrdal, Hvolsv\u00f6llur e Hella, da l\u00ec prendere la strada F26 verso l&#8217;hotel <a href=\"https:\/\/www.thehighlandcenter.is\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>The Highland Center Hrauneyjar<\/em><\/a>. Per altro, 14 km della F26 sono sterrati con il cantiere per un nuovo ponte in costruzione, ci tocca passare vicini a scavatori e ruspe in movimento.<br \/>\nL&#8217;unica cosa buona \u00e8 il pranzo a V\u00edk \u00ed M\u00fdrdal, dove gustiamo una zuppa deliziosa da <a href=\"https:\/\/thesoup.company\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>The Soup Company<\/em><\/a>. Non ci fermiamo in altri luoghi lungo il tragitto, perch\u00e9 abbiamo premura di arrivare prima del tramonto. Per\u00f2 tra una pioggia e l&#8217;altra fotografo una miriade di arcobaleni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29968\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/11_Islanda_Landmannalaugar.png\" alt=\"Islanda - Landmannalaugar\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/11_Islanda_Landmannalaugar.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/11_Islanda_Landmannalaugar-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/11_Islanda_Landmannalaugar-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/11_Islanda_Landmannalaugar-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;ultimo giorno cominciamo a sentire la stanchezza, o forse \u00e8 la malinconia per aver avuto solo un assaggio di questa isola magnifica e dover gi\u00e0 ripartire verso casa. Non abbiamo un tragitto programmato per oggi, perch\u00e9 dovevamo tornare al Thingvellir National Park se la prima visita fosse stata presa dallo snorkeling nella fessura di Silfra. Decidiamo di scendere a sud verso la cittadina di Selfoss, per una strada differente.<br \/>\nLungo il percorso avevo rintracciato qualche punto interessante: la cascata <a href=\"https:\/\/www.south.is\/en\/place\/hjalparfoss-waterfall\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Hjalparfoss<\/em><\/a>, incastonata nella valle, con una scenografica forma ad U (il getto viene diviso da un crostone di roccia nel mezzo), e il cratere <a href=\"https:\/\/kerid.is\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Kerid<\/em><\/a>, un lago vulcanico dalla conformazione particolare. Si pensa che il Kerid fosse un vulcano e che le sue pareti siano implose all&#8217;interno quando la camera magmatica si \u00e8 svuotata. Nei secoli successivi si \u00e8 riempito d&#8217;acqua: il suo lago ha una profondit\u00e0 variabile a seconda delle precipitazioni che lo alimentano. La colorazione \u00e8 assolutamente d&#8217;impatto: i minerali del fondo del cratere gli conferiscono una tonalit\u00e0 acquamarina, che contrasta sia con il rosso acceso dei pendii che lo circondano, sia con il verde della vegetazione, tendente anche al giallo con le fioriture in primavera.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">Si pu\u00f2 camminare tutto intorno al cratere Kerid e scendere fino al suo laghetto.<\/span><\/strong> Siamo arrivati con la pioggia, ha smesso quando siamo entrati per la visita, ma ha ricominciato poco prima di toccare l&#8217;acqua sul fondo. Mannaggia.<br \/>\nA <a href=\"https:\/\/selfoss.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Selfoss<\/em><\/a>, cittadina universitaria, ci siamo fermati per una passeggiata nel piccolo centro pedonale, dove sono stati ricostruiti oltre 50 edifici storici provenienti da tutto il paese, distrutti da incendi o demolizioni. E&#8217; davvero caratteristico camminare per quelle stradine. Abbiamo pranzato l\u00ec, al <a href=\"https:\/\/www.islandafacile.it\/mjolkurbuid-matholl-il-centro-culinario-di-selfoss\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Mj\u00f3lkurb\u00fai\u00f0 Math\u00f6ll<\/em><\/a>, che raccoglie diversi ristoranti e bar, dal tailandese al messicano, con un angolo speciale per lo Skyr.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29969\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/12_Islanda_Kerid.png\" alt=\"Islanda - Hjalparfoss e cratere Kerid\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/12_Islanda_Kerid.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/12_Islanda_Kerid-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/12_Islanda_Kerid-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/12_Islanda_Kerid-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>E poi siamo tornati all&#8217;aeroporto Keflavik, per riconsegnare l&#8217;auto, cenare con tutta calma, riorganizzare le valigie (le cui dimensioni raddoppiano sempre durante la vacanza\u2026) e dormire qualche ora prima dell&#8217;alzataccia per il volo di rientro.<\/p>\n<p>Abbiamo visto tantissimo, eppure \u00e8 davvero nulla di questa terra sconfinata, se guardiamo il tracciato dei percorsi sulla nostra mappa. Torneremo un giorno per tutto quello che abbiamo lasciato indietro? Chi lo sa. Niente di tutto questo era deciso, solo un anno fa. Il futuro \u00e8 uno scrigno ancora da aprire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29955\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Viaggio_Islanda_Sud_2025.png\" alt=\"Viaggio in Islanda del Sud\" width=\"600\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Viaggio_Islanda_Sud_2025.png 1428w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Viaggio_Islanda_Sud_2025-300x187.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Viaggio_Islanda_Sud_2025-768x479.png 768w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Viaggio_Islanda_Sud_2025-1320x823.png 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Islanda come viaggio letterario<\/span><\/h2>\n<p>Gi\u00e0 dalle prime blande ricerche in rete, dalle immagini popolari dell&#8217;isola e da qualche curiosit\u00e0 carpita qua e l\u00e0, mi sono resa conto di quanto l&#8217;Islanda nasconda una storia e una cultura molto differenti dalle nostre, non solo per l&#8217;unicit\u00e0 del suo territorio. <strong><span style=\"color: #000080;\">Sentivo di voler entrare in contatto con la sua parte pi\u00f9 profonda tramite la sua letteratura.<\/span> <\/strong>Ho acquistato per prime la guida turistica e la mappa, perch\u00e9 mi portano sempre bene: prima di ogni viaggio, anche solo fantasticato, avere l\u00ec nella mia libreria quel luogo in bella vista su una copertina scatena degli eventi che alla fine mi porteranno proprio laggi\u00f9.<br \/>\nPer\u00f2 poi ho iniziato a sbirciare sul catalogo Iperborea i titoli e le trame degli scrittori islandesi. Andate a rileggervi il mio post sul Book Pride dello scorso marzo: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/book-pride-milano-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Danzare sull\u2019orlo del mondo. Book Pride Milano 2025<\/em><\/a>\u00a0Non avevo forse fotografato l&#8217;Islanda?! \ud83d\ude09<br \/>\nEcco dunque i libri che ho letto per trarne ispirazione, perch\u00e9 questo \u00e8 stato soprattutto un viaggio letterario:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/iperborea.com\/titolo\/357\/luce-destate-ed-e-subito-notte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Luce d&#8217;estate, ed \u00e8 subito notte &#8211; J\u00f3n Kalman Stef\u00e1nsson<\/em><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/shop.lonelyplanetitalia.it\/prodotto\/guida-di-viaggio-islanda\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Islanda &#8211; Guida Lonely Planet<\/em><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/iperborea.com\/titolo\/561\/crepitio-di-stelle\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Crepitio di stelle &#8211; J\u00f3n Kalman Stef\u00e1nsson<\/em><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/italiano-Islanda-Storia-storie-Ghiaccio-ebook\/dp\/B09X2DVXMJ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Un italiano in Islanda &#8211; Roberto Luigi Pagani<\/em><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/iperborea.com\/titolo\/448\/il-pastore-dislanda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il pastore d&#8217;Islanda &#8211; Gunnar Gunnarsson<\/em><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/iperborea.com\/titolo\/458\/atlante-leggendario-delle-strade-dislanda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Atlante leggendario delle strade d&#8217;Islanda<\/em><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>J\u00f3n Kalman Stef\u00e1nsson \u00e8 stato una rivelazione, uno stile inconfondibile tra poesia e prosa, a tratti disordinato, con trame dense di personaggi e salti cronologici, solo in apparenza casuali, ma assolutamente coerenti. Mi ha mostrato l&#8217;Islanda nella sua essenza, dalla solitudine dei fiordi fino alla vivacit\u00e0 della capitale. Il mio preferito \u00e8 <em>Crepitio di stelle<\/em>, ma conto di leggere altri suoi romanzi in futuro.<br \/>\n<em>Il pastore d&#8217;Islanda<\/em> di Gunnar Gunnarsson \u00e8 invece una novella quasi biblica (ispirata per altro da una storia vera): un pastore che prima di Natale affronta la bufera per cercare le pecorelle smarrite e riportarle all&#8217;ovile ci fa entrare nella natura violenta dell&#8217;isola e nella perenne sfida dell&#8217;uomo per sopravviverle. Ambientato nel periodo dell&#8217;Avvento, pu\u00f2 essere anche un ottimo regalo di Natale, prendete nota.<br \/>\nL&#8217;<em>Atlante leggendario delle strade d&#8217;Islanda<\/em> \u00e8 un libricino interessante, con una mappa estensibile in ultima pagina: si ripercorre tutto il territorio dell&#8217;isola scoprendo le sue leggende, i misteri e le creature mitologiche, nonch\u00e9 l&#8217;origine delle tradizioni che vi sono associate. Lo sto terminando in questo momento, un&#8217;ottima lettura anche per traghettarmi ad Halloween grazie agli spiriti del Nord.<\/p>\n<p><em>Un italiano in Islanda<\/em> invece \u00e8 il libro che mi ha distratto dall&#8217;ansia durante i lunghi voli aerei. Ho scoperto il suo autore tramite la sua omonima <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/unitalianoinislanda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>pagina Facebook<\/em><\/a>, quasi 300 mila follower, e un altrettanto fornitissimo blog, con lo stesso nome: <a href=\"https:\/\/unitalianoinislanda.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>unitalianoinislanda.com<\/em><\/a> Roberto Luigi Pagani \u00e8 un italiano, di Cremona, che circa dodici anni fa si \u00e8 trasferito in Islanda, dapprima per proseguire il suo percorso universitario (lingue scandinave a Milano ed Edimburgo, poi studi medievali islandesi all\u2019universit\u00e0 d\u2019Islanda) e poi perch\u00e9 questa terra gli \u00e8 proprio entrata nel cuore, trovandola molto pi\u00f9 vicina al suo carattere e alla sua personalit\u00e0. Oggi insegna lingua islandese e manoscritti medievali nella stessa universit\u00e0, ma collabora anche con l&#8217;Istituto \u00c1rni Magn\u00fasson, centro di ricerca per la cultura islandese. <strong><span style=\"color: #000080;\">In questo suo testo si fondono tantissime materie per raccontare la sua esperienza in Islanda:<\/span><\/strong> scopriamo parti di storia dell&#8217;isola (no, gli islandesi non sono vichinghi! \u00e8 offensivo!), di letteratura, anche degli scritti medioevali islandesi, la societ\u00e0 del passato e quella moderna, l&#8217;evolversi della cucina, sempre molto pi\u00f9 ricca di quel che credevamo, le tradizioni, il costume e pure la mentalit\u00e0 degli islandesi.<br \/>\nUno sguardo acuto e sincero, pure sui difetti della societ\u00e0 islandese, non cos\u00ec perfetta come ci piace pensare. Resta comunque un bel luogo dove vivere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29956\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Letture_Islanda.png\" alt=\"Letture consigliate per un viaggio in Islanda\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Letture_Islanda.png 800w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Letture_Islanda-300x300.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Letture_Islanda-150x150.png 150w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Letture_Islanda-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>Sempre parlando di romanzi, quel che non sapevo ma ho compreso proprio l\u00ec, mentre ci spostavamo da un villaggio all&#8217;altro, \u00e8 come l&#8217;Islanda sia la vera patria de <em>Il Signore degli Anelli<\/em> di J.R.R.Tolkien. Ricordavo che Tolkien aveva attinto dalla letteratura nordica, pensando per\u00f2 a Norvegia, Svezia e Finlandia, magari un po&#8217; di Scozia visto che l&#8217;autore era inglese. L&#8217;Islanda non l&#8217;avevo proprio contemplata, errore madornale! Mentre ci avvicinavamo al Thingvellir National Park, immersi nella brughiera battura dal sole, con tutte le sfumature brune della terra, mi sembrava di essere nel regno di Rohan, mancavano solo i cavalieri giungere al galoppo. Quando giorni dopo stavamo attraversando il campo di lava Eldhraun, lungo la Ring Road vicino a Kirkjub\u00e6jarklaustur, e tutto intorno c&#8217;erano queste rocce tondeggianti dell&#8217;eruzione del 1700, ora ricoperte da un muschio unico al mondo, un verde pallido tendente al giallo per qualche sporadico minuscolo fiorellino, continuavo a pensare alle terre desolate di Mordor.<br \/>\nNon solo i paesaggi, ma l&#8217;intera toponomastica dell&#8217;Islanda ha la stessa sonorit\u00e0 della Terra di Mezzo. Leggevamo i nomi sui cartelli stradali e le indicazioni del navigatore con una sorta di stupore mistico. &#8220;Secondo me l\u00ec dietro c&#8217;\u00e8 Minas Tirith\u2026&#8221;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">Tolkien \u00e8 stato profondamente influenzato dalla letteratura islandese.<\/span><\/strong> Oltre ai romanzi d&#8217;avventura letti da ragazzo, durante gli studi all&#8217;Universit\u00e0 di Oxford, Tolkien lesse l&#8217;<em>Edda di Snorri<\/em> (dove si trovano Bifur, Bafur, Bombor, Nori, Ori, Oin e Gandalf!), l&#8217;<em>Edda poetica<\/em> e le principali saghe islandesi. Nel 1920 accett\u00f2 pure un incarico all&#8217;Universit\u00e0 di Leeds e tenne un corso di linguistica in islandese. Quando inizi\u00f2 a scrivere Lo Hobbit, ascoltava, insieme ai suoi figli, storie di troll e elfi da una ragazza alla pari islandese che viveva in famiglia con loro. Quindi s\u00ec, non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio: anche se le trasposizioni di Peter Jackson ci hanno portato in Nuova Zelanda, la vera Terra di Mezzo \u00e8 l&#8217;Islanda. Vi lascio giusto due link per approfondire la vostra personale ricerca sul tema:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/guidetoiceland.is\/connect-with-locals\/sigrunthormar\/tolkiens-icelandic-au-pair\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Tolkien&#8217;s Icelandic au-pair<\/em><\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/guidetoiceland.is\/connect-with-locals\/sigrunthormar\/gandalf-and-the-hobbit\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Did Gandalf and the Hobbits come from Iceland?<\/em><\/a><\/p>\n<p>Un&#8217;altra saga ha trovato casa qui in Islanda, anche se non ho ancora letto questi libri: <em>Games of Thrones<\/em>, <em>Il Trono di Spade<\/em> di George R.R. Martin. Per ben quattro volte nelle diverse stagioni, la troupe televisiva si \u00e8 spostata in Islanda per girare alcune scene importanti. Molti di questi luoghi sono facilmente raggiungibili dalla Route 1 e sono anche indicati talvolta tra le informazioni turistiche sul posto. Ho avuto la fortuna di vederne diversi, come il Thingvellir National Park (nella serie le terre selvagge oltre la Barriera), il ghiacciaio Vatnaj\u00f6kull (le regioni remote di Westeros), la spiaggia di sabbia nera di Vik (le coste esterne di Westeros). L&#8217;elenco completo qui: <a href=\"https:\/\/www.islandafacile.it\/quello-che-devi-sapere\/trono-di-spade-islanda-le-location-della-serie-tv\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Trono di Spade Islanda. Le location della serie tv<\/em><\/a> Magari quando mi prender\u00e0 la nostalgia dell&#8217;Islanda, comincer\u00f2 a leggere questo Games of Thrones&#8230;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Tornare dall&#8217;Islanda \u00e8 difficile&#8230;<\/span><\/h2>\n<p>Come vedete l&#8217;intero mese di settembre se n&#8217;\u00e8 andato e io sto solo ora chiudendo davvero questo viaggio, con molta fatica.<br \/>\nMio marito si ostina a guardare le previsioni del tempo della costa sud dell&#8217;isola o le indicazioni per l&#8217;avvistamento dell&#8217;aurora boreale. Facebook continua a mandarmi le notizie dell&#8217;Islanda, come pochi giorni fa quando la Route 1 \u00e8 stata devastata dalla portata eccessiva dell&#8217;acqua, che ha distrutto circa 50 metri di strada. Instagram poi \u00e8 di una cattiveria unica, mostrandomi foto e video dei panorami favolosi che ci siamo persi\u2026<br \/>\nPure la televisione ci si mette, perch\u00e9 una sera di zapping casuale ecco che trovo un vecchio documentario di Overland, toh, proprio in Islanda! Siccome ci siamo persi l&#8217;inizio, siamo pure andati a ripescarlo su RaiPlay: <a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/programmi\/overland\/overland-collection\/overland-21---il-grande-nord-europa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Overland 21 Il Grande Nord Europa<\/em><\/a><br \/>\nGuardatelo, perch\u00e9 <strong><span style=\"color: #000080;\">l&#8217;Islanda merita davvero un assaggio.<\/span><\/strong> \ud83d\ude42<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stata in Islanda. S\u00ec, ci sono stata davvero e ancora fatico a crederci. Nonostante abbiamo accumulato tonnellate di foto e video a profusione, almeno tre o quattro filmati per ogni cascata, scatti da ogni angolazione possibile, con tre fotocamere differenti, non mi sembra reale. 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