{"id":28863,"date":"2023-06-19T08:30:12","date_gmt":"2023-06-19T06:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=28863"},"modified":"2023-06-19T08:39:41","modified_gmt":"2023-06-19T06:39:41","slug":"libro-brutto-storia-bella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/libro-brutto-storia-bella\/","title":{"rendered":"Ho letto un libro brutto <br> (poi ho pianto perch\u00e9 \u00e8 una storia bella)"},"content":{"rendered":"<p>Tempo fa mi hanno regalato un libro, un romanzo d&#8217;amore ambientato in Scozia, una scelta facilissima per la sottoscritta, innamorata tanto della terra scozzese quanto della serie storica <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/tag\/outlander\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Outlander<\/em><\/a>\u00a0di Diana Gabaldon che me l&#8217;ha fatta conoscere. Con un romance poi si va ancora pi\u00f9 sul sicuro e questo non \u00e8 nemmeno il primo romance regalato con questa ambientazione, va abbastanza di moda la Scozia. Oltretutto \u00e8 di una casa editrice che sto valutando, non solo per il futuro, quando avr\u00f2 finalmente terminato il mio manoscritto, ma in quanto pubblica anche antologie di racconti. Le loro edizioni sono ben fatte, copertina lucida con alette, carta di qualit\u00e0 color crema, grafica professionale seppure con qualche pecca nei contrasti, solo un paio di refusi su 250 pagine (ne ho trovati di pi\u00f9 in pubblicazioni di Mondadori o Rizzoli), migliorabile la bozza di stampa dove certi paragrafi vanno a zonzo invece che a capo. Per\u00f2 \u00e8 davvero un buon prodotto per un editore indipendente medio piccolo e, stando a quanto mi riferiscono, assolutamente gratuito. Una brossura davvero piacevole da tenere tra le mani mentre la si legge.<br \/>\nGiaceva sopra il tavolino da un po&#8217;, me l&#8217;ero riservata come buona compagnia per il relax in giardino in primavera. Ogni tanto mi capitava alla vista, la sfogliavo, mi fermavo su qualche frase, incuriosita. Poi non so cosa mi \u00e8 preso, forse perch\u00e9 in questi giorni proprio di un futuro viaggio in Scozia si sta parlando, ecco che mi decido a lasciarmi prendere dalla lettura.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">I primi capitoli per\u00f2 sono un&#8217;agonia.<\/span><\/strong> A fatica arrivo a pagina 30 e l\u00ec mi sfiora l&#8217;idea, mai successo in questi anni, di abbandonare il libro in un angolo, riprenderlo in un&#8217;altra occasione magari. Mi sforzo, digerisco le parole piano piano, qualche frase insopportabile la salto, ma sono incuriosita dalla trama, dalle peripezie dei personaggi. Perch\u00e9 non resisto ai romanzi d&#8217;amore, nonostante il finale sia pure garantito. Come per miracolo, arrivo alle ultime pagine che sono davvero scossa dall&#8217;emozione. Mi occorre un fazzoletto.<br \/>\nL&#8217;ho letto in un giorno, mettiamo pure due giorni, con le pause di mezzo. L&#8217;ho letto mentre attendevo l&#8217;aggiornamento di un computer che non voleva proprio saperne, avevo quindi bisogno di qualcosa con cui attendere un tempo infinito di installazione, potendo dare ogni tanto un&#8217;occhiata al monitor. E nonostante tutti i &#8220;se&#8221; ed i &#8220;ma&#8221;, soprattutto gli &#8220;insomma&#8221; come pure qualche &#8220;e basta!&#8221;, eccomi qui, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">completamente innamorata della storia. E di un libro brutto.<\/span><\/strong><br \/>\nTanto che a un certo punto il computer s&#8217;\u00e8 aggiornato da solo e non me ne sono nemmeno accorta.<br \/>\nNon vi dir\u00f2 di che romanzo si tratta, perch\u00e9 non voglio gettare la bench\u00e9 minima ombra su questo libro e sull&#8217;autrice. Credo ci siano forti potenzialit\u00e0 in questa scrittura, che abbia necessit\u00e0 di crescere e non sarebbe proprio giusto se in qualche modo danneggiassi il suo percorso. Del resto queste mie riflessioni non le sto scrivendo come una recensione, non credo nemmeno ne abbia bisogno sinceramente, ha comunque ottenuto una pubblicazione da un buon editore. Voglio per\u00f2 rendervi partecipi del mio processo di lettura e della tirata d&#8217;orecchie finale rivolta a&#8230; me stessa. Gi\u00e0.<br \/>\nSe poi avete la solita domanda in mente, me la sono sentita ripetere pure l&#8217;altro giorno, vi rispondo subito con un altro post di pochi mesi fa dove ho gi\u00e0 risposto: <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/pubblicare-un-romanzo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Perch\u00e9 non hai ancora pubblicato un romanzo?<\/em><\/a><br \/>\nMa torniamo al punto, a questa lettura cos\u00ec controversa che mi ha smosso qualcosa nel profondo. Questo libro brutto, che poi proprio brutto non \u00e8, se lo osserviamo bene, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">deve essere finito nella mia vita per un valido motivo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La storia \u00e8 un classico dei romance: la protagonista, giovane e bella, esce distrutta da una precedente relazione, inconsolabile e decisa a chiudere per sempre con l&#8217;amore; durante un viaggio inaspettato che la porta nella lontanissima Scozia incontra per caso un uomo che la irrita e la affascina allo stesso tempo; bisticciano, ma si cercano, si incontrano e si scontrano, ognuno arroccato nelle proprie posizioni; alla fine, come sempre, scoprono di essere esattamente ci\u00f2 che l&#8217;altro cercava. E si confessano amore eterno.<br \/>\nCredo che l&#8217;intento dell&#8217;autrice fosse rivedere in chiave moderna l&#8217;intramontabile storia di <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/jane-eyre-libro-charlotte-bronte\/e\/9788807900778\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Jane Eyre<\/em><\/a> di Charlotte Bront\u00eb, di cui si trovano riferimenti e citazioni nel testo. <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Far rivivere ai nostri giorni la coraggiosa Jane e lo scorbutico Rochester,<\/span><\/strong> ricalcando anche i pettegolezzi e gli scandali dei salotti inglesi del periodo vittoriano. In parte c&#8217;\u00e8 riuscita, e in parte no.<br \/>\nMi sono anche chiesta se questa associazione al capolavoro di di Charlotte Bront\u00eb non fosse un espediente dell&#8217;editore, una forzatura imposta al manoscritto originale perch\u00e9 il nome di <em>Jane Eyre<\/em> sicuramente aiuta il marketing e le vendite, ma il paragone con una penna cos\u00ec elevata, terribilmente abusato nei romanzi d&#8217;amore, \u00e8 pure molto rischioso. Perch\u00e8 una lettrice che trova questo riferimento nella quarta di copertina si predispone a un certo tipo di storia, non solo come genere letterario ma come stile, dall&#8217;introspezione arguta sui personaggi, le descrizioni vivide e mai banali, tali da uscire dalla pagina stessa, i dialoghi intensi anche con pochissime parole. Ed \u00e8 dannatamente difficile riuscire a mantenere quel passo. <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Penso che da autore avrei rifiutato un tale azzardo.<\/span><\/strong> Meglio avere una storia originale in tutto e per tutto che trovarsi affiancati, in perenne competizione, con un mostro sacro della letteratura mondiale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec anch&#8217;io mi sono affacciata alla lettura con una certa aspettativa, restandone un pochino delusa da quel punto di vista. Incespico gi\u00e0 a pagina 8 dove l&#8217;incipit del romanzo riporta la descrizione dell&#8217;edificio dove vivono i personaggi principali, una villetta che sembra alquanto piccola, con una sola camera da letto, ma dove vengono organizzate cene e balli sontuosi. Torno indietro e la rileggo: cos\u00ec particolareggiata, potrebbe sembrare l&#8217;annuncio di un&#8217;agenzia immobiliare. Male, male, male! Stephen King sarebbe inorridito di fronte a questi paragrafi, leggasi il suo celebre saggio di scrittura creativa <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/on-writing-stephen-king\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>On Writing \u2013 Autobiografia di un mestiere<\/em><\/a> al capitolo Sullo scrivere, pagina 177: &#8220;In molti casi quando un lettore posa un libro perch\u00e9 \u201c\u00e8 diventato noioso\u201d, \u00e8 perch\u00e9 lo scrittore si \u00e8 lasciato affascinare dalla propria capacit\u00e0 descrittiva e ha perso di vista la priorit\u00e0, che \u00e8 quella di continuare a far rotolare la palla.&#8221; Qui mi sono persino chiesta: ma se c&#8217;\u00e8 una camera sola, gli altri dove dormono? E la servit\u00f9 dove alloggia? Ce l&#8217;avranno il garage? Ma se il giardino \u00e8 cos\u00ec angusto, come fa a starci pure una piscina due pagine dopo? &#8230;meglio lasciare parte dell&#8217;immaginazione al lettore piuttosto che sbagliare l&#8217;elenco dei vani.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Nello stesso primo capitolo mi ritrovo confusa per l&#8217;et\u00e0 sbagliata della protagonista:<\/span><\/strong> 27 anni nell&#8217;introduzione dell&#8217;aletta del libro, 28 anni invece sulla pagina dove sto leggendo. Un errore del correttore di bozze o della scrittrice stessa? Avendo appena letto l&#8217;aletta (lo faccio sempre quando inizio una nuova lettura: quarta di copertina, alette con la trama e\/o la biografia dell&#8217;autore, tavolta gi\u00e0 i ringraziamenti, non so perch\u00e9 quest&#8217;ultimi, forse mi ispirano pi\u00f9 di tutto il resto) e quindi l&#8217;errore mi \u00e8 saltato subito alla vista, questione di nemmeno dieci minuti.<br \/>\nIl secondo capitolo \u00e8 andato pure peggio, l&#8217;ho sentito proprio sciapo, senza gusto, e sono l\u00ec che sto accarezzando l&#8217;idea di abbandonare la lettura. Troppo descrittivo anche del carattere della protagonista: invece di partire da un particolare della sua giornata, per farmi intuire il suo passato, il suo pensiero, i suoi modi, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">tutto mi viene spiegato in una sorta di riassunto, alquanto noioso.<\/span><\/strong> Anche le sue idee mi vengono chiarite dal narratore esterno onnisciente, per altro ripetendo anche pi\u00f9 volte gli stessi concetti.<br \/>\nAddirittura a pagina 25 mi trovo la stessa identica scena di pagina 8, con lo stesso identico dialogo, ma tra personaggi femminili assolutamente differenti: una donna \u00e8 assorta nei propri pensieri e scruta, senza davvero guardare, fuori da una finestra; l&#8217;altra sopraggiunge nella stanza e chiede &#8220;Tutto bene, cara?&#8221; Verrebbe da pensare che quella domanda sia posta dallo stesso personaggio e invece no: cambia l&#8217;edificio, cambia l&#8217;ambiente, cambia la vista oltre la vetrata, cambiano anche i ruoli, ma quella frase non cambia e viene messa tra le labbra di due signore di carattere e posizione dissonanti. Sono tornata indietro anche qui a rileggere per comprendere anche la motivazione dietro l&#8217;errore. Se il primo &#8220;Tutto bene, cara?&#8221; si trova a proprio agio nella scena, il secondo stona perch\u00e9 chi pone quella domanda non ha sufficiente confidenza per quel &#8220;cara&#8221;. Poteva diventare un &#8220;Ti vedo assorta, posso aiutarti?&#8221; come pure un &#8220;Qualche preoccupazione?&#8221; o qualsiasi altra variazione, che identificasse meglio il secondo personaggio. <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Denota quasi poca dimestichezza della scrittrice con le stesse personalit\u00e0 che lei ha qui creato.<\/span><\/strong> Devi conoscerli a fondo, i tuoi personaggi!<\/p>\n<p>A pagina 70 mi trovo addirittura davanti un dilemma alimentare: in mezzo a una tavola imbandita di antipasti, mi trovo con le &#8220;ovoline&#8221; (che poi io ho letto all&#8217;inglese, <em>ovolaine<\/em>&#8230;) Mi chiedo cosa sono, ma non trovo nessun riferimento sui libri dove sto studiando la lingua, chiedo addirittura alla mia insegnante madrelingua Lauren durante la nostra lezione, insieme cerchiamo in rete e scopriamo essere in realt\u00e0 un regionalismo del Sud Italia. &#8220;Ovolina&#8221; \u00e8 il nome usato nel Lazio per le piccole mozzarelle, a forma di ovetto, in genere di bufala, dal sapore delicato. Come accidenti ci sono finite le mozzarelline di bufala, col loro nome laziale, in un pranzo da cerimonia scozzese?! Salmone affumicato va bene, formaggio di capra anche, ma loro producono solo formaggio stagionato, dal Corra Linn al Cairnsmore, dal Morangie Brie al Lanark Blue. Le ovoline non sono prodotti di quella terra!<\/p>\n<p>Dalla pagina 115 in poi mi trovo in un&#8217;altra dimensione addirittura. Ero convinta di essere ospite presso un castello scozzese, con la servit\u00f9 alloggiata al pianterreno, dove si trovavano anche le cucine. Il primo piano con le sale da pranzo e i salottini per il ricevimento, compreso il salone principale per i balli. Un secondo piano con le camere da letto padronali e quelle per gli ospiti, ognuno col proprio bagno. Il terzo piano, contenuto, adibito a studio e biblioteca. Un edificio principesco, si direbbe, con diversi ettari di terra tutto intorno, tra giardino curato e bosco selvaggio.<br \/>\nEppure all&#8217;improvviso la governante sparisce nel nulla, il castello diventa una casetta e la nostra protagonista, che sarebbe l&#8217;ospite in visita, si trova a prepararsi la cena da sola, muovendosi per altro molto bene in una cucina che non conosce affatto. Mi sono un po&#8217; persa&#8230; sono tornata di nuovo indietro a rileggere, se per caso avessi saltato qualche particolare (forse era un cottage vicino al castello?) ma non ho smarrito nulla. Quando hanno suonato al campanello ed \u00e8 arrivato il lui del romance, la storia \u00e8 proseguita senza intoppi. Ho avuto la sensazione che la scena fosse stata scritta da un certo punto in poi, e nel collegamento col resto ci si sia dimenticati della prima descrizione del castello.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">E infine c&#8217;\u00e8 il mistero del cucchiaino.<\/span><\/strong><br \/>\nImmaginate il classico salotto inglese all&#8217;ora del t\u00e8. Le signore sono sedute attorno al tavolino, nei divanetti o nelle poltroncine damascate, ognuna con la propria tazza di porcellana finissima. Sembrano conversare amabilmente, ma in realt\u00e0 si preparano alla battaglia, tra pettegolezzi, insinuazioni, prese di posizione, frecciatine, giudizi severi, sentenze inappellabili. La nostra protagonista si trova purtroppo sotto il tiro incrociato del nemico. &#8220;&#8230;il cucchiaino da t\u00e9 le scivol\u00f2 dalla dita e cadde proprio sotto il tavolo.&#8221; Nessuno si china a raccoglierlo, tanto pi\u00f9 che una signora sottolinea l&#8217;assenza di una cameriera in quel luogo. Qualche paragrafo pi\u00f9 avanti, dopo i convenevoli e qualche battibecco, ma sempre nello stesso salotto, di nuovo la nostra protagonista &#8220;si sforz\u00f2 di non tremare&#8230; ma il cucchiaino le scivol\u00f2 comunque dalle mani cadendole a terra.&#8221;<br \/>\nUhm, lo stesso cucchiaino? Un altro cucchiaino? Se \u00e8 lo stesso cucchiaino, l&#8217;ha almeno pulito dopo averlo raccolto da terra? Ma davvero non c&#8217;era un altro elemento da muovere per mostrare l&#8217;agitazione del momento?!<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Alla fine l&#8217;ho sentito come un libro brutto perch\u00e9 pieno di difetti di stile<\/span><\/strong>, un linguaggio troppo forzato, falsamente elaborato in alcuni punti, come se si volesse rincorrere ansimando la penna di Charlotte Bront\u00eb, e trasandato in altri, con alcune ripetizioni lancinanti alla vista (&#8220;Non che si <em>sentisse<\/em>&#8230; facendola <em>sentire<\/em>&#8220;, &#8220;una donna ambiziosa, a <em>modo<\/em>, e sono sicura che, in qualche <em>modo<\/em>&#8230;&#8221;, &#8220;il fango sulla sua <em>famiglia<\/em>&#8230; per un buon padre di <em>famiglia<\/em>&#8220;), qualche errore di logica su ambientazioni e accadimenti, la mancanza totale di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Show,_don%27t_tell\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Show don&#8217;t tell<\/em><\/a>\u00a0applicato ai personaggi che lascia cos\u00ec spazio infinito a spiegoni, contro spiegoni e super spiegoni, soprattutto sulle loro riflessioni mentali.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Eppure c&#8217;\u00e8. Esiste. Ed \u00e8 una bella trama.<\/span><\/strong><br \/>\nPosso affermare con certezza assoluta che qui \u00e8 mancato un po&#8217; di studio e un buon editor. E &#8211; accidenti a me che mi odio nel pensarlo &#8211; persino io l&#8217;avrei editato al meglio, portando alla luce piena quello che ora appena si intravvede. Semplicemente aiutando l&#8217;autore da lettore, mostrandogli punto punto dove io stessa ero appena incespicata tra le pagine. Ma io non voglio proprio impegnarmi come editor, perch\u00e9 \u00e8 un bel conflitto di interessi scrivere per s\u00e9 ed editare manoscritti altrui. Semplicemente chi fa l&#8217;editor di professione non dovrebbe proprio farsi scappare tutti questi errori.<\/p>\n<p>Alle ultime pagine, con un bel finale anche se un po&#8217; contenuto rispetto allo slancio che mi attendevo io, sono in lacrime per l&#8217;emozione, fazzoletto tra le mani e la mia mente che torna e ritorna ai protagonisti, un bel bacio dopo tante peripezie.<br \/>\nSfoglio nuovamente le pagine, rileggo qua e l\u00e0, ripercorro la storia e si fa largo un pensiero triste. <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Avrei potuto scriverlo anch&#8217;io un romanzo cos\u00ec e, scusate il momento d&#8217;orgoglio, l&#8217;avrei scritto meglio.<\/span><\/strong> Gli manca un po&#8217; di sprint in alcuni punti. Alcune scene partono con una certa carica ma poi non soddisfano appieno l&#8217;aspettativa della lettrice, abituata a un certo ritmo nei romance odierni.<br \/>\nLi ho proprio visti questi punti, e mentre leggevo avevo anche idea di come sistemarli. Perch\u00e9 appunto avrei potuto scriverlo anch&#8217;io.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">E dunque&#8230; cosa stai aspettando?<\/span><\/strong><br \/>\nHo chiuso quel libro con questa domanda che ronzava in testa e la sensazione che una possibilit\u00e0 ce l&#8217;ho. A parte la questione di bilanciare il tempo del lavoro con quello della scrittura, la mia preoccupazione \u00e8 di non essere in grado di gestire un testo lungo e farmi sfuggire proprio questo tipo di errori. Qui li ho individuati subito, ma non era un testo mio e dunque godevo del necessario distacco per osservarli senza remore. Ecco, sto gi\u00e0 cercando delle scuse per non provare&#8230;<br \/>\nSono passati alcuni giorni dal termine di questa lettura, ma quella domanda \u00e8 ancora l\u00ec. Cosa stai aspettando?!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempo fa mi hanno regalato un libro, un romanzo d&#8217;amore ambientato in Scozia, una scelta facilissima per la sottoscritta, innamorata tanto della terra scozzese quanto della serie storica Outlander\u00a0di Diana Gabaldon che me l&#8217;ha fatta conoscere. 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