{"id":28551,"date":"2023-04-09T06:00:42","date_gmt":"2023-04-09T04:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=28551"},"modified":"2023-12-29T19:59:32","modified_gmt":"2023-12-29T18:59:32","slug":"trolls-esistono-rubano-calzini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/trolls-esistono-rubano-calzini\/","title":{"rendered":"I trolls esistono e ti rubano i calzini"},"content":{"rendered":"<p>Mattia sta cercando disperatamente di infilarsi i jeans e il maglione allo stesso tempo, magari pure di agganciare l&#8217;orologio. Non ha sentito la sveglia e ora deve proprio correre. Fortuna che quella mattina era passato il camion della raccolta rifiuti, con una bella frenata davanti casa da far tremare tutte le finestre. Quello lo aveva riscosso dal sonno profondo.<br \/>\n&#8220;La colazione \u00e8 pronta! Sbrigati, fai tardi alla prima ora!&#8221; La voce di sua madre sale imperiosa lungo le scale. Mattia rovista sotto il letto in cerca delle sneakers e poi fruga tra gli indumenti sepolti sulla poltroncina, per rinvenire un paio di calzini ancora utilizzabili. &#8220;No, niente. Eppure mi pareva fossero qui&#8230; Ah, eccone uno.&#8221; Butta per aria magliette e felpe, diversi pantaloni e il pigiama, ma non trova l&#8217;altro compagno del calzino nero con lo stemma. &#8220;Ah, c&#8217;\u00e8 anche questo per\u00f2.&#8221; Trova stavolta un calzino a righe blu. Dentro lo zaino sbuca pure un altro calzino rosso scuro con quadri azzurri. &#8220;Dove diamine sono gli altri? Sono tutti singoli&#8230; si sono scoppiati?!&#8221;<br \/>\nCorre in bagno e rovescia il cesto del bucato pieno di indumenti sporchi. Li separa veloce sul pavimento, senza trovare nulla. &#8220;Arghhh! Va bene mi arrendo!&#8221; Paonazzo in volto, ritorna nella sua camera da letto e apre il cassettone, per prendere un paio di calzini puliti. Niente, l&#8217;angolo dove sono riposti di solito \u00e8 vuoto. &#8220;Oh cavolo, li ho finiti tutti! Non \u00e8 possibile!&#8221; Mattia si blocca per un attimo, sbattendo le palpebre incredulo. Strizza spesso gli occhi. Sua madre crede sia un pericoloso tic nervoso, da quindicenne alle prese con le ansie dell&#8217;adolescenza, per Mattia invece un modo istantaneo di mettere a fuoco la realt\u00e0. Di essere sicuro di non dormire, e di non sognare, di avere compreso bene la situazione, di avere osservato tutto correttamente intorno a s\u00e9. Troppe volte spera davvero di sbagliarsi, ma il presente spesso supera la fantasia.<br \/>\nAnche adesso: non ci sono proprio pi\u00f9 calzini. Sospira, all&#8217;ennesimo richiamo di sua madre dalla cucina. &#8220;Va bene, cambiamo tattica.&#8221; Si toglie i jeans corti alla caviglia per mettersi invece quelli lunghi col risvolto. &#8220;Questi nasconderanno lo scempio&#8230;&#8221; Si infila il calzino a righe blu e quello rosso scuro con quadri azzurri. &#8220;Forse da lontano si assomigliano. Forse.&#8221;<br \/>\nSolleva lo zainetto da terra e ne controlla velocemente il contenuto. Afferra il giubbotto, si mette il cellulare in tasca e si fionda gi\u00f9 per le scale. &#8220;Mamma, faccio troppo tardi&#8230;&#8221; Prende due fette di pane dal ripiano, ci spalma due cucchiai di crema al cacao e poi se le infila in bocca, bofonchiando un &#8220;Ciao&#8221; sconnesso in saluto.<br \/>\nSul marciapiede al lato opposto della strada lo attende il suo migliore amico Nicco, in verit\u00e0 all&#8217;anagrafe Nicolino, ma il diminutivo del suo vero nome gli sta male essendo il pi\u00f9 cresciuto di tutta la classe. Cos\u00ec per tutti \u00e8 diventato Nicco, con due &#8220;c&#8221; belle ampie quanto il suo torace. Distoglie lo sguardo dallo schermo del suo smartphone e solleva un sopracciglio alla vista di Mattia giungere trafelato, mentre mastica qualcosa. &#8220;Che \u00e8 successo? Di nuovo la sveglia? Hai fatto tardi ieri sera sulla bacheca di Astrid-La-Magnifica?&#8221; Sorride sornione all&#8217;imbarazzo di Mattia che diviene porpora all&#8217;istante.<br \/>\n&#8220;NO. Cio\u00e8 s\u00ec, un pochino, ieri sera&#8230; ma non \u00e8 quello. Mi sono spariti tutti i calzini. Mia madre deve aver fatto casino con quelli puliti, se li sar\u00e0 tenuti lei. Per\u00f2 sono scomparsi anche quelli che indossavo ieri. Boh.&#8221; Si incamminano per prendere l&#8217;autobus per la scuola in fondo alla strada.<br \/>\n&#8220;Devi avere qualche troll per casa&#8230;&#8221; mormora l&#8217;amico pensieroso.<br \/>\n&#8220;Eh? Troll? Ma che dici? Non ci sono troll!&#8221; Mattia non riesce a trattenere una risata. Nicco se ne esce spesso con affermazioni strane.<br \/>\n&#8220;I trolls esistono eccome, e ti rubano i calzini, ti dico. Solo quello sinistro per\u00f2. Chiss\u00e0 che se ne fanno di tutti quei calzini sinistri&#8230; Magari i trolls hanno solo piedi sinistri.&#8221; Volge lo sguardo in alto, figurandosi queste creature nella sua mente.<br \/>\n&#8220;In effetti, ora che ci penso&#8230; ho trovato solo calzini destri!&#8221; Mattia in quel momento stava indossando due calzini destri, per fortuna elasticizzati da non sentire poi cos\u00ec differenza.<br \/>\n&#8220;Vedi? Lo sanno tutti! I trolls ti rubano i calzini sinistri. Il motivo \u00e8 sconosciuto, per\u00f2 lo fanno!&#8221; Nicco stringe le spalle, mentre controlla una notifica sul cellulare. &#8220;Si muovono solo di notte comunque. Ti baster\u00e0 andare a letto con tutti i calzini addosso. Non credo verranno a toglierteli&#8230;&#8221;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&#8220;Avevo dimenticato che stamattina c&#8217;era l&#8217;ora di Ginnastica, miseriaccia!&#8221; Mattia entra nello spogliatoio maschile della palestra a testa bassa. Gi\u00e0 normalmente le attivit\u00e0 fisiche non sono in cima alle sue preferite, ma a scuola \u00e8 una vera agonia. Specie quando la palestra \u00e8 unica e poco distante ci sono le ragazze che ti osservano.<br \/>\n&#8220;Ti sei dimenticato il cambio?&#8221; gli chiede Nicco, seguendolo a ruota.<br \/>\n&#8220;No, l&#8217;avevo gi\u00e0 preparato ieri sera.&#8221; Apre il fondo dello zaino e toglie un sacchetto con tutto il necessario: pantaloncini, maglietta, le scarpe da ginnastica e i calzini in spugna. &#8220;Oh merda. Ce n&#8217;\u00e8 solo uno!&#8221;<br \/>\nNicco si avvicina. &#8220;Ed \u00e8 un calzino destro. Che ti avevo detto io? Hai un troll che gira per casa&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Si certo, come no!&#8221; Mattia non sa se ridere o disperarsi. Dovr\u00e0 tenere i calzini spaiati addosso proprio durante quella lezione, in bella vista di tutti i compagni. Pu\u00f2 gi\u00e0 sentire l&#8217;eco delle risate che seguiranno al suo ingresso nella palestra principale. &#8220;Per curiosit\u00e0, come mi tolgo dalle scatole questo fantomatico troll ruba calzini?&#8221;<br \/>\nNicco risponde da sotto la maglietta colorata della sua squadra di calcio locale, talmente grande da poter essere usata come vela per una barca, prima di lasciar sbucare la testa in alto. &#8220;Oh, \u00e8 semplice. Non sopportano il suono delle campane, qualsiasi tipo di campane, dai campanacci dei tori alle campanelle scacciapensieri. Ti baster\u00e0 metterne qualcuna alle finestre, cos\u00ec non entrer\u00e0 pi\u00f9.&#8221; Appoggia la mano sulla spalla dell&#8217;amico, vedendolo scoraggiato al pensiero. &#8220;Non ti preoccupare. Ne ho sicuramente in soffitta, te le porto io.&#8221;<br \/>\n&#8220;Avanti, uscite dagli spogliatoi!&#8221; Il professore stava richiamando tutti all&#8217;appello. Mattia deglutisce l&#8217;improvvisa salivazione accelerata. &#8220;E&#8217; ora di affrontare la folla&#8230;&#8221;<br \/>\nNicco gli si para dinanzi. &#8220;Ti precedo io. Tu fa finta di niente, non dargli corda, qualsiasi cosa dicano.&#8221;<br \/>\nNemmeno due passi sotto i potenti riflettori della palestra, nemmeno il tempo di schierarsi in fila di fronte all&#8217;insegnante, che i risolini giungono da ogni parte. Mattia vorrebbe seppellirsi all&#8217;istante. Nicco inizia a ringhiare rabbioso in ogni direzione, a difesa dell&#8217;amico e monito per i compagni. &#8220;Lascia stare&#8230;&#8221; gli mormora Mattia. &#8220;Non ne vale la pena. Poi il prof se la prende con te.&#8221;<br \/>\nLei lo sta guardando. Astrid-La-Magnifica. Non pu\u00f2 vederla in viso perch\u00e9 si trova alle sue spalle, Mattia l&#8217;ha scorta mentre entrava nell&#8217;arena. Ma sente i suoi occhi puntati sulla schiena. Meglio, sulle sue caviglie. Che figura micidiale. Con questa, il punteggio scende in picchiata. Qualsiasi illusione di ottenere la sua amicizia, beh qualcosina pi\u00f9 dell&#8217;amicizia, svanisce nel profondo nulla cosmico.<br \/>\nE poi arriva il vero troll della scuola, il bulletto di turno, ce n&#8217;\u00e8 sempre uno in ogni film, poteva mancare in questo liceo?! Peter Spaccaossa, all&#8217;anagrafe un tenerissimo Gianpietro, tale per cui ci si chiede se non siano nomi cos\u00ec arcani e fuori moda a definire certi caratteri controversi. &#8220;Ti sei svegliato male stamattina, svitato? Che ti sei messo ai piedi? Calzini da femmina?!&#8221; Seguono risate sguaiate dei compagni.<br \/>\nEccola Astrid, biondissima, una nuvola leggera di sorrisi e riccioli, due occhi azzurri luccicanti, come il mare alle prime luci del mattino. Di fronte a lei, il cervello di Mattia si svuota all&#8217;istante, tutti i neuroni ammutoliscono a quella meraviglia. Si avvicina incuriosita, osservando prima le caviglie di Mattia. Poi alza lo sguardo e lo fissa dritto, solo un metro dalla sua faccia.<br \/>\n&#8220;A me piacciono i tuoi calzini scombinati.&#8221;<br \/>\nNessuno osa pi\u00f9 dire nulla dopo quella dichiarazione. Mattia riesce appena a biascicare un Grazie striminzito, ma cerca di rispondere con un sorriso altrettanto franco, sperando non assomigli invece a una paresi idiota. Sopravvissuto. Forse pure vittorioso.<\/p>\n<p>Quando rientra a casa da scuola, spossato ma stranamente contento proprio dopo l&#8217;ora di Ginnastica, davvero una novit\u00e0, Mattia trova nonna Adelina con il pranzo gi\u00e0 pronto in tavola, la pasta al pomodoro e pancetta, con il sugo abbondante come piace a lui. Quando sua madre \u00e8 impegnata al lavoro fino a tardi, nonna Adelina arriva in bicicletta per fargli compagnia. Passa a prendere il pane fresco, il giornale e qualche rivista, anche qualche dolcetto in pasticceria, se non ha trovato il tempo di preparare qualcosa lei. Non parla molto nonna Adelina, appena lo stretto necessario. Ma Mattia la riconosce come la roccia di famiglia, silenziosa s\u00ec, ma molto solida. Che ne sarebbe stato di loro se non ci fosse stata lei a tenerli ben saldi? Da piccolini, Nicco glielo aveva chiesto. &#8220;E tuo pap\u00e0?&#8221; Allora Mattia non capiva il vero significato della sua risposta. &#8220;Non c&#8217;\u00e8, ha un&#8217;altra famiglia, in un&#8217;altra citt\u00e0.&#8221; Non che ci sia mai stato davvero. Lo zio Giulio per\u00f2 gli ha sempre insegnato tutto: ad andare in bicicletta senza le rotelline, ad allacciarsi le scarpe, a pettinarsi come piace alle ragazze, o almeno quello \u00e8 l&#8217;intento, a tirare a canestro sopra il garage, a giocare a pallone senza inciampare, a non reagire alle offese di Peter Spaccaossa. Parlare con lo zio Giulio, da maschi, di qualsiasi cosa. E&#8217; quanto di pi\u00f9 vicino a un padre possa avere. E Mattia non ha bisogno di altro.<br \/>\nTerminato di mangiare, d\u00e0 un grosso abbraccio a sua nonna, accomodata in poltrona a leggere e raggiunge la sua camera da letto, determinato a rintracciare i suoi calzini perduti. Poggia lo zaino in un angolo e comincia a rovistare centimetro per centimetro tutta la stanza, la poltroncina, gli scaffali dei libri e dei dvd, le box in plastica dove sono ammassate diverse cose, il borsone con i vecchi rollerblade, la scatole delle costruzioni da collezione. Ed effettivamente in quella confusione trova diversi calzini, qualcuno dimenticato da tempo. Ma sono tutti calzini destri, come aveva predetto Nicco. &#8220;Non pu\u00f2 essere. Deve esserci una spiegazione logica!&#8221;<br \/>\nQuando arriva a casa sua madre, sale in camera per salutarlo, immaginandolo impegnato in chiss\u00e0 quale partita furibonda con i suoi videogiochi in rete. Non si aspetta proprio di vedere ben altra scena. &#8220;Oddio! Ma cosa \u00e8 successo qui?&#8221; Sbatte imperterrita le palpebre, dimostrando in fondo una certa parentela con il figlio. Mattia solleva l&#8217;attenzione da un libro che gli ha prestato Nicco, &#8220;Una storia innaturale. L&#8217;origine dei troll nella cultura nordica&#8221;. Da chiedersi dove diamine l&#8217;ha pescato il suo amico un testo del genere, chiss\u00e0 quante altre diavolerie strampalate legge. Beh, in questo caso potrebbe tornare utile. O forse sto diventando folle pure io, pensa Mattia per un attimo. &#8220;Che c&#8217;\u00e8? Perch\u00e9 urli?&#8221; chiede alla madre sconvolta.<br \/>\nLei si gira intorno, muove qualche passo, scruta mobili e pareti. &#8220;Questo&#8230;&#8221; Allarga le braccia. &#8220;Hai messo in ordine!&#8221;<br \/>\n&#8220;Uh, complimenti per l&#8217;acuta rivelazione!&#8221; Mattia sospira, prima di passare all&#8217;attacco. &#8220;Mi spieghi dove sono finiti tutti i miei calzini? Perch\u00e9 mi hai preso tutti i calzini sinistri?&#8221;<br \/>\n&#8220;Quali calzini?&#8221; Sua madre quasi non lo ascolta, affascinata dall&#8217;armonia che regna finalmente in quella stanza.<br \/>\n&#8220;Tutti i miei calzini. Ho solo calzini destri, non ho nemmeno un sinistro. Ma in lavatrice non ci sono, nella cesta dello sporco non ci sono. Che razza di scherzo \u00e8?!&#8221;<br \/>\nLei si gira a guardarlo. &#8220;Non ne so niente, mi spiace. Hai provato a chiedere a nonna?&#8221;<br \/>\n&#8220;No, ma nonna Adelina non mette mai piede qui dentro. Non \u00e8 che sono finiti nei tuoi cassetti?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non credo. E secondo me tu hai gi\u00e0 verificato, no?&#8221; Alza un sopracciglio indagatore. Del resto Mattia non poteva aspettare e quindi s\u00ec, aveva gi\u00e0 rovistato anche in camera di lei, senza trovare nulla. &#8220;Dai, non ci pensare. Te ne prenderemo di nuovi, alcuni erano comunque ridotti male. Stai crescendo&#8230;&#8221; Se ne va dalla stanza passando le mani tra i capelli di Mattia, come era solita fare quand&#8217;era piccolo.<br \/>\n&#8220;Star\u00f2 anche crescendo, ma sto cominciando a credere che i troll esistano sul serio&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Il mattino dopo si presenta da Nicco, sempre in attesa sul marciapiede per recarsi insieme a scuola, con una faccia stravolta.<br \/>\n&#8220;Stai davvero messo male oggi&#8230;&#8221; Nicco apre l&#8217;enorme zaino e sposta vari sacchetti tra i libri di testo, prima di tirarne fuori uno pi\u00f9 piccolo. &#8220;Cioccolatini al caff\u00e8. Caff\u00e8 forte anche. Penso ti serviranno per restare vigile alle lezioni.&#8221;<br \/>\n&#8220;Grazie. Non ho chiuso occhio, se non alle cinque stamattina, credo. Sono rimasto sveglio tutta la notte. Comunque non ho visto nessun troll. Tu e le tue malsane idee.&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm, avevi messo dei calzini nuovi in vista?&#8221;<br \/>\n&#8220;No&#8230;&#8221; Mattia scarta un cioccolatino e se lo porta alla bocca, gustandoselo pensieroso. &#8220;Perch\u00e9 dovevo mettere dei calzini nuovi scusa?&#8221;<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 ti ha gi\u00e0 preso tutti i sinistri! Cosa veniva a rubarti stanotte, se non gliene prepari degli altri da portare via?!&#8221;<br \/>\nMattia sta per ribattere qualcosa stizzito, ma si blocca. Accidenti, il discorso, per quanto assurdo, ha una sua ragione. No calzini, no troll. &#8220;Arghhhh, finirai per mandarmi alla Neuro! Andiamo, veloci.&#8221; Afferra l&#8217;amico per la giacca e cominciano a correre.<br \/>\nNel pomeriggio, con la scusa di un giro in bicicletta per il quartiere mentre sua madre \u00e8 impegnata con qualche telefonata extra di lavoro, Mattia allunga un po&#8217; la strada e procede verso il vicino centro commerciale, dove ci sono diversi negozi di abbigliamento. &#8220;Continuo a non credere a una virgola di quanto sostiene Nicco. Per\u00f2 mi servono dei calzini nuovi lo stesso.&#8221; Incatena la bicicletta all&#8217;apposita rastrelliera ed attraversa l&#8217;ingresso con le porte automatiche. Gironzola un po&#8217; osservando le vetrine, finch\u00e9 trova quello che sta cercando, l&#8217;ultima volta sua madre l&#8217;aveva proprio portato l\u00ec per scegliere i jeans nuovi. E vendono anche calzini per ragazzi, colorati s\u00ec, ma non troppo eccentrici. Niente personaggi dei fumetti, solo fantasie sobrie, come gli ha spiegato zio Giulio.<br \/>\nMentre sta considerando tre paia diverse, qualcuno lo tocca sulla spalla. &#8220;Allora \u00e8 qui che vieni a scegliere i tuoi calzini scombinati.&#8221; Astrid-La-Magnifica gli si para davanti, in tutta la sua bionditudine leggiadra. Com&#8217;\u00e8 che \u00e8 ancora pi\u00f9 bella fuori dalla scuola? E&#8217; cos\u00ec vicina che riesce anche a sentirne il profumo, molto pi\u00f9 delicato di quelli che usa di solito sua madre.<br \/>\n&#8220;S\u00ec, cio\u00e8 no. Diciamo che per una casualit\u00e0 sono rimasto senza calzini sinistri, ecco perch\u00e9 li ho indossati spaiati.&#8221;<br \/>\n&#8220;Solo quelli del piede sinistro? Davvero?&#8221; Astrid lo osserva incuriosita.<br \/>\n&#8220;Sono spariti tutti, gi\u00e0. Nicco mi prende in giro, sostenendo che ho un troll in casa che me li trafuga di notte.&#8221; Mattia scuote la testa, sogghignando.<br \/>\n&#8220;Davvero? Mio nonno Magnus, che viene dalla Scandinavia, ti direbbe di stare attento. Invece di un troll, potrebbe essere una bellissima <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Huldra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>huldra<\/em><\/a> a rubarti i calzini, ma una notte potrebbe voler rubare il tuo cuore. E allora saresti perduto.&#8221; Astrid lo fissa intensamente, molto seria.<br \/>\n&#8220;Rubarmi il cuore non \u00e8 possibile, \u00e8 gi\u00e0 di un&#8217;altra&#8230;&#8221; Mattia se lo lascia scappare, prima di morsicarsi la lingua imbarazzatissimo, volgendo la testa altrove. Dopo qualche attimo di silenzio, si riprende,\u00a0mostrandole gli articoli scelti. &#8220;Che te ne pare?&#8221;<br \/>\n&#8220;Nooo, sono orribili, via via!&#8221; Astrid scompare dietro a una commessa del negozio e ritorna poco dopo con un ricco bottino. &#8220;Ecco, ammira questi! Un po&#8217; di colore non guasta, abbiamo ancora tempo per il nero, il blu scuro e il grigio fumo, no?&#8221; Sorride e le si illumina tutto lo sguardo.<br \/>\nMattia finge di valutare i vari modelli con occhio critico, ma se piacciono a lei non ci pensa proprio a discutere, li comprer\u00e0 tutti quanti senza fiatare.<br \/>\nUn trillo feroce dalla borsa di Astrid li sorprende, proprio mentre le loro mani si stavano toccando, scambiandosi quei calzini malandrini.<br \/>\n&#8220;Uff. Mamma mi cerca. Devo rientrare. Scusa Mattia, devo proprio andare, senn\u00f2 chi la sente&#8230;&#8221; Il telefono non smette di squillare incessante. Astrid risponde alla chiamata. &#8220;S\u00ec, sto arrivando, dammi dieci minuti.&#8221; Ripone il cellulare e si chiude il giubbotto.<br \/>\n&#8220;Ci vediamo a scuola Mattia.&#8221; Si gira per andarsene, qualche passo veloce verso l&#8217;uscita, ma poi si blocca prima del varco antitaccheggio. Si volta di nuovo e torna indietro verso di lui. In un slancio un po&#8217; impacciato, lo bacia delicatamente, le sue labbra rosa pesca poggiate su quelle del ragazzo per qualche secondo. &#8220;Fai attenzione&#8230;&#8221; mormora appena. Poi scappa definitivamente, lasciandolo attonito.<br \/>\n&#8220;Mi ha&#8230; mi ha&#8230;&#8221; Si tocca la bocca incredulo. &#8220;Stai a vedere che adesso mi tocca pure ringraziarli, questi trolls ruba calzini!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Ecco qua. Tanti bei calzini nuovi, colorati, profumati, sinistri, tutti per te, carissimo troll! Spero siano di tuo gradimento.&#8221;<br \/>\nMattia si prepara per andare a dormire, anche se l&#8217;intenzione \u00e8 fingere di dormire e sorprendere il fantomatico ladro in azione. Ha disposto tutti i nuovi acquisti in bella vista sulla poltroncina della sua camera da letto, liberata da ogni altro indumento. Sua madre ha lanciato un altro grido di giubilo nel pomeriggio, ammirando anche quella novit\u00e0. Una volta disteso a letto, dovrebbe avere la visuale perfetta sulla poltroncina, anche solo con la luce riflessa proveniente dalla finestra, dal lampione gi\u00f9 in strada.<br \/>\n&#8220;Ma che faccio? Sto proprio impazzendo&#8230;&#8221; Si passa la mano sul viso, cercando di riscuotersi. &#8220;Accidenti a Nicco e alle sue idee strampalate. Vabb\u00e8, in fondo non ho niente da perdere, domani \u00e8 sabato e non ci sono lezioni.&#8221;<br \/>\nSi infila sotto le coperte e spegne la lampada del comodino. Ma \u00e8 dura rimanere vigili e attenti senza qualcosa che mantenga attiva la mente. Non pu\u00f2 leggere al buio, non pu\u00f2 giocare con il cellulare, non pu\u00f2 ascoltare musica. Tocca rincorrere i propri stessi pensieri e concentrarsi in immagini intriganti per il cervello. E&#8217; un istante e i capelli biondi di Astrid, il suo sorriso e quel bacio riempiono la testa di Mattia. Pure cos\u00ec diventa difficile combattere la tentazione di dormire e sognarla&#8230;<br \/>\nUn rumore attutito lo desta all&#8217;improvviso dal torpore nel quale era sprofondato. Si mette all&#8217;ascolto di ogni minimo fruscio, mentre il cuore accelera un po&#8217; i battiti. Dopo dieci minuti di totale silenzio, Mattia si azzarda a socchiudere appena gli occhi. Un flebile chiarore proviene dal bagno in fondo al corridoio. Incapace di rimanere fermo a lungo, decide di alzarsi e verificare. Passa accanto alla porta della stanza della madre, sembra chiusa. Cammina rasente alla parete avvicinandosi alla luce accesa. Dallo spiraglio lasciato aperto scorge sua madre trafficare con il mobiletto dei medicinali. Mattia sospira. Avr\u00f2 di nuovo quella brutta emicrania. Rilassato, forse un po&#8217; deluso, torna al suo letto. &#8220;Ma davvero ero convinto di trovare un troll che si aggira per casa?!&#8221; bofonchia tra s\u00e9.<br \/>\nSi rimette nuovamente sotto la coperte, indeciso se proseguire con la vigilanza notturna. Sonnecchia per un po&#8217;, poi mentre sta per girarsi dall&#8217;altra parte sente distintamente un tonfo sordo provenire dal corridoio, stavolta dalla parte delle scale. Rimane in ascolto di altri rumori, poi di nuovo solleva appena le palpebre e infine spalanca gli occhi. Un&#8217;ombra scura sembra attraversare lo spazio angusto di fronte alla porta della sua stanza, solo per un istante. Poi di nuovo gli pare di udire uno colpo dabbasso. Si alza di scatto, afferra la torcia, senza per\u00f2 accenderla, e si fionda gi\u00f9 per le scale, cercando di scivolare per attutire lo strepitio dei suoi passi sul legno degli scalini. Sbatte ripetutamente le palpebre per mettere a fuoco i contorni degli oggetti alla penombra. Con il cuore in tumulto si avvicina alla cucina, dove \u00e8 convinto di aver intravisto un&#8217;altra ombra strisciare. Cammina lentamente, pronto a reagire a qualsiasi evenienza, ma alla fine non c&#8217;\u00e8 nessuno. L&#8217;ambiente \u00e8 vuoto, appena illuminato dalla lampada del portico antistante. &#8220;Devo essere stanco, e la stanchezza gioca brutti scherzi.&#8221; Quando finalmente Mattia decide di tornare in camera sua, tutti i calzini sono ancora l\u00ec, composti, nello stessa posizione dove li aveva lasciati. Forse i troll non tornano mai sul luogo del delitto.<\/p>\n<p>L&#8217;indomani Mattia si sveglia tardissimo, quando sua madre gli ricorda che Nicco viene a pranzo da loro e nel pomeriggio passa anche lo zio Giulio. Con fatica, rintronato dalla nottata ricca di emozioni appena trascorsa, si alza dal letto. I calzini nuovi sono ancora dove li aveva lasciati la sera prima, destri e sinistri insieme. Sorride della propria ingenuit\u00e0.<br \/>\nOvviamente per\u00f2 Nicco ha sempre una spiegazione per tutto. &#8220;Non ha portato via i calzini perch\u00e9 sapeva benissimo che tu eri sveglio&#8230; Non sono mica cos\u00ec stupidi i troll!&#8221; Colpisce Mattia con un buffetto sulla testa. &#8220;Devi studiarti meglio il manuale che ti ho dato.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non ci penso proprio, questa storia \u00e8 chiusa. L&#8217;unica cosa buona \u00e8&#8230; Astrid.&#8221; Mattia aveva gi\u00e0 inviato un resoconto dettagliato all&#8217;amico con almeno un centinaio di messaggi diversi sulla loro chat.<br \/>\n&#8220;Chi l&#8217;avrebbe mai detto. E tutto per merito del troll!&#8221; Nicco gli d\u00e0 una bella spallata, mentre stanno preparando la tavola.<br \/>\n&#8220;Per merito dei calzini! Non del troll!&#8221; insiste Mattia, disponendo le stoviglie ai loro soliti posti.<br \/>\nDall&#8217;ingresso principale entra nonna Adelina, tutta trafelata. Regge un paio di buste che deposita sul bancone della cucina, salutando la figlia. La nonna afferra poi un piccolo sacchetto dalla propria borsa e lo consegna a Mattia. &#8220;Tieni ragazzo. Te li ho aggiustati.&#8221;<br \/>\n&#8220;Cosa sono?&#8221; chiede lui mentre cerca di aprirlo.<br \/>\n&#8220;I tuoi calzini. Li rompi sempre in punta, solo quelli del piede sinistro. Devono essere le scarpe. Controlla di non avere qualcosa in punta, dentro le scarpe. Hai capito?&#8221;<br \/>\nMattia e Nicco si guardano esterrefatti. &#8220;Abbiamo trovato il troll!&#8221; gridano all&#8217;unisono.<br \/>\nE poi scoppiano a ridere, fin quasi a perdere il respiro. La nonna li osserva contrariata. &#8220;Giovent\u00f9&#8230; chi la capisce!&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(C) 2023 Barbara Businaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note:<\/em><br \/>\n<em>Questo racconto \u00e8 stato scritto al (o in) volo. \ud83d\ude00<\/em><br \/>\n<em>Ho rivisto per la triliardesima volta uno dei miei film preferiti in assoluto (cio\u00e8 un po&#8217; sopra ai film preferiti, che gi\u00e0 sono tanti): <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dragon_Trainer\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dragon Trainer<\/a>, pessima traduzione del titolo originale How to train your Dragon (Come addestrare il tuo drago), ispirato dall&#8217;omonimo romanzo di <a href=\"https:\/\/rizzoli.rizzolilibri.it\/libri\/come-addestrare-un-drago\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cressida Cowell<\/a> (ci sono anche <a href=\"https:\/\/rizzoli.rizzolilibri.it\/libri\/come-parlare-il-dragonese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Come parlare il Dragonese<\/a> e <a href=\"https:\/\/rizzoli.rizzolilibri.it\/libri\/come-diventare-un-pirata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Come diventare un pirata<\/a>, purtroppo non \u00e8 stato tradotto in Italia <a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/How-Train-Your-Viking-Toothless\/dp\/0340917466\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">How to Train Your Viking<\/a>, Come addestrare il tuo Vichingo, scritto direttamente dal drago!). Inutile dire che sono innamorata persa di Sdentato o Toothless, una Furia Buia, uno dei draghi pi\u00f9 veloci e intelligenti, con una potenza di fuoco precisa e micidiale. In una scena all&#8217;inizio del film, quando il capovillaggio Stoick si lamenta con l&#8217;amico Skaracchio del proprio figlio Hiccup, cos\u00ec gracile e indifeso, talmente ingenuo da credere ai troll, proprio Skaracchio gli risponde convinto: &#8220;I trolls esistono e ti rubano i calzini. Ma solamente quello sinistro. Che ci faranno poi&#8230;&#8221;<\/em><br \/>\n<em>L\u00ec mi \u00e8 venuta all&#8217;istante l&#8217;idea. Perch\u00e9 in effetti anche a me spariscono i calzini sinistri. Ho sempre pensato fosse colpa della lavatrice, che se li nasconde e me li restituisce dopo qualche lavaggio. Ma se in effetti fossero i trolls a prenderseli?!<\/em><br \/>\n<em>Il mio Mattia \u00e8 un po&#8217; Hiccup (vuol dire &#8220;singhiozzo&#8221;, ma non \u00e8 un nome cos\u00ec spaventevole agli avversari, no?). Astrid \u00e8 rimasta Astrid, portandosi dietro un po&#8217; del fascino nordico dei suoi avi. E Nicco beh, direi che nella mia mente assomiglia a Gambedipesce Ingerman, l&#8217;amico pi\u00f9 corpulento del gruppo di Dragon Trainer, fifone e pessimista, ma profondo conoscitore dei draghi. Beh Nicco non ha proprio lo stesso carattere, anche se rimane gentile dietro la sua corazza. E crede davvero nei troll come Skaracchio.<\/em><br \/>\n<em>C&#8217;\u00e8 una musica per questo racconto? Beh s\u00ec. E&#8217; stato scritto ascoltando ripetutamente, in cuffia immersiva, ad alto volume, <a href=\"https:\/\/youtube.com\/playlist?list=OLAK5uy_lR5x4ju7E-UUnMDTgpRFqC1RXoQ5w7CT0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la colonna sonora di Dragon Trainer<\/a> a cura dello straordinario John Powell, non per niente nomination all&#8217;Oscar (se cliccate, potete ascoltarla tutta gratuitamente dal suo canale YouTube <\/em>\ud83d\ude09<em> ) Ci sono anche le cornamuse in sottofondo, se ci fate caso. Ma la canzone che meglio si adatta alla storia \u00e8 questa &#8220;Sticks and Stones&#8221; del cantante islandese Jonsi, con un bellissimo collage di scene prese dal film. Hiccup, Astrid e Sdentato nei cieli di Berk. Volate con loro.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Jonsi&#039;s &quot;Sticks and Stones&quot; Music Video\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/oXV2fCimTsE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mattia sta cercando disperatamente di infilarsi i jeans e il maglione allo stesso tempo, magari pure di agganciare l&#8217;orologio. Non ha sentito la sveglia e ora deve proprio correre. 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