{"id":29628,"date":"2024-09-19T06:00:48","date_gmt":"2024-09-19T04:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=29628"},"modified":"2024-09-20T15:58:57","modified_gmt":"2024-09-20T13:58:57","slug":"salta-che-ti-passa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/salta-che-ti-passa\/","title":{"rendered":"Salta che ti passa"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Non importa quanto vai piano,<br \/>\nl&#8217;importante \u00e8 non fermarsi.<br \/>\nConfucio<\/p><\/blockquote>\n<p>Quando esco dal policlinico il mio umore mi segue due metri dietro, strisciando per terra. Solo un normale check di controllo, perch\u00e9 prevenire \u00e8 meglio che curare, per\u00f2 non sopporto pi\u00f9 di rispondere alle solite domande sul mia salute, sul mio passato. Il medico si infastidisce pure quando non ricordo date ed eventi, ma del resto dovrebbe essere tutto registrato in quel dannato fascicolo sanitario elettronico. Servir\u00e0 a qualcosa, no? Dall&#8217;altra parte della strada, attraverso le grandi portefinestre della scuola elementare spalancate verso il sole, mi giunge una canzoncina di voci angeliche. &#8220;Benvenuti, benvenuti, benvenuti!&#8221; I bambini pi\u00f9 grandi si occupano dell&#8217;accoglienza dei primini, disorientati da questo primo giorno tra i libri importanti, quelli da studiare. Mi strappano un sorriso, nonostante tutto. Seguo il profumo di caff\u00e8 lungo il marciapiede e arrivo alla pasticceria in fondo alla via. Stamattina mi merito uno strappo alla dieta, anche se me ne pentir\u00f2 subito all&#8217;uscita, gi\u00e0 lo so. Ci sono solo tre ragazze e il locale \u00e8 ben pieno, l&#8217;orario \u00e8 quello giusto della colazione in compagnia. Mi metto al termine della fila per ordinare. Due giovani furbi escono dalla linea per spostarsi sulla parte del bancone di fronte alla macchina del caff\u00e8. &#8220;Tanto noi vogliamo solo due espresso.&#8221; Ma la brunetta gli risponde con un sorriso che deve prima smaltire la fila alla cassa. Dentro di me gongolo di soddisfazione, lo ammetto.<\/p>\n<p>Quando sono la prossima per essere servita ecco che mi si affianca una signora bionda, dalla chioma cementata sul capo e il belletto azzurro, come si usava un tempo. Continua a gesticolare ansiogena, girandosi alle nostre spalle per parlare con l&#8217;amica rimasta seduta al tavolino dietro. &#8220;E allora cosa vuoi?&#8221; Scruta poi la vetrina con le brioche per verificare le diverse disponibilit\u00e0. &#8220;Devi aspettare, vedi c&#8217;\u00e8 gente&#8230;&#8221; Con la coda dell&#8217;occhio noto che mi lancia un&#8217;occhiatina, cos\u00ec come osservo il suo piedino cercare di avanzare oltre il mio. Vuole chiaramente passarmi davanti, del resto lei era gi\u00e0 qui quando sono entrata, poco importa se era comodamente seduta e sul suo tavolino ci sono gi\u00e0 delle tazze vuote. Resto impassibile, con lo sguardo vitreo.<br \/>\nL&#8217;uomo davanti si scosta col suo piattino fornito in mano e rimaniamo solo noi due. La cameriera prima sorride a me, poi si gira verso la signora che \u00e8 decisamente balzata in avanti, cominciando a borbottare. &#8220;Ah si, io volevo&#8230;&#8221; Poi si blocca e mi guarda intimorita. Sono immobile come il marmo, nel mio perfetto aplomb inglese, ma con un cipiglio leggermente truce. Stamattina mi gira male, siete avvisati.<br \/>\n&#8220;Beh, comunque siamo arrivate insieme&#8230;&#8221; Vistasi in difficolt\u00e0, quella sua baldanza \u00e8 andata scemando in un sussurro. La cameriera mi ascolta, con un guizzo di divertimento negli occhi. &#8220;Un macchiatone e una brioche al pistacchio.&#8221; La mia voce \u00e8 tonante, gentile ma ferma.<br \/>\nEcco, questo fatto riassume in pochi istanti l&#8217;atmosfera di questi ultimi mesi.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><strong>Settembre \u00e8 il mese delle ripartenze, dei buoni propositi di fine corsa,<\/strong><\/span> ma questo 2024 si sta dimostrando un anno difficile. Era cominciato gi\u00e0 male nei primi istanti di Capodanno, con un problema famigliare ancora senza soluzione, un sottofondo logorante nella lunga distanza, rischiando di intaccare la mia salute mentale se qualcun altro non vi pone rimedio. <strong><span style=\"color: #000080;\">Per\u00f2 vi si aggiungono imprevisti continui e fastidiosi, a volte tutti insieme in una valanga.<\/span><\/strong> Come quando vai a consegnare il dispositivo Telepass alla chiusura del contratto (113% di aumento? Siamo impazziti?!) e doveva arrivarmi una mail in automatico, in pochi minuti, invece niente. Aspetto persino un mese abbondante, ma alla fine devo mandare una raccomandata PEC, dopo due segnalazioni sul portale mai riscontrate, per avere udienza da Telepass stessa. Intanto la lavatrice comincia a rantolare paurosamente in centrifuga, gi\u00e0 mi prefiguro chiss\u00e0 quale cataclisma &#8211; perch\u00e9 \u00e8 successo di raccogliere acqua e panni bagnati da terra, invece era solo un sassolino di calcare dentro un tubo. Ordino una rete a doghe per sostituire la vecchia a molle dello studio, un lettino usato come divanetto, ora rimodernato per futuri ospiti, e mi consegnano il prodotto danneggiato, due doghe distrutte e quattro incise nel mezzo. Reclamo, contro reclamo, fornitore accusa corriere e viceversa, altra nuova raccomandata PEC per avere il ricambio nuovo. Energia positiva buttata nel cestino delle inutilit\u00e0. La zanzariera della portafinestra non scorre pi\u00f9, si strappa, e la tapparella elettrica si pianta, chiusa ovviamente, non si sa per quale motivo. Spegni e riaccendi, ovvero togli l&#8217;alimentazione, ed ecco riparte come nulla. Poi le luci dell&#8217;ingresso, automatiche al passaggio perch\u00e9 i sensori rilevano il movimento del calore, iniziano la modalit\u00e0 Disco-music anni &#8217;70. E non abbiamo nemmeno il gatto, chi diamine si sta muovendo in corridoio? Fantasmi?! Ma no, loro sono freddi glaciali, lo sanno tutti&#8230;<\/p>\n<p>Persino l&#8217;oroscopo mi prende in giro. Prima promette scintille, con risultati sfavillanti in ogni ambito, poi per\u00f2 torna indietro perch\u00e9 Giove \u00e8 infastidito da Saturno, Venere bella e benevola ma spesso girata dall&#8217;altra parte, ci si mette pure Nettuno a guardarmi di traverso, per non parlare della Luna nascosta e di Mercurio in quadratura. Insomma, dall&#8217;inizio dell&#8217;anno mi stanno proprio girando i pianeti, letteralmente.<br \/>\nHo sempre una lunga lista di progetti e nuove idee, non solo per la scrittura e per il blog, per\u00f2 arranco a stargli dietro, in mezzo a tutta questa confusione di inghippi e inciampi. <strong><span style=\"color: #000080;\">Vado per urgenza, dove per\u00f2 la valutazione segue un ordine tutto suo,<\/span><\/strong> non sempre cos\u00ec corretto: alcune false urgenze rischiano di approvare una certa procrastinazione delle attivit\u00e0 pi\u00f9 complesse.<br \/>\nIn tutto questo bailamme, caro Settembre, non mi resta che saltare. Mi ci butto in mezzo e salto, da un progetto all&#8217;altro. Qualcosa succeder\u00e0! \ud83d\ude00<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Differenza tra Kayak e Superyacht<\/span><\/h2>\n<p>Mentre stavo bevendo il mio macchiatone al bar, non avendo lo spazio mentale per il romanzo in borsa, mi metto a scorrere le newsletter nella mia casella di posta ed ecco che Oliver Burkerman ha mandato una nuova mail interessante di <a href=\"https:\/\/www.oliverburkeman.com\/the-imperfectionist\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>The Imperfectionist<\/em><\/a>.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">Oliver Burkeman \u00e8 uno scrittore e giornalista britannico.<\/span><\/strong> Dopo la laurea al Christ\u2019s College di Cambridge, tra il 2006 e il 2020 ha curato su The Guardian una rubrica settimanale di successo sul benessere psicologico, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/lifeandstyle\/series\/thiscolumnwillchangeyourlife\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>This Column Will Change Your Life<\/em><\/a>, la mia preferita in assoluto perch\u00e9 davvero regalava dei piccoli spunti per cambiare la propria vita. Ha lavorato come reporter da Londra, Washington e New York. Vincitore dei premi &#8220;Young Journalist of the Year&#8221; e &#8220;Science Story of the Year&#8221;, i suoi articoli sono apparsi su testate prestigiose come The Wall Street Journal e New Philosopher, tradotti anche in Italia su <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/tag\/autori\/oliver-burkeman\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Internazionale<\/em><\/a>. Tra l&#8217;altro \u00e8 appena appena uscito con TEA la traduzione del suo libro &#8220;Four Thousand Weeks. Time Management for Mortals&#8221; con il titolo <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/quattromila-settimane-gestione-del-tempo-libro-oliver-burkeman\/e\/9788850267392\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Quattromila settimane: gestione del tempo facile ed efficace<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>In questa sua nuova mail, che poi \u00e8 un estratto del nuovo libro <a href=\"https:\/\/www.oliverburkeman.com\/meditationsformortals\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Meditations for Mortals<\/em><\/a>, Oliver Burkeman ragiona sulla differenza tra muoversi con un Kayak ed essere a bordo di un Superyacht, una riflessione particolare, all&#8217;inizio anche un po&#8217; contorta, tra <strong><span style=\"color: #000080;\">il fare davvero qualcosa adesso e il progettare di fare tutto quanto in un indeterminato futuro.<\/span><\/strong><br \/>\nPartiamo da questo assunto, che purtroppo condivido mio malgrado: quando ci capita l&#8217;ennesimo manuale sulla gestione del tempo o sul raggiungere una vita di maggior successo e soddisfazione personale, si saltano i lunghi preamboli iniziali e si cercano le pagine dove l&#8217;autore finalmente espone il suo sistema, la sua formula matematica da applicare alla nostra vita per cambiarla, col minor sforzo possibile ovviamente.<br \/>\n<em>&#8220;Quasi nessuno vuole sentire la vera risposta alla domanda su come dedicare la maggior parte del proprio tempo limitato a fare le attivit\u00e0 che contano per noi, che non comporta alcun sistema. La risposta \u00e8: fatele e basta. Scegliete qualcosa che vi interessa veramente e poi, per almeno qualche minuto &#8211; un quarto d&#8217;ora, diciamo &#8211; fatene una parte. Oggi. \u00c8 davvero cos\u00ec semplice. Purtroppo, per molti di noi, si rivela anche una delle cose pi\u00f9 difficili al mondo.&#8221;<\/em><br \/>\nEcco, qui ha colto in pieno la mia attenzione.<\/p>\n<p><em>&#8220;Non \u00e8 che i sistemi per portare a termine le attivit\u00e0 siano esattamente negativi.[&#8230;] \u00c8 solo che non sono il punto principale. Il punto principale &#8211; anche se mi ci sono voluti anni per capirlo &#8211; \u00e8 sviluppare la volont\u00e0 di fare qualcosa, qui e ora, una tantum, indipendentemente dal fatto che faccia parte di un sistema o di un&#8217;abitudine o di una routine. Se non si d\u00e0 priorit\u00e0 all&#8217;abilit\u00e0 di fare qualcosa, farla semplicemente, si rischia di cadere in una trappola estremamente subdola: si finisce per intraprendere il progetto inutile e, peggio, controproducente di diventare &#8220;il tipo di persona che fa quel genere di attivit\u00e0&#8221;.<\/em><br \/>\nPer chiarire meglio questo concetto, Oliver Burkeman ci porta un esempio: immaginiamo che vogliate maggior serenit\u00e0 nella vostra vita e decidiate quindi di darvi alla meditazione. Acquistato un libro sulla pratica della meditazione, lo sfogliate e cercate di capire come introdurre questa abitudine nella quotidianit\u00e0, tra i vari impegni. Ordinate un cuscino per la meditazione e lo posizionate in una parte della casa che vi sembra adatta. Magari cominciate anche a sedervi e meditare, per un paio di giorni. Poi per\u00f2 qualcosa vi interrompe e la routine in costruzione si spezza. L&#8217;intero progetto di meditazione diventa pesante in questo periodo, con i vostri attuali ritmi, e decidete di rimandarlo al futuro, appena avrete pi\u00f9 energia e tempo. Nella vostra mente si tratta di spostarlo in avanti di poco, ma in realt\u00e0 il rischio \u00e8 di non avere mai sufficiente energia e tempo, non quanto voi pensate siano necessari.<br \/>\nQuesto risuona terribilmente nella mia mente, sotto la voce &#8220;completare quel romanzo lasciato da parte&#8221;.<br \/>\n<em>Quello che avreste potuto fare, invece, era dimenticare l&#8217;intero progetto di &#8220;diventare un meditatore&#8221; e concentrarvi unicamente sul sedersi a meditare. Una volta. Per cinque minuti.<\/em><\/p>\n<p>Per fare chiarezza, Oliver Burkeman ci porta le immagini del kayak e del superyacht.<br \/>\n<em>&#8220;Essere umani, secondo questa analogia, significa occupare un piccolo kayak monoposto, trasportato sul fiume del tempo verso una morte inevitabile e imprevedibile. \u00c8 una situazione eccitante, ma anche intensamente vulnerabile: si \u00e8 in balia della corrente e tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare \u00e8 stare all&#8217;erta, governare al meglio, reagire nel modo pi\u00f9 saggio e aggraziato possibile a qualsiasi cosa si presenti di momento in momento. Il filosofo tedesco Martin Heidegger ha descritto questo stato di cose con la parola Geworfenheit, o \u201cgettatezza\u201d, una parola opportunamente scomoda per una situazione imbarazzante: venire semplicemente all&#8217;esistenza significa trovarsi gettati in un tempo e in un luogo che non si \u00e8 scelto, con una personalit\u00e0 che non si \u00e8 scelta e con il tempo che scorre via sotto di noi, minuto dopo minuto, che ci piaccia o no.&#8221;<\/em><br \/>\nUna barca, piccolina, che naviga a vista. Dove l&#8217;ho gi\u00e0 sentita questa?! \ud83d\ude09<\/p>\n<p><em>&#8220;La vita \u00e8 cos\u00ec. Ma non \u00e8 come vogliamo che sia. Preferiremmo un senso di controllo molto maggiore. Piuttosto che remare in kayak, vorremmo sentirci il capitano di un superyacht, calmi e al comando, programmando la rotta che desideriamo nei computer della nave, per poi sederci a guardare tutto ci\u00f2 che accade dalla poltrona girevole in pelle, sul ponte sereno e silenzioso. I sistemi e gli schemi di auto-miglioramento, come i &#8220;progetti a lungo termine&#8221;, alimentano questa fantasia: si passa il tempo a sognare ad occhi aperti di essere sul superyacht, padroni di tutto ci\u00f2 che si controlla, e a immaginare quanto sar\u00e0 bello raggiungere la propria destinazione. Al contrario, fare davvero una cosa significativa oggi &#8211; sedersi a meditare, scrivere qualche paragrafo del romanzo<\/em> (ndr. Eccolo!!!)<em>, dedicare tutta l&#8217;attenzione al dialogo con il proprio figlio &#8211; richiede la rinuncia a un senso di controllo. Significa non sapere in anticipo se riuscirete a farlo bene (potete essere certi che lo farete in modo imperfetto), o se finirete per diventare il tipo di persona che fa quel genere di cose, ma non oggi. Si tratta quindi di un atto di fede. Significa affrontare la verit\u00e0 che si \u00e8 sempre nel kayak, mai nel superyacht.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La sfida \u00e8 semplice, di per s\u00e9, ma per molti di noi straziante: <strong><span style=\"color: #000080;\">capire qual \u00e8 quell&#8217;attivit\u00e0 che possiamo fare oggi e che rappresenta un uso abbastanza buono del nostro tempo limitato.<\/span><\/strong> Attenzione per\u00f2 a non distrarsi chiedendosi quale sia la cosa migliore da fare, perch\u00e9 l&#8217;aggettivo &#8220;migliore&#8221; rischia di farci sprecare tempo in analisi e progettazione, un pensiero da superyacht per essere sicuri che sia la rotta &#8220;migliore&#8221; tra tutte quelle possibili.<br \/>\n<em>&#8220;Quindi fate quell&#8217;attivit\u00e0, una volta sola, senza alcuna garanzia di riuscire a farla di nuovo. Ma poi magari scoprite che lo fate di nuovo, il giorno dopo, o qualche giorno dopo, e forse ancora, e ancora &#8211; finch\u00e9, prima che ve ne accorgiate, avete sviluppato una cosa straordinaria, non un sistema o una routine guidata dalla forza di volont\u00e0, ma una pratica emergente di scrittura<\/em> (ndr. Arridaje!!!)<em>, o di meditazione, o di ascolto dei vostri figli, o di costruzione di un&#8217;impresa. Qualcosa che fate non solo per diventare una persona migliore &#8211; anche se pu\u00f2 avere pure questo effetto &#8211; ma perch\u00e9 qualsiasi cosa stiate portando nella realt\u00e0, proprio qui sulle rapide, vale la pena di portarla nella realt\u00e0 per s\u00e9 stessa.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">In sostanza: scrivi, ma scrivi adesso. Una riga, due righe, un paragrafo o una parola sola, non importa. Scrivi adesso.<\/span><\/strong><br \/>\n(E da quando ho letto questa newsletter, l&#8217;ho fatto, un paio di volte&#8230; \ud83d\ude00 )<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29626\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/MyPeakChallenge_Peaker_Jump_2023_sequence.png\" alt=\"My Peak Challenge Peaker Jump 2024 - sequence\" width=\"1696\" height=\"637\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/MyPeakChallenge_Peaker_Jump_2023_sequence.png 1696w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/MyPeakChallenge_Peaker_Jump_2023_sequence-300x113.png 300w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/MyPeakChallenge_Peaker_Jump_2023_sequence-768x288.png 768w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/MyPeakChallenge_Peaker_Jump_2023_sequence-1536x577.png 1536w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/MyPeakChallenge_Peaker_Jump_2023_sequence-1320x496.png 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 1696px) 100vw, 1696px\" \/><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Salta che ti passa<\/span><\/h2>\n<p>In quanto alla mia scrittura, speravo davvero di concludere di pi\u00f9 durante questa estate, potendo sfruttare sia pi\u00f9 ore di luce naturale, che affatica di meno la vista di fronte allo schermo, sia il diradarsi degli impegni personali, compreso un minor carico del lavoro di ufficio. Purtroppo le temperature elevate mi hanno bloccato le sinapsi creative e la volont\u00e0 di inseguire le mie storie. Soffro gi\u00e0 terribilmente il caldo, ma quando scrivo la concentrazione mi porta pure a scaldarmi ulteriormente, come se provassi su di me, tutte insieme, le fatiche dei miei protagonisti. Anche con l&#8217;aria condizionata accesa e una bibita fresca, palliativo spesso insufficiente alla stanchezza accumulata, non avevo molta voglia di sedermi alla scrivania, sopra la tastiera rovente del portatile, a battere velocemente sui tasti, seguendo i miei pensieri rallentati. <strong><span style=\"color: #000080;\">Avevo voglia di leggerezza e cos\u00ec sono saltata alla lettura.<\/span><\/strong> Tra luglio e agosto ho letto ben dieci romanzi, un paio di romance ma soprattutto diversi &#8220;cozy crime&#8221; come li chiamano adesso, la variante pi\u00f9 soft e divertente del genere giallo, con le indagini affidate a detective improvvisati, se non addirittura inconsapevoli. Solo nella settimana in vacanza, in un piccolo cottage nella riserva naturale di Strunjan in Slovenja (e nel punto dove ho saltato per quella foto stavo praticamente guardando verso casa \ud83d\ude09 ), ho letto tutti i tre romanzi cartacei portati nello zainetto. Il sole cocente ha limitato alquanto i miei accessi alla spiaggia, era davvero troppo pericoloso per la mia pelle nordica restare l&#8217;intera giornata, pure con la protezione solare fattore 50.<\/p>\n<p>Ho cercato di seguire le mie <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tre-parole-per-una-rotta-2024\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>tre parole per una rotta<\/em><\/a>\u00a0del 2024, le tre &#8220;B&#8221; scelte all&#8217;inizio dell&#8217;anno: Bright, Brave, Balance (brillante, coraggioso, bilanciare). Ho dato spazio soprattutto a &#8220;Balance&#8221;, cercando un equilibrio tra le tante idee che mi frullano continuamente in testa e il benessere fisico, perch\u00e9 ogni tanto anch&#8217;io ho bisogno di spegnere i motori e mettermi in ricarica. \ud83d\ude1b<br \/>\n<strong><span style=\"color: #000080;\">Tra i diversi progetti per l&#8217;estate c&#8217;era anche quello di tornare su quel mio romanzo<\/span><\/strong>, messo l\u00e0 in un angolino in attesa di tempi migliori, di avere la muscolatura giusta per rimaneggiare quella trama e soprattutto dei momenti completamente liberi per lavorarci senza ansie. Un&#8217;illusione bella e buona!<br \/>\nCi avevo gi\u00e0 provato nel lontano 2016, quando mi venne in mente di creare il mio personalissimo <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/summer-nanowrimo-scrittura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Summer NaNoWriMo<\/em><\/a>, la stessa sfida di scrittura che si svolge a Novembre ma spostata nella pausa estiva, quando sulla carta mi sentivo pi\u00f9 tranquilla. Non and\u00f2 per niente bene, perch\u00e9 mi ritrovai con maggiori impegni lavorativi e diverse trasferte, altro che tranquillit\u00e0! Ci riprovai poi nel 2018, stavolta partecipando proprio al NaNoWriMo tradizionale, ma ponendomi come obiettivo quello di riportare tutto il cartaceo in digitale (la prima mezza bozza era solo su uno sparuto quadernetto ad anelli). Fu una bella avventura, ma con un ritmo impossibile da mantenere fino al termine della prima stesura, come ho spiegato qui: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/nanowrimo2018-vittoria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Ho vinto il NaNoWriMo!! Ma prometto che non lo faccio pi\u00f9\u2026<\/em><\/a><br \/>\nSono quindi alla ricerca di un sistema per includere anche quella scrittura &#8220;a lungo termine&#8221; nella mia vita quotidiana.<\/p>\n<p>E sebbene questa estate siano andate pubblicate sulla rivista Confidenze altre due storie vere raccolte da me, anzi, una proprio la mia storia vera per eccellenza, <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/confidenze-sfido-rinascere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Sfido me stessa per rinascere<\/em><\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/confidenze-siena-me-stessa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>A Siena con me stessa<\/em><\/a>, il loro invio in redazione risale ai primi giorni di giugno. Per il periodo estivo mi sono dovuta occupare solo degli articoli di lancio qui sul blog e dei post di sponsorizzazione sui social media. Le storie vere richiedono tempo e dedizione a scriverle bene, insieme con le protagoniste, ma anche promuoverle non \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 di poco conto. Soprattutto la pubblicazione della mia storia vera autobiografica \u00e8 stata un bel salto nel vuoto. Ero davvero parecchio indecisa nell&#8217;inviarla, ma devo dire che \u00e8 stata l&#8217;occasione di conoscere nuove lettrici e approfondire meglio delle amicizie virtuali.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">Ho saltato di nuovo ai primi giorni di Settembre,<\/span><\/strong> complice il frescolino dopo la burrasca che ha terminato clamorosamente l&#8217;estate, passando dalle canotte al maglioncino a maniche lunghe. Halloween mi stava gi\u00e0 chiamando con un&#8217;eco lontana e ho cominciato a mettere in ordine le idee per il racconto numero 9, ripeto NUMERO 9!!, della mia serie preferita, <em><a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/la-storia-di-liam-e-caitlyn\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La storia di Liam e Caitlyn<\/a>.<\/em><br \/>\nLo snodo importante da risolvere mi stava attanagliando gi\u00e0 da qualche anno: arriviamo a 10 racconti oppure continuiamo fino al numero 13?! Perch\u00e9 gi\u00e0 nel penultimo racconto della serie deve succedere una data cosa, per preparare il gran finale, per buona parte gi\u00e0 scritto, anche se ancora sono in dubbio su quale sar\u00e0 l&#8217;ultima canzone dei Seether, e quindi l&#8217;ultimo titolo. Dunque, se decido di chiudere a 10 racconti, questo numero 9 sar\u00e0 il penultimo, il decisivo. Per\u00f2\u2026<br \/>\nHo una marea di appunti su questa storia, con altrettanti canzoni dei Seether che suggeriscono trame, fantasmi e vendette. Finire gi\u00e0 con soli due racconti l&#8217;intera serie mi sembra un terribile peccato, uno spreco immane. <strong><span style=\"color: #000080;\">Soprattutto, io non sono pronta a lasciarli andare. Liam e Caitlyn fanno talmente parte della mia vita,<\/span><\/strong> da Settembre ai primi giorni di Novembre sono al mio fianco, che mi sentirei terribilmente sola a non poterne pi\u00f9 scrivere.<br \/>\nAllora ho cercato una soluzione razionale e sono andata a cercarmi il significato dei due numeri in gioco, il 10 e il 13. (Per la verit\u00e0, a Google ho chiesto direttamente la simbologia del numero 13, segno che nel mio cuore avevo gi\u00e0 deciso e mi serviva solo una scusa\u2026 \ud83d\ude09 )<\/p>\n<p>Nel mondo anglosassone il numero 13 \u00e8 considerato sfortunato, soprattutto se la data cade di venerd\u00ec: tredici erano i partecipanti all&#8217;Ultima Cena di Cristo, quella in cui venne tradito; dodici erano gli dei scandinavi all&#8217;arrivo di Loki, il tredicesimo, perfido con gli esseri umani; nella Cabala ebraica come nei Tarocchi il tredici rappresenta la Morte; per gli assiro-babilonesi era sfortunato in quanto numero primo non divisibile. Andando a leggere meglio, nei Tarocchi il 13 \u00e8 la Morte, intesa per\u00f2 come trasformazione, rinascita e cambiamento. Pu\u00f2 significare una rinnovata passione o motivazione per qualcosa, come pure organizzazione e duro lavoro. Soprattutto ho scoperto che il numero 13 nella Smorfia napoletana rappresenta addirittura Sant&#8217;Antonio, patrono della mia citt\u00e0 Padova, e infatti lo festeggiamo il 13 giugno. Sant&#8217;Antonio per altro \u00e8 protettore di chi cerca cose smarrite, e magari mi aiuter\u00e0 a ritrovare anche l&#8217;ispirazione per proseguire con il romanzo.<br \/>\nAlla fine, ma non ci voleva poi molto, ho deciso per 13 racconti in totale. Ho ancora 5 anni davanti per separarmi da Liam e Caitlyn.<br \/>\nE&#8217; davvero emozionante per\u00f2 vedere i racconti gi\u00e0 scritti tutti stampati, formare un bel pacchettino&#8230;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Solo un pezzo di legno<\/span><\/h2>\n<p>Forse un giorno arriver\u00f2 a pubblicare quel mio romanzo. <em>Questa frase non mi piace, \u00e8 meglio se la riscrivo.<\/em><br \/>\nUn giorno arriver\u00f2 a terminare quel mio romanzo e (forse) verr\u00e0 pubblicato (magari) con una buona casa editrice, diventando un (discreto) successo. Prometto anche di lavorare sodo per togliere quelle parentesi. Il rischio sar\u00e0 dimenticarsi tutte queste difficolt\u00e0, il lungo studio, le fatiche quotidiane, il rincorrere una storia, nascosta chiss\u00e0 dove, tra la mia mente e l&#8217;universo. In un certo senso, questo blog sar\u00e0 testimonianza di tutto il percorso.<br \/>\nPerch\u00e9 l&#8217;inizio di tutto \u00e8 una piccola cosa, un singolo foglio di carta con un pensiero appuntato in tempi remoti.<br \/>\nSolo un pezzo di legno. Come Pinocchio.<\/p>\n<blockquote><p>C&#8217;era una volta&#8230;<br \/>\n&#8220;Un re!&#8221; diranno subito i miei piccoli lettori.<br \/>\nNo, ragazzi, avete sbagliato. C\u2019era una volta un pezzo di legno.<br \/>\nLe avventure di Pinocchio, Carlo Collodi<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non importa quanto vai piano, l&#8217;importante \u00e8 non fermarsi. Confucio Quando esco dal policlinico il mio umore mi segue due metri dietro, strisciando per terra. Solo un normale check di controllo, perch\u00e9 prevenire \u00e8 meglio che curare, per\u00f2 non sopporto pi\u00f9 di rispondere alle solite domande sul mia salute, sul mio passato. 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