{"id":29493,"date":"2024-03-10T06:00:30","date_gmt":"2024-03-10T05:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=29493"},"modified":"2024-03-09T22:31:01","modified_gmt":"2024-03-09T21:31:01","slug":"invenzione-noi-due-matteo-bussola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/invenzione-noi-due-matteo-bussola\/","title":{"rendered":"L&#8217;invenzione di noi due <br> di Matteo Bussola"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Cominciai a scrivere a mia moglie dopo che aveva del tutto smesso di amarmi.<br \/>\nSolo allora mi venne l&#8217;idea.<br \/>\nE&#8217; triste, tragico persino, ma torniamo a occuparci delle cose quasi sempre quando sono finite. Forse la fine \u00e8 l&#8217;unica condizione in grado di smuoverci davvero. Forse \u00e8 solo che, per risvegliare il nostro desiderio di agire, abbiamo bisogno di una distanza, la sensazione di dover recuperare un&#8217;opportunit\u00e0 che ci appare lontanissima, perduta. Irrimediabile.<br \/>\nNadia non aveva smesso di amarmi d&#8217;un colpo, era stato un processo lento, una fiamma che aveva perso di vigore anno dopo anno, senza nuova legna ad alimentarla, fino a lasciare poche braci. Quelle braci, oramai, ardevano soltanto dentro di me.<br \/>\nQuando ti prometti amore eterno non te lo immagini mica che arriver\u00e0 un giorno, presto o tardi che sia, in cui la persona che hai scelto inizier\u00e0 a disprezzare tutto, di te: la tua presenza nella stessa stanza, il tuo odore, il tuo respiro, il gocciolio che fai mentre pisci la sera prima di venire a letto.<br \/>\nCi eravamo detti per sempre, ora non riusciva pi\u00f9 nemmeno a guardarmi. Io, invece, di guardarla non avevo smesso mai.<br \/>\nComunque, ecco, solo allora mi venne l&#8217;idea.<br \/>\nQuesta \u00e8 la storia di come mi sia riuscito di tramutare l&#8217;amore in cenere e poi la cenere, di nuovo, in amore.<br \/>\nLa prima cosa fu il mio sbaglio.<br \/>\nLa seconda, la mia colpa.<br \/>\nL&#8217;invenzione di noi due, Matteo Bussola<\/p><\/blockquote>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Seguo Matteo Bussola gi\u00e0 da un po&#8217; dal suo profilo autore su Facebook,<\/span><\/strong> non ricordo nemmeno come \u00e8 cominciato, credo sia stato l&#8217;algoritmo a mostrarmi un suo post autobiografico, probabilmente &#8220;piacciato&#8221; da un&#8217;amica. Qualcosa nelle prime tre righe mi aveva convinto a leggere le successive. Era un testo spontaneo, la quotidianit\u00e0 della sua famiglia, una compagna, tre figlie piccole, non ricordo se uno o due cani per casa. Lui che preparava la colazione e portava a scuola le ragazze, forse delle trasferte per lavoro, lei che aveva altrettanti impegni in movimento. Guardo un po&#8217; meglio il profilo: maddai, un fumettista e scrittore di Verona, siamo quasi vicini. E la compagna <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paola_Barbato\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Paola Barbato<\/em><\/a>\u00a0addirittura la sceneggiatrice di Dylan Dog, anche autrice di thriller per Piemme, pensa un po&#8217;. E come quando ti capita un libro in mano, lo sfogli e capisci che non si \u00e8 scontrato con te per puro caso, ho continuato a seguirli, di tanto in tanto, quando l&#8217;algoritmo di Facebook li rimette sulla mia strada.<br \/>\nAmmetto di leggerli con una punta di invidia, come guardassi una vecchia puntata di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Casa_Vianello\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Casa Vianello<\/em><\/a>, che s\u00ec, Sandra e Raimondo fanno un po&#8217; ridere, ma quanto \u00e8 confortante sapere che da qualche parte esistono famiglie cos\u00ec?! Profondit\u00e0 e ironia, credo sia questa la loro miscela vincente.<\/p>\n<p>Poi mi \u00e8 capitato di vedere in televisione il film <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=45QydARbjso\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Notti in bianco, baci a colazione<\/em><\/a>, accidentalmente facendo zapping tra i canali, ma ricordando essere tratto dal primo romanzo di successo proprio di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/matteo.bussola.1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Matteo Bussola<\/em><\/a>. Ho riso, e ho pianto. Non ho letto il libro, ma per produrre una pellicola cos\u00ec buona, l\u00e0 dentro ci sono sicuramente delle parole altrettanto potenti. Dalla quarta di copertina dell&#8217;edizione Einaudi di <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/narrativa-italiana\/narrativa-italiana-contemporanea\/notti-in-bianco-baci-a-colazione-matteo-bussola-9788806230517\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Notti in bianco, baci a colazione<\/em><\/a>\u00a0giunge l&#8217;apprezzamento di Giulio Mozzi, curatore editoriale e insegnante di scrittura creativa: &#8220;Matteo Bussola \u00e8 capace di raccontare la vita quotidiana con tanta naturalezza, con una lingua cos\u00ed convinta e cordiale, con tanta trasognata precisione, da farci pensare: s\u00ed, davvero, a volte la letteratura gioca a nascondersi nelle piccole cose&#8221;. Volevo saperne di pi\u00f9, andare oltre i caratteri limitati di Facebook.<br \/>\nSolo che a quel punto conoscevo gi\u00e0 la trama (ecco perch\u00e9 in genere preferisco partire prima dal libro ed evitare il film come la peste!), mi serviva qualcosa di nuovo, qualcosa che potesse stupirmi, senza conoscere in anticipo la direzione.<\/p>\n<p>Proprio a conferma che tutto non accade per caso, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">mi ritrovo persino a leggere di nuovo un fumetto manga!<\/span><\/strong> L&#8217;occasione \u00e8 stata l&#8217;uscita di <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/graphic-novel\/zeroventi-matteo-bussola-9788806261382\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Zeroventi<\/em><\/a>, una graphic novel scritta da Matteo Bussola e disegnata da Emilio Pilliu. Una commedia sentimentale, brillante e commovente, ambientata nella bellissima Venezia (che non lo sapevo, immaginatevi la mia faccia vedere il Ponte di Rialto disegnato nei minimi dettagli?!) Zeroventi perch\u00e9 sembra ci vogliano solo &#8220;zero virgola venti secondi&#8221; di tempo per innamorarci di qualcuno, il classico colpo di fulmine. Non avevo in mente di tornare ai manga (nella mia libreria delle vecchie edizioni di City Hunter, Occhi di gatto, Lady Oscar, Evangelion, Ghost in the shell), ma mi ha convinto un post di Matteo Bussola, su delle cartoline bellissime che sarebbero state allegate all&#8217;edizione cartacea, nonostante le altre volte qualcosa fosse andato storto in fase di stampa o di spedizione di altrettante cartoline. Chi glielo faceva fare di provare ancora e rischiare nuovamente delle scuse ai lettori? Parole sue: &#8220;Probabilmente il fatto che sono nato <em>shemo,<\/em> che amo da morire il mio lavoro, ma soprattutto che non voglio sprecare nessuna occasione per ringraziarvi della fiducia e dell&#8217;affetto che mi avete dimostrato in questi anni.&#8221;<br \/>\nMi ha convinto perch\u00e9 sono <em>shema<\/em> anch&#8217;io con i miei progetti. E insisto pure! \ud83d\ude00<\/p>\n<p>Il manga \u00e8 arrivato e l&#8217;ho divorato in un&#8217;ora appena. E adesso?! Essendo una serie uscir\u00e0 il secondo volume, ma intanto volevo proprio leggere un romanzo.<br \/>\nHo iniziato a cercare tra le altre pubblicazioni, diverse antologie di racconti, che dovrebbero interessarmi pi\u00f9 di tutti, visto che mi impegno di scrivere anch&#8217;io racconti, avrei sicuramente qualcosa da imparare. Finch\u00e9 non inciampo in questo libro, soprattutto mi colpisce quasi come una sberla in pieno viso quel suo straordinario incipit, che vi ho riportato qui sopra: &#8220;Cominciai a scrivere a mia moglie dopo che aveva del tutto smesso di amarmi.&#8221;<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\">L&#8217;invenzione di noi due di Matteo Bussola \u00e8 una storia d&#8217;amore, ma non come te l&#8217;aspetti di solito,<\/span><\/strong> perch\u00e9 comincia con una crisi della coppia e non lascia nemmeno presagire un finale completamente felice. Questo era ci\u00f2 che stavo cercando, nonostante io sia una lettrice da classico romance tutto cuoricini.<br \/>\nSono pure cos\u00ec fortunata da rintracciarne una copia usata da Libraccio, cos\u00ec metto in silenzio i miei sensi di colpa per il troppo denaro speso in libreria. Quando mi viene consegnato, sono impegnata in altre faccende scrittorie, viene cos\u00ec messo in attesa sul comodino. Penso sar\u00e0 un&#8217;ottima lettura per accompagnarmi al racconto da completare per San Valentino (diventato poi <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/mi-tieni-aperta-la-porta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Mi tieni aperta la porta?<\/em><\/a>), che gi\u00e0 sapevo essere ingarbugliato per via del finale ancora sconosciuto.<br \/>\nIgnoravo che mi sarei immersa nella vita di Milo e Nadia ritrovandoci in parte me stessa, pi\u00f9 nel silenzio di Milo che nell&#8217;indifferenza di Nadia, nonostante sia io quella che scrive, anzi ci prova proprio come Nadia, in questa casa. Non si dovrebbe mai leggere un libro in cerca di risposte, quello che funziona per qualcuno non funziona per altri. Semmai un libro ci riempie ancora di pi\u00f9 di domande&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">L&#8217;invenzione di noi due<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">Storia di un amore spento<\/span><\/h2>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Pare che la bellezza di una perla sia la risposta organica a un dolore.<\/em><br \/>\n<em>La perla cresce attorno alla ferita che un singolo granello di sabbia, penetrando nella conchiglia, provoca all&#8217;ostrica. E&#8217; la risposta a un elemento imprevisto che riesce ad attraversare le sue difese.<\/em><br \/>\n<em>L&#8217;amore non \u00e8 diverso: \u00e8 la reazione a qualcuno che \u00e8 riuscito a superare tutti i nostri muri. La risposta accogliente a una potenziale minaccia che ha valicato il confine. L&#8217;accettazione di un rischio. [&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>Nadia e io condividevamo questa visione, potrei dire che era nella nostra natura: per noi, la promessa che ci eravamo scambiati veniva prima di tutto il resto, addirittura prima dell&#8217;amore che l&#8217;aveva generata. Nadia ora non mi amava pi\u00f9, ma sapevo che non mi avrebbe lasciato mai. Questo la stava condannando a un&#8217;esistenza di profonda infelicit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Per me era pi\u00f9 semplice, perch\u00e8 l&#8217;amore che provavo per lei e la promessa che le avevo fatto erano la stessa cosa. Dopo quindi anni di matrimonio amavo mia moglie come il primo giorno, adoravo la storia nascosta dietro ogni sua pi\u00f9 piccola ruga [&#8230;] Amavo il privilegop di poter vedere in trasparenza, sotto il velo della maturit\u00e0, il viso della ragazza c&#8217;era stata e che solo io, perlomeno da amante, avevo conosciuto bene.<\/em><br \/>\n<em>Nadia invece non vedeva pi\u00f9 niente [&#8230;] Ero da tempo diventato opaco al suo sguardo, e non sapevo come fare per tornare alla luce.<\/em><br \/>\n<em>Il nostro matrimonio era un granello di sabbia senza perla.<\/em><\/p>\n<p>Milo Visentini, quarantasei anni, laureato in Architettura ma divenuto cuoco di professione, \u00e8 sposato da quindici anni con Nadia, scrittrice rimasta bloccata nel limbo delle giovani promesse letterarie, costretta al giornalismo locale per sopravvivere. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Un matrimonio felice, nonostante le differenze caratteriali.<\/span><\/strong> Milo \u00e8 un uomo pratico, cucinare qualcosa per Nadia all&#8217;osteria, cos\u00ec da farglielo trovare pronto l&#8217;indomani nel frigorifero di casa, \u00e8 il suo modo di amarla. Nadia invece \u00e8 molto pi\u00f9 cerebrale, lavora con le parole e le loro differenti sfumature, \u00e8 disordinata nel lasciare appunti scritti in ogni foglietto per casa, e ribelle perch\u00e9 non sopporta la convenzioni. Una donna bellissima che nasconde le sue forme per poter essere valutata solo per le sue capacit\u00e0. Difficile da amare, rivela Milo, per quel suo carattere compulsivo, affabile e romantico un momento, malinconica e distante il successivo. Ma per quindici anni la loro storia aveva funzionato bene, senza intoppi particolari.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Eravamo diventati l&#8217;uno la casa dell&#8217;altro, insieme eravamo la nostra e per questo era stato tutto giusto da subito. Quasi perfetto.<\/em><br \/>\n<em>Quando iniziarono ad aprirsi crepe sui muri, dapprima insignificanti, poi sempre pi\u00f9 evidenti, cercavo di continuo di mettere rattoppi, aggiustare, come fossi un capomastro o un responsabile di cantiere. Troppo tardi imparai che, per chiunque di noi, \u00e8 impossibile prendersi la responsabilit\u00e0 di un&#8217;altra vita, perchP le crepe che si aprono nelle giunture dipendono dalla contiguit\u00e0 di due materiali differenti e le asperit\u00e0, gli attriti, fanno parte della scommessa. Non possiamo che cercare di essere responsabili per noi stessi, e sperare che basti.<\/em><\/p>\n<p>Il romanzo <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Linvenzione-noi-due-Matteo-Bussola\/dp\/8806242385\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>L&#8217;invenzione di noi due<\/em><\/a>, raccontato in prima persona da Milo, si apre proprio con una crisi profonda, all&#8217;orlo del baratro, nella loro storia d&#8217;amore. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Milo si rende tristemente conto che Nadia non lo desidera pi\u00f9,<\/span><\/strong> non lo attende pi\u00f9 la sera tardi alzata quando lui rientra dall&#8217;osteria. Come il Sole e la Luna, si incontrano raramente: Nadia si addormenta dopo cena e si sveglia a tarda notte, quando lui \u00e8 gi\u00e0 addormentato; Milo si sveglia all&#8217;alba per andare al mercato, lei tornata a dormire profondamente. In quei pochi pomeriggi in cui si incontrano, Nadia non lo guarda negli occhi, non lo ascolta, non condivide quasi nulla di s\u00e9, di quello che sta scrivendo, di come si sente. Le loro conversazioni sono striminzite, solo dettagli della vita pratica in comune. Nadia sembra essersi spenta, e magari rimane con lui solo per inerzia, per dipendenza, o per paura, come accade talvolta alle coppie col trascorrere degli anni. La distanza fisica dei loro corpi mostra la distanza delle loro esistenze, complementari solo perch\u00e9 condividono lo stesso tetto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Mi mancava quello che Nadia chiamava &#8220;il sesso da comodino&#8221;, quando ce ne stavamo nudi, abbracciati e zitti sotto le coperte, intrecciati come due piante, immobili come due tartarughe, io dentro di lei senza muovermi, controllando la furia della passione, trattenendo la tensione del desiderio l\u00ec, in bilico, senza darle sfogo, le sue mani calde sulla mia schiena, le mie sul suo culo, le nostre labbra che si sfioravano senza baciarsi e lei che, senza preavviso, mi mordeva la punta del naso e quello era il segnale che voleva dire: vai, liberati dentro di me, io sono tutta attorno a te, qui per te, qui per me, nessun altro posto sulla Terra esiste se non questi quattro metri quadrati, adesso.<\/em><br \/>\n<em>Invece, da quando le cose avevano cominciato a precipitare, le parole fra noi erano diventate una traduzione scadente da due lingue estranee. E la nostra intimit\u00e0 era stata sostituita da sporadiche concessioni che Nadia mi faceva, quando riteneva che fosse passato troppo tempo, e di cui io approfittavo provando poi, ogni volta, una sottile vergogna. A un certo punto la mia vergogna aveva vinto, Nadia si era sentita sollevata, i nostri corpi smisero di parlarsi del tutto.<\/em><\/p>\n<p>In questo progressivo allontanamento di Nadia, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">un certo peso sembra averlo il lunghissimo romanzo che lei sta scrivendo,<\/span><\/strong> il tentativo di riscattarsi nel mondo editoriale, dopo un inizio promettente rimasto bloccato. Milo osserva che per sua moglie scrivere \u00e8 diventato solo una fonte di frustrazione. Nadia passa quasi tutto il suo tempo tra quelle pagine incomplete, pesando economicamente su Milo, che abbandona il lavoro sottopagato nello studio di architettura per lo stipendio sicuro all&#8217;osteria. Nadia colleziona anche impieghi provvisori, tenendo la sua concentrazione solo per la scrittura, l&#8217;unica cosa importante per lei.<br \/>\nPer la presenza di questo romanzo in divenire all&#8217;interno della trama, che avr\u00e0 anche un ruolo fondamentale sul finale, si potrebbe quasi considerare <em>L&#8217;invenzione di noi due<\/em> un metaromanzo o metanarrazione. E io mi chiedo: quante volte la scrittura ci divide dal resto del mondo?!<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Quando il romanzo di Nadia divenne solo cosa sua, una parte di me la visse come una sconfitta. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che fu anche un sollievo, perch\u00e9 avevo paura di scoprire, proseguendo nella lettura, che tutta la sofferenza, tutto il tormento che quella storia le provocava, tutto il tempo e la vita che le avevano rubato, non erano serviti a niente. Non riuscivo a fare a meno di pensare che se il sogno di scrivere, di pubblicare, diventa un incubo bavoso che fagocita il resto, comprese la voglia e il divertimento del raccontare, se ci rende persone che trascurano le storie reali per investire su quelle immaginarie, allora l&#8217;ambizione pu\u00f2 trasformarsi in illusione.<\/em><br \/>\n<em>Le nostre illusioni sono spesso le convinzioni pi\u00f9 importanti che abbiamo. E di una cosa ero certo: non volevo essere io quello che avrebbe tolto a Nadia le sue, perch\u00e9 facendolo l&#8217;avrei ferita nel profondo.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Ma Milo non pu\u00f2 arrendersi a questa situazione.<\/span><\/strong> Ama perdutamente Nadia, \u00e8 la donna della sua vita senza dubbio, e non sopporta quegli occhi spenti nella ragazza innamorata che aveva rincorso e ritrovato molti anni addietro. Gli manca terribilmente ci\u00f2 che erano prima di questa crisi, ma soprattutto la ama troppo per vederla soffrire a quel modo.<br \/>\nPoi un giorno, tornando proprio in quel liceo dove si erano conosciuti, senza mai vedersi, tramite messaggi scritti sul banco in condivisione, gli viene un&#8217;idea: partire proprio dalla scrittura, perch\u00e9 \u00e8 proprio attraverso le parole che si sono amati la prima volta. <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Cos\u00ec le scrive una prima email, fingendosi un altro,<\/strong><\/span> fingendo di aver sbagliato indirizzo del destinatario, fingendo di scrivere a una moglie che se n&#8217;\u00e8 andata di casa, lasciando solo scatoloni.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>L&#8217;idea era mettere Nadia di fronte alle estreme conseguenze di uan condizione simile alla nostra, alla storia di un allontanamento conclamato. A una situazione specchio. Volevo suscitare la possibilit\u00e0 di un effetto, magari una sua risposta, forse perfino della compassione, non so, perch\u00e9 qualunque cosa sarebbe stata meglio rispetto alla palude senza sogni in cui stavamo sprofondando. Speravo che il suo amore per le parole, l&#8217;opportunit\u00e0 di scriversi con qualcuno, la sua innata empatia, sarebbero state tentazioni alle quali difficilmente avrebbe saputo resistere. [&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>Dovevo fare in modo che Nadia tornasse a contemplare le nostre vite non pi\u00f9 come macerie, ma come possibilit\u00e0. Perch\u00e9 qualcosa in me sentiva &#8211; o meglio: lo sperava &#8211; che l&#8217;amore non era scomparso del tutto, che forse era solo sepolto.<\/em><\/p>\n<p>Quando non se l&#8217;aspetta nemmeno pi\u00f9, arriver\u00e0 la risposta di Nadia a quello sconosciuto. Pian piano torneranno a scriversi e raccontarsi, Nadia la sua verit\u00e0, Milo la sua finzione, sotto il nome di Antonio. Lettere fitte e intense, a volte molto lungo, altre solo poche parole. Nadia si rivela a quello sconosciuto come non mai aveva fatto con Milo, si rincorrono e un po&#8217; flirtano. E nei dettagli Milo osserva effettivamente sua moglie riaccendersi: la sorprende nella vasca da bagno, un bagno profumato a lume di candela, la musica in sottofondo; vestiti colorati rispuntano improvvisamente dall&#8217;armadio; tre mattine dedicate alla pulizia minuziosa della casa e la carta da parati sostituita nella vecchia credenza; un mazzo di narcisi freschi sul tavolo della cucina.<br \/>\nQuella corrispondenza intanto gli mostra senza alcun velo i sentimenti veri di Nadia, che a un certo punto rivela ad Antonio proprio la crisi con suo marito. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Milo si ritrova cos\u00ec in trappola, trasformato nel suo stesso avversario,<\/span><\/strong> allo stesso tempo nei panni di Cristiano e Cyrano (dalla commedia <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cyrano_de_Bergerac_(Rostand)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Cyrano de Bergerac<\/em><\/a>\u00a0di Edmond Rostand). Finalmente Nadia condivide con lui i suoi pensieri e la sua insoddisfazione, ma Milo a questo punto non pu\u00f2 pi\u00f9 svelare s\u00e9 stesso senza rischiare davvero tutto.<br \/>\nEra tempo che Cristiano si rendesse utile a Cyrano. Ma per sapere come finisce questa storia, se finisce davvero o ricomincia, beh, dovete leggere il romanzo. \ud83d\ude09<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Lo lessi una volta, da qualche parte: l&#8217;amore \u00e8 un privilegio. Non \u00e8 un elemento previsto dalla natura, ma un&#8217;invenzione umana. Pare che la natura viva benissimo senza. Il mondo vive, respira, lotta, muove e risorge ogni giorno per necessit\u00e0. Senz&#8217;amore.<\/em><br \/>\n<em>Ma se alcuni amori fossero una forma di necessit\u00e0?<\/em><br \/>\n<em>La nostra storia era nata cos\u00ec: due poli che si erano attratti, inesorabili. Una necessit\u00e0 elettromagnetica che era riuscita ad attraversare il tempo. All&#8217;inizio ci eravamo sentiti quasi dei predestinati, la marea che vedevamo sommergere gli altri non avrebbe mai dovuto raggiungerci.<\/em><br \/>\n<em>E poi, lentamente, ci raggiunse.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Elvis Costello &#039;She&#039;\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/O040xuq2FR0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>She (may be the face I can&#8217;t forget) \u00e8 titolo del capitolo 6 del romanzo<\/em><\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Falsificare il reale per far emergere il vero<\/span><\/h2>\n<p>Ho questa brutta abitudine di iniziare la lettura dai ringraziamenti nel fondo nel libro, non so nemmeno perch\u00e9. Forse per avere una dimensione del lavoro richiesto allo scrittore, forse per comprendere la sua personalit\u00e0 dalla scelta di chi ringraziare prima e con quali parole, forse perch\u00e9 a volte ci trovo anche particolari sull&#8217;evoluzione del processo creativo, e pure battute divertenti.<br \/>\nNei ringraziamenti finali di Matteo Bussola, tra le dieci persone che hanno lavorato per l&#8217;esistenza di questo romanzo, una frase mi colpisce.<br \/>\n<em>A Giulio Mozzi, che ne lesse uno stralcio anni prima e mi disse: &#8220;Dovresti svilupparla&#8221;.<\/em><br \/>\nPer chi non lo conosce (forse perch\u00e9 non seguite il panorama editoriale), Giulio Mozzi \u00e8 scrittore, ma soprattutto curatore editoriale e docente di scrittura creativa nella sua famosa <a href=\"https:\/\/bottegadinarrazione.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Bottega di Narrazione<\/em><\/a>. Seguo anche lui su Facebook e sulle newsletter dove scrive, e vi ho raccontato del suo Oracolo manuale per scrittrici e scrittori in questo post: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/carte-manuali-blocco-dello-scrittore\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Non sai cosa scrivere? Gioca a carte o chiedi all\u2019oracolo!<\/em><\/a><br \/>\nGiulio Mozzi, dalla testimonianza di chi ha frequentato i suoi corsi di scrittura o ha lavorato al suo fianco, non \u00e8 uno che regala complimenti a casaccio quando si tratta di scrivere, come quel professore che mi metteva sempre 8 perch\u00e9 &#8220;9 e 10 rappresentano la perfezione, ma la perfezione non esiste&#8221;. Dunque quel &#8220;Dovresti svilupparla&#8221; assume un ruolo fondamentale.<\/p>\n<p>Pensa quindi se quella volta Giulio Mozzi non gli avesse detto di proseguire questa storia, se Matteo Bussola non si fosse ostinato a continuarla, se in Einaudi non l&#8217;avessero isolata dagli altri racconti e non l&#8217;avessero attesa per tutto il tempo necessario. Io non l&#8217;avrei letta, e non sarei nemmeno qui a scriverne. E io recensisco solo quelle storie che mi colpiscono davvero, nel profondo e forte.<br \/>\nForse anche per il riferimento a Giulio Mozzi, mi sono incuriosita sul processo di scrittura di questo romanzo.<\/p>\n<p>A differenza di <em>Notti in bianco, baci a colazione<\/em>, scrittura prevalentemente autobiografica per ammissione dello stesso autore, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">questo \u00e8 proprio un romanzo di fantasia, dunque ha seguito un&#8217;evoluzione creativa differente. Parte per\u00f2 da un fatto reale.<\/span><\/strong><br \/>\nCome spiega lo stesso Matteo Bussola in un&#8217;intervista del maggio 2021 per la <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/watch\/live\/?ref=watch_permalink&amp;v=834277007183275\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Biblioteca Ennio Flaiano<\/em><\/a>, tutto \u00e8 nato da un racconto dal titolo &#8220;Chi sei?&#8221;, spedito insieme ad altri testi ad Einaudi Stile Libero, dopo il primo romanzo pubblicato e di successo, per valutare un secondo libro da scrivere, cercare una seconda storia su cui concentrarsi, dal momento che Matteo Bussola non nasce propriamente scrittore (a suo dire, io non sono d&#8217;accordo, sia messo agli atti). Questo racconto scaturiva da un episodio autobiografico, quando alle superiori proprio Matteo dovette condividere il banco con una ragazza, senza mai vedersi, ma scrivendosi messaggi sul piano del tavolino. Le lasci\u00f2 anche il numero di telefono scritto, ma venne cancellato, sopraggiunse la maturit\u00e0 e di lei perse le tracce. Dopo dieci anni, la incontra per caso ad una festa, ognuno dei due impegnato con un&#8217;altra persona, e dopo essersi riconosciuti, la parte vera della storia finisce l\u00ec. Ma quel racconto piace a Rosella Postorino e Severino Cesari di Einaudi, cos\u00ec viene scelto per essere approfondito.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\">Quel racconto \u00e8 diventato il capitolo 3, e parte del capitolo 6,<\/span><\/strong> del romanzo <em>L&#8217;invenzione di noi due<\/em>. Tutto il resto \u00e8 opera di fantasia, \u00e8 immaginazione di cosa sarebbe successo se altre due persone, Nadia e Milo, nello stesso schema, avessero invece continuato a vedersi, innamorarsi, sposarsi, vivere insieme.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Mi feci avanti e allungai la mano.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Piacere, Milo.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Piacere, &#8211; disse lei &#8211; Nadia.<\/em><br \/>\n<em>Ci fissammo per un secondo di troppo. Nei nostri sguardi s&#8217;incrocio un&#8217;intuizione, fulminea.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Nadia, &#8211; ripetei. Nel puzzle confuso nella mia testa qualcuno aveva improvvisamente sparato il pezzo mancante.[&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Nadia, &#8211; dissi ancora. &#8211; Nadia, della quinta C?<\/em><br \/>\n<em>&#8211; S\u00ec, &#8211; mi fece lei. &#8211; Chi sei?<\/em><br \/>\n<em>Sorrisi.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Questa domanda me l&#8217;hai gi\u00e0 scritta tredici anni fa.<\/em><br \/>\n<em>Nadia sgran\u00f2 gli occhi, poi si mise le dita sulla bocca che formava una piccola o perfetta. Mi si butt\u00f2 addosso in un impeto alcolico, mi schiacci\u00f2 i seni sullo sterno e mi abbracci\u00f2 con una tale violenza da buttarmi quasi a terra. [&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>Passammo il resto della festa a parlare fitto, io e lei da soli, raccontandoci la vita, ridendo come due vecchi compagni durante una sbronza. [&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Perch\u00e9 sorridi? &#8211; mi chiese.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Sono salvo, &#8211; dissi.<\/em><\/p>\n<p>Altro importante aspetto del libro \u00e8 la sua ambientazione. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Verona, la citt\u00e0 natale di Matteo Bussola, si rivela in realt\u00e0 simbolica quanto citt\u00e0 dell&#8217;amore.<\/span><\/strong> Non \u00e8 stata una scelta consapevole, ma funziona, come tutte le cose belle che si realizzano per caso. Usare la sua stessa citt\u00e0 come sfondo \u00e8 stata un&#8217;ancora per l&#8217;autore, che gi\u00e0 doveva destreggiarsi con l&#8217;immaginazione negli altri ambiti della storia. Cos\u00ec Milo corre in Vespa per le strade della citt\u00e0, via Sottoriva, Ponte Pietra, Torricelle, Borgo Venezia, Montorio, Pigozzo, Trezzolano. Lavora in un&#8217;osteria del centro, un luogo associato dallo scrittore ad una vera osteria conosciuta, e con Nadia vive in una casetta con piccolo giardino nella frazione di San Michele, paesino frequentato dallo stesso Matteo Bussola.<br \/>\nMa il riferimento a Shakespeare diventa spontaneo. Verona \u00e8 la citt\u00e0 di Romeo e Giulietta, dove nasce il loro amore eterno, cos\u00ec potente e indissolubile nella letteratura mondiale, ma anche terribilmente tragico. Per un amore cos\u00ec appassionato e per la fretta di amarsi, i due giovani trovano una morte prematura.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Quando mi hai scritto che sei di Verona ho pensato che, pur essendo la citt\u00e0 dell&#8217;amore, Verona \u00e8 anche la citt\u00e0 in cui l&#8217;amore \u00e8 morto.<\/em><br \/>\n<em>Romeo che si uccide per la morte apparente di Giulietta, Giulietta che si toglie la vita per la morte vera di Romeo.<\/em><br \/>\n<em>Se solo Romeo avesse aspettato pochi secondi in pi\u00f9.<\/em><br \/>\n<em>Se solo Giulietta si fosse svegliata un attimo prima.<\/em><br \/>\n<em>Immagino che questo ci dica molto sulla capacit\u00e0 di saper attendere, ma anche su quella di non fermarsi mai alle apparenze.<\/em><\/p>\n<p>Un ulteriore curiosit\u00e0 sul romanzo, che mi ha colpito e ne avevo compreso un po&#8217; il significato, confermato dalle parole di Matteo Bussola in una presentazione. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">I capitoli sono organizzati in quattro parti: Spiga, Grano, Farina e l&#8217;ultimissimo, il finale, Acqua.<\/span><\/strong><br \/>\nQuattro elementi del processo di lavorazione per arrivare al pane, i primi tre sono in realt\u00e0 lo stesso alimento, raffinato per essere utilizzato in cucina. Ma senza l&#8217;acqua, la farina da sola non pu\u00f2 mai giungere al pane. Lo stesso processo di trasformazione avviene anche all&#8217;interno di una relazione di coppia: l&#8217;amore ci trasforma, di regala nuova vita, nuove opportunit\u00e0.<br \/>\nE nella storia tra Milo e Nadia \u00e8 proprio il pane quotidiano, la vita di tutti i giorni, che li ha in qualche modo allontanati. L&#8217;acqua \u00e8 l&#8217;elemento finale che amalgama, unisce, in qualche modo aggiusta.<br \/>\nBeh, a dire il vero, io ci metterei pure un po&#8217; di sale&#8230; \ud83d\ude1b<\/p>\n<p>Vi lascio infine con quest&#8217;altra intervista, proprio con Einaudi editore, dove Matteo Bussola vi spiega direttamente questo suo romanzo: <strong><span style=\"color: #ff0000;\">\u00abIl compito della letteratura \u00e8 quello di falsificare il reale per far emergere il vero, e a me da scrittore \u00e8 questo tipo di verit\u00e0 che interessa\u00bb.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: none; overflow: hidden;\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Feinaudieditore%2Fvideos%2F726334001451297%2F&amp;show_text=false&amp;width=476&amp;t=0\" width=\"476\" height=\"476\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">A chi si ama e non ricorda il perch\u00e9<\/span><\/h2>\n<p>Questa \u00e8 la dedica in quarta pagina del romanzo, e trovo sia davvero azzeccata. Nonostante io non abbia trovato le risposte che cercavo (errore mio, dato che non si dovrebbe mai leggere un libro per questo motivo), <strong><span style=\"color: #ff0000;\">credo sia una delle pi\u00f9 belle storie che si possano regalare per San Valentino.<\/span><\/strong><br \/>\nForse non per un nuovo amore nascente, dove ci si conosce ancora poco e l&#8217;equivoco \u00e8 sempre dietro l&#8217;angolo. Ma per chi si ama gi\u00e0 da un po&#8217;, \u00e8 caduto nell&#8217;abitudine della vita quotidiana, ha iniziato a dare per scontato la presenza dell&#8217;altro, a lamentarsene anche.<br \/>\nE non ricorda pi\u00f9 perch\u00e9 ci si \u00e8 affannati tanto per stare insieme, contro qualsiasi pronostico di parenti e amici.<br \/>\nUn ottimo promemoria insomma.<\/p>\n<blockquote><p>Ricordo come fosse ieri il giorno in cui mi hai detto che amarsi \u00e8 come cucire, che l&#8217;amore \u00e8 un ago che buca la pelle e le vene, una sofferenza necessaria per ottenere un abito su misura. Mentre il nostro matrimonio, nonostante l&#8217;impegno, \u00e8 sempre stato un pesante cappotto della taglia sbagliata, un maglione troppo ampio, una coperta nella quale avvolgersi e scomparire. Il matrimonio \u00e8 una consolazione, ecco tutto quello che \u00e8, ma tiene caldo solo se ci si seppellisce dentro. Forse ci vuole pi\u00f9 coraggio per un&#8217;esistenza in maniche corte, mettendo in conto il freddo, il vento, la siccit\u00e0 e la pioggia, continuando comunque a ridere in faccia alla tempesta.<br \/>\nL&#8217;invenzione di noi due, Matteo Bussola<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cominciai a scrivere a mia moglie dopo che aveva del tutto smesso di amarmi. Solo allora mi venne l&#8217;idea. E&#8217; triste, tragico persino, ma torniamo a occuparci delle cose quasi sempre quando sono finite. Forse la fine \u00e8 l&#8217;unica condizione in grado di smuoverci davvero. 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