{"id":29743,"date":"2025-02-14T06:00:11","date_gmt":"2025-02-14T05:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=29743"},"modified":"2025-02-13T22:09:18","modified_gmt":"2025-02-13T21:09:18","slug":"racconto-veronica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/racconto-veronica\/","title":{"rendered":"Chi \u00e8 Veronica?"},"content":{"rendered":"<p>Ancora rattrappito dal sonno, che svegliarsi presto non era mai stato il suo punto di forza, Fabio stava cercando di radersi davanti allo specchio del bagno. Sua madre gli aveva regalato quel nuovo rasoio elettrico ultra moderno proprio per il nuovo appartamento. L&#8217;altro rasoio lo aveva frantumato a terra in un momento di rabbia, quando mesi prima Elisa lo aveva lasciato e lui era tornato a casa dai suoi genitori.<br \/>\nMentre osservava il risultato, muovendo il capo in diverse angolazioni, la porta del bagno si apr\u00ec e poi si richiuse con un tonfo.<br \/>\nSbuff\u00f2 divertito. Vivo con l&#8217;unico gatto al mondo che chiude persino le porte, pens\u00f2.<br \/>\n&#8220;Buongiorno Bartolomeo\u2026&#8221;<br \/>\nDal basso giunse in risposta un suono a met\u00e0 tra uno starnuto e un <em>meow<\/em> stizzito.<br \/>\nFabio non si gir\u00f2 a guardarlo, ma sapeva bene che Bartolomeo si era piazzato sotto la finestra, l\u00ec dove passano i tubi dell&#8217;impianto di riscaldamento e aveva gi\u00e0 cominciato la sua toelettatura mattutina. Ricordava di avere letto che i gatti rossi hanno un carattere tutto particolare, socievoli e affettuosi certamente, ma anche molto determinati. Con quel suo pelo fulvo acceso e gli occhi verde chiaro, Bartolomeo aveva le sue opinioni, soprattutto sul cibo.<br \/>\nRicordava le lunghe litigate con Elisa, che pretendeva di riempirgli la ciotola con scatolette per gatti, anche di alta qualit\u00e0, ma lui le annusava appena, miagolava infastidito e alla fine rubava il prosciutto dalla tavola, quando lei si distraeva col telefonino.<br \/>\nNemmeno potesse ascoltare i suoi pensieri, Bartolomeo si strusci\u00f2 tra le sue gambe un paio di volte, prima di tornare al pavimento caldo. Non gli era proprio pesato il trasferimento in quel nuovo appartamento. Nel giro di due settimane aveva preso possesso di tutti gli anfratti tra i mobili e le pareti, tutti i possibili nascondigli e gli spazi da pisolino, nonch\u00e9 il punto di osservazione del vicinato dalla terrazza principale.<br \/>\nPer Fabio invece era pi\u00f9 difficile. Si era trasferito l\u00ec per lavoro: era un restauratore di mobili antichi, cresciuto nell&#8217;attivit\u00e0 di famiglia, un mobilificio storico che si occupava anche di restauro e conservazione. Aveva ereditato la manualit\u00e0 da nonno Tarquinio, mentre suo padre Vittorio era pi\u00f9 portato per gli affari. Fabio aveva passato le sue giornate dentro il laboratorio del nonno fin da piccolo, imparando tutti i segreti del legno.<br \/>\nPer Elisa aveva rinunciato a diverse opportunit\u00e0, compresa quella di lavorare per il cinema, gi\u00f9 negli studi di Cinecitt\u00e0. Ma stava bene con lei e solo questo gli importava davvero. Proprio come i suoi nonni paterni, insieme da pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni e senza mai un litigio.<br \/>\nCos&#8217;era successo dopo con Elisa non lo aveva proprio capito.<br \/>\nErano andati a vivere insieme, in un piccolo appartamento in affitto che aveva scelto lei. Avevano adottato un gatto, Bartolomeo, anche se sarebbe meglio dire che Bartolomeo aveva adottato loro. Per\u00f2 lei non ci si era mai affezionata granch\u00e9. Bartolomeo doveva essersene accorto perch\u00e9 aveva sempre preferito accoccolarsi sul divano vicino a Fabio, nonostante fosse meno presente con gli orari del suo lavoro.<br \/>\nE poi lei aveva cominciato a lamentarsi di ogni cosa. Ma proprio qualsiasi cosa, anche tra la lenzuola dove non c&#8217;erano invece mai stati problemi. Voleva di pi\u00f9, diceva. Ma Fabio non aveva capito cosa diamine fosse quel di pi\u00f9. Un anello? Una promessa di matrimonio? Una casa con mutuo? Un figlio?!<br \/>\nCi aveva anche provato a restaurare il loro rapporto, a prendersi cura di ogni crepa, a passare vernice nuova l\u00ec dove il legno si era rovinato col tempo e con l&#8217;abitudine, ma invano. Una bella sera gli aveva annunciato che lo lasciava, per trasferirsi a New York. Non era nemmeno ammesso che lui la seguisse.<br \/>\nSi stiracchi\u00f2 la schiena, prima di togliersi il pigiama e vestirsi per uscire. Mentre sedeva sullo sgabello dei panni sporchi, per potersi infilare i jeans, osserv\u00f2 la placidit\u00e0 di Bartolomeo, lungo disteso sul pavimento.<br \/>\nE poi, sulla parete alle spalle del gatto, c&#8217;era quella scritta.<br \/>\nIl bagno era gi\u00e0 di per s\u00e9 particolare, con quelle piccole piastrelline violetto tutto intorno e alcune onde pi\u00f9 scure che lo attraversavano in orizzontale. Ma quella scritta cos\u00ec appariscente sotto la finestra era un vero mistero. Un mosaico alquanto colorato, contornato pure da cuoricini, disegnava in corsivo il nome &#8220;Veronica&#8221;.<br \/>\nPerch\u00e9 quel nome lo stava pure seguendo gi\u00e0 da un po&#8217;, a dirla tutta. Veronica era la bimbetta che gli piaceva tanto alle elementari. Perch\u00e9 le piacesse tanto, per\u00f2, non lo sapeva nemmeno lui. Carina, ma non la pi\u00f9 carina. Simpatica forse, ma spesso sulle sue. Poi si erano persi di vista, nemmeno ricordava il cognome. Aveva conosciuto un&#8217;altra Veronica al liceo e l\u00ec s\u00ec, si era innamorato cotto. Per\u00f2 lei stava con un altro, e dopo, quando si erano lasciati, Fabio non aveva proprio avuto coraggio di dichiararsi. L&#8217;adolescenza non era stato un buon periodo per lui.<br \/>\nQuando aveva conosciuto Elisa, per un malinteso durante le presentazioni in un pub con musica dal vivo alquanto assordante, era convinto lei si chiamasse Veronica, quando invece si trattava di un&#8217;altra ragazza nel gruppo di quella serata, mai pi\u00f9 rivista per altro.<br \/>\nDoveva scoprire chi si celava dietro quel nome. Cosa di lei aveva colpito cos\u00ec forte da lasciare una traccia indelebile.<br \/>\n&#8220;Chi \u00e8 questa Veronica?&#8221;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&#8220;Ci mancava la pioggia&#8230;&#8221;<br \/>\nCon un salto Fabio sal\u00ec sul tram e cerc\u00f2 di trovare il suo spazio in piedi nel corridoio, perch\u00e9 a quell&#8217;ora del pomeriggio la corsa si riempiva di studenti e lavoratori che rientravano alle proprie abitazioni. Trov\u00f2 posto nello snodo del veicolo, dove nessuno voleva mai sostare, ma gli si affiancarono diversi ragazzi di lingua e provenienza sconosciute, che continuavano ad urtare gli altri passeggeri. Strinse a s\u00e9 la sua borsa tascapane, perch\u00e9 i messaggi dell&#8217;altoparlante raccomandavano di prestare attenzione ai propri bagagli ed era gi\u00e0 capitato la settimana precedente che una signora fosse derubata del proprio portafoglio nello zaino. Nonostante la confusione, era contento di poter utilizzare il tram per recarsi al laboratorio, lasciando l&#8217;auto in garage e scansando l&#8217;ansia di parcheggiare. Gli sembrava anche di vivere maggiormente la nuova citt\u00e0, leggendo le locandine affisse alle pensiline, cogliendo i profumi di alcuni locali, come la pizzeria napoletana a due fermate dalla sua o la rosticceria che aveva intravisto dal finestrino, e ascoltando le conversazioni degli altri passeggeri. Due ragazze dietro di lui si stavano scambiando opinioni su una serata al pub, nessuna delle due aveva avuto l&#8217;incontro desiderato, nonostante una forte componente maschile.\u00a0Una gli aveva lanciato un&#8217;occhiata divertita, quando era salito lamentandosi, con voce troppo alta si vede, della pioggia.<br \/>\nErano gi\u00e0 le cinque anche\u00a0se era fatica accorgersene, visto che per tutto il giorno nuvole minacciose avevano\u00a0oscurato il cielo e proprio all&#8217;uscita dal lavoro avevano deciso di sfogare la propria ira. Fabio era alquanto inzuppato, i capelli gli gocciolavano\u00a0gi\u00f9 per la schiena attraverso il colletto della camicia, i jeans erano fradici fino al ginocchio. Quella mattina non era riuscito a trovare l&#8217;ombrello pieghevole, probabilmente nascosto chiss\u00e0 dove da quel fetente peloso di Bartolomeo.<br \/>\nIl telefonino inizi\u00f2 a vibrare nella tasca interna della sua giacca. Fabio si appoggi\u00f2 un istante alla sbarra di ferro bassa del tram e lo prese per rispondere. Era l&#8217;agenzia immobiliare alla quale aveva chiesto informazioni sulla scritta Veronica, spiegando che voleva ristrutturare il bagno ma voleva sapere se per caso i vecchi proprietari non fossero interessati a conservarla,\u00a0magari come souvenir.<br \/>\n&#8220;Guardi, abbiamo sentito i signori, ma quel mosaico era gi\u00e0 l\u00ec, non hanno proprio fatto modifiche all&#8217;appartamento. Ci hanno fornito il nominativo\u00a0da cui avevano acquistato circa tre anni prima e glielo stiamo inviando per email, cos\u00ec pu\u00f2 cercarlo personalmente.&#8221;<br \/>\nCome dire che si sarebbe dovuto arrangiare, perch\u00e9 l\u00ec cessava l&#8217;obbligazione contrattuale nei suoi confronti. Salut\u00f2 cordiale, prima di soffiare fuori tutta l&#8217;aria e la rabbia di una giornata storta. Ma del resto cosa si aspettava? Che fosse cos\u00ec semplice rintracciare questa Veronica del mistero? Magari \u00e8 una bimbetta dell&#8217;asilo i cui genitori hanno pensato di festeggiare la sua nascita con una scritta in bagno. Oppure il mosaico \u00e8 stato usato per coprire qualche scarabocchio indelebile della bimbetta sulle piastrelle nuove.<br \/>\nLa sua fermata era la prossima e Fabio si infil\u00f2 nel serpentone umano in uscita. Fuori dalle porte, lo scroscio abbondante di prima aveva lasciato il posto a una pioggerella malinconica ma ugualmente fastidiosa. Afferr\u00f2 la borsa tascapane al fianco e scatt\u00f2 verso l&#8217;uscita, deciso a scaldarsi camminando veloce fino a casa.<br \/>\n&#8220;Ci vediamo domani, Veronica!&#8221;<br \/>\nQuel nome gridato in mezzo alla strada, pochi metri dietro di lui, lo fece voltare all&#8217;improvviso. Un&#8217;amica stava salutando la sua compagna di viaggio, mentre le due si separavano proprio sotto la pensilina. E la ragazza che sorrise in risposta era proprio quella che lo aveva fissato quando lui era salito sul tram berciando contro la pioggia. Lunghi capelli scuri le incorniciavano il volto, la frangia quasi le copriva lo sguardo, mettendo in mostra la grazia della sua bocca. Indossava un cappottino corto nero e una sciarpa a scacchi porpora. Un paio di stivali le proteggevano i jeans fino al ginocchio. Con un movimento rapido del braccio, apr\u00ec un ombrello rosso acceso e vi si nascose sotto, allontanandosi lungo il marciapiede dall&#8217;altra parte di dove stava camminando Fabio.<br \/>\nLui si blocc\u00f2 all&#8217;istante. E se quella fosse la Veronica che stava cercando?<br \/>\nFu un attimo, nemmeno il tempo di un sospiro. Nonostante il freddo, nonostante la pioggia, si gir\u00f2 e torn\u00f2 indietro per raggiungerla.<br \/>\nNon poteva lasciarla svanire nella citt\u00e0.<\/p>\n<p>Fabio avanzava lentamente, cercando di rimanere accostato alle mura dei diversi edifici e di trovare un minimo di riparo dalla pioggia sotto il profilo dei cornicioni o negli anfratti dei portoni. Veronica camminava diversi caseggiati davanti a lui, confondendosi tra i passanti. Aveva smesso di piovigginare e cos\u00ec aveva richiuso l&#8217;ombrello. Ma poteva concederle abbastanza spazio, perch\u00e9 la ragazza lasciava dietro di s\u00e9 una traccia persistente del suo profumo. Forse aveva esagerato senza accorgersene, a volte bastano pochi secondi perch\u00e9 il nostro naso si abitui e non percepisca pi\u00f9 le note olfattive, mentre noi continuiamo a spruzzare. Comunque quel profumo non gli dispiaceva affatto.<br \/>\nLa piccola folla uscita dal tram stava iniziando a diradarsi nel quartiere e in breve si ritrovarono solo loro due in quell&#8217;unica strada, una zona residenziale con pochi negozi e qualche locale, alcuni gi\u00e0 chiusi.<br \/>\nLa strada svoltava all&#8217;improvviso a destra, con una curva secca. Quando gir\u00f2 anche lui, Veronica sembrava scomparsa dal suo orizzonte. Fabio si blocc\u00f2 per un attimo, poi decise comunque di proseguire, magari l&#8217;avrebbe vista nel giardino di qualche condominio.<br \/>\nGiusto un centinaio di metri e lei sbuc\u00f2 fuori all&#8217;improvviso da un vicolo stretto, piazzandosi di fronte a lui, puntandogli contro la punta in acciaio dell&#8217;ombrello chiuso.<br \/>\n&#8220;Mi stai seguendo?&#8221; gli chiese perentoria.<br \/>\nFabio avvamp\u00f2 all&#8217;istante, tanto per la sorpresa quanto per la vergogna. &#8220;Menti! Menti e cerca di essere convincente!&#8221; gli sussurrava una vocina nella testa. Cerc\u00f2 di infondere sicurezza alle sue parole. &#8220;No, assolutamente.&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm&#8230;allora dove stai andando di preciso in questa zona?&#8221; Veronica socchiuse le palpebre, con cipiglio severo.<br \/>\nLui si guard\u00f2 intorno, smarrito. Toss\u00ec per prendere tempo. Finch\u00e9 non si accorse delle luci accese dietro una vetrina, dall&#8217;altra parte della piazzetta che stava di fronte a loro.<br \/>\n&#8220;In quel bar\u2026&#8221; le rispose, accennando col capo la sua destinazione.<br \/>\nLei volt\u00f2 lentamente la testa, con uno sguardo vacuo, senza davvero fissare il locale alle sue spalle. Poi torn\u00f2 su di lui, esaminandolo con attenzione. Nel frattempo aveva ricominciato a gocciolare e la cadenza della pioggia sembrava destinata ad aumentare.<br \/>\n&#8220;Sul serio?!&#8221; gli chiese inclinando il capo a destra.<br \/>\nFabio alz\u00f2 le spalle e cominci\u00f2 a borbottare, come tutte le volte in cui si sentiva in difficolt\u00e0.<br \/>\n&#8220;Scusa&#8230; fa un freddo cane, sono appena uscito dal lavoro\u2026 a casa il frigo \u00e8 vuoto, devo passare a fare la spesa\u2026 ma adesso avrei davvero bisogno di un cappuccino caldo\u2026 devo chiedere permesso?!&#8221;<br \/>\n&#8220;E devi andare proprio in quel bar?!&#8221; insistette lei, senza abbassare ancora la punta dell&#8217;ombrello rivolta verso di lui.<br \/>\nFabio scrut\u00f2 il locale laggi\u00f9 in fondo e la strada che proseguiva oltre la piazzetta. In effetti era un buco fuori dal mondo, e non sapeva nemmeno in che zona fosse finito, per\u00f2 non c&#8217;era altro l\u00ec intorno di aperto a quell&#8217;ora.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9? Cos&#8217;ha di strano quel bar?&#8221; Decise di non dargliela comunque vinta.<br \/>\nVeronica ridacchi\u00f2 divertita, lasciando la punta dell&#8217;ombrello cadere a terra. &#8220;Ci lavoro io, in quel bar.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah&#8230;&#8221; Fabio avvamp\u00f2 di nuovo. Non poteva mica saperlo. Pensava stesse rientrando a casa pure lei, non che invece si stesse recando al lavoro.<br \/>\n&#8220;Ma ci siamo gi\u00e0 visti \u2026e non me lo ricordo?!&#8221; Gli occhi di lei sembravano frugare nella memoria qualche conoscenza del weekend.<br \/>\n&#8220;No, non credo&#8230; Mi sono trasferito qui solo da due settimane, non conosco nessuno&#8230; non conosco nemmeno questo quartiere&#8230; a dire il vero, credo di essermi proprio perso&#8230;&#8221; Sbatt\u00e9 le palpebre per togliersi delle goccioline d&#8217;acqua.<br \/>\n&#8220;Uhm&#8230;&#8221; Per qualche momento Veronica sembr\u00f2 indecisa. Poi si lasci\u00f2 andare a un largo sorriso che le illumin\u00f2 lo sguardo, come se avesse abbracciato una risoluzione importante per il suo futuro. Con uno scatto, riapr\u00ec l&#8217;ombrello rosso e poi si avvicin\u00f2 a Fabio per proteggere anche lui dalla pioggia, sempre pi\u00f9 fitta.<br \/>\n&#8220;Io sono Veronica&#8221; disse con un altro tono di voce, caldo e ammaliante.<br \/>\n&#8220;Fabio.&#8221; E&#8217; proprio carina, pens\u00f2. Forse un po&#8217; giovane, forse il suo viso aperto mi inganna. E&#8217; sicuramente alta, perch\u00e9 riesco a guardarla dritta negli occhi. Credo verdi, anche se la luce del lampione \u00e8 fioca. Mille pensieri gli attraversarono la mente.<br \/>\n&#8220;Bene Fabio, andiamo.&#8221; Lei lo prese a braccetto con disinvoltura, continuando a reggere l&#8217;ombrello sopra le loro teste.<br \/>\n&#8220;Avrai il miglior cappuccino della citt\u00e0, spolverata di cioccolato compresa.&#8221;<\/p>\n<p>Nei giorni successivi, quel bar divenne una costante del rientro a casa di Fabio, con molto fastidio da parte di Bartolomeo che doveva attendere ulteriormente il suo spuntino prima di cena. Veronica ci lavorava solo nel pomeriggio durante la settimana, le ultime tre ore prima della chiusura, e talvolta anche il sabato mattina. Quell&#8217;impegno le consentiva di pagare parte delle sue spese da studente fuori sede, visto che frequentava il secondo anno di Lingue all&#8217;Universit\u00e0. Il locale era frequentato per lo pi\u00f9 dai residenti del quartiere e in breve erano diventati tutti la sua seconda famiglia.<br \/>\nFabio aveva anche scoperto un supermercato nelle vicinanze, sulle indicazioni di lei. Bastava imboccare un&#8217;altra strada dalla fermata del tram, con un giro un po&#8217; pi\u00f9 ampio rispetto al consueto percorso. Poco importa che ne avesse uno comodo proprio sotto casa, ma cos\u00ec poteva fare pi\u00f9 movimento, no?<br \/>\nMentre alle loro spalle si susseguivano lunghe partite di canasta, riunioni del gruppo di lettura del quartiere e ritrovi del Knitting Club, il laboratorio di maglia e uncinetto, loro due parlavano di qualsiasi cosa. Scambiavano lamentele sulla giornata lavorativa o in aula, commentavano le notizie che Fabio leggeva sul quotidiano, un po&#8217; di gossip perch\u00e9 stava per cominciare pure il Festival di Sanremo, sebbene entrambi ascoltassero per lo pi\u00f9 cantanti stranieri. Veronica era una &#8220;swiftie&#8221;, una fan della cantante Taylor Swift e spesso era quello il sottofondo musicale del locale. Le piacevano pure i gatti, anche se non ne aveva uno suo, cos\u00ec lui le mostrava le foto di Bartolomeo dal suo cellulare. E intanto si chiedeva se uscisse con qualcuno e quanto sarebbe stato azzardato farsi avanti, prima di passare nella tomba dell&#8217;amicizia.<br \/>\nErano trascorse altre due settimane dal quel loro primo incontro e Fabio si stava dimenticando anche della scritta nel bagno. Aveva contattato il numero di telefono fornitogli dall&#8217;agenzia immobiliare e aveva risposto una voce giovane, tal Alessandro, che aveva ereditato l&#8217;appartamento da uno zio scapolo scomparso prematuramente. Non aveva la bench\u00e9 minima idea di cosa rappresentasse quel nome, nessuno in famiglia aveva notizie di quella Veronica. Intanto Fabio aveva conosciuto i suoi vicini di casa nel condominio e chiesto delucidazioni in merito a quello strano mosaico. Gli dissero solamente che in quell&#8217;appartamento aveva vissuto un artista eccentrico, uno che non dava mai confidenza a nessuno, a malapena li salutava quando li incrociava per le scale, e comunque era stato molto di pi\u00f9 all&#8217;estero che l\u00ec tra loro.<br \/>\nComunque dubitava si trattasse di questa Veronica, sensuale ragazza dai capelli lunghi e dal sorriso aperto, incrociata per caso. Le aveva spiegato dove abitava lui, quale caseggiato, quale piano e quale appartamento, e lei non aveva battuto ciglio.<br \/>\nQuel sabato mattina, con un cielo piuttosto uggioso sebbene asciutto, era uscito per una corsetta intorno al suo quartiere. Dopo aveva continuato fino alla fermata del tram. Poi, gi\u00e0 che era arrivato fino a l\u00ec, perch\u00e9 non proseguire fino al bar, dove Veronica era in servizio?<br \/>\nIn genere il sabato, dopo la colazione, infilava Bartolomeo dentro il trasportino, con i guanti grossi da carpentiere per resistere alle rimostranze graffianti del gatto, e guidava in autostrada un paio d&#8217;ore per tornare a casa dai genitori. Ma era troppo stanco per buttarsi nel traffico, aveva ancora qualche scatolone del trasloco da svuotare e, in tutta sincerit\u00e0, aveva voglia di vedere lei.<br \/>\nSi avvicin\u00f2 al bancone ancora col fiato grosso per lo sforzo e a malapena riusc\u00ec a dire &#8220;cappuccino&#8221;.<br \/>\n&#8220;Buongiorno a te!&#8221; gli sorrise Veronica. Poi si mise ad armeggiare con la vecchia Cimbali alle sue spalle, prendendo il filtro, sbattendolo sul cestino, riempiendolo di caff\u00e8 macinato al momento e poi agganciandolo alla macchina pronta. &#8220;Non sei partito con Bartolomeo stamane?&#8221;<br \/>\nLui neg\u00f2 solo con la testa, mentre ancora inspirava e soffiava fuori l&#8217;aria per recuperare il battito cardiaco.<br \/>\nDi fronte alla tazza fumante, cerc\u00f2 una scusa per chiederle se era impegnata. Imbocc\u00f2 una strada larga, larghissima.<br \/>\n&#8220;Cosa si fa da queste parti nel weekend? Beh, se non hai un ragazzo, immagino\u2026&#8221; Sorseggi\u00f2 il cappuccino fingendo indifferenza.<br \/>\nVeronica stava sciacquando alcune tazzine, da infilare nella lavastoviglie. Ridacchi\u00f2, scuotendo il capo.<br \/>\n&#8220;Mi chiedevo quando me l&#8217;avresti chiesto&#8230; No, non sto con nessuno al momento. E tu?&#8221; Lo scrut\u00f2, mentre continuava a sistemare i piattini.<br \/>\n&#8220;Sono single da qualche mese\u2026&#8221; Il giusto per non apparire troppo sfigato, ecco, pens\u00f2 Fabio.<br \/>\n&#8220;Storia lunga?&#8221; Prese un enorme vassoio dallo stipetto e cominci\u00f2 a disporre piattini e cucchiaini puliti.<br \/>\n&#8220;Quasi un anno, non so se sia da considerarsi lunga\u2026&#8221; Decise che era meglio non specificare della convivenza, la rendeva una storia importante.<br \/>\n&#8220;E chi ha lasciato chi?&#8221; Poi vedendo l&#8217;espressione divertita di lui, aggiunse: &#8220;Scusa, sono un po&#8217; impicciona, lo so.&#8221;<br \/>\nIn realt\u00e0 Fabio era solo compiaciuto di tutto questo interesse. &#8220;Mi ha lasciato lei, per New York&#8230; Difficile competere con una citt\u00e0 metropolitana. New York poi! La grande mela, il simbolo del peccato!&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm, non lo so&#8230; New York dev&#8217;essere bella da turista, ma non vorrei viverci davvero.&#8221; Mise sei tazzine in attesa del caff\u00e8 sotto i beccucci della macchinetta. &#8220;Rimpianti?&#8221; aggiunse poco dopo.<br \/>\nFabio pos\u00f2 la tazza sul piatto, perch\u00e9 il cappuccino era davvero bollente e pure la ceramica gli stava ustionando le dita.<br \/>\nCi pens\u00f2 su un attimo. &#8220;All&#8217;inizio s\u00ec, non l&#8217;avevo presa bene. Ora credo sia stato meglio cos\u00ec, per tutti e due.&#8221;<br \/>\nVeronica gli rivolse un sorriso largo, prima di prendere il vassoio carico di ordinazioni da portare ai tavolini del gruppo di lettura riunito per le prime impressioni del romanzo del mese.<br \/>\nLui rimase l\u00ec per un&#8217;altra ora e riuscirono a scambiare qualche altra breve conversazione, ma c&#8217;era davvero molta gente nel locale e diversi avventori di passaggio, in direzione del centro pedonale. Un po&#8217; con rammarico, decise quindi di andarsene e lasciarla lavorare in pace.<br \/>\nPagato il conto, Fabio stava per salutarla e Veronica lo blocc\u00f2 con uno sguardo severo, incrociando le braccia dietro il bancone.<br \/>\n&#8220;No dico, te ne vai cos\u00ec?!&#8221; Il tono \u00e8 contrariato.<br \/>\nLui si guard\u00f2 intorno, controll\u00f2 le tasche della giacca e il ripiano alto di fronte, si fosse mai dimenticato qualcosa.<br \/>\nLei gli sorrise sorniona. &#8220;Non mi inviti a uscire questa sera?&#8221;<\/p>\n<p>Avevano deciso per una pizza e poi un film al cinema, senza nessuna pellicola particolare in mente, ma da scegliere sul momento. La pizzeria l&#8217;aveva scelta e prenotata Veronica, perch\u00e9 Fabio al massimo poteva solo curiosare su TripAdvisor e cercare di barcamenarsi tra le recensioni.<br \/>\nLei abitava fuori dalla citt\u00e0, nella periferia che si fondeva con i piccoli comuni limitrofi, e divideva un appartamento in affitto assieme ad altre due studentesse. Fabio pass\u00f2 a prenderla con l&#8217;auto all&#8217;indirizzo che gli aveva indicato. Riusc\u00ec a parcheggiare a pochi isolati dal suo civico, cos\u00ec la attese sotto il portone dopo aver suonato al citofono. Uno schiocco apr\u00ec il cancello e subito dopo lei usc\u00ec.<br \/>\nIndossava sempre il suo cappottino corto nero e la sciarpa porpora. Ma sotto aveva una gonna corta e le calze coprenti non riuscivano a nascondere le sue belle gambe.<br \/>\n&#8220;Che c&#8217;\u00e8? O hai visto un fantasma\u2026 o sono davvero bellissima stasera!&#8221; Ridacchi\u00f2 lei, tutta soddisfatta, mentre lo raggiungeva.<br \/>\n&#8220;Beh, i fantasmi non esistono, quindi\u2026&#8221; La baci\u00f2 sulla guancia come saluto, annusando lo stesso profumo del loro primo incontro.<br \/>\nSeguendo le istruzioni di lei, perfetto navigatore al suo fianco, arrivarono in poco tempo davanti alla pizzeria. All&#8217;interno l&#8217;ambiente era molto raccolto, perch\u00e9 si divideva in piccole salette appartate, con pochi tavoli. Si poteva parlare tranquillamente, senza dover gridare sopra il rumore di fondo, come capitava in alcuni ristoranti affollati. Le pizze giunsero belle fumanti in pochi minuti dal loro ordine.<br \/>\nChiacchierarono tra un boccone e l&#8217;altro. Veronica gli raccont\u00f2 delle sue storielle, solo due in realt\u00e0, una durante l&#8217;adolescenza, al quarto anno delle superiori, e l&#8217;altra risalente ai primi mesi di vita universitaria.<br \/>\n&#8220;Col primo era la classica cotta da ragazzina, ma non poteva durare, avevamo vite differenti e abbiamo fatto scelte ancora pi\u00f9 diverse. Al primo anno qui in citt\u00e0, mi sono fatta fuorviare dalle compagne di studio. Mi conoscevano poco e mi hanno fatto incontrare questo tipo. Siamo stati insieme\u2026 tre mesi\u2026 poi lui ha anche mollato gli studi e non l&#8217;ho nemmeno pi\u00f9 visto\u2026&#8221;<br \/>\nFabio la ascoltava con attenzione, ammirando il suo modo di mangiare la pizza. La tagliava a spicchi come lui, la mangiava con le mani come lui, ma chiss\u00e0 perch\u00e9 tra le sue dita cos\u00ec aggraziate non sembrava proprio un banale pezzo di pizza. Si sentiva un perfetto imbranato in sua presenza.<br \/>\n&#8220;E cos\u00ec tu fai il restauratore\u2026 &#8221; gli disse lei prima di sorseggiare la birra. &#8220;Perch\u00e9?&#8221; aggiunse subito dopo.<br \/>\n&#8220;Immagino sia merito di nonno Tarquinio. Sono sempre stato affascinato dal suo modo di curare il legno e riportarlo pian piano alla vita. Lo accarezzava a lungo, per capirne pregi e difetti. Lo sverniciava, sostituiva o riparava le parti rotte. Lo trattava contro i tarli, come se quelle bestie stessero lacerando la sua stessa carne. Poi lo pitturava di fresco. Con calma e pazienza, quasi fosse il suo primo amore\u2026<br \/>\nParlo al passato, ma veramente lui fa ancora tutto questo, ogni giorno.&#8221;<br \/>\n&#8220;E tua nonna non \u00e8 gelosa?&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh s\u00ec che lo \u00e8! Per\u00f2 poi fanno pace\u2026 immagino che le riservi le stesse cure\u2026&#8221;<br \/>\nVeronica aveva appoggiato la testa sulla mano sinistra e lo stava fissando. &#8220;Adesso sarei curiosa di vederti lavorare il legno\u2026&#8221;<br \/>\nA Fabio and\u00f2 di traverso la birra e tossicchi\u00f2, fingendo di non aver compreso il riferimento.<br \/>\nTerminata la loro cena, si spostarono di qualche chilometro per raggiungere un nuovissimo cinema multisala. All&#8217;ingresso cominciarono a leggere le locandine degli spettacoli in programmazione e sbirciare i posti ancora disponibili nelle varie sale. Optarono per un film d&#8217;azione di cui Veronica aveva gi\u00e0 visto il trailer in televisione. Fabio aveva sperato in una commedia romantica, sottofondo ideale per stringerla a s\u00e9 e chiss\u00e0, magari rubarle pure un bacio. Il frastuono del Dolby Surround durante gli inseguimenti e le sparatorie sullo schermo non sarebbe stato affatto propizio per le romanticherie. Magari un&#8217;altra volta, pens\u00f2 un po&#8217; dispiaciuto.<br \/>\nMa dopo essersi seduti sulle poltrone assegnate, Veronica alz\u00f2 il bracciolo che li divideva.<br \/>\n&#8220;Scusa, scusa, mi avvicino un po&#8217;\u2026&#8221; I suoi occhi luccicavano nella penombra della sala.<br \/>\nPoi gli sussurr\u00f2 all&#8217;orecchio, ridacchiando divertita: &#8220;Quello dall&#8217;altra parte puzza\u2026&#8221;<br \/>\nFabio non si lasci\u00f2 sfuggire l&#8217;occasione: le pass\u00f2 il braccio dietro le spalle e la attir\u00f2 verso di s\u00e9. &#8220;Vieni, ti proteggo io\u2026&#8221;<br \/>\nQuando si abbassarono le luci, si isolarono dal resto della sala, come se fossero in realt\u00e0 rilassati sul divano di casa, loro due soli.<br \/>\nVeronica commentava le sequenze al suo orecchio, e lui faceva lo stesso voltandosi verso di lei. Un paio di volte, le loro bocche rischiarono di scontrarsi per sbaglio. Durante una scena particolarmente adrenalinica e carica di sangue, Veronica nascose il suo viso sulla spalla di lui.<br \/>\n&#8220;Non posso guardare\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9? Ti perdi il meglio!&#8221; esclam\u00f2 Fabio, anche se non stava poi seguendo molto la storia.<br \/>\n&#8220;Mi sta agitando troppo\u2026 &#8221; In effetti non aveva smesso di muoversi, scuotendo le loro poltrone. &#8220;Che succede? eh?&#8221;<br \/>\nLui cerc\u00f2 di raccontarglielo, e intanto le avvolgeva anche l&#8217;altro braccio intorno.<br \/>\n&#8220;Allora&#8230; quello morto, decapitato\u2026 l&#8217;altro sta scappando per i tetti\u2026 per\u00f2 cade e muore\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Non sei molto bravo con le descrizioni\u2026&#8221; Veronica rise e torn\u00f2 a guardare il film, pur con gli occhi socchiusi.<br \/>\nAl termine del film, si staccarono con un sospiro. La riaccompagn\u00f2 a casa, trovando parcheggio alquanto lontano dal suo civico perch\u00e9 era abbastanza tardi e tutti i posti erano occupati. Cammin\u00f2 con lei fin sotto il portone.<br \/>\n&#8220;Sono stato bene\u2026&#8221; disse quando si fermano uno di fronte all&#8217;altra, in attesa.<br \/>\n&#8220;Anch&#8217;io\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Beh, buonanotte\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Buonanotte&#8230;&#8221;<br \/>\nFabio fece per allontanarsi, quando Veronica con uno scatto gli si butt\u00f2 addosso, stringendolo per la giacca.<br \/>\n&#8220;Stai dimenticando ancora qualcosa\u2026&#8221;<br \/>\nE lo baci\u00f2, prima con tenerezza, poi con sensualit\u00e0.<\/p>\n<p>Per Fabio era stato davvero arduo staccarsi dall&#8217;abbraccio caldo di Veronica e tornare al proprio appartamento, dove Bartolomeo lo stava attendendo imbronciato. Per ripicca di essere rimasto solo e senza spuntini, il gatto aveva rosicchiato tutta la tappezzeria della poltrona dove di solito sedevano insieme per guardare la televisione, un segnale chiarissimo di rivolta.<br \/>\nDopo una notte di riconciliazione, con Bartolomeo abbarbicato sul cuscino del suo padrone, proprio sopra la sua testa, erano partiti la domenica mattina per un pranzo con i genitori del ragazzo. Appena Fabio imbocc\u00f2 il vialetto che portava al casale della famiglia, incroci\u00f2 nonno Tarquinio che rientrava dalla sua passeggiata in mezzo alla natura. Parcheggi\u00f2 l&#8217;auto in un angolo del cortile, lasci\u00f2 Bartolomeo libero di scorrazzare per il giardino e torn\u00f2 indietro per accompagnare il nonno a piedi.<br \/>\n&#8220;Come mai non sei venuto ieri, eh? Una ragazza?&#8221; Camminavano lentamente in mezzo alla strada sterrata, l\u00ec dove la ghiaia la manteneva asciutta dall&#8217;umidit\u00e0 del periodo.<br \/>\n&#8220;Forse\u2026&#8221; rispose imbarazzato Fabio.<br \/>\n&#8220;Come forse? O l&#8217;\u00e8 o non l&#8217;\u00e8, una ragazza!&#8221; esclam\u00f2 il nonno, abbozzando un sorriso divertito.<br \/>\n&#8220;Non so se possa essere quella giusta\u2026&#8221;<br \/>\nIl vecchio agit\u00f2 la mano destra in aria, come a voler scacciare cattivi pensieri. &#8220;Non lo saprai mai se almeno non ci provi.&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm uhm\u2026&#8221; Chiss\u00e0 cosa avrebbe pensato lui di Veronica, si stava chiedendo Fabio.<br \/>\n&#8220;Non lasciare che le persone cattive ti induriscano&#8221; aggiunse l&#8217;altro. L&#8217;allusione era verso la sua ex fidanzata Elisa, che a nonno Tarquinio non era mai piaciuta granch\u00e9. Era stato solo contento che la ragazza avesse lasciato il nipote, finalmente libero di poter pensare anche ai propri sogni.<br \/>\n&#8220;Se lei ti piace, devi tentare&#8230;&#8221; Gli strinse la sua mano forte sulla spalla.<br \/>\nMemore delle parole del nonno, Fabio non perse altro tempo. Il luned\u00ec successivo, quando entr\u00f2 nel bar trovando solo due pensionati che discutevano di politica a un tavolino in fondo, prese Veronica per la mano e la trascin\u00f2 nello sgabuzzino del retro. Lo stupore di lei si trasform\u00f2 in un risolino soffocato, quando Fabio ricominci\u00f2 quel discorso interrotto il sabato precedente sul portone di casa sua.<br \/>\n&#8220;Mi sei mancata&#8230;&#8221; sussurr\u00f2 appena, prima di travolgerla con un&#8217;altra serie di baci.<br \/>\n&#8220;E ti invito gi\u00e0\u2026 per sabato sera\u2026 cenetta per due\u2026 a casa mia\u2026 &#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm&#8230; bene\u2026 cos\u00ec mi\u2026 presenti\u2026 Bartolomeo\u2026 &#8221; mormor\u00f2 lei, staccandosi appena per potergli rispondere.<br \/>\nTrascorsa la settimana lavorativa, durante la quale comunque si era visti tutti i pomeriggi, con qualche occasionale puntata al medesimo sgabuzzino, Fabio stava terminando di preparare la cena tanto attesa. Bartolomeo continuava a intralciarlo nei movimenti, perch\u00e9 si ostinava a stargli in mezzo ai piedi, letteralmente, in attesa di qualche fortunato assaggio. Alle sette in punto precise suon\u00f2 il campanello del portoncino esterno. Lui si affrett\u00f2 ad aprire dal videocitofono che mostrava Veronica con un sacchetto in mano e poi rest\u00f2 di fianco alla porta spalancata nell&#8217;androne delle scale condominiali.<br \/>\nVeronica sal\u00ec saltellando tra i gradini e quando giunse di fronte all&#8217;ingresso, gli consegn\u00f2 il sacchetto di carta. &#8220;Eccoci! Ho portato del vino&#8230;&#8221;<br \/>\nFabio la fece entrare e poi tir\u00f2 fuori una scatola dall&#8217;armadietto porta scarpe di fronte a loro.<br \/>\n&#8220;Queste invece sono per te&#8230;&#8221; Erano due morbide pantofole rosse, con piccoli cuori bianchi. &#8220;E quando non le userai, le nasconder\u00f2 perch\u00e9 Bartolomeo non decida di rosicchiarle per dispetto.&#8221; Le pos\u00f2 a terra e la aiut\u00f2 a togliersi gli stivali per infilarsi le pantofole.<br \/>\n&#8220;Sono bellissime, grazie.&#8221; Muoveva i piedi per osservarle meglio.<br \/>\n&#8220;Speriamo che durino&#8230; Io uso questi zoccoli di plastica dura, ma come vedi ci sono i suoi denti stampati sopra!&#8221;<br \/>\nSentendosi chiamato in causa, l&#8217;inquilino peloso comparve nell&#8217;atrio, dapprima guardingo verso la sconosciuta ma poi confidente dei piedi del padrone.<br \/>\n&#8220;S\u00ec, sto parlando di te, gattaccio!&#8221; Fabio si chin\u00f2 ad accarezzarlo, ma Bartolomeo pass\u00f2 ad annusare le gambe di Veronica, decidendo che s\u00ec, poteva restare.<br \/>\nIl men\u00f9 prevedeva polpettine e patatine fritte dalla rosticceria per secondo, ma per il primo Fabio si sarebbe impegnato in un risotto, ricetta speciale di nonno Tarquinio.<br \/>\n&#8220;Perfetto! Vado a lavarmi le mani e ti aiuto con la tavola&#8221; sussurr\u00f2 Veronica, dopo essersi presa un bacio di benvenuto.<br \/>\n&#8220;Certo. Il bagno \u00e8 in fondo al corridoio a sinistra&#8221; le rispose Fabio tornando in cucina.<br \/>\nBartolomeo trotterell\u00f2 dietro alla ragazza, con la coda tutta ritta, e con un lungo miagolio sdolcinato.<br \/>\nMa dopo pochi secondi, Veronica lanci\u00f2 un urlo e il gatto torn\u00f2 in cucina terrorizzato, nascondendosi sotto lo sgabellino.<br \/>\nFabio accorse subito a vedere cosa stava succedendo. Veronica era fuori dalla porta del bagno, stava guardando sconvolta la scritta del suo nome sotto la finestra.<br \/>\n&#8220;Che cos&#8217;\u00e8 quello?!&#8221; Punt\u00f2 il dito verso il mosaico, mentre fissava Fabio con uno sguardo impaurito.<br \/>\n&#8220;Lascia che ti spieghi&#8230;&#8221; Lui cerc\u00f2 di avvicinarsi per tranquillizzarla, ma lei si allontan\u00f2.<br \/>\n&#8220;E&#8217; da maniaco\u2026 &#8221; sussurr\u00f2 appena, la voce strozzata dalla paura.<br \/>\n&#8220;Non l&#8217;ho fatto io\u2026 te lo giuro!&#8221;<br \/>\nVeronica scosse la testa e mise le mani avanti per tenerlo distante. Torn\u00f2 nell&#8217;atrio, lasci\u00f2 le pantofole rosse e afferr\u00f2 il giubbotto e gli stivali con le mani, correndo fuori dall&#8217;appartamento. Poi la sent\u00ec scalpicciare gi\u00f9 per le scale e infine il portone sbatt\u00e9 all&#8217;ingresso.<br \/>\nLui era cos\u00ec scioccato che non pens\u00f2 di correrle dietro. Forse aveva ragione lei. Era da maniaci avere conservato quella scritta. Ma lei era cos\u00ec troppo spaventata, perch\u00e9?<br \/>\nPi\u00f9 tardi la cerc\u00f2 al telefono, ma lo aveva spento. Le lasci\u00f2 un paio di messaggi, ma non ricevette nessuna risposta.<br \/>\nPerch\u00e9 non aveva rimosso quella stupida scritta?!<\/p>\n<p>La domenica mattina Fabio tent\u00f2 nuovamente di contattarla, ma il numero di Veronica risultava spento o non raggiungibile. Prov\u00f2 con nuovi messaggi, ma senza alcun risultato. All&#8217;ora di pranzo si present\u00f2 sotto casa di lei, citofon\u00f2 un paio di volte e poi sent\u00ec una voce femminile distorta. Una delle coinquiline si scusava, ma Veronica non c&#8217;era. Sicuramente una bugia, magari lo stava osservando attraverso le tende del salottino, ma non voleva essere inopportuno verso le altre ragazze.<br \/>\nIl luned\u00ec pomeriggio al rientro dal lavoro si present\u00f2 come di consueto al bar, ma lei non c&#8217;era.<br \/>\n&#8220;La trovi di mattina adesso,&#8221; gli spieg\u00f2 il signor Giacomo, il proprietario del locale. &#8220;Mi ha chiesto un cambio temporaneo.&#8221;<br \/>\nRientrato a casa, dove Bartolomeo non lo abbandonava un istante, avendo compreso l&#8217;angoscia del suo padrone, Fabio decise di chiamare nonno Tarquinio con una scusa. Ma era impossibile nascondere qualcosa al vecchio, specie quando la telefonata arrivava improvvisa e fuori orario.<br \/>\n&#8220;Ho fatto un casino\u2026&#8221; ammise Fabio dispiaciuto.<br \/>\n&#8220;E che sar\u00e0 mai! Cosa \u00e8 successo?&#8221; gli chiese il nonno dall&#8217;altra parte, convinto che solo la Grande Guerra fosse stato un vero pasticcio.<br \/>\nIl ragazzo cominci\u00f2 a spiegargli tutta la storia, cominciando da quel stupido mosaico lasciato sul bagno del nuovo appartamento in citt\u00e0.<br \/>\nAlla fine del suo racconto, il nonno tacque per un istante, tanto che Fabio pens\u00f2 di aver perso la comunicazione.<br \/>\n&#8220;Nonno? Ci sei ancora?&#8221;<br \/>\n&#8220;Dille la verit\u00e0.&#8221; Il tono era severo, come quando lo sgridava da ragazzino quando aveva usato la sega circolare del laboratorio senza permesso e senza supervisione, rischiando di farsi davvero male.<br \/>\n&#8220;E come? Non mi risponde al telefono, ai messaggi, al citofono\u2026 non vuole manco vedermi\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;Voi giovani e la vostra stupida tecnologia! Ai miei tempi si scriveva una lettera. Tua nonna le conserva ancora tutte, nascoste dentro il cassettone della camera da letto. Quando ha gli occhi lucidi, so che \u00e8 andata a rileggersele. E allora mi prepara la torta buona.&#8221;<br \/>\n&#8220;Una lettera?&#8221; Fabio era alquanto confuso.<br \/>\n&#8220;S\u00ec, una lettera. Sai scrivere, no?&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo nonno\u2026 &#8221; sbuff\u00f2 il ragazzo infastidito. Le lettere di solito sono lunghe e lui non riusciva a immaginare di riempire nemmeno mezzo foglio.<br \/>\n&#8220;Per\u00f2 ricorda: sii onesto! Ci deve essere tutta la verit\u00e0. Soprattutto il vero motivo per cui hai lasciato quella scritta in bagno.&#8221;<br \/>\n&#8220;Il motivo? E quale sarebbe?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah, non devo essere io a rispondere. Pensaci un po&#8217; su. Per me \u00e8 chiaro, ma lo devi capire da te.&#8221;<br \/>\nAnche se non era affatto certo dello strumento, Fabio decise di provarci. Tanto oramai cosa aveva da perdere?<br \/>\nSi sedette sul divano con il blocco degli appunti. Al suo fianco, Bartolomeo ascoltava attentamente la lettera che Fabio declamava, via via che componeva le varie frasi. Cominci\u00f2 dal principio, da quella sera quando l&#8217;aveva inseguita sotto la pioggia solo perch\u00e9 aveva sentito il suo nome alla fermata del tram. Per confermare che il mosaico in bagno era presente all&#8217;acquisto dell&#8217;appartamento, stamp\u00f2 e alleg\u00f2 alla lettera la mail dell&#8217;agente immobiliare, con le foto originali prima che lui si trasferisse a vivere l\u00ec. Stava per chiudere tutto dentro una busta, quando decise di aggiungere un&#8217;ultima spiegazione.<br \/>\n&#8220;All&#8217;inizio non ho tolto la scritta perch\u00e9 ero curioso di scoprire il suo mistero. Dopo che ti ho conosciuta, era bello vedere il tuo nome l\u00ec tutte le mattine. Pensavo a te, anche se non era stata realizzata per te.&#8221;<br \/>\nLa sera del giorno dopo consegn\u00f2 la busta chiusa al signor Giacomo al bar, chiedendogli la cortesia di recapitarla a Veronica.<br \/>\nPoi si mise in attesa, contando le ore che scorrevano lente. Solo silenzio. Quella lettera sembrava non aver sortito alcun effetto.<br \/>\nFabio arriv\u00f2 al venerd\u00ec sera pi\u00f9 stanco e demoralizzato che mai. Pioveva a dirotto, stavolta si era portato appresso l&#8217;ombrellino pieghevole ma si era sfasciato completamente al forte vento. Butt\u00f2 i vestiti inzuppati in lavatrice e si riscald\u00f2 sotto una doccia bollente.<br \/>\nIn accappatoio, seduto sullo sgabello del bagno, sospir\u00f2 osservando il mosaico sotto la finestra del bagno.<br \/>\n&#8220;Beh, Bartolomeo, adesso sappiamo che non \u00e8 lei quella Veronica l\u00ec\u2026&#8221;<br \/>\nIl gatto sdraiato sul pavimento caldo emise uno sbuffo, simile al sospiro del padrone.<br \/>\nQualcuno suon\u00f2 il campanello della porta interna, quella sulle scale condominiali. &#8220;Sar\u00e0 la signora Austeri\u2026 avranno di nuovo scambiato la posta gi\u00f9 nelle cassette\u2026&#8221; Fabio si vest\u00ec in fretta, infilandosi una tuta da ginnastica, i capelli ancora gocciolanti.<br \/>\nApr\u00ec la porta mentre si stava ancora passando l&#8217;asciugamano sulla testa.<br \/>\n&#8220;Oh&#8230;&#8221;<br \/>\nVeronica era l\u00ec di fronte a lui, gli occhi pesti di chi aveva pianto parecchio. Gli mostr\u00f2 la sua busta aperta con i fogli sgualciti.<br \/>\n&#8220;E&#8217; tutto vero?&#8221; gli chiese con voce rotta.<br \/>\n&#8220;S\u00ec. Mi dispiace di averti spaventato cos\u00ec tanto\u2026&#8221; mormor\u00f2 lui.<br \/>\n&#8220;Sono scappata perch\u00e9\u2026 Alice, la mia coinquilina, ha avuto problemi l&#8217;anno scorso con un ragazzo. Lei lo aveva lasciato, ma lui non voleva saperne. E faceva cose\u2026 proprio di questo tipo. La pedinava. Scritte sui muri. Beh, sui muri fuori di casa\u2026 La aspettava fuori dall&#8217;aula. Le controllava anche la posta cartacea. E&#8217; dovuta tornare a casa dei suoi per un po&#8217;\u2026 Insomma, ecco perch\u00e9 ho preso davvero paura.&#8221;<br \/>\n&#8220;Mi spiace, davvero. Avrei dovuto dirtelo prima, ma poi non mi sembrava nemmeno cos\u00ec importante\u2026&#8221;<br \/>\nLei continuava a rigirare tra le mani la busta e i fogli, senza avere il coraggio di guardarlo in viso.<br \/>\nLui non riusciva a muoversi, era bloccato l\u00ec sulla soglia dell&#8217;appartamento.<br \/>\n&#8220;Sei proprio pazzo&#8230;&#8221; Veronica accenn\u00f2 un lieve sorriso.<br \/>\n&#8220;Lo so.&#8221;<br \/>\n&#8220;Per\u00f2 sei un pazzo romantico\u2026&#8221;<br \/>\nLei gli si butt\u00f2 addosso nello stesso istante in cui Fabio apriva le braccia per accoglierla. La trascin\u00f2 all&#8217;interno dell&#8217;appartamento e con un calcio chiuse il battente dell&#8217;ingresso. Finalmente \u00e8 tornata a casa, pens\u00f2.<br \/>\n&#8220;Mi sei mancata&#8230;&#8221; Lui la baci\u00f2 in ogni piccola parte del viso, mentre lei sospirava felice.<br \/>\nMa poi le loro labbra divennero sempre pi\u00f9 affamate e le loro mani non smettevano di esplorare sotto i vestiti.<br \/>\nFinch\u00e9 anche quelli non caddero a terra e loro due si chiusero nella camera da letto.<br \/>\nSolo Bartolomeo miagol\u00f2 indispettito fuori dalla porta perch\u00e9 si erano dimenticati della sua cena.<\/p>\n<p>Un profumo meraviglioso di dolce e caff\u00e8 proveniva dalla cucina. Fabio si svegli\u00f2 sentendo rumori di stipetti richiusi, pentole che si scontrano, posate che cadono a terra. Temendo il peggio, e di solito il peggio era qualche danno di Bartolomeo, allung\u00f2 una mano sull&#8217;altro cuscino. Vuoto. Sorrise ancora con gli occhi chiusi. Ricordava lei, ricordava la loro prima notte insieme. E ora gli stava preparando la colazione.<br \/>\nIndoss\u00f2 pantaloni e felpa della tuta da ginnastica e la raggiunse. Sbadigliando un Buongiorno soffocato, si accomod\u00f2 sullo sgabello alto.<br \/>\nVeronica stava cucinando dei pancake nella padella. Bartolomeo, seduto dritto sul bancone, la stava osservando incantato.<br \/>\n&#8220;E&#8217; innamorato di te\u2026 guarda come ti fissa!&#8221; sghignazz\u00f2 Fabio.<br \/>\n&#8220;Oh beh. Si comincia dal gatto per arrivare al padrone, no?&#8221;<br \/>\nLa raggiunse dall&#8217;altra parte del bancone e la travolse con un lungo bacio. Furono per\u00f2 disturbati dal campanello della porta.<br \/>\n&#8220;Uhm&#8230; vado io&#8230;&#8221; Fabio si stacc\u00f2 da lei per andare ad aprire.<br \/>\nSi trov\u00f2 di fronte una donna piuttosto elegante, con un cappotto scuro e i guanti in pelle, due tacchi vertiginosi e occhiali da diva tra i capelli bianchi. Un colore voluto, perch\u00e9 il viso giovanile dimostrava al massimo una cinquantina d&#8217;anni.<br \/>\n&#8220;Sono qui per questa&#8230;&#8221; esord\u00ec con voce sensuale. Tra le mani reggeva una piccola cornice, che gli consegn\u00f2.<br \/>\nFabio osserv\u00f2 stupefatto l&#8217;immagine incorniciata. &#8220;Ma \u00e8&#8230; lei!&#8221;<br \/>\nLa foto era un po&#8217; sbiadita dal tempo, con i colori tendenti al rosso. Ritraeva una giovane donna sdraiata per terra su un fianco, con indosso una vestaglia azzurra, alquanto trasparente. Un seno sbarazzino spuntava dall&#8217;orlo dell&#8217;indumento. Lei rideva con la testa un po&#8217; all&#8217;indietro, gli occhi esprimevano la felicit\u00e0 pura dei momenti unici. Dietro di lei, la parete del bagno con il mosaico.<br \/>\n&#8220;Veronica? Puoi venire un attimo?&#8221; chiam\u00f2 Fabio a voce alta per farsi sentire da lontano.<br \/>\nLei arriv\u00f2 asciugandosi le mani sullo strofinaccio della cucina.<br \/>\nLa signora li osserv\u00f2 incuriosita.<br \/>\n&#8220;Lei \u00e8 Veronica, la mia ragazza\u2026 &#8221; Fabio le pass\u00f2 il braccio dietro la schiena. &#8220;Eh, beh, ci siamo conosciuti grazie a lei!&#8221;<br \/>\nCol capo accenn\u00f2 alla cornice che aveva appena restituito alla donna. &#8220;Venga, le offriamo un caff\u00e8&#8221; aggiunse poi.<br \/>\nSeduti intorno al tavolo del salotto, la signora Veronica cominci\u00f2 a raccontare la sua storia.<br \/>\n&#8220;Ero la sua musa, ed ero la sua amante. Lui viaggiava per tutta l&#8217;Europa, io ero sposata qui, avevo gi\u00e0 un figlio piccolo. Amavo mio marito, ma lui&#8230;&#8221; sospir\u00f2 tornando con la mente a quei giorni. &#8220;Era un amore impossibile e totalizzante. Ci siamo amati molto e ci siamo lasciati per non rovinare tutto. Solo lui mi chiamava Veronica, \u00e8 il mio secondo nome, ma non risulta all&#8217;anagrafe. Un giorno mi aspettava qui, avevamo appuntamento, e mi mostr\u00f2 cosa aveva fatto, solo per me. Non c&#8217;era la doccia a quei tempi. Aveva una bellissima vasca in ghisa, dove facevamo il bagno insieme. E anche l&#8217;amore&#8230;&#8221;<br \/>\nSorseggi\u00f2 un po&#8217; di caff\u00e8 dalla tazzina che le aveva preparato Veronica.<br \/>\n&#8220;Ho saputo della sua morte, mi ha avvisato la signora Marchetti, siamo amiche da quando entravo furtivamente nell&#8217;edificio. Poi mi ha informato che lei, il nuovo proprietario, mi stava cercando. Che la scritta \u00e8 ancora qui. Nessuno ha avuto il coraggio di toglierla, dopo tutto.&#8221;<br \/>\n&#8220;E&#8217; vero. Gli inquilini prima di me erano di passaggio, non hanno voluto impegnarsi in troppi lavori. Io sono appena arrivato e ci stavo pensando. Poi, in maniera alquanto curiosa, quel mosaico ci ha fatto incontrare&#8230;&#8221; Fabio strinse la mano di Veronica, l\u00ec al suo fianco.<br \/>\nInsieme spiegarono alla donna come si erano incrociati, ma quel nome li avesse di fatto uniti.<br \/>\n&#8220;Adesso vorrei rinnovare il bagno&#8221; prosegu\u00ec Fabio. &#8220;Quindi cercavo l&#8217;autore, per capire se voleva conservare il mosaico originale. Ho chiesto a un piastrellista, si pu\u00f2 rimuovere senza danneggiarlo. Loro sanno come farlo.&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, ci terrei ad averlo, grazie.&#8221;<br \/>\n&#8220;Io per\u00f2 avrei una richiesta&#8221; annunci\u00f2 Veronica, scrutando soprattutto l&#8217;espressione incuriosita di Fabio. &#8220;Potremmo scattare una foto della scritta, com&#8217;\u00e8 ora, e tenerla per noi? Pensavo di ingrandirla e farne un quadro. Per ricordo.&#8221;<br \/>\n&#8220;Certamente cara&#8221; le rispose la donna.<br \/>\n&#8220;Tu che ne pensi?&#8221; Veronica si rivolse direttamente a Fabio.<br \/>\n&#8220;E&#8217; perfetto\u2026 \u00e8 tutto perfetto\u2026 &#8221; le sussurr\u00f2 lui.<br \/>\nDal fondo della cucina arriv\u00f2 un interminabile e alquanto rabbioso <em>meow<\/em>, seguito da un rovesciare a terra di pentolame vario.<br \/>\nSi erano, di nuovo, dimenticati dello spuntino di Bartolomeo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(C) 2025 Barbara Businaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note:<br \/>\nQuesto racconto nasce, quasi per folgorazione, da uno dei miei programmi preferiti: <a href=\"https:\/\/realtime.it\/programmi-real-time\/casa-a-prima-vista\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Casa a prima vista<\/a>.<br \/>\nTre agenti immobiliari si sfidano per trovare la casa perfetta per gli acquirenti che si presentano ad ogni episodio, cercando di soddisfare tutte le loro richieste, come zona della citt\u00e0, servizi del quartiere, dimensioni e disposizione della soluzione, da ristrutturare o &#8220;ready to love&#8221;. Non so nemmeno io perch\u00e9 mi piaccia tanto questo programma, se per la simpatia degli agenti o perch\u00e9 in famiglia scommettiamo su cosa sceglieranno i concorrenti alla fine. O quale casa vorremmo anche per noi.<br \/>\nCi sono stati diversi episodi che mi hanno colpito, anche insegnandomi particolarit\u00e0 di Milano e Roma, le citt\u00e0 dove in genere si svolgono le ricerche. Ma uno in particolare \u00e8 arrivato persino nel mio quadernetto delle idee: Stagione 3 Episodio 24, si presenta una coppia, un pilota di Brindisi con moglie e figlio, che deve spostarsi nella citt\u00e0 di Roma. Uno dei tre agenti, Corrado Sassu, li porta in un appartamento ristrutturato, ma con una particolarit\u00e0: il bagno padronale, con piastrelline violetto e viola scuro, mostra un&#8217;enorme scritta &#8220;Veronica&#8221; creata a mosaico sotto la finestra, contornata da vari cuori.<br \/>\nHo rivisto pi\u00f9 volte quell&#8217;episodio, perch\u00e9 le puntate vengono ripetute in diverse fasce orarie. L&#8217;agente non sapeva chi fosse questa Veronica, probabilmente non risultava dai documenti della precedente propriet\u00e0 oppure non si poteva menzionare per la privacy.<br \/>\nPurtroppo non sono riuscita a rintracciare l&#8217;episodio online, in versione completa, per mostrarvi dal vero quel bagno e quella scritta, larga quanto l&#8217;infisso della finestra l\u00ec sopra, e quindi credo 70 centimetri almeno.<br \/>\nPer\u00f2 ha colpito la mia immaginazione. Chi \u00e8 Veronica? Quale storia si cela dietro quel nome che ha preteso di essere addirittura inglobato nel muro di casa? Quale reazione ne avrebbe avuto chi si fosse trovato a vivere l\u00ec? Una donna no, non l&#8217;avrebbe accettato, avrebbe smantellato di persona il nome di un&#8217;ipotetica rivale. Ma un ragazzo? Magari trasferitosi in tutta fretta, senza il tempo di ristrutturare il bagno, perch\u00e9&#8230; gi\u00e0 perch\u00e9? Cosa lo porta l\u00ec? E se poi si trovasse di mezzo una Veronica, che non \u00e8 la stessa Veronica, ma un&#8217;altra Veronica?<br \/>\nE&#8217; nata cos\u00ec questa storia e nel mentre stavo ascoltando l&#8217;album 1989 di Taylor Swift e questa canzone mi ha fatto da colonna sonora.<br \/>\nBartolomeo, il gatto rosso, non era proprio previsto. E&#8217; entrato da solo nel racconto, aprendo la porta e poi sbattendomela in faccia.<\/em> \ud83d\ude00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Taylor Swift - New Romantics (Taylor&#039;s Version) (Lyric Video)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3-BcH7KowGE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora rattrappito dal sonno, che svegliarsi presto non era mai stato il suo punto di forza, Fabio stava cercando di radersi davanti allo specchio del bagno. Sua madre gli aveva regalato quel nuovo rasoio elettrico ultra moderno proprio per il nuovo appartamento. 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