{"id":28653,"date":"2023-05-06T06:00:08","date_gmt":"2023-05-06T04:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=28653"},"modified":"2025-07-22T15:50:59","modified_gmt":"2025-07-22T13:50:59","slug":"marco-malvaldi-delitti-barlume","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/marco-malvaldi-delitti-barlume\/","title":{"rendered":"La briscola in cinque di Marco Malvaldi <br> (I delitti del BarLume)"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>L&#8217;unica cosa piacevole di un giorno di met\u00e0 agosto, alle due di pomeriggio precise, quando uno respira aria liquida e tenta di non pensare che alla cena mancano ancora sei o sette ore, \u00e8 andare con qualche amico al bar a prendere qualcosa.[&#8230;]<br \/>\nL&#8217;importante per\u00f2 \u00e8 che ci sia la brezzettina. Quel filino di vento della giusta intensit\u00e0, che solleva lievemente la camicia dalla pelle, ti conta dolcemente le vertebre e ti rinfresca i vani tra le dita dei piedi a cui la ciabatta infradito di plastica ha dato finora poco sollievo, ma talmente delicato da non scompigliarti il riporto. L&#8217;aroma iodato della brezza marina ti dischiude le narici, ti convince a respirare e quando l&#8217;eroe che ha fatto le veci del cameriere ritorna, con la roba da bere e le carte, l&#8217;umore \u00e8 tornato sereno e il pomeriggio, rispetto a prima, si \u00e8 accorciato un bel po&#8217;. Queste cose sono piacevoli a vent&#8217;anni: a ottanta sono il sale della vita.<br \/>\nIl gruppetto fuori dal BarLume, nel pieno centro di Pineta, \u00e8 di quattro vecchietti belli arzilli, del tipo comune da queste parti; i due partiti concorrenti, costituiti dai vecchi con bastone e nipotino e dalle vecchie che fanno la calza sull&#8217;uscio, non sono numericamente all&#8217;altezza e se ne vedono sempre meno in giro.[&#8230;]<br \/>\nI quattro devono essere piuttosto amici, a giudicare da come stanno litigando: tre sono assisi con dignit\u00e0 papale sulle poltroncine di plastica, uno \u00e8 in piedi con un vassoio con sopra un mazzo di carte, un fernet, una birra e una sambuca con la mosca. Uno di quelli seduti si dimena come un tarantolato. Evidentemente, manca qualcosa.<br \/>\n&#8211; E il caff\u00e8?<br \/>\n&#8211; Non me l&#8217;ha fatto.<br \/>\n&#8211; Non te l&#8217;ha fatto? E perch\u00e9?<br \/>\n&#8211; Dice che \u00e8 troppo caldo.<br \/>\n&#8211; Ma saranno cazzi mia se \u00e8 troppo caldo o no per bere il caff\u00e9? Gi\u00e0 che c&#8217;\u00e8 quel cauterio della mi&#8217; figliola a contammi le sigarette, ora anche il barrista ci si mette a preoccupassi della mi&#8217; salute? Ora mi sente!!<br \/>\nLa briscola in cinque, Marco Malvaldi<\/p><\/blockquote>\n<p>Comincia praticamente cos\u00ec il romanzo d&#8217;esordio di Marco Malvaldi, <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/briscola-in-cinque-libro-marco-malvaldi\/e\/9788838922190\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La briscola in cinque<\/em><\/a>, pubblicato ancora nel 2007 e confluito poi nella fortunata serie letteraria, subito dopo anche televisiva, de <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/I_romanzi_del_BarLume\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>I delitti del BarLume<\/em><\/a>. Dopo un divertente prologo, che corrisponde al ritrovamento del cadavere, parte fondamentale per un romanzo giallo, ci troviamo proprio in quel bar di costiera toscana in una torrida giornata estiva, per conoscere i personaggi principali, quelli che ci accompagneranno lungo le indagini per svelare l&#8217;assassino. Non sono per\u00f2 commissari, poliziotti, ispettori. I veri protagonisti qui sono invece quattro ottantenni, quattro incorreggibili ficcanaso che a chiamarli vecchietti proprio non ci si riesce.<\/p>\n<p>Occorre fare una doverosa premessa: <strong><span style=\"color: #000080;\">I delitti del BarLume io li ho scoperti un po&#8217; tardi<\/span><\/strong>, quando hanno iniziato a mandare in onda le repliche delle prime due stagioni in seconda serata, sul canale televisivo in chiaro TV8, forse l&#8217;estate del 2015. Gi\u00e0 dalla sigla iniziale si scopre che la serie \u00e8 tratta dai bestseller di Marco Malvaldi editi da Sellerio Editore. Dunque sapevo fin da subito che potevo eventualmente attingere ai romanzi, per quel acclamato principio che &#8220;il libro \u00e8 meglio del film&#8221;. Non \u00e8 sempre cos\u00ec in realt\u00e0 (prova ne \u00e8 la mia lettura di <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/dracula-bram-stoker-coppola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Dracula di Bram Stoker<\/em><\/a>, a cui ho preferito la pellicola di Francis Ford Coppola) e in questo particolare caso la fiction televisiva \u00e8 cos\u00ec ben realizzata che finora, pur avendo la curiosit\u00e0 di immergermi nei libri, non ne avevo poi sentito tutto questo bisogno. Probabilmente perch\u00e9 le immagini in televisione de <em>I delitti del BarLume<\/em> mi hanno riportato dritta all&#8217;infanzia.<\/p>\n<p>Pur non comprendendolo del tutto vista la giovanissima et\u00e0, quand&#8217;ero bambina mi piaceva guardare insieme a mio padre la serie di film <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Amici_miei\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Amici Miei<\/em><\/a> con Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Philippe Noiret e Renzo Montagnani, sceneggiatura di Pietro Germi, regia di Mario Monicelli. Erano quattro amici fiorentini di mezza et\u00e0, poi diventati cinque con l&#8217;aggiunta al gruppo di Adolfo Celi, ognuno intrappolato in una vita di insoddisfazioni e tristezze, tra indigenza, solitudine, crisi matrimoniali, pure noia per una carriera brillante ma alienante. Si ritrovano per fuggire da tutto questo in occasione delle loro &#8220;zingarate&#8221;, degli scherzi alquanto elaborati, come la complessa manovra di raddrizzare la torre di Pisa con l&#8217;aiuto dei turisti presenti, che li riempie di entusiasmo e giovinezza, oltre che di un&#8217;amicizia senza tempo. La mia scena preferita era quella mirabile sequenza di sonore sberle ai viaggiatori affacciati dai finestrini dei treni in partenza, per salutare. \ud83d\ude00<\/p>\n<p>Quella toscanicit\u00e0 verace, quella maniera particolare di ridere anche della morte, quelle parolacce cos\u00ec colorite che sono evidente dimostrazione di affetto pi\u00f9 che vero insulto, quei giochi irriverenti di adulti mai cresciuti, li ho ritrovati tra i tavolini del BarLume e nei personaggi che gli girano intorno, tra un delitto e l&#8217;altro nella piccola cittadina di Pineta. Ecco perch\u00e9 mi sono innamorata della serie televisiva I delitti del BarLume, mi sono sentita subito &#8220;a casa&#8221;. Chiss\u00e0 se anche Marco Malvaldi, originario di Pisa per altro, ha un po&#8217; pensato ad Amici miei quando ha scritto questo suo primo romanzo.<\/p>\n<p>Classe 1974 (quindi quasi coetanei), Marco Malvaldi si \u00e8 laureato in Chimica all&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, dove \u00e8 stato anche ricercatore presso il Dipartimento di Chimica biorganica. Nel 2007 ha esordito nella narrativa pubblicando con Sellerio appunto <em>La briscola in cinque<\/em>, seguito da altri cinque romanzi e una raccolta di racconti per la serie <em>I delitti del BarLume<\/em>. Ha pubblicato anche <a href=\"https:\/\/sellerio.it\/it\/catalogo\/Odore-Chiuso\/Malvaldi\/955\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Odore di chiuso<\/em><\/a>, Premio Castiglioncello e Isola d\u2019Elba-Raffaello Brignetti nel 2011, e <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/borghese-pellegrino-libro-marco-malvaldi\/e\/9788838940514\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il borghese Pellegrino<\/em><\/a>, romanzi gialli a sfondo storico con il personaggio di Pellegrino Artusi. Ha scritto <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/scacco-alla-torre-libro-marco-malvaldi\/e\/9788858120491\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Scacco alla Torre<\/em><\/a>\u00a0per Laterza, un&#8217;atipica guida alla scoperta della sua citt\u00e0 Pisa, nonch\u00e9 la guida enogastronomica letteraria <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/famiglia-tortilla-libro-marco-malvaldi\/e\/9788859204480\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La famiglia Tortilla<\/em><\/a>\u00a0dove racconta della sua stessa famiglia in viaggio a Barcellona.<\/p>\n<p>Uno scrittore poliedrico se consideriamo anche la produzione di saggistica, <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/architetto-dell-invisibile-ovvero-come-libro-marco-malvaldi\/e\/9788860309464\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>L\u2019architetto dell\u2019invisibile ovvero come pensa un chimico<\/em><\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/direzione-del-pensiero-matematica-filosofia-libro-marco-malvaldi\/e\/9788832852189\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La direzione del pensiero. Matematica e filosofia per distinguere cause e conseguenze<\/em><\/a>\u00a0tra i tanti pubblicati. Con la moglie Samantha Bruzzone ha esplorato anche la letteratura per ragazzi, <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/leonardo-marea-libro-marco-malvaldi-samantha-bruzzone\/e\/9788858118900\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Leonardo e la marea<\/em><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/chiusi-fuori-libro-marco-malvaldi-samantha-bruzzone\/e\/9788804749417\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Chiusi fuori<\/em><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/chi-si-ferma-perduto-libro-marco-malvaldi-samantha-bruzzone\/e\/9788838943720\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Chi si ferma \u00e8 perduto<\/em><\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/molla-cellulare-che-differenza-c-libro-marco-malvaldi-samantha-bruzzone\/e\/9788832854701\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La molla e il cellulare. Che differenza c&#8217;\u00e8 tra una scoperta e un&#8217;invenzione?<\/em><\/a>\u00a0Come se non bastasse, dal 2015 collabora anche con il Domenicale de Il Sole 24 ore.<\/p>\n<p>Sul suo sito personale <a href=\"https:\/\/www.marcomalvaldi.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>www.marcomalvaldi.it<\/em><\/a>\u00a0si legge bene in evidenza &#8220;Marco Malvaldi ha studiato tanto e non sa fare praticamente un tubo, per\u00f2 lo sa raccontare bene.&#8221; Beh, che abbia studiato tanto non lo so, la sua produzione letteraria sembra dimostrare che qualcosina sa fare, ma posso sicuramente confermare che davvero racconta bene.<br \/>\nE se qualcuno non \u00e8 d&#8217;accordo, lo aspettiamo in stazione! \ud83d\ude00<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Si va alla stazione\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/sqdjlJUeK6E?start=87&#038;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">La briscola in cinque<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\">romanzo d&#8217;esordio di Marco Malvaldi<\/span><\/h2>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>&#8230;funziona cos\u00ec: all&#8217;inizio si danno le carte, tutte in una volta, otto per uno. Poi, si fa l&#8217;asta. Ognuno dichiara, a turno, con quanti punti crede di poter vincere in base alle carte che ha in mano. Mi spiego: l&#8217;asta parte da sessanta, il primo dice &#8220;Vinco con sessantuno&#8221;, il secondo &#8220;Vinco con sessantatr\u00e9&#8221; e cos\u00ec via, fino a che uno fissa un valore talmente alto che gli altri lasciano. Chi vince ha il diritto di scegliere la briscola, in questo modo: mettiamo che tu abbia asso e tre a denari [&#8230;] Allora ti conviene chiamare il regio a denari. Dici &#8220;Regio a denari&#8221; e cos\u00ec stabilisci due cose: uno, che la briscola \u00e8 denari. Due, che il tuo compagno per quella mano \u00e8 quello che ha in mano il regio a denari. Gli altri tre sono contro. Per vincere devi fare, in due, i punti che hai dichiarato all&#8217;inizio. Vincere l&#8217;asta conviene perch\u00e9 scegli la briscola, ma devi giocare a vincere mentre gli altri giocano a farti perdere. Inoltre sei due contro tre.[&#8230;]<\/em><br \/>\n<em>Il bello del gioco \u00e8 che tu non sai chi \u00e8 che gioca con te. Appena avrai detto la carta, tutti e quattro incominceranno a guardarsi storto, ad accusarsi a vicenda di essere l&#8217;intruso, a proclamare le proprie carte prive di denari di ogni specie. Uno di loro mente. Ma fino a che quella carta non salta fuori non puoi sapere come va il gioco, n\u00e9 tu n\u00e9 i tuoi avversari. Soltanto chi ha il re a denari conosce tutta la situazione, e ovviamente far\u00e0 di tutto per non farsi trovare, magari perder\u00e0 anche grossi punti per farsi scoprire pi\u00f9 tardi possibile.<\/em><br \/>\n<em>La briscola in cinque, Marco Malvaldi<\/em><\/p>\n<p>All&#8217;uscita dalla discoteca, in una notte di agosto, un ragazzo parecchio ubriaco di ritorno verso casa trova il cadavere di una ragazza giovanissima, sporgente da un cassonetto dell&#8217;immondizia in un parcheggio periferico. La polizia non gli d\u00e0 credito ma il barista del BarLume, dove si \u00e8 fermato per telefonare, decide di verificare di persona. E&#8217; cos\u00ec che Pineta, immaginario paesino della costa intorno a Livorno, <em>&#8220;diventata localit\u00e0 balneare di moda a tutti gli effetti, e quindi la Pro Loco sta inesorabilmente estinguendo le categorie dei vecchietti rivoltandogli contro l\u2019architettura del paese: dove c\u2019era il bar con le bocce hanno messo un discopub all\u2019aperto, in pineta al posto del parco giochi per i nipoti si \u00e8 materializzata una palestra da body-building all\u2019aperto, e non si trova pi\u00f9 una panchina, solo rastrelliere per le moto&#8221;<\/em>, viene sconvolto all&#8217;improvviso da un omicidio.<br \/>\nViste le frequentazioni della vittima, figlia viziata di famiglia benestante, sulle prime sembra configurarsi come un brutto affare di droga e sesso, tra un fidanzatino coetaneo della ragazzina e un buttafuori dongiovanni nel giro delle discoteche. Eppure qualcosa non funziona in quella mano di carte: ne manca proprio una, quella che potrebbe chiudere il gioco. Cos\u00ec pensa il barista del BarLume (anzi, il barrista con due erre, cos\u00ec come leggerete per tutto il libro), il piccolo bar di fronte alla spiaggia, dove si concentrano le chiacchiere e le indagini non ufficiali del gruppo di pensionati pi\u00f9 scaltro del paese, &#8220;i bimbi&#8221;. Niente sfugge alle loro orecchie, e niente sfugge nemmeno agli occhi degli altri abitanti, cos\u00ec che al BarLume le notizie arrivano prima che al vicino Commissariato.<\/p>\n<p>Ma la briscola in cinque, che l&#8217;autore Marco Malvaldi ci spiega molto bene proprio nelle prime pagine, quando i quattro vecchietti mostrano il gioco al barista del BarLume, \u00e8 la chiave per risolvere il caso. <strong><span style=\"color: #000080;\">&#8220;Tu non sai chi \u00e8 che gioca con te&#8221; e &#8220;Uno di loro mente&#8221;<\/span><\/strong> non sono suggerimenti buttati l\u00ec per caso. Perci\u00f2, da quel momento in poi, diffidate di tutto quello che viene detto e attenetevi solo ai fatti. Certamente arriverete alla soluzione molto prima del Commissario Fusco, ma \u00e8 da vedere se riuscirete a battere il gruppo d&#8217;indagine del BarLume.<br \/>\nConosciamoli uno ad uno i nostri personaggi, direttamente dalla penna di Marco Malvaldi, nelle tracce disseminate lungo il romanzo (perch\u00e9 io, in realt\u00e0, gi\u00e0 li conosco dalla versione televisiva, che li rappresenta in maniera magistrale!).<\/p>\n<p>Massimo Viviani, il barrista, e proprietario, del BarLume di Pineta: <em>&#8220;E&#8217; sulla trentina, capelli ricci, barba; un aspetto vagamente arabeggiante, accentuato dal camicione da pirata lungo fino alle ginocchia miracolosamente immune da aloni di sudore. Ha lo sguardo obliquo, imbronciato.&#8221;<\/em> Separato, matematico di formazione, ha acquistato il BarLume facendo tredici al totocalcio. Ha un brutto carattere, tanto da rifiutarsi di servire caff\u00e9 e cappuccini ai clienti se non \u00e8 l&#8217;orario giusto o fa troppo caldo. Per\u00f2 dimostra fiuto, sia per capire le persone che si trova di fronte, sia per le indagini perch\u00e9 &#8220;se non capisco qualcosa non c&#8217;\u00e8 verso di liberarmene, mi ci assillo tutto il giorno e tutti i giorni finch\u00e9 non lo capisco.&#8221;<\/p>\n<p>Tiziana Guazzelli, detta Tizi, la banconista da urlo del BarLume, <em>&#8220;Alta, bel portamento, rossa di capelli come il nome suggeriva, era stata assunta da Massimo in quanto possedeva due qualit\u00e0 perfette per lavorare in un bar. In primo luogo, non era imbranata. Secondo, aveva un paio di puppe bellissime, che occultava con scarso successo dentro magline attillatissime o camicette col nodo e nessun bottone allacciato. Ormai Massimo si era abituato, ma i primi tempi gli capitava spesso di guardarle inavvertitamente il petto mentre le parlava e di rimanere con lo sguardo l\u00ec, calamitato, mentre continuava a parlarle come se niente fosse. Per fortuna lei la prendeva a ridere.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000080;\">Protagonisti assoluti sono &#8220;i bimbi&#8221;, il letale quartetto dei vecchietti,<\/span><\/strong> assidui frequentatori nonch\u00e9 colonne portanti del BarLume, seduti all&#8217;aperto in compagnia di un mazzo di carte, a giocare al tavolo da biliardo all&#8217;interno oppure a commentare pittorescamente le notizie locali, aggiungendo dettagli cos\u00ec segreti che solo esperti di spionaggio come loro possono conoscere.<\/p>\n<p>Ampelio Viviani \u00e8 anche il nonno del barrista Massimo: <em>&#8220;anni 82, ferroviere in pensione, discreto ex ciclista dilettante e incontestato trionfatore della gara di moccoli introdotta (ufficiosamente) all&#8217;interno della festa dell&#8217;Unit\u00e0 di Navacchio per ventisei anni consecutivi dal 1956.&#8221;<\/em> Alquanto iroso e colorito nelle sue esternazioni, evidenzia il legame col nipote Massimo, si somigliano proprio e si detestano, amorevolmente. Vive con la moglie Tilde, che gli conteggia il numero di gelati ma poi frigge in olio abbondante tutto quello che c&#8217;\u00e8 da mangiare.<\/p>\n<p>Aldo Grippa, quello del ristorante Boccaccio di Pineta, <em>&#8220;vedovo spensierato e di compagnia, la sera andava al bar dove era sempre sicuro di trovare qualcuno.&#8221;<\/em> Dei quattro \u00e8 forse il pi\u00f9 tranquillo e anche l&#8217;unico ancora impegnato a lavorare, di tanto in tanto. <em>&#8220;Una cosa andava riconosciuta; quando Aldo affermava di vendere cibo e vino senza fronzoli aveva perfettamente ragione. Il Boccaccio aveva a sua disposizione una cantina sterminata, con particolare predilezione per il Piemonte, e una cucina eccezionale. Punto. Il servizio era preciso ma informale e la qualit\u00e0 delle suppellettili non era ricercata; inoltre, se per caso uno manifestava qualche disappunto riguardo al cibo, la cosa trovava sempre modo di arrivare all&#8217;orecchio dello ched de cuisine, Otello Brondi detto Tavolone. Detto personaggio, pur dotato di innegabile talento nell&#8217;arte apiciana, non era stato per\u00f2 molto benvoluto dalle Muse sotto tutti gli altri aspetti, per cui il critico si trovava spesso a lato del tavolo un metro cubo di pancia di cuoco, guarnito di due avambracci grossi e pelosi come orsi, che gli chiedeva &#8220;Come mai &#8216;un ti garba?&#8221; con tono non esattamente servizievole.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Gino Rimediotti <em>&#8220;75 portati male, pensionato delle poste&#8221;<\/em>. Pecca un po&#8217; d&#8217;avarizia e trova sempre da ridire sulla presenza degli albanesi a Pineta. <em>&#8220;Tre settimane prima, una bagnante era stata scippata della borsetta davanti allo stabilimento balneare, e il vecchietto aveva tenuto banco per due giorni con il pericolo albanese, profetizzando sventure di ogni risma e invocando l&#8217;intervento dello Stato. Continu\u00f2 fino a sera del terzo giorno, quando venne fuori che lo scippatore era il nipote del suo dirimpettaio.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Pilade Del Tacca <em>&#8220;ha assistito al placido scorrere di settantaquattro primavere ed \u00e8 felicemente soprappeso. Anni di duro lavoro al Comune di Pineta, in cui se non fai colazione quattro volte per mattina non sei nessuno, lo avevano forgiato sia fisicamente che caratterialmente: infatti, oltre che maleducato, era anche un rompicoglioni.&#8221;<\/em> Ma \u00e8 anche quello che molto bene vi spiega come funziona la briscola in cinque, nella citazione poco sopra.<\/p>\n<p>Intorno a questi protagonisti, ruotano via via altri personaggi, fondamentali per la resa tragico-comica della storia. Primo su tutti il Commissario di Pineta Vinicio Fusco, talmente pasticcione da dare l&#8217;ordine di spostare l&#8217;auto della vittima dal luogo del delitto prima di effettuare i dovuti rilievi. <em>&#8220;Dopo aver concluso, in armonia con Carli, che Vinicio Fusco era permaloso, arrogante, testone, presuntuoso e vanesio, il dottore aveva sentenziato: <\/em><br \/>\n<em>&#8211; Quell&#8217;uomo \u00e8 un libro di barzellette sui calabresi. <\/em><br \/>\n<em>E Massimo, che aveva approvato interamente la conclusione, tutte le volte che pensava a Fusco non poteva fare a meno di chiedersi se per caso, a forza di stare con il Rimediotti, non stesse diventando un po&#8217; razzista. Si consolava pensando che quando andava all&#8217;universit\u00e0, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato &#8220;l&#8217;identikit del perfetto idiota&#8221;: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese.&#8221;<\/em> Vi lascio immaginare cosa accadr\u00e0 lungo le indagini. Persino nonno Ampelio rischier\u00e0 di essere arrestato! <em>&#8220;Cosa si merita, l&#8217;ho detto. L&#8217;ho detto &#8220;ma lei \u00e8 stato trasferito ai vigili urbani? Siccome la vedo sempre ar barre, invece che dove dovrebbe sta&#8217;&#8230;&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Un encomio anche per l&#8217;organizzazione dei capitoli del romanzo, che mi ha fatto sorridere una volta di pi\u00f9. Possiamo legge infatti: Prologo, Inizio, Due, Tre, Quattro, Radici di venticinque (e ci ho pure pensato&#8230;), Sei, Sette, Otto, Nove, Nove e mezzo, Dieci, Undici, Epilogo, Per finire (che sono i ringraziamenti dell&#8217;autore). Come divertirsi anche all&#8217;indice finale, insomma. \ud83d\ude00<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-13369\" src=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Delitti_BarLume_Elba.jpg\" alt=\"Scrivere dall'isola d'Elba: I Delitti del BarLume\" width=\"650\" height=\"867\" srcset=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Delitti_BarLume_Elba.jpg 750w, https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Delitti_BarLume_Elba-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p><em>Il vero BarLume, quello usato per la fiction televisiva, lo trovate all&#8217;isola d&#8217;Elba, nella bellissima localit\u00e0 di Marciana Marina. L&#8217;avevo letto a suo tempo, ma quando me lo sono trovato l\u00ec davanti, in vacanza, \u00e8 stata una vera sorpresa!<\/em> \ud83d\ude42<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">I delitti del BarLume<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\">dal romanzo alla televisione<\/span><\/h2>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Drriiiiiin.<\/em><br \/>\n<em>Drriiiiiin.<\/em><br \/>\n<em>Drriiiiiin.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Pronto?<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Pronto, sono Aldo.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Pronto?<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Pronto Massimo, sono Aldo. Ti volevo&#8230;<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Pronto? Non sento niente.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Massimo, sono Aldo&#8230;- disse Aldo un po&#8217; pi\u00f9 forte.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Parlate pi\u00f9 forte. Non sento quasi nulla.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Mas-si-mo &#8211; url\u00f2 Aldo scandendo bene &#8211; han-no chia-ma-to dal com-mis-sa-ria-to. Vo-glio-no&#8230;<\/em><br \/>\n<em>&#8211; E&#8217; inutile che urliate in questo modo &#8211; disse calma la voce di Massimo. &#8211; Questa \u00e8 una segreteria telefonica. Lasciate un messaggio dopo il bip.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Ma vai in culo, vai&#8230; &#8211; disse Aldo dopo un breve sconcerto.<\/em><br \/>\n<em>La briscola in cinque, Marco Malvaldi<\/em><\/p>\n<p>Ho riso come una pazza a questo piccolo trafiletto, perch\u00e9 ci ho rivisto proprio gli attori de <em>I delitti del BarLume<\/em>, anche se non ricordo questa scena in particolare. Per me, che prima ho scoperto gli episodi della fiction e solo ora sono approdata alla pagina scritta, posso dire che nella serie televisiva <strong><span style=\"color: #000080;\">c&#8217;\u00e8 davvero la stessa ambientazione del romanzo di Marco Malvaldi.<\/span><\/strong> I personaggi principali sono proprio loro, cos\u00ec come li ho conosciuti e amati dal piccolo schermo.<\/p>\n<p>Qualche sorpresa per\u00f2 l&#8217;ho trovata, perch\u00e9 comunque la serie \u00e8 liberamente ispirata ai libri di Malvaldi e <strong><span style=\"color: #000080;\">qualche adattamento c&#8217;\u00e8 effettivamente stato<\/span><\/strong>, vuoi per esigenze di produzione e di casting, per introdurre qualche personaggio femminile in pi\u00f9, per inserire un po&#8217; pi\u00f9 di pepe e chiss\u00e0, magari lo scrittore ha preso l&#8217;occasione per dire la sua, in un secondo giro di editing. \ud83d\ude09<\/p>\n<p>Per esempio, quella che in televisione \u00e8 <strong><span style=\"color: #000080;\">il commissario Vittoria Fusco<\/span><\/strong>, donna tutta d&#8217;un pezzo, dedita al suo lavoro, cinica e sarcastica nelle situazioni difficili, interpretata da una straordinaria Lucia Mascino, all&#8217;interno del romanzo \u00e8 invece il commissario Vinicio Fusco, cos\u00ec come ve l&#8217;ho descritto sopra, incapace, pasticcione, vanesio. E in quelle caratteristiche ci troviamo invece, dalla quarta stagione in poi, il commissario straordinario di Pineta Gianluigi Maria Tassone, portato sullo schermo dall&#8217;attore Michele Di Mauro. Questo Tassone assomiglia molto al commissario Fusco del romanzo di Malvaldi: siciliano (e non calabrese), amante pi\u00f9 del cibo che del proprio lavoro, pasticcione nel condurre le indagini, tanto da ostacolarle, impegnato nel corteggiare assiduamente, senza successo, proprio Vittoria Fusco.<\/p>\n<p>La seconda stagione della serie televisiva si apre con <strong><span style=\"color: #000080;\">il funerale di Ampelio Viviani<\/span><\/strong>, di cui non vi \u00e8 traccia nei romanzi (tenendo anche conto che l&#8217;ordine degli episodi della fiction non segue l&#8217;ordine di pubblicazione dei vari libri). La causa \u00e8 dovuta alla prematura scomparsa dell&#8217;attore Carlo Monni che interpretava nonno Ampelio nella prima stagione. In suo onore, si \u00e8 deciso di lasciar andare anche il personaggio nella fiction (emozionante lo speciale che racconta il sentimento di tutto il cast nel girare quella scena) e ricostituire il quartetto con un nuovo pensionato che si aggiunge ai &#8220;bimbi&#8221;: nasce cos\u00ec Emo Bandinelli, portato sullo schermo da Alessandro Benvenuti, ex pescivendolo e suocero di Massimo Viviani. Non ne sono del tutto certa, perch\u00e9 in questo caso devo leggere i romanzi successivi, ma il personaggio di Emo riprende comunque i dialoghi e le movenze di Ampelio dalle storie originali di Malvaldi. I due caratteri si assomigliano molto, Emo \u00e8 focoso e burbero tanto quanto lo era Ampelio.<\/p>\n<p>Poi dal romanzo alla televisione <strong><span style=\"color: #000080;\">si perdono invece alcune pagine mirabili.<\/span><\/strong> I tempi della fiction sono differenti dai tempi della lettura, e comunque la parola scritta porta talvolta una nota poetica che non riesce a raggiungere lo schermo. Non ricordo infatti questa scena, di Massimo Viviani concentrato con un libro di Kazuo Ishiguro tra le mani, o se c&#8217;era, non era cos\u00ec incisiva come la leggo e la gusto in questo momento.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Erano circa le tre e mezzo del giorno prima, e il bar si stava beatamente godendo il meritato riposino del dopopranzo. Massimo, dietro il bancone con i piedi a mollo in una tinozza piena d&#8217;acqua, stava leggendo (Quel che resta del giorno, di Kazuo Ishiguro, bel libro ma leggetelo in un periodo in cui siete allegri altrimenti vi gettate sotto un tram). Il senato, fuori all&#8217;ombra del tiglio grande, stava giocando a canasta e quindi non faceva casino come al solito, una volta tanto. Un tizio non molto alto, con occhialini tondi di metallo e un accenno di capelli di lato e in mezzo a un cranio bello lustro, appena uscito da una Z4, entr\u00f2 nel bar sorridendo e salutando a voce alta:<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Buongiorno.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Dipende.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Come, scusi?<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Dipende dalle sue intenzioni. Se lei desiderasse semplicemente bere qualcosa di fresco e godersi l&#8217;ombra fuori, io potrei continuare a leggere tranquillamente ancora un po&#8217; e quindi continuerebbe ad essere un buon giorno almeno per un altro po&#8217;. Se d&#8217;altronde lei avesse intenzione di parlare del delitto Costa, questo mi costringerebbe a chiudere il libro e ci\u00f2 rientrerebbe senza alcun dubbio nelle eventualit\u00e0 che io tendo a classificare come rotture di coglioni. Di conseguenza, il suo saluto mi apparirebbe palesemente ipocrita.<\/em><br \/>\n<em>(A discolpa di Massimo, va detto che quando leggeva un libro meritevole tendeva a empatizzare notevolmente con l&#8217;autore e con il suo modo di scrivere, e che il libro in questione \u00e8 narrato in prima persona da un maggiordomo inglese alla fine del secondo dopoguerra).<\/em><br \/>\n<em>(Tralasciando quindi il concetto di rottura di coglioni, solitamente alieno dal modo di esprimersi di un domestico di rango, non \u00e8 da escludersi che la risposta di Massimo fosse pesantemente influenzata dal linguaggio che Ishiguro attribuisce al maggiordomo Stevens).<\/em><br \/>\n<em>Nel momento di imbarazzo che segu\u00ec, si sent\u00ec solo il fruscio di una pagina che veniva voltata e, da fuori, una debole voce dall&#8217;apparenza senile che diceva accidenti a te e alla canasta di pinelle del cazzo, deficiente, tu ragionassi una volta all&#8217;anno ti farebbe altro che bene.<\/em><br \/>\n<em>La briscola in cinque, Marco Malvaldi<\/em><\/p>\n<p>Quando poi fu annunciato per la serie televisiva l&#8217;arrivo di Corrado Guzzanti a interpretare <strong><span style=\"color: #000080;\">Paolo Pasquali, il veneto trapiantato a Pineta,<\/span><\/strong> assicuratore di professione, spilorcio e puntiglioso, ordinato quasi maniacale, ho temuto davvero che la serie non mi sarebbe piaciuta pi\u00f9. Sar\u00e0 la solita macchietta veneta, il polentone che viene dal Nord? Certi stereotipi stancano davvero, specie quando si tende troppo all&#8217;esagerazione. Invece no, la sua partecipazione \u00e8 fenomenale. Sono la prima a ridere delle mirabolanti trovate di Guzzanti, e come ci riesca manco lo so! Si \u00e8 ripreso quello stesso dialetto usato da Albero Sordi in un altro film che mi \u00e8 molto caro: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=76_0uR11I58\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Venezia, la luna e tu<\/em><\/a>\u00a0di Dino Risi. E ha funzionato alla grande!<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"I delitti del BarLume | Speciale 10 anni\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2quMlVOieMY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">Eppure c&#8217;\u00e8 un puntino che non torna&#8230;<\/span><\/h2>\n<p>Non voglio spoilerarvi troppo, ma arrivata alla fine del romanzo, quel poco di fiuto investigativo, frutto di ore e ore in compagnia di zia Agatha Christie fin dall&#8217;adolescenza, mi ha fatto scorgere un punto, un piccolo puntino, l\u00ec in mezzo a quelle pagine. <strong><span style=\"color: #000080;\">Un puntino di domanda per l&#8217;esattezza.<\/span><\/strong> Che se qualcuno di voi avesse letto, o legger\u00e0 in futuro, il romanzo, potrebbe anche palesarsi qui e cercare con me una risposta. Sebbene la collocazione temporale della storia risalga ai primi anni Duemila, ci sono i cellulari e dei messaggi sms scambiati con la vittima. Per quale motivo, e tecnicamente era gi\u00e0 possibile presso la compagnia telefonica, non si sono tracciati i movimenti della ragazza in quella notte, tramite la posizione del suo cellulare e delle celle a cui era agganciato?! Bastava quello, a risolvere il caso. \ud83d\ude09<\/p>\n<blockquote><p>&#8211; Lo sai qual \u00e8 il ganzo? Il ganzo di tutta la faccenda, caro Massimo, \u00e8 che il paese ne sa gi\u00e0 di pi\u00f9 di quello che sa il commissario. Primo, perch\u00e9 il Fusco \u00e8 un fesso &#8211; e gli astanti annuirono in modo coordinato &#8211; e secondo, perch\u00e9 se una cosa \u00e8 successa in paese, a qualcuno del paese, c&#8217;\u00e8 sicuramente qualcuno che sa un pezzetto di quel che succede. Qualcuno che ha visto qualcosa, e non sa cosa significhi. Dammi retta, Massimo, il Fusco dovrebbe venire qui al bar e parlare con tutti quelli che passano di qua, poi andare a casa di tutte le donnette, poi andare al mercato, e cos\u00ec via. Da lui, direttamente, non ci va nessuno, per\u00f2 intanto io sono uscito di casa alle due e dieci e la mi&#8217; moglie era al telefono da un&#8217;ora e venti: quando torno stai tranquillo che mi fa una chiorba come un c\u00f2omero col delitto.<br \/>\nMassimo si mise a ridere. Pilade aveva ragione: il brainstorming di vecchiette era cos\u00ec temibile che nessuno sarebbe sfuggito, in quei giorni, alle elucubrazioni nate da sedicenti Miss Marple rintanate in casa a telefonare a tutti quelli che conoscevano.<br \/>\nLa briscola in cinque, Marco Malvaldi<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;unica cosa piacevole di un giorno di met\u00e0 agosto, alle due di pomeriggio precise, quando uno respira aria liquida e tenta di non pensare che alla cena mancano ancora sei o sette ore, \u00e8 andare con qualche amico al bar a prendere qualcosa.[&#8230;] L&#8217;importante per\u00f2 \u00e8 che ci sia la brezzettina. 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