{"id":29835,"date":"2025-04-16T06:00:12","date_gmt":"2025-04-16T04:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=29835"},"modified":"2025-04-15T22:03:17","modified_gmt":"2025-04-15T20:03:17","slug":"manutenzione-sensi-franco-faggiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/manutenzione-sensi-franco-faggiani\/","title":{"rendered":"La manutenzione dei sensi di Franco Faggiani"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Mi si era presentato davanti in camice bianco immacolato, scarpe in pelle tirate a specchio, occhialini tondi e una cartellina in mano. Aveva finto di scrutarvi un foglio e aveva emesso la diagnosi, anzi la sentenza, con un velo di mestizia: \u00abDottor Guerrieri&#8230; la pompa della benzina&#8230;\u00bb. Mancava aggiungesse solo, con un sospiro, \u00abnon ce l\u2019ha fatta\u00bb, ed eravamo a posto.<br \/>\nConclusione: impianto nuovo e un sostanzioso prelievo dal portafoglio, gi\u00e0 di per s\u00e9 malmesso.<br \/>\n\u00abE almeno una settimana di lavoro, dottor Guerrieri\u00bb, aveva mormorato sommessamente.<br \/>\nAlmeno una settimana? Ma togliti quel camice da primario, quell\u2019espressione da professorino, rimboccati le maniche e vai di l\u00e0 a lavorare, altro che una settimana. Cos\u00ec avevo pensato.<br \/>\n\u00abVa bene\u00bb, avevo detto invece. \u00abPosso avere un\u2019auto sostitutiva?\u00bb.<br \/>\n\u00abMi spiace, al momento sono tutte fuori. Ne pu\u00f2 eventualmente prendere una a noleggio. A un prezzo conveniente, vista la necessit\u00e0\u00bb.<br \/>\n\u00abNon fa niente, andr\u00f2 a piedi. Camminare migliora l\u2019umore\u00bb.<br \/>\nMaledetti i giapponesi e le loro auto&#8230;<br \/>\nLa manutenzione dei sensi, Franco Faggiani<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci ho messo un po&#8217; a riorganizzare le idee e rivedere gli appunti, perch\u00e9 \u00e8 un periodo alquanto frenetico tra le scartoffie burocratiche, il giardinaggio a giorni alterni, tra un diluvio universale e l&#8217;altro, e le classiche pulizie di primavera di armadi e sgabuzzini.<br \/>\nMa non potevo assolutamente non raccontarvi di questo romanzo, il primo degli acquisti fortunati del <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/book-pride-milano-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Book Pride Milano 2025<\/em><\/a>. Perch\u00e9 se arrivi alla fine di un libro e vorresti preparare i bagagli per raggiungere i protagonisti e restare a pranzo l\u00ec con loro, come fosse casa tua, beh, direi che bisogna proprio scriverci qualcosa, non vi pare?<br \/>\nDopo aver terminato questa lettura, penso proprio che l&#8217;incontro fortuito con Franco Faggiani al Book Pride, davanti allo stand Fazi quando stavamo oramai per andarcene dalla fiera, sia stato uno di quei <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/un-sassolino-da-dio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>sassolini da dio<\/em><\/a>, come li chiamo io, che mi portano nuove prospettive e meravigliose riflessioni.<\/p>\n<p>Non lo conoscevo, e ahim\u00e8 sono ancora tanti gli scrittori italiani che non ho incrociato tra le pagine dei loro romanzi, ma si \u00e8 rivelato subito una persona gentile e simpatica, restando l\u00ec cinque minuti a chiacchierare e scherzare con noi, firmando anche le nostre copie, senza fretta.<br \/>\nAvevo gi\u00e0 adocchiato al primo passaggio davanti allo stand quelle copertine in tema montagna, illustrazioni e disegni fatti a mano, o particolari di dipinti esistenti, che risaltano ancora di pi\u00f9 in mezzo ad altre produzioni meno artigianali. In particolare, il tema dell&#8217;azzurro e del blu, delle cime innevate e dei cieli trasparenti aveva colpito subito il mio sguardo. Alla fine, tra tanti titoli accattivanti e diverse trame curiose lette un po&#8217; di corsa sulle alette, ho scelto <strong><span style=\"color: #0000ff;\">La manutenzione dei sensi<\/span><span style=\"color: #0000ff;\">, con questa montagna severa e due persone in cammino.<\/span><\/strong> Ripensandoci, mi porta anche al mio essere &#8220;peaker&#8221;, ai nostri percorsi in salita e al logo della community <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/murrayfield-mpc-gala-2024\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>My Peak Challenge<\/em><\/a>, con le sue tre vette stilizzate, i nostri <em>peak<\/em> appunto. \ud83d\ude09<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Franco Faggiani \u00e8 scrittore e prima ancora giornalista.<\/span> <\/strong>Ha lavorato infatti come reporter da aree piuttosto difficili del mondo, per diverse testate giornalistiche, ma si \u00e8 occupato anche di economia, ambiente, cronaca, sport ed enogastronomia. Se andate a curiosare nelle sue pubblicazioni, ci sono libricini alquanto interessanti, da <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/endurance-trail-preparasi-partecipare-sopravvivere-libro-franco-faggiani\/e\/9788897299462\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Endurance trail. Prepararsi, partecipare, sopravvivere<\/em><\/a> a <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/cammino-balteo-350-km-a-libro-roberta-ferraris-franco-faggiani\/e\/9788861896277\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il Cammino Balteo. 350 km a piedi alla scoperta della Valle d\u2019Aosta<\/em><\/a>, da <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/compagnia-del-gelso-libro-franco-faggiani\/e\/9788855232395\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La compagnia del gelso<\/em><\/a>\u00a0a <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/dal-divano-alla-maratona-libro-alessandro-arboletto-franco-faggiani\/e\/9788897950325\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Dal divano alla maratona. Come iniziare a correre per ridurre il peso, recuperare la forma e vincere lo stress<\/em><\/a> (uhm, un po&#8217; corro, ma potrei davvero tentare una maratona?!) Se poi sfogliate bene il catalogo, trovate anche una serie di romanzi con protagonista il <a href=\"https:\/\/ideamontagna.it\/libro\/il-comandante-colleoni-3-volumi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Comandante Colleoni<\/em><\/a>, funzionario del Corpo Forestale e investigatore atipico: <em>Tracce sotto la neve, Le bolle di sapone<\/em> e <em>La trasformazione delle nuvole<\/em>.<br \/>\nFranco Faggiani vive a Milano, dice, ma ci credo poco. Perch\u00e9, se andate a sbirciare le fotografie sul suo profilo Instagram <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/franco.faggiani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>@franco.faggiani<\/em><\/a>, quei panorami l\u00ec a Milano proprio non li ho mai visti! \ud83d\ude00<\/p>\n<p>Con il romanzo <a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/catalogo-libri\/la-manutenzione-dei-sensi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La manutenzione dei sensi<\/em><\/a> ha iniziato il suo percorso con Fazi Editore nel 2018, ottenendo grande successo di critica e di pubblico e svariati premi: vincitore del Premio Parco Majella, del Premio Citt\u00e0 delle Fiaccole e finalista al Premio Cortina e al Premio Wondy. Ha pubblicato sempre con Fazi anche <a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/catalogo-libri\/il-guardiano-della-collina-dei-ciliegi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il guardiano della collina dei ciliegi<\/em><\/a>\u00a0(bellissimo il monte Fuji in copertina), vincitore del Premio Selezione Bancarella e del Premio Biblioteche di Roma, <a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/catalogo-libri\/non-esistono-posti-lontani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Non esistono posti lontani<\/em><\/a>, <a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/catalogo-libri\/tutto-il-cielo-che-serve\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Tutto il cielo che serve<\/em><\/a>, <a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/catalogo-libri\/linventario-delle-nuvole\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>L&#8217;inventario delle nuvole<\/em><\/a>, vincitore del Premio della Montagna Cortina d&#8217;Ampezzo, del Premio Gambrinus Mazzotti e del Premio Selezione Bancarella, e l&#8217;ultimo <a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/catalogo-libri\/basta-un-filo-di-vento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Basta un filo di vento<\/em><\/a> (le colline dell&#8217;illustrazione sembrano toscane, ma \u00e8 ambientato nell&#8217;Oltrep\u00f2 Pavese).<\/p>\n<p>Sono contenta per\u00f2 di aver scelto l&#8217;opera prima di questo nuovo filone narrativo, perch\u00e9 me ne restano una bella serie da leggere e non ho rischiato di finire nel mezzo di un&#8217;evoluzione di stile e di personaggi. Per altro, un indizio scorto in rilievo in mezzo alla trama mi aveva fatto soppesare di pi\u00f9 questo romanzo: <strong><span style=\"color: #0000ff;\">la sindrome di Asperger diagnostica ad uno dei protagonisti.<\/span><\/strong> Uno dei miei personaggi televisivi preferiti \u00e8 Sheldon Cooper della serie <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/The_Big_Bang_Theory\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Big Bang Theory<\/em><\/a>, quattro scienziati super cervelloni che condividono appartamenti, eventi cosplay in costume ed esperienze disastrose con le ragazze. Sheldon Cooper ha un carattere spinoso, con alcuni comportamenti ossessivi compulsivi, soprattutto in quanto all&#8217;igiene, non riconosce l&#8217;ironia e il sarcasmo, nonch\u00e9 alcune sfumature delle emozioni umane. E&#8217; sincero fino allo sfinimento, ma senza cattiveria, perch\u00e9 per lui sono dati oggettivi e basta. Nonostante gli sceneggiatori della serie televisiva abbiano negato il legame del personaggio con la sindrome di Asperger, <em>Big Bang Theory<\/em> viene comunque citata tra la cinematografia che racconta tale sindrome. E&#8217; comunque il mio preferito perch\u00e9 le sue risposte mettono in realt\u00e0 in luce le difficolt\u00e0 di noi &#8220;normali&#8221;. Da Sheldon Cooper c&#8217;\u00e8 sempre molto da imparare, e non perch\u00e9 sia un fisico teorico, ricercatore sulla teoria delle stringhe.<br \/>\nCome ho scoperto poi, anche Martino Rochard in questo romanzo avr\u00e0 molto di cui sorprenderci. \ud83d\ude42<\/p>\n<p>Questa storia comincia per\u00f2 da una vecchia baita diroccata a quasi duemila metri di altezza a Cesana Torinese, tra le montagne piemontesi che scivolano verso la Francia. Non conosco quei luoghi, che sono agli antipodi rispetto alle Dolomiti qui alle mie spalle, ma comincio a immaginare enormi prati verdi e boschi fitti tutto intorno con le alte vette che toccano il cielo, canticchiando il motivetto di Heidi della mia infanzia&#8230;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Gran parte delle decisioni prese nei miei primi cinquant\u2019anni erano state spesso intercambiabili, se non addirittura in contrasto tra loro. Qualcuna per\u00f2 ero riuscito a portarla fino in fondo, come quella di prendere il rudere che Chiara aveva tanto desiderato ma che non aveva potuto avere.<\/em><br \/>\n<em>Avevo deciso di comprare quel che rimaneva di quella vecchia baita dopo una notte insonne, passata a rimuginare idee e a ridare un contorno a ricordi quasi sbiaditi che salivano a casaccio dal fondo di quella macchina del tempo che viaggia solo a ritroso qual \u00e8 la memoria; a considerare che la nostra vita, la mia e quella di Martino, non era pi\u00f9 compatibile con Milano. Invece di scorrere fluida, si avvitava con spirali sempre pi\u00f9 soffocanti e minacciose, preludio di tempeste.<\/em><br \/>\n<em>Di l\u00ec a una settimana ero riuscito a rintracciare il proprietario, un malgaro ottantacinquenne che viveva in compagnia di due gatti e di un merlo addomesticato nel borgo di Fenils, a due passi da Cesana Torinese, e gli avevo fatto un\u2019offerta. Poche decine di migliaia di euro, ma tutti e subito.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" style=\"background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/Cu6-eGKst-W\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\">\n<div style=\"padding: 16px;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: row; align-items: center;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;\"><\/div>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"padding: 19% 0;\"><\/div>\n<div style=\"display: block; height: 50px; margin: 0 auto 12px; width: 50px;\"><\/div>\n<div style=\"padding-top: 8px;\">\n<div style=\"color: #3897f0; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 550; line-height: 18px;\">Visualizza questo post su Instagram<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"padding: 12.5% 0;\"><\/div>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;\">\n<div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);\"><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"margin-left: 8px;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;\"><\/div>\n<div style=\"width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg);\"><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"margin-left: auto;\">\n<div style=\"width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);\"><\/div>\n<div style=\"width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;\"><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;\"><a style=\"color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;\" href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/Cu6-eGKst-W\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Un post condiviso da Franco Faggiani (@franco.faggiani)<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">Scappare dalla citt\u00e0<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">per tornare a vivere<\/span><\/h2>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">All&#8217;inizio della nostra storia i protagonisti sono tre: un padre, una figlia e un ragazzo in affido.<\/span><\/strong> Sullo sfondo, una moglie e una madre che se n&#8217;\u00e8 andata troppo presto, all&#8217;improvviso, lasciando un vuoto difficile. Il padre \u00e8 Leonardo Guerrieri, vedovo cinquantenne, un passato brillante di giornalista e un futuro incerto, dove sta ancora raccogliendo i cocci della triste perdita della moglie Chiara. La figlia \u00e8 la giovane Nina, sorridente e forte come la madre, <em>&#8220;una delle migliori allieve dei miei corsi all\u2019Istituto di Osteopatia. Negli studi, una molto in gamba, sveglia. A essere precisi, un caterpillar con la velocit\u00e0 di una Ferrari&#8221;<\/em> come la definir\u00e0 pi\u00f9 avanti il professor Rambaldi, in partenza per Boston per un&#8217;importante occasione di lavoro. Il ragazzo in affido temporaneo \u00e8 Martino Rochard, taciturno e solitario, con lo stesso carattere indipendente e silenzioso di Guerrieri. Non chiede, non pretende, non racconta. Difficilmente sorride, non vuole essere toccato, nemmeno per sbaglio. Solo Nina ha il permesso di abbracciarlo, con le dovute cautele.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Oltretutto anche io avevo un caratteraccio che nel tempo era andato peggiorando. Non ero litigioso; anzi, riuscivo a mostrare un consolidato aplomb quando ero con gente estranea e mantenevo un certo atteggiamento formale indispensabile nel mio lavoro che per\u00f2, all\u2019atto pratico, svolgevo sempre pi\u00f9 svogliatamente, in maniera quasi sciatta. Io, che ero stato un brillante inviato, conteso dai direttori dei giornali. Ma quando mi guardavo allo specchio consideravo quello di fronte a me un estraneo, un usuraio dei sentimenti, sempre pi\u00f9 avaro nel concederli, sempre pi\u00f9 arraffone nel pretendere quelli degli altri. La mia vita stava andando alla deriva, ne ero consapevole; ma non trovavo, o non volevo trovare, un relitto a cui aggrapparmi in questo triste navigare.<\/em><\/p>\n<p>Mentre Leonardo Guerrieri prepara i bagagli per raggiungere la baita in montagna, ci racconta in diversi flashback come si \u00e8 svolta la sua vita fino a questo momento. Senza grandi scossoni per la verit\u00e0, tutto immerso nel suo lavoro di cronista in giro per il mondo, fino alla scomparsa improvvisa della moglie Chiara. E poi arriva appunto Martino, in maniera quasi rocambolesca, per merito della figlia Nina. <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ma unendo tutti i puntini delle casualit\u00e0 si pu\u00f2 osservare quasi un curioso disegno del destino.<\/span><\/strong> Ed \u00e8 la stessa Nina a farlo notare al padre.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abOggi pomeriggio sono tornata all\u2019Istituto Maria Ausiliatrice. Ti dice qualcosa?\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abNo. Dammi un indizio\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00ab\u00c8 un posto, forse pi\u00f9 vecchio delle piramidi, dove delle suorine portano avanti da quasi un millennio un orfanotrofio. La pi\u00f9 giovane, la novizia, avr\u00e0 almeno la tua et\u00e0&#8230;\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abNinetta, non mi fai ridere. Ma perch\u00e9 sei andata l\u00ec?\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abPerch\u00e9 l\u2019avevo promesso qualche mese fa a una delle suore che ogni tanto si fa vedere nella clinica dove faccio tirocinio. E perch\u00e9 ci sono dei bambini che hanno dei problemi. Mi sembrano tutti buoni motivi\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abLodevole iniziativa, mi pare. Ma non \u00e8 certo questo ad averti reso triste, giusto?\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Nina aveva alzato lo sguardo e due lacrime si erano affacciate agli angoli degli occhi.<\/em><br \/>\n<em>\u00abGiusto. Mi ha rattristato l\u2019ambiente e il fatto che le suore non ce la fanno a prendersi cura dei bambini come dovrebbero. Tirano avanti nella remota speranza che qualcuno arrivi a occuparsi di loro\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abBe\u2019, ma ci sei tu&#8230;\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abQuesta tua ironia \u00e8 fuori luogo. Questi bambini non hanno bisogno delle mie cure, ma di affetto, di attenzioni, di abbracci. Di luoghi confortevoli. Di una famiglia, anche con tutti i suoi errori\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abBe\u2019, ospitane uno qui, sai quanti errori gli possiamo regalare!\u00bb. Voleva essere una battuta, naturalmente, per cercare di farla sorridere. Nei mesi del grande dolore a volte aveva funzionato, anche se fare battute m\u2019era costato un grosso impegno.<\/em><br \/>\n<em>\u00ab\u00c8 quello che stavo per proporti&#8230;\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abNon ho capito\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abPrendiamone uno a casa\u00bb, aveva risposto con tono determinato.<\/em><br \/>\n<em>\u00abPrendiamone uno a casa&#8230;adesso sei tu che dici stupidaggini, non \u00e8 mica un cucciolo. E comunque non potremmo prendere nemmeno quello\u00bb.[&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>Pensa alla nostra vita com\u2019era e come \u00e8. Io non sono stato capace di seguire te come avrei dovuto, figurati avere a che fare adesso, nelle condizioni pratiche e mentali in cui mi trovo, cio\u00e8 da schifo, con un bambino di tre o quattro anni che&#8230;\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abOtto\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abOtto?\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abS\u00ec, ha quasi otto anni. Un bellissimo bambino, con un carattere che giudicheresti subito perfetto. Parla pochissimo, si fa sempre i fatti suoi, non ama le smancerie, \u00e8 adattabile, non si lamenta mai, dove lo metti sta. Ha l\u2019aria smarrita di un sognatore&#8230; il tuo ritratto spiccicato\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abMi stai dicendo che hai gi\u00e0 messo gli occhi su una povera vittima?\u00bb. Avevo cercato di alleggerire, ma in realt\u00e0 ero consapevole che stavo per finire in un oceano in tempesta.<\/em><br \/>\n<em>\u00abS\u00ec, e lo interpreto come un segno divino. Perch\u00e9 quel bambino, incrociato per caso, ha gi\u00e0 dei fili invisibili che in qualche modo lo collegano alla nostra piccola famiglia\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abIn qualche modo come?\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abHai la memoria proprio corta. La mamma era andata a fare volontariato all\u2019Istituto Maria Ausiliatrice prima che io nascessi. Se io non fossi nata magari ti avrebbe proposto di adottare un bambino l\u00ec\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 definitivo del temporaneo<\/span><span style=\"color: #0000ff;\">,<\/span><\/strong> verrebbe da pensare e in effetti \u00e8 su questo concetto che Leonardo Guerrieri si tranquillizza: io non sono suo padre, lui non \u00e8 mio figlio, dobbiamo solo convivere pacificamente insieme. Per la verit\u00e0, nonostante la generazione di differenza, i loro due caratteri si assomigliano alquanto. Il silenzio pacifico di Guerrieri, la sua presenza tranquilla e pacata, \u00e8 probabilmente la miglior serenit\u00e0 per Martino, il cui passato non \u00e8 proprio cos\u00ec leggero, come scopriremo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Insomma, non ero di sicuro io il supporto ideale per Martino, anche se fin dal primo momento mi aveva dato l\u2019impressione che a lui bastasse la mia presenza non belligerante. Quando lavoravo nello studio si sedeva accanto a me, accendeva uno dei miei computer e passava il tempo a smanettare alla ricerca dei suoi argomenti preferiti. Leggeva, disteso sul divano, e spesso si addormentava. Se veniva qualcuno, stava l\u00ec con noi per un po\u2019, muto. Poi, senza una precisa ragione, si alzava di colpo e se ne andava nella sua stanza.<\/em><br \/>\n<em>Io, considerandolo una persona che da un giorno all\u2019altro sarebbe potuta andar via, lo guardavo con un po\u2019 di distacco, non mi facevo coinvolgere, lo lasciavo fare. Forse era per questo che in qualche modo gli piacevo, guadagnandomi, a volte, immotivati sorrisi, che affioravano da chiss\u00e0 dove.<\/em><\/p>\n<p>Quando la figlia Nina, in partenza per Boston, <em>&#8220;oltre il Mar Oceano&#8221;<\/em> come dice il ragazzo, esprime la sua preoccupazione per lasciarli a Milano da soli per diversi mesi, Leonardo Guerrieri ha quasi un moto di stizza. Va detto che, a questo punto della storia, a Martino era gi\u00e0 stata diagnosticata la sindrome di Asperger, su prima indicazione della psicologa delle scuole medie che il ragazzo frequentava.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abNoi non siamo disadattati, siamo solo due caratteri uguali. Stiamo bene, anche se a volte ci\u2026 respingiamo, come i poli magnetici dello stesso segno di due calamite.<\/em><br \/>\n<em>Ma \u00e8 proprio su questo principio di opposizione che funzionano gli avveniristici treni che corrono sospesi su un binario unico. Perch\u00e9 allora non potremmo funzionare noi? Ok, a volte siamo un po\u2019 asociali, non abbiamo ancora tutto il coraggio che serve per affrontare l\u2019imprevedibilit\u00e0 ma, a conti fatti, andiamo d\u2019accordo. Molto d\u2019accordo. E che ci serve di pi\u00f9? Quel che abbiamo ci basta e avanza\u2026\u00bb.<\/em><\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">La sindrome di Asperger<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">non \u00e8 un\u2019infermit\u00e0<\/span><\/h2>\n<p>La prima reazione infatti di Leonardo Guerrieri alla diagnosi della sindrome di Asperger su Martino non era stata delle migliori. La figlia Nina, dopo qualche secondo di apnea, ammette che la diagnosi spiega molti tratti del carattere del ragazzo. Ma quando chiede al padre cosa ne pensa, la risposta la lascia sgomenta: <em>\u00abMa chi lo vuole adottare un bambino con quell\u2019Asperger stampata addosso?\u00bb<\/em><br \/>\nPerch\u00e9 Guerrieri ancora si illude che l&#8217;affido di Martino sia temporaneo e da un momento all&#8217;altro potrebbe reclamarlo una famiglia per l&#8217;adozione. Illuminante, anche per noi lettori, \u00e8 l&#8217;incontro con il professor Romualdo Rambaldi, un luminare, il meglio sulla piazza di Milano per la sindrome di Asperger. Un personaggio divertente, a modo suo, come avremo modo di scoprire anche nella seconda parte del romanzo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Senza parlare, il Rambaldi mi aveva allungato un foglietto con dei nomi. Ci avevo buttato l\u2019occhio.<\/em><br \/>\n<em>Darwin, Newton, Hitchcock, Bertrand Russel, Bobby Fischer, Mozart, Spielberg, Temple Grandin, Vernon Smith, Satoshi Tajiri, Alan Turing&#8230;<\/em><br \/>\n<em>\u00abIl primo \u00e8 un informatico giapponese, ha inventato i Pokemon. Mi-liarda-rio!\u00bb, aveva enfatizzato mettendo in evidenza una erre moscia parigina. Poi, dopo avermi fissato per individuare mie eventuali reazioni, aveva ripreso: \u00abIl secondo, vissuto nella prima met\u00e0 del Novecento, \u00e8 stato il pi\u00f9 grande matematico del ventesimo secolo. Senza di lui l\u2019informatica non esisterebbe. \u00c8 stato anche un insuperabile crittografo, decifr\u00f2 i codici di guerra dei nemici della Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale. Il merito della vittoria finale \u00e8 stato anche suo e non solo degli eserciti sbarcati in Normandia. Si suicid\u00f2 a quarantun anni, non perch\u00e9 malato o pazzo, ma perch\u00e9 continuava a subire vessazioni per via della sua omosessualit\u00e0&#8230;\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abStorie affascinanti, esaltanti. Vede, tutti questi personaggi, ma potrei dargliene un nuovo e assai lungo elenco, sono o sono stati indubbiamente dei geni. Con una cosa in comune: la sindrome di Asperger. Certo, per alcuni di questi venne scoperta col senno di poi, tramite la rilettura, in chiave scientifica, dei loro comportamenti e del loro modo di vivere.[&#8230;] Comunque, dico tutto questo per tranquillizzarla, per farle capire che il suo ragazzo \u00e8 un tipo sveglio e sicuramente non avr\u00e0 nessun problema per il futuro. Non \u00e8 sofferente, non ha disturbi che gli impediranno di fare buone attivit\u00e0. Sar\u00e0, probabilmente, molto selettivo nei confronti delle persone, far\u00e0 delle scelte<\/em><br \/>\n<em>precise e inconfutabili, star\u00e0 decisamente alla larga da manifestazioni affettuose, e sottolineo decisamente, perch\u00e9 questa \u00e8 una delle caratteristiche comuni a tutti quelli come lui. Se qualcosa non gli andr\u00e0, lo far\u00e0 capire molto chiaramente, magari con toni aspri, che potrebbero sembrare anche molto fastidiosi\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abFa cos\u00ec gi\u00e0 da un bel pezzo\u00bb, mi era venuto da intervenire.<\/em><br \/>\n<em>\u00abMeglio, Guerrieri, meglio\u00bb, aveva detto il professore ampliando il tono della voce e la gestualit\u00e0 delle mani, \u00abcos\u00ec lei non dovr\u00e0 abituarsi a niente di nuovo. Ma se lo faccia tatuare su tutte le parti del corpo, anzi, se lo scolpisca in ogni singola cellula del cervello: la sindrome di Asperger non \u00e8 un\u2019infermit\u00e0, \u00e8 una condizione\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Un&#8217;altra riflessione importante sulla sindrome di Asperger arriva dalla dottoressa Robinia Maestrelli, neuropsichiatra, che spiega in termini pratici a Guerrieri come comportarsi con il figlio in affido, giorno dopo giorno.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abNon c\u2019\u00e8 una lancetta che oscilla per indicarne il grado. Non \u00e8 una malattia fisica che si identifica attraverso delle analisi mediche, guardando una lastra o in un microscopio. L\u2019Asperger \u00e8 un pianeta lontano e silenzioso, in molte aree ancora inesplorato. Martino pu\u00f2 mostrare un giorno la solitudine e la crudelt\u00e0 di un bambino soldato e il giorno dopo la solidariet\u00e0 e l\u2019affetto di un figlio che si sente amato, al sicuro. Non sar\u00e0 facile districarsi tra questi estremi. In compenso, per lui sar\u00e0 tutto nella sua norma e non ne soffrir\u00e0. Cos\u00ec dice almeno la neuropsichiatria, fin dove \u00e8 riuscita ad arrivare\u2026\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>[&#8230;] non tutti gli Asperger potranno essere Mozart o Spielberg.[&#8230;] sono molti i ragazzi che non funzionano per niente, che vivono di ossessioni pi\u00f9 o meno intense, di silenzi e gesti ripetitivi. Tuo figlio per\u00f2 non ha ritardi cognitivi evidenti, \u00e8 motivato negli studi, ha interessi specifici e, come mi aveva detto il professor Rambaldi indicandomi il gallo di carta sulla scrivania, \u00e8 abile e perfezionista. Probabilmente gli rimarr\u00e0 una dose di egocentrismo e i compagni, all\u2019inizio incuriositi, dopo un po\u2019 lo considereranno uno che arriva da un altro pianeta. Ne saranno spaventati o affascinati. Agli adulti parr\u00e0 persino un po\u2019 snob. Sembrer\u00e0 assente, ma perch\u00e9 avr\u00e0 pensieri non facili da decifrare. Non vi intestardite a inseguirli, \u00e8 una fatica spesso improduttiva.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Ma se il carattere chiuso di Martino si accorda con quello del padre affidatario, diventa di forte intralcio per la vita sociale con i compagni di scuola. All\u2019inizio della terza subisce diverse angherie da parte dei classici bulli, cominciando dagli insulti coloriti e dalle spintonate, fino alle intimidazioni e agli sputi. <strong><span style=\"color: #0000ff;\">La situazione diventa pesante anche per un ragazzo tranquillo come lui<\/span><\/strong>, mentre gli insegnanti minimizzano, evitando cos\u00ec di dover intervenire in prima persona. Alla fine per\u00f2 Martino reagisce: l\u2019ultimo giorno prima delle vacanze di Pasqua si ingozza di cibo al pranzo scolastico e appena i bulli gli si avvicinano, gli vomita tutto addosso. Per un ragazzo tranquillo come lui, significa davvero aver raggiunto il limite. Leonardo Guerrieri ripensa seriamente alla propria vita, e quella di Martino.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Avevo passato un\u2019altra notte a immaginare un futuro, a rispolverare vecchi pensieri, a tirare somme dal risultato sempre negativo: il lavoro scivolato nelle sabbie mobili del precariato e della sottomissione, Nina oltre il Mar Oceano, Martino maltrattato, amici zero e zero anche i motivi per rimanere legati a questa citt\u00e0. Al termine di quella notte passata ad occhi spalancati avevo deciso che era arrivato proprio il momento di andare a vivere nella casa di montagna. Meglio affrontare il rischio di un cambiamento che, come aveva detto la dottoressa Maestrelli, sarebbe potuto risultare destabilizzante, piuttosto che continuare con una vita scadente per entrambi. Meglio cercare di far accadere le cose, piuttosto che stare fermi, passivi, ad aspettare che accadano.<\/em><\/p>\n<p>Traslocare da Milano in alta montagna \u00e8 certamente un rischio, uno di quei cambiamenti destabilizzanti che appunto la dottoressa Maestrelli ha consigliato di evitare nella vita di Martino. Eppure lass\u00f9 il ragazzo sembra trovare il vero stesso. Perch\u00e9 \u00e8 proprio tra quelle cime, in mezzo ai quei boschi, camminando tra i sentieri impervi, che Martino ci regala osservazioni importanti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Un giorno gli avevo chiesto, ma senza dare troppo peso alla domanda, come mai scrivesse in quel modo serrato.<\/em><br \/>\n<em>\u00abNon bisogna perdere il tempo e lo spazio, mai lasciare vuoti\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abBe\u2019, ma tu passi buona parte del tuo tempo libero a dormire, non potresti&#8230;\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abIo dormo per sognare. I sogni sono viaggi importanti. Tu sogni?\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abCerto che s\u00ec&#8230;\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abA me non sembra che tu sogni; a me sembra che tu abbia pensieri\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Ecco, con lui era facile sentirsi in difficolt\u00e0. Poche parole affilate, spesso in grado di recidere. E anche quel suo sguardo fisso, a volte, era capace di farmi inciampare.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abPotresti fare di pi\u00f9 ma non ti applichi, sei un incostante. Tu preferisci guardare le nuvole. Senza capire che le nuvole, secondo la direzione e la forma che prendono, possono essere molto pericolose\u00bb, mi rimproverava Martino. Non capivo mai se era serio o ironico, contrariamente a quanto<\/em><br \/>\n<em>avevano ripetuto i medici. Ma proprio perch\u00e9 la sindrome di Asperger aveva ancora numerosi meandri da esplorare, non dovevano avere ragione per forza.<\/em><br \/>\n<em>\u201cPotresti fare di pi\u00f9, sei un incostante&#8230;\u201d. L\u2019aveva sentito spesso a scuola, una di quelle frasette che le prime volte doveva essergli sembrata poco comprensibile; i ragazzi come lui preferiscono parole chiare, su cui non c\u2019\u00e8 niente da elaborare.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-29822\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Franco_Faggiani_bookpride25.png\" alt=\"Franco Faggiani al Book Pride 2025\" width=\"650\" height=\"488\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Franco_Faggiani_bookpride25.png 1000w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Franco_Faggiani_bookpride25-300x225.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Franco_Faggiani_bookpride25-768x576.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">La bellezza della montagna<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">raccontata da Faggiani<\/span><\/h2>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>La passione per le montagne m\u2019era venuta da ragazzo guardando una piccola foto in bianco e nero con i bordi seghettati, dove c\u2019era mio padre. Alto, magrissimo, capelli neri e fitti, gilet di lana intrecciata sopra una camicia bianca dalle maniche rimboccate con molta cura, pantaloni alla zuava avvolgenti che gli stavano a pennello, scarponi di cuoio. Era adagiato su una cresta rocciosa, cielo e nuvole sullo sfondo, circondato da belle ragazze coi calzettoni e le gonne pesanti fino al ginocchio.<\/em><br \/>\n<em>\u00abMolto figo\u00bb, aveva sintetizzato Nina guardando quel ritratto di suo nonno che mi ero portato via dalla casa di Roma in cui ero nato, nel quartiere Prati. Su quella foto avevo cominciato a fare castelli in aria e anni dopo, fissati gli ormeggi a Milano, avevo iniziato a mettere in pratica quelle fantasticherie, partendo dalle montagne vicine per poi allontanarmi sempre un po\u2019 di pi\u00f9.[&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>Se mio padre aveva ottenuto un successo cos\u00ec sul Soratte, figuriamoci su un gigante delle Alpi, m\u2019era venuto da pensare ogni tanto, quando una delle mie occupazioni principali era stata cercare consensi femminili. E in fondo avevo avuto ragione. Perch\u00e9 poi, proprio salendo in solitaria i 4.102 metri della Barre des \u00c9crins, nel versante francese delle Alpi occidentali, avevo conosciuto Chiara, che saliva in cordata con altri amici.<\/em><\/p>\n<p>Le prime persone ad accogliergli lass\u00f9 in montagna sono Augusto Bermond e il figlio Daniele, proprietari dell&#8217;agriturismo Barba Gust che li ospita proprio la prima notte, quando arrivano troppo tardi per organizzarsi nella nuova casa. Oltre all&#8217;agriturismo, i Bermond hanno una stalla con una trentina di mucche, un&#8217;altra per le capre, un grande pollaio ben recintato, un paio di maiali e un piccolo caseificio. Possiedono i pascoli intorno per il bestiame e una serie di orti distribuiti, dove ricavano le verdure per la cucina dell&#8217;agriturismo, dove regna indiscussa Elisabetta, la moglie di Daniele, e per venderle agli alimentari dei paesi vicini. Martino sar\u00e0 inevitabilmente attirato da tutto questo, ma soprattutto dalla figura silenziosa e solitaria di Augusto Bermond.<br \/>\nIl passo pi\u00f9 bello in assoluto per me \u00e8 stato questo, dopo che Martino ha passato tutto il pomeriggio proprio con Augusto a mungere le vacche (<em>\u00abVacche. Vacche! \u201cMucche\u201d \u00e8 come dicono i cittadini\u00bb<\/em> spiegher\u00e0 poi il ragazzo a Leonardo).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abSenta Augusto, Martino come si \u00e8 comportato?\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abBenone. Mi ha detto che voleva imparare a tirare fuori il latte&#8230; ha provato cinque minuti e adesso \u00e8 quasi pi\u00f9 bravo di qualcuno dei nostri aiutanti macedoni\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abMa ha detto fesserie o fatto cose che non doveva?\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Mi aveva guardato con aria diffidente.<\/em><br \/>\n<em>\u00abNo, perch\u00e9?\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abCos\u00ec. \u00c8 che ha un carattere un po\u2019 speciale; diciamo che non ama le persone che gli stanno troppo vicino e su certe cose \u00e8 maldestro e poco comunicativo. Qualche volta pu\u00f2 sembrare un ragazzino difficile\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abAllora siamo in due. Anche a me le persone danno fastidio, dopo un po\u2019 che ronzano intorno\u00bb, aveva detto uscendo, richiudendosi la porta alle spalle.<\/em><\/p>\n<p>Giorno dopo giorno, Martino raggiunge spesso l&#8217;agriturismo e comincia a seguire Augusto in ogni possibile attivit\u00e0: la mungitura, la raccolta del fieno, la produzione dei formaggi, impara anche a intagliare il legno raccolto nei boschi e produrre piccoli oggetti da vendere ai mercatini locali. Leonardo comincia a preoccuparsi, soprattutto perch\u00e9 Martino potrebbe comportarsi in modo bizzarro, maleducato agli occhi di chi non conosce la sindrome di Asperger. Ma la risposta di Daniele \u00e8 alquanto divertente. <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Davvero il silenzio e la semplicit\u00e0 sono un problema?!<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Daniele mi aveva ascoltato senza fiatare, poi s\u2019era fatto una risata.<\/em><br \/>\n<em>\u00abAllora ce l\u2019ha anche mio padre. Garantito, i due sono perfettamente uguali. Guarda che se il Gustu se lo porta dietro \u00e8 perch\u00e9 ci va d\u2019accordo. Poi, da quel che ho visto ieri, il tuo ragazzino sembra un gran lavoratore. C\u2019\u00e8 il rischio che non si parlino? Meglio! Sai che mi dice ancora adesso mio padre? La lingua non ha l\u2019osso ma pu\u00f2 fare male grosso. Capito?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Subito dopo pranzo me li ero visti arrivare.<\/em><br \/>\n<em>\u00abVenga a prenderlo lei. S\u2019\u00e8 addormentato, crollato di colpo\u00bb, aveva detto Augusto scendendo dal piccolo trattore, ma senza abbassare la voce.<\/em><br \/>\n<em>Martino era rannicchiato su un predellino, in equilibrio precario, ma dormiva della grossa.<\/em><br \/>\n<em>\u00ab\u00c8 fuori da almeno sei ore, si sar\u00e0 stancato, non \u00e8 abituato a star via tanto o a camminare\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abLo dice lei. Ho fatto fatica a stargli dietro in salita, l\u2019ho ripreso solo quasi in cima\u00bb. Aveva indicato genericamente i pascoli sopra casa, che si allungano oltre i 2.200 metri, prima di far posto alle pietraie.<\/em><br \/>\n<em>Hai capito il furbetto, avevo pensato. Quando esce con me comincia a piantare grane dopo neanche un\u2019ora, col vecchio scappa su per i sentieri.<\/em><\/p>\n<p>Avendo terminato le scuole medie a Milano, per Martino \u00e8 ora di scegliere il prossimo percorso di studi. Poco lontano dalla nuova casa si trova un istituto con materie interessanti per il ragazzo, con lezioni di Grafica, Design e Multimedia nella sezione professionale Industria e Artigianato. Guerrieri \u00e8 per\u00f2 un po&#8217; preoccupato di come saranno per\u00f2 i rapporti con compagni di classe e professori. La risposta della preside Francesca Ramelli mi ha lasciata alquanto di stucco.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abQui ci conosciamo tutti e le prevaricazioni sono rare, anche se qualche naturale eccesso giovanile lo mettiamo sempre in conto. Di solito sono le famiglie stesse a smorzare sul nascere le paturnie di qualche arrogante figliolo. Altrimenti provvedo io. Qui i ragazzi sono particolarmente vivaci, ma hanno poche idee malsane in testa; lo studio serve a trovare un lavoro, non \u00e8 un modo per passare il tempo. E di allievi di poche parole, che preferiscono starsene tranquilli, per educazione montanara o anche solo per mancanza di attrattive locali, ce ne sono molti. Studiano e poi spesso se ne vanno fuori valle, a Torino, Genova o magari in Francia. Insomma, l\u2019aria \u00e8 quieta e gli insegnanti sono brave persone. Si fidi. Suo figlio non credo avr\u00e0 problemi. E se li avr\u00e0, sapremo affrontarli con serenit\u00e0\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>La preside Ramelli, che aveva un marito macellaio e cinque figli maschi dai tredici ai ventiquattro anni, era subito diventata un\u2019altra persona importante della nostra vita.<\/em><\/p>\n<p>Qui mi sono ritrovata infatti a chiedermi: <strong><span style=\"color: #0000ff;\">che sia davvero la citt\u00e0, la vita frenetica tra il traffico e il rumore costante, a rendere i ragazzi cos\u00ec irrequieti?<\/span><\/strong> E non solo i giovani, magari anche noi adulti subiamo questo disturbo continuo al quieto vivere? Forse stavamo davvero meglio quando avevamo meno ed eravamo in maggior contatto con la Natura e i suoi preziosi silenzi?! Uhm.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">La manutenzione dei sensi<\/span><\/h2>\n<p>Ci sono tante emozioni in questo romanzo, dalla solitudine alla malinconia per cominciare, con una certa ineluttabilit\u00e0 sulla vita. L&#8217;amore \u00e8 sempre presente tra le pagine, con il riferimento costante, a tratti velato, alla moglie Chiara, che quella baita la voleva cos\u00ec tanto da rappresentarne l&#8217;essenza stessa. Poi l&#8217;affetto per questa nuova famiglia, temporanea solo per pochi istanti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abMa bisogna separarsi per forza, quando si cresce?\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abNo, anche se, come ti ho appena detto, in genere funziona cos\u00ec. Le famiglie si formano, poi si disperdono e ne nascono altre. Una moltiplicazione. Poi ci si vede, ci si sente, ci si frequenta&#8230; Ma non si sta sempre insieme, in genere. Quando andiamo per boschi a cercare animali \u00e8 difficile che vediamo grossi branchi di cervi adulti, tane piene di vecchie marmotte come fossero in un condominio, famiglie numerose di volpi. Ne vediamo gruppetti solo quando ci sono i piccoli, poi basta. Al massimo ne scoviamo due, tre, spesso uno solo. Anche con le persone va in questo modo\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Mi ero interrotto, gli avevo allacciato la giacca a vento; un gesto premuroso, non perch\u00e9 non ne fosse capace. Tra i bastioni, l\u2019aria gelida che al tramonto le montagne rovesciavano sulla citt\u00e0 aveva cominciato a incanalarsi e a correre veloce.<\/em><br \/>\n<em>Poi avevo ripreso: \u00abSenti qua: \u201cI ragazzi sono un prestito che gli adulti ricevono per imparare rapidamente a voler bene pi\u00f9 agli altri che a se stessi, per provare a dare loro il coraggio per quando se ne andranno e dovranno cavarsela da soli\u201d. Una frase cos\u00ec l\u2019ha detta uno scrittore che ho conosciuto tanti anni fa. Poi gli adulti tornano a essere soli, aggiungo io; perch\u00e9, se tiriamo le somme, proprio questo succede. Per quasi tutti\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abBe\u2019, a casa nostra ogni giorno era un continuo andare e venire, un entrare e uscire, sempre di fretta. A forza di fare cos\u00ec si era un po\u2019 persa l\u2019abitudine di salutare sempre. Magari sentivi \u201cio vado\u201d, oppure \u201ctorno tra un\u2019ora\u201d, o \u201cdove hai parcheggiato la macchina?\u201d mentre eri in cucina o in un\u2019altra stanza o al computer, poi sentivi la porta chiudersi e non avevi avuto tempo di dire nemmeno \u201cciao\u201d. Quel giorno \u00e8 andata cos\u00ec. Ero dovuto andare via di fretta. Non averla salutata come si deve ancora mi fa stare male, ogni tanto. Se vuoi un consiglio: saluta sempre le persone alle quali vuoi bene, anche se vai via per tornare presto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">C&#8217;\u00e8 spazio anche per un po&#8217; di avventura tra le lenzuola,<\/span><\/strong> alla ricerca di una storia che sia compagnia e allegria nella seconda parte della vita. <em>\u00ab&#8230;in fondo sei un signore single educato, simpatico e ancora belloccio\u00bb<\/em> dice la figlia Nina al padre Guerrieri. Ed \u00e8 divertente leggere il racconto di questi incontri, fugaci e inaspettati, con l&#8217;ironia tipica del nostro protagonista. Ora, provate a immaginare questi vecchietti in fila all&#8217;ufficio postale\u2026 \ud83d\ude00<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Mi aveva colpito il suo viso spiccatamente mediterraneo, da degna, degnissima portacolori della Calabria; lineamenti marcati, labbra carnose e sopracciglia nere e lucide, come i capelli. Gli occhi sembravano un covo di fulmini. Per contrasto era una donna solare, e quando apriva bocca e sorrideva chi le stava intorno si sentiva subito meglio. Una guaritrice, specie quando stava a mezzobusto allo sportello postale o appoggiata a uno scaffale di libri oppure seduta alla reception della palestra, perch\u00e9 aveva seni opulenti e convergenti verso ampie scollature a mezzaluna di magliette di due misure inferiori al dovuto. C\u2019erano anziani che preferivano andare a ritirare la pensione a rate settimanali anzich\u00e9 mensili e adolescenti che non potevano fare a meno degli impolverati libri della biblioteca seppure ben dotati di altri strumenti per documentarsi. Se la palestra funzionava bene era anche merito suo e non certo degli spazi angusti e dei pochi sgangherati attrezzi a disposizione dei clienti.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>\u00abTi sei ripreso?\u00bb. Lo aveva chiesto con un sorriso da cardiopalmo, dopo aver estratto dall\u2019accappatoio, fino all\u2019inguine, una gamba soda e affusolata.<\/em><br \/>\n<em>\u00abCerto, grazie\u00bb, avevo risposto cercando di darmi un tono. Madonna, che caldo. I seni beccheggiavano, erano l\u00ec l\u00ec per affacciarsi dai lembi <\/em><em>semiaperti dell\u2019accappatoio. \u00abNon ci sono cure per la curiosit\u00e0\u00bb, diceva la scrittrice Dorothy Parker. \u00abDove le porte sono accostate la morbosit\u00e0 \u00e8 di casa\u00bb, diceva mia madre.<\/em><br \/>\n<em>Mentre mi aggiravo tra le citazioni per cercare di distrarmi dalla realt\u00e0, la Borgovecchio mi si era piazzata davanti con i due bicchieri, mi aveva sorriso di nuovo e poi, con una movenza lenta, si era seduta a cavalcioni sulle mie ginocchia, avanzando gradualmente. Movimento magico che le aveva fatto scivolare l\u2019accappatoio dalle spalle. \u00abAlla salute\u00bb, aveva detto.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ma il titolo, mi ero chiesta, da dove arriva?<\/span><\/strong> Mi sembra di comprenderne il significato, ma non ne sono sicura, finch\u00e9 non leggo proprio questo paragrafo, sulle camminate notturne in mezzo al bosco.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Le ore di cammino nella notte erano le preferite di Martino. Nessuna domanda, nessuna parola, solo occhi spalancati, piccoli gesti e passi misurati per non fare rumore; inizialmente impacciati poi sempre pi\u00f9 fluidi, naturali fino a essere parte di quel momento e di quell\u2019ambiente. Come i rami sottili d\u2019arbusto che tremolano al vento lieve, un cumulo di neve che diventa liquido e trasparente e si immerge nella terra, un pipistrello in caccia che sfreccia silenzioso tra gli alberi. I nostri sicuri cammini notturni, ben diversi da certi nebbiosi e inquietanti ritorni a casa nelle serate milanesi, erano contemplati da Martino come \u201cla manutenzione dei sensi\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Non voglio svelarvi di pi\u00f9, mi sono fermata solo alla met\u00e0 dei post-it colorati che ho lasciato dentro il romanzo, per tenere traccia dei passaggi pi\u00f9 importanti, quelle frasi o quei dialoghi che hanno fatto la differenza. Questa storia comincia piano piano, senza troppo clamore, a passi lenti proprio inerpicandosi su per un viottolo. All&#8217;improvviso nel sentiero della lettura vi troverete scorci magnifici, vere cartoline ricordo. Si ride parecchio, si sospira diverse volte, ci si ferma a pensare, purtroppo si piange pure perch\u00e9 qualcuno se ne va e ci dispiace. Ma finisce bene, talmente bene che vi verr\u00e0 voglia davvero di preparare uno zaino e partire per la montagna. \ud83d\ude42<\/p>\n<p>Quando si arriva ai ringraziamenti di Franco Faggiani in fondo al libro (che in realt\u00e0 io non resisto e leggo sempre per primi!) <strong><span style=\"color: #0000ff;\">si scopre che l&#8217;agriturismo Barba Gust esiste sul serio!<\/span><\/strong> Daniele Bermond non \u00e8 un personaggio di fantasia e l&#8217;agriturismo si trova nel bordo di Sansicario, frazione del comune di Cesana Torinese. Potete mangiare e dormire l\u00ec, probabilmente le stesse pietanze prelibate del romanzo, che mi hanno fatto venire l&#8217;acquolina\u2026 Trovate tutte le informazioni sul loro sito web <a href=\"https:\/\/www.barbagust.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>www.barbagust.com<\/em><\/a>\u00a0ma potete ammirare il panorama anche sul profilo Instagram <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/agriturismo_barbagust\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>@agriturismo_barbagust<\/em><\/a><\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" style=\"background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/CeQjwV3Nd7q\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\">\n<div style=\"padding: 16px;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: row; align-items: center;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;\"><\/div>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"padding: 19% 0;\"><\/div>\n<div style=\"display: block; height: 50px; margin: 0 auto 12px; width: 50px;\"><\/div>\n<div style=\"padding-top: 8px;\">\n<div style=\"color: #3897f0; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 550; line-height: 18px;\">Visualizza questo post su Instagram<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"padding: 12.5% 0;\"><\/div>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;\">\n<div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);\"><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"margin-left: 8px;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;\"><\/div>\n<div style=\"width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg);\"><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"margin-left: auto;\">\n<div style=\"width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);\"><\/div>\n<div style=\"width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;\">\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;\"><\/div>\n<div style=\"background-color: #f4f4f4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;\"><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;\"><a style=\"color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;\" href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/CeQjwV3Nd7q\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Un post condiviso da Agriturismo Barba Gust (@agriturismo_barbagust)<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\">Vi piace leggere tra le montagne?<\/span><\/h2>\n<p>La mia preferenza \u00e8 in genere per il mare, per quel fascino che esercitano su di me le onde, sempre diverse, ognuna con la sua anima, ognuna che mi sussurra in maniera diversa. Anche per l&#8217;idea del viaggio verso quell&#8217;orizzonte ignoto, se si dimenticano per un attimo le mappe.<br \/>\nLe montagne che svettano verso il cielo le osservo con rispetto, direi quasi con timore, e non solo perch\u00e9 soffro le altezze.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\">A volte penso che le montagne siano una sequela infinita di specchi.<\/span><\/strong><br \/>\nMentre le guardi sopraffatto, stai semplicemente osservando te stesso, da un altro punto di vista. Un viaggio differente, introspettivo.<br \/>\nPer questo ben comprendo quella &#8220;manutenzione dei sensi&#8221; a cui fa riferimento Martino, anche se non ho avuto molte occasioni di camminarci tra i boschi. Beh, ricordo una bellissima ciaspolata su a Pila, in Val d&#8217;Aosta, quasi un decennio fa. Non vi dico per\u00f2 la fatica di stare dentro la telecabina che porta su a Pila, senza guardare fuori, col berretto calato sugli occhi\u2026<\/p>\n<p>Qui sotto trovate proprio Franco Faggiani che legge l&#8217;incipit del suo &#8220;La manutenzione dei sensi&#8221; su Spotify.<br \/>\nIntanto io ho appena scoperto che esiste un seguito dei nostri Guerrieri: <a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/catalogo-libri\/larrivo-di-una-strana-primavera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>L\u2019arrivo di una strana primavera<\/em><\/a> \u00e8 gi\u00e0 nella lista dei futuri acquisti! \ud83d\ude00<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"border-radius: 12px;\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/episode\/7lnokttxXlw8H4tOiGqdKx?utm_source=generator\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi si era presentato davanti in camice bianco immacolato, scarpe in pelle tirate a specchio, occhialini tondi e una cartellina in mano. Aveva finto di scrutarvi un foglio e aveva emesso la diagnosi, anzi la sentenza, con un velo di mestizia: \u00abDottor Guerrieri&#8230; la pompa della benzina&#8230;\u00bb. Mancava aggiungesse solo, con un sospiro, \u00abnon ce [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":29834,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[15,34,17],"class_list":["post-29835","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-solo-un-istante","tag-diario","tag-ispirazioni","tag-libri"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.8 (Yoast SEO v26.8) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>La manutenzione dei sensi di Franco Faggiani - webnauta<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La manutenzione dei sensi di Franco Faggiani, il primo degli acquisti fortunati del Book Pride Milano 2025...webnauta - 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