{"id":29930,"date":"2025-08-27T06:00:51","date_gmt":"2025-08-27T04:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=29930"},"modified":"2025-08-26T22:18:05","modified_gmt":"2025-08-26T20:18:05","slug":"arte-non-inventarsi-niente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/arte-non-inventarsi-niente\/","title":{"rendered":"L&#8217;arte di non inventarsi niente"},"content":{"rendered":"<p>Arrivo tardi, tardissimo, con questo mio ultimo post estivo, prima di concedermi finalmente le mie agognate ferie!<br \/>\nHo scritto davvero poco per il blog, tanto che questo sar\u00e0 l&#8217;unico post di agosto, ahi ahi! Per\u00f2 ho sempre lavorato, tranne qualche sporadica giornata in piscina, e soprattutto ho continuato con la scrittura del mio romanzo, sistemando i vari pezzettini del puzzle e dando una forma precisa alla struttura della storia (e infatti non lo chiamo pi\u00f9 romanzetto, \u00e8 ora di togliere il diminutivo!)<br \/>\nNel frattempo ho letto, non quanto avevo preventivato, ma bei libri davvero, con alcune esplorazioni interessanti verso il nord dell&#8217;Europa. Nel mezzo delle giornate arroventate, quale \u00e0ncora di salvezza e refrigerio, nonch\u00e9 di sane risate ad alto volume, c&#8217;erano sempre loro: <span style=\"color: #000080;\"><strong>i vecchietti del BarLume usciti dalla penna di Marco Malvaldi.<\/strong><\/span><br \/>\nNella mia collezione, ora completa fino all&#8217;ultimo romanzo appena uscito, era il turno dell&#8217;antologia <a href=\"https:\/\/www.sellerio.it\/it\/catalogo\/Sei-Casi-Al-Barlume\/Malvaldi\/8971\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Sei casi al BarLume<\/em><\/a>, che raccoglie in un unico volume diversi racconti pubblicati altrove. Sono uno pi\u00f9 gustoso dell&#8217;altro, non c&#8217;\u00e8 che dire, pure quando i vecchietti vanno in vacanza sulle Dolomiti e, comica fatalit\u00e0, trovano un cadavere al supermercato! Vuoi mica chiamare il commissario gi\u00f9 a Pineta per dirgli che tu s\u00ec, hai un&#8217;idea ben precisa dell&#8217;assassino?! \ud83d\ude00<\/p>\n<p>Come mi sono appassionata alla serie <em>I delitti del BarLume<\/em> ve l&#8217;ho gi\u00e0 illustrato in questo mio vecchio post, dedicato al primo romanzo letto: <em><a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/marco-malvaldi-delitti-barlume\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La briscola in cinque di Marco Malvaldi<\/a>.<\/em> Direi che sono proprio partita all&#8217;incontrario: prima ho visto per caso le repliche della serie televisiva, poi <strong><span style=\"color: #000080;\">mi sono trovata davanti proprio al BarLume (il set cinematografico nella localit\u00e0 di Marciana Marina all&#8217;Isola d&#8217;Elba)<\/span><\/strong>, alla fine ho voluto provare anche la lettura del primo libro. Sar\u00e0 che adoro l&#8217;ambientazione in riva al mare, sar\u00e0 che sono da sempre affascinata dalla parlata toscana, aggiungiamoci un intreccio perfetto per ogni storia, ma sono corsa a comprare tutti gli altri!<br \/>\nRingrazio il mercato dell&#8217;usato che mi ha consentito di risparmiare un pochino sui cartacei, e pure quello sconosciuto che dentro uno dei volumi mi ha lasciato una cartolina di Sellerio con l&#8217;elenco dei titoli della serie in ordine di lettura! Non \u00e8 stupendo trovare questi doni tra i libri?! \ud83d\ude09<\/p>\n<p>Per chi non ha ancora idea dei protagonisti del BarLume, i quattro Bimbi, eccone una breve descrizione proprio per mano dell&#8217;autore:<br \/>\n&#8211; Gino Rimediotti, <em>&#8220;settantaduenne ex portalettere, lettore ufficiale del giornale nell\u2019ambito del suo attuale stato lavorativo di pensionato al bar, incarico che ricopre con dedizione. Il ruolo di lettore gli viene, oltre che dalla voce chiara e squillante ancorch\u00e9 priva di slancio interpretativo, dal fatto che nel corso della lettura non si esibisce in continui commenti sul contenuto del giornale medesimo come stava per fare, per esempio, il suo vicino di tavolo&#8221;<\/em> che segue;<br \/>\n&#8211; Pilade Del Tacca, <em>&#8220;settantuno di et\u00e0, centosessanta di altezza, centosei di diametro e trecentodieci di colesterolo. Dopo aver vissuto una trentina d\u2019anni a spese dello Stato con la scusa di lavorare in Comune, il Del Tacca aveva deciso di ufficializzare il fatto di non aver mai avuto voglia di fare un tubo andando in pensione a cinquantadue anni e continuando cos\u00ec a campare alle spalle dello Stato medesimo. Un vecchietto grasso, antipatico, cinico e lucidissimo, il cui principale talento consisteva nel trovare le magagne e nello spiegarle ai suoi pari&#8221;<\/em>;<br \/>\n&#8211; Ampelio Viviani \u00e8 <em>&#8220;un ottantaduenne che definire arzillo sarebbe riduttivo, amico di lunga data del Rimediotti e di Pilade Del Tacca, con i quali condivide la situazione di pensionato; detto Ampelio \u00e8 il nonno di Massimo, proprietario del BarLume, ovvero il bar nel quale risiedono quasi stabilmente i personaggi di questo racconto. Il particolare \u00e8 di non poca rilevanza, visto che negli altri bar del paese Ampelio non \u00e8 il benvenuto&#8221;<\/em>;<br \/>\n&#8211; Aldo Grippa, <em>&#8220;vedovo spensierato e di compagnia, la sera andava al bar dove era sempre sicuro di trovare qualcuno&#8221;<\/em>, non ancora pensionato, si occupa della clientela di Villa del Chiostro e dell\u2019annesso ristorante \u00abBoccaccio 2012\u00bb, signore alquanto distinto, amante della musica classica, e come spiega Massimo<em> &#8220;Aldo da solo era pi\u00f9 che potabile&#8221;<\/em>;<\/p>\n<p>Si aggiungono quasi a corollario: il gi\u00e0 citato Massimo Viviani, il barrista (con due erre, perch\u00e9 &#8220;l&#8217;\u00e8 quello che lavora al barre&#8221;, in fiorentino) proprietario del BarLume, sulla trentina, capelli ricci e barba, un aspetto vagamente arabeggiante e un cipiglio perenne nello sguardo, &#8220;carattere chiuso&#8221; commenta sempre il suo nonno Ampelio; Tiziana Guazzelli, detta Tizi, sua socia al BarLume, selezionata non solo per la sua pronta intelligenza, ma pure per quelle magliette attillate che lasciavano senza parole tanto Massimo che la clientela del locale; il commissario di polizia Vinicio Fusco, <em>&#8220;permaloso, arrogante, testone, presuntuoso e vanesio&#8221;<\/em> ma che stavolta si difende alquanto bene, proprio prima di lasciare l&#8217;incarico; la nuova commissario Alice Martelli, in breve fidanzata di Massimo e fedelissima dei cappuccini ad ogni ora della giornata, condivide con lui la passione per la Fisica e la Matematica, nonch\u00e9 la risoluzione delle indagini di Pineta.<\/p>\n<p>&#8220;Veramente il commissario di polizia Fusco \u00e8 una donna, Vittoria Fusco&#8221;, potrebbe obiettare qualcuno.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">Ecco, non confondetevi troppo con la serie televisiva<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/I_delitti_del_BarLume\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>I delitti del BarLume<\/em><\/a>, le cui sceneggiature all&#8217;inizio attingevano ai romanzi e ai racconti di Marco Malvaldi, ma poi si \u00e8 decisamente distaccata, tanto nei personaggi quanto nelle vicende narrate, senza corrompere per\u00f2 lo spirito conviviale del BarLume. Il commissario Vinicio Fusco dei libri \u00e8 diventato in televisione il commissario straordinario Gianluigi Maria Tassone, che poi viene nominato addirittura Ministro dell&#8217;Interno.<\/p>\n<p>I racconti riuniti nel volume <em>Sei casi al BarLume<\/em> sono apparsi per la prima volta nelle seguenti antologie di Sellerio:<br \/>\nUn Natale in giallo, 2011 (\u00abL\u2019esperienza fa la differenza\u00bb);<br \/>\nCapodanno in giallo, 2012 (\u00abIl Capodanno del Cinghiale\u00bb);<br \/>\nFerragosto in giallo, 2013 (\u00abAzione e reazione\u00bb);<br \/>\nRegalo di Natale, 2013 (\u00abLa tombola dei troiai\u00bb);<br \/>\nCarnevale in giallo, 2014 (\u00abCostumi di tutto il mondo\u00bb);<br \/>\nVacanze in giallo, 2014 (\u00abAria di montagna\u00bb).<br \/>\nPurtroppo ci sono altri dieci racconti scritti dopo il 2014 che non sono ancora stati raccolti in una nuova antologia, come si nota sulla scheda in Wikipedia: <em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/I_romanzi_del_BarLume\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">I romanzi del Barlume<\/a><\/em>\u00a0Speriamo che Sellerio editore si decida finalmente nel pubblicare anche questi, tutti quanti insieme, per la mia collezione! \ud83d\ude09<\/p>\n<p>Non posso per\u00f2 riporre questo volumetto in libreria senza rileggermi ancora una volta la sua bellissima prefazione scritta dall&#8217;autore stesso, dal titolo quanto mai evocativo, <span style=\"color: #000080;\"><strong>&#8220;L&#8217;arte di non inventarsi niente&#8221;, riferito ovviamente alla sua scrittura.<\/strong><\/span><br \/>\n<em>&#8220;In questo libro troverete sei racconti ambientati al BarLume e gi\u00e0 pubblicati, in ordine rigorosamente cronologico, in altrettante raccolte dal medesimo editore. Credo sia giusto raccontarvi per quale motivo questi racconti siano nati, come siano stati svezzati e adesso, diventati grandi, siano pronti per camminare con le loro gambe.&#8221;<\/em><br \/>\nQui io mi accoccolo ancora di pi\u00f9 nel mio lettino a bordo piscina, con l&#8217;asciugamano che profuma del cocco della crema solare, certa che da questa riflessione godr\u00e0 tanto il mio io-lettore affezionato dei personaggi del BarLume, quanto il mio io-scrittore avido di imparare da un autore cos\u00ec abile e prolifico. <strong><span style=\"color: #000080;\">Qual \u00e8 dunque il suo segreto?!<\/span><\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Nella vita normale<\/span><\/h2>\n<p><em>&#8220;Il primo di questi racconti, L\u2019esperienza fa la differenza, vide la luce su espressa richiesta di Antonio Sellerio, il quale da lettore si chiedeva quali fossero le abitudini dei personaggi che pubblicava nella vita di tutti i giorni. Nella vita normale, quella senza omicidi, dove i problemi si chiamano bollette da pagare, brutti voti, influenza in vacanza e cosi via.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Devo dire che me lo sono chiesta tante volte pure io: <strong><span style=\"color: #000080;\">cosa fanno i Bimbi, gli sfrenati vecchietti del BarLume, d&#8217;inverno?<\/span><\/strong> Come vivono la lunga stagione fredda, povera di turisti, e dunque di nuove occasioni di sproloquio, con il bar ridotto alla sua sola capienza del coperto e le giornate grigie, col mare in tempesta? Ho letto oramai otto romanzi di questa serie e sono sempre ambientati d&#8217;estate, all&#8217;inizio o alla fine. Quindi ringrazio Antonio Sellerio per aver dato voce anche alla mia curiosit\u00e0.<\/p>\n<p><em>&#8220;Ora, la telefonata in cui ricevetti questa richiesta segu\u00ec a distanza di circa tre minuti una precedente telefonata, nella quale un Malvaldi ben oltre l&#8217;orlo della crisi di nervi aveva finito di parlare con un rappresentante della locale ditta responsabile della raccolta differenziata; la conversazione si era svolta, come capita usualmente in questi casi, a domande e risposte (\u00abAvrei bisogno di buttare via un vecchio divano di legno e paglia, quando potreste venire a ritirarlo?\u00bb fu la prima, \u00abIl 26 agosto \u00e8 fra quasi due mesi, non c\u2019\u00e8 una data precedente?\u00bb fu la seconda, \u00abSe lo lascio sul terrazzo due mesi e nel frattempo piove, come sicuramente far\u00e0 visto che abito a Pisa, lei ha idea di quanto potrebbe puzzare l&#8217;oggetto di cui stiamo parlando?\u00bb fu la terza e \u00abLei, cos\u00ec stupido, ci \u00e8 nato oppure vi fanno dei corsi prima di mettervi a rispondere al pubblico?\u00bb fu quella che concluse, di fatto, la conversazione) e aveva lasciato l&#8217;utente\/Malvaldi in uno stato di tangibile indignazione.<\/em><\/p>\n<p>Oib\u00f2! Quella \u00e8 una tipica risposta da Massimo Viviani, lo riconosco! XD<\/p>\n<p><em>&#8220;Quando il mio editore mi chiese quindi di far confrontare i miei pupazzetti con un problema di quotidiana attualit\u00e0, e di ambientare il racconto durante le festivit\u00e0 natalizie, mi venne piuttosto spontaneo pensare alla raccolta differenziata: argomento del quale, mio malgrado, avevo dovuto diventare piuttosto esperto nei mesi precedenti. Un argomento, appunto, della vita di tutti i giorni.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">Ecco dunque l&#8217;arte di non inventarsi niente, in quanto ai problemi,<\/span><\/strong> mentre semmai l&#8217;immaginazione va impiegata per trovare le soluzioni alternative, quelle che rendono questa caotica vita quotidiana pi\u00f9 intrigante da leggere sulla carta stampata. Anche se Malvaldi poi prosegue cos\u00ec:<\/p>\n<p><em>&#8220;Ma la vita di tutti i giorni non \u00e8 poi cos\u00ec interessante. Le cose pi\u00f9 avvincenti ed emozionanti sono, per loro natura, quelle inaspettate. Per risultare interessante a chi legge, una storia di intrattenimento deve necessariamente parlare di qualcosa di inusuale: che siano draghi ed elfi, maghetti con gli occhiali o morti ammazzati, poco importa &#8211; sono oggetti che, di solito, non hanno a che fare con le esperienze che viviamo in prima persona.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Non sono molto convinta di questo. E&#8217; vero che i nostri Bimbi del BarLume danno il meglio di s\u00e9 quando a Pineta ci scappa un morto e occorre scavare nelle vite nascoste degli altri per rintracciare assassino e movente, ma proprio nel racconto &#8220;L\u2019esperienza fa la differenza&#8221; (che poi sarebbe &#8220;differenziata&#8221; \ud83d\ude1b ) i nostri pupazzetti se la sono cavata benissimo a scoprire il mistero della spazzatura vandalizzata, senza un cadavere di mezzo, se non quello del pollo consumato la sera prima sparso lungo la strada. La soluzione per altro era davvero geniale!<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Una famiglia spassosa<\/span><\/h2>\n<p><em>&#8220;Per questo, dal secondo racconto in poi, i miei pupazzetti hanno ripreso ad occuparsi di omicidi o di fatti criminosi &#8211; perch\u00e9 avevo paura che, senza il delitto, i racconti sarebbero diventati sempre pi\u00f9 noiosi. Il che sarebbe stato, senza alcun dubbio, colpa mia. I miei personaggi, o meglio, le persone da cui sono nati i miei personaggi, potevano avere tanti difetti, ma \u00abnoiosi\u00bb \u00e8 l\u2019ultimo aggettivo che mi verrebbe in mente per descriverli.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 assolutamente vero e mi chiedo spesso quanto quella mancanza di noia sia legata al carattere toscanaccio di questi personaggi o dall&#8217;essere amici nel profondo, dal volersi davvero bene, testimoniato dagli improperi che si scambiano di continuo su cose senza significato. Avremmo la stessa atmosfera vivace in un qualsiasi altro bar qui nell&#8217;umida e desolata Pianura Padana?! Forse s\u00ec, ma dipende dal numero dei &#8220;bianchetti&#8221; consumati\u2026 \ud83d\ude1b<\/p>\n<p><em>&#8220;Ho passato le mie estati, dagli zero ai diciotto anni, in una grande casa di campagna, a Navacchio, circondato da una famiglia allargata di dimensioni allegramente preoccupanti: fra nonni, zii, cugini, nipoti e amici dei parenti si arrivava non di rado a pi\u00f9 di venti persone, la maggior parte delle quali poco inclini a prendere la vita sul serio. Mio zio Vittorio, di Verona, era capace di andare al mercato vestito da arabo, con un caffettano e un velo fissato sul capo da una vecchia camera d\u2019aria, per tentare di vendere la propria moglie \u00abintera o a tranci\u00bb; fu lo stesso Vittorio che, fuori del cortile della casa, che si affacciava sulla Tosco Romagnola, mise un finto men\u00f9 di ristorante nella segreta speranza che qualche turista particolarmente tonto (e se un turista capitava a Navacchio, nel pieno pian di Pisa, troppo furbo non doveva essere) entrasse a chiedere a mia nonna se si poteva mangiare qualcosa. Capit\u00f2 solo una volta, e mia nonna and\u00f2 vicino a farli sedere a tavola, convinta che fossero amici di qualche parente che si era scordata.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Beh, qui da noi si dice &#8220;Veronesi tuti mati&#8221;, una delle rime di una famosa filastrocca in dialetto veneto, in diverse versioni e accenti, sulle caratteristiche di ogni provincia del Triveneto: \u201cVenessiani, gran Signori; Padovani, gran dotori; Visentini, magna gati; Veronesi tuti mati! Trevisani, pan e tripe; Rovig\u00f2ti, baco e pipe; E Belun? P\u00f3re Belun, te se proprio de nisun!\u201d<br \/>\nComincio per\u00f2 a capire quanto colorata e spassosa potesse essere l&#8217;infanzia di Marco Malvaldi, con una punta d&#8217;invidia.<\/p>\n<p><em>&#8220;Mio cugino Claudio, di Torino, era capace di inviare finte cartoline precetto agli amici che si sposavano, facendogliele recapitare il giorno precedente al matrimonio da un vigile urbano (collega di suo padre) con tanto di talloncino del treno e del traghetto: il Centro Addestramento Reclute di destinazione, infatti, solitamente era Arbatax.<\/em><br \/>\n<em>Persone noiose, poche. Persone in grado di cambiare una giornata, parecchie.<\/em><br \/>\n<em>E su tutti, ovviamente, mio nonno Varisello.&#8221;<\/em><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Quel mito di Nonno Varisello<\/span><\/h2>\n<p><em>&#8220;Anche per Varisello fu galeotto l&#8217;addestramento di una recluta; il fantaccino in questione era mio bisnonno Giuseppe, suo futuro padre, che nel 1915 venne mandato a difendere il suolo natio insieme a tanti altri disgraziati per volere del Re. Prima del fronte, l\u2019addestramento: e fu proprio sul luogo dell&#8217;addestramento che il bisnonno giur\u00f2 a un suo commilitone che se mai fosse tornato vivo dalla guerra, avrebbe chiamato i suoi primi due figli proprio come i forti dove lo stavano addestrando a sparare ai figli di qualcun altro. I due bastioni, tanto per capire la portata del giuramento di mio bisnonno, si chiamavano \u00abforte Varisello\u00bb e \u00abforte Ronda\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Molti dei suoi commilitoni non tornarono; Giuseppe, invece, s\u00ec. E, dopo essersi sposato, ebbe due gemelli, un maschio e una femmina.<\/em><br \/>\n<em>Esatto. Varisello e Ronda.<\/em><br \/>\n<em>Ronda mor\u00ec pochi giorni dopo essere venuta alla luce; Varisello le sopravvisse di novantasei anni circa, tutti vissuti con l\u2019orgogliosa incapacit\u00e0 di tenere la bocca chiusa.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Gi\u00e0 fin qui pensate a che storia meravigliosa da raccontare! Un po&#8217; fa sorridere per quelle povere creature con un nome di un edificio militare, e un po&#8217; intristisce per quei compagni di guerra che a casa non ci sono pi\u00f9 tornati. Dei due gemelli poi ne rimane vivo solamente uno, un&#8217;altra tragedia la perdita della femminuccia, mentre sogghigniamo della permanenza di Varisello, il cui caratteraccio lo possiamo gi\u00e0 intuire. <strong><span style=\"color: #000080;\">L&#8217;arte di non inventarsi niente, ma anche quella di dare il giusto peso agli eventi. La memoria e il cuore.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;Mio nonno, infatti, era una persona irrimediabilmente sincera. Se lo pensava, lo diceva. O, meglio: se lo pensava, lo doveva dire.<\/em><br \/>\n<em>Gli aneddoti su quello che mio nonno era in grado di combinare quando non riusciva a tenere la bocca chiusa quando avrebbe dovuto sono talmente tanti che anche solo scegliere sarebbe un&#8217;ingiustizia. Per dare un\u2019idea di quanti siano stati, tenete presente questo: che mio nonno, socialista, anticlericale e notevole bestemmiatore, viveva in casa col suo secondogenito, mio zio Piero, parroco di Forte dei Marmi.<\/em><br \/>\n<em>Per dare un\u2019idea di cosa fosse in grado di dire, baster\u00e0 invece ribadire quello che molti gi\u00e0 sanno: che nonno Ampelio, il nonno di Massimo, \u00e8 un ritratto fedele di nonno Varisello. Molto poco di quello che esce dalla bocca di Ampelio \u00e8 inventato; nella stragrande maggioranza dei casi, relata refero. Come \u00e8 stato detto, riferisco.<\/em><br \/>\n<em>E, nella gran parte dei casi, il relatore delle imprese di mio nonno \u00e8 stato mio padre.<\/em><br \/>\n<em>Non di rado, sono stato testimone diretto delle acrobazie verbali di mio nonno; ma la maggioranza delle prestazioni degne di nota mi sono state riportale da Gino, mio padre, naturale anello di congiunzione tra il nonno e il nipote. Iracondia, furbizia, tachicefala fantasia nell&#8217;istoriare moccoli sempre nuovi: le doti principali di mio nonno spesso sono venute fuori a tavola, dopo cena, dai racconti che per Gino rappresentavano il sostituto del proibitissimo dessert (mio padre \u00e8 cardiopatico).&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">Ed ecco qui svelato il segreto della fortunata serie di romanzi dedicati al BarLume.<\/span><\/strong> Nonno Ampelio, scorbutico, sfrontato e testardo, non nasce dall&#8217;immaginazione dell&#8217;autore, ma dalla sua diretta parentela con nonno Varisello. Una bella eredit\u00e0, perch\u00e9 nonno Ampelio \u00e8, nonostante voglia mascherarlo dietro le colorite offese, anche una persona di gran cuore. Ora mi viene da chiedermi: e da chi \u00e8 stato preso il personaggio di Massimo, il nipote di nonno Ampelio?! Fatalit\u00e0, nella trama dei romanzi ha un dottorato in Matematica dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa, l\u00ec dove lo stesso autore ha conseguito un dottorato di ricerca in Chimica. Le due materie non sono poi cos\u00ec distanti. \ud83d\ude09<br \/>\nSe non avete comunque mai letto nulla di questa serie di romanzi e siete completamente digiuni delle imprese di nonno Ampelio, quale alter ergo di nonno Varisello, eccovene subito un graditissimo assaggio, uno di quei racconti che in poche righe vi strappano una sonora risata. Non riuscirete a trattenervi!<\/p>\n<p><em>&#8220;Iracondia, furbizia, si diceva, ma anche generosit\u00e0 oltre l\u2019immaginabile e, quando ne valeva la pena, anche una encomiabile pazienza: ne dovette fare uso, per esempio, quando essendosi recato a Livorno in Lambretta per inderogabili impegni di lavoro (torneo di briscola), ricevette un cospicuo guiderdone per il suo impegno. Avendo infatti vinto il suddetto torneo, insieme al suo compagno di carte, pretese ed ottenne il primo premio del torneo, del valore di lire diecimila. Attenzione, per\u00f2: il premio valeva, s\u00ec, diecimila lire, ma non era un assegno di diecimila lire. N\u00e9 un mazzetto di dieci banconote da mille, n\u00e9 tantomeno un bonifico bancario: il premio da lire diecimila era infatti un maiale, del valore commerciale di lire diecimila e, soprattutto, del peso di chili sessanta circa.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Focalizzate un momento: da Navacchio a Livorno sono 23 chilometri circa, per la strada statale pi\u00f9 vecchia, ho appena controllato sulla cartografia stradale. In due su una Lambretta \u00e8 fattibile, complicato e scomodo, ma fattibile. In due pi\u00f9 un maiale di sessanta chili diventa un&#8217;avventura colossale, una bischerata da raccontare con spavalderia, un racconto memorabile per gli annali famigliari. Qualcosa da scrivere, appunto.<\/p>\n<p><em>&#8220;Mio nonno si trov\u00f2 cos\u00ec nella necessit\u00e0 di tornare a casa in due pi\u00f9 il premio con un mezzo di trasporto non omologato per la movimentazione di suini; situazione aggravata dal fatto che il mezzo, a cui l\u2019animale venne allegato tramite apposita procedura di contenzione analogica (corda con nodo), fin\u00ec la miscela a met\u00e0 del tragitto. Per arrivare alla meta, fu necessario ricorrere al 42: non l&#8217;autobus di turno, che alle tre di notte non passa nemmeno adesso, figuriamoci nel &#8217;56, ma il numero di scarpe del nonno, con duplice funzione di spinta del mezzo meccanico e di carburante per quello biologico, in quanto da un certo punto in poi il maiale si era impuntato come un mulo e per fargli fare un passo bisognava prenderlo a pedate.<\/em><br \/>\n<em>Una nottata tutto sommato allucinante, nel racconto di mio padre, si trasfigurava cos\u00ec in una avventura omerica, una sorta di Odissea minore che culminava nell\u2019accoglienza di mia nonna Lina, novella Penelope armata di mattarello, disposta a rabbonirsi solo alla vista dell&#8217;animale (quello a quattro zampe).&#8221;<\/em><\/p>\n<p>A questo punto della lettura, io sono alle lacrime dal ridere. Mi immagino persino nonna Lina, col mattarello fuori di casa, quello lungo un metro abbondante, che li attende al buio sulla stradina sterrata. Ma rido ancora di pi\u00f9 quando leggo le battutacce di Malvaldi autore inserite, di quando in quando, tra le parentesi tonde. Perch\u00e9 di maiali ce ne sono due, e quello buono \u00e8 a quattro zampe. XD<\/p>\n<p><em>&#8220;E lo stesso dicasi di tanti altri fatti, che nascevano tragedia e poi, per bocca di Gino, diventavano commedia, senza mai scadere nella farsa. <\/em><em>Io, nel mio piccolo, tento di fare la stessa cosa: parlare con tono leggero di cose che leggere, a viverle, non sono, nella serena consapevolezza che i miei morti ammazzati sono morti di carta, e che servono principalmente a far parlare e vivere, per me prima di tutto, persone con cui da tempo non parlo pi\u00f9. Mi dispiacerebbe, sinceramente, se alcune di queste venissero dimenticate.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>E qui, scusate, io mi commuovo.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Cosa c&#8217;\u00e8 nei vostri ricordi?<\/span><\/h2>\n<p>Se cerco di attingere alla storia della mia famiglia per scrivere qualcosa, <strong><span style=\"color: #000080;\">mi sembra di non avere nulla di ugualmente interessante.<\/span><\/strong><br \/>\nDi mio nonno Giuseppe non so poi molto, si \u00e8 ammalato proprio quando io arrivavo all&#8217;et\u00e0 della curiosit\u00e0 e le mie domande sono rimaste purtroppo senza risposta. Mi dicono che era furente quando io, bimbetta sgambettante, cercavo di scalare la montagna del granturco ammonticchiato nell&#8217;aia al tramonto. Ricordo molto bene la sensazione delle palline gialle di mais tra le mie manine, come ricordo altrettanto bene il tentativo di salire su quella montagna anche col triciclo, ma poi la montagna spariva sotto le ruote, e io non capivo. Per fortuna non ricordo invece le urla del nonno. Anzi, ho un&#8217;immagine di nonna Rina che lo tirava per il braccio e alla fine lui sorrideva.<\/p>\n<p>Ricordo anche quelle mattine d&#8217;estate in vacanza, quando io facevo colazione con caffelatte e biscotti Bucaneve, mentre lui tornava gi\u00e0 dai campi per la merenda con uova e pancetta, una colazione all&#8217;inglese, il mio piatto preferito di oggi. Mi hanno raccontato invece di quando ricevette il suo primo assegno bancario e lo mise da parte con cura, ma nessuno gli aveva spiegato che andava incassato. Lo scopr\u00ec dopo un anno, quando chi lo aveva pagato, con un&#8217;onest\u00e0 che oggi \u00e8 di pochi davvero, gli chiese come mai non era andato in banca a riscuotere la somma. Per\u00f2 in matematica era un precisino al centesimo e forse l&#8217;ho presa da lui.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">L&#8217;arte di ridere della vita l&#8217;ho ereditata invece da mio padre,<\/span> <\/strong>memorabili le sue risposte alle fastidiose telefonate di telemarketing in bottega: &#8220;Vuole cogliere l&#8217;occasione di risparmiare met\u00e0 della sua bolletta energetica?&#8221; &#8220;No guardi, mi lasci stare, \u00e8 una brutta giornata, mia moglie \u00e8 scappata con un altro\u2026&#8221; &#8220;Mi spiace molto, condoglianze&#8230;&#8221;; &#8220;Abbiamo per lei una vantaggiosa offerta per un nuovo contratto telefonico\u2026&#8221; &#8220;No guardi signorina, io non ce l&#8217;ho mica il telefono\u2026&#8221; &#8220;Ah mi scusi allora&#8230;&#8221; (qui tutti ancora oggi ci interroghiamo sulla prontezza dell&#8217;operatrice nel rendersi conto che lo stava gi\u00e0 di fatto chiamando al telefono!! XD )<br \/>\nHa sempre avuto per\u00f2 qualche problema con la tecnologia, come quella volta che orgoglioso ci ha mostrato di aver portato l&#8217;elettricit\u00e0 nella casetta in legno in giardino, avendo fatto lo scavo da dentro casa, passato tutto il cavo interrato e poi installata la luce a neon e il suo interruttore appena dentro la porticina. &#8220;Bello, ben fatto&#8221;, gli fa un mio amico, progettista d&#8217;impianti per professione, &#8220;per\u00f2 quello l\u00ec \u00e8 un cavo di telefonia&#8230;&#8221; Noi ci stavamo gi\u00e0 sbellicando dietro il suo sguardo innocente. &#8220;Per\u00f2 funziona&#8230;&#8221; mormor\u00f2 lui poco convinto.<\/p>\n<p>Al contrario di Marco Malvaldi, la mia famiglia biologica \u00e8 alquanto ristretta. Mio padre \u00e8 figlio unico e dalla parte di mia madre non ci sono mai stati buoni rapporti famigliari, <strong><span style=\"color: #000080;\">per\u00f2 ho avuto diversi zii per affetto e quelli s\u00ec hanno aggiunto un po&#8217; di smargiassate alla mia infanzia.<\/span><\/strong><br \/>\nOrganizzavamo delle belle domeniche al mare, in quel di Sottomarina Lido. Ero anche un po&#8217; pi\u00f9 grandicella e mettevamo tutti i tappetini in fila, formando un biscione di otto persone, sedute e abbracciate a quello davanti, in discesa dagli acquascivolo dei Bagni Europa, che oggi mi vengono i brividi per quanto fosse pericoloso, ma allora si faceva ridendo spensierati.<br \/>\nPoi un&#8217;altra domenica lasciammo l&#8217;auto parcheggiata sotto il loro portone, per una giornata autunnale in gita sulle Dolomiti con l&#8217;autobus e al rientro, la sera tardi, l&#8217;abbiamo trovata tutta agghindata di carta igienica, pure incollata perch\u00e9 aveva piovuto parecchio, e prova tu all&#8217;una di notte, sotto un lampione stanco, a staccare chilometri di carta igienica bagnata, a striscioline!<\/p>\n<p>Per non dire di quella cena estiva a casa nostra, dove uno zio aveva nascoste, nel bagagliaio della sua auto, una nutrita serie di pistole ad acqua, quelle belle grosse, i temibili Liquidator. Potete immaginare come cominci\u00f2, ma non come prosegu\u00ec: con mio padre che si arm\u00f2 direttamente del tubo dell&#8217;acqua del giardino, un altro zio che rub\u00f2 la bacinella di mia madre e ce la svuotava addosso dai terrazzi alti, mia madre che gli urlava contro perch\u00e9 rivoleva la suddetta bacinella, ma poi trov\u00f2 il vecchio secchio da edile e si arrangi\u00f2 con quello. Finimmo tutti bagnati fradici a mezzanotte.<\/p>\n<p>Ci ripenso con molta nostalgia, perch\u00e9 poi si cresce, ci si allontana, ognuno cammina per la propria strada e le smargiassate cambiano di sapore, anche se non finiscono del tutto.<br \/>\nUn giorno queste persone daranno la vita a qualche personaggio delle mie storie su carta?<br \/>\nNon lo so, per\u00f2 credo sia la ragione per la quale mi sento proprio di casa al BarLume. \ud83d\ude42<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29932\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/I_delitti_del_Barlume_romanzi.jpg\" alt=\"I delitti del Barlume. 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