{"id":29841,"date":"2025-04-20T06:00:55","date_gmt":"2025-04-20T04:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=29841"},"modified":"2025-04-19T17:46:56","modified_gmt":"2025-04-19T15:46:56","slug":"dove-porto-amore-racconto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/dove-porto-amore-racconto\/","title":{"rendered":"Dove porto il mio amore stasera?"},"content":{"rendered":"<p>Sono uscita di casa senza nemmeno salutare. Dormiva ancora profondamente, il viso affondato tra i nostri cuscini. Ho afferrato i vestiti dalla poltrona e sono sgattaiolata in bagno, senza il minimo rumore. Lavora fino a tardi in questo periodo, davvero troppo. Ieri sera la luce era ancora accesa in fondo al corridoio, nel suo studio, quando sono andata a dormire. Cos\u00ec oggi niente colazione insieme come le altre mattine. Non ho acceso nemmeno la macchinetta del caff\u00e8 in cucina, ma ho mangiato solo due fette di pane con la marmellata, lasciando il bancone pronto per quando si sveglier\u00e0. Peccato, perch\u00e9 oggi \u00e8 un giorno speciale e dobbiamo festeggiarlo. Voglio festeggiarlo. Me l&#8217;ha promesso. Non sono per le ricorrenze, alcune suonano cos\u00ec vuote quando scivolano nell&#8217;abitudine. San Valentino poi \u00e8 diventato cos\u00ec commerciale da lasciarmi solo infastidita, con tutti quei negozi addobbati fino alla nausea. Per\u00f2 stavolta \u00e8 diverso. Tre anni, abbiamo detto, me lo ricordo bene come fosse ieri. Se fra tre anni siamo ancora qui, sotto lo stesso tetto, col cuore che batte forte come la prima volta, allora festeggiamo. Ho controllato prima la sua agenda, l&#8217;ha lasciata libera da appuntamenti, anche se magari \u00e8 una casualit\u00e0. Perch\u00e9 l&#8217;idea non era solo di uscire a cena fuori. Il non detto, sottinteso solo per paura, era una scatolina con un anello e una promessa pi\u00f9 seria di un affitto condiviso.<br \/>\nIl cuore sobbalza e dimentica un battito, mentre finisco di sorseggiare questo espresso. Mi sono fermata un attimo al bar dell&#8217;angolo, prima di scendere gi\u00f9 nella metro e correre in ufficio. Sfoglio il giornale appena, mentre in realt\u00e0 sto meditando altrove. Dove porto il mio amore stasera? Deve essere una sorpresa. Sono certa lo sar\u00e0, con la sua scarsa memoria. Devo appiccicare foglietti adesivi ovunque per casa perch\u00e9 dimentica sempre tutto. I vestiti fermi in tintoria per tre settimane. Il compleanno di sua zia Ester, ansiosa di ricevere la telefonata di auguri. L&#8217;appuntamento dal meccanico per la manutenzione dell&#8217;auto. Il rinnovo del passaporto, se vogliamo tornare a Londra da suo cugino questa estate. Non ho lasciato per\u00f2 nulla di scritto per questa sera. Mander\u00f2 un messaggio pi\u00f9 tardi. Ma dove possiamo andare?<!--more--><br \/>\nC&#8217;\u00e8 quel ristorantino nuovo, potrei provare l\u00ec. Poi magari quel film che voleva vedere, come si intitolava? Poi lo cerco in rete e prenoto due posti all&#8217;ultimo spettacolo, magari in ultima fila&#8230; come adolescenti a sbaciucchiarci al buio, di nascosto. Uhm, l&#8217;abbiamo mai fatto davvero? No, anche questo non ci appartiene. Non credo mi abbia nemmeno mai passato il braccio intorno alle spalle al cinema. Per\u00f2 mi prende sempre la mano e la tiene tra le sue, magari scorrendo piano il suo pollice sul mio palmo, perch\u00e9 sa bene quanti brividi mi provoca questa cosa.<br \/>\nEsco dal bar e attraverso la strada, prima in infilarmi di corsa gi\u00f9 per il tunnel della metro. Uno sguardo veloce al cellulare mi dice che sta ancora dormendo, altrimenti mi avrebbe scritto qualcosa, anche solo l&#8217;immagine animata di un &#8220;Buongiorno&#8221;. Trovo uno spazio tranquillo sulla banchina in attesa del prossimo treno, in arrivo tra pochi minuti, e mi metto ad osservare la gente intorno con curiosit\u00e0. Qualche coppietta si saluta prima di dividersi per il lavoro, qualcun altro si ritrova con lo zaino in spalla verso la stessa scuola. Nel mezzo scorgo sempre qualche anziana silenziosa, piena di buste di plastica del mercato rionale. Dalle scale scende uno dei rider delle consegne a domicilio, ancora con il sacco vuoto. Mi passa vicino e mi fa un cenno del capo, riconoscendomi nonostante io sia ben vestita per l&#8217;ufficio. Saliamo insieme nello stesso convoglio della metro. Di solito mi trova in tuta da ginnastica, o addirittura in pigiama, quando gli apro la porta del nostro appartamento. Le serate in cui non abbiamo voglia di niente, se non di noi due nella nostra bolla perfetta. Cos\u00ec ordiniamo cibo per asporto. A me piace di pi\u00f9 la cucina giapponese, ma ci troviamo d&#8217;accordo su quella messicana, cos\u00ec piccante e <em>caliente<\/em>. Non so se il peperoncino sia davvero afrodisiaco o sia solo un&#8217;invenzione da rivista femminile. Ma l&#8217;ultima volta non ho fatto in tempo ad esclamare &#8220;Oddio, brucio!&#8221;, dopo appena un paio di morsi, che mi sono ritrovata la sua bocca incollata alla mia. In pochi istanti eravamo gi\u00e0 senza vestiti, ansimanti contro il pavimento freddo del salotto, a malapena poteva frenare i nostri bollori. La cena l&#8217;abbiamo terminata pi\u00f9 tardi, cos\u00ec come eravamo, senza indumenti e senza vergogna, tra una schermaglia e l&#8217;altra.<br \/>\nAccidenti, stavo ammiccando a uno sconosciuto mentre ero completamente immersa nei miei pensieri. Scuoto la testa infastidita e sbatto le palpebre. Mi tocco con la mano un orecchio, fingendo di parlare al telefono con degli auricolari invisibili sotto i capelli lunghi. Dopo qualche istante, con la coda dell&#8217;occhio vedo lo sconosciuto uscire alla prossima fermata, sbuffando la sua delusione. Mi spiace per lui, era pure carino ma il mio cuore \u00e8 impegnato altrove. Incatenato per sempre, credo.<br \/>\nQuando arrivo a destinazione e risalgo in superficie, lungo il mio tragitto cammino davanti alla vetrina di una fiorista. Mi blocco per un momento. Potrei mandare un mazzo di fiori al suo ufficio intanto, cos\u00ec. Per mettere curiosit\u00e0. E un po&#8217; di invidia tra i suoi colleghi. Vorrei vedere la sua faccia quando li riceve, questo pomeriggio. Mi scappa un risolino. Non se lo aspetta. Non faccio mai queste cose, ma a maggior ragione oggi \u00e8 il giorno giusto per farle. Se penso al suo viso e ai suoi occhi, cos\u00ec scuri da perdermici senza respiro. Il mio cuore ruzzola un&#8217;altra volta dalla gioia. Sono stata fortunata a incrociare il suo sguardo, tre anni fa. Dopo tante disavventure, alcune finite anche al pronto soccorso fingendo una caduta improvvisa, all&#8217;amore non ci credevo pi\u00f9. Pensavo di non meritarlo nemmeno. Come se fossi nata troppo brutta, troppo stupida o troppo inutile per poter importare davvero a qualcuno. Ho creduto alle parole cattive di mia madre, spaventata di avere una figlia che vuole inseguire i propri sogni, cos\u00ec differenti dai suoi. Chiss\u00e0 quale matrimonio patinato aveva in mente per me.<br \/>\nMi infilo dentro il negozio di fiori e alla signora dietro al bancone spiego di volere una composizione per un&#8217;occasione speciale, tre anni della nostra relazione. Deve essere una sorpresa, mi affretto ad aggiungere, ma lei non ha alcuna reazione. Oramai non \u00e8 cos\u00ec raro che sia la donna a inviare dei fiori. Mi mostra diversi bouquet gi\u00e0 pronti e uno in particolare coglie la mia attenzione, un insieme molto colorato e vivo, con peonie gialle e gerbere in diverse sfumature, dal rosa pallido al fucsia acceso, con qualche punta di arancione. Le faccio aggiungere le classiche tre rose rosse, nascoste nel centro del mazzo. Il risultato \u00e8 eccezionale, sono orgogliosa della mia scelta. Quando mi porge il cartoncino e la busta, so gi\u00e0 cosa scrivere. Solo una parola: &#8220;Tutto&#8221;. Ce lo ripetiamo spesso, nei momenti allegri come in quelli tristi. Risale a una sera molto lontana, dopo le nostre prime uscite insieme. Io tergiversavo, avevo paura, non ero pronta per un&#8217;altra relazione. Esasperata, fuggendo dalle sue braccia, ho chiesto, quasi gridando: &#8220;Ma cosa vuoi da me?!&#8221; La risposta fu calma, sincera, senza ombre: &#8220;Tutto.&#8221;<br \/>\nDa allora, non ci sono dubbi n\u00e9 ripensamenti. &#8220;Tutto&#8221; \u00e8 un codice per ricordarci chi siamo insieme.<br \/>\nIl resto della mia mattinata scorre tra una riunione e l&#8217;altra. Solo all&#8217;ora di pranzo mi accorgo di diversi messaggi sul cellulare. Leggo un &#8220;Dovevi svegliarmi stamattina, sono in ritardo, accidenti!&#8221;, con un paio di baci stampati. Poi una sequenza piuttosto veloce con &#8220;E questi fiori?&#8221;, &#8220;Cosa ho dimenticato stavolta?&#8221;, &#8220;Oh cavoli, \u00e8 oggi!&#8221;, &#8220;Ho letto il biglietto&#8221;, &#8220;Anch&#8217;io&#8221;, &#8220;Tutto&#8221;, &#8220;Sempre&#8221;, &#8220;A stasera tesoro&#8221;.<br \/>\nMi strappa una risata, perch\u00e9 riesco quasi a sentire la sua voce, l&#8217;esatta inflessione con cui pronuncerebbe queste parole, variando a ogni frase il tono e il volume, se fosse qui accanto a me. Devo per\u00f2 ancora organizzare qualcosa per la nostra serata.<br \/>\nEsco a pranzo con i colleghi, nel piccolo self service a pochi isolati dal nostro edificio, e mi faccio consigliare da loro. Troviamo cos\u00ec un ristorantino appena fuori citt\u00e0 e sulla via del ritorno c&#8217;\u00e8 proprio il cinema multisala, con quel film in programmazione, una storia di spionaggio, scene d&#8217;azione, pericolo e avventura, con un po&#8217; di sesso nel mezzo. Cosa ci trovi di interessante in queste pellicole davvero non lo so. Dopo un po&#8217;, mi sembrano davvero tutte uguali. Chiamo per prenotare il tavolo e acquisto i biglietti dello spettacolo online.<br \/>\nPoi mando un messaggio con il programma dettagliato al mio amore, che risponde subito. Leggo mentre sto rientrando in ufficio.<br \/>\n&#8220;Direi tutto perfetto, cena e dopocena. Ma non vedr\u00f2 l&#8217;ora di ritornare a casa e metterti a letto\u2026&#8221;<br \/>\nArrossisco. Abbiamo tutta la notte, solo noi due. Il mondo si fermer\u00e0, fuori dalla nostra camera.<br \/>\nL&#8217;ultima riunione del pomeriggio termina davvero tardi, mentre io speravo di scappare almeno mezz&#8217;ora prima del mio consueto orario di uscita. Dovr\u00f2 correre per farmi una doccia, forse salvare i capelli, anche se preferirei una piega decente, e cambiarmi d&#8217;abito in velocit\u00e0. Ho quel vestitino bluette in armadio, preso per l&#8217;occasione mesi fa e ancora mai indossato. Mi lascer\u00e0 tranquilla per prepararmi per bene? Oppure scombiner\u00e0 i piani, seguendomi per ogni stanza senza proferire una parola, per finire dentro la cabina doccia insieme?<br \/>\nSalgo le scale del nostro condominio saltando i gradini, fino al nostro pianerottolo. Riprendo fiato per pochi secondi.<br \/>\nInfilo le chiavi nella serratura con un certo batticuore, lo stesso dei miei sedici anni, del mio primo bacio, della nostra prima volta.<\/p>\n<p>Eccola qui, a casa che mi aspetta. Arriva dal corridoio del suo studio volteggiando leggera. Danza intorno a me con quella minigonna porpora e le calze blu che evidenziano le sue gambe lunghe. Le vorrei intorno a me. Pensieri illeciti attraversano in un lampo la mia mente, e lei li coglie con un solo sguardo, ma li trattengo per stanotte. Nel frattempo l&#8217;abbraccio e proprio non resisto a baciare quel suo sorriso raggiante.<br \/>\nMentre le nostre lingue si rincorrono malandrine, sospirando e gemendo, vedo per un attimo l&#8217;espressione disgustata di mia madre, quando ci presentiamo insieme al suo cospetto, mano nella mano, felici nonostante tutto. Un silenzio interminabile e una condanna senza appello.<br \/>\nNo, non stasera. Non voglio pensarci, non mi appartiene pi\u00f9. Siamo vive, in salute, siamo insieme e ci amiamo.<br \/>\nNient&#8217;altro conta questa sera. Solo l&#8217;amore. Tutto il resto si vedr\u00e0 domani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(C) 2025 Barbara Businaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note:<br \/>\nQuesta storia non l&#8217;ho scritta per essere inclusiva, perch\u00e9 va di moda il tema, per attirare nuovi lettori. L&#8217;ho scritta perch\u00e9 non potevo ignorarla, mi si \u00e8 presentata davanti con prepotenza e sentivo che dovevo scriverla. Ho osservato una di queste coppie, i loro sguardi, le loro mani, i loro gesti. E in quel momento ero ammutolita dalla bellezza del loro amore. Le ho invidiate da matti. Essere da sole contro il mondo le rende in un certo senso molto pi\u00f9 unite, non perdono tempo in futili litigi. Devono gi\u00e0 combattere famiglie e pregiudizi, ma tra loro no, nemmeno un battito di ciglia. Il loro spazio personale \u00e8 solo per le cose belle.<br \/>\nAll&#8217;inizio volevo completare il racconto per San Valentino, ancora lo scorso anno, ma come la protagonista, ho pensato fosse una ricorrenza troppo banale, l&#8217;avrebbe sminuito. Volevo anche capire se andava allungato, aggiungendo pi\u00f9 scene, dialoghi e altri personaggi. Invece no. E&#8217; un lungo monologo interiore. L&#8217;ho completato solo adesso, perch\u00e9 questo \u00e8 il momento della rinascita e del cambiamento, di una riflessione profonda su ci\u00f2 che siamo e cosa portiamo in questo mondo. La pace, se la vogliamo davvero, inizia dalle piccole cose.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Taylor Swift - You Need To Calm Down\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Dkk9gvTmCXY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono uscita di casa senza nemmeno salutare. Dormiva ancora profondamente, il viso affondato tra i nostri cuscini. Ho afferrato i vestiti dalla poltrona e sono sgattaiolata in bagno, senza il minimo rumore. Lavora fino a tardi in questo periodo, davvero troppo. 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