{"id":28310,"date":"2023-02-14T06:00:42","date_gmt":"2023-02-14T05:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/?p=28310"},"modified":"2023-12-29T20:03:33","modified_gmt":"2023-12-29T19:03:33","slug":"non-dimenticarti-il-mio-nome","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/non-dimenticarti-il-mio-nome\/","title":{"rendered":"Non dimenticarti il mio nome"},"content":{"rendered":"<p>Spengo la radio ancora prima di svoltare all&#8217;ultimo incrocio, sulla strada verso l&#8217;ufficio. Non posso sopportare le canzoni sdolcinate che trasmettono in questo periodo. Mancano due settimane a San Valentino e il mio umore \u00e8 decisamente a terra. No, che dico, \u00e8 nel sottosuolo e forse \u00e8 l\u00ec che dovrei stare, in una bella confortevole caverna, da sola, tutto il resto del mondo fuori tra cioccolatini e cuoricini. Non ho proprio voglia di festeggiare l&#8217;amore, non ci credo pi\u00f9. Non solo perch\u00e9 Giorgio se ne \u00e8 andato dal nostro appartamento, lasciandomi pure l&#8217;affitto da pagare. Ma pure perch\u00e9 sono qui a chiedermi in continuazione quante volte mi abbia mentito in questi due anni, quante trasferte di lavoro lo erano davvero e quante erano invece notti trascorse tra le braccia di altre donne.<br \/>\n&#8220;Stronzo!&#8221; grido ad alta voce mentre infilo a velocit\u00e0 sostenuta l&#8217;ingresso del parcheggio. Giro a destra senza scalare la marcia, proseguo dritta per avvicinarmi al primo dei sette edifici del centro direzionale, mi dimentico dello stop a met\u00e0 via.<br \/>\nCon la coda dell&#8217;occhio vedo qualcosa di ingombrante giungere alla mia sinistra, ci fermiamo entrambi appena in tempo, con uno stridio di freni feroce. La mia piccola utilitaria, acquistata usata a rate, stava per essere accartocciata da un SUV nero gigante, lucidissimo, alto almeno il doppio. Gli ho proprio tagliato la strada, accidenti a me.<br \/>\nEleonora, stai calma. Non \u00e8 successo niente.<br \/>\nAlzo la mano in segno di scuse verso il proprietario del SUV. Sono sicura che dietro quegli occhiali scuri ci sia uno sguardo tagliente. L&#8217;uomo, capelli rossicci e barba curatissima, annuisce senza sorridere, freddo come il ghiaccio che stamattina luccicava sull&#8217;asfalto. Per\u00f2 mi fa cenno di passare comunque davanti al suo veicolo. Mi scuso ancora e proseguo, a capo chino.<br \/>\nSospiro. Sono incastrata in una vita che non mi appartiene. Stava filando tutto liscio, avevo una carriera ben avviata come assistente del direttore, ci eravamo appena trasferiti in una sede lussuosa in centro, con l&#8217;occasione mi ero appena spostata dal mio bilocale in un appartamento pi\u00f9 grande insieme a Giorgio, e mi aspettavo una proposta, di quelle serie, con un brillante dentro una scatolina.<br \/>\nE poi il disastro, repentino e inarrestabile. La societ\u00e0 ha avuto un crollo in borsa, in seguito ad alcuni articoli sui giornali, di bilanci compromessi. In una settimana, il nostro comparto ha chiuso, tutti licenziati senza soluzione, non ci hanno nemmeno pagato gli ultimi stipendi. Mi sono ritrovata a ciondolare per casa, alla ricerca disperata di un nuovo lavoro. Come manager di una multinazionale, Giorgio era sempre in viaggio, si recava anche all&#8217;estero, lasciandomi sola. Aveva pure un appartamento a Roma, vicino al suo ufficio di riferimento, ma oramai lo usava pochissimo, appena poteva mi raggiungeva qui, nella nostra nuova casa insieme.<br \/>\nE poi quella notte, mentre ci stavamo baciando senza respiro e le nostre mani correvano frenetiche sotto le lenzuola, si era dimenticato il mio nome. Anzi, per un attimo mi pareva avesse sussurrato Sonia o Monia alle mie orecchie, ma poi ha iniziato a balbettare confuso, sembrava non ricordarsi come mi chiamo. L\u00ec per l\u00ec non ci ho dato peso, era solamente stanco. Ma il dubbio si era insinuato oramai nella mia mente.<br \/>\nAlla fine mi ha lasciata lui. E la colpa non era delle sue scappatelle continue, di una pseudo fidanzata ad attenderlo praticamente in ogni citt\u00e0, no! La colpa, a suo dire, era mia! Perch\u00e9 da quando avevo perso il lavoro ero diventata poco appetibile, sempre preoccupata, un filo depressa, per niente divertente. Ma pensa! Cos\u00ec mi ha mollata, alle porte di San Valentino, con un tempismo perfetto. Non poteva aspettare almeno qualche settimana? Non cambiava niente tra noi, ma con la primavera forse mi avrebbe fatto meno male. Cos\u00ec invece \u00e8 davvero terribile, il periodo peggiore in assoluto.<br \/>\nAvevo pensato di tornare a vivere per un po&#8217; dai miei genitori, in campagna. Per\u00f2 l\u00ec non avrei nessuna opportunit\u00e0 di lavoro, devo rimanere in citt\u00e0. Grazie a un&#8217;agenzia interinale ho trovato intanto un impiego temporaneo, segretaria in uno studio di progettazione e realizzazione di stand fieristici. Mi permette di pagare affitto e bollette, in attesa di trovare di meglio.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 solo un problema. Renato, il mio nuovo capo, sulla cinquantina, profumatissimo, molto concentrato sulla sua immagine fisica, con pantaloni e camicie attillate, mi squadra come se dovesse spogliarmi da un momento all&#8217;altro&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il venerd\u00ec successivo mi sveglio un po&#8217; prima e porto la mia piccola auto nell&#8217;officina vicina al mio ufficio, per il controllo annuale. Mi assicurano di terminare tutto entro sera, cos\u00ec la recuperer\u00f2 all&#8217;uscita dal lavoro. Cammino poi per un paio di chilometri lungo i marciapiedi ghiacciati, con molta cautela, osservando di tanto in tanto le vetrine, allestite nei toni del rosso e del fucsia, con cuori di ogni grandezza e foggia. Manca poco pi\u00f9 di una settimana a San Valentino ed \u00e8 insopportabile. Ma niente in confronto a quello che mi attende quando entro nell&#8217;androne dello studio.<br \/>\n&#8220;Buongiorno Eleonora&#8230;&#8221; Renato, seduto al mio posto dietro la scrivania, mi saluta con una voce fin troppo suadente. &#8220;Oggi siamo soli soletti. Michela aveva una visita o non so che altro&#8230;&#8221; Alza una mano in aria con noncuranza, e poi torna a scrutarmi.<br \/>\nDeglutisco. Quest&#8217;uomo \u00e8 imbarazzante, oltre che pericoloso. In qualche modo, la presenza di Michela di solito lo ostacola, non si azzarda pi\u00f9 di tanto, mi sfiora una gamba con un ginocchio, mi tocca l&#8217;avambraccio fingendo di assicurarmi, anche se con gli occhi suggerisce ben altro. Ma senza di lei, diventer\u00e0 davvero difficile. Mi muovo stando il pi\u00f9 possibile lontana, rivendicando il mio spazio autonomo. Invece di sistemare il giaccone sull&#8217;attaccapanni, alle sue spalle, preferisco lasciarlo sulla poltroncina vicino all&#8217;ingresso. E anzich\u00e9 avvicinarmi al computer, fingo di dover riordinare la documentazione dell&#8217;archivio.<br \/>\n&#8220;Potremmo anche andare a pranzo insieme, per conoscerci meglio&#8230;&#8221;<br \/>\nCerco di ostentare sicurezza, che in fondo questa \u00e8 semplice da scansare. &#8220;Beh, veramente nella pausa mi vedo con un&#8217;amica. E&#8217; in questa zona per una riunione d&#8217;affari e ne approfittiamo per salutarci&#8230;&#8221; Renato sta per obiettare qualcosa, ma viene interrotto dallo squillo del centralino. Un cliente mi salva da quest&#8217;impiccio, e siccome \u00e8 pure un cliente importante, Renato \u00e8 costretto a lasciarmi in pace, rifugiandosi nel suo ufficio in fondo al corridoio.<br \/>\nA met\u00e0 mattina per\u00f2 me lo ritrovo di soppiatto alle spalle. &#8220;Eleonora,&#8221; mi sussurra piano, &#8220;potresti chiedere la modifica di date e orari in questi depliant? Hanno spostato nuovamente il calendario degli eventi alla fiera.&#8221;<br \/>\nIl suo alito, profumato alla menta da dare persino il voltastomaco, \u00e8 sul mio collo. Fingo un attacco di tosse improvviso, che quasi sbatto il cranio sulla sua faccia. Contrariato si scosta, e mi porge un bicchiere d&#8217;acqua fresca stillato dal vicino distributore.<br \/>\n&#8220;Chiedo scusa&#8230; Con questo freddo, sono un po&#8217; scombussolata. Vado subito all&#8217;agenzia e vedo se riescono a prepararceli per stasera.&#8221;<br \/>\nAfferro il giaccone e la borsa, e scappo oltre l&#8217;ingresso, gi\u00f9 lungo le scale, poi fuori dal palazzo.<br \/>\nRallento solo quando sono sulla piazzetta, per godermi l&#8217;aria fresca di febbraio. Un pallido sole mi accompagna nell&#8217;edificio pi\u00f9 avanti del complesso direzionale, completamente specchiato, dove c&#8217;\u00e8 l&#8217;agenzia di pubblicit\u00e0 a cui si appoggia lo studio. Non sono mai stata qui, di solito se ne occupa Michela, sembra sempre cercare una scusa per venire in questo posto. Per la verit\u00e0, sembra sempre cercare una scusa per non lavorare affatto. Come nipote del capo, corrisponde al profilo della raccomandata senza merito, una vera stronza, che cerca di addossare i propri errori a qualcun altro. Purtroppo me ne sono resa conto subito. &#8220;Per cortesia, Eleonora, puoi collaborare con Michela, senza discutere? Ho bisogno di questo lavoro terminato, grazie!&#8221; Su questo punto, Renato non voleva noie.<br \/>\nLa porta automatica a vetri dell&#8217;agenzia mi lascia entrare in un salone che si apre fino al soffitto, con due piani di uffici vetrati su ogni lato. Tutto cos\u00ec trasparente e luminoso. Mentre avanzo verso la reception in fondo, scorgo alla mia sinistra, in una sala riunione con tavolo e sedie sgombri, le spalle di un uomo alto, con un fisico atletico, impegnato in una conversazione al cellulare. Per un attimo resto incantata dal suo fondoschiena, caspita. Mentre lo sto ancora osservando, lui si gira. E io resto senza fiato. E&#8217; il proprietario del SUV a cui ho tagliato la strada. Mi scruta senza battere ciglio. Gli sorrido, ma sembra non sortire alcun effetto. Le mie batterie della femminilit\u00e0 devono essere completamente esaurite. O forse non mi ha riconosciuta, ed \u00e8 meglio cos\u00ec.<br \/>\n&#8220;Tu sei la nuova gi\u00f9 allo studio di Renato? Benvenuta, io sono Simonetta, di solito mi occupo io dei vostri progetti.&#8221; La nostra assistente di fiducia accoglie tutte le richieste per le modifiche. &#8220;Vedo di farti avere tutto nel pomeriggio.&#8221;<br \/>\nQuando sto per andarmene, mi trattiene per un braccio. &#8220;Da quando se ne \u00e8 andata la signora Ines, al tuo posto si turnano troppe ragazze&#8230; le voci corrono fino a qui, i ragazzi del magazzino ogni tanto mi riferiscono&#8230; stai attenta. Michela \u00e8 una parente, non pu\u00f2 permettersi, ma con le altre Renato non \u00e8 proprio gentiluomo&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, me ne sono accorta&#8230; ti ringrazio. Ma purtroppo ho bisogno di questo lavoro, finch\u00e9 non trovo altrove.&#8221;<br \/>\nLe racconto in breve le mie ultime traversie, carriera, fidanzato, tutto in fumo. Alla fine mi chiede di inviarle il curriculum via mail, forse riesce a rimediarmi un colloquio presso un&#8217;altra societ\u00e0 del settore. Una lucina, flebile, ma pur sempre una lucina.<br \/>\nQuando torno sui miei passi nel salone, pi\u00f9 serena, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 traccia dell&#8217;uomo del parcheggio.<\/p>\n<p>Il resto della giornata sembra filare liscia, ma \u00e8 nel pomeriggio che accade l&#8217;irreparabile. Sto facendo delle fotocopie, per organizzare le cartelline di una presentazione al pubblico, quando Renato mi arriva da dietro, le sue mani mi afferrano per i fianchi e mi costringono a voltarmi. &#8220;Eleonora, che ne dici di una cena insieme questa sera?&#8221; Mi sovrasta, costringendomi ad arretrare il pi\u00f9 possibile, la mia schiena inarcata sopra il piano della fotocopiatrice. Il suo viso si avvicina pericolosamente al mio, col tentativo di baciarmi. Il suo sguardo scivola sotto la mia camicetta aperta. In quel preciso istante, dalla porta automatica dell&#8217;ingresso principale, entra un uomo piuttosto alto e una voce tonante ci fa sobbalzare entrambi.<br \/>\n&#8220;Ti pregherei di togliere le mani di dosso dalla mia fidanzata.&#8221;<br \/>\nCapelli rossicci scarmigliati, una barba molto curata, profondi occhi azzurri, anche se in questo momento sono infuocati di rabbia, un panciotto a quadri e una camicia scura, che a malapena riescono a contenere torace e spalle muscolosi. Lo riconosco subito, \u00e8 l&#8217;uomo del parcheggio, e quello dell&#8217;agenzia. La sua buona pronuncia non nasconde per\u00f2 l&#8217;accento straniero. Il suo fisico statuario e la sua espressione glaciale mi riportano agli antichi guerrieri vichinghi.<br \/>\nRenato si scosta subito da me, imbarazzato, lasciandomi andare. &#8220;Maximilian&#8230; hai frainteso&#8230;&#8221; Alza le mani in aria, avvampando per essere stato colto in flagrante. &#8220;Comunque non sapevo che Eleonora fosse la tua fidanzata&#8230; Non mi ha detto nulla!&#8221;<br \/>\n&#8220;Beh, adesso lo sai, Renato. Tienilo in considerazione.&#8221; Lo sguardo tagliente non lascia spazio a repliche.<br \/>\n&#8220;Certo, certo, assolutamente&#8230;&#8221; Renato se ne va, borbottando qualcosa. Sentiamo la porta del magazzino sbattere in lontananza.<br \/>\nCerco di riprendermi, ma le mie gambe molli mi costringono ad accasciarmi sulla sedia girevole.<br \/>\n&#8220;Tutto bene? Simonetta mi ha raccontato che sei appena arrivata qui, che oggi non c&#8217;\u00e8 l&#8217;altra ragazza, e purtroppo conosco la fama di Renato&#8230; Ecco perch\u00e9 ho pensato di portarteli io questi.&#8221; Poggia una risma di volantini, freschi di stampa, sul bancone. &#8220;Direi che sono arrivato proprio in tempo.&#8221;<br \/>\n&#8220;Grazie, davvero.&#8221; Le mie mani tremano, mentre afferro il plico e cerco di aprirlo.<br \/>\nMaximilian apre una tasca della sua borsa portadocumenti e tira fuori una piccola fiaschetta in acciaio. &#8220;Tieni, bevi un sorso, sembri un po&#8217; scossa, questo ti aiuter\u00e0.&#8221;<br \/>\n&#8220;Cos&#8217;\u00e8?&#8221; chiedo con diffidenza.<br \/>\n&#8220;Whisky, della mia riserva personale.&#8221;<br \/>\nAfferro la fiaschetta e me la porto alla bocca, male non pu\u00f2 farmi. Il liquido denso \u00e8 fresco al palato, come il ghiaccio del Nord, ma poi scende e incendia la gola, irradiando un calore benefico lungo tutto il corpo. &#8220;Uhm&#8230; buono, davvero. Dolce.&#8221; In quel momento, i nostri sguardi si incrociano e scorgo un guizzo di interesse nel suo.<br \/>\n&#8220;Ti piace? Bevine un altro sorso.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non posso. L&#8217;alcool purtroppo mi fa dormire subito. Meglio di no. Ho bisogno di restare sveglia in questo posto.&#8221;<br \/>\nIl mio cellulare trilla perentorio nella mia borsa e siccome attendo notizie dall&#8217;officina, rispondo subito.<br \/>\n&#8220;Pronto? S\u00ec. Come? In che senso non \u00e8 pronta? Ma io devo rientrare a casa stasera! Non avete un&#8217;auto sostitutiva? Cavolo&#8230; Ho capito, cercher\u00f2 di prendere l&#8217;autobus. Si, grazie.&#8221; Chiudo la conversazione, sbuffando. &#8220;Accidenti!&#8221;<br \/>\nMaximilian \u00e8 ancora l\u00ec. &#8220;Altri problemi che posso risolvere?&#8221;<br \/>\n&#8220;No, non credo. Ho portato l&#8217;auto per il tagliando stamattina, ma non hanno terminato il lavoro, non me la consegnano stasera. Sar\u00e0 pronta solo domani, ma io domani non sono in zona. E comunque non so come tornare a casa. Anzi, peggio&#8230; ho paura che si offrir\u00e0 Renato di portarmi a casa&#8230;&#8221;<br \/>\nLui prende il suo telefonino dalla borsa, scorre la rubrica in velocit\u00e0 e si mette in attesa. &#8220;Ciao Samuele. Quell&#8217;auto bianca che hai l\u00ec, della signorina Eleonora&#8230; s\u00ec&#8230; puoi accelerare cortesemente per questa sera? No? Allora puoi portargliela direttamente a casa, domattina? Te lo chiedo come favore personale&#8230; Ottimo, ti ringrazio.&#8221;<br \/>\nResto a bocca aperta, senza fiato e senza parole. Lui solleva appena un sopracciglio, senza scomporsi.<br \/>\nPrende un biglietto da visita dal taschino del panciotto e ci scrive qualcosa con la penna presa dal bancone. &#8220;Ecco, questo \u00e8 il mio numero privato. Chiamami o scrivimi un messaggio quando sei pronta stasera, all&#8217;uscita. Ti accompagno io a casa. Non posso lasciare la mia fidanzata a piedi, ti pare?&#8221;<br \/>\nSorride e caspita, che sorriso il suo. Ti scalda il cuore all&#8217;improvviso, proprio come un sorso del suo whisky.<br \/>\n&#8220;Per un po&#8217; comunque, penso che Renato non ti dar\u00e0 pi\u00f9 fastidio&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>E&#8217; venerd\u00ec sera e io sto scrivendo a Maximilian di passarmi a prendere, tra cinque minuti. Non succeder\u00e0 niente, continuo a ripetermi. Non \u00e8 successo niente e non succeder\u00e0 niente. Ma il mio cuore ruzzola di gioia lo stesso, credendo nell&#8217;impossibile.<br \/>\nNon faccio in tempo nemmeno a riordinare le ultime carte e spegnere il computer, che lui \u00e8 gi\u00e0 qui all&#8217;ingresso, con un cappotto scuro molto elegante. Mi aiuta a infilare il giubbotto prima di uscire. &#8220;E&#8217; andato tutto bene poi? Altre noie?&#8221;<br \/>\nCapisco a cosa si riferisce. &#8220;No, non \u00e8 pi\u00f9 uscito dal suo ufficio per il resto del pomeriggio. Grazie a te.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ottimo. Vieni, ho parcheggiato da questa parte.&#8221; La sua mano sulla mia schiena mi indica la direzione giusta, un gesto cos\u00ec intimo.<br \/>\nAttraversiamo il piazzale e poi svoltiamo a sinistra, dove riconosco il suo SUV gigante. Fa schioccare le serrature con il telecomando, ma si muove verso il lato passeggero. Apre la portiera e mi aiuta a salire, perch\u00e9 questo mezzo \u00e8 decisamente pi\u00f9 alto della mia piccola auto. Di solito mi abbasso per mettermi al volante, qui invece devo puntare i piedi e alzarmi. Dopo aver lasciato la borsa nel sedile posteriore, Maximilian si siede al posto del guidatore e mi chiede l&#8217;indirizzo di casa. Quando gli spiego dove abito, la zona e il civico del mio palazzo, sorride divertito. &#8220;Bene, sei di strada, non devo nemmeno deviare dal mio solito tragitto.&#8221;<br \/>\nIl mio respiro si ferma per un istante, quegli occhi poi mi incatenano se li guardo oltre il dovuto.<br \/>\nMi allaccio la cintura e mi distraggo con il paesaggio fuori dal finestrino. Usciamo dal parcheggio, guida con molta calma, come se non avesse fretta di arrivare. Lungo il viaggio sono tante le domande che Maximilian mi rivolge, sugli studi, sulla carriera, sulla mia famiglia. Ogni tanto riesco a fargliene anch&#8217;io qualcuna. In realt\u00e0 vorrei chiedergli qualsiasi cosa, ma mi trattengo. Riesco comunque a scoprire che viene dalla Scozia, ma ha vissuto e studiato per molti anni in Italia, vivendo presso una zia che risiede qui.<br \/>\n&#8220;Spero che domattina ti portino quanto prima l&#8217;auto, cos\u00ec sarai libera di muoverti per gli impegni del sabato&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh, non ho grandi progetti per domani. Devo inviare un paio di mail per dei colloqui, speriamo, vedr\u00f2 se ci sono altri nuovi annunci interessanti, dovrei anche studiare un pochino, vorrei prendere una certificazione, mi sarebbe utile&#8230; e poi nel pomeriggio mi rilasser\u00f2 con la partita del torneo Sei Nazioni di rugby.&#8221;<br \/>\n&#8220;Rugby? Sul serio?&#8221; Si volta verso di me, quasi sconcertato. Beh, una ragazza non pu\u00f2 interessarsi di rugby?!<br \/>\n&#8220;E&#8217; colpa di mio fratello,&#8221; ammetto malvolentieri. &#8220;Di solito seguo le partite con lui, gioca a rugby nella sua squadra universitaria. Sempre per quello la scorsa estate mi ha portato in Scozia, anche se non abbiamo visto poi moltissimo. Giusto lo stadio!&#8221;<br \/>\n&#8220;Interessante. Davvero interessante&#8230;&#8221; Lo sussurra appena, quasi distratto, concentrato in chiss\u00e0 quali altri pensieri.<br \/>\nQuando giungiamo di fronte al mio palazzo, vorrei uscire di corsa e togliere il disturbo, ma allo stesso tempo non vorrei andarmene.<br \/>\n&#8220;Grazie, per tutto, per avermi difeso&#8230; per il passaggio&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Aspetta Eleonora, ho una cosa per te.&#8221; Maximilian, scende un attimo, lo sento aprire il bagagliaio e cercare qualcosa. Poi torna dentro l&#8217;abitacolo con una lunga scatola in mano. &#8220;Ecco, questa bottiglia \u00e8 tutta tua. E&#8217; lo stesso whisky della mia fiaschetta. Lo produce la mia famiglia su nelle Highlands. All&#8217;inizio mio padre lo preparava solo per mia madre, \u00e8 molto delicato, femminile. Non pensava potesse avere un mercato. Adesso \u00e8 il prodotto pi\u00f9 venduto della nostra azienda.&#8221;<br \/>\n&#8220;Grazie, non dovevi. E&#8217; davvero buono, mi piace, e in effetti volevo proprio chiederti di che marca \u00e8&#8230;&#8221; Mi sento avvampare, per fortuna siamo in penombra del vicino lampione e lui non pu\u00f2 accorgersene.<br \/>\nLe nostre dita si sfiorano quando prendo la scatola che mi porge. Avverto un brivido lungo la schiena.<br \/>\n&#8220;Anch&#8217;io domani guarder\u00f2 la partita, come puoi immaginare. Di solito per\u00f2 vado in centro, nel pub di un amico, proprio in stile scozzese. Ti va di venire con me? L&#8217;unica avvertenza \u00e8 che, insomma, tu non tifi spudoratamente contro la Scozia. L\u00e0 dentro sono tutti pi\u00f9 grossi di me&#8230;&#8221;<br \/>\nMi sta forse invitando ad uscire? No dai, \u00e8 solo una partita. Per\u00f2, \u00e8 comunque un appuntamento. Il mio respiro si blocca per un istante, prima di rispondere. &#8220;Si, mi piacerebbe. Io comunque parteggio sempre contro l&#8217;Italia, contro mio fratello!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ah bene! Ti passo a prendere allora. Ti mando un messaggio per l&#8217;orario.&#8221;<br \/>\nQualche ora dopo, con il cuore impazzito per le mille emozioni della giornata, e quelle che ancora verranno l&#8217;indomani, non riesco a prendere sonno. Apro allora la bottiglia di whisky di Maximilian e ne bevo due sorsi abbondanti, tanto sono gi\u00e0 a letto. In un momento di coraggio, decido di mandargli un messaggio. &#8220;Questo whisky \u00e8 davvero buono, grazie. Ora per\u00f2 vado a dormire. Buonanotte!&#8221;<br \/>\nFaccio in tempo a vedere una risposta prima di addormentarmi. &#8220;Cheers! Buonanotte!&#8221;<\/p>\n<p>Oddio, cosa mi metto io per oggi?! Continuo a rovistare nell&#8217;armadio in cerca di qualcosa di appropriato per l&#8217;occasione. Non voglio essere troppo sportiva, ma femminile s\u00ec. Jeans, vanno sempre bene. Questi mi fanno anche un bel fondoschiena, almeno credo. Una maglia, ma che maglia? Apro cassetti, sposto pile e pile di indumenti, scorro le grucce appese. Questa fucsia! Morbida ma non troppo, evidenzia le mie forme. Scarpe&#8230; le sneakers direi che vanno bene. E&#8217; un pub, Eleonora, mica l&#8217;incontro con la Regina!<br \/>\nLa partita, a calendario proprio Italia-Francia, \u00e8 nel tardo pomeriggio e Maximilian mi ha gi\u00e0 detto che potremo restare al pub anche per la cena. Quindi, insomma, questo vale proprio come un appuntamento, di sabato sera per giunta. E vicino a San Valentino!<br \/>\nArriva puntualissimo sotto il mio palazzo, scendo quasi volando per gli scalini. Indossa un paio di pantaloni scuri e un giubbotto casual, dal colletto spunta il cappuccio di una felpa blu elettrico. Sembra ancora pi\u00f9 alto vestito cos\u00ec. Quando siamo vicini, mi accorgo che la mia testa gli sfiora appena le spalle, ma potrei benissimo appoggiarmi al suo petto e ascoltare il battito del suo cuore. Arrossisco all&#8217;idea, non riesco a fermarmi e in qualche modo se ne accorge. &#8220;Tutto bene?&#8221; mi chiede. Annuisco appena. Si, tutto benissimo, mi mandi solo su di giri, vorrei dirgli.<br \/>\nGiunti al pub ci sediamo presso un tavolino alto, in un angolo, e ordiniamo da bere, una pinta di birra per lui e una mezza per me, oltre a qualche bocconcino in accompagnamento. Il barista per\u00f2 ci porta anche due capienti bicchieri di whisky ambrato.<br \/>\n&#8220;Questo lo devi assaggiare, sono certo ti piacer\u00e0.&#8221; Maximilian solleva il suo, offrendosi al brindisi.<br \/>\n&#8220;Non posso bere troppo alcool, poi mi viene sonno, ricordi? Rischio di crollare qui, a dormire sul tavolo.&#8221;<br \/>\n&#8220;Meglio per te. Io il whisky lo reggo anche bene, ce l&#8217;abbiamo nel sangue, patrimonio genetico della Scozia. Purtroppo tendo a fare cose veramente stupide quando supero un certo livello&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Tipo? Vai a suonare ai campanelli di sconosciuti a tarda notte?&#8221; Si, questo whisky \u00e8 delizioso, forte e deciso, ma alla fine dolce.<br \/>\n&#8220;No. Beh, ho fatto anche quello al college, sicuro!&#8221; Si lascia andare a una risata aperta, ricordando chiss\u00e0 quali peripezie.<br \/>\n&#8220;Intendo cose stupide tipo svegliarmi la mattina dopo con una ragazza che non faceva per me.&#8221; E&#8217; molto serio mentre lo dice, un&#8217;ombra scura gli attraversa il volto, ma subito dopo si riprende guardandomi e sorridendo. Prego di non essere la prossima ragazza sbagliata su quella lista. Non devo bere troppo io, ma non deve bere troppo nemmeno lui.<br \/>\nLa partita comincia, il pub si riempie di gente di ogni fisionomia e stazza, anche molte donne, quasi tutti stranieri. Capisco poco delle azioni in campo, di solito \u00e8 mio fratello a tentare di spiegarmele, senza mai riuscirci. Ci prova anche Maximilian, prendendo una penna dal giubbotto e tracciando linee, puntini, schemi sui tovagliolini di carta. Un insegnante decisamente migliore.<br \/>\nQuando torno dalla toilette, Maximilian \u00e8 un attimo rabbuiato. &#8220;Ti hanno cercato al cellulare, un certo Enrico. Scusa, non volevo sbirciare, ma era qui davanti. Ho pensato fosse il mio.&#8221;<br \/>\n&#8220;Nessun problema. E&#8217; mio fratello. Adesso lo richiamo, vorr\u00e0 sicuramente parlare della partita.&#8221; Non solo, vorr\u00e0 sapere come stanno andando le cose con questo tizio scozzese, spuntato dal nulla, che oggi ha rapito la sua sorella maggiore.<br \/>\n&#8220;Allora? Ti stai divertendo?&#8221; sogghigna dall&#8217;altra parte.<br \/>\n&#8220;Io s\u00ec&#8230;&#8221; guardo Maximilian con complicit\u00e0. &#8220;Ma voi in campo le state prendendo di santa ragione, eh!&#8221;<br \/>\n&#8220;Voi? Ma tu per chi tifi, scusa?&#8221;<br \/>\n&#8220;Per la Scozia!&#8221; Scoppio a ridere.<br \/>\n&#8220;Ma se non sono nemmeno in campo! Ho capito. Questo qui deve essere proprio uno tosto. Se poi ti ha convinto a vedere una partita insieme, senza reclamare la parentela&#8230; hai la mia approvazione. Quando posso conoscerlo?!&#8221;<br \/>\n&#8220;Il pi\u00f9 tardi possibile!!&#8221; esclamo compiaciuta. Ci lasciamo con gli ultimi dettagli di famiglia, certi di sentirci l&#8217;indomani.<br \/>\nNell&#8217;intervallo tra i due tempi del rugby, chiedo a Maximilian di uscire un po&#8217;, per una boccata di aria fresca. Temo che l&#8217;alcool mi stia prendendo alla testa, mi sento un po&#8217; ciondolare, fin troppo rilassata. Nella piazzetta fuori dal pub, salgo in piedi sul muretto basso, cos\u00ec da guadagnare quindici centimetri in altezza. Posso guardarlo quasi dritto negli occhi. Il muretto per\u00f2 \u00e8 viscido per il muschio, un piede scivola e mi trovo sbilanciata all&#8217;indietro. Due mani forti mi afferrano e mi riportano in equilibrio. E siamo vicini, terribilmente vicini. Sento il suo respiro caldo sul mio viso. Ci guardiamo fissi, potrei perdermi nelle sue iridi azzurre.<br \/>\nUn attimo dopo le nostre labbra si incollano, dapprima timide, morbide, insicure. Poi sempre pi\u00f9 affamate, esigenti, insistenti. Le sue braccia mi accolgono, forniscono protezione senza stringere, libera ma sostenuta.<br \/>\nQuando torniamo al tavolino venti minuti dopo, non siamo pi\u00f9 gli stessi di prima. Siamo seduti vicini, senza pi\u00f9 alcuna distanza tra noi. Le nostre gambe si toccano, la sua mano destra \u00e8 sul mio fianco, la mia schiena appoggiata al suo petto, il suo sguardo non mi molla un attimo.<br \/>\nAlla fine per\u00f2 ho bevuto, seppure a piccoli sorsi, tutto il bicchiere di whisky, non sono riuscita a trattenermi. E adesso una sonnolenza pesante si sta impadronendo del mio corpo. Maximilian se ne accorge quando poggio la mia testa sulla sua spalla e chiudo appena gli occhi, rispondendogli a scatti, sconnessa dal mondo.<br \/>\n&#8220;Stai veramente per addormentarti qui&#8230; Sar\u00e0 meglio che ti porti a casa.&#8221;<br \/>\nMi sostiene per le spalle lungo il tragitto verso l&#8217;auto. Con fatica salgo sul sedile del passeggero. Per la strada mi appisolo qualche istante, per poi sbattere le ciglia nel tentativo di riprendermi. Non ce la faccio a salire le scale. Mi solleva lui, di peso senza sforzo, come fossimo in assenza di gravit\u00e0. Mi porta su fino al pianerottolo, tentiamo di recuperare le chiavi dalla mia borsa.<br \/>\n&#8220;Ce la fai da qui?&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm uhm&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;No, non ce la fai&#8230;&#8221; ride divertito. Mi solleva di nuovo e mi porta fino in camera. Mi adagia sul letto. Credo mi abbia anche tolto le scarpe e alla fine sento qualcosa di caldo tutto intorno. Poi cado nel buio.<\/p>\n<p>Domenica mattina mi sveglio rintronata, ma felice. Mi muovo tra le mille faccende di casa svolazzando allegra, come in una nuvoletta rosa leggera leggera. Ma l&#8217;effetto dura poco, la telefonata di mia madre mi riporta al presente. Cerco di resistere, una volta di pi\u00f9, alle sue suppliche per tornare a vivere con loro, in campagna, in attesa di qualcosa di meglio.<br \/>\n&#8220;Sei ancora in quel posto da segretaria? Non ti hanno trovato nient&#8217;altro? Riesci a pagarti tutte le spese in citt\u00e0, bambina mia?&#8221; Poi la conversazione vira sull&#8217;altro suo cruccio, la mancanza di un marito al mio fianco, che lei si \u00e8 sposata molto giovane e alla mia et\u00e0 aveva gi\u00e0 una bambina, cosa sto aspettando io ancora? Sospiro, perch\u00e9 lo so che mi vuole bene, ma \u00e8 davvero difficile ascoltarla. Chiudo la conversazione promettendo di pensarci. Spero intanto che mio fratello Enrico li convinca a lasciarmi in pace.<br \/>\nAccendo il portatile e invio un altro paio di curriculum per delle selezioni, societ\u00e0 nello stesso settore dove lavoravo prima. Scorro i nuovi annunci, ma non ci sono altre posizioni libere. Leggo anche le varie mail di rifiuto, con motivazioni inconsistenti.<br \/>\nAnche la lavatrice nel pomeriggio sembra non volermi pi\u00f9 bene, mi trovo con il bagno allagato per colpa di un calzino infilatosi nella chiusura dell&#8217;obl\u00f2. Accidenti a me che non me ne sono accorta! Sbuffando, prendo il secchio e il mocio, tentando di rimediare al disastro.<br \/>\nIl cellulare suona imperioso dal salotto, \u00e8 la suoneria che ho associato al numero di Maximilian, per riconoscerlo subito.<br \/>\n&#8220;Ciao. Spero di non disturbarti&#8221; esordisce con voce tranquilla.<br \/>\n&#8220;No, figurati. Stavo avendo una discussione con la mia lavatrice, dopo un&#8217;ora passata a tirare su acqua da terra&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Ahi. Giornataccia eh?&#8221;<br \/>\n&#8220;Un po&#8217;&#8230;&#8221; ammetto ridendo.<br \/>\n&#8220;Io ho voglia di una pizza, e conosco un posto dove la fanno magnificamente. Mi fai compagnia stasera?&#8221;<br \/>\nOh cavoli, un altro appuntamento! E io sono in condizioni pietose, con i capelli sporchi di polvere e detersivo, per non parlare di tutto il resto del corpo. Ma ce la posso fare, restaurazione completa in quaranta minuti. Anche perch\u00e9 ho davvero bisogno di stare con lui, la sua presenza mi rende calma e sicura. &#8220;S\u00ec, con piacere. Anche perch\u00e9 la pizza risolve sempre tutto!&#8221;<br \/>\nDecido di indossare una gonna al ginocchio, con gli stivali alti con il tacco. E una maglia nera luccicante, un po&#8217; velata. Quando mi aiuta a togliere il cappotto in pizzeria, il suo sguardo tradisce compiacimento per lo spacco laterale della mia gonna. Si avvicina e mi bacia sulla fronte, sussurrandomi un &#8220;Sei bellissima.&#8221;<br \/>\nQuando il cameriere arriva al nostro tavolo per le ordinazioni, penso di stare lontana dall&#8217;alcool, nemmeno una birra piccola. Non voglio assolutamente perdere un solo istante di noi. Ma a quanto pare Maximilian la pensa allo stesso modo, perch\u00e9 all&#8217;unisono esclamiamo &#8220;Coca cola!&#8221; Scoppiamo a ridere, di fronte al cameriere basito per la nostra ilarit\u00e0.<br \/>\nLa serata \u00e8 piacevole, siamo seduti vicini, le nostre ginocchia si toccano. Ci divertiamo come matti mangiando quella pizza, raccontandoci aneddoti della nostra diversa adolescenza, io nella campagna profonda, tra nebbie e acquitrini, lui lass\u00f9 nelle terre del Nord, in luoghi mitologici che non conosco, ma posso immaginare bene dalle sue descrizioni particolareggiate. Qualche volta si lascia andare a espressioni nella sua lingua, che non comprendo, ma subito me le traduce e spiega.<br \/>\nQuando mi riaccompagna a casa, non c&#8217;\u00e8 parcheggio davanti al mio palazzo, troviamo un posto solo a qualche chilometro. Cos\u00ec scende dall&#8217;auto per accompagnarmi lungo la strada buia. Mi stringe stretto per un fianco, perch\u00e9 il marciapiede \u00e8 un po&#8217; ghiacciato, o forse perch\u00e9 semplicemente non vuole lasciarmi andare. Quando siamo sul portone e stiamo per salutarci, imbarazzatissimi entrambi, si avvicina cauto, gli occhi incollati sui miei, con una domanda. L&#8217;ultimo spazio tra le nostre labbra lo chiudo io, con una risposta.<br \/>\nQualcosa scatta tra di noi, una scossa elettrica ci avvinghia e non ci molla. Le sue mani sono sul mio viso e poi corrono, a cingermi sotto il mio cappotto. Anche le mie lo cercano sotto il suo giubbotto e poi corrono su, lungo il suo petto, verso il suo collo, accarezzano i suoi capelli sulla nuca. La mia schiena si inarca contro di lui. Solo per un istante, le nostre bocche si staccano, senza fiato. Non so con quale coraggio riesco a sussurrargli la richiesta. &#8220;Vuoi salire da me?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, e ci tengo a sottolineare che sono sobrio&#8230;&#8221;<br \/>\nLe scale non sono mai state cos\u00ec lunghe, ogni scalino \u00e8 un bacio, ogni pianerottolo qualcosa di pi\u00f9. A fatica apriamo la porta del mio appartamento. Poi i nostri vestiti volano per aria lungo il corridoio verso la camera da letto.<br \/>\nQuando mi addormento, sfinita tra le sue braccia, il mio ultimo pensiero \u00e8 una supplica. Non potrei sopportare una delusione, adesso.<br \/>\nTi prego, ti prego, ti prego. Non dimenticarti il mio nome.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Ellie Goulding - Bittersweet (Official Lyric Video)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/MMW1Wr0lMIA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Al risveglio qualcosa non torna. Sono nel mio letto e questo va bene, ma manca quel calore che mi aveva accolto per tutta la notte. Quando allungo la mano sotto le coperte, non c&#8217;\u00e8 nessuno. Per un attimo penso di essermi sognata tutto, ma poi il mio corpo rilassato mi ricorda che no, \u00e8 accaduto davvero. Resto in ascolto dei rumori dell&#8217;appartamento, senza sentire davvero nulla della sua presenza. Maximilian se n&#8217;\u00e8 andato, perch\u00e9? Speravo sarebbe rimasto e avremmo fatto colazione insieme. Il luned\u00ec mattina i nostri rispettivi uffici sono chiusi. Afferro il cellulare dal comodino, nessun messaggio e nessuna chiamata persa. Recupero pantaloni e giacca della tuta e mi sposto in cucina in cerca di indizi.<br \/>\nSopra il bancone, vicino al mio posto preparato con le stoviglie pulite, e pu\u00f2 essere stato solo lui perch\u00e9 ieri sera il ripiano era sgombro, trovo un biglietto scritto a mano.<br \/>\n&#8220;Eleonora, sono dovuto partire di corsa, scusami. Problemi in famiglia, ti chiamo appena posso.&#8221;<br \/>\nOk, pu\u00f2 succedere, penso. Ma accidenti proprio adesso? Razionalmente lo capisco, ma il mio cuore \u00e8 terrorizzato. La settimana lavorativa inizia cos\u00ec lentissima e pigra. La paura cresce sempre di pi\u00f9, man mano che scorrono i giorni. E se fossi l&#8217;ennesima ragazza sbagliata? E se pure lui, come Giorgio, mi nascondesse un&#8217;altra donna in ogni porto? Nel suo caso, lass\u00f9 in Scozia, vicino alle sue origini? Pi\u00f9 volte prendo il cellulare e provo a digitare un messaggio da inviargli, ma poi mi blocco, potrei disturbarlo, magari la situazione \u00e8 veramente seria. Il mercoled\u00ec sera finalmente sento la suoneria che ho associato al numero di Maximilian. Rispondo al secondo squillo, non posso attendere oltre.<br \/>\n&#8220;Ciao Eleonora, come stai? Mi spiace di non averti chiamato prima.&#8221; La sua voce \u00e8 stanca, distaccata. Forse qualcuno lo sta ascoltando, presente l\u00ec vicino a lui? Capisco che sta misurando le parole. Mi spiega solo che suo padre ha avuto una brutta caduta, in seguito a un malore, e sua madre era nel panico. Suo fratello Jonathan \u00e8 negli Stati Uniti per una convention e l&#8217;unico che poteva raggiungerli velocemente era solo Maximilian. Mentre lo dice, \u00e8 incredibilmente freddo e distante, mi sembra essere tornato l&#8217;uomo del parcheggio, di quel primo giorno. Un completo estraneo. &#8220;Non so quanto rester\u00f2, ma appena ho il volo di rientro in Italia, ti scrivo.&#8221;<br \/>\nIn ufficio Michela si comporta pi\u00f9 da stronza che mai, ogni tanto accenna alla mia situazione sentimentale con Maximilian, ma i suoi toni sono ironici. Fingo di non capire e mi concentro sul lavoro. Renato invece mi scruta sospettoso, temo purtroppo abbia subodorato l&#8217;inganno e cerchi l&#8217;occasione propizia per riprovarci con me. Di sicuro si sta avvicinando troppo ai miei spazi.<br \/>\nIl weekend successivo, poco prima di San Valentino, lo passo da sola, senza altre notizie di Maximilian. Sono cos\u00ec depressa che a un certo punto mi confido persino con mio fratello Enrico, per sfogare la mia frustrazione.<br \/>\n&#8220;Sei solo paranoica! Non hai alcun elemento su cui basarti. Andiamo, Giorgio era uno stronzo, e io te lo avevo detto, per inciso, tu non hai mai voluto ascoltarmi&#8230; Ma questo Maximilian mi sembra ok, diamogli un&#8217;opportunit\u00e0&#8230; Lascia almeno che lo conosca prima, no?&#8221;<br \/>\n&#8220;Uhm&#8230; ti piace solo perch\u00e9 \u00e8 scozzese e tu sei fissato con la Scozia&#8230;&#8221;<br \/>\nUna risata sguaiata dall&#8217;altra parte mi restituisce un po&#8217; di allegria.<\/p>\n<p>E&#8217; marted\u00ec, \u00e8 San Valentino e io mi sento di schifo. Non so pi\u00f9 nulla di Maximilian e non so pi\u00f9 cosa pensare. Gli ho anche mandato un messaggio ieri, un semplice &#8220;Tutto bene?&#8221; ma non ho ricevuto risposta. Non \u00e8 possibile che non trovi il tempo per un messaggino!<br \/>\nQuando entro in ufficio, un grosso mazzo di rose rosse troneggia sul bancone dell&#8217;ingresso e riempie di intenso profumo tutto l&#8217;androne. Per un attimo spero che sia un pensiero di Maximilian, e il mio cuore esulta, ma subito dopo compare Renato, pi\u00f9 infido che mai, a reclamare come sua l&#8217;idea. &#8220;Per le mie belle ragazze! Perch\u00e9 vi adoro!&#8221; e mi guarda languido, mentre Michela sorride sorniona nell&#8217;angolo opposto, esaltata da questa caccia del perfido gatto al misero topolino.<br \/>\n&#8220;Ho sentito che Maximilian \u00e8 scappato in Scozia&#8230;&#8221; Decide di punzecchiarmi stavolta proprio con Renato ancora tra noi.<br \/>\n&#8220;Problemi di famiglia&#8221; rispondo tranquilla, sperando di dissimulare noncuranza.<br \/>\n&#8220;E non ti ha portato con s\u00e9?&#8221; sibila ancora a voce bassa.<br \/>\n&#8220;Io avevo altri impegni qui&#8230;&#8221; Mi giro e le rivolgo la miglior espressione felice che trovo.<br \/>\n&#8220;Peccato, non festeggerete San Valentino cos\u00ec!&#8221; conclude proprio Renato, ammiccando verso la sottoscritta. &#8220;Ci vediamo dopo, ora ho una riunione fuori. Magari festeggeremo al mio rientro&#8230;&#8221;<br \/>\nDi male in peggio, dovr\u00f2 trovare una scusa per scappare da l\u00ec. Michela per\u00f2 non si d\u00e0 per vinta e continua la sua offensiva.<br \/>\n&#8220;Ma sai, non mi stupisce che ti abbia lasciata in Italia. Maximilian \u00e8 sempre allegro nelle sue frequentazioni. Sembra metterti al centro del mondo e poi sparisce in un lampo.&#8221;<br \/>\nSi muove piano, ancheggiando, tra la sua scrivania e il fotocopiatore. Mi aspetto il colpo di grazia, so che ce l&#8217;ha pronto. &#8220;Ti ha detto no, che siamo stati insieme?&#8221;<br \/>\nIl mio cuore salta un battito&#8230; No, lei no! Ma perch\u00e9?!<br \/>\n&#8220;Mi ci ha trascinato lui, nel suo letto, non sembrava dispiacergli affatto&#8230;&#8221;<br \/>\nDeglutisco. Mi siedo prima di avere un giramento.<br \/>\n&#8220;E poi, guarda caso, non voleva pi\u00f9 saperne. Mi ha fatto ubriacare, si \u00e8 approfittato di me, come se fossi uno straccetto&#8230;&#8221;<br \/>\nUn lampo attraversa la mia mente. &#8220;E dimmi, era ubriaco anche lui? Quando si \u00e8 svegliato si ricordava almeno il tuo nome?&#8221;<br \/>\nSbuffa, ma non risponde. Colpita e affondata. Lei era una di quelle cose stupide, una di quelle ragazze sbagliate, non io.<br \/>\nPer\u00f2 la mattina trascorre veloce, senza alcun segno di Maximilian. Quando controllo la mia posta privata in pausa pranzo, trovo un&#8217;email di conferma per un colloquio di lavoro, in un&#8217;azienda di consulenza alquanto rinomata. Dovrei essere al settimo cielo, ma la notizia non mi risolleva l&#8217;umore. Sto aspettando altro, mi sto illudendo, lo so. Che stupida.<br \/>\nA met\u00e0 pomeriggio, vedo Michela vestirsi per uscire. &#8220;Ciao cara, io vado a festeggiare col mio ragazzo, tanto rimani tu qui, no?&#8221;<br \/>\nEsattamente in quell&#8217;istante, si avvicina Renato e la saluta con fin troppo calore. &#8220;Vai Michela, Eleonora \u00e8 qui in buone mani.&#8221; Appena lei esce dalla porta e restiamo soli, me lo ritrovo incollato alla schiena, stretta tra il suo corpo e l&#8217;archivio alto.<br \/>\n&#8220;Allora, potremmo andare a cena, ti pare? Siamo da soli, facciamoci compagnia, no?&#8221; Le sue mani sono sui miei fianchi.<br \/>\n&#8220;Allora non ci capiamo&#8230; TOGLI LE MANI DI DOSSO DALLA MIA FIDANZATA!!&#8221; La voce di Maximilian \u00e8 talmente alta e possente che saltiamo tutti e due dalla paura. Persino i vetri sembrano essersi mossi al suo ordine perentorio.<br \/>\n&#8220;Io&#8230; non&#8230; Ah, non ci crede nessuno che \u00e8 la tua fidanzata, andiamo! Non ha nemmeno uno straccio di anello!&#8221;<br \/>\n&#8220;Su questo hai ragione, ma rimediamo subito.&#8221; Tira fuori una scatolina di velluto scuro dalla tasca. &#8220;Sono andato a ritirarlo ieri, tesoro&#8230;&#8221; mi guarda intensamente, mentre con un braccio gentile mi toglie dalle sgrinfie di Renato. &#8220;Finalmente l&#8217;hanno sistemato, sulla tua misura, e la pietra non si muove pi\u00f9. Ecco.&#8221;<br \/>\nLe mani mi tremano, e per un attimo le nostre dita si sfiorano. Resto senza fiato quando apro la scatola. Un cerchietto di oro bianco e una stupenda pietra azzurra, come i suoi occhi del Nord. Non oso nemmeno toccarlo.<br \/>\nPrende lui l&#8217;anello e delicatamente lo infila alla mia mano destra. &#8220;Perfetto!&#8221;<br \/>\nSi volta verso Renato. &#8220;Immagino che tu non abbia problemi se oggi esce un po&#8217; prima, vero?&#8221; Le sue parole suonano come una minaccia.<br \/>\n&#8220;No, no, affatto. Non abbiamo urgenze. Godetevi la serata&#8230;&#8221; Sguscia fuori dall&#8217;ufficio, lungo il corridoio, lasciandoci soli.<br \/>\nScoppio a piangere, non so nemmeno io se di gioia o di disperazione.<br \/>\nMaximilian tira fuori un fazzoletto ricamato dal suo taschino e mi asciuga le lacrime. &#8220;Mi spiace&#8230; ma anche tu, perch\u00e9 il tuo telefonino \u00e8 spento? Avr\u00f2 cercato di chiamarti non so quante volte da ieri sera!&#8221;<br \/>\nStranita, recupero il mio cellulare dalla borsa, e in effetti, non so come, si \u00e8 messo in modalit\u00e0 aereo. Appena lo riporto in linea, ricevo una valanga di messaggi, sia di testo che della segreteria occupata. Oh che disastro!<br \/>\n&#8220;Ho provato anche qui stamattina, ma mi ha risposto Michela e quella stronza mi ha detto che ti eri presa un giorno di ferie. Ho capito subito che mentiva, ma non sapevo come altro rintracciarti&#8230;&#8221;<br \/>\nMi porge la sua fiaschetta di whisky e ne prendo un piccolo sorso.<br \/>\n&#8220;Tuo padre sta meglio?&#8221; riesco solo a dire alla fine.<br \/>\n&#8220;Si, direi di s\u00ec. Non voleva che tornassi, ma gli ho detto che a San Valentino devo stare con la mia fidanzata&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Usciamo in silenzio dal mio ufficio. Mi stringe al suo fianco, mentre camminiamo verso la sua auto. Mi apre la portiera, mi sorride mentre mi scosta una ciocca di capelli dal viso, prima di aiutarmi a salire al mio posto.<br \/>\nQuando sale dall&#8217;altra parte e finalmente siamo soli, lontani da orecchie indiscrete, riguardo l&#8217;anello brillare in penombra al mio anulare. Un gesto davvero carino, da parte sua, fin troppo.<br \/>\n&#8220;E&#8217; davvero bello, chiss\u00e0 chi sar\u00e0 la fortunata&#8230;&#8221; e vado per toglierlo e rimetterlo nella scatolina di velluto.<br \/>\n&#8220;Cosa fai?&#8221; mi sussurra lui, avvicinandosi al mio viso.<br \/>\n&#8220;Te lo restituisco. Non pu\u00f2 essere un anello di fidanzamento&#8230;&#8221;<br \/>\nLui blocca le mie mani, gentilmente. &#8220;No, \u00e8 vero, non \u00e8 un anello di fidanzamento. Sarebbe prematuro, me ne rendo conto. Ma \u00e8 comunque il mio regalo di San Valentino per te, Eleonora. Non toglierlo, per favore.&#8221;<br \/>\nIl cuore mi ruzzola impazzito dentro il petto. Non era solo una scenetta per difendermi dal capo?<br \/>\n&#8220;A meno che tu non lo voglia&#8230; e allora mi dispiace di avere frainteso.&#8221;<br \/>\n&#8220;No io&#8230; cio\u00e8 s\u00ec, lo voglio&#8230; ma \u00e8 troppo&#8230; cio\u00e8 io&#8230;non vorrei che&#8230;&#8221; farfuglio perch\u00e9 non riesco a fermare i pensieri, correre impazziti per la mia testa. E&#8217; stata una settimana decisamente difficile e ora sto vivendo questo sogno.<br \/>\nLa sua bocca \u00e8 sulla mia, prima che possa dire altre sciocchezze. E allora ci parliamo davvero, in un altro modo. Le nostre lingue si cercano, si stuzzicano, si esplorano. Le nostre labbra sono roventi, i nostri respiri si fondono l&#8217;uno nell&#8217;altro.<br \/>\nCi scostiamo dopo un tempo infinito, accaldati e senza fiato.<br \/>\n&#8220;Ho prenotato un ristorante per questa sera&#8221; mi sussurra. &#8220;Vuoi venire a cena con me, Eleonora? Poi vediamo come va.&#8221;<br \/>\nAnnuisco, felice oltre ogni misura. &#8220;E poi vediamo come va.&#8221;<br \/>\nUn ultimo, incredibile bacio mi dice che andr\u00e0 benissimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(C) 2023 Barbara Businaro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note:<\/em><br \/>\n<em>Questo racconto \u00e8 figlio del Bronchenolo e del Tachifludec. Una settimana e mezza fa oramai, quando avevo in mente un altro tipo di storia ma sentivo che non era il momento giusto per svilupparla, mi sono presa una bronchite, subito degenerata in raffreddore sgocciolante, tosse persistente e voce bella profonda, da spirito maligno infestante&#8230; Ho dovuto cedere alle medicine e ho rubato una bustina di Bronchenolo, non l&#8217;avevo mai provato. Ho dormito intensamente e ho sognato a colori (non sono quelli che si avverano, i sogni a colori?!) Ed ero l\u00ec quando Maximilian \u00e8 entrato, sbattendo il plico di fogli sul bancone, uno sguardo fiero che uccide, mentre tuona perentorio di togliere le mani dalla sua fidanzata. Non sono una fanatica delle donzelle in pericolo e dei fulgidi cavalieri in soccorso, ma la scena era bellissima. Mi sono svegliata la domenica mattina sorridendo contenta. Questa \u00e8 una storia da San Valentino, eccome! Perfetta! Ma accidenti, non posso scriverla!! Non posso, non posso, non posso!!<\/em><br \/>\n<em>La scena richiama forte alla memoria un momento della prima stagione di <a href=\"https:\/\/www.webnauta.it\/wordpress\/outlander-starz-stagioni-precedenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Outlander<\/a>, quando un Jamie Fraser compare alla finestra del castello, dove Black Jack Randall sta brutalmente interrogando Claire, e grida \u201cI\u2019ll thank ye\u2026 to take yer hands\u2026 off my wife!\u201d (&#8220;Vi ringrazier\u00f2&#8230; di togliere le mani&#8230; da mia moglie!&#8221;) Il Bronchenolo ha pescato da l\u00ec, direi. Sono quindi andata avanti qualche giorno litigando fra me e me. Scrivila! No, non posso! Perch\u00e9 no? Scrivila, accidenti! Noneeee, non posso scrivere di Scozia e di scozzesi, ti pare?! Non so esattamente cosa alla fine mi ha fatto capitolare, forse perch\u00e9 la storia era l\u00ec, persistente, non se ne voleva andare.<\/em><br \/>\n<em>Nel frattempo ho anche letto il romanzo rosa <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/mio-regalo-inaspettato-Felicia-Kingsley-ebook\/dp\/B08P2KY7GK\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;Il mio regalo inaspettato&#8221;<\/a> di Felicia Kingsley, proprio uno dei miei regali di Natale, ambientato proprio in Scozia. Tutto sommato non c&#8217;\u00e8 moltissima ambientazione scozzese, questo mi ha dato forse un po&#8217; pi\u00f9 sicurezza. La mia storia comunque \u00e8 rimasta in Italia, e Maximilian ha l&#8217;aria pi\u00f9 vichinga rispetto al protagonista di Outlander. Sono salva! \ud83d\ude00<\/em><br \/>\n<em>Sfortuna vuole per\u00f2 di essermi ritrovata a scrivere il racconto di nuovo sotto Bronchenolo e Tachifludec. I brividi lungo la schiena di Eleonora sono in realt\u00e0 i miei brividi per la febbre, per un&#8217;influenza pestifera che mi ha sorpreso dallo scorso venerd\u00ec. Sono per\u00f2 contenta, perch\u00e9 se riesco a scrivere in queste condizioni, vuol dire che questa storia lo esige e non potevo proprio tenerla chiusa.<\/em><br \/>\n<em>La canzone non era nemmeno la sua, all&#8217;inizio. Avevo optato per un&#8217;altra, ma poi YouTube mi ha proposto questa Bittersweet. Si incastrava a perfezione, quando lei canta &#8220;Makes my heart beat, Like a drum.&#8221;(trad. fa battere il mio cuore, come un tamburo). Quel &#8220;Like a drum&#8221; si pronuncia praticamente allo stesso modo di &#8220;like a dram&#8221;, dove il &#8220;dram&#8221; \u00e8 invece un piccolo sorso di whisky. E niente, non sono pi\u00f9 riuscita di togliermi questa melodia dalla testa. Penso ci stia molto bene nella salita all&#8217;appartamento di lei, quando poco dopo decidono di arieggiare le lenzuola&#8230;<\/em> \ud83d\ude09<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spengo la radio ancora prima di svoltare all&#8217;ultimo incrocio, sulla strada verso l&#8217;ufficio. Non posso sopportare le canzoni sdolcinate che trasmettono in questo periodo. Mancano due settimane a San Valentino e il mio umore \u00e8 decisamente a terra. No, che dico, \u00e8 nel sottosuolo e forse \u00e8 l\u00ec che dovrei stare, in una bella confortevole [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":28309,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[276,21,22,4196],"class_list":["post-28310","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti-poesie","tag-highlights","tag-racconti","tag-rosa","tag-san-valentino"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.8 (Yoast SEO v26.8) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Non dimenticarti il mio nome - webnauta<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Non bere whisky e non dimenticarti il mio nome. 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